Autore Topic: Aldo Cazzullo presenta il nuovo libro: "Le donne erediteranno la terra"  (Letto 11307 volte)

Offline Frank

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Più deficienti delle femministe ci sono solo i femministi.

http://www.corriere.it/cultura/16_settembre_19/aldo-cazzullo-le-donne-erediteranno-la-terra-726abec2-7e81-11e6-b738-f3f4294a9e26.shtml

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La terra salvata dalle donne Nel nuovo libro del giornalista e scrittore, «Le donne erediteranno la terra», una riflessione sull’universo femminile nell’Italia di oggi La responsabilità dei padri verso le figlie.
Creare un ponte di libertà di Barbara Stefanelli di ALDO CAZZULLO

Voi donne siete meglio di noi. Non pensiate che gli uomini non lo sappiano; lo sappiamo benissimo, e sono millenni che ci organizziamo per sottomettervi, spesso con il vostro volenteroso aiuto. Ma quel tempo sta finendo. È finito. Comincia il tempo in cui le donne prenderanno il potere. Lo stanno prendendo. E «potere» non è una parola negativa; dipende dall’uso che se ne fa. Le donne ne faranno un uso migliore degli uomini. E li salveranno. Aldo Cazzullo, «Le donne erediteranno la terra» (Mondadori, pp. 214, euro 17) Aldo Cazzullo, «Le donne erediteranno la terra» (Mondadori, pp. 214, euro 17) Fino a non molto tempo fa, i primi della classe nell’aspettativa degli insegnanti erano maschi. Oggi nelle scuole italiane, in qualsiasi classe dall’asilo alla maturità, dalla laurea al master, gli allievi migliori sono quasi sempre femmine. (Qualcuno mi dice che è così da trent’anni. Non so. Di sicuro in provincia le nostre professoresse erano un po’ misogine. Bastava che un’allieva accorciasse il vestito o accennasse a un po’ di trucco perché i suoi voti precipitassero).

