Post recenti

Pagine: [1] 2 3 ... 10
1
Off Topic / Re:Gli esperti dicono ...
« Ultimo post da Vicus il Oggi alle 02:32:39 »
E' vero che l'articolo dice di vedere più uomini contemporaneamente in vista del matrimonio (che nella realtà ha luogo raramente), ma è solo un dettaglio. Di fatto, è un PRIMO PASSO per sdoganare relazioni multiple anche nelle donne (più o meno) orientate alla monogamia.
In effetti, è provato che sui siti di incontri le donne tendono a frequentare un uomo alla volta. Una donna abituata a frequentare più uomini, e che ha avuto molte relazioni, molto difficilmente sarà fedele o non sfascerà un matrimonio. Lo abbiamo provato qui con ben due studi:
https://www.coscienzamaschile.com/index.php/topic,1796.0.html
Gli "amichevoli consigli" dell'articolo vanno quindi in direzione delle recenti teorie femministe dei partner (e provveditori) multipli. I divertimenti del carosello degli uomini, con in più i vantaggi economici del provveditore senza lo sgradevole matrimonio col beta. Il sogno della donna moderna.
Proprio adesso in Francia, in uno scenario di crisi e disoccupazione di massa, sta passando la legge sull'inseminazione artificiale senza padre. Il primo passo verso la riproduzione artificiale.
E' un graduale programma di annullamento del padre e della famiglia, a tappe forzate:
1) Promiscuità e infedeltà specialmente femminile (dal 10 al 25% dei nati nel matrimonio sono frutto di tradimento)
2) Procreazione alla luce del sole con più uomini (con più matrimoni o anche senza) e famiglie "allargate"
3) Procreazione artificiale senza padre
4) Utero in affitto
5) Utero artificiale
Da qualunque parte staremo noi uomini, una cosa dovrà essere chiara: nessuno di questi riformatori è qui per regalarci qualcosa.
2
Off Topic / Gli esperti dicono ...
« Ultimo post da fritz il Oggi alle 01:26:32 »
https://www.express.co.uk/life-style/life/790870/sex-women-tips

Poi ci chiediamo perche' sta andando tutto a puttane ...
4
Un valido utente mi segnala un video imperdibile, ricco di informazioni e spunti per la Questione Maschile indipendentemente dalle convinzioni di ciascuno. Considerata la durata del video ne ho fatto un'ampia sintesi che consiglio di leggere per intero. Ognuno di voi vi troverà senz'altro spunti interessanti:

