Forum sulla Questione Maschile

Dialoghi => L'Angolo degli Utenti => Poesie e Canzoni => Topic aperto da: Salar de Uyuni - Luglio 14, 2016, 13:23:56 pm

Titolo: Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Luglio 14, 2016, 13:23:56 pm
http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/07/capire-la-crisi-alla-luce-di-marx-e-non.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/07/capire-la-crisi-alla-luce-di-marx-e-non.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Agosto 29, 2016, 01:05:43 am

Si impietoso e implacabile come il tempo
come lui non indugiare sulla bellezza più di un'istante
lascia sfiorire la bellezza della rosa
non permettere ai ciliegi di mostrarsi in tutta la loro fugace maestà colorata
per più di pochi fugaci giorni di primavera
e non permettere ai colori dell'autunno
di rapirti per più di un fuggevole ottobre
si come il vento gelido e spoglia gli alberi dei loro colori incantevoli
senza alcuna pietà
non soffermarti sulla bellezza per più di un'istante
o ti rapirà nelle segrete del castello inespugnabile del passato
e non potrai più uscire e sarai tormentato in eterno
i tuoi occhi mi sono rimasti impressi per sempre
e non trovo via d'uscita dalla tua bellezza.

http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/08/cosi-parlo-cronos-il-tempo.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/08/cosi-parlo-cronos-il-tempo.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Agosto 29, 2016, 01:30:57 am
Goethe diceva che è segno di salute l'incanto per la natura che si rinnova a ogni primavera.
Lo stile di vita degli uomini oggi è così antiumano che hanno una paura metafisica di essere risvegliati "dall'aprile crudele" (dalla Terra Desolata di T. S. Eliot):

Aprile è il mese più crudele, generando
Lillà dalla terra morta, mischiando
Memoria e desiderio, eccitando
Spente radici con pioggia di primavera.
L'inverno ci tenne caldi, coprendo
La terra di neve smemorata, nutrendo
Una piccola vita con tuberi secchi.

Oggi il Tempo (il mito del progresso, della 'direzione della Storia' ecc.) è sul punto di mutarsi di nuovo in Spazio: la nostra società somiglierà sempre più alle culture atemporali dell'Egitto o di Bisanzio, in cui non c'è 'progresso' ma tutte le epoche sono presenti contemporaneamente nella sensibilità collettiva.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Agosto 30, 2016, 10:41:54 am
http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/08/tutto-puoi-dire-tranne-che-hitler-non.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/08/tutto-puoi-dire-tranne-che-hitler-non.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Settembre 29, 2016, 13:42:03 pm
http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/09/cthulu-rises-in-turin-arte-contemporanea.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/09/cthulu-rises-in-turin-arte-contemporanea.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Settembre 29, 2016, 18:26:26 pm
Cari amici virtuali,oggi farò un post specifico per innalzare un inno alla mia città Torino,nonchè alla flora e alla fauna che la abita...
Da quando ho visto la cavallerizza,il Santa Giulia mi pare il giardino dell'eden...
Altrochè virus Zyca,nei bagni della cavallerizza ho assistito a fenomeni paranormali,tipo la levitazione dello stronzo una volta che l'hai cagato,tu tiri l'acqua e ''sim salabin'' lo stronzo anzichè sparire nel vortice si alza a mezz'aria e ti guarda.
Poi ti fa domande filosofiche e ti spiega la verità sugli elohim,io per fuggire dal cesso mi arrampico sulle pareti in stile ninjia per evitare le merde disseminate per terra da qualche culo colto da crisi di iperproduttività(con la globalizzazione bisogna stare al passo della merda prodotta dai 40 milioni abitanti di Shangai,vuoi mettere?),però inavvertitamente metto la mano su un assorbente appiccicato sulle pareti come un'installazione da un'artista di un collettivo femminista e ORRORE temo la contaminazione con l'hiv.

Ma anche l'Hiv alla cavallerizza è mutato ed ha un quoziente intellettivo stupefacente:quoziente che ha assorbito dai cervelli degli abitanti del luogo che infatti sono diventati completamente dementi,e mi chiede...

sei anche tu un artista come noi?

Io rispondo di no,che sono capitato lì per caso,e che mi lasci in pace se no chiamo lo zyklon B e lo faccio buttare a pioggia sulla cavallerizza.
Ma lui insiste e mi dice,prova a farmi un disegno...
Con cosa?gli chiedo,io non ho una biro... tento di evadere
Ma lui mi risponde:
Ma con la merda,ovvio,metti un dito nella merda e traccia qualcosa o ti contamino.

Io sono minacciato dal tossico per eccellenza,l'hiv in persona,che fa le terme nelle vene dei tossici e posso dirgli di no,secondo voi?

