Autore Topic: La donna emancipata è felice?  (Letto 21402 volte)

Offline Frank

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Re:La donna emancipata è felice?
« Risposta #135 il: Novembre 15, 2014, 08:58:48 am »
infatti, non parlavo di mestieri prettamente maschili, quindi, non vi ha rubato nessuno il lavoro.
Le donne che fanno spontaneamente mestieri prettamente maschili sono una minoranza esigua.

Proprio sicura che molte di queste donne non rubino il lavoro ad altrettanti uomini...?
Un esempio.
(Trattasi di un poliziotto che attualmente presta servizio a Verona, un amico di due miei amici, ma non amico mio).

Citazione
«Promemoria del concorso 1600 Allievi Agenti 2010/11 della polizia di
stato. Il promemoria riguarda le prove psicoattitudinali svoltesi nel
mese di Luglio 2011. Ogni giornata prevedeva un gruppo di 60 persone
circa, questo resoconto quindi tiene conto dall’esperienza personale di
uno solo di questi gruppi, pur rimanendo identiche le modalità e tempi
di svolgimento.

1. Prove di efficienza fisica differenziate tra uomini e donne: La prova
di corsa è risultata alquanto dubbia, in quanto gran parte delle donne
mostravano una manifesta impreparazione atletica, constatabile anche
visivamente a causa della forma fisica sicuramente non rientrante nei
canoni del peso forma.

Molte di loro, pur dovendo affrontare la prova dei 1000m piani in 4’45” a
differenza dei colleghi uomini che avevano in limite in 4’15”
,non hanno tenuto
sicuramente un passo idoneo per il superamento della prova. Nessuna di
loro è risultata non idonea alla prova, considerando che solo una decina
di candidate hanno dimostrato una preparazione idonea.
Molte delle
suddette, si sono anche permesse di insultare i candidati maschili
mentre osservavano le prove, in quanto alle donne era stato concesso di
partire per prime, in previsione del fatto che la prova si sarebbe poi
prolungata nelle ore più calde della giornata. (E’ da considerare che chi
aveva già sostenuto la prova poteva osservare le altre batterie della
corsa stando seduto sotto un gazebo all’ombra attrezzato per
l’occasione).
Si potrebbe anche ragionare sul fatto che la migliore
delle candidate femminili non sarebbe rientrata nel tempo minimo dei
candidati maschili, in quanto classificatasi prima con 4’18”.
Il salto in alto ha visto scartati 3 uomini e 0 donne. Altezza prevista per le donne 90cm. Altezza prevista per gli uomini 110cm. Per chi è un minimo esperto del settore,
capirà come 20 cm possano fare la differenza in uno sport di questo
tipo.


Per quanto riguarda le prove di forza invece, sollevamento alla sbarra e
piegamenti, risultano un mistero in quanto le prove femminili si sono
“tenute esclusivamente a porte chiuse”, a differenza di quelle maschili
ovviamente di pubblico dominio.


A prescindere dal fatto che ritengo che sostenere una prova sotto lo
sguardo di un pubblico che ti osserva sia completamente diverso dal
sostenerlo in separata sede al riparo da sguardi “indaganti” magari di
un sesso opposto al nostro. Mi sembra obbligatorio riportare per
ammissione di alcune candidate stesse, che le donne sono state agevolate
nell’espletamento delle prove di forza.

1. Gli esaminatori aiutavano le donne sostenendole sui fianchi durante i
sollevamenti alla sbarra, ed era loro concesso lo stacco con slancio
da terra per effettuare la prima trazione. (Donne 2 trazioni per
superamento. Uomini 5 trazioni per superamento)
2. Gli esaminatori contavano con estrema
sufficienza il numero massimo di piegamenti alle donne.
(10 flessioni per le donne. 15 flessioni per gli uomini).

Prove di accertamento fisico:
Anche qui la disparità di trattamento è emersa violentemente fin dai
primi momenti, in quanto alle candidate ci si riferiva con “donne” ai
candidati con l’appellativo di “maschietti”. Le dottoresse che poi
esaminavano gli aspiranti per la valutazione medica generale della
vista, peso altezza, patologie generali, erano definite dalle candidate
stesse “acide”. Si dimostravano infatti scortesi ed arroganti, prive del
tutto di tatto e professionalità. Va considerato inoltre che alle donne
chiaramente è stata concessa una commissione medica del tutto
femminile, mentre agli uomini una commissione mista composta per lo più
dalla commissione femminile con l’aggiunta di un collega maschile.»

Offline Lucia

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Re:La donna emancipata è felice?
« Risposta #136 il: Novembre 15, 2014, 09:48:54 am »
Tanto puoi pure spiegarglielo in arabo o in cinese...
Parlare con Lucia o con un muro è la stessa cosa.

wow quanta piacere parlare male di Lucia!!! :italia2:

Non parlavo di privileggi o di quote rosa.