Padre, autorità e verità sono strettamente interconnessi. Le varie rivoluzioni a partire da quella protestante e francese sono tutte parte di un unico processo di dissoluzione nichilistica del padre che culminano col '68, il fenomeno più pianificato e artificiale della storia, che demolisce scientificamente il concetto stesso di paternità, anche con l'aiuto dei media che trasmettono h24 programmi che sviliscono la figura paterna. E' un'epoca nemica della paternità.
Oggi c'è potere senza autorità, in questa democrazia totalitaria siamo tutti "fratelli" ma orfani di padre.
Il laicismo e liberalismo di oggi sono totalitari, specialmente nella loro negazione della verità e di ogni "autorità".
Abbiamo sempre più famiglie senza padre (sconosciuto, separato ecc.)
Il '68 spezza deliberatamente il codice sociale legato alla paternità. Le generazioni successive sono figlie di padri feriti dal '68.
A ciò fa seguito l'eclissi del maschio, con lo scandalo ad esempio delle donne soldato, fenomeno contro natura deplorato da Platone già nell'8° libro della Repubblica: per il filosofo le donne che si mettono a praticare arti marziali sono il segno del degrado ultimo della società, una profanazione del codice paterno e maschile.
Parla anche di quote rosa e della profonda femminilizzazione della società cui si accompagna la mascolinizzazione della donna. Il ribaltamento dell'ordine di TUTTE le civiltà.
Se tutte le civiltà sono state patriarcali, vuol dire che c'è un senso in questa cosa. La modernità è ideologica, nel senso che considera giusta l'ideologia e sbagliata la realtà. TUTTE le civiltà si pensano, fino al 1789, come custodi del mos maiorum. TUTTE (cinese, babilonese, egiziana, romana, greca, amerindia) erano coscienti che sarebbero finite se fosse cessato il codice patriarcale di valori immutabili su cui erano basate. Dalla Rivoluzione Francese, per la prima volta nella storia nasce il mito del progresso, per cui il mondo sarà tanto migliore quanto più distruggerà la civiltà e ciò che è sempre stato prima.
Se sempre l'uomo ha costruito civiltà patriarcali, questo deve avere una ragione.
Lo dice la psichiatria come la statistica: se si va a distruggere il padre crolla tutto, si sfarina, si sbriciola l'intero edificio sociale. (Mio commento: ecco perché i modelli femministi basati su paternità incerta e "multipla" (molti padri=nessun padre) sono inevitabilmente e profondamente nichilisti.)
Oggi il padre è il grande assente: assenza fisica, assenza giuridica, assenza anagrafica (con la fecondazione artificiale, ecc.) Se masi c'è fisicamente, non è il pater di romanistica memoria, ma è imprigionato nell'adolescenza.
Il padre è la legge, il nomos che libera: il declino della figura paterna è legato all'anarchia del '68 (vietato vietare). La libertà senza confine è una fiamma che brucia le persone come le famiglie, come vediamo. La legge, il confine, i valori civili sono necessari per la sussistenza di ogni civiltà e sono prerogative MASCHILI.
Demistifica l'illusione di una famiglia governata in modo "paritario": la famiglia è una società, e come tale deve esserci un'autorità, senza la quale non c'è pace né ordine (come vediamo oggi). E un'autorità non può essere tale se non è piena e indivisa, altrimenti in caso di conflitto chi decide? Lo sappiamo: la nuova, vera autorità in famiglia, lo Stato.
Il capofamiglia non ha nulla a che vedere col potere stolto, vuoto e spietato di concezione moderna.
Come hanno detto anche altri, la famiglia è il baluardo contro ogni potere totalitario, che finché ci sono famiglie [e non branchi di "padri multipli" e figli di nessuno] non può prevalere. Il potere lo sa bene e fa di tutto per distruggerla, come ha tentatom invano il comunismo.
Senza il padre il baricentro diventa il piacere (la femminea società dei consumi): l'infanzia e l'adolescenza da prolungare all'infinito. L'uomo diventa un automa desiderante in un'infanzia che non finisce più.
Impagabile la parte sulla femminilizzazione della didattica e sul crollo del rendimento scolastico nelle classi miste (come da abbondanti studi statistici).
Anche il lavoro urbano femminilizza l'uomo: l'azienda è una specie di dea madre che provvede a tutto, decide tutto, deresponsabilizza e allo stesso tempo è minacciosa. Situazione molto diversa dal contadino padrone del suo campicello che doveva cavarsela in ogni situazione, dalla grandine all'invasione dei lanzichenecchi: analfabeta, ma che la sapeva lunga sulla vita e ha fatto l'Occidente.
A questo punto il relatore parla della fabbrica dei divorzi mettendo insieme una serie di riforme mirate da far inorridire qualsiasi laicista: divorzio, aborto, legalizzazione di pornografia e contraccezione e ciliegina sulla torta abolizione del capofamiglia e della patria potestà. Secondo lui il nuovo diritto di famiglie è puro delirio, dove ad esempio dice che i coniugi scelgono il domicilio familiare (prima lo sceglieva l'uomo). Cosa vuol dire, che ognuno va a vivere a casa sua? Sembra una battuta, ma è proprio quello che succede con le separazioni dove la donna occupa la casa pagata dall'uomo.
Si notino gli effetti sinergici di tutte queste innovazioni:
- La vita viene erotizzata, ossia si insegna che è tanto più riuscita quanto più è satura di esperienze sessuali (vale anche per le donne sollecitate in ogni modo a cercare sempre nuove esperienze)
- A questo punto la donna può farsi l'amante e comunque divorziare senza conseguenze, anzi viene premiata economicamente e socialmente
- La patria potestà e l'istituto del capofamiglia vengono aboliti aprendo ad abusi di ogni genere in fase di separazione
