Autore Topic: Il mito del Padre autoritario che evita le “devianze”! (by Fikasicula)  (Letto 66625 volte)

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Offline skorpion72

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La nostra amica è tornata e leggete che popo' di post che ha scritto, e che idea ha della figura paterna. Evidenzio i punti più importanti.

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Il mito del Padre autoritario che evita le “devianze”!

Federica segnala questo articolo dicendo che non sa se è più imbarazzante il suo contenuto o il fatto che a scriverlo sia stata una donna. Chissà.

Io arrivo da una settimana di giri per l’Italia a dibattere di comunicazione, media, violenza, corpi lesbici, precari (a proposito: il report e le slides sull’appuntamento sui corpi lesbici arrivano a breve, le slides sui corpi precari e su donne, media e violenza sono già online).

Dopo tutte queste belle cose, ancora in giro per riprendermi da questo tempo di iperattivismo, con aggiornamenti sul terremoto da parte della falange (disarmata) emiliana/nordica di FaS, con qualche libro da leggere e recensire, con il Feminist Blog Camp da organizzare, mi ci voleva proprio un articolo da decostruire, alla maniera di Lorenzo, tanto per tenermi in esercizio.

Suvvia, fatelo con me.

La fonte è L’Avvenire.

Rubrica sull’educazione. Titolo: “Ragazze, c’è papà di guardia.”.

E già rabbrividisco perché se il target educativo è la consegna della illibatezza delle fanciulle al “padre” (padrone dei nostri corpi?) mi pare di sentire l’eco della mia trisavola. E si che perfino da noi, in Sicilia, le cose sono un po’ cambiate.

E vado all’analisi del testo:

Lei ha 16 anni, la sera esce con gli amici. Ma se all’una e un quarto di notte – 15 minuti dopo il tempo stabilito – non è ancora tornata, un padre «come si deve» non aspetta inerte in salotto, ma sale in macchina e la va a cercare.

[non fa una grinza. ella vuole che si spacchi il minuto e dopo solo 15 minuti c'è da allertare i pompieri e i militari tutti. senza parlare di questa figura mitologica del padre-salotto, testa e torace d'uomo e poltrona incorporata, che se ne resta lì seduto in gran silenzio e possibilmente al buio, ad aspettare la donzella per poi effettuare pluricontrolli e regalare bollini di congruità sulla verginità mantenuta]

E quando lei uscirà con un ragazzo – perché capiterà, prima o poi: le figlie non vanno alle elementari in eterno –, lo stesso padre non permetterà che lui l’attenda in strada: pretenderà invece che entri in casa, che si presenti e, guardandolo negli occhi, gli farà capire che lo ritiene responsabile di quello che succederà alla sua bambina.

[Siamo alle istruzioni guerresche. L'interprete della cultura patriarcale assegna all'uomo un incarico di utilità, quello dell'orco (ma perché non lo fai tu invece di assoldare un cecchino e far passare lui per il cattivo?). Insomma lei avverte (e grazie) che le bambine crescono (ma va?) e 'sto padre dovrà fare il sorvegliante del corpo della figlia e poi anche l'intimidatore di professione di tutti coloro che oseranno frequentarla. Un po' come nei film americani anni '50, in cui il father guarda lui e gli fa intendere che lei non è in grado di difendersi da sola, è un corpo inerme, privo di autonomia, le cui decisioni nulla contano, una specie di fantoccio debole e indifeso e dunque avviene una specie di passaggio di proprietà, sicché lui l'affida all'altro affinché la "difenda". Non viene in mente che lei potrebbe voler mandare a quel paese entrambi. e vabbè.]

Bambina, sì, perché a 16 anni (ma anche a 18 o a 20) le ragazze hanno bisogno ancora e sempre di una guida. Quindi, padre (spesso confuso) di un’adolescente, occorre restare sul campo di battaglia. Proteggerla. Difenderla. Intervenire. Alzare barriere intorno a lei. Non lasciarla sola, alla mercé di sé stessa e di una società che la vuole far crescere prima del tempo.

[Si ribadisce che la sostanza di questa donna è di essere una eterna bambina che non è in grado di intendere e volere, un po' da coccolare, da controllare, sorvegliare, da internare, ma fa più figo ed è tanto più politically correct dire che sia da "proteggere". Il padre, ancora lui, ché ci fa bene ribadire che gli uomini devono aspirare al ruolo di cattivi della genitorialità, hanno da trasformarsi in cavalieri senza paura, guerrafondai e discretamente competenti in questioni edili, giacché alzar barriere e torri in cui rinchiudere le principesse (che dovranno essere "salvate" da altri uomini?) deve essere un lavoro duro, e poi restare sempre con lei, e isolarla dal mondo intero, vietarle di andare a scuola, guardare la tivvù, leggere i giornali, farsi contaminare da questa sporchissima società che ogni tanto, tra varie sconcezze e superficialità, può dire che lei è un soggetto autodeterminato e che - volendo - può anche scegliere di farsi crescere i capelli, fare una lunga treccia, e poi fuggire dalla sua torre dorata dicendo addio mamma e addio papà e pensate voi che per andarmene non ho avuto bisogno di un uomo ma mi sono laureata o sono andata a fare la cameriera ad Amsterdam.]

Una prospettiva rivoluzionaria, in tempi di disimpegno educativo come quelli che viviamo. In tempi in cui padri (e madri) si dedicano a spa e massaggi, running, free climbing e bungee-jumping, convinti (o, meglio, speranzosi…) che il loro compito termini quando i figli sono alle superiori. Che, dopo essere diventati degli assi a cambiare pannolini e a preparare pappe – i giovani papà questo l’hanno imparato, ed è già stata una conquista – beh, adesso tocca a loro giocarsi la partita. Soprattutto se femmine, perché quando crescono la delega alla madre diventa in bianco: i padri, semmai, si limitano a un ruolo «di spalla», perché donna con donna ci si capisce di più. Sbagliato, sbagliatissimo. È vero esattamente il contrario: il bello, per padri di figlie femmine, viene proprio con l’adolescenza. Sono loro a costruire il modello di uomo a cui in futuro le figlie si avvicineranno. È sotto lo sguardo del padre che una bambina diventa donna. Dunque, come non si può disertare al ruolo di padre accanto ai figli bambini, questo vale ancora di più con i teenager.