Allora metto il dito in uno stronzo che mi sembra di cane,quindi dall'alimentazione,penso io,sarà più sano degli altri che sono prodotti da gente turlupinata dagli arabi e dai sudamericani che gli vendono paglia secca al posto del moffo,
ma loro se non sanno distinguere tra uno stronzo e un'opera d'arte vuoi che distinguano la paglia dalla ganja?

Ed infatti non sanno che le loro pupille sono dilatate e sono in trip perenne solo per merito dei sughi con cui cenano,che risalgono alle proteste del 2001 di Genova,che si liquefano solo in commemorazione della morte di Carlo Giuliani tipo il sangue di San Gennaro,e sono pieni di botulino e hanno una pressione interna di 8 atmosfere,che quando li apri creano un onda sismica che produce un terremoto ad Amatrice...
ma loro sono pure vegani coglioni che dicono che il terremoto è stato causato dal karma del sugo all'amatriciana perchè contiene carne.

Ma torniamo all'hiv:

Metto il dito nello stronzo,tento di disegnare qualcosa e ovviamente,sia per mia incapacità,sia per i mezzi tecnici elargitemi dal comune tramite l'assessore alla cultura della nuova giunta,che appunto è l'hiv,viene fuori nel pieno senso del termine una vera merda.

Dico:adesso mi lascerà in pace...

Invece lui diventa entusiasta e vuole diventare il mio pigmerdalione,e mi dice trionfante:sei un artista,perchè l'artista e l'opera d'arte vivente che è il concetto basilare dell'arte contemporanea,tu fai schifo qunidi sei pronto per il MOMA,sei un gallerista nato,non sei come tutti gli altri,devi aver cagato diverse volte immerso nella natura.

Io non so più cosa rispondere:è vero la mia vita è una merda,io quando corro tra i boschi per allenamento nel buio nelle serate di Novembre e mi allontano di 40 km da cosa e mi viene ... che posso fare, farne altri 40 magari battendo il record del mondo spinto dall'impellenza dello stimolo?

A quel punto tiro fuori un accendino e gli dico:tu sei termolabile!glielo punto addosso,lo minaccio.

Ma lui mi fa vedere una collezione di preservativi che ha raccolto lungo la riviera romagnola,e mi dice:
ho trascorso qui la mia scorsa estate,ora quest'opera è in trattativa presso un gallerista frocio di San Francisco,si chiama sole mare e tanto amore in omaggio a Rino Gaetano,sono venti milioni di euro per ogni grammo di sperm essiccato...
Non temo la tintarella come vedi..
Sono giovane bello e abbronzato come quelli che mi hanno portato a San Francisco dalla Costa d'Avorio.

Basta!cedo...cosa vuoi?

Dovrai unirti agli altri negri cinesi sudamericani palestinesi in un orgia blasfema da cui nascerà una nuova razza bastarda.
Allora a quel punto mi sovviene un pensiero,penso a Malone il detective del degrado del melting pot del New Jersey creato da Lovecraft e allora mi sovviene un'illuminazione:

Incomincio a recitare un incantesimo:

Ygna ygna hah!
Ctulu ctulu r'lye!

A quel punto le pareti dei cessi della cavallerizza incominciano a tremare e vibrare
e la loro vibrazione diventa una voce che non è umana:

Father!Yog Sothot,Appendin,Pier Fassin Carl de Benedett,Carl Crac

E di colpo il cielo si fa più scuro,le le insegne giganti Lavazza sulla Falchera cominciano ad illuminarsi  a intermittenza in ritmo con la cantilena disumana,un fulmine colpisce la mole.
E i cessi incominciano a funzionare,ma il loro vortice non segue più le leggi del nostro cosmo e girano come nell'emisfero australe,tutti gli stronzi e gli assorbenti vengono inghiottiti dal vortice e l'hiv viene colto da convulsioni,incomincia a mostrare la sua natura mutante e prima è Berlusconi,poi Veltroni,poi Renzi,poi Obama infine Ray Charles e quando diventa Idris di quelli che il calcio lancia un grido disumano viene sopraffatto dal vortice e scompare nel nulla.

I negri vengono inghiottiti dalla terra e rimpatriati in Africa direttamente nelle bare,e la Bossi-Fini rientra in vigore per 10 secondi mentre le leggi del cosmo sono sospese...
E io fuggo urlando:

NON SONO UN ARTISTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Ottobre 09, 2016, 15:22:05 pm
http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/10/la-casta-e-ovunque-tranne-che-in.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/10/la-casta-e-ovunque-tranne-che-in.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Ottobre 28, 2016, 17:23:01 pm
http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/10/alcool.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/10/alcool.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Ottobre 28, 2016, 18:05:25 pm
Molto bella. Per me l'Alcool più inebriante è quello di Apollinaire. Secondo te Salar, qual è l'amore del poeta e cosa rappresenta il fiume?