L'erotizzazione della donna è il vero segreto del '68. A questo punto l'uomo, emarginato e deresponsabilizzato, sprofonda in un'immaturità assediata dalla ricerca incessante del piacere e la donna comincia a pensare al figlio come a una sua illimitata disponibilità, tanto che l'aborto calpesta il diritto del padre di generare.
L'erotizzazione di massa è stata messa a punto dai servizi segreti occidentali.
L'aborto è la logica conclusione di questo processo, mai avvenuto prima d'ora nella storia, che al di là di qualsiasi considerazione morale è una catastrofe antropologica: una società che non procrea più è destinata a diventare polvere, prima sotto forma di vuoto interiore, di nichilismo, poi di materiale dissoluzione.
A questo punto il relatore passa in rassegna i noti disastri dell'industria del divorzio: 50% di sperazioni (forse molte di più), 80% dei figli affidati alla madre, sequestro della casa paterna in favore della donna. Cosa poco nota anche tra gli attivisti maschili per cui il divorzio è un "diritto" e un dogma intoccabile: l'avvento del divorzio provocato un aumento del 72% dei suicidi maschili, ha peggiorato lo stato di salute degli uomini, ne ha accorciato la vita. Entro 3 anni dal divorzio i padri non vedono più i figli. La femminilizzandone della magistratura è pressoché totale.
L'autore non manca di parlare della falsa e strumentale emergenza del femminicidio e di dire che il 70% dei divorzi è voluto dalla donna.
Il 90% dei barboni e dei figli fuggiti di casa è cresciuto senza padre, come l''85% dei giovani delinquenti. Dove non c'è padre c'è un addensamento impressionante di patologie sociali e molto difficili da curare. Che se lo mettano bene in testa coloro che parlano di paternità collettiva e "non naturale".
Tutte le rivoluzioni vengono condotte da minoranze potenti e organizzate. A partire dalla 2° Guerra Mondiale, e in particolare col '68, c'è un massiccio uso di professionisti di scienze umane (psichiatria, psicologia del profondo, neuroscienze ecc.) per vibrare attacchi profondi al codice culturale dei Paesi oggetto di attacco.
Ogni civiltà ha un proprio codice sorgente, un algoritmo, un "software" che produce quella civiltà. Se riesco a infrangere quel codice sorgente, spezzo quel popolo molto più che con le bombe atomiche.
Un caso di scuola: ai giapponesi la distruzione di Tokio (150000 morti con bombe al fosforo) non fece paura più di tanto. Erano un popolo formato per superare catastrofi di ogni genere. MA avevano un culto della famiglia, c'erano famiglie numerose ed è lì che bisognava colpire: dopo l'occupazione la prima cosa che il generale McArthur impone è l'aborto. Già negli anni '50 si era arrivati a 7-8 milioni di aborti, un vero sterminio altro che atomiche. Non avendo i giapponesi i valori cattolici a frenare questo fenomeno era il loro punto debole e la società collassa: oggi malgrado il benessere ha una demografia tra le più basse al mondo. L'aborto fu l'arma scelta dei servizi americani per demolire il Giappone, che oggi è il Paese più vecchio del mondo, è un Paese morto. Sembra prospero grazie a iniezioni di liquidità enormi, e all'inerzia della sua gigantesca struttura industriale ma come dice il relatore "è un Paese finito, ve lo garantisco. Come l'Italia, anch'essa a 1,3 figli per donna. Non c'è niente di più difficile che convincere una donna ad essere madre quando è persuasa con la propaganda che è meglio non avere figli. E' più facile scalare l'Everest di notte a piedi nudi ".
Per chi non crede ai "poteri forti" che comandano dietro le quinte: se comandano davvero i parlamenti, come mai il matrimonio omosessuale è passato di colpo in 28 Paesi, e così pure aborto e divorzio?
Il problema era: come mantenere il potere in Paesi con "troppa" democrazia, suffragio universale e istruzione di massa? Certi governi si misero al lavoro e fu trovata la soluzione: si studiò attentamente su detenuti (programma MK Ultra) l'effetto di pornografia e droghe.
La droga è da sempre monopolio dei governi anglosassoni (con la mediazione di reti malavitose ma anche direttamente, es. i traffici durante la guerra del Vietnam, la coca sudamericana ecc.), si pensi alla Cina distrutta dagli inglesi con le due guerre dell'oppio.
Col '68 arriva contemporaneamente una massiccia diffusione di droga e pornografia, organizzata dai governi. L'effetto era quello studiato dagli psichiatri: la regressione e femminilizzazione dell'uomo.
La pornografia opera un vero e proprio lavaggio del cervello di massa, dissociando la sessualità dall'affettività. La sessualità viene "sganciata da qualunque più profondo e umano ancoraggio emotivo e spirituale, da una vera amicizia, da una vera comunione".
Che sia (ipotizzo) una delle ragioni per cui gruppi come gli Incel, che incredibilmente associano la sessualità all'affettività, danno tanto fastidio?
Questa operazione psicologica tramite pornografia e altri mezzi produce uomini particolarmente passivi, particolarmente conformisti e fragili, pieni di paure e di ansie e bisognosi di un potere autoritario.
Così si è ottenuta la società che si voleva ottenere. Il fulcro della società dei consumi è la distruzione del padre e della famiglia, perché i poteri totalitari sentono che la famiglia impedisce il consumismo. L'uomo solo, pieno di ansie, schiavo delm piacere, abbrutito da una vita degradata, non spirituale, senza orizzonti è il perfetto consumatore! L'ideale è una famiglia divisa, spezzata, persone sole, ansiose, smarrite, senza certezze né confini, senza la forza, come dice Claudio Risé, che solo il padre può dare. Disgregare la famiglia per produrre una serie di "atomi" fragili, bisognosi di acquisti compulsivi per sentirsi vivi.

