La lettera da cancellare

Da A Voice For Men Italia http://it.avoiceformen.com/diritti-umani/avvocata-pretende-la-cancellazione-dellultima-lettera-di-un-papa-separato/

48_bio_profileAvvocata pretende la cancellazione dell’ultima lettera di un papà separato

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Una moglie che potrebbe aver portato il marito al suicidio con l’appoggio dei nostri tribunali familiari corrotti, ha il diritto di copyright sull’ultima lettera dove il marito annunciava il suicidio?

Sì, secondo l’avvocata Rachelle H. Hill, dello studio legale Bean, Kinney and Korman, e secondo un giudice.  L’avvocata ha scritto ad A Voice For Men pretendendo la cancellazione di un post dei nostri forum che contiene la lettera.

Non succederà.

La lettera è stata postata 4 mesi fa.  Abbiamo pensato di parlarne, ma avevamo preferito non farlo perché mancava la certezza che la storia fosse vera.

L’avvocata Hill, il suo studio legale, hanno ora chiarito questo dubbio.  La loro lettera ci ha convinto che la seguente lettera sia genuina:

«L’amore che condividevo con mia figlia era davvero speciale.  Lei è uno spirito gentile e dolce.  Mi rattrista che non potrò vederla crescere diventando una donna stupenda.  Sono distrutto dal non aver potuto essere nella sua vita negli ultimi tre anni.  Ho lavorato duramente come papà per aiutarla a costruire la fiducia e la stima in se stessa.  È brava, spiritosa e serena, ma non lo sa ancora.  Prego che lei possa realizzare le sue capacità e che la sua fiducia in se stessa continui a crescere.  Ti voglio tantissimo bene, cara XXX.

Mio figlio XXX stava iniziando l’asilo quando ho perso i contatti con lui.  Cerca la compagnia, è aperto ed è un grande atleta.  È bravo e coraggioso.  Sapeva divertirsi da solo così come gli altri bambini.   Anche i bambini più grandi volevano giocare con lui.   Mi distrugge il cuore il non poter essere con lui per aiutarlo a diventare un uomo.   Ti voglio tantissimo bene XXX.  Mi mancate entrambi tantissimo.

La mia vita è stata devastata da questo processo.  Quando è iniziato, lavoravo nell’agenzia immobikiare CB R. Ellis.   Vivevo rispettando gli altri, e guadagnavo aiutandolo le parti a trovare un accordo comune.  La mia reputazione era basata sulla mia onestà ed integrità.  Alla fine del processo era senza casa, senza lavoro, senza i miei figli.

Non avevo fiducia ed ero paralizzato dal terrore di finire in galera ogni volta che la mia ex moglie voleva.  Niente che io potessi dire o fare serviva a niente.   Questo si prova a finire nel mirino di una psicopatica.  Questo è il risultato.  Non sono caduto nella trappola della conflittualità, ho rispettato la legge.  Non ero mai stato arrestato, depresso, senza casa, non avevo mai avuto pensieri di suicidio prima di questo processo.   La pressione e lo stress che mi sono stati applicati erano deliberati e niente che io potessi dire o fare serviva.  Quanto io o i miei avvocati abbiamo detto a quelli della mia ex o ai tribunali non hanno avuto alcun effetto.   La verità, i fatti, l’evidenza e neanche l’interesse dei miei bambini non sono contati niente.

La giustizia familiare è corrotta, ma secondo la mia esperienze non sono le leggi, ma gli avvocati.  Alimentano il conflitto.   Non sono stati pagati per ridurre il conflitto o proteggere i bambini, per far loro avere la tutela di un esperto, specialzzato nel conoscere l’abuso e l’aggressione.

È vergognoso che il tribunale di Fairfax non ha fatto niente per intervenire o capire il conflitto.  Il giudice Randy Bellows ha usato i bambini per punirmi, troncando i contatti perché non avevo faxato uno scontrino.  Il conflitto riguardava l’impedimento nel poter vedere i miei figli, era inconcepibile per me che usasse i bambini così.  È esattamente quello che faceva la mia ex moglie, ed il giudice lo ha fatto per lei.

Alla mia famiglia, agli amici, alle persone che mi hanno aiutato voglio dire: mi dispiace.  So che la mia reazione in questa situazine a volte era sbagliata.  Tutto questo era sbagliato.  L’unico suggerimento ricevuto dai miei avvocati era di rimanere in silenzio.