Ho dato gli esempi di lavori dove non importa se sei donna o uomo. Se non capisci te lo spiego in ungherese.

Offline TheDarkSider

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Re:La donna emancipata è felice?
« Risposta #137 il: Novembre 15, 2014, 11:19:41 am »
Diciamo che prima del mio matrimonio la mia donna ideale era:
Femminile, calda, sensibile, intelligente, con un lavoro femminile e colto che non la impegnasse troppo: traduzione - maestra o professoressa. Anche bella, OK, ma al primo posto c'erano la femminilità, la passione, l'intelligenza, la cultura ed uno stile di vita rilassato e rilassante.

Oggi al primo posto metto la stupidità: mi sono parzialmente salvato esclusivamente perché mia moglie, pur essendo colta, era indecisa e non era un'aquila. La stupidità di una donna è l' unica garanzia di salvezza per il suo uomo. L'ideale sarebbe una con un QI sotto i 90, possibilmente molto bella e pure ninfomane, ignorante come una capra, ma per nulla maleducata: avendo già due figli, non intendo  farne altri, quindi il suo basso QI non influenzerà la mia progenie ma mi renderà libero e rilassato. Essendo stupida non mi può fregare, essendo ignorante non conosce neppure le leggi misandriche. Appena rompe le scatole, gli faccio due sorrisi, due moine, e fuori dalle balle!!!  ;)
In eccesso di QI nelle candidate, meglio solo. Tanto ogni tanto da scopare lo trovo lo stesso... ;)
Quoto, nella donna cerco una certa stupidita' o sprovvedutezza che la rende inoffensiva e molto piu' femminile ;)

EDIT
Per evitare fraintendimenti, e' ovvio che non deve essere una capra totale, il punto e' che non ritengo importante la cultura o il QI in una donna: quando voglio una conversazione interessante non cerco certo una donna :lol:
Una donna mi riempie la vita per la sua femminilita', la sua sensibilita', il suo senso materno, ecc. oltre ovviamente al suo corpo e alla sua libido nel letto, questo ca va sans dire...
"Le donne occidentali sono più buone e tolleranti con gli immigrati islamici che le stuprano che con i loro mariti."
Una donna marocchina

Offline Frank

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Re:La donna emancipata è felice?
« Risposta #138 il: Novembre 15, 2014, 12:01:58 pm »
Ho dato gli esempi di lavori dove non importa se sei donna o uomo. Se non capisci te lo spiego in ungherese.

Va bene pure in aramaico.
...

Offline Eric Lauder

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Re:La donna emancipata è felice?
« Risposta #139 il: Novembre 15, 2014, 13:41:58 pm »
Quoto, nella donna cerco una certa stupidita' o sprovvedutezza che la rende inoffensiva e molto piu' femminile ;)

EDIT
Per evitare fraintendimenti, e' ovvio che non deve essere una capra totale, il punto e' che non ritengo importante la cultura o il QI in una donna: quando voglio una conversazione interessante non cerco certo una donna :lol:
Una donna mi riempie la vita per la sua femminilita', la sua sensibilita', il suo senso materno, ecc. oltre ovviamente al suo corpo e alla sua libido nel letto, questo ca va sans dire...

Il QI è importante solo se ci devi fare dei figli, altrimenti è dannoso.
Mai trovato donne "sensibili": io sono una persona sensibile, le donne hanno delle manie di controllo, molto differente.
La sensibilità è capire lo stato d'animo del partner ed adattarsi con dolcezza alla situazione, sapere quando parlare e quando stare zitti, sapere quali argomenti toccare e quali no. Io non ho mai trovato una donna che si confacesse a questa descrizione: se hai dei problemi ti cagano il cazzo e ti sottopongono ad un interrogatorio, oppure se ne fregano altamente perché prese dai loro problemi. La differenza principale tra un uomo e una donna è che spesso l'uomo non si accorge dei problemi della compagna, ma se lei glielo dice, lui diventa molto collaborativo (ma ovviamente lei non glielo dice di solito) - una donna invece se ne accorge e ti da' addosso, anche perché di solito esprime un giudizio senza neppure provare prima a capire quello che ti sta accadendo.
No, per me deve essere proprio ignorante come una capra: la laureata "sensibile" l'ho già avuta e quanto alla sua capacità di conversazione, alla sua cultura e soprattutto alla sua sensibilità, questa è la mia conclusione:

I don't like Misandry because I don't feel myself inferior to females, and I believe in Equality

Value of a MAN isn't the usefulness that women get from HIM

No woman can make a MAN feel ashamed without HIS consent.

The MAN cries, the misandrist piss from her eyes.

