Autore Topic: Ricorrenti discussioni sulla fede cristiana  (Letto 50986 volte)

Massimo e 27 Visitatori stanno visualizzando questo topic.

Online Massimo

  • WikiQM
  • Storico
  • ***
  • Post: 8136
Re:Ricorrenti discussioni sulla fede cristiana
« Risposta #615 il: Settembre 28, 2026, 21:52:22 pm »
Nel bel mezzo della Prima Guerra Mondiale il Papa Benedetto XV°, a proposito degli orrori della guerra di trincea e del massacro di giovani uomini con i continui attacchi di fanteria contro muniti nidi di mitragliatrici che costavano perdite umane pesantissime (un milione di uomini solo nella battaglia della Somme nel 1916), commentò questa serie di carneficine continue con l'espressione "l'inutile strage". Ora questa frase è stata riesumata da Leone XIV° nella sua visita in Francia a proposito della guerra in Ucraina e in previsione di una prossima guerra contro la Russia. Le autorità militari presero molto male il commento di Benedetto XV° durante la Grande Guerra del 1914-18. Anche i generali italiani, alcuni dei quali proposero di censurare del tutto le parole del Papa che potevano indebolire lo spirito patriottico già del resto parecchio indebolito dopo dieci inutili offensive sull'Isonzo che a parte la presa di Gorizia, non avevano portato a risultati militari apprezzabili. La stessa reazione stizzita ed irritata, cè da giurarci, avrà suscitato nella classe dirigente europea le parole del Papa, dal momento che i responsabili (si fa per dire) della politica europea sono coinvolti fino al midollo nell'appoggio militare alla causa ucraina e sono persino disposti a rischiare una guerra pur di non volere ammettere la sconfitta dell'Unione Europea in un impegno militare in cui non credono più neppure gli USA. Quale prezzo faranno pagare al Papa per questa sua uscita non è dato sapere. Ma che gliela faranno pagare è sicuro!

Offline Vicus

  • Moderatore Globale
  • Pietra miliare della QM
  • ******
  • Post: 23639
  • Sesso: Maschio
Re:Ricorrenti discussioni sulla fede cristiana
« Risposta #616 il: Settembre 29, 2026, 03:15:43 am »
La guerra è nell'agenda di ambienti, dove le parole del papa non hanno il minimo peso.
Citazione
Ma che gliela faranno pagare è sicuro!
Benedetto fu fatto dimettere non perché pacifista ma perché troppo tradizionale, cosa imperdonabile
« Ultima modifica: Settembre 30, 2026, 01:43:23 am da Vicus »
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Offline Vicus

  • Moderatore Globale
  • Pietra miliare della QM
  • ******
  • Post: 23639
  • Sesso: Maschio
Re:Ricorrenti discussioni sulla fede cristiana
« Risposta #617 il: Settembre 29, 2026, 11:03:54 am »
Cosa dicevamo della Chiesa già finita? Finitevi questo:

In Francia, il 55% dei giovani preti celebra anche la Messa Antica, a fronte del 2% degli over 75:

https://x.com/LeFigaroTV/status/2103161359747997896

Mi sa che sarà un po' difficile obbligarli tutti


Facciamoci una domanda e diamoci una risposta che evidentemente non è quella di traditionis custodes e non sono le riserve indiane

Ma c'è anche chi giustamente prende queste attendibili cifre sul serio:

Un campione di 700 persone su circa 12000, di cui 9000 diocesani che mi risultano essere i sacerdoti in Francia, non mi sembra per nulla trascurabile. Anzi. I sondaggi elettorali in Italia hanno normalmente tra 1000 e 2000 intervistati. Anche il committente mi sembra serio. È un Osservatorio di laici, indipendenti, ma che collabora con la conferenza episcopale francese. La società che ha realizzato l'indagine è invece la più antica società francese di sondaggi fondata nel 1938.

E' proprio sulla validità del campione che sto discutendo. Leggendo l'indagine, chi è il committente e chi lo ha fatto, penso che sia rappresentativo del clero francese e quindi l'indagine possa essere indicativa di una tendenza. Leggendola tutta, dal link postato prima, non mi sembrano dati ne scandalosi ne fuorvianti, ma verosimili. E non mi riferisco solo alla celebrazione VO, ma a tutto l'insieme. Poi alcuni dati possono piacere, altri meno, ripeto non voglio trarre delle conclusioni, ma sicuramente, visto anche le discussioni recenti in seno alla CEF e all'intervento di non so quale Cardinale (non me lo ricordo), in Francia la questione della celebrazione VO, con annessi e connessi è una questione reale, non certo da riserve indiane come da noi.


Questi dati corrispondono del tutto all'impressione reale, di persona: da un lato chiese per lo più deserte in cui i fedeli non sanno neppure cosa sia la Comunione dei Santi (non sto scherzando: ma allora cosa vanno a fare al Giubileo?) dall'altro chiese anche molto grandi e distribuite su tutto il territorio (il doppio del nostro) pieni di fedeli giovani, famiglie numerose, e preti e suore che talvolta sono paragonabili in numero ai laici. E' QUESTO che le statistiche non dicono, altro che storie.

Per cui invece di fumare compiaciuti sigari avana ridendo all'idea che il Titanic stia affondando perché in prima classe non si avverte nulla, pensate a includere egenerosamente chi celebra in VO senza far male a nessuno (perché ci sono pure quelli "che fanno male" e tanto, descrivendo storture indicibili e inconfutabili nella Chiesa postconciliare) prima che l'acqua allaghi il salone di I classe con tutta la sua forza.