Le ragazze si applicano di più non solo perché maturano prima, ma proprio perché non sono maschi, e sanno che a loro è richiesto di più. L’Italia è certo un Paese maschilista, familista, burocratico, abitudinario; ma è pur sempre un Paese capitalista, a economia di mercato. E il mercato, e il merito, a lungo andare si impongono. Se le ragazze sono più brave, le ragazze andranno più avanti. Magari ci fanno tenerezza, quando prima dell’interrogazione si scrivono le parole-chiave sul palmo della mano, afferrano con la punta delle dita le maniche del maglioncino mentre si infilano il cappotto, camminano su e giù per scaricare la tensione (noi alla loro età studiavamo e basta; loro studiano e fanno sport, musica, corsi di cinese, scambi con Paesi extraeuropei…). Hanno le loro fragilità, ovviamente. Ma sono formidabili, e domineranno il futuro. Potremmo chiamarla generazione Hermione (io lo scriverei Ermione, senza l’acca, ma mia figlia mi assicura che sarebbe un errore), come la protagonista femminile della saga più popolare del nostro tempo, Harry Potter: inventata da una donna, Joanne Rowling. Anche i film tratti dai libri hanno avuto grande successo, ma gli attori sono spariti tutti; qualcuno, come Richard Harris-Silente e Alan Rickman-Piton, è pure morto. L’unica rimasta è Emma Watson: Hermione, appunto. Secchiona, ambiziosa, un po’ pedante; ma capace di prendersi le proprie responsabilità, e di porre rimedio agli errori dei maschi. Emblema del girl-power, il potere delle ragazze. Non una predestinata, come Harry; una persona di talento che si costruisce passo dopo passo, sino a conquistare la leadership. Non a caso Emma ha poi lavorato con Sofia Coppola, è ormai un’attrice affermata, ed è stata scelta come ambasciatrice da Un-Woman: l’organizzazione dell’Onu che si occupa della parità tra maschi e femmine. Nelle saghe fantasy che formano l’immaginario delle nostre figlie e nipoti, da Divergent a Hunger Games, c’è sempre una ragazza che salva il mondo; e anche nei cartoni della Disney le principesse non sono più quelle di una volta. Non restano in attesa del principe azzurro che le salvi con un bacio; il principe non c’è o è cattivo, come in Frozen; è la principessa a salvarsi da sola. Proprio come in The Brave della Pixar, in italiano La ribelle: la figlia del re sconfigge tutti i pretendenti nel tiro con l’arco; e alla fine ottiene di poter regnare da single. La donna ha sempre avuto qualcosa in più; ora però ne è consapevole. Un tempo i posti migliori erano riservati agli uomini, anche nelle attività considerate da donna. C’erano molte sarte e molte cuoche; ma i grandi stilisti e i grandi chef erano soprattutto maschi. Oggi non c’è categoria, mestiere, contesto sociale in cui le donne non emergano. Le mogli si realizzavano attraverso il successo dei mariti, e si diceva che dietro ogni grande uomo ci fosse sempre una grande donna. Una frase che oggi si può ribaltare: dietro una grande donna a volte c’è un grande uomo; più spesso ci sono talento, sacrifici, lavoro. Non a caso Christine Lagarde, direttore del Fondo monetario internazionale, ha pubblicato una ricerca secondo cui le aziende dirette da donne e che investono sulle donne vanno meglio delle altre. (Anche l’altra grande istituzione finanziaria, la Fed americana, è in mano a una donna: Janet Yellen). Immagino l’obiezione: non si può generalizzare; non si possono dare giudizi che valgano per tutti. Non esistono gli uomini e le donne in blocco; esistono esseri umani, con le loro qualità e i loro limiti. Sono d’accordo. Verrà un giorno in cui una donna premier o una donna manager non faranno notizia; e un premier o un manager si valuteranno per il loro operato, non per il loro sesso o il loro aspetto. Oggi non è ancora così. Oggi, per emergere, una donna deve troppo sovente comportarsi come un uomo, muoversi come un uomo, quasi «diventare» uomo. Non a caso si dice, con un’orrenda espressione ghiandolare, «donna con le palle»; cui Roberto Vecchioni in una canzone contrappose la «donna con la gonna». Invece le nostre figlie, le ragazze della «generazione Hermione», potranno valorizzarsi restando se stesse, affermandosi in quanto donne, esprimendo appieno la loro femminilità. Qualcuno potrà anche essere stronza; ma non — come cantava Vecchioni — «stronza come un uomo». Anche questa è una conquista che spetta alla «generazione Hermione»: un mondo in cui la libertà della donna non sia negata o concessa, ma riconosciuta nella sua pienezza. In cui non si parlerà di quote rosa, ma apparirà naturale che al potere ci sia una donna. In cui le femmine non dovranno più travestirsi, imitare i maschi, assumere linguaggi e abitudini virili, e neppure recitare una parte; ma potranno essere se stesse, capaci di accettare i propri difetti proprio perché nessuno metterà più in discussione le loro qualità. Un mondo in cui il futuro non sembrerà una nuvola nera, ma un luogo dove vivere insieme, per molto tempo ancora, uomini e donne infinitamente attratti dalla loro diversità, mai più soggiogati se non dalla libera scelta dell’amore. 19 settembre 2016 (modifica il 20 settembre 2016 | 16:22)]

Le donne hanno avuto sempre qualcosa in più, ma son sempre state sottomesse...
Non è fantastico tutto ciò?
"Superiori" ma subordinate a degli inferiori per millenni...
Eccezionale, direi.

Comunque, voglio proprio vedere cosa combineranno questi esseri superiori, il giorno in cui crollerà la società capitalista.
Tempo al tempo.


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noi alla loro età studiavamo e basta; loro studiano e fanno sport, musica, corsi di cinese, scambi con Paesi extraeuropei…)

No, dico, ma si possono leggere puttanate del genere?
Prendiamo la questione dello sport: anche un profano sa che al di là della disciplina praticata, è molto più facile che sia un maschio a praticare lo sport piuttosto che una femmina.
Ancor più insopportabile è il vizio di parlare a nome di tutti gli uomini.
"Noi"... ma "noi" chi, castrato di un giornalista ?


Citazione
Una frase che oggi si può ribaltare: dietro una grande donna a volte c’è un grande uomo; più spesso ci sono talento, sacrifici, lavoro.

