Autore Topic: Papa Francesco il rivoluzionario donnista  (Letto 35235 volte)

Offline Sardus_Pater

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Re:Papa Francesco il rivoluzionario donnista
« Risposta #345 il: Dicembre 17, 2016, 15:16:10 pm »
Ci vorrebbe un complottino intra moenia...
Meglio un giorno da Tex Willer che cento da Julia Kendall.

Offline Vicus

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Re:Papa Francesco il rivoluzionario donnista
« Risposta #346 il: Dicembre 17, 2016, 22:39:36 pm »
Ci vorrebbe un complottino intra moenia...
In effetti c'è: :D

Non voglio rigirare il dito nella piaga ma sembra che qualcosa si stia muovendo e l'informazione e il sostegno dei fedeli in questo momento sono essenziali.
L’onesta e doverosa contestazione dei quattro Cardinali sta coagulando attorno a loro, sebbene con discrezione, un consenso sempre più ampio che potrebbe quantomeno far riflettere il Papa.
Riporto in traduzione italiana estratti di una dichiarazione in loro difesa scritta dal card. Athanasius Schneider:

Non possiamo fare nulla contro la verità, ma solo per la verità (2 Cor. 13: 8)

I cardinali dicono che per “molti - vescovi, sacerdoti, fedeli - questi paragrafi alludono o perfino insegnano esplicitamente un cambiamento nella disciplina della Chiesa rispetto ai divorziati che vivono in una nuova unione”. Parlando così, i cardinali non hanno fatto che constatare fatti reali nella vita della Chiesa

Tutti i vescovi, infatti, devono promuovere e difendere l'unità della fede e la disciplina comune all'insieme della Chiesa,” (Lumen gentium, 23; cfr anche Christus Dominus, 5-6).
Così facendo essi rendono “un servizio al ministero primaziale” del Papa (cfr. Directory for the Pastoral Ministry of Bishops, 13).
L’intera Chiesa ai nostri giorni deve riflettere sul fatto che lo Spirito Santo non ha ispirato invano san Paolo a scrivere nella Lettera ai Galati circa l’evento della sua correzione pubblica di Pietro. Bisogna avere fiducia che Papa Francesco accetti questo appello pubblico dei quattro cardinali nello spirito dell’apostolo Pietro, quando san Paolo gli offrì una correzione fraterna, per il bene di tutta la Chiesa. Possano le parole del grande dottore della Chiesa, san Tommaso d’Aquino, illuminarci e confortarci: “Quando ci fosse un pericolo per la fede, i sudditi sarebbero tenuti a rimproverare i loro prelati anche pubblicamente. Perciò Paolo, che pure era suddito di Pietro, per il pericolo di scandalo nella fede lo rimproverò pubblicamente. E sant’Agostino commenta: «Pietro stesso diede l’esempio ai superiori di non sdegnare di essere corretti dai sudditi, quando capitasse loro di allontanarsi dalla retta via»” (Summa theol., II-II, 33, 4c).
Inoltre, le relazioni a tutti i livelli all’interno della Chiesa devono essere libere da un clima di paura e intimidazione, come Papa Francesco ha chiesto nei suoi molteplici pronunciamenti.
Le reazioni insolitamente violente e intolleranti da parte di alcuni vescovi e cardinali contro la calma e  circospetta richiesta dei quattro cardinali suscitano grande stupore. Tra queste reazioni intolleranti si possono leggere affermazioni di questo genere: i quattro cardinali sono stupidi, ingenui, scismatici, eretici, e perfino paragonabili agli eretici ariani.
Tali giudizi apodittici e impietosi rivelano non solo intolleranza, rifiuto del dialogo e rabbia irrazionale, ma dimostrano anche una resa davanti all’impossibilità di dire la verità, una resa al relativismo nella dottrina e nella pratica, nella fede e nella vita. La succitata reazione clericale   contro la voce profetica dei quattro cardinali dimostra,  in ultima analisi, impotenza  davanti agli occhi della verità.

