Autore Topic: "Donne uccise, grave ferita al paese" dice il PdR  (Letto 1244 volte)

Offline TheDarkSider

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"Donne uccise, grave ferita al paese" dice il PdR
« il: Gennaio 01, 2017, 11:47:01 am »
Nel discorso di fine anno dell'ineffabile Mattarella, poteva mancare il riferimento ai femminicidi?


"Un’altra grave “ferita inferta alla nostra convivenza”, ha affermato ancora il Presidente della Repubblica, “è rappresentata dalle oltre 120 donne uccise, nell’anno che si chiude, dal marito o dal compagno. Vuol dire una vittima ogni tre giorni. Un fenomeno insopportabile che va combattuto e sradicato, con azioni preventive e di repressione”."
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/12/31/mattarella-discorso-di-fine-anno-voto-anticipato-contrario-interessi-del-paese-priorita-lotta-disoccupazione/3290536/

A voi i commenti, io mi limito ad alcune domande :

1) 120 donne uccise, se davvero e' questo il numero, corrispondono davvero a 120 donne uccise dai compagni per motivi di "possesso" oppure, come al solito, si sono messe nel calderone donne morte per cause e moventi disparati, cosi' tanto per fare statistica?

2) il numero delle donne morte davvero per mano del compagno e per motivi di "possesso" come si configura nel tempo (cioe' e' in aumento, e' stabile o in diminzione?) e nello spazio (cioe' e' alto o basso rispetto ad altri paesi di condizione comparabile?) ??

3) e' consapevole, il nostro illustrissimo PdR, che in Italia vengono uccisi anche gli uomini, e in numero triplo rispetto alle donne?

4) e' consapevole, il nostro illustrissimo PdR, che in Italia e in qualunque altro paese parlare di "sradicare" l'omicidio e' parlare di un'utopia, di una condizione irrealizzabile, di una fantasia che neanche nelle favole di Natale si realizza?

"Le donne occidentali sono più buone e tolleranti con gli immigrati islamici che le stuprano che con i loro mariti."
Una donna marocchina

Online KasparHauser

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Re:"Donne uccise, grave ferita al paese" dice il PdR
« Risposta #1 il: Gennaio 01, 2017, 11:53:08 am »
A me quest'anno m'hanno rubato una borsa col portafoglio i documenti i soldi, insomma una rogna mica da poco.
Secondo me andrebbe prima estirpata la piaga dei furti. Io dico basta ai ladri non è più sopportabile.
E' una vergogna italiana.

Online Massimo

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Re:"Donne uccise, grave ferita al paese" dice il PdR
« Risposta #2 il: Gennaio 01, 2017, 12:03:14 pm »
A me quest'anno m'hanno rubato una borsa col portafoglio i documenti i soldi, insomma una rogna mica da poco.
Secondo me andrebbe prima estirpata la piaga dei furti. Io dico basta ai ladri non è più sopportabile.
E' una vergogna italiana.
E' vero, caro Kasparhauser, è una vergogna italiana. Ma, a parte che può essere stato benissimo un immigrato a rubartela e non un
italiano (e quindi la cosa ti poteva capitare anche in Germania, in Austria o in Alto Adige), la Germania ha una vergogna ancora più
grossa su di sè: Auschwitz. Tanto più avendo perso due guerre mondiali, dopo averle fatte convinta di vincerle perchè di "razza
superiore". Quando si presume di essere superiori agli altri, in base a tale assunto si commettono crimini e genocidi e poi si va anche
a perdere le guerre, allora è meglio andare a nascondersi. Altro che vergognarsi per i furti che accadono nel proprio paese.

Offline Sardus_Pater

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Re:"Donne uccise, grave ferita al paese" dice il PdR
« Risposta #3 il: Gennaio 01, 2017, 12:15:54 pm »

1) 120 donne uccise, se davvero e' questo il numero, corrispondono davvero a 120 donne uccise dai compagni per motivi di "possesso" oppure, come al solito, si sono messe nel calderone donne morte per cause e moventi disparati, cosi' tanto per fare statistica?