Capito?
Viceversa c'è sempre "una grande donna".
Da prenderlo a calci in culo questo castrato mentale.


Citazione
Nelle saghe fantasy che formano l’immaginario delle nostre figlie e nipoti, da Divergent a Hunger Games, c’è sempre una ragazza che salva il mondo;

Certo, come no, nelle saghe fantasy sono sempre le femmine "a salvare il mondo"; nella realtà, sia quando c'è un terremoto che una rivolta armata, in prima linea ci sono sempre degli uomini.

Da ricovero coatto, sto tizio.
« Ultima modifica: Settembre 20, 2016, 19:29:23 pm da Frank »

Offline Jason

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Re:Aldo Cazzullo presenta il nuovo libro: "Le donne erediteranno la terra"
« Risposta #1 il: Settembre 20, 2016, 19:31:03 pm »
Che schifezza questi ometti che devono compiacere le femministe.
«La folla che oggi lincia un nero accusato di stupro presto lincerà bianchi sospettati di un crimine».
Theodore Roosvelt, Presidente degli Stati Uniti d’America

Offline Vicus

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Re:Aldo Cazzullo presenta il nuovo libro: "Le donne erediteranno la terra"
« Risposta #2 il: Settembre 20, 2016, 19:36:56 pm »
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noi alla loro età studiavamo e basta; loro studiano e fanno sport, musica, corsi di cinese, scambi con Paesi extraeuropei…)
Per forza, gli esami li passano per diritto di nascita (molto utile anche l'Erasmus, che è ca**eggio applicato con 30 e lode politico) .
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Online Massimo

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Re:Aldo Cazzullo presenta il nuovo libro: "Le donne erediteranno la terra"
« Risposta #3 il: Settembre 20, 2016, 19:45:53 pm »
Non te la prendere, Frank. Quando ci sarà il collasso globale questo castrato femminiello sarà tra i primi a genuflettersi di fronte ai padroni
(uomini) del restaurato patriarcato o di qualcosa di simile e a proclamare l'INELUTTABILITA' del patriarcato visto che esso è stato capace di
riaffermarsi. E alle stupefatte femmine ritornate ad uno stato di subordinazione sarà capace anche di dire:" Credevo in voi. Speravo in voi.
Pensavo che avreste salvato il mondo. Invece non siete state neanche capaci di impedire il crollo del mondo di prima. Vi meritate allora il
vostro destino. Meritate tutta subordinazione che state subendo. La vostra superiorità non esiste. Non è mai esistita. E mai esisterà. Ora
la mia penna e il mio talento sarà al servizio di quelli che hanno dimostrato di mantenere e di ricuperare la leadership. Voi mi avete deluso"
e tanti saluti al suprematismo femminista.
P.S.: più che le donne, sarebbero i miti ad ereditare la terra. Secondo il Vangelo. Le donne e i miti quindi dovrebbero ereditare la terra.
La Storia però non è d'accordo. Secondo la Storia, le cose vanno in un altro modo. E la Storia è una buona indicatrice di ciò che accadrà nel futuro. Pretendere che il nostro testa di Cazzullo (in tutti i sensi) la conosca è forse pretendere troppo. Lasciamolo quindi ai suoi deliri.

Offline Jason

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Re:Aldo Cazzullo presenta il nuovo libro: "Le donne erediteranno la terra"
« Risposta #4 il: Settembre 20, 2016, 20:20:52 pm »
Per forza, gli esami li passano per diritto di nascita (molto utile anche l'Erasmus, che è ca**eggio applicato con 30 e lode politico) .