Ma so bene che sono parole al vento, se non perle ai porci. Nel qual caso la Storia e il Signore (come ribadito in innumerevoli profezie approvate) provvederanno
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Online Massimo

  • WikiQM
  • Storico
  • ***
  • Post: 8136
Re:Ricorrenti discussioni sulla fede cristiana
« Risposta #618 il: Settembre 30, 2026, 14:31:09 pm »
La guerra è nell'agenda di ambienti, dove le parole del papa non hanno il minimo peso.Benedetto fu fatto dimettere non perché pacifista ma perché troppo tradizionale, cosa imperdonabile

Bisogna vedere se Papa Prevost ora si adegua!   :lol: :D ;)

Offline Vicus

  • Moderatore Globale
  • Pietra miliare della QM
  • ******
  • Post: 23639
  • Sesso: Maschio
Re:Ricorrenti discussioni sulla fede cristiana
« Risposta #619 il: Settembre 30, 2026, 16:08:24 pm »
Bisogna vedere se Papa Prevost ora si adegua!   :lol: :D ;)
Tranquillo, si adegua! Altrimenti (cit.) "danno un tirotto al guinzaglio con SWIFT o prelati pederasti (non lui eh) e torna in carreggiata".
Finché è il clima è roba da poco, sono gli atteggiamenti cattolici, la fedeltà alla tradizione della Chiesa ad essere imperdonabili e il papa SWIFT! Se ne va
« Ultima modifica: Ottobre 03, 2026, 05:38:49 am da Vicus »
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Offline Vicus

  • Moderatore Globale
  • Pietra miliare della QM
  • ******
  • Post: 23639
  • Sesso: Maschio
Re:Ricorrenti discussioni sulla fede cristiana
« Risposta #620 il: Ottobre 02, 2026, 10:04:59 am »
Leggo sulla stampa cattoprogressista peana sulla visita del papa in Francia: folle osannanti, migliaia di battesimi la scorsa Pasqua, addirittura (incredibile!) questo papa esorta a recitare il Rosario! La crisi della fede in Francia è finita, dicono i giornali. Ma i DATI dicono altra cosa (frutti del Concilio sicuramente perché, ripeto, se così non fosse i cattolici tradizionali non sarebbero in crescita laddove gli altri calano):


In Francia il cristianesimo è alla canna del gas. Un parroco tradizionale ha detto che la gente va in Chiesa come a una "terapia yoga" ma quando si chiedono sacrifici "cambia canale" ("zapper")!
Posso confermare l'enorme dicotomia tra il numero (molto esiguo) di praticanti e la pratica cristiana, tradotto Parigi è davvero (mi si passi il termine divenuto proverbiale) il bordel d'Europe.
Se non bastasse un'ex suora (uscita dal convento con buona reputazione) mi ha detto: "Vanno a Messa la domenica e durante la settimana vivono come pagani". E non mi riferisco certo alla "santità", termine oggi abusato, ma al minimo sindacale.
Quanto alla continuità col Magistero di sempre ecco la cruda realtà vista di persona: confessionali vuoti e chiusi, se chiedi di usarli perfino a Notre Dame te lo IMPEDISCONO dicendo che "c'è la polvere", oppure ingombri di materiale di un inesistente cantiere per far passare la tentazione di confessarsi; tabernacoli coperti da vasi da fiori e Gesù Sacramentato relegato in un angolo, chiese gotiche antiche abbattute con le ruspe, tante altre trasfomate in moschee, consacrazione eucaristica effettuata da tutta "l'assemblea": "Manda il tuo Spirito ecc.", fedeli (molto) adulti che non sanno cosa sia la Comunione dei Santi (altri articoli di fede chissà), fede nella Presenza Reale al minimo (molto meno che da noi) secondo noti sondaggi, divorzi alle stelle e potrei continuare.
Altro che "rinascita cattolica". Un testo non cristiano (già che parliamo di scristianizzazione) descrive perfettamente la situazione: "E' impossibile in una città coperta di polvere [pure nei confessionali] ottenere la liberazione".

I numeri riguardanti questa giornata, qualche giornale li ha citati, le migliaia di adulti che battezzati la notte di Pasqua dell'anno scorso. Ma non è solo una questione di numeri, anche per i discorsi tenuti da Leone, il quale ha richiamato, sulla scorta del messaggio di Lourdes, l'esigenza della conversione, una parola che si dice non si sentiva più da tempo. Ha condannato l'eutanasia, ha esortato a recitare il Rosario. Dunque, un grande entusiasmo generale, ripeto, anche negli organi di stampa in Italia.
Che cosa dobbiamo dedurre? Che la crisi è finita. Abbiamo di nuovo un Papa cattolico. Cito ad esempio Simone Pillon, ex parlamentare, il quale pieno di entusiasmo con un post su Instagram dice: "Il cattolicesimo francese sta tornando dopo 250 anni di menzogne illuministe e di massacri in nome della fraternità", il famoso terrore di Robespierre e compagnia. La figlia primogenita della Chiesa finalmente si risveglia.
Benissimo, bentornati francesi. Conclude, "come già successo a Poitiers", quindi addirittura evoca il grande episodio storico della salvezza dell'Europa. Abbiamo bisogno anche di voi per salvare l'Europa. Sarà veramente così?

Cominciamo intanto con i dati che ci danno sempre luce per restare aderenti alla realtà. Vediamo le statistiche della situazione cattolica religiosa in Francia dal 1980 al 2024, quindi poco più di 40 anni, cioè proprio i frutti del Concilio. Allora,
- I sacerdoti sono passati da 38.876 a 12.590, 1590, quindi -68%
- Parrocchie da 38.990 a 10.925, quindi -72%
- Le suore sono passate da 87.000 44 a 17.452, quindi sono meno di un quinto di quelle che erano nel 1980.
- I Battesimi sui quali c'è esultanza generale sono passati da 513.500 a 186.165, quindi sono meno di 1/3 di quelli che erano negli anni 80
- I matrimoni sono passati da 217.479 479 a 40.678, cioè poco più di un quinto di quelli che erano nel 1980.