Le donne sarebbero 121 e, almeno stavolta, rientrano tutte nella casistica "compagno/marito mostro da mettere alla gogna". Però, una volta quest'anno a un giornalista che riportava l'ennesimo caso di fufficidio scapparono, non so se intenzionalmente o meno, delle mezze verità sul perché un uomo, probabilmente esasperato dagli atteggiamenti della moglie divorzista, non ce l'abbia fatta più per motivi che, così si intuiva, non facevano onore alla vittima, anzi. Siccome non siamo scemi e sappiamo di cosa son capaci le dddonne, non credo che quello (non ricordo esattamente quale, prima metà dell'anno comunque, in un periodo in cui per motivi di lavoro partecipavo pochissimo al forum) sia stato un caso isolato...

A me quest'anno m'hanno rubato una borsa col portafoglio i documenti i soldi, insomma una rogna mica da poco.
Secondo me andrebbe prima estirpata la piaga dei furti. Io dico basta ai ladri non è più sopportabile.
E' una vergogna italiana.

Se ti legge Frank :P ...
Il femminismo è l'oppio delle donne.

Offline Cad.

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Re:"Donne uccise, grave ferita al paese" dice il PdR
« Risposta #4 il: Gennaio 01, 2017, 12:19:36 pm »
Una delle poche volte che ascolto il discorso di fine anno.
Una sequela di frasi fatte (del resto cosa potrebbe dire), con una espressione gelida, senza trasmettere un minimo di ottimismo,  da disperazione, da baratro.
Un riassunto annuale delle cronache dei tg.
Suvvia almeno il 31.12 un po di originalità.

Offline Sardus_Pater

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Re:"Donne uccise, grave ferita al paese" dice il PdR
« Risposta #5 il: Gennaio 01, 2017, 12:24:54 pm »
Cad, consolati con questo:

Il femminismo è l'oppio delle donne.

Online KasparHauser

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Re:"Donne uccise, grave ferita al paese" dice il PdR
« Risposta #6 il: Gennaio 01, 2017, 12:35:05 pm »
A parte la vergogna dei furti che era una provocazione...


1) 120 donne uccise, se davvero e' questo il numero, corrispondono davvero a 120 donne uccise dai compagni per motivi di "possesso" oppure, come al solito, si sono messe nel calderone donne morte per cause e moventi disparati, cosi' tanto per fare statistica?



Come è possibile verificare su questa pagina http://www.corriere.it/cronache/speciali/2016/la-strage-delle-donne/

le donne uccise al momento in cui parla Mattarella sono in verità 115 non 120
Lo stesso sito mette poi in neretto quelle che non sono propriamente ascrivibili a un ambito familiare io le ho contate e se non ho sbagliato sono 23 . Dunque i femmicidi propriamente detti (propriamente detti da chi poi) sono 92.
Poi siccome l'Emerito parla di donne uccise da compagni o mariti (che ricordiamo sono 120) io sono andato a vedere quanti rientrano nei delitti compiuti da mariti o compagni e ho verificato che (sempre che non ho contato male):
3 effettuati dal padre
9 dal figlio
1 dal fratello
3 dal cognato
1 dall'ex fidanzato della figlia
1 da un parente (sic!)
1 dalla compagna della figlia
1 dal suocero
1 dalla figlia
1 dall'ex genero
1 dalla madre
1 dal fratellastro
1 dal nipote
Totale 25
quindi 92-25=67

Allora se non erro l'Emerito ...120-67=53...sì l'Emerito ha più che raddoppiato le donne uccise da marito o compagno.