Nella situazione di confusione dottrinale dei nostri giorni è utile a tutti citare alcune affermazioni di sant’Ilario di Poitiers, l’“Atanasio dell’Occidente”.
è unicamente all’interno dei nostri confini che  la comunione in Cristo ha potuto essere trovata dal tempo in cui la Chiesa ha cominciato ad essere tormentata da turbolenze come l’espatrio dei vescovi, la deposizione di sacerdoti, l’intimidazione della gente, la minaccia della fede, e la definizione del significato della dottrina di Cristo fatta dalla volontà e dal potere degli uomini.

«  Le seguenti parole di san Basilio il Grande, indirizzate ai Vescovi latini, possono essere sotto certi aspetti applicati alla situazione di coloro che ai nostri giorni chiedono chiarezza dottrinale, compresi i nostri quattro cardinali: “L’unica carica che oggi è sicura di attirare una  severa punizione è l’attenta conservazione delle tradizioni dei padri.

In che contrasto drammatico fu il comportamento di Papa Liberio con la seguente convinzione di sant’Ilario di Poitiers: “Noi non facciamo la pace a spese della verità, facendo concessioni per acquisire la reputazione di tolleranza. Facciamo la pace combattendo legittimamente secondo le regole dello Spirito Santo. C’è il pericolo di allearsi surrettiziamente  con l’infedeltà, ammantando ciò con il bel nome della pace” (Hil. Ad Cost., 2, 6, 2).
Le seguenti parole, ispirate dallo Spirito Santo, mantengono il loro valore profetico soprattutto di fronte al diffondersi della confusione dottrinale e pratica riguardo al sacramento del matrimonio ai nostri giorni: “Verrà giorno in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole. Tu però,  vigila attentamente, sappi sopportare le sofferenze, compi la tua opera di annunziatore del Vangelo, adempi il tuo ministero” (2 Tim. 4: 3-5).
Possano tutti, coloro che ai nostri giorni prendono ancora sul serio i loro voti battesimali e le loro promesse sacerdotali ed episcopali, ricevere la forza e la grazia di Dio, per poter ripetere con sant’Ilario le parole: “Che io possa essere sempre in esilio, purché solo la verità cominci ad essere predicata di nuovo!” (De Syn., 78). Questa forza e questa grazia la desideriamo con tutto il cuore per i nostri quattro cardinali, come anche per coloro che li criticano.

+ Athanasius Schneider, Vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Santa Maria in Astana

Mons. Schneider ha quindi ricordato che «il primo grande peccato clericale fu il peccato del sommo sacerdote Aronne, quando costui cedette alle domande impertinenti dei peccatori e permise loro di venerare l’idolo del vitello d’oro (cfr. Es. 32, 4), sostituendo in questo concreto caso il Primo Comandamento del Decalogo di Dio, cioè sostituendo la volontà e la parola di Dio, con la volontà peccatrice dell’uomo. Aronne giustificava questo suo atto di clericalismo esasperato con il ricorso alla misericordia e alla comprensione verso le esigenze degli uomini. La Sacra Scrittura dice appunto: ‘Mosè vide che il popolo non aveva più freno, perché Aronne avevo tolto ogni freno al popolo, così da farne il ludibrio dei loro avversari’ (Es. 32, 25)».
«Si ripete oggi sostanzialmente nella vita della Chiesa quel primo peccato clericale. Aronne aveva dato il permesso di peccare contro il Primo Comandamento del Decalogo di Dio e di poter essere allo stesso tempo sereni e lieti nel farlo, e la gente appunto danzava. Si trattava in quel caso di una letizia nell’idolatria: ‘Il popolo sedette per mangiare e bere, poi si alzo per darsi al divertimento’ (Es. 32, 6)».


Nel suo intervento alla Fondazione Lepanto, il 5 dicembre 2016, il cardinale Raymond Leo Burke ha detto: «Il peso sulle spalle di un cardinale è molto grande. Siamo il Senato del Papa e i suoi primi consiglieri e dobbiamo soprattutto servire il Papa, dicendogli la verità. Porre delle domande, come abbiamo fatto al Papa, è nella tradizione della Chiesa, proprio per evitare divisioni e confusione. Lo abbiamo fatto con sommo rispetto per l’Ufficio Petrino, senza mancare di reverenza alla persona del Papa. Ci sono tante domande, ma le cinque domande principali che abbiamo posto devono necessariamente avere una risposta, per la salvezza delle anime. Preghiamo ogni giorno per avere una risposta, fedele alla Tradizione, nella linea apostolica ininterrotta che rimanda a Nostro Signore Gesù Cristo».
« Ultima modifica: Dicembre 18, 2016, 03:21:28 am da Vicus »
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Offline Vicus

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Re:Papa Francesco il rivoluzionario donnista
« Risposta #347 il: Dicembre 19, 2016, 18:42:26 pm »
Questo articolo proviene da una rinomata rivista cattolica, Life Site. Le notizie raccolte provengono da interviste a personale vaticano, in buona parte alti prelati.