Ebbene, centinaia di migliaia di persone a Place de la Concorde sono una cosa meravigliosa. Ma prima di parlare di rinascita, la Chiesa francese dovrebbe invertire questo trend e questo obiettivo è ancora ben lontano, ma non è solo una questione di numeri: grande entusiasmo perché il Papa ha parlato di conversione, ha condannato l'eutanasia, ha esortato a dire il Rosario.
Dunque, la crisi della Chiesa è finita perché ritornano alcune parole, ma vedete l'entusiasmo per queste parole purtroppo dice l'esatto contrario, dimostra quanto sia grave la crisi della Chiesa, cioè dimostra che purtroppo non è scontato che il Papa dica ciò che sarebbe normale che dica. Per cui quando succede suscita meraviglia ed entusiasmo. È normale questo? No, io direi più crisi di così. Se esprimessi meraviglia ed entusiasmo perché il professore tal dei tali, ordinario di matematica alla Bocconi di Milano o alla Normale di Pisa, ha detto che 2 + 2 fa 4 mi prendete per scemo, giustamente. Allora, che il Vicario di Cristo dica qualcosa di conforme alla dottrina di Cristo è il minimo. Che il capo della Chiesa cattolica dica qualcosa di cattolico è il minimo, ma evidentemente non è scontato, sennò non susciterebbe meraviglia ed entusiasmo. Più crisi della Chiesa di così. Purtroppo però non c'è neanche questo minimo perché è vero che ha detto quelle cose, ma ne ha dette purtroppo anche delle altre molto gravi, anche se non è il primo a dirle.
Nel messaggio che abbiamo letto poco fa su Instagram, Pillon dice: "Dopo 250 anni di menzogne illuministe la Chiesa si risveglia". Magari, magari, ma purtroppo queste menzogne illuministe le sentiamo ripetere proprio dai pastori della Chiesa. Sentiamo cosa ha detto il Papa nel discorso più importante, cioè quello tenuto a Parigi, all'Eliseo, davanti alle alte cariche della Repubblica francese. Leggiamo le sue parole. Tra le altre cose ha detto, "L'Illuminismo portò al mondo vere e proprie conquiste." L'Illuminismo, tra queste il riconoscimento dei diritti dell'uomo, insiti nella natura della persona umana e in particolare, come poteva mancare, in particolare la libertà religiosa. Naturalmente si tratta di quel concetto distorto di libertà religiosa, figlia della Rivoluzione francese e condannata da tutto il Magistero preconciliare e prosegue libertà, uguaglianza e fraternità, la famosa triade.
Semplici parole? Magari lo fossero, ma rimandano a "esigenze etiche universali che trovano anche nel messaggio evangelico", poveri noi, "una fonte inesauribile di ispirazione e di realizzazione". In realtà la triade rivoluzionaria illuministica è massonica, quindi è il contrario del Vangelo. Ma come si fa dopo 250 anni a continuare a dire queste enormità? E poi in bocca al pastore supremo della Chiesa cattolica con tutto il sangue dei martiri che ancora scende dai colle di Parigi e arriva dovunque. Com'è possibile? Poi torna ancora sulla dichiarazione dei diritti dell'uomo, citando anche Giovanni Paolo II, peggio che peggio, che la definisce una vera pietra miliare sulla via del progresso morale dell'umanità. È peccato che quei diritti, tra virgolette, siano stati concepiti e codificati esattamente per opporli ai diritti di Dio, cioè come base per costruire un mondo senza Dio, anzi un mondo contro Dio. Sono l'antitesi della legge naturale e della legge della Rivelazione.
Soprattutto sono pensati per dare un fondamento alla Repubblica Laica e scalzare così il Regno Sociale di Cristo. Questo è ciò che il Papa elogia e i suoi predecessori prima di lui e insieme a lui. Eh, purtroppo la crisi non è finita
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Offline Vicus

  • Moderatore Globale
  • Pietra miliare della QM
  • ******
  • Post: 23639
  • Sesso: Maschio
Re:Ricorrenti discussioni sulla fede cristiana
« Risposta #621 il: Ottobre 02, 2026, 23:27:39 pm »
Arriva uno dalle idee cattoliberali e la polemica continua. Si notino le caricature sui cattolici tradizionali:


Gentile dott. Valli,

ho letto il commento di Mons. Viganò [qui] sulle parole del Santo Padre a Parigi che lei ha pubblicato.

Insomma, secondo i paladini della tradizione, il papa sarebbe dovuto andare a dire nella capitale francese che non esiste la libertà di coscienza, che lo Stato non dovrebbe “aprire ad ogni culto” ma solo alla vera religione, che la dichiarazione dei diritti dell’uomo del 1948 è carta straccia, che libertà, eguaglianza, fraternità sono parole massoniche e che non possono trovare la loro ispirazione ultima nel Vangelo.

Non è bastato al mondo tradizionalista vedere nel cuore rivoluzionario di Parigi 800 mila persone partecipare devote alla Santa Messa, allo stadio Saint Denis 80 mila giovani cantare in latino la Salve Regina, frotte di sacerdoti confessare in strada (come non si vedeva da tempo), nel Palazzo dell’Eliseo ascoltare dal Santo Padre la difesa del diritto alla vita come fondamento di ogni altro diritto umano e la condanna alla maternità surrogata, tutto questo in faccia ad uno sciagurato Presidente che ha voluto inserire il diritto all’aborto in Costituzione.

Io non possiedo certo la cultura di Mons. Viganò ma credo che un conto sia difendere la tradizione, altro arroccarsi su posizioni preconcette, pretendere autoreferenziali prese di posizione che ci pongono fuori dalla realtà e contro il buon senso [il buon senso e la realtà li fa la Storia diceva Hegel], negare il giusto sforzo – doveroso per la Chiesa di ogni tempo – di trovare punti di convergenza tra la fede e la storia  [come appunto dicevo] di un popolo, ciò che non significa rinnegare il Vangelo di Cristo e compromettersi con lo spirito del tempo.

Il Santo Padre deve annunciare Cristo all’uomo moderno, rispettandone la sensibilità e la capacità di comprensione, senza porsi necessariamente in difesa attraverso parole di lapidaria condanna che avrebbero come unico effetto quello di restare non capite e di disperdere il gregge.