[Qui la editorialista o rubrichista che dir si voglia immagina che i genitori siano tutti di rango superiore, ché dei disoccupati e dei precari che  non hanno un soldo neppure per campare è chiaro che non ce ne frega niente. Loro non esistono e tanto basta. Dopodiché insiste sul ruolo del padre padrone e del recupero dell'autoritarismo genitoriale "soprattutto se femmine" perché i "maschi" li lasciamo scorribandare come pare a loro, ché tanto non hanno futuro, possono tranquillamente essere deresponsabilizzati quando fanno sesso, ed è importante leggere di questa madre alla quale i padri lascerebbero delega in bianco (???) per istigare la centralità di un ruolo (quello paterno) che dovrebbe essere quello di costruttore (ancora l'edilizia! è giornalismo o è il manuale del perfetto geometra?) del modello d'uomo al quale le figlie si avvicineranno. Immagino che la manualista del bon ton per le fanciulle d'altri tempi sarebbe oltremodo sconvolta all'idea di sapere che le ragazze non sono tutte etero, che ogni tanto pomiciano tra loro, che quando scelgono un tipo con cui fare sesso non cercano un "modello" standard (quello lo recuperi al supermercato) ma vogliono quello che piace a loro e che immaginare di volere per la propria figlia il modello d'uomo "protettore" (che fa tanto magnaccia o in alternativa di uomo con diritto proprietario che al primo vagito di libertà della donna te la accoppa in men che non si dica) che insiste con lo sguardo di sorveglianza (peggio del grande fratello... brrrr), una specie di genitore stalker dal quale, per fortuna, oggi ci si può difendere, è proprio sperare il peggio per lei. La meraviglia dell'essere genitori è quella di sperare che le figlie e i figli sappiano difendersi da soli/e, che siano autonomi/e nelle proprie decisioni e che abbiano sufficiente autostima da mandare a quel paese anche i genitori se questi sono deleteri per la sua esistenza.]

La chiamata dei padri alle armi arriva da una pediatra americana di lunga esperienza, Meg Meeker, madre di quattro figli. Nell’ultimo decennio ha visto il suo studio riempirsi di quattordicenni depresse, anoressiche, bulimiche, con il cuore a pezzi. Colpa della libertà in cui vivono e anche del fatto che nessuno dice loro con fermezza e autorevolezza quali sono le regole della casa e, soprattutto, che le facciano rispettare. Cari padri, chiede la Meeker in Papà sei tu il mio eroe (Ares, pp. 256, euro 16), volete questo destino di infelicità per le vostre figlie? Volete chiudere un occhio quando passerà le notti in bianco in discoteca? Volete che all’università passi il tempo a imbastire “storie” perdendo di vista l’obiettivo? Volete vederle uscire di casa a 12 anni in minigonna e top? I padri possono impedire tutto questo, sostiene con piglio tutto americano la Meeker. Lo possono fare perché proprio da loro – gli uomini di casa – le figlie cercano l’autorità, la fermezza. Non l’amicizia, non la complicità: proprio le regole. Li odieranno, ma li rispetteranno. E sapranno che c’è qualcuno che le ama.

[E da dove poteva venire questa "chiamata alle armi" per i padri se non da una americana che dall'alto della sua cognizione scientifica decide di attribuire la responsabilità dei disagi delle adolescenti alle madri e di riconsegnarle all'autoritarismo di un padre padrone per risolvere? Tanto varrebbe dire che bisogna chiuderle in carcere, privarle del loro diritto a scegliere e poi evitare di porsi troppe domande quando c'è da analizzare la complessità sociale dei contesti nei quali le ragazze sono obbligate a crescere. E quella complessità sociale include anche personalità un po' distorte e bacchettone che immaginano che privare le ragazze della propria volontà di agire e medicalizzarle (o, in alternativa, criminalizzarle) sia una cosa sana invece che quella cosa morbosa che poi in realtà è.]

Però occorre rimboccarsi le maniche e capire, come scrive nella prefazione Mariolina Ceriotti Migliarese, «qual è la parte che compete loro nei confronti delle meravigliose piccole donne di oggi, così sfrontate, così vulnerabili, così esigenti, così belle…».  L’adolescente, spiega la Ceriotti Migliarese, «ha bisogno che iI padre, primo rappresentante per lei del mondo maschile, ottenga la sua stima e le insegni cosa può e deve aspettarsi da un uomo; che le insegni il rispetto di sé stessa attraverso il rispetto che lui le dimostra». Una donna che è stata amata e rispettata dal proprio padre «non ha bisogno di lottare contro il maschile perché può riconoscerlo complementare a sé».

[C'è anche una pre-faziosa (e rubo il termine dal libro di Autistici/Inventati che potete scaricare online) e a parte il fastidio nel leggere di "piccole donne" e di sfrontatezze e vulnerabilità da chi supporta moralismi di questo tipo proprio non capisco come una figlia possa riconoscere il "maschile" come complementare a sé se quel "maschile" agisce il ruolo di sorvegliante autoritario della sua esistenza. E' un ruolo infame e c'è da essere certe/i che quella figlia, al passo successivo, come minimo fugge e si va a cercare un tipo sbracatissimo, che ciuccia alcool da mattina a sera e che si spara in vena overdosi di qualunque cosa. L'austerity familista è una politica perdente perché ne sono state vittime in tante/i e quel recupero di relazione con il "paterno" si è avuto solo quando i padri sono stati osservati e visti come umani comprensibilmente spaventati nella gestione di un ruolo difficile stracolmo di responsabilità. Ci vuole equilibrio nella gestione della genitorialità e ci vuole corresponsabilità, per cui non può essere il "padre" a insegnare il "rispetto per sé stessa" che poi significa metterle una cintura di castità culturale e pratica per arrivare vergine fino al matrimonio. Rispetto per sé? Una ragazza ne avrà tanto quando sarà in grado di fare sesso solo perché lo vuole e perché le piace, quando esigerà rispetto mentre dice no senza curarsi della morale, senza avallare regole bigotte che le impongono di dire no quando vuol dire si, di aspettare che l'altro faccia la prima mossa, di non darla mai subito perché altrimenti sei poco seria, e bla bla bla...]

