Parole degli uomini: Cosimo Tomaselli

Cosimo Tomaselli, 54 anni, separato, tre figli. Laureato in Medicina, specializzato in IMG_20151130_124836484odontoiatria, libero professionista. Ha avuto ruoli direttivi nel maggiore sindacato dentale italiano (ANDI) e nell’Ordine dei Medici. Ha frequentato vari gruppi e movimenti, tra i quali CL, l’Arca di Lanza del Vasto, la Campagna OSM-DPN, Beati i Costruttori di Pace. Libero professionista.

Schema della relazione

Ho incontrato il Movimento Maschile un 10-15 anni fa: una amica di CL mi consigliò il libro di Risè “Il Padre: l’assente inaccettabile”. Da quella lettura presi spunto e mi iscrissi prima alla mailing list per il padre di Risè, poi iniziai a frequentare il mitico forum di Uomini 3000: tempi preistorici a ripensarli oggi, quando come gente che affoga bevevamo avidi sorsate d’aria semi-clandestina, sempre preoccupati che il potere femminista ci faccese chiudere.

Qualche anno fa Red e Rino mi chiesero di occuparmi del nuovo forum, sganciato da U3000. Serviva qualcuno che sapesse affrontare con sufficiente tranquillità le eventuali denunce, che infatti non tardarono ad arrivare.

I filoni più interessanti che abbiamo seguito in questi anni sono stati:

  • la discussione sulla prostituzione, con 28 mila visite, che ha ripreso una discussione storica dal forum U3000. Discussione dissacrante volta anzitutto a decolpevolizzare il sesso mercenario: se un uomo va a prostitute non fa un torto ad una o a più donne, ma riceve lui un torto in quanto è costretto a pagare per ciò che gli è stato promesso gratis.
  • la discussione sugli stupri: tanti stupri tutti falsi. Semplicemente abbiamo sottoposto ogni notizia di stupro della stampa ad una analisi critica e abbiamo cercato di seguirla nel tempo. Quando abbiamo aperto la discussione sembrava una provocazione. Solo osare mettere in discussione l’autenticità del riferito stupro sembrava un delitto. Oggi si dice con una certa tranquillità che l’80-90% degli stupri denunciati in corso di separazione è strumentale.
  • la discussione sul femminicidio. Abbiamo monitorato il sito di Femminismo a Sud, anche qui semplicemente analizzando ogni supposto femminicidio, il contesto, i protagonisti, le dinamiche. Anche questa discussione all’inizio suonava di provocazione, ma oggi sembra difficile sostenere il concetto stesso di femminicidio.

La risonanza del forum va molto oltre gli iscritti ed è frequente trovare riferimenti alle nostre discussioni in ambiti anche molto lontani.

Per quel che riguarda gli utenti e le emozioni soppresse dei maschi mi sembra di poter dire che i sentimenti che emergono più spesso sono la vergogna, la rabbia e la tristezza.

La vergogna intesa come il senso di umiliazione che colpisce il lupo scacciato dal branco che si aggira con fare dimesso, la schiena curva, il muso basso nella speranza di farsi riaccogliere, tenuto sotto sorveglianza dal maschio dominante nell’indifferenza delle femmine. Questa condizione che possiamo immaginare come propria degli stadi più primitivi dello sviluppo umano e che sembrava superata dal neolitico (patriarcato) per il legame monogamico o comunque definito tra un maschio e una (o poche) femmine, quando le femmine non assistevano più indifferenti alla partenza dei loro uomini per la guerra, sembra riemergere nella civiltà contemporanea.

La rabbia che sentiamo nel forum non è tanto la rabbia del maschio beta vinto dal maschio alfa, ma origina dalla sensazione dei patti traditi. La società neolitica prevedeva determinati diritti e determinati doveri: tale sistema di relazioni viene oggi messo in discussione in modo unilaterale e gli uomini scoprono di avere tutti i doveri e nessun diritto. Abbiamo assistito negli anni all’emergere, ad esempio, della vicenda dei padri separati. Riteniamo che lo spazio del forum abbia avuto l’utilità di consentire a molte persone di razionalizzare la propria rabbia, trovando percorsi ed elaborazioni alternative alla violenza.

La tristezza è l’altro sentimento che emerge prepotente dai nostri utenti: origina dall’impotenza a ricostruire relazioni positive, reciproche, oltre il clima del sospetto per cui anche la donna di migliore buona volontà nel momento del conflitto trova un sistema giuridico prima ma anche culturale e sociale, che le promette di fare della propria e dell’altrui vita ciò che preferisce (promessa, lo sappiamo, illusoria, ma intanto il danno è fatto). Il forum è servito ad evitare gesti autolesionisti a causa di questa tristezza? Noi crediamo di sì.


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