Esiste un ‘regno del terrore’ in Vaticano?

La nostra visita a Roma di questo fine novembre è stata la più drammatica tra i tanti viaggi da noi fatti nella città eterna negli ultimi 10 anni. Dopo l’incontro con cardinali, vescovi, agenzie vaticane e lo staff del Dicastero, abbiamo potuto constatare un’ansia diffusa ed una paura molto tangibile tra molti di quei servi fedeli alla Chiesa di Roma. Qualcosa che, perlomeno negli ultimi dieci anni, non si era mai percepita prima.

Molti prelati vivono nel terrore di essere rimossi dalle loro posizioni, licenziati da loro posti di lavoro d’agenzia o di incorrere in gravi rimproveri (pubblici o privati) per accuse personali provenienti da Papa Francesco in persona o da coloro che agiscono nella stretta cerchia dei collaboratori del pontefice. Si percepisce molta paura ed ansia soprattutto per il grande danno che la Chiesa sta subendo e per l’impotenza nel non riuscire ad arrestare questa valanga.

Verso il termine della nostra visita (durata una settimana), un religioso di alto livello ha confermato le nostre impressioni, aggiungendo: “Si può sentire concretamente la paura. È tangibile”.

Un altro prelato, che è sempre stato disposto a discutere con noi di situazioni vaticane ‘delicate’ durante i passati anni, ci ha immediatamente detto che a ‘questo giro’ non avrebbe parlato, nemmeno in via ufficiosa e confidenziale su una qualsiasi delle attuali controversie. Ci è stato domandato di non porre a lui domande su queste questioni, anche se verso il termine del soggiorno vaticano siamo stati in grado di affrontare con lui almeno una delle controversie in essere, portando alla sua attenzione informazioni a lui sconosciute.

Il rilascio dei dubia da parte degli ormai noti sei coraggiosi cardinali, tranquillamente appoggiati da almeno 20 o 30 altri cardinali, ha chiaramente scatenato un’accresciuta atmosfera di intimidazione e di paura in Vaticano.

Il papato di Papa Francesco ha creato un clima radicalmente diverso a Roma rispetto a quando regnavano Papa Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, sotto i quali Roma era un luogo molto più accogliente per i combattenti a difesa della Cultura Cattolica e della Vita.

Recentemente, anche i cardinali Burke e Pell sono stati ufficialmente rimossi dalla Congregazione per il Culto Divino e recentemente la composizione di tale Ufficio è stata radicalmente messa sottosopra, con numerosi progressisti designati quali sostituti. Questa strategia ha di fatto neutralizzato e messo a tacere il fortemente ortodosso cardinale Sarah, capo della Congregazione.

Anche al cardinal Ouellet, Capo della Congregazione dei Vescovi, è stata lasciata ben poca reale autorità, con subalterni progressisti nominati da Francesco che oggi hanno maggiore voce in capitolo su chi deve diventare vescovo. I vescovi che vengono di conseguenza nominati di fresco generalmente tendono ad essere di vedute radicalmente più “liberali”, come i nuovi cardinali Cupich e Farell ed il vescovo di San Diego, Robert McElroy. E, naturalmente, è stato impedito al Cardinale Pell di continuare le sue riforme fortemente necessarie delle istituzioni finanziarie vaticane e delle procedure ancora piene di corruzione (questa informazione proviene da fonte irreprensibile).