Sembra facile, ma per stare accanto in modo consapevole a una teenager bisogna attrezzarsi. Nella pratica, occorre dimostrare affetto e accoglienza ma nella fermezza. Niente pigiama party a 13 anni, niente discoteche fino a 16, niente vacanze «solo ragazzi», orari ferrei per il rientro alla base. Se da un’amica, durante un ritrovo, la piccola ha bevuto troppe birre, be’, in quella casa non ci entrerà più. Se c’è bisogno di una punizione, nessuna paura a darla. Nessun imbarazzo a dirle che il suo corpo esige rispetto, che deve aspettare e non cedere alle pressioni dei ragazzi. Sono le regole di casa, dovrà rispettarle. Ma perché deve essere proprio il padre a sobbarcarsi il «lavoro sporco»? Perché la sua presenza attiva in famiglia è una buona assicurazione contro la devianza, l’abbandono scolastico e, per entrare in ambito di comportamenti sessuali, la promiscuità, i rapporti e le gravidanze precoci. E poi perché quella del padre è l’immagine di uomo con la quale la figlia crescerà. Se sarà autorevole e determinato, cercherà un compagno di vita autorevole e determinato. Se sarà distratto e superficiale, menefreghista e poco affettuoso, è probabile che anche lei si accontenterà di un marito così, andando incontro a disastri sentimentali. Potrebbero sembrare semplificazioni all’americana, ma queste considerazioni sono supportate da una gran mole di ricerche. Regole, controllo, severità. Ma il padre di una teenager sa come può essere duro tutto questo, quali scenate e pianti e urli e ricatti emotivi si scatenano in casa. L’importante è non arrendersi e accompagnare le regole con il dialogo e con le giuste motivazioni. Ne vale la pena. I padri che sogna la Meeker sono gli stessi che immaginava Barack Obama quando in un discorso in campagna elettorale (era il 2008) disse: «Padri, siate migliori».

[A parte che queste equazioni mi sembrano veramente tratte dalla matematica più spicciola, roba da sillogismi dei primordi storici per cui se a vuol dire a e b vuol dire b allora a e b vogliono dire ab, direi che questo padre, un po' come il dio di certi cristiani, padre padrone e tutto, tutore, Stato, benevolo e autoritario, che ti punisce, vieta, ti insegna a resistere "alle pressioni dei ragazzi" (mai pensato che le ragazze abbiano una sessualità propria e che siano loro a scegliere quando fare sesso?), con questa retorica mistica un po' da resistenza delle sante maria goretti del rispetto per il corpo ove "rispetto" sta per "orgasmo mai", più che un genitore responsabile è solo uno che assume un potere di controllo e l'agisce alla maniera più vecchia del mondo. La verginità delle figlie sarebbe una "regola di casa"? Come portare giù l'immondizia e rimettere il succo di frutta in frigo dopo averlo bevuto? Come mettere il tappo sul tubetto del dentifricio? Ma LoL. Ecco perché le figlie un tempo scappavano con il primo stronzo che capitava. Senza sapere cosa fosse il piacere, confondendo la passione e il sesso con l'amore. E dire, senza mezzi termini, che le ragazze in mano alle madri o ai padri NON autoritari siano prossime alla "devianza", all'abbandono scolastico, alla promiscuità (???), alle gravidanze precoci (e no, quelle sono di chi non ha la più pallida idea di cosa siano i contraccettivi), è una sciocchezza enorme. E questa cosa che per effetto di qualità traslate la donna se ha un padre stronzo si becca un uomo stronzo e se ha un padre buono si becca un uomo buono è una banalissima leggenda che fa ridere i polli.]

Un richiamo giusto, soprattutto se cade in una società come quella americana, in cui il 70% dei giovani non vive con il proprio padre naturale. A maggior ragione, essere un padre efficace vuol dire togliersi del tempo per stare con le figlie, concentrarsi su di loro, mettere a punto un piano educativo fin da quando sono piccole, non mettere al primo posto né carriera né sport né vita sociale ma proprio loro.  Dell’importanza della figura del padre si parla ormai da anni, anche in Italia non mancano studi (anche se, per la verità, concentrati sui figli piccoli), ma quel che conta, alla resa dei conti, è la pratica: e questo libro insegna come un padre può tornare a essere, come è sempre stato, quello che detta le regole in casa. Con una nuova amorevolezza, certo, con un nuovo coinvolgimento affettivo, ma pur sempre con autorità e fermezza.

[Arriviamo al punto, infine, si tratta di padri che non vivono con i propri figli e che teorizzano la necessità autoritaria della presenza paterna immaginando che senza un padre non sei niente e finisci a fare il serial killer o la baldracca da quattro soldi (in spregio al sacro valore dell'imene). Ma che bisogno c'è di diffondere ideologie così prive di senso, catto/conservatrici per dire che i padri hanno diritto a stare con i figli e che i figli hanno diritto a stare con i padri? Bisogna ragionare: la maggior parte delle violenze avviene in famiglia per mano di genitori "presenti" e se i padri non sono stati presenti nella vita dei figli - e prescindeva dalle separazioni proprio perché i padri, indotti a esercitare doveri di lavoro produttivo fuori casa, estromessi dal lavoro di cura - lo si deve proprio a questa logica perversa per cui se vuoi essere padre devi lasciarti assegnare un ruolo autoritario o altrimenti niente.
C'è un libro bello, di Luigi Zoja, si chiama "Il gesto di Ettore" che parla di padri normali e non di padri mostri. E la normalità del padre è di cura e attenzione, di comprensione e quiete, di responsabilità, senza sollecitare divisioni di genere, senza immaginare la paternità come occasione per agire ripicche contro l'altro sesso, senza piegarsi alle imposizioni distruttive di uno Stato/Clero che gli impone il ruolo di aguzzino. Il padre, come la madre, è quello che ti insegna in primo luogo la libertà, che valorizza la tua indole, che ti regala le parole per aiutarti a produrre rivendicazioni, che non si pone da sorvegliante, che non si lascia vivere come un proprietario/dittatore che limita le tue esigenze e la tua ricerca di relazioni, che è presente qualunque cosa accada e che evita di essere paternalista. Insegnare ad una figlia che non può contare sul proprio buon senso e che senza un uomo che la tutoreggia e la sorveglia non è niente infonde insicurezza e aggrava la mancanza di autostima. Un genitore aiuta una figlia (e un figlio) a stare a spalle dritte e a saper fare da sola. Questo fa un padre. Questo fa una madre. E per le "devianze" diciamo che leggere articoli del genere ne produce parecchie. Tipo che io, ora, mi sento davvero tanto "deviata" e ho proprio voglia di un orgasmo all'unisono con tutte le figlie sorvegliate del mondo. Così, tanto per dire.]