Per non parlare di quelle che in erasmus vanno a fare esperienze di "quel tipo", e ve ne sono tantissime .
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Offline Frank

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Re:Aldo Cazzullo presenta il nuovo libro: "Le donne erediteranno la terra"
« Risposta #5 il: Settembre 20, 2016, 20:27:59 pm »
E' impressionante dover constatare che quando si tratta di donne, i peggiori deficienti sono  soventemente degli "uomini", per giunta laureati.

http://www.uomini3000.it/282.htm
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Paolo Pancheri - Maschile e femminile    

dal Corriere della Salute  - 21 maggio 2000 - (abstract)

Il cervello ha un sesso? Le ultime ricerche confermerebbero di sì. Studi delle Scuole universitarie di Psichiatria di Roma, Napoli, Genova e L’Aquila dimostrano che quello femminile si differenzia da quello maschile per aspetti morfologici e funzionali che si traducono in maggiori capacità di integrazione del pensiero, di valutazione per raggiungere obiettivi, d’intuizione. Uomini e donne sani, uniformi per lavoro, età, cultura sono stati studiati per anni e il loro cervello scandagliato con la risonanza magnetica e con la tomografia a emissione di positroni.

Più intuitiva. E’ capace di pensieri paralleli.

Grazie a sofisticati mezzi diagnostici Paolo Pancheri, ordinario di Psicologia e Psichiatria all’Università La Sapienza di Roma, ha scoperto che nel cervello femminile il corpo calloso, una struttura composta da (Giovanni Lonardo ipotizza: assoni o dendriti? che permettono all’emisfero di destra di comunicare con quello di sinistra), è più spesso di quello maschile. Ciò significa che le due metà del cervello nella donna comunicano più facilmente. Nell’emisfero di sinistra (quello che “comanda”, rispetto all’emisfero destro che esegue) avvengono ragionamenti di tipo sequenziale (tipici maschili), logico. L’emisfero destro, invece, permette di effettuare anche i ragionamenti di tipo parallelo, di portare avanti più operazioni mentali contemporaneamente. La maggiore comunicazione tra i due consente ai ragionamenti paralleli di raggiungere l’emisfero sinistro e di influenzare le decisioni al di là della logica. “L’intuito – continua Pancheri – altro non è che il risultato di un ragionamento parallelo che una parte del cervello ha continuato a portare avanti al di fuori della coscienza e che è andato a influenzare una logica sequenziale rigida, fornendo una soluzione diversa al problema preso in esame. Le donne sono più intuitive dell’uomo grazie alle maggiori connessioni tra i due emisferi”.

Più fantasiosa. Sa farsi guidare dalle emozioni.

Oltre al corpo calloso le ricerche hanno evidenziato che esiste un’altra area del cervello nella donna che appare più voluminosa e attiva rispetto all’uomo. “Si tratta di una zona dei lobi frontali, ossia la corteccia frontale dorsolaterale, che sovrintende ai processi di memoria a breve termine, alla programmazione e valutazione delle procedure e delle decisioni per raggiungere uno scopo – spiega il professor Pancheri. Questa zona della donna ha uno spessore maggiore ed è collegata con le cosiddette aree “limbiche”, quelle cioè che sono la sede dell’emotività e che sempre, nella donna, a parità di stimoli, si attivano più intensamente”. Il processo decisionale delle donne, quindi, è influenzato emotivamente in misura maggiore rispetto a quello degli uomini. “Quando si devono prendere delle decisioni importanti – spiega Pancheri – si possono seguire ragionamenti basati sulla logica, che fanno scegliere tra le varie opzioni possibili quelle che presentano maggiori probabilità di successo, oppure possono essere introdotti fattori di correzione di tipo emozionale, che possono fare scegliere soluzioni apparentemente meno vantaggiose. Questo fattore emotivo può rivelarsi una carta vincente perché può portare a fare scelte che altri non farebbero mai. Un uomo che fa ragionamenti sequenziali, di stretta valutazione dei rischi, può rifiutare una opzione solo perché la logica probabilistica sconsiglia di sceglierla e, così facendo, può perdere un’opportunità di successo”.

“Una donna, invece, può percepire una serie di variabili, non quantificabili esattamente, sulla base di un feeling emozionale e prendere decisioni che si rivelano più vincenti e corrette” aggiunge l’esperto. “Una donna con un equilibrio emozionale normale, sia per le influenze del ragionamento parallelo, sia per quelle emotive, può sicuramente prendere decisioni importanti con più probabilità di successo di un uomo. Ma se per ragioni patologiche o meno, l’emotività è eccessiva, può costituire un rischio”.