Invito con tutto il cuore coloro che amano veramente la Chiesa a lavorare per la sua unità, evitando tutto ciò che possa lacerare la tunica inconsutile del Signore [un buon modo per farlo è abolire Messe millenarie, sbaglio?]; e preghiamo coesi per i frutti duraturi di questo straordinario viaggio apostolico in Francia in cui abbiamo toccato con mano la grazia di Dio che converte il cuore dell’uomo, nonostante le nostre insufficienze.

È una nostra precisa responsabilità davanti a Dio: e lo è – a maggior ragione – per chi crede che la tradizione sia una fonte perenne della vita della Chiesa in una dinamica sempre nuova.

Con stima,

Pietro Piciocchi


Piciocchi, chi era costui? Non saprei. Risponde Valli:


Gentile Piciocchi,

sarei curioso di sapere che cosa avrebbero pensato del discorso di Leone XIV le sedici suore carmelitane che il 17 luglio 1794 furono condotte per le strade di Parigi e poi alla ghigliottina. Undici monache, due converse, due suore esterne e una novizia, guidate dalla priora madre Teresa di Sant’Agostino, furono mandate a morte con l’accusa di complotto contro la Repubblica per aver rifiutato di rinunciare ai propri voti religiosi dopo la messa al bando della vita monastica. Durante il tragitto verso l’attuale Place de la Nation non mostrarono segni di disperazione né lanciarono maledizioni. Cantarono salmi e inni religiosi (tra cui il “Veni Creator”) e offrirono la propria vita così, per fedeltà alla Chiesa di Nostro Signore Gesù Cristo. Sì, il loro crimine fu la fedeltà alla vocazione religiosa, rivendicata anche dopo l’espulsione dal monastero.

E come avrebbero preso il discorso di Leone tutti gli altri martiri cattolici della Rivoluzione francese, sacerdoti, religiosi e laici uccisi tra il 1789 e il 1799 per essersi rifiutati di giurare fedeltà allo Stato e aver testimoniato fino all’ultimo la fede? Uomini, donne, persino bambini: perseguitati, infamati, uccisi. Pensiamo ai martiri dei massacri del settembre 1792: 191 ecclesiastici (tra cui vescovi e gesuiti) incarcerati e trucidati a Parigi. Pensiamo ai martiri di Angers: novantanove tra sacerdoti e laici, contadine, artigiani, nobili.

Nel suo discorso all’Eliseo, il papa ha di fatto elogiato il motto rivoluzionario francese, libertà, uguaglianza e fraternità, dichiarando che i suoi principi trovano ispirazione e compimento nel Vangelo. Ed ha attribuito all’Illuminismo francese importanti progressi in materia di diritti umani, in particolare per quanto riguarda la libertà religiosa [no dico...].

Ora, con tutto il rispetto per Prevost, io quando leggo le targhe e le iscrizioni che inneggiano a Liberté, Egalité e Fraternité vedo che rivoli di sangue sgorgano da quelle parole e scivolano sulle pietre della Ville Lumière [ma guarda, succede anche a me e a chissà quanti altri].

Non parto da un pregiudizio, non mi sento mosso da fanatismo. Lascio parlare la Storia. Le autorità rivoluzionarie francesi che perseguitarono la Chiesa confiscarono i beni ecclesiastici, soppressero le comunità religiose, pretesero di subordinare la vita religiosa ai dettami dello Stato ateo e perseguitarono tutti coloro che rifiutarono di sottomettersi. Questi sono fatti.

Ed ecco che a due secoli e mezzo di distanza un uomo che rivendica il titolo di successore di Pietro va a Parigi e di fronte alle autorità elogia il motto nazionale da cui gronda il sangue dei cattolici.

Lei, caro avvocato Piciocchi, non avverte in tutto ciò una nota un tantino stridente?

Capisco le ragioni della diplomazia, ma almeno rievocare il contesto storico sarebbe stato, se non altro, un segno di onestà e di rispetto per i martiri.

Il papa Pio VI, che si trovò ad affrontare l’orrore mentre la Rivoluzione era in corso, nel “Quod aliquantum” (10 marzo 1791) condannò la Costituzione civile del clero e contestò la concezione di libertà e uguaglianza dell’Assemblea rivoluzionaria. In particolare, respinse il presunto diritto naturale alla libertà illimitata di opinione ed espressione religiosa, perché, sulla scorta dell’insegnamento della Chiesa, riteneva tale concezione di libertà incompatibile sia con gli obblighi dell’uomo verso Dio sia con l’autorità della Chiesa.

Dinnanzi a uno Stato totalitario, Pio VI disse no. Disse che lo Stato non può arrogarsi il diritto di stabilire condizioni e limiti della vita religiosa, fino alla pretesa di nominare vescovi [Francia e Cina lo fanno ancora ma va bene, l'importante è che non siano tradizionalisti altrimenti scomuniche!] e sacerdoti, fino a richiedere al clero di giurare fedeltà alla Repubblica.

Un altro papa, Leone XIII, in seguito affrontò la questione nella “Immortale Dei” criticando le teorie politiche che individuano la fonte ultima dell’autorità nel popolo, escludendo gli obblighi dei singoli e delle comunità verso Dio. E respinse decisamente l’affermazione secondo cui lo Stato deve considerare ogni religione ugualmente vera e ugualmente meritevole di approvazione.

Papi come Pio VI e Leone XIII si appellarono ai diritti di Dio e alla retta ragione. Leone XIV invece, pur facendo riferimento all’eredità cristiana della Francia, ha usato lo stesso vocabolario della Rivoluzione e non ha posto neppure una timida domanda. Davvero l’Illuminismo ha contribuito e continua a contribuire alla civiltà? Davvero ha promosso i “diritti umani” così come sono concepiti dalla Chiesa cattolica?