Penso che ogni commento sia superfluo, questa doveva essere quella che dialogava con noi, meno male, sono soddisfazioni!
I discorsi delle femministe fanno sempre molto "rumore"...il problema è che puzzano anche da morire

Offline FikaSicula

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Re: Il mito del Padre autoritario che evita le “devianze”! (by Fikasicula)
« Risposta #1 il: Giugno 02, 2012, 20:21:05 pm »
La nostra amica è tornata e leggete che popo' di post che ha scritto, e che idea ha della figura paterna. Evidenzio i punti più importanti.

Penso che ogni commento sia superfluo, questa doveva essere quella che dialogava con noi, meno male, sono soddisfazioni!

Noto che sono ancora iscritta a questo forum e questo mi dà modo di presenziare a questa discussione. Non ho molto tempo perché sono attualmente impegnatissima a fare altro ma tanto per dire che ci sono. E mi sorprende trovarti ancora qui, determinato, a commentare punto per punto, articolo per articolo di FaS, pronto a prenderci in castagna per dimostrare che - sorpresa! - siamo femministe dunque cattivissime :D.

Perdona l'ironia perché il "dialogo" finisce quando c'è chi ti denigra sulla base di una ideologia. Cosa contesti per essere preciso? Il fatto che io e te non la vediamo allo stesso modo sull'essere genitore? Io una figlia ce l'ho e l'ho cresciuta. E tu?

Sono di sinistra, non sono cattolica, sono assolutamente d'accordo sul fatto che i padri debbano essere più che presenti, trovo giuste le rivendicazioni dei padri, trovo giustissime molte cose e NON approvo un certo modo, per me anacronistico di esercitare la genitorialità.

I padri che conosco io non hanno proprio voglia di fare i padri padroni. Dunque qual è il punto? Che sono femminista? Che io e un tot di altre migliaia di persone pensiamo che la figura paterna non debba rivestire il ruolo che viene evocato da chi ha una cultura diversa (cattolica? conservatrice?) dalla mia? Per essere padre davvero bisogna essere sorveglianti? Di che stai parlando? Contesti me in quanto tutto? in quanto persona o su cosa?

Dicevo, scusandomi per l'invasione, come sempre e ringraziando per l'ospitalità, che io sono disposta a dialogare con tutti, salvo che con chi mi offende, e su qualunque tema ma non mi pento di essere femminista né metto in discussione la mia cultura, laica, di sinistra, antifascista, di donna che esercita, pienamente, il proprio diritto ad esprimere una opinione differente da altri e non per questo sono da denigrare, stigmatizzare, criminalizzare.

Il mondo si evolve in scambi dialettici e la cultura si realizza attraverso illuminati confronti tra mille parti differenti e questa schedatura, così io la avverto e perdonatemi per la sincerità, per trovare chi stabilisce che no, certamente, dato che siamo diversi non c'è da aver rispetto, e giù con la legittimazione agli improperi, alle offese, non so quanto sia costruttiva. E' uno sport, un modo per passare il tempo, un bel modo per affrontare la questione maschile sancendo delle differenze con FaS o cosa?

che io e te, o altri tra voi non si abbia nulla da dirsi perchè appartenenti a culture profondamente diverse (parlo di identità politiche prima che di differenza di sensibilità di genere) non è un fatto nuovo.

Tu e altri già non volevate parlarmi e avete fatto e fate di tutto affinché altri mi vedano malissimo. cattiva. cattivissima. si. dunque? tranquillo adesso? dormi meglio ora che hai dimostrato, in cuor tuo, che la tua missione ha una ragione d'essere?

vabbè. nulla di nuovo. ri-pazienza. io continuo a provare e continuerò a dialogare, ora che mi riprendo il mio tempo per fare altro, riprendendo ogni discussione lasciata in sospeso e rimettendo in campo altri temi che lo vogliate o no mi interessano davvero e che sto approfondendo.

e in ogni caso Skorpion72, lo sai che oltre FaS sul web ci sono mille altre cose da leggere, vero?

Grazie ancora per l'ospitalità e un abbraccio a chi lo vuole e lo ricambia. :)

Offline FikaSicula

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Re: Il mito del Padre autoritario che evita le “devianze”! (by Fikasicula)
« Risposta #2 il: Giugno 02, 2012, 20:23:58 pm »
Scopro di essere una "avvisata"! :)
Ma avvisata di cosa esattamente?

Vabbuo'. Ciao

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Re: Il mito del Padre autoritario che evita le “devianze”! (by Fikasicula)
« Risposta #3 il: Giugno 02, 2012, 20:28:53 pm »
blah!   le pippe mentali di due donne sugli stereotipi del ruolo paterno tradizionale   :hmm:
un po' come se si facesse descrivere il sacerdozio da un lefebvriano e da un uarrino   :doh:
 è vero che tutte le opinioni sono sempre opinioni personali  ma alcune lo sono decisamente più di altre  :lol:
Io ho riposto le mie brame nel nulla.
(Stirner , L'Unico e la sua proprietà)
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Offline skorpion72

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Re: Il mito del Padre autoritario che evita le “devianze”! (by Fikasicula)
« Risposta #4 il: Giugno 02, 2012, 20:59:19 pm »
Noto che sono ancora iscritta a questo forum e questo mi dà modo di presenziare a questa discussione. Non ho molto tempo perché sono attualmente impegnatissima a fare altro ma tanto per dire che ci sono. E mi sorprende trovarti ancora qui, determinato, a commentare punto per punto, articolo per articolo di FaS, pronto a prenderci in castagna per dimostrare che - sorpresa! - siamo femministe dunque cattivissime :D.

Io non ho mai creduto all'imbroglio secondo cui "maschilista" vuol dire supremazia dell'uomo e "femminista" significa pari dignità, lo capisce anche un bambino di 2 anni che i conti non tornano, evidentemente questo imbroglio lo ha creato chi è abituato a motivare i propri discorsi dicendo "è così e basta!"

Perdona l'ironia perché il "dialogo" finisce quando c'è chi ti denigra sulla base di una ideologia. Cosa contesti per essere preciso? Il fatto che io e te non la vediamo allo stesso modo sull'essere genitore? Io una figlia ce l'ho e l'ho cresciuta. E tu?

Tu hai una figlia e io no, e allora? Vuoi dire che non ho diritto di parlare?
Cosa contesto? L'ironia che fai sulla figura paterna, o forse pensi di essere intoccabile perché "femminista" (a Roma si dice "me cojoni!")?

Sono di sinistra, non sono cattolica, sono assolutamente d'accordo sul fatto che i padri debbano essere più che presenti, trovo giuste le rivendicazioni dei padri, trovo giustissime molte cose e NON approvo un certo modo, per me anacronistico di esercitare la genitorialità.