Offline Frank

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Re:"Donne uccise, grave ferita al paese" dice il PdR
« Risposta #7 il: Gennaio 01, 2017, 12:39:53 pm »
A me quest'anno m'hanno rubato una borsa col portafoglio i documenti i soldi, insomma una rogna mica da poco.
Secondo me andrebbe prima estirpata la piaga dei furti. Io dico basta ai ladri non è più sopportabile.
E' una vergogna italiana.

Tralasciando per un momento quel che accade in altri paesi - tra i quali, nell'Europa dell'ovest, "spicca" la Grecia, dove negli ultimi anni sono aumentate del 200% le rapine -, non c'è dubbio che quello dei furti sia un problema bello grosso.
Però, prima di definirlo "una vergogna italiana" - tipica frase fatta di una caterva di italiani, convinti che l'erba del vicino sia sempre più verde -, bisognerebbe un po' approfondire il discorso.
http://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/furti-abitazione-immigrati-responsabili-reati-17552/

Citazione
Furti in abitazione: gli immigrati responsabili del 58% dei reati
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Aggiunto da Francesco Meneguzzo il 22 febbraio 2015.

image: http://www.ilprimatonazionale.it/wp-content/uploads/2015/02/furti_abitazione_figura_1-300x199.jpg
deutsche journalisten dienste Bild: 52639Roma, 22 feb – La nostra casa, lo spazio intimo, privato e inviolabile più caro a ciascuno, è sempre più nel mirino dei ladri. Secondo il Censis, i furti nelle abitazioni, o almeno quelli denunciati, sono passati dai quasi 111mila del 2004 agli oltre 251mila del 2013, ultimo anno di disponibilità dei dati appena resi pubblici, segnando un aumento record del 126,7%, di cui solo nell’ultimo anno del 5,9%. Si tratta di un aumento molto superiore rispetto all’andamento del numero totale dei reati (+19,6% nel periodo 2004-2013) e dei furti nel complesso (+6%), nonché in controtendenza rispetto all’andamento dei furti di autoveicoli (-32,2%) e degli omicidi (-29,7%).

A parte l’omicidio, che è un reato raro ed estremo, la diminuzione delle nuove immatricolazioni di autoveicoli e la crescente difficoltà della rivendita possono spiegare la relativa diminuzione del reato connesso. Che, poi, i ladri prediligano le abitazioni private, spiega il Censis, è anche dovuto al fatto che negozi, banche, uffici postali e centri commerciali sono maggiormente dotati di sistemi di sicurezza e sorveglianza, come le telecamere, inoltre nelle case un bottino da portare via c’è sempre e talvolta molto cospicuo.

Tornando ai numeri dei furti nelle abitazioni, in pratica nell’anno 2013 sono stati denunciati 689 furti al giorno, cioè 29 ogni ora, o uno ogni due minuti. Particolarmente allarmante anche l’aumento delle rapine in abitazione associate a violenza o minaccia ai proprietari: nel 2013 sono state 3.619, con una crescita vertiginosa nel decennio (+195,4%) e un incremento del 3,7% solo nell’ultimo anno.

La zona d’Italia più colpita è il Nord-Ovest, dove nell’ultimo anno i furti in abitazione sono stati 92.100, aumentati del 151% nel decennio. Oltre il 20% dei furti denunciati è avvenuto in tre province: Milano (19.214 reati), Torino (16.207) e Roma (15.779).

Considerando il numero di reati rispetto alla popolazione residente, in cima alla graduatoria delle province italiane più bersagliate si trovano Asti (9,2 furti in abitazione ogni mille abitanti), Pavia (7,1 ogni mille), Torino (7,1 ogni mille) e Ravenna (7,0 ogni mille). E le province in cui i furti in casa sono aumentati di più nell’ultimo decennio sono Forlì-Cesena (al primo posto, +312,9%), Mantova (+251,3%), Udine (+250,0%), Terni (+243,7%) e Bergamo (+234,3%). Tra le grandi città, gli aumenti maggiori si registrano a Milano (+229,2% nel periodo 2004-2013), Firenze (+177,3%), Torino (+172,6%), Padova (+143,3%), Palermo (+128,4%), Venezia (+120,9%), Roma (+120,6%), Bologna (+104,5%) e Verona (+103,4%).