La persecuzione della Chiesa durante la Rivoluzione è scomparsa dalla narrazione di Leone XIV, e qui, me lo lasci dire, siamo di fronte a un atto grave di omissione.

Certo, sarebbe stato di cattivo gusto, davanti al governo francese, dedicare l’intero discorso alle persecuzioni anticattoliche del XVIII secolo, ma scegliere di lodare il contributo dell’Illuminismo alla libertà religiosa e di interpretare il motto rivoluzionario come se fosse in linea con il Vangelo è qualcosa a cui il papa non era obbligato.

A Parigi, dinnanzi alle autorità, non è possibile, per un cattolico degno di questo nome, non affrontare la questione della sovranità politica in rapporto all’autorità religiosa.

Sarebbe bastato accennare al fatto che la libertà dal peccato, l’uguaglianza davanti a Dio e la fratellanza in Cristo sono ben diverse dalla libertà, dall’eguaglianza e dalla fraternità a cui si ispira la Rivoluzione. Ma il papa ha taciuto.

In questo modo, la condanna delle minacce alla vita umana non ancora nata e vulnerabile, la difesa dell’educazione cattolica e la critica al secolarismo sembrano affermazioni costruite sulla sabbia.

Nello stesso giorno del discorso all’Eliseo, il papa ha visitato Notre-Dame e ha venerato la Corona di Spine, reliquia che ci rimanda alla regalità di Gesù Cristo. Ma con quale coerenza ha reso omaggio a Gesù Cristo re dell’universo dopo aver reso parimenti omaggio alla Rivoluzione?

Non è un caso che la nuova Chiesa sinodale non affronti mai il tema della regalità sociale di Nostro Signore.

Caro Piciocchi, nel ringraziarla per avermi scritto e per la sua cortesia, le chiedo: com’è possibile appellarsi all’unità nella Chiesa prescindendo dalla verità?

La invito umilmente a riflettere sul fatto che il mio non è un “arroccarsi su posizioni preconcette”. È solo avere a cuore la Chiesa e la fede, e non accettare di svendere il tesoro più prezioso in cambio dell’applauso del mondo.

A.M.V.


Non è mia abitudine pubblicare commenti di soggetti scomunicati, ma visto che qui le scomuniche contro i tradizionali fioccano, conviene riportare il parere di Mons. Viganò. Se un'anglicana "vescovessa" può benedire i fedeli in S. Pietro, perché non dovremmo ascoltare l'opinione di un diplomatico, che sul piano sacramentale è anche un vescovo, sicuramente più della signora vescovessa:


Hanno riconosciuto l’ingiustizia

e le hanno dato cittadinanza
.

2 Tess 2, 11-12

Non expedit. Il conservatorismo di maniera dinanzi all’apostasia sinodale

Arcivescovo Carlo Maria Viganò

Caro Avvocato Piciocchi,

ho letto con attenzione la lettera che Ella ha indirizzato al dottor Aldo Maria Valli e che mi ha trasmesso, a proposito del mio commento al discorso di Leone XIV all’Eliseo. So che Aldo Maria ha già pubblicato sul suo blog una risposta esemplare [qui]; da parte mia, non voglio esimermi dall’affrontare la Sua lettera: senza assecondare la caricatura, senza farci trascinare sul terreno emotivo delle folle, e senza cedere il principio in cambio di un plauso per qualche frase condivisibile.

La Sua lettera si apre con una parafrasi: secondo i «paladini della tradizione», il Papa «sarebbe dovuto andare a dire» a Parigi che non esiste la libertà di coscienza, che lo Stato non deve aprire a ogni culto, che la Dichiarazione del 1948 è carta straccia, che libertà, eguaglianza e fraternità sono parole massoniche e non possono trovare ispirazione nel Vangelo. Le rispondo che nessuno ha chiesto a Leone di recarsi all’Eliseo per recitare il Sillabo a voce alta davanti a Macron. Si è chiesto — ed è cosa diversa — che un Romano Pontefice non contraddica, nella capitale della Rivoluzione, l’insegnamento costante dei suoi Predecessori su ciò che quella Rivoluzione è stata e su ciò che quel motto significa. Non è lo stesso atto. Il primo è una sceneggiata che Ella ci attribuisce per renderci ridicoli; il secondo è il minimo dovuto a chi siede sulla Cattedra di Pietro.

La formula è semplice: noi non pretendiamo dal Papa un anatema diplomaticamente inopportuno; pretendiamo che egli non ratifichi ed elogi ciò che i Papi hanno chiamato peste. Una volta ristabilito questo, la Sua lettera perde il suo perno.

Il secondo argomento è quello della folla: ottocentomila persone a Place de la Concorde, ottantamila giovani a Saint-Denis che cantano il Salve Regina, sacerdoti che confessano per strada. È l’argomento più efficace sul piano emotivo-sentimentale, e il più debole sul piano della Fede.

Nessuno disprezza quei gesti, al contrario: essi dimostrano che la Grazia opera ancora nel popolo, nonostante i discorsi, non grazie ad essi. Un giovane che canta il Salve Regina in latino non convalida la tesi secondo cui Liberté, Égalité, Fraternité trovano nel Vangelo «una fonte inesauribile di ispirazione». Confondere la pietà dei fedeli con l’ortodossia di un discorso alle autorità è un sofisma. Se la quantità dei presenti bastasse a giudicare un pontificato, avremmo dovuto canonizzare ogni Giornata Mondiale della Gioventù, anche quando vi si è taciuto ciò che non si può tacere. Le piazze di Parigi erano gremite anche trent’anni fa con Giovanni Paolo II, ma questo non impedì che si giungesse all’approvazione dell’aborto come diritto, al rogo di Notre-Dame, alla blasfema inaugurazione dei Giochi Olimpici, all’eutanasia di Stato.