I padri che conosco io non hanno proprio voglia di fare i padri padroni. Dunque qual è il punto? Che sono femminista? Che io e un tot di altre migliaia di persone pensiamo che la figura paterna non debba rivestire il ruolo che viene evocato da chi ha una cultura diversa (cattolica? conservatrice?) dalla mia? Per essere padre davvero bisogna essere sorveglianti? Di che stai parlando? Contesti me in quanto tutto? in quanto persona o su cosa?

E quindi un genitore modello dovrebbe dire ad una figlia di 12 o 14 anni "vai e tromba con chi ti pare"? Oppure se una di 14 anni alle 2 di notte non è tornata a casa deve lasciar perdere? Io per tante cose sono abbastanza all'antica guarda un po'. E ti vorrei far notare che le statistiche su cui tu fai del sarcasmo di pessimo gusto sono quelle che evidenziano che la mancanza della figura paterna è una delle maggiori fabbriche di delinquenti, balordi, stupratori, suicidi, sbandati, etc. Lo so che questo è scomodo dirlo perché mette in evidenza l'importanza della specificità della figura del padre (cosa che voi "femministe" non sopportate essendo concentrate solo su quella femminile e materna).
A me non va bene che un padre debba fare il "mammo", se questo ti inorridisce e ti fa vedere padri padroni dappertutto, beh non so che dirti.

Dicevo, scusandomi per l'invasione, come sempre e ringraziando per l'ospitalità, che io sono disposta a dialogare con tutti, salvo che con chi mi offende, e su qualunque tema ma non mi pento di essere femminista né metto in discussione la mia cultura, laica, di sinistra, antifascista, di donna che esercita, pienamente, il proprio diritto ad esprimere una opinione differente da altri e non per questo sono da denigrare, stigmatizzare, criminalizzare.

Tu sei talmente vittima e criminalizzata che hai la possibilità di scrivere quì, e di creare post (e se non sbaglio non sei mai stata censurata). Voi che siete tanto democratiche/ci a quanti di noi dareste un account per poter scrivere sul vostro sito?

Io continuo a provare e continuerò a dialogare, ora che mi riprendo il mio tempo per fare altro, riprendendo ogni discussione lasciata in sospeso

... e intanto alle domande che ti sono state fatte in passato ancora non hai risposto, ti hanno offesa nel tuo essere "femminista"? Che bel modo di dialogare che hai!
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Offline Fazer

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Re: Il mito del Padre autoritario che evita le “devianze”! (by Fikasicula)
« Risposta #5 il: Giugno 02, 2012, 21:12:28 pm »
Post autoeditato perchè non vale la pena controbattere.
Mea culpa, che mi lascio trascinare.
Mod, prego, cestina.
Grazie.
« Ultima modifica: Giugno 02, 2012, 21:23:01 pm da Fazer »

Offline skorpion72

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Re: Il mito del Padre autoritario che evita le “devianze”! (by Fikasicula)
« Risposta #6 il: Giugno 02, 2012, 21:26:48 pm »
Insomma, un...mammo. :doh: :cry:

Bisognerebbe spiegare alle fenomene "femministe" che un ragazzotto di 16-18 anni che pensa di spaccare il mondo, se non trova un valido deterrente non lo fermi più, a quell'età hanno bisogno di essere controllati e certi eccessi vanno fermati con le buone o con le cattive...e pensare che s'è gente che pensa che dire "no amore, non si fa" oppure, nel massimo della volontà repressiva, dire "ti sequestro il cellulare" sia un valido deterrente  :doh: :doh: :doh: :doh: :doh:
Pensare che il valido deterrente sia la madre fa veramente ridere.

Ai miei tempi se sgarravi erano sganassoni, oggi lo "sganassone" è "violenza", pensa in che mondo di rincoglioniti stiamo finendo, e poi ci lamentiamo che a scuola danno fuoco ai capelli oppure seviziano i disabili, oppure fanno le "baby-gang" (ai tempi nostri era impensabile, al massimo ti fottevano la merenda).

Oggi non puoi nemmeno dire la parola "autorità", per l'amor di Dio, "autorità" vuol dire campi di concentramento, squartare, stuprare, dare fuoco, tirare le bombe etc.

La famiglia "moderna" è quella con la madre e la brutta copia della madre, magari meglio ancora se composta da due donne lesbiche o due uomini gay
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Offline FikaSicula

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Re: Il mito del Padre autoritario che evita le “devianze”! (by Fikasicula)
« Risposta #7 il: Giugno 02, 2012, 21:38:19 pm »
Io non ho mai creduto all'imbroglio secondo cui "maschilista" vuol dire supremazia dell'uomo e "femminista" significa pari dignità, lo capisce anche un bambino di 2 anni che i conti non tornano, evidentemente questo imbroglio lo ha creato chi è abituato a motivare i propri discorsi dicendo "è così e basta!"

bontà tua. è la tua opinione. sopravvivo anche se la pensi diversamente da me. :)

Citazione
Tu hai una figlia e io no, e allora? Vuoi dire che non ho diritto di parlare?
Cosa contesto? L'ironia che fai sulla figura paterna, o forse pensi di essere intoccabile perché "femminista" (a Roma si dice "me cojoni!")?

No. vuol dire "quale grande esperienza in fatto di genitorialità hai per sapere come si cresce una figlia e come si fa il genitore?". e no, non sono intoccabile. non è mica lesa maestà. credo tu abbia l'eterno problema di voler confliggere dimostrando che il mondo non ti sia superiore a partire da una tua supposta (che nessuno ti ha mai imputato) inferiorità.

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E quindi un genitore modello dovrebbe dire ad una figlia di 12 o 14 anni "vai e tromba con chi ti pare"? Oppure se una di 14 anni alle 2 di notte non è tornata a casa deve lasciar perdere? Io per tante cose sono abbastanza all'antica guarda un po'. E ti vorrei far notare che le statistiche su cui tu fai del sarcasmo di pessimo gusto sono quelle che evidenziano che la mancanza della figura paterna è una delle maggiori fabbriche di delinquenti, balordi, stupratori, suicidi, sbandati, etc. Lo so che questo è scomodo dirlo perché mette in evidenza l'importanza della specificità della figura del padre (cosa che voi "femministe" non sopportate essendo concentrate solo su quella femminile e materna).
A me non va bene che un padre debba fare il "mammo", se questo ti inorridisce e ti fa vedere padri padroni dappertutto, beh non so che dirti.