Parallelamente, cresce la percezione del rischio e l’insicurezza della popolazione: dal 27,1% del totale nel 2010 al 30% nel 2014.

Per quanto riguarda le misure di contrasto a questa piaga microcriminale particolarmente odiosa, è da segnalare che nel 2013 sono state denunciate a piede libero per furti in abitazione oltre 15mila persone (+139,6% rispetto al 2004), di cui 1.366 minori (il 9% del totale), e sono state arrestate 6.628 persone, di cui 486 minori (il 7,3% del totale). Mentre i detenuti per furto in abitazione sono 3.530 nel 2014, con una crescita del 131,9% rispetto al 2007.

Infine si viene al punto: sempre secondo il Censis, l’aumento dei furti in abitazione non è capitato per caso, infatti nell’ultimo anno tra i denunciati a piede libero gli stranieri sono il 54,2% (8.627 persone), tra gli arrestati il 62% (4.112, cioè il 31,4% in più solo nell’ultimo anno), tra i detenuti il 42,3% (1.493). Facciamo una media tra denunciati e arrestati: il 58% dei furti in abitazione sono compiuti da stranieri.

image: http://www.ilprimatonazionale.it/wp-content/uploads/2015/02/furti_abitazione_figura_2-300x196.jpg
furti_abitazione_figura_2

Relazione evidente tra incremento della popolazione straniera e casi di furto in abitazione

Che possa sussistere una stretta relazione tra consistenza della popolazione straniera residente sul territorio nazionale e il numero di furti in abitazione è abbastanza evidente anche nel grafico a fianco, nonostante la temporanea diminuzione dei furti nelle abitazioni nel triennio 2008-2010, probabilmente dovuta al primo periodo più duro della crisi economica e, soprattutto, a un aumento della repressione praticato dall’ultimo governo Berlusconi – Lega.

Cerchiamo allora di capire quanto l’immigrazione selvaggia cui è stato soggetto il nostro paese almeno nell’ultimo decennio sia da ritenersi responsabile dell’aumento dei furti in abitazione.

La prima considerazione è che, secondo l’Istat, gli stranieri residenti in Italia nel 2013 erano 4,4 milioni cioè circa il 7,5% della popolazione residente, mentre secondo il Censis, come ricordato sopra, il 58% dei furti in abitazione sono attribuibili a stranieri. Ne consegue che la frequenza con cui questo reato viene compiuto da stranieri è ben 17 volte più elevata rispetto alla frequenza attribuibile agli Italiani.

Gli stranieri immigrati, insomma, delinquono 17 volte di più degli Italiani.

Rispetto ai numeri assoluti, nel 2013 agli stranieri immigrati sono attribuibili circa 146mila furti in abitazione, uno ogni circa 30 immigrati (il che non significa ovviamente che un immigrato su 30 sia un delinquente), mentre per gli Italiani il dato scende ad appena un furto ogni 540 persone.

Se questi reati non fossero avvenuti, cioè se non ci fossero stati gli stranieri immigrati, il numero di furti in abitazione sarebbe sceso ad “appena” 106mila che, come si vede, è perfino inferiore al numero degli stessi reati nel 2004 (111mila), anno nel quale – sempre secondo l’Istat – gli stranieri presenti in Italia erano 1,9 milioni, cioè circa il 3% della popolazione complessiva, cui potevano essere già allora attribuiti circa 60mila furti in abitazione.

Per quanto riguarda l’impatto economico, estrapolando i risultati di ricerche della fine degli anni ’90 del secolo scorso e adeguandoli all’inflazione, è possibile stimare un danno medio per furto in abitazione dell’ordine di 3500 euro che, moltiplicato per i 146mila furti attribuibili agli stranieri nel 2013, forma la bella cifra di oltre 500 milioni di euro in un solo anno. Somma che, per il 2014 – quando la popolazione immigrata era aumentata fino a 4,9 milioni – può stimarsi già cresciuta fino a circa 600 milioni.