Aggiungo che proprio quei giovani meritavano di udire dal Papa non la benedizione di un motto nato per detronizzare Cristo, ma la distinzione — elementare e paterna — tra la libertà dei figli di Dio e la libertà rivoluzionaria, tra l’uguaglianza delle anime redente e l’egualitarismo collettivista, tra la fraternità in Cristo e la fratellanza senza Dio Padre. Togliere loro quella distinzione non è «rispettare la loro capacità di comprensione»: è sottrarre loro la chiave per capire il tempo in cui vivono. Anzi: è spacciare per valida e vera una falsa lettura degli eventi.

Ella elenca, a difesa del discorso di Leone, la tutela del diritto alla vita come fondamento di ogni altro diritto e la condanna della maternità surrogata, pronunciate «in faccia» a un Presidente che ha iscritto l’aborto in Costituzione. Qui occorre essere precisi, perché è il punto su cui i conservatori si sentono in dovere di applaudire.

Non nego il dato: nego piuttosto la conseguenza che Ella ne trae. Una condanna della maternità surrogata e un accenno alla vita, inseriti in un quadro che assume i «diritti dell’uomo» illuministi e la Dichiarazione del 1948 come «pietra miliare del progresso morale», restano concetti astratti. O meglio: rimangono in quell’iperuranio in cui i funzionari della chiesa sinodale vogliono confinare la dottrina, mentre adeguano la pastorale alla mentalità del mondo. Quella stessa matrice rivoluzionaria dei “diritti” — sganciata dalla legge di Dio e dalla Regalità di Nostro Signore Gesù Cristo — è precisamente ciò che ha permesso di dichiarare “diritto” l’aborto, e poi di costituzionalizzarlo. Chi loda il principio e depreca uno dei suoi frutti non raddrizza l’albero: ne raccoglie i frutti avvelenati mentre finge di non vedere i rovi.

La risposta utile è dunque: non basta dire il vero su un effetto, se si benedice la causa. Pio XI, in Quas Primas, insegnò che pace e dignità non nascono dalla ribellione della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, ma dal Regno sociale di Cristo. Finché quella lezione resta taciuta, le frasi «pro life» pronunciate all’Eliseo sono un correttivo cosmetico su un edificio costruito senza la pietra angolare. E nessuno meglio del Vicario di Cristo dovrebbe sapere quanto vere siano le parole del Salvatore: Sine me nihil potestis facere (Jo 15, 5).

Ella oppone alla Tradizione «il giusto sforzo — doveroso per la Chiesa di ogni tempo — di trovare punti di convergenza tra la fede e la storia di un popolo». È la formula più insidiosa della Sua lettera, perché suona pastorale e ragionevole. Va presa di petto.

Non Le sono ignoti gli atti magisteriali fino a Pio XII che condannano senza appello la Rivoluzione e i suoi infernali principi. Questi testi non sono «posizioni preconcette»: sono il Magistero. E chi li richiama non si arrocca: ricorda a un Papa che egli è custode della Verità rivelata, non padrone. Se oggi quel richiamo «pone fuori dalla realtà», tanto peggio per la realtà che si è costruita contro di essi. Non è il Magistero a doversi scusare con l’Eliseo, né l’erede di Pio VI a doversi umiliare all’erede di Jules Grévy, che si accompagna a un uomo in parrucca nella finzione più grottesca della normalità.

Le cito, parola per parola, il passaggio incriminato. Leone ha detto che l’Illuminismo portò «vere e proprie conquiste»; che tra queste vi è «il riconoscimento dei diritti dell’uomo insiti nella natura della persona umana, in particolare la libertà religiosa»; che libertà, uguaglianza e fraternità «rimandano a esigenze etiche universali, che trovano anche nel messaggio evangelico una fonte inesauribile di ispirazione e di realizzazione»; e che la Dichiarazione del 1948 è, con Giovanni Paolo II, «pietra miliare sulla via del progresso morale dell’umanità». Su queste frasi si discute. Non sul fatto che a Saint-Denis si sia cantato in latino.

Ella chiude invocando l’unità e la tunica inconsutile, addossando la responsabilità di lacerarla a chi critica il discorso papale. È l’argomento che i conservatori usano da sessant’anni ogni volta che si tocca il nervo del Concilio, della messa montiniana, della sinodalità: va rovesciato.

La tunica la lacera chi introduce nella Chiesa un Vangelo diverso da quello ricevuto, non chi rifiuta di ratificarlo. San Paolo non invita i Tessalonicesi a «lavorare per l’unità» a costo della Tradizione: li esorta a stare saldi e a mantenere le tradizioni apprese (2 Tess 2, 15). L’unità cattolica è comunione nella Fede; non è la tregua fra chi benedice la Rivoluzione e chi la chiama col suo nome.

Le richiamo, qui, la distinzione che ho fatto in «Scisma Capitale». Quando colui che siede sulla Cattedra accetta e promuove una nozione del suo ufficio — e, con essa, una nozione della società e della libertà — incompatibile con quella definita dal Magistero perenne, egli non è più semplicemente un Papa che sbaglia in un discorso di circostanza: pone un obex, un ostacolo all’esercizio stesso del Papato. Chi gli resiste in ciò che è illecito non lacera la Chiesa: la serve. Chi invece, per non «disperdere il gregge», consente all’equivoco, si trova nella posizione di coloro di cui San Paolo dice εὐδοκήσαντες τῇ ἀδικίᾳ: che hanno riconosciuto l’ingiustizia e le hanno dato cittadinanza (2 Tess 2, 11-12).

Le rispondo dunque che l’unità non si costruisce sul silenzio intorno al punto decisivo: essa si costruisce sulla roccia di Pietro. Ogni tentativo di “resettare” la realtà si fonda sulla sabbia di un dialogo che usa il lessico di chi ha ghigliottinato i suoi figli. Invocare la tunica inconsutile per coprire la contraddizione è, alla lettera, cucire una toppa nuova su un vestito vecchio.

