Autore Topic: La UE ordina: vestitevi con abiti usati  (Letto 278 volte)

Offline Vicus

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La UE ordina: vestitevi con abiti usati
« il: Ottobre 15, 2022, 16:40:17 pm »
Chi come me non lo facesse già si prepari. Si noti che non ci lasceranno neppure le mutande che saranno collettivizzate (figurarsi il PC da cui esercitiamo il diritto di libera espressione):

Vivian Loonela, la rappresentante estone presso la Kommissione ci ragguaglia sui piani relativi al vestiario. Entro il 2030 verrà drasticamente ridotta la fast-fashion, quella cioè che consente ai working poors creati dal capitalismo terminale di vestirsi . Dovremo essere bravi a riciclare e a riutilizzare senza troppe pretese. La Commissione vuole legiferare persino sul numero di collezioni consentite in un anno (neanche l’Unione Sovietica è mai arrivata a tanto), controllare il nostro footprint ambientale (CO2 e menate varie) e suggerisce di creare delle piattaforme dove scambiare ed affittare abbigliamento… non avrai niente e sarai felice. Oppure ti suiciderai e gli farai un favore.

Ecco il testo ufficiale che comanda:

La Commissione europea sta sviluppando una strategia tessile sostenibile per dirottare il maggior numero possibile di articoli sia dagli scaffali dei negozi che dagli armadi delle persone verso programmi di riciclaggio e riutilizzo entro il 2030. L’UE prevede inoltre di porre un limite all’importazione di “fast fashion”.

Attualmente, ogni persona nell’Unione europea scarta ogni anno circa 11 chilogrammi di tessuti, principalmente vestiti.

Diversi studi indicano che gli indumenti che sono stati indossati solo da sette a 10 volte vengono spesso scartati. Questo è completamente insostenibile. La Commissione europea sta quindi sviluppando una strategia tessile.

Secondo il piano proposto, tutti i tessuti venduti sul mercato dell’UE entro il 2030 devono essere durevoli e riciclabili.

“Gli indumenti dovrebbero essere realizzati con fibre eco-compatibili: si tratta di fibre riciclate, prive di composti nocivi e prodotte tenendo conto dei diritti ambientali e sociali”, ha detto a ERR Vivian Loonela, capo della rappresentanza estone della Commissione europea.

Ciò include una riduzione del flusso di catene di produzione tessile veloci nell’UE. Mentre la “moda veloce” è meno costosa, i prodotti sono spesso di qualità inferiore e hanno un impatto ambientale maggiore, ha spiegato Loonela.

“La strategia di primavera presentata dalla Commissione elabora i seguenti obiettivi: ridurre il numero di collezioni  all’anno, assumersi la responsabilità, agire per ridurre al minimo la propria impronta di carbonio e ambientale. È anche importante pensare a dove vengono fabbricati questi prodotti e all’occupazione condizioni dei lavoratori».

Non ci sono intenzioni di ampliare il sistema delle quote già applicato all’industria tessile.

Un altro problema importante è lo smaltimento dei rifiuti tessili. Il consumo di tessili è il terzo fattore più negativo all’interno dell’Unione, dopo l’uso dell’acqua e del suolo, e il quarto fattore più dannoso per l’ambiente e il cambiamento climatico in generale.

“È stato concordato che a partire dal 2025, la raccolta separata dei rifiuti tessili sarà obbligatoria in tutta l’Unione europea. Gli Stati membri stanno ora incorporando queste linee guida nei loro quadri giuridici”.

I rifiuti tessili sono una voce di esportazione in rapida crescita, in particolare verso i paesi extraeuropei. Loonela ha affermato che la Commissione ha proposto restrizioni anche su questo.

“Se devono essere esportati dall’OCSE, le economie più ricche del mondo, ciò dovrebbe essere fatto solo se il paese di destinazione notifica alla Commissione che è disposto ad accettare i rifiuti e può gestirli in modo responsabile. Non dovrebbe essere il caso che i vestiti vengono accumulati nell’Unione europea e poi scaricati da qualche parte in paesi terzi”.

Tutti questi miglioramenti previsti potrebbero portare, ad esempio, alla creazione di piattaforme per lo scambio e il noleggio di vestiti [no dico... "noleggiare" le mutande....

“Abbiamo svolto un ottimo lavoro in Estonia con la Rappresentanza della Commissione Europea, il Reuse Center e Reet Aus per mostrare alle persone come funziona la selezione dei tessuti e come i vecchi tessuti possono essere riciclati in nuovi: cosa potrebbe essere buttato via e cosa dovrebbe essere riutilizzato e le persone hanno risposto positivamente”.

Gli Stati membri stanno ora discutendo il piano proposto. Loonela ha aggiunto che il Consiglio dell’UE adotterà probabilmente la politica entro la fine dell’anno.

Fonte:

https://news.err.ee/1608744724/eu-wants-to-limit-fast-fashion-imports
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Offline Marco21

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Re:La UE ordina: vestitevi con abiti usati
« Risposta #1 il: Ottobre 18, 2022, 15:36:22 pm »
Ti faccio notare, caro Vicus, che anche se il cambiamento climatico fosse una bufala, è innegabile almeno l'effetto sulla salute dell'inquinamento e del consumismo. I tumori, le leucemie, i linfomi, sono senza dubbio legati al consumismo sfrenato di quest'epoca e all'inquinamento derivante dalla produzione massiccia di beni inutili. Quindi, per una volta che chi ci governa fa qualcosa di minimamente buono, perchè lamentarsene? La gioia è nel materialismo dei vestiti e dell'estetica? O in ciò che coltiviamo dentro di noi? Il consumismo sfrenato porta solo all'autodistruzione. I nostri nonni o bisnonni vivevano con pochissimi vestiti e stavano meglio di noi. Noi umani siamo già stati ecologisti e minimalisti nei secoli scorsi... solo che ce lo siamo dimenticato. E lo facevamo spontaneamente, senza nessuna legge che ce lo imponesse. Lo facevamo perchè era la cultura dominante, quella del risparmio e della sobrietà. Poi il petrolio e l'energia facile, ci hanno dato alla testa, facendoci diventare dei mostri.

Offline Marco21

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Re:La UE ordina: vestitevi con abiti usati
« Risposta #2 il: Ottobre 18, 2022, 15:46:57 pm »
Aggiungo al precedente post, che il noleggio si riferisce sicuramente ad abiti costosi, che spesso vengono indossati una volta sola. Persino a me è capitato di essere costretto a comprarmi un vestito elegante (non ne avevo) per andare ad un matrimonio a cui sfortunatamente mi avevano invitato. Bè, quel vestito riposa nell'armadio da anni. E magari poi farà la muffa e lo dovrò buttare. Sarei stato ben felice di noleggiarlo, se me ne avessero dato l'opportunità. L'articolo non si riferiva a noleggiare la biancheria intima. Lo sai anche tu.

Scusami, ma credo che post di questo tipo, diano una brutta immagine del forum. E riducano la credibilità di quello che viene poi pubblicato riguardante la questione maschile, che è invece la questione più importante e che dovrebbe unirci tutti.

Offline Vicus

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Re:La UE ordina: vestitevi con abiti usati
« Risposta #3 il: Ottobre 18, 2022, 22:12:39 pm »
Sul consumismo non potrei essere più d'accordo, ma se c'è una cosa che la UE non farà è sbarazzarsi del "mercato", che è il suo alfa e il suo omega.
Le belle parole che sentiamo sono una maschera per celare l'indigenza di massa che ci stanno preparando, senza rinunciare a speculazioni assurde come le "auto elettriche"
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