Guarda, quando mi danno del voi io comincio a clonarmi da sola. E' una cosa che sortisce brutti effetti, te lo dico. :P
E l'articolo in questione parla di ragazze dai 16 ai 20 anni (rileggi l'articolo dell'avvenire e non il mio post) e non di bambine e adolescenti che comunque, scusa sai, hanno diritto a essere informate circa la propria sessualità e hanno diritto a stabilire con i genitori una relazione di fiducia di modo che saranno più che protette e garantite quando e se decideranno (perché lo decidono comunque anche se metti loro una cintura di castità) di fare sesso.
Tu sai per esempio che le ragazzine che non hanno genitori aguzzini/sorveglianti sono quelle che invece trascorrono più serenamente la propria adolescenza senza voler infrangere alcun tabù e lasciando al sesso il tempo che a loro serve per viverselo nel modo più sano e bello?
e sai da chi bisogna difendere, almeno dalle mie parti, le ragazzine quando all'uscita dalla scuola trovano uomini adulti, dai 30 anni in su', che vanno lì a pescare le bambine vergini da ddivari (allevare)?
e sai che affinché loro possano difendersi da questi tizi è bene che siano consapevoli e informate? Ché non serve la scorta armata e neppure il padre "all'antica"? dopodiché sulle statistiche (???) circa il rapporto tra devianza e assenza della figura paterna diciamo che ho ragione di essere un minimino scettica giacché nella storia ci sono molteplici esempi di persone "deviate" (se poi stabiliamo che significa devianza sarebbe ottimo dato che la devianza della giornalista era la "promiscuità" e mi pare un po' fuori tempo e abbastanza moralisteggiante) che un padre ce l'avevano eccome. e comunque è chiaro: il tuo modo di intendere la paternità è diverso dal mio e non in quanto io sono femminista ma proprio in quanto che la tua cultura è un'altra. ci sono tanti padri che non la pensano come te e non usano per fare quello che fanno neppure appellarsi in modo dispregiativo con il termine di "mammo". sono padri e sono differenti, dalle madri, dai loro stessi padri e dal modo in cui tu intendi un ruolo che comunque non hai ancora esercitato per narrarne i magnifici esiti.

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Tu sei talmente vittima e criminalizzata che hai la possibilità di scrivere quì, e di creare post (e se non sbaglio non sei mai stata censurata). Voi che siete tanto democratiche/ci a quanti di noi dareste un account per poter scrivere sul vostro sito?

Permettermi di scrivere qui e poi dedicarmi post di dileggio e denigrazione dedicati a FaS non è esattamente quello che io immagino sia il presupposto per un dialogo e in ogni caso no, non si può avere un account per scrivere su FaS perchè - e mi pareva di avertelo già spiegato - NON è un forum ma è un collettivo politico che aggrega sulla base di affinità precise.

Citazione
... e intanto alle domande che ti sono state fatte in passato ancora non hai risposto, ti hanno offesa nel tuo essere "femminista"? Che bel modo di dialogare che hai!

sei diventato il sindacalista di sandokan? io non rispondo a questionari perchè la patente l'ho già presa e non rispondo alle domande di chi vuole solo dimostrare che io sono diversa. si - lo sono. dunque?

insisto: io continuo non solo a dialogare e a voler confrontarmi ma non mi reputo "sbagliata" perché non sono "all'antica" e perché non sono "cattolica", "antiabortista", e vai di questo passo. Queste differenze sono ideologiche e di identità politica e non c'entrano nulla con la questione maschile.

la questione maschile, per quanto ne so, non può imporre a tutti coloro che se ne interessano un solo modo di intenderla e declinarla. come dire che io per essere femminista dovrei aderire a tutte le logiche delle Snoq. non può essere così. ci sono differenze identitarie che non c'entrano nulla con le questioni di genere e prenderle a pretesto per criticare me che pure sono ampiamente interessata alle questioni che riguardano chi dal vostro ambito si occupa di questione maschile è abbastanza improprio e distruttivo.

in questo periodo, a parte girare, ho approfondito e letto tanto e mi sono appropriata - declinandoli a mio modo - di punti di vista differenti che ho offerto con grande convinzione.

stabilite voi di cosa dobbiamo parlare.

la genitorialità dei padri per me è un diritto. ma voler imporre che ci sia un unico modo (come il pensiero unico imposto in altre circostanze) di essere padre a me, che padre non lo sono, non convince. non mi convince per nulla. è esattamente come se qualcuna mi dicesse che c'è un unico modo di essere madre. non esiste.

Offline FikaSicula

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Re: Il mito del Padre autoritario che evita le “devianze”! (by Fikasicula)
« Risposta #8 il: Giugno 02, 2012, 21:49:02 pm »
Bisognerebbe spiegare alle fenomene "femministe" che un ragazzotto di 16-18 anni che pensa di spaccare il mondo, se non trova un valido deterrente non lo fermi più, (...)
Pensare che il valido deterrente sia la madre fa veramente ridere.
Ai miei tempi se sgarravi erano sganassoni, (...)

a parte le tue idee opinabili sulle famiglie omogenitoriali e sulla efficacia delle famiglie etero diciamo che mi pare chiaro che per te una madre non funziona perché non è fisicamente abbastanza forte (ma come... dunque i padri devono consapevolmente esercitare il ruolo di aguzzini?) e allora per te un padre deve essere quello che elargisce punizioni fisiche? che dovrebbe intimidire con uno sguardo? ovvero deve essere un padre padrone?

posso dirti che i figli non li puoi educare intimidendoli con "sganassoni" (che poi sono maltrattamenti) e che chiunque li elargisca (madri o padri) non ottiene nulla?

Posso dirti invece che i figli cresciuti da genitori "severi" e generosi di "sganassoni" normalmente producono, quelli si, "devianze" all'interno delle loro famiglie?

l'autoritarismo, a partire dal primo nucleo sociale, ovvero la famiglia, è una cosa che sul piano pedagogico educativo non serve a niente ma produce solo figli pieni di problemi.

Per dire, se oggi come oggi si stigmatizza, giustamente, l'insegnante che osa dare uno schiaffo ad un alunno o ad una alunna, è proprio perché quel modello educativo non solo non è lecito ma è deleterio.

E siamo ancora sul piano della differenza di identità culturale e non sul piano della differenza di genere. Cioè, io non penso questo perchè sono femminista perchè lo pensano tantissimi uomini che direbbero esattamente la stessa cosa.