L’Academy for Life, in origine fondata da Papa Giovanni Paolo II e dal dottor Jerome Lejeune, è stata drasticamente modificata e il vescovo kasperitiano, monsignor Vincenzo Paglia, è stato scelto da Papa Francesco come suo nuovo capo. Il requisito originale di Giovanni Paolo II e del dottor Lejeune che i membri dovessero firmare una dichiarazione nella quale sottoscrivevano gli insegnamenti della Chiesa a favore della vita è stata rimossa, il mandato dell’Accademia è stato cambiato ed ha assunto una nuova veste che ora include il concentrarsi sull’“ambiente” e l’appartenenza a vita di molti distintivi e storici membri fondatori è stata revocata. Non sarà un caso che questo è stato fatto considerando che un numero significativo di quei membri originali, cari amici di Giovanni Paolo II e del dottor Lejeune, erano fra i più severi e capaci critici di Papa Francesco.

Che ne sarà di loro ora, nell’attuale clima di grave intimidazione, se continueranno ciò che è stato per loro naturale per decenni in unione con il magistero cattolico sul tema della contraccezione — insegnamento che risale agli albori della Chiesa?

Le Università cattoliche di Roma sono poi sotto osservazione e le lezioni dei professori sono attentamente scelte per garantire che esse si conformino ad una libera interpretazione di Amoris Laetitia. Gli ecclesiastici sono segnalati ai superiori se sono beccati ad esprimere preoccupazioni circa Papa Francesco. Molti hanno paura di parlare apertamente, anche quando in passato sono stati sempre molto disponibili. I giornalisti del Vaticano ci ha detto che sono stati avvertiti più volte di non esternare alcun dubbio.

È come se la Roma cattolica si fosse trasformata in una sorta di Stato di polizia della Chiesa a causa di quello che è vista essere una grande minaccia proveniente sia dai dubia sia da alcuni ordini del giorno.

In un articolo del 13 dicembre su OnePeterFive, il commentatore del Vaticano Maike Hickson ha dichiarato:

“Ho sentito che il Vaticano è oggi come uno Stato occupato. Alcune fonti con cui ho parlato hanno paura che le comunicazioni con i funzionari del Vaticano siano controllate; alcuni hanno anche riportato anomalie sospette nelle loro conversazioni telefoniche in cui, dopo una chiamata caduta, l’audio degli ultimi momenti della loro conversazione è andato più e più volte in loop, come se qualcuno stesse ascoltando una registrazione. Alcune persone che lavorano all’interno del Vaticano stanno consigliando ai propri contatti esterni di non condividere informazioni sensibili via e-mail o tramite i telefoni cellulari rilasciati dal Vaticano”.

Hickson prosegue riportando la risposta del rispettato vaticanista Ed Pentin ad una domanda posta durante una vasta intervista a Reginamag.com:

“La reazione del Papa, di andare fino al punto di mettere in discussione lo stato mentale dei [quattro] cardinali, è stata letta come una manifestazione della sua irritazione per vedersi la sua agenda ostacolata. E invece di fidarsi della parola dei quattro cardinali (che hanno detto che agiscono prevalentemente per carità verso il Santo Padre, per la giustizia e per la profonda preoccupazione pastorale), essi vengono visti come avversari. Penso che abbia anche lavorato dietro le quinte per assicurarsi che la sua agenda non venga ostacolata. Da articoli posizionati strategicamente su L’Osservatore Romano, ad equivoci da parte di chi ha pubblicamente criticato i dubia, quando viene domandato se il Papa aveva chiesto loro di fare così, Francesco si è comportato, per dirla come un osservatore, come un ‘lobbista politico dietro le quinte’. Durante le tre settimane dopo che i dubia sono stati pubblicati, il Papa ha rilasciato tre interviste ai media di tutto il mondo, ognuno delle quali vòlta a legittimare la sua posizione, denigrando i suoi critici”.

Infine, è importante sottolineare che semplicemente facendo corrispondere i fatti con le parole provenienti dal Papa e dai suoi fedelissimi, è chiaro che si stanno verificando atti di significativa menzogna ed inganno, calunnie ed il tentativo di infangare la reputazione di coloro i quali sono pubblicamente critici verso Amoris Laetitia, o semplicemente fanno menzione a tali critiche. Mi addolora sinceramente dire tutto questo, perché, come giornalista cattolico non desidero in alcun modo sminuire il ministero petrino, ma sento di avere l’obbligo di riferire i fatti su ciò che sta accadendo”.