In altre parole, gli stranieri immigrati ci costano, soltanto per i furti in abitazione, un danno economico aggiuntivo dell’ordine di 600 milioni di euro all’anno.

image: http://www.ilprimatonazionale.it/wp-content/uploads/2015/02/furti_abitazione_figura_3-300x220.jpg
furti_abitazione_figura_3E il governo Renzi cosa fa? Paradossalmente, ma non troppo, nel dicembre scorso Renzi ha depenalizzato i reati di “particolare tenuità”, tra cui proprio i furti in abitazione, scatenando già all’epoca l’ira del leader della Lega Matteo Salvini che dichiarava: “Pazzesco. Il governo Renzi ha depenalizzato alcuni reati ‘lievi’, per cui niente galera per chi commette furto, danneggiamento, truffa e violenza privata. Con la sinistra al potere, l’Italia diventa il paradiso dei delinquenti. Non mi rassegno, la Lega farà opposizione totale a questa follia”. E di una vera e propria follia ideologica, secondo noi, si tratta.


Chi sa, poi, a quanto ammonta il danno complessivo della criminalità d’importazione se sommassimo ai furti in abitazione tutti gli altri reati, dalle altre forme di rapina, alla droga, alla vendita di merci contraffatte e così via: certamente, molti miliardi di euro ogni anno.

In ogni caso, la quota dei danni economici dovuti ai furti nelle abitazioni, oggi intorno a 600 milioni all’anno ma destinata ad aumentare in assenza di un controllo o meglio di un blocco dell’immigrazione, si somma a quella ancora più grande, anch’essa calcolata in esclusiva per questo giornale, pari a 4,2 miliardi di euro all’anno e legata agli incidenti stradali causati dagli immigrati, circa la metà della quale sarebbe evitabile se soltanto gli stranieri – albanesi e marocchini in testa – si comportassero al volante come gli Italiani.


Francesco Meneguzzo

Read more at http://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/furti-abitazione-immigrati-responsabili-reati-17552/#AQskKRg8ooLULuJH.99



Citazione
La prima considerazione è che, secondo l’Istat, gli stranieri residenti in Italia nel 2013 erano 4,4 milioni cioè circa il 7,5% della popolazione residente, mentre secondo il Censis, come ricordato sopra, il 58% dei furti in abitazione sono attribuibili a stranieri. Ne consegue che la frequenza con cui questo reato viene compiuto da stranieri è ben 17 volte più elevata rispetto alla frequenza attribuibile agli Italiani.

Il che, tradotto, sta a significare che a prescindere da quel che certi leggi del menga permettono di fare nel nostro Paese, gli stranieri sono ben più vergognosi dei nostri connazionali.

Offline Vicus

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Re:"Donne uccise, grave ferita al paese" dice il PdR
« Risposta #8 il: Gennaio 01, 2017, 13:14:57 pm »
Se solo penso a quanti ai posti di lavoro o assegni familiari si potrebbero tirar fuori dai 600 milioni buttati nel nome di astratte teorie globaliste. :mad:
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Alberto1986

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Re:"Donne uccise, grave ferita al paese" dice il PdR
« Risposta #9 il: Gennaio 01, 2017, 16:14:35 pm »
Nel discorso di fine anno dell'ineffabile Mattarella, poteva mancare il riferimento ai femminicidi?


