Autore Topic: I quattro livelli dello "sciopero" degli uomini  (Letto 569 volte)

Offline Vicus

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I quattro livelli dello "sciopero" degli uomini
« il: Marzo 02, 2020, 02:49:18 am »
E' apparso oggi un nuovo interessante articolo di MGTOW Italia che discute dei vari livelli di boictoaggio di donne inaffidabili e della società dei consumi stessa:
https://mgtowitalia.wordpress.com/2020/03/01/livelli-mgtow/

La domanda cruciale è: questo boicottaggio proposto da MGTOW danneggia realmente il sistema o non è forse la maschera della schiavitù in forma solo diversa da quella degli sposati e separati? Vediamo:
- Pochi di noi possono scegliere di stabilirsi in una baita con autosufficienza alimentare. La maggior parte deve continuare a lavorare per il sistema per vivere, con precarietà e stipendi spesso da fame
- Pochi di noi rinunciano realmente a uno stile di vita consumistico: viaggi, cellulari e laptop ultimo grido, auto/moto e gadget vari.
- E' lo stesso sistema ad aver interesse, oltre che ad alimentare l'industria del divorzio, a NON farci fondare nuove famiglie perché sottraggono capitali al consumo immediato e perché sono troppo costose per la maggior parte della gente. Come scriveva W. Lewis, nella società della speculazione finanziaria, la famiglia diventa un PRIVILEGIO COSTOSO PAGATO ANCHE DA CHI NON SE LO PUO' PERMETTERE tramite per esempio i contributi di maternità che tutti sono tenuti a versare, oltre al lavoro e ai consumi dei celibi che tengono in piedi il sistema col loro lavoro da schiavi spesso sottopagati
- Boicottare il sistema (quando è possibile) non mette al riparo da licenziamenti, limitazioni ulteriori della nostra libertà e dei nostri diritti e addirittura limitazione di cure mediche o sopressione di chi non produce abbastanza (invocata da vari membri dell'élite)
Posto che sono d'accordo coi rischi del matrimonio/convivenza evidenziati dall'articolo, voi che ne pensate?

Mio commento sul sito:

Articolo superlativo come sempre per realismo ed accuratezza. Una boccata di aria fresca quando si ha a che fare sui social con i paladini del politicamente corretto ("uomini e donne sono responsabili allo stesso modo").
Particolarmente degno di nota questo passaggio che metto in evidenza sul mio forum:
"Difatti è sufficiente togliere all’uomo la possibilità di avere una famiglia e l’incentivo a produrre verrà meno. Ed è questo il motivo per cui per il Sistema è importante tenere in piedi l’industria del mantenimento e degli alimenti. Tramite coercizione statale l’uomo è costretto a continuare a produrre anche se gli è stata portata via la famiglia. E’ lo Stato oggi ad aver assunto il ruolo di capofamiglia e nessun uomo può competere con esso. In tal modo confisca agli uomini le loro risorse che poi vengono utilizzate per comperare il voto delle donne."

Ce solo un lieve problema: se andremo avanti così il nostro Paese cesserà di esistere. Diventerà come certe città del Nordafrica, dove mandrie di dromedari si aggirano placide tra antiche rovine. O se va bene, come Istanbul in cui vestigia di una splendida civiltà sono a disagio nel caos di suk e bazar. In realtà è già così, in certi quartieri di Milano e altrove. Dobbiamo farci incaprettare dal sistema ginocentrico per questo? No, ma dobbiamo dirlo e se possibile fare qualcosa per cambiare la società.

La strategia del potere però non è solo quella di sfruttare gli uomini con gli alimenti e il lavoro alienante. Ecco un esempio di come ANCHE un comportamento apparentemente anticonformista e di protesta rischi di assecondare involontariamente i piani delle élite:
La parola "tittytainment" è stato utilizzata nel 1995 da Zbigniew Brzezinski, membro della Commissione Trilaterale e ex consigliere del presidente Jimmy Carter, durante lo State of the worl Forum del 1995.
I presenti: Mikhaïl Gorbatchev, George Bush, Margaret Thatcher, Vaclav Havel, Bill Gates, Ted Turner, ecc.
Questi alti responsabili sono giunti alla conclusione che la definitiva e inevitabile soluzione ai mali della società globale fosse la formula "20:80": solo il 20% della popolazione sarà sufficiente a sostenere e far funzionare la totalità dell'economia del pianeta.
L'80% della popolazione restante, essendo inutile, senza lavoro e senza risorse, avrà la scelta fra "mangiare o essere mangiati". Brzezinski proponeva per questi "inadatti" al sistema globale uno stipendio appena necessario per vivere (circa 500€ mensili) e una vita di sterile futilità sostenuta da un intrattenimento passivo a base di porno, denominato tittytainment.
Il termine deriva da "tits" (tette) e “entertainment” (intrattenimento), cioè l'allattamento al seno materno, gesto di condizionamento che rende il bambino dipendente dalla madre, per creare uno stato di sonnolenza e letargia!
Secondo la definizione di questo incestuoso-psicopatico, il "tittytainment" proporrebbe un miscuglio d'alimenti e psicologia, al fine di sedare le masse, di controllare la frustrazione, ed impedire qualsiasi tentativo di "svezzamento".
Questo semplice concetto di "tittytainment" fornisce una spiegazione assolutamente completa di tutte le machiavelliche ambizioni dell'élite mondiale, cioè sacrificare l'80% della popolazione, poiché solo il 20% è sufficiente per servire il loro ombelico infetto!
In pratica, un programma di smaltimento della popolazione ritenuta superflua per la produzione e la procreazione, in cui il materiale umano in eccesso viene tenuto buono in attesa di essere avviato all'eutanasia obbligatoria (nel 1981 Attali, altro campione del mondialismo, vagheggiò di "macchine per uccidere" i non più produttivi).
Capito il loro gioco?
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.