All’inizio ho seguito il consiglio.  Dopo aver dato l’affido esclusivo alla mia ex moglie per venirle incontro, ho letto riguardo alla Psicopatia e scritto ad un dottore le mie preoccupazioni, chiedendo aiuto.  Non ho ricevuto risposta.  Sono stato ignorato.  Con il continuare del conflitto, ho dovuto difendermi.   Quando vidi che non funzionava, ho parlato per chiedere aiuto.  Non esiste una manira giusta o sbagliata di difendersi dall’abuso.    Pensavo che l’abuso sarebbe stato riconosciuto come tale, e che sarebbero stati presi provvedimenti.   Speravo che parlarne avrebbe aiutato a fermarlo.  Non è successo.  Quando nessuno fa niente, gli abusanti prendono potere.

Mi sono suicidato perché ho concluso che non c’era niente che potessi fare o dire per porre fine a questo abuso.  Ogni volta che mi rialzavo, venivo colpito e rimesso in ginocchio.   Mi impedivano di essere il papà che volevo essere per i miei bambini.  Potete pensare che io sia un vigliacco per aver abbandonato i miei figli, ma non vedo via d’uscita.  Non ho più soldi per gli avvocati, per aiuto, per le medicine.  Ho perso quattro lavori a causa di questo processo.  Ero alla loro mercé per il resto della mia vita e non vedevo via d’uscita.

L’essere stato alienato, abusato giuridicamente, abusato psicologicamente, isolato, rovinanto finanziariamente sono tutte ricette per un suicido.   Vorrei essere più forte e continuare, ma il panico ed il timore di andare in un tribunale ed in prigione [a causa dei mantenimenti esorbitanti] sono troppo.  Il terrore mi paralizza.  Non posso evitarlo e non posso combatterlo.  Non mi permettono di recuperare e riprendermi.  Vorrei saper spiegare meglio il trauma psicologico ed emotivo che ho vissuto.

Potrei riempire un libro con le bugie e le misteriose sentenze del tribunale.  Non avevo mai provato questo tipo di sofferenza.  Ho chiesto aiuto, ma le persone buone non hanno fatto niente, ed il male ha prevalso.  Volevo solo una persona incaricata di tutelare i miei bambini.  Un esperto esterno avrebbe potuto facilmente confermare o no quanto sostengo.  Non potevo combattere.

L’abuso è finalizzato al potere ed al controllo. Aiutate gli abusati e parlate.  Date fiducia a chi soffre di abusi.

Vi prego, insegnate ai miei bambini l’empatia ed a difendersi dalla violenza psicologica, altrimenti potrebbero fare la mia fine

Dio abbia pietà della mia anima.

Chris Mackney»

Il link mostra una copia della lettera di richiesta dell’avvocata, in cui è stato oscurato il nome dei bambini.

Secondo il documento, un giudice della Virginia ha deciso che Dina Mackney, la vedova della vittima di suicidio, è auotrizzata ad intraprendere azioni legali per obbligare un grande numero di siti web, in cui questa lettera è stata pubblicata, a rimuoverla.

Rifiutiamo l’idea che la pubblicazioni violi le leggi sul copyright, e che non sia coperta dalle leggi sull’utilizzo onesto.

Crediamo anche, dato l’orrendo stato dei trubunali familiari, che sia interesse pubblico che le ultime parole siano pubblicate e rese note nel modo più robusto possibile.

La missione primaria di AVfM è aiutare gli uomini che sono stati colpiti precisamente nel modo descritto in questa lettera tragica, e fare tutto quanto possiamo per ridurre lo sproporzionato tasso di suicidio degli uomini, specialmente quando coinvolti in divorzi conflittuali.

Se quello che il papà Mackney ha scritto nella sua ultima lettera è vero, e non abbiamo motivo di dubinarne, allora questa minaccia di azioni legali rappresenta un tentativo della ex moglie di colpirlo – anche nella tomba – per riuscire a farlo tacere sull’orribile abuso subito.

È una atto che probabilmente priverebbe i bambini di avere mai la possibilità di sapere come loro papà si sentiva e come pensava a loro prima di suicidarsi.

Preferisco finire nella tomba che acconsentire a questa agenda.

Paul Elam


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