"Un’altra grave “ferita inferta alla nostra convivenza”, ha affermato ancora il Presidente della Repubblica, “è rappresentata dalle oltre 120 donne uccise, nell’anno che si chiude, dal marito o dal compagno. Vuol dire una vittima ogni tre giorni. Un fenomeno insopportabile che va combattuto e sradicato, con azioni preventive e di repressione”."
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/12/31/mattarella-discorso-di-fine-anno-voto-anticipato-contrario-interessi-del-paese-priorita-lotta-disoccupazione/3290536/

A voi i commenti, io mi limito ad alcune domande :

1) 120 donne uccise, se davvero e' questo il numero, corrispondono davvero a 120 donne uccise dai compagni per motivi di "possesso" oppure, come al solito, si sono messe nel calderone donne morte per cause e moventi disparati, cosi' tanto per fare statistica?

2) il numero delle donne morte davvero per mano del compagno e per motivi di "possesso" come si configura nel tempo (cioe' e' in aumento, e' stabile o in diminzione?) e nello spazio (cioe' e' alto o basso rispetto ad altri paesi di condizione comparabile?) ??

3) e' consapevole, il nostro illustrissimo PdR, che in Italia vengono uccisi anche gli uomini, e in numero triplo rispetto alle donne?

4) e' consapevole, il nostro illustrissimo PdR, che in Italia e in qualunque altro paese parlare di "sradicare" l'omicidio e' parlare di un'utopia, di una condizione irrealizzabile, di una fantasia che neanche nelle favole di Natale si realizza?


Non poteva essere altrimenti. D'altronde i discorsi glieli scrive uno staff di persone, tra cui suppongo ci siano femmine e femmini vari.  La differenza tra il comunista Napolitano ed il democristiano Mattarella è che il primo era lui stesso fautore delle puttanate, porcate e imbecillità varie che sputava ogni giorno, mentre il secondo si limita ad imparare e ripetere a pappagallo quello che qualcun'altro scrive ed elabora per lui. Ergo, continuano a governarci personaggi che il popolo pecora si è meritato.

Offline Frank

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Re:"Donne uccise, grave ferita al paese" dice il PdR
« Risposta #10 il: Gennaio 01, 2017, 17:03:10 pm »
Se solo penso a quanti ai posti di lavoro o assegni familiari si potrebbero tirar fuori dai 600 milioni buttati nel nome di astratte teorie globaliste. :mad:

Già... proprio così.

Questo è un brano tratto da:
"Platone, La Repubblica – Cap. VIII."
Scritto oltre 2000 anni fa; ma ancora attualissimo.

http://www3.varesenews.it/blog/labottegadelpittore/?p=14917
Citazione

Platone: “così muore la democrazia, prima che nel sangue nel ridicolo »
Pubblicato il 24 gennaio 2016   

1980-79 IL FUNZIONARIO CON IL DITO IN BOCCA, cm29x21Atene 370 A.C. –
Quando la città retta a democrazia si ubriaca di libertà confondendola con la licenza, con l’aiuto di cattivi coppieri costretti a comprarsi l’immunità con dosi sempre massicce d’indulgenza verso ogni sorta di illegalità e di soperchieria;

quando questa città si copre di fango accettando di farsi serva di uomini di fango per potere continuare a vivere e ad ingrassare nel fango; quando il padre si abbassa al livello del figlio e si mette, bamboleggiando, a copiarlo perché ha paura del figlio; quando il figlio si mette alla pari del padre e, lungi da rispettarlo, impara a disprezzarlo per la sua pavidità;

sergio-michilini.jpg

Sergio Michilini, 1980, BARCA DI MATTI cm70x100

quando il cittadino accetta che, di dovunque venga, chiunque gli capiti in casa, possa acquistarvi gli stessi diritti di chi l’ha costruita e ci è nato; quando i capi tollerano tutto questo per guadagnare voti e consensi in nome di una libertà che divora e corrompe ogni regola ed ordine; c’è da meravigliarsi che l’arbitrio si estenda a tutto e che dappertutto nasca l’anarchia e penetri nelle dimore private e perfino nelle stalle?
sergio-michilini.jpg