Ella teme «parole di lapidaria condanna» che resterebbero incomprese. Ammesso e non concesso che i Cattolici, ogni tanto, tirerebbero un sospiro di sollievo se udissero non un mediatore, un conciliatore, un diplomatico, un ecumenico, un filantropo, un globalista, un immigrazionista, un massone o un pagano, ma un Papa che finalmente parla da Papa. Ma anche concedendoLe l’esigenza della pedagogia, non posso concederLe che la pedagogia obblighi a dire il falso.

Un Pontefice poteva, all’Eliseo, ricordare l’eredità cristiana della Francia — Clodoveo, San Luigi, Santa Giovanna d’Arco, le Carmelitane di Compiègne — e aggiungere, con mitezza, che la libertà cristiana non è la libertà del 1789; che l’uguaglianza delle anime dinanzi a Dio non è l’egualitarismo che ha livellato altari e troni; che la fraternità evangelica ha un Padre celeste, e che senza quel Padre diventa la fratellanza delle Logge. Poteva dire che la «giusta laicità» non consiste nel mettere la vera Religione allo stesso rango delle false, e che Nostro Signore è Re anche delle nazioni in cui vige un regime repubblicano che si professa laico. Poteva, venerando la Corona di Spine a Notre-Dame, ricordare che quella Corona è di un Re, e che quel Re non si concilia con il motto coniato per deporLo.

Nulla di tutto questo è «autoreferenziale». È il catechismo. Se oggi suona inaudito, è perché da decenni si è preferito l’applauso dell’Eliseo alla voce di Pio VI.

Caro Avvocato, non La tratto da avversario. La Sua lettera è sincera per il timore di una Chiesa che «si pone fuori dalla realtà», anche se sono decenni che gli imbarazzanti tentativi di compiacere il mondo rendono patetici i suoi mitrati fautori. Quel timore va rispettato ma corretto: la realtà della Chiesa non è lo specchio del mondo, è il giudizio di Cristo sul mondo. Chi ama davvero la Chiesa non le chiede di diventare credibile agli occhi di un Presidente che ha fatto dell’aborto norma costituzionale; le chiede di rimanere credibile dinanzi a Dio. Poiché l’inizio della saggezza è il timore del Signore (Pr 9, 10).

Concludo ricordandoLe che la Tradizione non è «una fonte perenne in una dinamica sempre nuova», se per dinamica si intende la riconciliazione col liberalismo che il Sillabo ha dichiarato impossibile. La Tradizione è la trasmissione integrale del Depositum fidei, senza tagli e senza innesti. Chi la custodisce non lacera la tunica: impedisce che la si sostituisca con la livrea tricolore.

I martiri della Vandea, i sacerdoti di settembre, le contadine di Angers non hanno bisogno che noi li usiamo come randello. Hanno bisogno che un Papa, passando sulle pietre bagnate del loro sangue, non lodi il motto in nome del quale furono martirizzati. Se questo richiamo «disperde il gregge», allora quel gregge era già stato disperso da chi gli ha insegnato che obbedire all’errore è virtù e che resistere alla menzogna è scisma.

Le ho scritto perché la Sua lettera non rappresenta un caso isolato: essa costituisce il manuale, per così dire, con cui, dopo ogni gesto «positivo» di questo pontificato, si chiederà ai Cattolici di lasciarsi convincere dall’emozione della piazza senza guardare ai principi che nel frattempo vengono sovvertiti. È esattamente il meccanismo descritto in «Scisma Capitale». Conviene smontarlo ora, con calma e con dottrina, prima che diventi il senso comune anche di chi si dice amico della Tradizione.

Con gratitudine per la franchezza con cui Ella ha scritto,

+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo

Viterbo, 1 ottobre 2026

S. Remigii Episcopi et Confessoris
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Online Massimo

  • WikiQM
  • Storico
  • ***
  • Post: 8136
Re:Ricorrenti discussioni sulla fede cristiana
« Risposta #622 il: Ottobre 03, 2026, 00:49:38 am »
Tranquillo, si adegua! Altrimenti (cit.) "danno un tirotto al guinzaglio con SWIFT o prelati pederasti (non lui eh) e torna in carreggiata".
Finché è il clima è roba da poco, sono gli atteggiamenti cattolici, la fedeltà alla tradizione della Cheisa ad essere imperdonabili e il papa SWIFT! Se ne va

E quindi?  :hmm:
Allora, caro Vicus, che si fa, se tutti i Papi si adeguano?  :ohmy:
Che conclusioni se ne devono trarre?   :mad:

Offline Vicus

  • Moderatore Globale
  • Pietra miliare della QM
  • ******
  • Post: 23639
  • Sesso: Maschio
Re:Ricorrenti discussioni sulla fede cristiana
« Risposta #623 il: Ottobre 03, 2026, 05:54:59 am »
E quindi?  :hmm:
Allora, caro Vicus, che si fa, se tutti i Papi si adeguano?  :ohmy:
Che conclusioni se ne devono trarre?   :mad:
E' il domandone, posso risponderti con una profezia della Madonna sulla crisi della Chiesa: "Anche gli eletti saranno confusi" perché, in effetti, nella Chiesa c''è un'enorme confusione dottrinale e dell'autorità.

Secondo un ragionamento umano, 2 scenari sono possibili:

1. Tecnocratico: la ciurma di banditi che tiene la Gerarchia al guinzaglio non tollererà remore e rallentamenti, per cui prima o poi si arriverà a un punto di rottura irreversibile. Può essere una dottrina eretica che si consolida, o anche peggio il sacerdozio femminile che renderebbe tutti i Sacramenti invalidi (ordinazioni comprese). Giovanni Paolo II si è pronunciato INFALLIBILMENTE contro di esso, ma i tempi corrono così velocemente che oggi sembra di citare Pio IX.
A quel punto i vescovi rimasti cattolici potrebbero eleggere un nuovo Papa (è sempre una mia ipotesi) per evitare la totale distruzione della Chiesa. Che non consiste nel bombardare il Vaticano (certo mi dispiacerebbe è un capolavoro dell'umanità), è MOLTO più grave ordinare le donne. Potrebbero arrivarci in un secolo, ma più probabilmente in 20 max 30 anni e forse molto prima (magari col prossimo pontificato, o quello dopo)

