Un esempio: come ha scritto Armando il pensiero della differenza sessuale dialoga molto con Maschile Plurale. Non ne accoglie tutte le istanze, ma è in relazione con questa associazione. Tuttavia le donne che conosco io non apprezzano Maschile Plurale e infatti, generalmente, mi hanno sconsigliato di affidarmi a loro (non di conoscerli, ma di affidarmi a loro). Serve una specificazione: loro pensano, come penso io del resto, che sarebbe bene e meglio se io avessi relazioni con maschi. Perché non basta avere relazioni con donne femministe. Loro stesse sostengono insomma che il punto per il maschio non stia tanto nell'avere relazioni con donne femministe, ma che al contrario sia l'avere relazioni autonome con maschi. Qual'è il problema con Maschile Plurale? Forse vi sembrerà strano, ma è una critica molto simile alla vostra: gli uomini di maschile plurale difficilmente riescono a uscire dalla passione triste del sentire il loro essere maschi come una colpa da espiare. Invece i maschi, dicono queste femministe, dovrebbero riscoprire, reinventare la maschilità come dimensione positiva loro propria. Non dovrebbero vergognarsi del loro essere maschi, ma dovrebbero fare i conti con la crisi del simbolico maschile per come esso si è dato almeno fino alla seconda metà del Novecento. Punto complesso, da tornarci!
Direi che c'è tantissima roba, cominciamo da qui!
Questo per le femministe della differenza significava fare un simbolico femminile, istituire un ordine simbolico diverso da quello pubblico, da quello universalmente riconosciuto e che per loro era un simbolico maschile. In ogni caso il simbolico femminile non era inteso come qualcosa che sarebbe dovuto andare a sostituire il simbolico maschile, magari assaltando i palazzi d'inverno del potere maschile. Il simbolico femminile doveva più semplicemente trovare spazi suoi autonomi dove coltivarsi e dare a sua volta spazio a donne per esprimere la loro propria differenza. Piuttosto che di una lotta tra ordini simbolici si sarebbe trattato di una eventuale commistione, perché magari alcune donne nel loro contesto di lavoro avrebbero cercato di far valere l'ordine simbolico in cui si riconoscevano, chessò operando in un certo modo piuttosto che in un altro...
Poiché questo è uno scarto rispetto al vecchio femminismo - e le giovani femministe stanno facendo grandi passi per marcare lo scarto rispetto al vecchio femminismo, perché sentono sempre di più che la posta in gioco per loro non riguarda più solo le donne, ma entrambi i sessi e la loro convivenzachi sarebbero costoro? Dove si possono leggere?
le donne si accorsero - parliamo di una società che non è più la nostra - che la maggior parte delle loro relazioni erano schermate da giudizi di maschi (padri, fratelli, mariti, capi e datori di lavoro ecc...) i quali buoni o cattivi che fossero valutavano il valore delle donne a partire da parametri non posti da donne - per usare Nietzsche: da valori non posti da loro stesse.
Si rendevano quindi necessarie relazioni tra donne che permettessero una reciproca valorizzazione, un confronto che desse fiducia e autorevolezza tra donne, sulla base di valori pensati e sostenuti da donne.
Questo per le femministe della differenza significava fare un simbolico femminile, istituire un ordine simbolico diverso da quello pubblico, da quello universalmente riconosciuto e che per loro era un simbolico maschile. In ogni caso il simbolico femminile non era inteso come qualcosa che sarebbe dovuto andare a sostituire il simbolico maschile, magari assaltando i palazzi d'inverno del potere maschile. Il simbolico femminile doveva più semplicemente trovare spazi suoi autonomi dove coltivarsi e dare a sua volta spazio a donne per esprimere la loro propria differenza. Piuttosto che di una lotta tra ordini simbolici si sarebbe trattato di una eventuale commistione, perché magari alcune donne nel loro contesto di lavoro avrebbero cercato di far valere l'ordine simbolico in cui si riconoscevano, chessò operando in un certo modo piuttosto che in un altro...
x Beta: non ho capito la questione! me la puoi riporre?
Invece i maschi, dicono queste femministe, dovrebbero riscoprire, reinventare la maschilità come dimensione positiva loro propria. Non dovrebbero vergognarsi del loro essere maschi, ma dovrebbero fare i conti con la crisi del simbolico maschile per come esso si è dato almeno fino alla seconda metà del Novecento
ok adesso più chiaro: non avevo colto lo scontro generazionale che avevi evidenziato. Colpa mia che ho letto di fretta.
Per la situazione di comodo io mi riferivo chiaramente alla parte che continua ad appoggiare Maschileplurale.
Cercherò di trovare qualche scritto di questa Federica Giardini o scritti delle associazioni che indichi per capire meglio.