Ed ora la domanda chiave: perché affossare proprio l'Occidente e il cristianesimo e non ad esempio l'islam o l'Asia? Perché in occidente esiste ancora il concetto di PERSONA. In Asia non esiste l'operaio della Toyota, con i suoi diritti e rivendicazioni: un operaio E' PARTE della Toyota, come una formica in un alveare. Non protesta, non si ribella. Le filosofie orientali NEGANO positivamente l'idea di persona: per il buddismo e l'induismo l'essere umano è un'illusione, una punizione e il paradiso buddista è il nulla, l'estinzione (traduzione della parola nirvana).
Anche nell'islam non esiste la persona, sono tutti sudditi sottomessi a un despota divino, incarnato dallo sceicco di turno. L'islam dà solo dispotismi.

Nota finale del relatore: chi difende sistematicamente Bergoglio ogni volta che viene criticato? Radio Radicale. E Bergoglio sta lavorando alle diaconesse, alla Messa comune con i luterani... il mondo alla rovescia. Ma "più la battaglia è terribile , più è bello combattere".

Avviso - Le immagini iniziali potrebbero risultare fatali agli utenti affetti da vampirismo: :w00t:


https://www.coscienzamaschile.com/index.php/topic,2042.msg7663.html#msg7663
5
Claudio Risè / Re:Claudio Risé è dei "nostri"
« Ultimo post da Vicus il Ieri alle 19:23:37 »
Vicus, fai presente a Risé che la mascherina la portano anche al di fuori dell'Italia...
Lo sa già
6
Claudio Risè / Re:Claudio Risé è dei "nostri"
« Ultimo post da Frank il Ieri alle 18:47:10 »
Il nostro nemico

l nostro nemico è un'antica forza, presente da sempre nella storia dell'umanità, e spesso raffigurata nel simbolo della Grande Madre.

L'aspetto negativo della Grande Madre rappresenta una forza psichica tesa alla conservazione come strumento di potere personale, che mantiene attraverso la creazione di nuovi bisogni, soddisfatti per garantirsi il consenso dei sudditi.
La società dei consumi è l'attuale, perfetta, ovunque presente,rappresentazione della Grande Madre
. Essa soddisfa subito il bisogno, espressione di una psiche infantile, per uccidere sul nascere il desiderio, espressione di una psiche adulta, che metterebbe a rischio il suo potere. La società Grande Madre di tutti i consumi, anche i più cretini, contrasta il Fallo, che, come dice il poeta Ezra Pound “tende verso l'alto”, e produce con la sua forza nuove forme di vita.
La società Grande Madre di tutti i consumi svilisce il maschile, portatore di ricerca, capace di mettersi a rischio, portatore di ideali transpersonali e spirituali, in grado di affrontare con coraggio la morte [se vedesse ora la condizione dell'attivismo maschile, quasi tutto a favore dell'eutanasia].
Queste caratteristiche del maschile che intaccano la sua visione materialista tesa a trasformare tutti gli uomini in suoi schiavi.

Un esercito di sottomessi: servi volontari nascosti dietro le mascherine
Molti italiani tengono la mascherina anche se la legge non lo impone più e non ci sono motivi sanitari per farlo (sono i tipici seguaci degli aspiranti tiranni, contenti di obbedire senza doversi prendere la responsabilità di sé)

Diciamo la sgradevole verità: a diversi nostri compatrioti, a parte le ragioni o sragioni sanitarie, mettersi una maschera in questi mesi piace, anche molto.
Non però per mostrare la propria autentica personalità, nascosta dalle convenzioni abituali, come accadeva nella Commedia dell'arte italiana ma per nasconderla del tutto, anzi fingere di non averne alcuna. Neppure per innovare coraggiosamente, con nuove idee e volti, ma per obbedire al supponente capo, l'«avvocato degli italiani».
Si vedono così giovani e anziani in ottima salute avanzare guardinghi in territori a zero Covid 19, nascosti dietro alle loro cupe e impersonali maschere d'ordinanza. Pronti a reagire a nuove «esplosioni infettive» come dicono i media pro-emergenza.
Non risulta che siano i medici a stimolare questi comportamenti ansiogeni e clinicamente privi di senso. Certo, le settimane di trasmissioni televisive con aggiornamento in tempo reale del numero dei morti da parte di commissari in maglione scuro con stampato sopra il logo dell'emergenza e il tono di voce dolente e preoccupato, hanno avuto il loro effetto sugli utenti confinati in casa, impensierendoli a dovere.

La paura della morte, una volta risvegliata, diventa una compagna più assidua e insistente della stoica tranquillità, che si lascia sloggiare dall'ansia senza opporre troppa resistenza. Il fatto che a più di un mese dalla fine della fase attiva dell'epidemia la paura della morte la faccia ancora da padrona dimostra comunque l'ambigua gestione psicologica che ad essa è stata data dal governo.
Fa inoltre capire come nel caso di eventuali future emergenze non convenga affidarsi a persone e istituzioni che in poche settimane hanno trasformato un Paese attivo e operoso in una nazione spaventata e disorientata, a rischio fallimento
. Condizione psicologica questa, che, per governanti spregiudicati e senza veri programmi, ha però il pregio di essere molto più senza principi né idee.

