Il Femminismo: Affondamento Pilotato della Società

Questo articolo vuole essere una pillola rossa per gli uomini. Come Matrix, il Femminismo è una prigione per la mente ed è da lì che deve partire la liberazione.

Molti uomini considerano ancora le rivendicazioni femministe come giuste e necessarie. In realtà, la pretesa emancipazione ha ridotto gli uomini al livello di cagnolini, e anche un gradino più in basso essendo questi ultimi spesso preferiti dalle donne, ormai capaci solo di relazioni infantili, immature ed umorali:

https://www.coscienzamaschile.com/index.php/topic,29.0.html

La libertà femminista della donna si rivela sempre più per quello che è: un capriccio. Come bambini viziati, le donne esasperano gli uomini che fanno l’infausto passo di mettersele in casa. Persino la semplice convivenza, come mi ha detto un senzatetto del mio quartiere, può portarti via casa e reddito:

https://www.coscienzamaschile.com/index.php/topic,19.0.html

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Oltre il maschio debole: per un movimento maschile libero dal femminismo


Una visione poco conosciuta della Questione Maschile. Imperdibile intervista all’autore Roberto Giacomelli:

Isolato, colpevolizzato, depresso e de-virilizzato: il maschio debole – prodotto della società nutritiva, liquida e digitale – è l’eterno poppante che affolla le metropoli occidentali.
Privo di riferimenti forti, è cresciuto tra reality show e cibo spazzatura, inseguendo le chimere del consumo, della carriera e dell’edonismo: un individuo femmineo, sradicato ed omologato, che non ha consapevolezza maschile e non esige nulla da sé.

Questo saggio – agile come un pamphlet – è l’impietoso ritratto del nostro tempo: dallo studio dei comportamenti delle masse alla natura dei processi globali; dal dominio della tecnica allo smarrimento dell’Eros; dal materialismo dilagante all’affossamento delle identità, passando per la sovversione dell’ordine naturale, delle sacralità radicate e dei valori perenni.
La complementare polarità del maschio e della femmina – alla base del cosmos organico degli antichi – ha subìto un penoso ribaltamento dei ruoli che ha stravolto gli equilibri sociali, psicologici e familiari dei nostri popoli. L’alternativa all’eclissi del maschio – suggerita dall’autore con un messaggio potente – è la Via del Guerriero, intesa quale strada per la Formazione di un “uomo nuovo”: vero, comunitario e selvaggio, in ordine con una rinascita spirituale, tradizionale e virile che possa restituire un destino alla civiltà europea.

Un libro controcorrente, recensito dai maggiori quotidiani ma non a caso passato del tutto inosservato dai siti maschili, in cui nonostante le molte ottime opere uscite in Italia, campeggiano pochissimi autori in un monopolio di fatto.

Un libro che come pochi porta a chiederci: dove vogliamo andare come movimento maschile? Vogliamo scimmiottare il femminismo, con la sua retorica vittimista, o dare un’impronta autenticamente maschile alle nostre battaglie?

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Perché gli Incel sono essenziali, e non da rieducare, nel movimento maschile

Agli Incel sono stati riservati dal mondo maschile toni duri, risparmiati alle donne e alle stesse femministe cui non di rado vengono profusi inaspettati complimenti.
Perfino quando si afferma di riabilitarli, degli Incel si parla con degnazione paternalistica e appena dissimulato imbarazzo, dietro cui balugina la ripugnanza verso gli ospiti malaccetti nel salotto buono.
Il lupo travestito da pecora non convince ma andiamo al punto.

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Costanza Tosi: insopprimibile attrazione del falsario

Quando leggo certe cose resto esterrefatto!

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/strapparono-figlio-affidarlo-padre-violento-ora-anche-lonu-1814304.html

Dunque i fatti: separazione conflittuale, il figlio viene affidato al padre.

L’interpretazione della giornalista: il padre è violento, il bambino viene trascurato, sottoalimentato, picchiato, maltrattato. Il giudice incomprensibilmente ignora tutte le prove della tragica situazione portate dalla madre e lascia il figlio al padre violento


Boh, davvero stupefacente …

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Lo stupratore sei TU!


Non sono ancora passati 25 anni e sembra che siano passati dei secoli

25 anni fa, a metà degli anni ’90, eravamo tutti indaffarati a ballare la Macarena, per le strade di New York o nella Convention dei democratici, assieme a Hillary Clinton. A Tokyo e a Caracas. Anche a Roma. Tutti, bambini e anziani, uomini e donne, bianchi e neri, senza distinzione di razza né sesso. Quel ritmo contagioso spruzzava allegria e gioia, e ci faceva muovere spensieratamente in una comunione di intenti che rendeva il mondo e l’umanità più felici.

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Lettera aperta degli “ex carbonari” ai vecchi e nuovi attivisti del Momas

Cari amici,

ad onta di tutto e benché non sia ancora emerso alla cronaca, stiamo vivendo una stagione diversa del movimento maschile italiano. I tempi della “carboneria” sono alle nostre spalle. Oggi abbiamo a disposizione nuovi strumenti, nuove capacità ed una coscienza ancora più acuta. In particolare, sul piano della comprensione globale del conflitto tra i sessi, con l’uscita del saggio di Santiago Gascó (il secondo tomo in questi giorni), si è perfezionato in Italia il quadro dei testi di riferimento per l’intero movimento maschile (ed anche per i nostri avversari…), opere che sono frutto di una presa di coscienza, di un’analisi, di una riflessione seconde a nessuna.

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