Offline skorpion72

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Re: Il mito del Padre autoritario che evita le “devianze”! (by Fikasicula)
« Risposta #9 il: Giugno 02, 2012, 22:05:34 pm »
No. vuol dire "quale grande esperienza in fatto di genitorialità hai per sapere come si cresce una figlia e come si fa il genitore?". e no, non sono intoccabile. non è mica lesa maestà. credo tu abbia l'eterno problema di voler confliggere dimostrando che il mondo non ti sia superiore a partire da una tua supposta (che nessuno ti ha mai imputato) inferiorità.

Eh già, quindi debbo stare zitto e non ho diritto di parlare perché non ho figli......oops mi è sembrato che nessuna di voi zittisce quelli che la pensano come voi e che, come me, figli non ne hanno (della serie "puoi parlare solo se sei d'accordo con me altrimenti zitto")

Guarda, quando mi danno del voi io comincio a clonarmi da sola. E' una cosa che sortisce brutti effetti, te lo dico. :P
E l'articolo in questione parla di ragazze dai 16 ai 20 anni (rileggi l'articolo dell'avvenire e non il mio post) e non di bambine e adolescenti che comunque, scusa sai, hanno diritto a essere informate circa la propria sessualità e hanno diritto a stabilire con i genitori una relazione di fiducia di modo che saranno più che protette e garantite quando e se decideranno (perché lo decidono comunque anche se metti loro una cintura di castità) di fare sesso.

Che bella teoria quella del "siccome se vogliono lo fanno"! Allora siccome se vogliono spacciar droga lo fanno allora insegnamogli come si spaccia, se vogliono drogarsi lo fanno spieghiamogli come si sniffa la cocaina o come si rolla una canna. Bel modello, complimenti!

Tu sai per esempio che le ragazzine che non hanno genitori aguzzini/sorveglianti sono quelle che invece trascorrono più serenamente la propria adolescenza senza voler infrangere alcun tabù e lasciando al sesso il tempo che a loro serve per viverselo nel modo più sano e bello?

E quindi se gli levi ogni divieto allora improvvisamente dicono "no, no, non mi va più?", eh sì infatti.
Ai miei tempi i deterrenti c'erano e ci controllavamo molto di più, oggi non ne hanno e non si contengono, questi sono i fatti, il resto sono chiacchiere.

e neppure il padre "all'antica"?

E quale sarebbe il "padre all'antica" secondo te (e secondo voi)? Immagino la bestia, lo stupratore, Jack lo squartatore, quello che torna a casa ubriaco e spacca tutto, quello che parla solo con gli sganassoni, giusto?

dopodiché sulle statistiche (???) circa il rapporto tra devianza e assenza della figura paterna diciamo che ho ragione di essere un minimino scettica giacché nella storia ci sono molteplici esempi di persone "deviate" (se poi stabiliamo che significa devianza sarebbe ottimo dato che la devianza della giornalista era la "promiscuità" e mi pare un po' fuori tempo e abbastanza moralisteggiante) che un padre ce l'avevano eccome.

E allora siccome in molti casi la violenza sulle donne è commessa fuori dalla famiglia e ci sono molte famiglie modello (strano ma vero) allora le vostre statistiche le possiamo buttare al cesso.

e dal modo in cui tu intendi un ruolo che comunque non hai ancora esercitato per narrarne i magnifici esiti.

...ora vienimi a raccontare che tutti gli uomini che la pensano come te sono tutti diventati padri, sì, sì come no... :rofl2:

non si può avere un account per scrivere su FaS perchè - e mi pareva di avertelo già spiegato - NON è un forum ma è un collettivo politico che aggrega sulla base di affinità precise.

Questa è la prova che da noi c'è molta più libertà che da voi, questi sono i fatti, il resto sono solo chiacchiere al vento

sei diventato il sindacalista di sandokan?

Tanto quanto tu fai la sindacalista delle tue "colleghe"

io non rispondo a questionari perchè la patente l'ho già presa e non rispondo alle domande di chi vuole solo dimostrare che io sono diversa.

Porco il mondo che c'ho sotto i piedi


stabilite voi di cosa dobbiamo parlare.

Se tu non rispondi alle domande, di che parliamo?

la genitorialità dei padri per me è un diritto. ma voler imporre che ci sia un unico modo (come il pensiero unico imposto in altre circostanze)

E allora forse è il caso che la smettiate con il sarcasmo sulle figure paterne che non siano i "mammi"
I discorsi delle femministe fanno sempre molto "rumore"...il problema è che puzzano anche da morire

Offline FikaSicula

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Re: Il mito del Padre autoritario che evita le “devianze”! (by Fikasicula)
« Risposta #10 il: Giugno 02, 2012, 22:06:39 pm »
Da "avvisata" a "femminista" è davvero mitico. Ora si che mi sento perfettamente rappresentata! :D

Offline COSMOS1

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Re: Il mito del Padre autoritario che evita le “devianze”! (by Fikasicula)
« Risposta #11 il: Giugno 02, 2012, 22:14:29 pm »
la cosa buffa è che tutte sanno come si fa a fare bene il padre

anche molti uomini lo sanno: in genere quelli che non hanno figli

come dice splendidamente Risè, l'unico che sa davvero come fare il padre è quel minatore che torna a casa nero come il carbone e ascolta con la faccia sul piatto della minestra la moglie che dice al figlio: studia se non vuoi fare la fine di tuo padre

già
tutti noi l'abbiamo capito tardi quel gesto dei nostri padri con cui resistevano nonostante tutto
troppo tardi
Dio cè
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Offline FikaSicula

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Re: Il mito del Padre autoritario che evita le “devianze”! (by Fikasicula)
« Risposta #12 il: Giugno 02, 2012, 22:27:32 pm »
(...)
E quindi se gli levi ogni divieto allora improvvisamente dicono "no, no, non mi va più?", eh sì infatti.
Ai miei tempi i deterrenti c'erano e ci controllavamo molto di più, oggi non ne hanno e non si contengono, questi sono i fatti, il resto sono chiacchiere.
(...)
E allora forse è il caso che la smettiate con il sarcasmo sulle figure paterne che non siano i "mammi"

