Autore Topic: Palombelli: "Bisogna chiedersi se davvero uomini violenti sono fuori di testa!"  (Letto 289 volte)

Online Massimo

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Oggi purtroppo va così: a dire certe cose bisogna essere donne. Se sei un uomo rischi la denuncia per apologia di reato e pure il carcere. E' toccato a Barbara Palombelli dire delle ovvietà la cui menzione non viene concessa agli uomini. Naturalmente ci sono state delle reazioni di carattere violento, ad indicare che il femminismo mediatico non esita a cacciare nella polvere donne esaltate fino a qualche giorno prima. Il fatto è che a forza di presenziare allo spettacolo televisivo Forum (uno dei pochi seri e forse l'unico serio) la Palombelli ha potuto avere una visione più chiara e realistica delle cose e ha posto un lecitissimo dubbio: "Ma davvero gli uomini violenti sono tutti fuori di testa o forse c'è stato un comportamento aggressivo ed esasperante dall'altra parte? Bisogna chiederselo, una domanda del genere dobbiamo farcela per forza in questa sede, un tribunale!". Apriti cielo: si è scatenata tutta la rabbia femminista sulla rete (in questo caso il reato d'odio non deve esistere, anzi l'odio è doveroso).  La Palombelli credeva forse, per il semplice fatto di essere donna, di mettere in discussione la narrazione femminista della "donna sempre vittima"? Il femminismo non tollera le eresie, nemmeno se pronunciate da eretiche e la Palombelli è stata subito messa alla gogna. Devo dire la verità: Barbara Palombelli non mi è mai piaciuta. Troppo perbenista, borghese, "sofisticata". Ma devo dire che oggi mi sono ricreduto su di lei. Se prima non mi era simpatica, adesso lo è.

Offline Vicus

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Sentono tremare la poltrona sotto i piedi. Le menzogne sono essenziali alla tirannia in qualunque forma si manifesti, la verità è un'arma potente. Chapeau alla Palombelli, che finora non mi è mai stata simpatica ma certamente non ignorava le probabili reazioni alla sua uscita. Spero non ritratti come Crepaldi e tanti altri, sarebbe un ulteriore bell'esempio di coraggio
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Online Massimo

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C'era da aspettarsi che si scatenassero le ire della Santa Inquisizione Mediatica Femminista contro Barbara palombelli per le sue parole. E così è stato. Puntualmente. Dopo gli insulti in rete ("Palombelli vergognati" by Selvaggia Lucarelli, "Sono esterefatta" di Chiara Appendino "le parole di Barbara palombelli sono gravissime" Boldrini dixit) ecco l'articolo di giornale contro di lei (naturalmente in prima pagina) scritto da Massimo Gramellini sul Corriere della Sega (e ricomincio a scrivere Sega) il quale dopo un omaggio doveroso a Barbara Palombelli (che dopotutto è una donna) "é una brava giornalista che però le è scappato il piede sulla frizione" riporta le parole della Palombelli pari pari (a pubblico ludibrio) inclusa la domanda finale: " bisogna chiedersi se gli uomini violenti sono tutti dei fuori di testa oppure se c'è stata una condotta provocatoria dall'altra parte. Dobbiamo porcela questa domanda ora in questa sede, in Tribunale". Cosa risponde l'azzerbinato giornalista? "Ma anche no - scrive - nel senso che è più urgente farsene delle altre (sentiamo!): cosa spinge il novantanove virgola nove periodico per cento degli uomini violenti ad uccidere le donne? (udite, udite!)? Non il loro modo di FARE, ma il loro modo di ESSERE (lui sì che è un fenomeno, ha capito tutto!): di essere libere e di non dipendere da un uomo. E' questo a scatenare la rabbia di questi uomini fino al punto di ucciderle, tanti più che i comportamenti aggressivi che precedono il femminicidio (omicidio è una parola che non usa più, applicata alle donne) sono proprio quelli dell'uomo (certo, caro Gramellini succede sempre così, tu lo sai)".
E, al termine dell'articolo, dopo aver ribadito la Vulgata Femminista che nessuno e nessunA, nemmeno una brava giornalista si deve mai permettere di contestare,  il nostro Inquisitore Femminista consiglia all'eretica come è "opportuno" e "consigliabile" oggi comportarsi: "mentre viene uccisa una donna al giorno è PERICOLOSO (non FALSO, si badi) adombrare (sic!) il concetto che il femminicida sia stato "provocato". Anche non volendolo, si rischia di alimentare una letteratura nefasta, frutto di una cultura arcaica in via di troppo lenta estinzione che attribuisce la responsabilità dei femminicidi (e dajè) al comportamento della vittima e non invece a quello del carnefice". Ed ecco servito il trattamento da riservare ad eretici e contestatori del Verbo Femminista. E che la Palombelli non si permetta di passarla liscia per il fatto di essere donna. Anche lei deve essere solennemente redarguita e, se insiste, punita. Per cui siamo arrivati a questa situazione: a difendere il punto di vista maschile sui mezzi di comunicazione di massa sono sempre più delle donne e a contestare tali donne che difendono il punto di vista maschile sono sempre più uomini. Zerbini o azzerbinati. Dobbiamo metterci a ridere o a piangere?