Molte persone non vedono l'ora di obbedire
Come mai allora molti sono disponibili a indossare la maschera, come chiede il potere costituito?
Il fatto, banale, è che purtroppo molte persone non vedono l'ora di obbedire a qualcuno che le comandi, senza doversi prendere la responsabilità di sé. Che poi costui, oltre a dire di portare la mascherina perché siamo in emergenza, faccia altri e contraddittori discorsi, non pesa granché, anche perché sono frasi sconnesse, che cambiano anche più volte al giorno e la gente non le segue. Ma l'indicazione che rimandano gli obbedienti mascherati sembra chiara: va bene, dicci cosa fare e lo faremo. Molti dei famosi fan di Giuseppi, sbandierati dai sondaggisti, sono anche in ciò tipici seguaci degli aspiranti tiranni: persone contenti di obbedire a qualcuno che ami esercitare il potere su di loro, esigendo qualcosa di molto personale e significativo come addirittura coprirsi il volto.7

Pronti a nascondere perfino l'impronta della loro identità, unica e irripetibile: la faccia. Mostrarla è ormai diventato un atto di coraggio. L'identità personale ha così ricevuto una mazzata durissima nell'umiliante esperienza del terrorismo sanitario, praticato per continuare l'emergenza e lasciare in piedi il governo. Una situazione apprezzata dai fan della mascherina, cugini delle sardine e spesso sardine essi stessi: persone che (per ora) non vogliono tanto aderire o presentare programmi definiti, quanto obbedire a un potere che si presenta come salvifico e, come prima misura, ne cancella il volto, li fa sparire con i loro specifici connotati.

Liberandoli così della responsabilità di essere sé stessi e gratificandoli dell'appartenenza a una massa indistinta, un intero banco di individui indifferenziati, in cui sardinamente confondersi. Può sembrare strano, ma quella di appartenere a qualcuno che ti sollevi dalle responsabilità e scelte personali è una delle pulsioni più' costanti dell'uomo, presenti lungo tutta la sua storia.

Discorso sulla servitù volontaria
Il testo che la descrive più lucidamente è il Discorso sulla servitù volontaria, scritto nel 1576 da Etienne de la Boetie, grande amico del filosofo Montaigne. Vi si racconta come - da sempre - non tutti amino essere padroni di sé: molti preferiscono essere servi di un padrone che si occupi di loro impartendo ordini e compiti e così li aiuti a vivere, in un modo o nell'altro (Hegel approfondirà poi il tema, due secoli dopo).

Lo Stato moderno anzi, nasce anche per rispondere adeguatamente a questa esigenza. Il bisogno di guida e di comando era però già presente fin dalla notte dei secoli, come mostrano le narrazioni più antiche dell'umanità. Un bisogno, quello di essere posseduti e diretti, che continua anche, in modo diverso, nelle democrazie industrializzate. In Italia, oggi, la maggioranza delle persone lavora in modo diretto o indiretto per lo Stato, che (come il governo giallo-rosso sa benissimo, e ne approfitta), li rappresenta ma è anche, in parte, il «padrone» loro e dei loro voti. Il confino obbligatorio nelle case e la sostanziale sospensione di ogni attività per un lungo periodo, assieme al potere statale gestito in chiave dark, per far crescere la paura e l'obbedienza nelle persone, ha così prodotto una sorta di collasso nel senso di Sé, nell'autonomia degli individui. Molti sono così divenuti incapaci di sciogliersi dall'abbraccio appiccicoso con un potere malato che ha come unica prospettiva per rimanere in sella la continuazione dell'emergenza.

Anche se in realtà quella sanitaria era ormai finita, sostituita però da un'altra, gravissima e reale (anche se poco menzionata): la rovina economica provocata dalla dissennata gestione della pandemia, con l'arresto per quasi due mesi di ogni vita e attività nel Paese, e dalla mancanza di conoscenza reale dei problemi in campo.

La maschera sanitaria, divenuta quasi obbligatoria nel governo dell'emergenza infinita, ha dunque un'importanza storica, anche se i Giuseppi forse lo ignorano (come tutto il resto).

Nella lunga storia della Maschera-Persona ciò che ci si mette addosso e in faccia, il «vestito», ha sempre rappresentato dalla cultura romana in poi la carta d'identità, il segno che dice chi siamo e quindi quali sono i nostri diritti. La maschera, come spiega il filosofo stoico Panezio, rivela «il significato della personalità individuale», sottraendola all'uniformità della massa informe, e attribuendo ad ognuno la sua fisionomia e le sue specifiche particolarità (da qui le maschere di guerrieri, animali, e altro). Il governo giallorosso è il primo ad aver imposto una Maschera-Persona che, invece di rivelare chi sei o a chi o cosa ti ispiri, cancella la tua identità dietro quella del conformista sanitario, pronto a dimenticare, come gli chiede il capo, ogni fede, identità e entusiasmo pur di salvare la pelle (che peraltro nessuno minaccia, per ora). Una maschera di paura e viltà, per cancellare ogni possibilità di sviluppo come persona libera.


Vicus, fai presente a Risé che la mascherina la portano anche al di fuori dell'Italia...
https://www.open.online/2020/08/04/coronavirus-ultime-notizie-4-agosto/

E comunque il discorso è ben più complesso di come lo presenta Risé, che è uno psicoanalista e non un infettivologo...
7
Claudio Risè / Re:Claudio Risé è dei "nostri"
« Ultimo post da Frank il Ieri alle 18:42:27 »
Ho scoperto un articolo di Claudio (che scrive anche su La Verità) sul noto blog tradizionalista :wub: Chiesa e postconcilio. Sono lieto di sapere che sia dei nostri, confermando una volta di più l'indirizzo antifemminista del cattolicesimo tradizionale.
Per ragioni che non conosco non si parla più di lui da anni negli spazi maschili (forse se n'è andato, se n'è disinteressato, o forse... è dalla parte sbagliata?)