Come dicevo, non c'è storia. Non sai di cosa stai parlando. Quando e se avrai una figlia e riuscirai a educarla degnamente secondo i tuoi criteri allora ne riparleremo ma fino ad allora, credimi, con i figli e le figlie tutte le teorie se ne vanno a quel paese perché il mestiere di genitore e di genitrice lo impari proprio quando sei disponibile a guardarli come persone e ad ascoltarli senza voler loro imporre alcun tipo di ideologia. i figli non li puoi legare, rinchiudere, picchiare, ipnotizzare e hai da convincerti che hanno personalità varie e che sono liberi di respirare e anche di compiere errori e che un genitore certo può impedire loro di farsi male ma deve anche essere pronto/a ad accoglierli e aiutarli se non ti hanno ascoltato. è passato il tempo in cui potevi chiudere i figli e le figlie in manicomio o in istituti di correzione perchè non facevano quello che tu ordinavi e puoi crederci o meno ma i figli non sempre fanno quello che un genitore vuole, anzi, quindi bisogna insegnare loro a ragionare con la propria testa perchè capiscano da se' che non è buono farsi male e bisogna insegnare loro a cavarsela senza divieti perchè il divieto significa che quando lei o lui avrà davvero bisogno di te non ti chiamerà perchè avrà il timore di una punizione e allora rimpiangeresti di aver agito come ora dichiari di voler agire.

E in quanto al post io ho il diritto di esprimere critiche ad un modello culturale genitoriale che è deleterio.

dalle mie parti di padri così ne trovi ancora, tu pensa, e agiscono il ruolo di aguzzini completamente isolati dal resto della famiglia, chiamati a fare gli orchi, con i figli a fare branco con le madri, quelle sul modello che voi tanto odiate e che non piacciono neppure a me, che si realizzano nell'essere depositarie di bontà estrema privando i padri di qualunque intimità con i figli. se non capisci che quel ruolo ti viene assegnato perché tu sia funzionale ad una logica precisa che di fatto ti estromette dagli affetti invece che comprenderti non posso certo spiegartelo io.

Abbiamo idee diverse. E la mia è critica. il tuo invece è sarcasmo che scade in dettagli vittimisti.
puoi dire ciò che vuoi, quando e come vuoi, lo fai comunque. sei tu per primo che sfidi il mondo intero immaginando che sia diviso tra frange femministe autoritarie e maschiopentiti con la frusta nell'eterna ricerca di fika.

qualunque sia il gruppo sociale con il quale tu identifichi l'autoritarismo o con il quale vuoi esercitarlo comunque hai un modo singolare di esprimere pedagogia nell'espressione delle tue opinioni. mi insegni poco e insegni poco a chi ti legge. secondo me...


Offline skorpion72

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Re: Il mito del Padre autoritario che evita le “devianze”! (by Fikasicula)
« Risposta #13 il: Giugno 02, 2012, 22:27:50 pm »
a parte le tue idee opinabili sulle famiglie omogenitoriali e sulla efficacia delle famiglie etero diciamo che mi pare chiaro che per te una madre non funziona perché non è fisicamente abbastanza forte (ma come... dunque i padri devono consapevolmente esercitare il ruolo di aguzzini?) e allora per te un padre deve essere quello che elargisce punizioni fisiche? che dovrebbe intimidire con uno sguardo? ovvero deve essere un padre padrone?

Un genitore non è un amico, un genitore è un genitore, che deve insegnare, ma deve anche saper mettere dei paletti che non devono essere superati, e se vengono superati vanno prese in considerazione anche le cattive. I nostri nonni ed i nostri genitori sono cresciuti ed hanno educato in questo modo, mentre gli pseudogenitori di adesso con i loro metodi e la loro scienza hanno prodotto figli più insicuri, che più spesso si suicidano, che sono più violenti, che fanno più uso di alcool e stupefacenti etc. etc. etc.

posso dirti che i figli non li puoi educare intimidendoli con "sganassoni" (che poi sono maltrattamenti) e che chiunque li elargisca (madri o padri) non ottiene nulla?

Definire "maltrattamenti" i ceffoni educativi è semplicemente ridicolo

Posso dirti invece che i figli cresciuti da genitori "severi" e generosi di "sganassoni" normalmente producono, quelli si, "devianze" all'interno delle loro famiglie?

Posso dirti che i figli cresciuti col divieto di dargli lo schiaffone (perché povero cocco di mamma poi viene su con le turbe mentali) sono quelli che più fanno uso di droghe? Che sono più violenti e maneschi? Che se provi a dargli delle regole più facilmente ti rispondono "non mi rompere il cazzo"? Che più di tutti mancano di rispetto a tutti, soprattutto alle persone anziane? Che pensano di essere il padreterno sulla Terra?
Posso dirti che tantissimi ragazzi che, quando serviva, le prendevano, a distanza di anni hanno detto che i loro genitori "hanno fatto bene" e non sono diventati né violenti né assassini e né stupratori?
Posso dirti che mio padre maresciallo dei carabinieri in pensione (immagino che i carabinieri sono tutti fascisti, nazisti, e chi più ne ha più ne metta...), che da ragazzino quando sgarrava prendeva sganassoni e cinghiate, sposato dal 1963 non ha mai torto un capello a mia madre (e mia madre non è certo una pacioccona) e non ha mai abusato del potere che aveva?
 
l'autoritarismo, a partire dal primo nucleo sociale, ovvero la famiglia, è una cosa che sul piano pedagogico educativo non serve a niente ma produce solo figli pieni di problemi.

Eh sì, i nostri genitori ed i nostri nonni erano tutti degli psicopatici...
In ogni caso l'autorità è una cosa, l'autoritarismo è un'altra, e in ogni caso meglio un genitore severo che uno troppo permissivo

Tanto per dimostrarti quanto certi "metodi" sono solo chiacchiere da salotto leggiti un mio post http://www.metromaschile.it/forum/index.php/topic,5463.msg57748.html#msg57748
Scommetto che a quel ragazzino se gli avessi detto "brutto e cattivo" oppure "no tesoro, non lo devi fare" subito mi avrebbe chiesto scusa e non l'avrebbe fatto più
I discorsi delle femministe fanno sempre molto "rumore"...il problema è che puzzano anche da morire

Offline skorpion72

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Re: Il mito del Padre autoritario che evita le “devianze”! (by Fikasicula)
« Risposta #14 il: Giugno 02, 2012, 22:29:21 pm »
la cosa buffa è che tutte sanno come si fa a fare bene il padre

Infatti, le donne sanno come si fa il padre meglio degli uomini.
Per caso gli uomini sanno meglio delle donne come si fa la madre? Ma nemmeno a parlarne
I discorsi delle femministe fanno sempre molto "rumore"...il problema è che puzzano anche da morire