2. Catastrofico: TUTTA la profezia extracanonica anche molto recente parla di guerre, di distruzione del Vaticano o uccisione dei suoi abitanti (basta leggere Fatima), di fenomeni alla Sodoma e Gomorra come "fuoco dal cielo" (possono anche essere 4rmi) sull'intero pianeta. Storicamente è il metodo preferito dall'Onnipotente (v. Diluvio SEMPRE citato nelle profezie recenti come meno distruttivo dei castighi futuri).
P. Wyndham Lewis (che tra l'altro non era cristiano) sfotteva bertrand Russell che vagheggiava di riformare la società con lente riforme stile UE ("gradualness"). I fatti gli hanno dato RAGIONE con una 2° guerra mondiale che il povero Russell non si immaginava neppure. Diceva Lewis: "Russell as a logician is a machine, but as a politician is not a great logician"

Istruttiva la vicenda veneta di MONTANER: l'allora vescovo e futuro papa Giovanni Paolo I chiuse la parrocchia perché i fedeli gli imponevano la scelta di un parroco, cosa che non spetta a loro. Dopo vari tentativi di mediazione, comminò l'interdetto all'intero Paese, non si potevano celebrare Messe.
Il Paese rispose passando alla chiesa ortodossa (dico: ortodossa non protestante), ma non funzionò: ci fu una serie di scandali economici, sessuali, addiritttura un parroco fu arrestato per traffico di sostanze (almeno questo tra i cattolici non succede quasi mai). Corruzione presente in misura ben maggiore nel mondo protestante. Oggi gli ortodossi di Montaner sono quasi tutti immigrati rumeni e albanesi in una sorta di infernale contrappasso
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Online Massimo

  • WikiQM
  • Storico
  • ***
  • Post: 8136
Re:Ricorrenti discussioni sulla fede cristiana
« Risposta #624 il: Ottobre 03, 2026, 21:09:40 pm »
I tuoi 2 scenari sono quelli formulati secondo un punto di vista umano. Secondo un punti di vista non umano, ma biblico e quindi divino, verranno usate le potenze politiche per eliminare le organizzazioni religiose che disonorano Dio Il Quale, dopo la loro sparizione, distruggerà anche i governi umani. Recita l'Apocalisse: " E le dieci corna e la bestia che hai visto (i sistemi politici umani e mondani) odieranno la meretrice (le organizzazioni religiose che disonorano Dio), la spoglieranno e la lasceranno nuda, ne mangeranno le carni e la bruceranno completamente con il fuoco". Rivelazione 18:16
Quanto ai governi umani che la distruggeranno, saranno poi distrutti a loro volta: " E ai giorni di quei re, l'Iddio Onnipotente stabilirà un regno che non sarà mai ridotto in rovina, nè passerà ad alcun altro popolo; esso stritolerà tutti questi regni e porrà loro fine e durerà a tempo indefinito. Daniele 2: 44
E, tenuto conto della (nulla) considerazione in cui i governi tengono le organizzazioni religiose, Chiesa compresa, non è arduo ipotizzare che tale tempo sia maleddettamente vicino. Dici giustamente che lo scenario catastrofista è sempre stato quello preferito dall'Onnipotente. Ciò è del tutto logico: se si vuole "rieducare" il genere umano ai valori che all'Onnipotente piacerà imporre, bisogna distruggere tutto ciò che l'umanità alienata da Dio ha creato nel corso della Storia, istituzioni, modelli, ideologie, sistemi politico - economici. Solo dopo si potrà ricominciare a ricostruire l'umanità.

Offline Vicus

  • Moderatore Globale
  • Pietra miliare della QM
  • ******
  • Post: 23639
  • Sesso: Maschio
Re:Ricorrenti discussioni sulla fede cristiana
« Risposta #625 il: Ottobre 04, 2026, 00:10:15 am »
Un libro chiamato Vangelo dice che le forze degli Inferi non prevarranno contro la chiesa di Pietro. Non quella di Martin Luther King, quella di Pietro
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Online Massimo

  • WikiQM
  • Storico
  • ***
  • Post: 8136
Re:Ricorrenti discussioni sulla fede cristiana
« Risposta #626 il: Ottobre 04, 2026, 23:53:52 pm »
Un libro chiamato Vangelo dice che le forze degli Inferi non prevarranno contro la chiesa di Pietro. Non quella di Martin Luther King, quella di Pietro

Un libro chiamato Rivelazione dice che tutte le religioni che disonorano o hanno disonorato Dio saranno estirpate. Fossi in te, non sarei così sicuro che quella cattolica non ne faccia parte.

Offline Vicus

  • Moderatore Globale
  • Pietra miliare della QM
  • ******
  • Post: 23639
  • Sesso: Maschio
Re:Ricorrenti discussioni sulla fede cristiana
« Risposta #627 il: Ottobre 05, 2026, 00:30:58 am »
Nell'Apocalisse non c'è nessun cenno a un presunto disonore arrecato dall Chiesa cattolica, che è UNA (all'epoca non ce n'erano "altre") e che Giovanni chiama "la Chiesa di Gesù"
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Online Massimo

  • WikiQM
  • Storico
  • ***
  • Post: 8136
Re:Ricorrenti discussioni sulla fede cristiana
« Risposta #628 il: Ottobre 05, 2026, 08:48:43 am »
C'è una CHIARA condanna contro le organizzazioni che disonorano Dio. E la Chiesa di Gesù non è la Chiesa Cattolica; la sua poco o per nulla onorevole storia lo dimostra.

Offline Vicus

  • Moderatore Globale
  • Pietra miliare della QM
  • ******
  • Post: 23639
  • Sesso: Maschio
Re:Ricorrenti discussioni sulla fede cristiana
« Risposta #629 il: Ottobre 05, 2026, 16:07:36 pm »
Ha parlato papa Massimo I
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.