Offline Lucia

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Re:La donna emancipata è felice?
« Risposta #140 il: Novembre 15, 2014, 14:21:45 pm »
 :D però neanche le donne cercano la cultura nei uomini, ma altre cose, vedi i geni solitari che non le volevano le donne.






Offline Frank

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Re:La donna emancipata è felice?
« Risposta #141 il: Novembre 15, 2014, 15:42:32 pm »
Il QI è importante solo se ci devi fare dei figli, altrimenti è dannoso.
Mai trovato donne "sensibili": io sono una persona sensibile, le donne hanno delle manie di controllo, molto differente.
La sensibilità è capire lo stato d'animo del partner ed adattarsi con dolcezza alla situazione, sapere quando parlare e quando stare zitti, sapere quali argomenti toccare e quali no. Io non ho mai trovato una donna che si confacesse a questa descrizione: se hai dei problemi ti cagano il cazzo e ti sottopongono ad un interrogatorio, oppure se ne fregano altamente perché prese dai loro problemi. La differenza principale tra un uomo e una donna è che spesso l'uomo non si accorge dei problemi della compagna, ma se lei glielo dice, lui diventa molto collaborativo (ma ovviamente lei non glielo dice di solito) - una donna invece se ne accorge e ti da' addosso, anche perché di solito esprime un giudizio senza neppure provare prima a capire quello che ti sta accadendo.

Idem, neppure io ho mai conosciuto né visto donne "sensibili", nel vero senso della parola.
Anzi, come hai giustamente sottolineato, di solito son gli uomini a dimostrarsi molto più sensibili verso l'altro sesso.

Offline COSMOS1

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Re:La donna emancipata è felice?
« Risposta #142 il: Novembre 15, 2014, 17:04:27 pm »
Proprio sicura che molte di queste donne non rubino il lavoro ad altrettanti uomini...?
Un esempio.
(Trattasi di un poliziotto che attualmente presta servizio a Verona, un amico di due miei amici, ma non amico mio).


 :cool:
molto, molto istruttivo!!!
 :clapping:
Dio cè
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Online Duca

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Re:La donna emancipata è felice?
« Risposta #143 il: Novembre 16, 2014, 00:38:38 am »
Il salto in alto ha visto scartati 3 uomini e 0 donne. Altezza prevista per le donne 90cm
Una nuova specialità atletica, il salto in basso. :lol:


Offline Vicus

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Re:La donna emancipata è felice?
« Risposta #144 il: Novembre 16, 2014, 01:30:16 am »
Proprio sicura che molte di queste donne non rubino il lavoro ad altrettanti uomini...?
Sì, e si prendono tre piccioni con una fava: abbassare gli stipendi, diminuire i matrimoni (poiché le donne sono generalmente attratte dagli uomini di diversa condizione sociale), e complicare la vita alle famiglie.
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Offline ilmarmocchio

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Re:La donna emancipata è felice?
« Risposta #145 il: Novembre 16, 2014, 09:18:26 am »
Proprio sicura che molte di queste donne non rubino il lavoro ad altrettanti uomini...?
Un esempio.
(Trattasi di un poliziotto che attualmente presta servizio a Verona, un amico di due miei amici, ma non amico mio).


io metterei questo post tra i documenti da evidenziare


«Promemoria del concorso 1600 Allievi Agenti 2010/11 della polizia di
stato. Il promemoria riguarda le prove psicoattitudinali svoltesi nel
mese di Luglio 2011. Ogni giornata prevedeva un gruppo di 60 persone
circa, questo resoconto quindi tiene conto dall’esperienza personale di
uno solo di questi gruppi, pur rimanendo identiche le modalità e tempi
di svolgimento.

1. Prove di efficienza fisica differenziate tra uomini e donne: La prova
di corsa è risultata alquanto dubbia, in quanto gran parte delle donne
mostravano una manifesta impreparazione atletica, constatabile anche
visivamente a causa della forma fisica sicuramente non rientrante nei
canoni del peso forma.

Molte di loro, pur dovendo affrontare la prova dei 1000m piani in 4’45” a
differenza dei colleghi uomini che avevano in limite in 4’15”,non hanno tenuto
sicuramente un passo idoneo per il superamento della prova. Nessuna di
loro è risultata non idonea alla prova, considerando che solo una decina
di candidate hanno dimostrato una preparazione idonea. Molte delle
suddette, si sono anche permesse di insultare i candidati maschili
mentre osservavano le prove, in quanto alle donne era stato concesso di
partire per prime, in previsione del fatto che la prova si sarebbe poi
prolungata nelle ore più calde della giornata. (E’ da considerare che chi
aveva già sostenuto la prova poteva osservare le altre batterie della
corsa stando seduto sotto un gazebo all’ombra attrezzato per
l’occasione). Si potrebbe anche ragionare sul fatto che la migliore
delle candidate femminili non sarebbe rientrata nel tempo minimo dei
candidati maschili, in quanto classificatasi prima con 4’18”.
Il salto in alto ha visto scartati 3 uomini e 0 donne. Altezza prevista per le donne 90cm. Altezza prevista per gli uomini 110cm. Per chi è un minimo esperto del settore,
capirà come 20 cm possano fare la differenza in uno sport di questo
tipo.