“Di fronte a situazioni complesse è avvantaggiata la donna, perché il cervello femminile anche se possiede gli schemi sequenziali di ragionamento è meno “rigido” e quindi è portato ad analizzare uno spettro più ampio di varianti. La messa in atto di schemi standard, collaudati, ripetitivi, probabilmente è più rapida negli uomini. Il cervello maschile, se deve prendere una decisione, tende ad escludere eventuali variabili, a negarle, ed è quindi avvantaggiato in situazioni semplici, schematiche” conclude Pancheri.

Più reattiva. La sua materia grigia è maggiore.

La PET ... ha evidenziato che, a parità di stimoli, gli emisferi della donna sono più irrorati di quelli di un uomo. “Il cervello femminile è più raffinato, più sofisticato di quello maschile, più completo. In sintesi, è come una macchina altamente sofisticata, quello dell’uomo è più paragonabile a un trattore: entrambi servono, ma i meccanismi e le funzioni sono notevolmente diversi”.

Secondo studi pubblicati sul Journal of neuroscience il cervello femminile ha anche una quantità maggiore di materia grigia rispetto a quello maschile che invece contiene più sostanza bianca. “Questo – dice Alberto Oliverio, direttore dell’Istituto di psicobiologia del CNR – dipende dal fatto che nel cervello femminile le cellule sono “impacchettate” in uno spazio minore. Il numero totale delle cellule è lo stesso, ma nel cervello maschile che pesa in media il 10-15% in più sono più “diluite” nello spazio. Il maggior peso del cervello maschile che rispecchia anche la statura e massa è dovuto ad un maggior materiale di sostegno delle cellule nervose. Queste differenze cellulari non sono correlate all’intelligenza”.

Atteggiamenti opposti anche nell’amore. Un partner ben scelto. Sono le signore a fare una selezione oculata.

Le diverse intelligenze, maschile e femminile, hanno influenza anche sui programmi riproduttivi dei due sessi: dai meccanismi di scelta del partner al desiderio di miglioramento e conservazione della specie, fino al diverso legame con i figli.

“La donna – spiega Pancheri – dispone di un patrimonio genetico contenuto nelle uova e limitato numericamente; l’uomo invece ne ha in abbondanza e può anche permettersi di sprecarlo. Ne consegue che una donna, anche se non ha intenzione di avere un figlio, nella scelta di un partner seguirà un albero decisionale che la porterà ad escludere o scegliere un uomo in base a processi inconsci, condizionati da milioni di anni di evoluzione, mirati ad assicurare che ogni suo uovo sia fecondato da uno spermatozoo “Doc” che assicuri al figlio il miglior patrimonio genetico possibile. Non si pensi però che la donna sia calcolatrice, perché tutti questi comportamenti sono basati su automatismi inconsci, legati alla protezione della prole, al miglioramento della specie e vengono messi in atto anche nella scelta del partner occasionale, per una sola notte.

“L’uomo – aggiunge Pancheri – ha a disposizione un patrimonio più ricco, che può “sprecare” senza problemi. La sua scelta della partner è più semplice; le ragioni per cui sceglie una donna piuttosto che un’altra sono basate quasi esclusivamente sui caratteri sessuali secondari, esteriori. Questa è l’attrazione per l’uomo. Dopo di che, prima o poi trova la donna giusta. La sua, però, non è una scelta oculata, precisa. Chi sceglie veramente è la donna”.

Le differenze dei programmi riproduttivi nel cervello maschile e femminile spiegano anche il legame biologico che si instaura tra madre e figlio. “Questo legame è condizionato biologicamente dalla liberazione di una sostanza, l’ossitocina, che viene rilasciata durante il parto e l’allattamento, e che da un imprinting al cervello che dura tutta la vita – spiega lo psichiatra. Questa sostanza è alla base dei meccanismi di protezione dei figli e di conseguenza dei comportamenti aggressivi delle mamme per difenderli dalle minacce. Nell’uomo questo condizionamento non esiste e l’interesse per il figlio inizia sostanzialmente quando il bambino è in grado di interagire con lui”.