Sergio Michilini, 1980, CARNEVALE, collage, cm.50×35

In un ambiente siffatto, in cui il maestro teme ed adula gli scolari e gli scolari non tengono in alcun conto i maestri; in cui tutto si mescola e si confonde; in cui chi comanda finge, per comandare sempre di più, di mettersi al servizio di chi è comandato e ne lusinga, per sfruttarli, tutti i vizi; in cui i rapporti tra gli uni e gli altri sono regolati soltanto dalle reciproche convenienze nelle reciproche tolleranze; in cui la demagogia dell’uguaglianza rende impraticabile qualsiasi selezione, ed anzi costringe tutti a misurare il passo delle gambe su chi le ha più corte;
sergio-michilini.jpg

Sergio Michilini, 1980- GENERAZIONI CAPITAL, cm.38×59

in cui l’unico rimedio contro il favoritismo consiste nella molteplicità e moltiplicazione dei favori; in cui tutto è concesso a tutti in modo che tutti
ne diventino complici; in un ambiente siffatto, quando raggiunge il culmine dell’anarchia e nessuno è più sicuro di nulla e nessuno è più padrone di qualcosa perché tutti lo sono, anche del suo letto e della sua madia a parità di diritti con lui e i rifiuti si ammonticchiano per le strade perché nessuno può comandare a nessuno di sgombrarli; in un ambiente siffatto, dico, pensi tu che il cittadino accorrerebbe a difendere la libertà, quella libertà, dal pericolo dell’autoritarismo?

sergio-michilini.jpg

Sergio Michilini, 1980, IL POLITOLOGO, collage, cm.49×34

Ecco, secondo me, come nascono le dittature.
Esse hanno due madri.
Una è l’oligarchia quando degenera, per le sue lotte interne, in satrapia.
L’altra è la democrazia quando, per sete di libertà e per l’inettitudine dei suoi capi,
precipita nella corruzione e nella paralisi.
Allora la gente si separa da coloro cui fa la colpa di averla condotta a tale disastro e si prepara a rinnegarla prima coi sarcasmi, poi con la violenza che della dittatura è
pronuba e levatrice.
Così la democrazia muore: per abuso di se stessa.
E prima che nel sangue, nel ridicolo .


Tratto da: Platone, La Repubblica – Cap. VIII.
sergiio-michilini.jpg

Sergio Michilini, 1980, TENAGLIE, cm.50×35
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4 pensieri su “Platone: “così muore la democrazia, prima che nel sangue nel ridicolo »

Offline Sardus_Pater

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Re:"Donne uccise, grave ferita al paese" dice il PdR
« Risposta #11 il: Gennaio 01, 2017, 20:15:27 pm »
Ergo, continuano a governarci personaggi che il popolo pecora si è meritato.

Son dirette emanazioni della classe politica di merda che ci tocca tenere, perché incapaci di ribellarci veramente (altro che popolo del web grillino, qui ci vogliono... mi autocensuro sennò chiudono il forum perché covo di nemici dell'ordine pubblico).
Il femminismo è l'oppio delle donne.

Online Massimo

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Re:"Donne uccise, grave ferita al paese" dice il PdR
« Risposta #12 il: Gennaio 01, 2017, 20:42:53 pm »
Dire che le donne uccise sono una grave ferita per il paese equivale a dire che le morti maschili non valgono un cazzo.

Online Warlordmaniac

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Re:"Donne uccise, grave ferita al paese" dice il PdR
« Risposta #13 il: Gennaio 01, 2017, 20:59:41 pm »
Vi ricordo che la bufala del 2016 è stata quella dei migliaia di stupri a Capodanno. Le lobby femministe riescono a far passare balle spaziali come quelle e voi ci aspettavate che non influenzassero un discorso di fine anno del PdR?

Altra cosa: le problematiche occupazione e morti sul lavoro sono più maschili che femminili. Noi critichiamo alle femministe anche il fatto di non considerare "per le donne" i provvedimenti "per tutti". Si rischia di fare come loro.