Per quanto riguarda le prove di forza invece, sollevamento alla sbarra e
piegamenti, risultano un mistero in quanto le prove femminili si sono
“tenute esclusivamente a porte chiuse”, a differenza di quelle maschili
ovviamente di pubblico dominio.

A prescindere dal fatto che ritengo che sostenere una prova sotto lo
sguardo di un pubblico che ti osserva sia completamente diverso dal
sostenerlo in separata sede al riparo da sguardi “indaganti” magari di
un sesso opposto al nostro. Mi sembra obbligatorio riportare per
ammissione di alcune candidate stesse, che le donne sono state agevolate
nell’espletamento delle prove di forza.

1. Gli esaminatori aiutavano le donne sostenendole sui fianchi durante i
sollevamenti alla sbarra, ed era loro concesso lo stacco con slancio
da terra per effettuare la prima trazione. (Donne 2 trazioni per
superamento. Uomini 5 trazioni per superamento)
2. Gli esaminatori contavano con estrema
sufficienza il numero massimo di piegamenti alle donne.
(10 flessioni per le donne. 15 flessioni per gli uomini).
Prove di accertamento fisico:
Anche qui la disparità di trattamento è emersa violentemente fin dai
primi momenti, in quanto alle candidate ci si riferiva con “donne” ai
candidati con l’appellativo di “maschietti”. Le dottoresse che poi
esaminavano gli aspiranti per la valutazione medica generale della
vista, peso altezza, patologie generali, erano definite dalle candidate
stesse “acide”. Si dimostravano infatti scortesi ed arroganti, prive del
tutto di tatto e professionalità. Va considerato inoltre che alle donne
chiaramente è stata concessa una commissione medica del tutto
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dalla commissione femminile con l’aggiunta di un collega maschile.»

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Re:La donna emancipata è felice?
« Risposta #146 il: Novembre 17, 2014, 12:32:54 pm »
:D però neanche le donne cercano la cultura nei uomini, ma altre cose, vedi i geni solitari che non le volevano le donne.

Il fatto che ridi di fronte all'immagine che ho postato ti fa onore  :cool:
Per mia esperienza: le donne cercano la cultura e lo stipendio, ovverosia il secondo, la prima è una scusa.
Non c'è niente di male ad essere ipergamiste: è puro istinto femminile.
Ma, e qui casca l'asinA, l'ipergamia presuppone una donna in una posizione inferiore all'uomo - è la stessa natura dell'ipergamia a determinare la posizione inferiore della donna che la pratica.
E le leggi attuali sul divorzio abbinate all'ipergamia trasformano il divorzio in un furto e le divorziate in parassiti.
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Offline Vicus

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Re:La donna emancipata è felice?
« Risposta #147 il: Febbraio 26, 2015, 07:10:04 am »
A grande richiesta, della serie non c'è due senza tre:



Inutile parlarne con le donne, hanno sempre ragione. E questi sono i risultati. Buona visione, cocche! :lol:
« Ultima modifica: Febbraio 26, 2015, 08:07:06 am da Vicus »
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Offline Lucia

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Re:La donna emancipata è felice?
« Risposta #148 il: Febbraio 26, 2015, 10:43:18 am »
Il fatto che ridi di fronte all'immagine che ho postato ti fa onore  :cool:
Per mia esperienza: le donne cercano la cultura e lo stipendio, ovverosia il secondo, la prima è una scusa.
Non c'è niente di male ad essere ipergamiste: è puro istinto femminile.
Ma, e qui casca l'asinA, l'ipergamia presuppone una donna in una posizione inferiore all'uomo - è la stessa natura dell'ipergamia a determinare la posizione inferiore della donna che la pratica.

Secondo me per  l'ipergamia basta che lui sia più forte,  più alto e più in età.
Per questo un genio milionario insiccuro di se piace meno che un analfabeta siccuro di se.

Strano con la questione di età un uomo si considera più fortunato se conquista una più giovane mentre per una donna piacere a uno più anziano di lei (non molto più anziano ma comunque 7-10 anni)  spesso soddisfa proprio sta ipergamia.

Offline Vicus

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Re:La donna emancipata è felice?
« Risposta #149 il: Gennaio 23, 2018, 06:11:31 am »
L'emancipata e progressiva donna moderna non cessa di andare in visibilio per questo spettacolo ormai al 5° sequel:



Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.