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Offline Fazer

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Re:Aldo Cazzullo presenta il nuovo libro: "Le donne erediteranno la terra"
« Risposta #6 il: Settembre 20, 2016, 21:08:57 pm »
Sono in crisi: non sono riuscito a proseguire oltre "voi donne siete meglio di noi", cioè la prima riga... :cry:
Cazzullo, perfetto Mocio Vileda, non lo digerisco proprio.

Le donne hanno avuto sempre qualcosa in più, ma son sempre state sottomesse...
Non è fantastico tutto ciò?
"Superiori" ma subordinate a degli inferiori per millenni...
Eccezionale, direi.

 :lol:

Offline CLUBBER

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Re:Aldo Cazzullo presenta il nuovo libro: "Le donne erediteranno la terra"
« Risposta #7 il: Settembre 20, 2016, 21:37:54 pm »
Mentre finivo di cenare( poco fa') ho visto il TG2 che ne parlava.
Questo miserabile castrato è uno zerbino al quadrato.
Viscido,insulso.
Schiavo e felice di esserlo.
Stava per andarmi di traverso la cena per il nervoso.
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Offline giuspal

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Re:Aldo Cazzullo presenta il nuovo libro: "Le donne erediteranno la terra"
« Risposta #8 il: Settembre 20, 2016, 21:46:48 pm »
Ma questi leccafre... leccacu.. cosa sperano di ottenere? Poveracci figli di una madre che li ha castrati in tutti i sensi fin dalla tenera età. Provo un'immensa pena per costoro. Dio ti ringrazio per avermi risvegliato dal maschio-pentitismo
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Offline CLUBBER

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Re:Aldo Cazzullo presenta il nuovo libro: "Le donne erediteranno la terra"
« Risposta #9 il: Settembre 20, 2016, 21:49:32 pm »
Hanno fatto vedere pure una presentazione per questo libro.
Ospiti speciali quella psicopatica frustrata della Boldrini,l'inutile Carfagna e la Boschi.
Proprio l'insulsa Boschi se ne esce con questa frase"avrei preferito un titolo diverso:le donne CONQUISTERANNO la terra."
Che schifo.
Fiero ed orgoglioso ogni giorno di più di essere un antizerbino e un antifemminista.
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Offline Vicus

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Re:Aldo Cazzullo presenta il nuovo libro: "Le donne erediteranno la terra"
« Risposta #10 il: Settembre 20, 2016, 21:52:00 pm »
Ma questi leccafre... leccacu.. cosa sperano di ottenere?
Cosa non si fa per la pagnotta. :lol:
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Offline Frank

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Re:Aldo Cazzullo presenta il nuovo libro: "Le donne erediteranno la terra"
« Risposta #11 il: Settembre 20, 2016, 22:05:26 pm »
Proprio l'insulsa Boschi se ne esce con questa frase"avrei preferito un titolo diverso:le donne CONQUISTERANNO la terra."
Che schifo.

Certamente, "le donne conquisteranno la terra"...
Dubito che altrove
http://images.placesonline.com/photos/46622_la_mecca_ka__ba.jpg
siano dello stesso parere e dubito che la decerebrata Boschi si azzarderebbe a dirglielo.

Siamo sempre lì: con le donne non è possibile stabilire "rapporti paritari", ma solo ed esclusivamente rapporti di forza.
Ragion per cui, o comandano loro, o comandiamo noi.
Tutto il resto son solo inutili chiacchiere da castrati mentali, tipo quelle dell'idiota che ha scritto l'ennesimo libro sulla "superiorità delle donne".
« Ultima modifica: Settembre 20, 2016, 22:17:41 pm da Frank »

Offline CLUBBER

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Re:Aldo Cazzullo presenta il nuovo libro: "Le donne erediteranno la terra"
« Risposta #12 il: Settembre 20, 2016, 22:07:25 pm »
Ma questi leccafre... leccacu.. cosa sperano di ottenere? Poveracci figli di una madre che li ha castrati in tutti i sensi fin dalla tenera età. Provo un'immensa pena per costoro. Dio ti ringrazio per avermi risvegliato dal maschio-pentitismo
Giuspal,cito il tuo amato Enrico V e dedico questa frase a queste miserabili femministe e a quel patetico zerbino.
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Offline ReYkY

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Re:Aldo Cazzullo presenta il nuovo libro: "Le donne erediteranno la terra"
« Risposta #13 il: Settembre 20, 2016, 22:15:54 pm »
"Noi donne comandaremo il m.....Hey! Ma quello è Andrea damante? Uddiu che bono gni gni gni" Cit.