Claudio Risé non si occupa più di antifemminismo perché... non se ne è mai occupato, non essendo un vero antifemminista.
Non è che per forza di cose bisogna vedere complotti ovunque.

Citazione
Sul suo sito Maschi Selvatici c'è una miriade di libri mai recensiti da nessuno nella galassia maschile, dove ormai troneggia un Testo Unico Approvato.

Vicus, ma chi te l'ha detto ?
https://questionemaschile.forumfree.it/?t=26654160

Citazione
Risé Claudio - Il maschio selvatico - Red Edizioni
Gli istinti maschili sono stati espulsi dalla nostra cultura, sempre più femminilizzata e "materna", così come dalla società delle "buone maniere". Eppure sono istinti ancora vitali, che vanno riconosciuti senza timore e dominati, cioè vissuti in modo equilibrato, per poter ritrovare una sana e sincera spontaneità. Attraverso una lettura di sogni, leggende, miti, il libro dello psicoanalista Claudio Risé ripercorre la storia di questo "interdetto" e offre agli "uomini in crisi" una via per ristabilire un contatto positivo con il loro lato "selvaggio".





Risé Claudio - Il padre. L'assente inaccettabile - San Paolo Edizioni
L’Occidente contemporaneo è definito dalle scienze sociali «una società senza padri». Alcuni vi vedono la fine, positiva, di ogni “patriarcato”; altri, come l’autore, notano con preoccupazione il vuoto lasciato dall’assenza paterna. Per Claudio Risé, psicoanalista di formazione junghiana e docente di scienze politiche e sociali, il padre è la figura psicologica che collega la biografia individuale al piano trascendente e consente così l’integrazione del dolore e della perdita attraverso l’insegnamento esemplare del suo senso. La «società senza padri» appare, quindi, come un mondo che ha smarrito il senso religioso e, con esso, la capacità di dare significato alle prove della vita, cui l’individuo reagisce infantilmente attraverso il rifiuto e la negazione o con la depressione. Il libro entra nel vivo della cronaca di oggi mostrando come l’assenza paterna non nasca da fumosi processi psico-sociologici, ma dalla diffusione di separazioni e divorzi, che si concludono quasi sempre con l’espulsione dei padri da casa e con la rottura (o il grave indebolimento) del loro rapporto con i figli. A questo si aggiunge l’attuale legislazione abortista, che per la prima volta nella storia umana toglie la parola al padre in materia di procreazione. Di fronte agli enormi danni umani e psicologici di questa situazione, si va delineando una reazione, diffusa soprattutto fra i giovani, di cui Risé presenta, e interpreta, le prime forme. Si tratta di un sentire condiviso, che si traduce in usi e costumi nuovi, atti a dare spazio e considerazione a un padre consapevole e responsabile.
8
Claudio Risè / Claudio Risé è dei "nostri"
« Ultimo post da Vicus il Ieri alle 01:20:57 »
Ho scoperto un articolo di Claudio (che scrive anche su La Verità) sul noto blog tradizionalista :wub: Chiesa e postconcilio. Sono lieto di sapere che sia dei nostri, confermando una volta di più l'indirizzo antifemminista del cattolicesimo tradizionale.
Per ragioni che non conosco non si parla più di lui da anni negli spazi maschili (forse se n'è andato, se n'è disinteressato, o forse... è dalla parte sbagliata?) Sul suo sito Maschi Selvatici c'è una miriade di libri mai recensiti da nessuno nella galassia maschile, dove ormai troneggia un Testo Unico Approvato. Riporto qui un'interessante osservazione di Claudio, tipicamente junghiana, sulla sinergia femminismo-società dei consumi, e un articolo sul Covid recentemente apparso sulla Verità.

Il nostro nemico

l nostro nemico è un'antica forza, presente da sempre nella storia dell'umanità, e spesso raffigurata nel simbolo della Grande Madre.

L'aspetto negativo della Grande Madre rappresenta una forza psichica tesa alla conservazione come strumento di potere personale, che mantiene attraverso la creazione di nuovi bisogni, soddisfatti per garantirsi il consenso dei sudditi.
La società dei consumi è l'attuale, perfetta, ovunque presente,rappresentazione della Grande Madre
. Essa soddisfa subito il bisogno, espressione di una psiche infantile, per uccidere sul nascere il desiderio, espressione di una psiche adulta, che metterebbe a rischio il suo potere. La società Grande Madre di tutti i consumi, anche i più cretini, contrasta il Fallo, che, come dice il poeta Ezra Pound “tende verso l'alto”, e produce con la sua forza nuove forme di vita.
La società Grande Madre di tutti i consumi svilisce il maschile, portatore di ricerca, capace di mettersi a rischio, portatore di ideali transpersonali e spirituali, in grado di affrontare con coraggio la morte [se vedesse ora la condizione dell'attivismo maschile, quasi tutto a favore dell'eutanasia].
Queste caratteristiche del maschile che intaccano la sua visione materialista tesa a trasformare tutti gli uomini in suoi schiavi.