In un altro articolo di LifeSite, abbiamo riportato la valutazione del vescovo Atanasio sul deterioramento della situazione a Roma:

“La reazione ai dubia è una prova del clima in cui viviamo in realtà nella Chiesa in questo momento”, ha dichiarato il vescovo Schneider. “Viviamo in un clima di minacce e di negazione del dialogo verso un gruppo specifico”.

Schneider ha proseguito dicendo che “il dialogo sembra essere accettato solo se si pensa come tutti gli altri. Il che equivale ad un regime”.

Schneider ha menzionato la sua esperienza in Russia, dove è nato ai tempi dell’Unione Sovietica. I suoi genitori sono stati mandati da Stalin nei gulag dopo la seconda guerra mondiale. “Se non seguivi la linea del partito, o ne dubitavi facevi quella fine; non potevi nemmeno domandare qualcosa in merito. Questo è per me un chiaro parallelo a quello che sta ora succedendo nelle reazioni ai dubia dei cardinali”.

Durante il soggiorno noi della stampa abbiamo ottenuto un incontro con il cardinale Cupich presso il North American College, subito dopo il Concistoro. Ho posto al prelato una domanda relativa all’animosità che devono subire i rispettosi autori delle interrogazioni a Francesco, alla quale il cardinale mi ha risposto negando sorprendentemente qualsiasi conoscenza che si stesse verificando una cosa del genere. Poi, quando un altro collega della nostra testata ha alzato la mano per porre a sua volta una domanda, è stata annunciata un’improvvisa regola, ovvero che era consentita una sola domanda per ciascuna agenzia. Ma quando una doppia domanda proveniente dalla medesima agenzia non verteva sulla questione dei dubia, il cardinale Cupich dava la sua autorizzazione, dicendo: “Perché no, dal momento che la tua è una domanda amichevole?”. E così quella domanda è stata consentita.

La crescente ostilità nei confronti dei media cattolici che osano semplicemente mettere in discussione (con rispetto) le azioni o dichiarazioni di quelli intorno a Papa Francesco o del papa ha raggiunto livelli senza precedenti.

Ogni giorno sembra che ci sia un sempre crescente e deteriore ostilità orchestrata contro chiunque osi rispettosamente sostenere i dubia dei fedeli cardinali, chiunque osi rispettosamente discutere le dichiarazioni e le azioni di Papa Francesco.

Dobbiamo domandarci cosa sta realmente accadendo a Roma. Tutto è così profondamente preoccupante.

La frase più comune che abbiamo continuato a sentire durante il soggiorno a Roma è che c’è una “guerra” in atto nella Chiesa — una guerra dello “spirito progressista del Vaticano II” contro i cattolici ortodossi. Tutti ripetono incredibilmente la medesima cosa.
« Ultima modifica: Dicembre 22, 2016, 15:12:10 pm da Vicus »
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Alberto1986

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Re:Papa Francesco il rivoluzionario donnista
« Risposta #348 il: Gennaio 24, 2018, 23:42:02 pm »
Citazione
Il Papa: la seduzione del serpente ad Eva è la prima fake news.

Papa Francesco nel messaggio per il giorno di san Francesco, considerato il patrono dei giornalisti, ha parlato di fake news che, a suo parere, risalgono alla seduzione di Eva.
Ha detto che le fake news si basano sulla menzogna, "intenzionalmente non impegnativa e di retorica sottilmente ingannevole", ma anche "sull'uso di complessi meccanismi psicologici. Dobbiamo denunciare quella che può essere chiamata la tattica del serpente" si legge nel testo del messaggio del Papa.
Secondo lui, il serpente della Bibbia ha creato agli albori dell'umanità la prima notizia falsa, che ha iniziato "la tragica storia del peccato dell'uomo". Il serpente si chiama "padre della menzogna", si avvicina alla donna, fingendo di essere suo amico, ma dice il vero solo parzialmente.
Nel mese di dicembre Papa Francesco ha anche detto che alcuni rappresentanti dei media spesso tornano ai vecchi scandali sensazionalistici, ha definito questo comportamento un grave peccato.

https://it.sputniknews.com/mondo/201801245556214-papa-serpente-eva-fake-news-patrono-giornlisti-scandali/


 :lol:


Offline Vicus

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Re:Papa Francesco il rivoluzionario donnista
« Risposta #349 il: Gennaio 25, 2018, 01:24:51 am »
Posto che l'episodio della Genesi non è considerato dai cattolici un resoconto letterale, ma si riferisce a una caduta primordiale dell'uomo registrata da moltissime culture (Grecia, civiltà amerindie, ecc.): è vero che il serpente ha mentito, ma presentare un racconto sacro come una fake news è davvero puerile. :doh:
Tutta la scienza occidentale, dalla scuola all'accademia sembra avere una sola funzione: riscrivere la storia ad immagine della banalità polticamente corretta.
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Offline Volpe argentata

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Re:Papa Francesco il rivoluzionario donnista
« Risposta #350 il: Gennaio 25, 2018, 07:44:59 am »
Quando un Papa "piace" agli atei e' la dimostrazione che non sta esercitando correttamente il proprio magistero.

Offline freethinker

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Re:Papa Francesco il rivoluzionario donnista
« Risposta #351 il: Gennaio 25, 2018, 08:49:14 am »
Quando un Papa "piace" agli atei e' la dimostrazione che non sta esercitando correttamente il proprio magistero.

Da incorniciare!
Those who would give up essential liberty to purchase a little temporary safety deserve neither liberty nor safety.
Benjamin Franklin, Historical Review of Pennsylvania, 1759

Offline Vicus

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Re:Papa Francesco il rivoluzionario donnista
« Risposta #352 il: Gennaio 25, 2018, 08:57:17 am »
Sui siti che ti ho linkato (3D di qualche settimana fa) lo si legge tutti i giorni!
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Alberto1986

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Re:Papa Francesco il rivoluzionario donnista
« Risposta #353 il: Gennaio 25, 2018, 14:42:57 pm »
Quando un Papa "piace" agli atei e' la dimostrazione che non sta esercitando correttamente il proprio magistero.

Ma poi un Papa che considera "fake news" cose riportate sulla Bibbia che Papa è?  :lol: Comunque, a mio avviso, questo Papa non è che piace agli atei. Semplicemente viene usato.

Offline maveryx

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Re:Papa Francesco il rivoluzionario donnista
« Risposta #354 il: Marzo 16, 2018, 18:10:36 pm »
TANTUM ERGO
In un certo senso, si potrebbe dire che Bergoglio commette lo stesso errore di questo giovane ed ingenuo (a differenza del papa) prete di periferia.
Il piccolo episodio, tratto dal film "I nuovi mostri", magari non è tanto anticlericale come potrebbe apparire a prima vista.
Comunque il video merita una visione anche solo per ammirare e godere  dell'immensa bravura del grande Vittorio Gassman.

"Fuggi a vele spiegate, uomo felice, da ogni genere di cultura." Epicuro

Offline Vicus

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Re:Papa Francesco il rivoluzionario donnista
« Risposta #355 il: Marzo 16, 2018, 21:44:47 pm »
Ma quale anticlericale, è una scena profetica dell'oggi:

http://www.marcotosatti.com/2018/03/16/scandalo-vigano-stilum-curiae-risponde-a-insulti-e-deliri-di-un-prete-su-fb/

"Mi ha colpito perché l’autore, che non nomino, perché non merita menzione né nome, si professa sacerdote della Chiesa cattolica. Vive al nord, e nella sua fotografia di profilo di Facebook ha una bella maglietta che sembra della Sampdoria, e niente che lo possa identificare come un sacerdote. Tanto meno quello che scrive"

E si spera anche del domani, quando in chiesa si ricomincerà a parlare di Dio invece di far comizi.
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Offline Sardus_Pater

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Re:Papa Francesco il rivoluzionario donnista
« Risposta #356 il: Agosto 12, 2018, 12:14:22 pm »
Oggi papa Imbroglio si è superato, usando un bello slogan in italo-argentino.
Mancava della spontaneità del "se mi sbaglio mi corigerete" di un Santo Padre di ben altro spessore (pur pieno d'ombre).
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Offline Vicus

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Re:Papa Francesco il rivoluzionario donnista
« Risposta #357 il: Agosto 12, 2018, 13:32:43 pm »
Quale, "se non ci opponiamo al male, lo alimentiamo in modo tacito"? Su questo ha ragione.
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.