Ecco come andrà a finire. .. :lol:

Offline Angelo

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Re:Aldo Cazzullo presenta il nuovo libro: "Le donne erediteranno la terra"
« Risposta #14 il: Settembre 20, 2016, 22:20:47 pm »
Qui l'articolo di un altro femministiello, tale ALBERTO VANNUCCI --->

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/09/20/tangenti-nella-marina-militare-a-taranto-speriamo-che-non-sia-femmina/3044944/

Una pratica capillare di malversazioni, truffe, sprechi, peculato, corruzione contraddistingue da sempre ogni genere di acquisto, appalto e fornitura militare. In tempi non lontani una vasta aneddotica sui latrocini scientificamente realizzati da una platea di ufficiali addetti alla dispensa e loro superiori (e complici) accompagnava l’esperienza del servizio di leva, trovando conferma nella qualità mediamente disdicevole del rancio del soldato – tutt’altro che “ottimo e abbondante”. Era nota addirittura l’esistenza in alcuni distretti militari di un tariffario per l’esenzione dalla naia, tre-quattro milioni di lire da versare a un ufficiale compiacente (a scanso di malintesi, chi scrive fu a suo tempo obiettore di coscienza). Del resto, la rigida e sclerotica gerarchia militare può diventare un’efficiente struttura di copertura e protezione omertosa di qualsivoglia prassi irregolare o illecita, specie quando la catena di comando ufficiale si sovrappone agli invisibili ma ferrei meccanismi di auto-regolazione degli scambi occulti – evento non infrequente, almeno a giudicare dal numero di alti gradi militari coinvolti in inchieste per gravi reati – e l’ordine di contribuire alla raccolta e spartizione del maltolto proviene dai superiori, tollerato o incoraggiato dai vertici.


La prima ondata di arresti che nel gennaio 2015 ha investito la Marina Militare di Taranto si inquadra a perfezione in questo scenario: nove ufficiali rinviati a giudizio per concussione, protagonisti di quello che è stato definito “il sistema del 10 per cento” – tale era la quota riscossa senza deroghe da almeno dieci anni in tutti gli appalti. Un solo ufficiale “di collegamento” avrebbe incassato la mazzetta dagli imprenditori, ripartendola poi in sub-percentuali prefissate tra i colleghi che avevano seguito l’iter delle pratiche, seguendo con scrupolo certosino una prassi più o meno tacitamente rinnovata al passaggio di consegne da un comandante all’altro, applicata in forme talmente ruvide da indurre il giudice a evocare analogie con la “criminalità organizzata”, visto che questo pizzo militare era incassato “in modo rigido e con brutale e talora sfacciata protervia”.

La nuova catena di arresti che a distanza di pochi mesi investe la medesima struttura dimostra il radicamento di questa eredità di malaffare, ma se possibile introduce ulteriori ragioni di scoramento. L’inderogabile legge non scritta del 10 per cento parrebbe sopravvissuta persino al subentrare del nuovo comandante ivi destinato dalla Marina militare proprio con l’incarico di “fare chiarezza e trasparenza” dopo lo scandalo, nonostante – o magari proprio in virtù – del proprio curriculum non proprio specchiato, nel quale brillerebbe una passata condanna per truffa militare, e presto colto in fallo con in tasca una tangente di 2500 euro, anticipo dei 200mila promessi.

