Mater semper certa

Immagine Test di paternitàMater semper certa è una locuzione latina, la cui traduzione è “La madre è sempre certa” (cioè conosciuta definitivamente). Può essere completata da pater autem incertus oppure pater numquam.

In diritto è molto più semplice collegare la nascita di un figlio ad una madre solo per il fatto naturale del parto. Per il padre invece, nonostante le innovative tecniche di comparazione del sangue e del dna, opera una presunzione di paternità di 300 giorni.

I figli nati all’interno del matrimonio sono automaticamente considerati figli del marito, ripeto NONOSTANTE LE INNOVATIVE TECNICHE DI COMPARAZIONE DEL SANGUE E DEL DNA e dei cambiamenti, in meglio o peggio, secondo le varie opinioni, dei costumi sessuali della società.

Per continuare nella tradizione patriarcale, in cui i figli naturali, avuti fuori dal matrimonio, erano esclusi da ogni beneficio di avere un padre ad esclusivo vantaggio dei figli della moglie, il nuovo femminismo del governo Letta, nel decreto legislativo sulla riforma del diritto di famiglia, in materia di filiazione, sbandierando “la definitiva equiparazione dei figli “naturali” a quelli legittimi” a pochissimi mesi da una simile riforma il cui risultato era stato già venduto come “la definitiva equiparazione dei figli “naturali” a quelli legittimi” cerca di introdurre, e verosimilmente ci riuscirà, il concetto che, ogni figlio di una donna è del marito.

Recita l’articolo 18 del Decreto Legislativo:

ART. 18
(Modifiche all’articolo 244 del codice civile)
1. L’articolo 244 del codice civile è sostituito dal seguente:
” ART. 244
(Termini dell’azione di disconoscimento)
L’azione di disconoscimento della paternità da parte della madre deve essere proposta nel termine di sei mesi dalla nascita del figlio ovvero dal giorno in cui è venuta a conoscenza dell’impotenza di generare del marito al tempo del concepimento.
Il marito può disconoscere il figlio nel termine di un anno che decorre dal giorno della nascita quando egli si trovava al tempo di questa nel luogo in cui è nato il figlio; se prova di aver ignorato la propria impotenza di generare ovvero l’adulterio della moglie al tempo del concepimento, il termine decorre dal giorno in cui ne ha avuto conoscenza.
(omissis)

Nei casi previsti dal primo e dal secondo comma l’azione non può essere, comunque,  proposta oltre cinque anni dal giorno della nascita.

Non conosco le priorità del legislatore, ma non vedo di certo l’interesse a difendere il diritto di un uomo a non prendersi cura, educare e curare un figlio non suo.

Vedo, dietro a questo articolo, l’interesse, nascosto dietro il presunto interesse del minore, di difendere i privilegi della donna la quale avrà così la certezza che il prorpio figlio concepito magari con un altro uomo, e lei di conseguenza , avranno a disposizione le risorse economiche del marito.

La maternità è difesa dalla Costituzione, ma una madre può non riconoscere un figlio alla nascita, mentre la paternità, ed i diritti ad essa collegati, non sono difesi, ma può essere imposta anche contro la sua volonta ad un uomo.

Occorre che qualche onesto parlamentare raccolga questa istanza e proponga, e faccia approvare urgentemente, l’introduzione di adeguate analisi ematologiche obbligatorie già alla nascita, in modo da poter stabilire immediatamente se il bambino nato è effettivamente del marito o dell’uomo che si crede suo padre, specialmente alla luce di queste nuove limitazioni al diritto maschile di “paternità consapevole”.
LJD


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2 Responses

  • Lo stesso articolo che dice che ogni figlio della donna è anche del marito in realtà è anche una trappola. E può risultare tale sia quando lo è, sia quando non lo è. Oggi per l’uomo è molto difficile, visto che di diritti riproduttivi non ne ha molti.

    La moglie, la ragazza, la donna o la fidanzata può non proteggersi, anche se questi due si sono messi d’accordo di non concepire… e di conseguenza risultare incinta senza la volontà del marito. Tirannia, vi chiderete? NO, il fatto è che quando si vive insieme le scelte bisogna prenderle appunto INSIEME… soprattutto se si tratta di una cosa così importante come il bambino.

    Jan

  • emanuele vitone Luglio 19, 2013 at 19:40

    proposta di legge vergognosa e in assoluta malafede.
    Abbiamo il test del DNA e non c’è nessun motivo di introdurre limiti di tempo.
    Se un bambino NON è figlio di un uomo, NON lo sarà mai, a prescindere dalle pazzie legislative