Un esercito di sottomessi: servi volontari nascosti dietro le mascherine
Molti italiani tengono la mascherina anche se la legge non lo impone più e non ci sono motivi sanitari per farlo (sono i tipici seguaci degli aspiranti tiranni, contenti di obbedire senza doversi prendere la responsabilità di sé)

Diciamo la sgradevole verità: a diversi nostri compatrioti, a parte le ragioni o sragioni sanitarie, mettersi una maschera in questi mesi piace, anche molto.
Non però per mostrare la propria autentica personalità, nascosta dalle convenzioni abituali, come accadeva nella Commedia dell'arte italiana ma per nasconderla del tutto, anzi fingere di non averne alcuna. Neppure per innovare coraggiosamente, con nuove idee e volti, ma per obbedire al supponente capo, l'«avvocato degli italiani».
Si vedono così giovani e anziani in ottima salute avanzare guardinghi in territori a zero Covid 19, nascosti dietro alle loro cupe e impersonali maschere d'ordinanza. Pronti a reagire a nuove «esplosioni infettive» come dicono i media pro-emergenza.
Non risulta che siano i medici a stimolare questi comportamenti ansiogeni e clinicamente privi di senso. Certo, le settimane di trasmissioni televisive con aggiornamento in tempo reale del numero dei morti da parte di commissari in maglione scuro con stampato sopra il logo dell'emergenza e il tono di voce dolente e preoccupato, hanno avuto il loro effetto sugli utenti confinati in casa, impensierendoli a dovere.

La paura della morte, una volta risvegliata, diventa una compagna più assidua e insistente della stoica tranquillità, che si lascia sloggiare dall'ansia senza opporre troppa resistenza. Il fatto che a più di un mese dalla fine della fase attiva dell'epidemia la paura della morte la faccia ancora da padrona dimostra comunque l'ambigua gestione psicologica che ad essa è stata data dal governo.
Fa inoltre capire come nel caso di eventuali future emergenze non convenga affidarsi a persone e istituzioni che in poche settimane hanno trasformato un Paese attivo e operoso in una nazione spaventata e disorientata, a rischio fallimento
. Condizione psicologica questa, che, per governanti spregiudicati e senza veri programmi, ha però il pregio di essere molto più senza principi né idee.

Molte persone non vedono l'ora di obbedire
Come mai allora molti sono disponibili a indossare la maschera, come chiede il potere costituito?
Il fatto, banale, è che purtroppo molte persone non vedono l'ora di obbedire a qualcuno che le comandi, senza doversi prendere la responsabilità di sé. Che poi costui, oltre a dire di portare la mascherina perché siamo in emergenza, faccia altri e contraddittori discorsi, non pesa granché, anche perché sono frasi sconnesse, che cambiano anche più volte al giorno e la gente non le segue. Ma l'indicazione che rimandano gli obbedienti mascherati sembra chiara: va bene, dicci cosa fare e lo faremo. Molti dei famosi fan di Giuseppi, sbandierati dai sondaggisti, sono anche in ciò tipici seguaci degli aspiranti tiranni: persone contenti di obbedire a qualcuno che ami esercitare il potere su di loro, esigendo qualcosa di molto personale e significativo come addirittura coprirsi il volto.7

Pronti a nascondere perfino l'impronta della loro identità, unica e irripetibile: la faccia. Mostrarla è ormai diventato un atto di coraggio. L'identità personale ha così ricevuto una mazzata durissima nell'umiliante esperienza del terrorismo sanitario, praticato per continuare l'emergenza e lasciare in piedi il governo. Una situazione apprezzata dai fan della mascherina, cugini delle sardine e spesso sardine essi stessi: persone che (per ora) non vogliono tanto aderire o presentare programmi definiti, quanto obbedire a un potere che si presenta come salvifico e, come prima misura, ne cancella il volto, li fa sparire con i loro specifici connotati.

Liberandoli così della responsabilità di essere sé stessi e gratificandoli dell'appartenenza a una massa indistinta, un intero banco di individui indifferenziati, in cui sardinamente confondersi. Può sembrare strano, ma quella di appartenere a qualcuno che ti sollevi dalle responsabilità e scelte personali è una delle pulsioni più' costanti dell'uomo, presenti lungo tutta la sua storia.

Discorso sulla servitù volontaria
Il testo che la descrive più lucidamente è il Discorso sulla servitù volontaria, scritto nel 1576 da Etienne de la Boetie, grande amico del filosofo Montaigne. Vi si racconta come - da sempre - non tutti amino essere padroni di sé: molti preferiscono essere servi di un padrone che si occupi di loro impartendo ordini e compiti e così li aiuti a vivere, in un modo o nell'altro (Hegel approfondirà poi il tema, due secoli dopo).