Nella vicenda c’è poi una novità assoluta: la prima donna ufficiale arrestata per corruzione nella storia militare italiana. Il coinvolgimento della tenente di vascello, selezionata dal nuovo comandante per avvalorare il proprio sbandierato intento moralizzatore, costringe a intrecciare la narrazione del caso con alcuni spunti di interesse teorico. Diverse ricerche dimostrano infatti che un più esteso accesso delle donne a ruoli decisionali di responsabilità si accompagna a livelli più contenuti di corruzione. I fattori invocati sono diversi: una più bassa propensione al rischio nel genere femminile, la vocazione mediamente più “altruista” e solidale rispetto alle controparti maschili, o semplicemente come indicatore collaterale della presenza di un sistema di istituzioni e valori sociali refrattari alle malagestione della cosa pubblica. E’ certo comunque che l’ascesa professionale delle donne a ruoli di comando, tanto nel settore pubblico che in quello privato, è un’ottima notizia per chi ha a cuore l’integrità e l’etica pubblica. Di riflesso, però, diventa una pessima notizia la scoperta che nella biografia della trentunenne protagonista della vicenda tarantina tutti i profili – dal genere, alla giovane età, fino alla laurea (con lode) – dovrebbero aver contribuito a rafforzarne le barriere morali all’illecito, distaccandola dal retaggio di “cattive prassi” che alimentano i meccanismi avvolgenti della corruzione. Da dove scaturisce la sua resa senza condizioni, quasi senza combattere, a questa pratica di corruzione organizzata?

Proviamo a cercare non solo parole di conforto, ma anche spunti di saggezza analitica nelle parole di un Pontefice straordinario sotto tutti i profili, quale che sia il proprio credo. Papa Bergoglio ha individuato nella lotta alla corruzione uno dei pilastri del proprio apostolato, riconoscendola quale sintomo e manifestazione estrema di una logica di sopraffazione e avidità che sembra oggi dominare lo “spirito del mondo”. “Qualcuno – ha spiegato papa Francesco all’Angelus domenica scorsa – si comporta con la corruzione come con le droghe: pensa di poterla usare e smettere quando vuole. Si comincia da poco: una mancia di qua e una tangente di là. E tra questa e quella, lentamente perde la propria libertà. Anche la corruzione produce assuefazione, e genera povertà, sfruttamento, sofferenza”.

A poco varrà la condizione di giovane donna brillantemente laureata, a nulla serve il giuramento di fedeltà alla Repubblica se proprio all’interno del proprio ufficio si è stati introdotti, selezionati e socializzati dai propri diretti superiori (maschi!) in un circuito criminale nel quale l’orientamento di valori dominante premia precisamente l’asservimento alla logica del profitto e la cupidigia, dove le competenze sono valorizzate solo in quanto strumentali alla realizzazione di traffici illeciti. Fino all’assuefazione, alla perdita di qualsiasi senso di orientamento morale. E’ sufficiente ascoltare le parole del comandante nelle intercettazioni: “Questa è fenomenale” – si vanta, nel momento in cui la tenente di vascello trova la quadratura del cerchio per assicurare l’appalto a un’impresa che ha presentato un progetto “sgrammaticato”, “nemmeno di livello basico”; “Ma io l’ho presa e l’ho messa là perché ho capito che a questa qua i soldi gli piacciono!”. La sua quota saranno “quaranta, cinquantamila euro (…). Su quello che guadagna quello [l’imprenditore] poi dopo facciamo le parti (…), magari le costruiscono una parte di casa invece di dargli i soldi: che so il soggiorno, la cucina, il tinello”, quasi a riaffermare fino in fondo lo stereotipo donna-casa.

Parole che suonano come un avvertimento sulla scarsa presa di qualsiasi sforzo di riforma che si limiti a incidere su norme e procedure così facilmente aggirabili: nonostante le molte aspettative, anche il nuovo codice degli appalti avrà vita dura nello scalfire i tanti e ben organizzati “sistemi dell’x per cento”. Per quanto sia difficile e frustrante, nella lotta alla corruzione è necessario rafforzare – nella sfera politica, nella pubblica amministrazione, nel mondo dell’imprenditoria e delle professioni, tra i cittadini – gli orientamenti di valore e le cerchie di riconoscimento sociale positivo del rispetto delle regole poste a tutela dei beni comuni. Di fronte alla triste vicenda dell’arresto per corruzione di una giovane militare in carriera occorre riaffermare la necessità di una più estesa presenza femminile nei ruoli di potere e comando – purché quelle donne non siano state selezionate e “allevate” da uomini inclini alla corruzione…




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Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro.

Gilbert Keith Chesterton