Lo Stato moderno anzi, nasce anche per rispondere adeguatamente a questa esigenza. Il bisogno di guida e di comando era però già presente fin dalla notte dei secoli, come mostrano le narrazioni più antiche dell'umanità. Un bisogno, quello di essere posseduti e diretti, che continua anche, in modo diverso, nelle democrazie industrializzate. In Italia, oggi, la maggioranza delle persone lavora in modo diretto o indiretto per lo Stato, che (come il governo giallo-rosso sa benissimo, e ne approfitta), li rappresenta ma è anche, in parte, il «padrone» loro e dei loro voti. Il confino obbligatorio nelle case e la sostanziale sospensione di ogni attività per un lungo periodo, assieme al potere statale gestito in chiave dark, per far crescere la paura e l'obbedienza nelle persone, ha così prodotto una sorta di collasso nel senso di Sé, nell'autonomia degli individui. Molti sono così divenuti incapaci di sciogliersi dall'abbraccio appiccicoso con un potere malato che ha come unica prospettiva per rimanere in sella la continuazione dell'emergenza.

Anche se in realtà quella sanitaria era ormai finita, sostituita però da un'altra, gravissima e reale (anche se poco menzionata): la rovina economica provocata dalla dissennata gestione della pandemia, con l'arresto per quasi due mesi di ogni vita e attività nel Paese, e dalla mancanza di conoscenza reale dei problemi in campo.

La maschera sanitaria, divenuta quasi obbligatoria nel governo dell'emergenza infinita, ha dunque un'importanza storica, anche se i Giuseppi forse lo ignorano (come tutto il resto).

Nella lunga storia della Maschera-Persona ciò che ci si mette addosso e in faccia, il «vestito», ha sempre rappresentato dalla cultura romana in poi la carta d'identità, il segno che dice chi siamo e quindi quali sono i nostri diritti. La maschera, come spiega il filosofo stoico Panezio, rivela «il significato della personalità individuale», sottraendola all'uniformità della massa informe, e attribuendo ad ognuno la sua fisionomia e le sue specifiche particolarità (da qui le maschere di guerrieri, animali, e altro). Il governo giallorosso è il primo ad aver imposto una Maschera-Persona che, invece di rivelare chi sei o a chi o cosa ti ispiri, cancella la tua identità dietro quella del conformista sanitario, pronto a dimenticare, come gli chiede il capo, ogni fede, identità e entusiasmo pur di salvare la pelle (che peraltro nessuno minaccia, per ora). Una maschera di paura e viltà, per cancellare ogni possibilità di sviluppo come persona libera.
9
Santiago il proverbio parla di aragonesi: de te ipsum dicitur. Per l'ennesima volta malgrado il garbo apparente usi argomenti ad personam (testardaggine ecc.)

Ammetto che faccio una certa fatica a leggere le tue repliche confuse e dispersive, credo volutamente perché quando parli fuori da questo topic (libro incluso) sei chiarissimo.

Il primo a dispiacermi per la censura e la guerra per procura condotta dal tuo amico Stasi e compagni sono io. E' il genere di manovre di chi non ha argomenti e ben si addice ai personaggi senza scrupoli dei romanzi di Stasi. E' un'onta che si censurino critiche argomentate lasciando però scrivere le femministe! Ma da che parte state voialtri?

Sull'affidamento dei figli nell'antica Roma sei tu che non hai capito, malgrado la chiarezza dell'affermazione: sei per l'affido condiviso (come me) ma allo stesso tempo equipari l'affido al padre in un contesto come quello romano all'affido alla madre nell'epoca femminista. Vuoi negarlo? Pazienza, il lettore si farà la propria idea su chi si "sbaglia" davvero.

Non so per quali motivi qui rispondi con lunghissime divagazioni invece che col linguaggio sintetico e chiaro che adoperi nel libro.

Vedremo se nel testo dedichi altrettanto spazio ai burattinai contemporanei del femminismo, di quanto in rete ne hai dedicato a scimmie e femminismi "precolombiani". Per ora non ho visto una sola riga né su carta né su Internet.

E' fuorviante il termine "guerra" per definire una discussione seria riguardante la direzione nichilista e anti-civile che rischia di prendere la Questione Maschile.
10
Off Topic / Perché l'Italia non rialza la testa: "guida pratica"
« Ultimo post da Vicus il Agosto 03, 2020, 15:19:11 pm »
Giovanni Fasanella è tra i pochissimi giornalisti investigativi capace di stupire anche un pubblico che crede di aver visto e sentito tutto. E' un  grande merito in un Paese assuefatto da decenni a misteri di ogni genere, diventati ormai abituali come una catena alpina.
Il suo nuovo libro, basato come sempre su fonti rigorosamente attendibili inclusi archivi desecretati, getta nuova luce sugli interessi dietro allo stallo pluridecennale dell'Italia le cui implicazioni si estendono inevitabilmente alla Questione Maschile. Un video sa guardare per intero:

Pagine: [1] 2 3 ... 10