Sotto il ponte Mirabeau scorre la Senna
E i nostri amori
Me lo devo ricordare
La gioia veniva sempre dopo il dolore

Venga la notte suoni l’ora
I giorni se ne vanno io rimango

Le mani nelle mani faccia a faccia restiamo
Mentre sotto
Il ponte delle nostre braccia passa
L’onda stanca degli eterni sguardi

Venga la notte suoni l’ora
I giorni se ne vanno io rimango
L’amore se ne va come
L’amore se ne va
Com’è lenta la vita
E come la Speranza è violenta
quest’acqua corrente

Venga la notte suoni l’ora
I giorni se ne vanno io rimango
Passano i giorni e passano le settimane
Né il tempo passato
Né gli amori ritornano
Sotto il ponte Mirabeau scorre la Senna
Venga la notte suoni l’ora
I giorni se ne vanno io rimango
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Ottobre 28, 2016, 20:35:38 pm
Cosa rappresenti l'amore penso che non sia allegorico,ma si riferisca all'amore stesso,il fiume rappresenta la vita e il mondo che va avanti mentre noi crediamo che si fermi per le nostre tragedie e per le ''novità''.
Questo me lo suggerisce un antico proverbio cinese:''e l'acqua continua a scorrere sotto i ponti''
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Ottobre 28, 2016, 20:50:31 pm
http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/10/paura-di-morirein-stile-zen.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/10/paura-di-morirein-stile-zen.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Ottobre 28, 2016, 20:54:47 pm
http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/10/la-luna-di-primavera.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/10/la-luna-di-primavera.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: bhishma - Ottobre 28, 2016, 22:18:57 pm
non mi pare molto zen
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Ottobre 28, 2016, 22:33:38 pm
L'umanità ha un rapporto narcisistico con le sue tecnologie, si veda Amusing ourselves to death di Christopher Lasch.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Ottobre 28, 2016, 22:52:42 pm
Il fiume è un simbolo di moltitudine, rappresenta la coscienza e la tradizione degli uomini racchiuse nel linguaggio (l'"amore" del poeta), che è una sorta di deposito dell'esperienza collettiva della comunità che lo adopera.
Anche Eliot nei Quattro Quartetti utilizza l'immagine del ponte e del fiume:

Non so molto degli dei; ma penso che il fiume sia un forte dio bruno – scontroso, indomito e intrattabile

Il ruolo del poeta è di raccogliere la sfida posta dal 'fiume' (la lingua) costruendo 'ponti' culturali per 'purificare il dialetto della tribù':

[Quattro Quartetti:]
Una volta risolto il problema, il dio bruno è quasi dimenticato
Da coloro che abitano nelle città – sempre, comunque, implacabile…

Qui Eliot rileva che la cultura industriale-alfabetica (le città) tende a cancellare la tradizione orale, ma qualcosa resta sempre e dà origine al folclore popolare (es. musica rock o, all'epoca di Eliot, jazz e ragtime)

Anche Elias Canetti in Massa e potere considera il fiume un simbolo di moltitudine (collettività), e in Finnegans Wake Joyce l'associa alla storia (esperienza collettiva) dell'umanità:

Riverrun [River Run], past Eve and Adam's [la storia dell'umanità; Eva viene citata prima di Adamo per indicare che viviamo in una società rovesciata, matriarcale], from swerve of shore to bend of bay, brings us by a commodius vicus [i ricorsi vichiani della storia; Joyce cercò di destare l'umanità dalla sua trance, onde liberarla da queste inconsapevoli ricorrenze] of recirculation back to Howth Castle and Environs [=H.C.E. Here Comes Everybody]

Sotto il ponte Mirabeau scorre la Senna
E i nostri amori [le sfide poste al poeta dal linguaggio e dall'esperienza collettiva che registra]
Me lo devo ricordare
La gioia veniva sempre dopo il dolore [la gioia dopo la fatica artistica]

Venga la notte suoni l’ora
I giorni [la storia, l'esperienza umana] se ne vanno io rimango [il "fiume" è mutevole, la poesia, il 'ponte' costruito dal poeta resta, è perenne]

Le mani nelle mani faccia a faccia restiamo
Mentre sotto
Il ponte delle nostre braccia passa
L’onda stanca degli eterni sguardi [altra immagine di moltitudine, l'eterno fluire della storia]

Venga la notte suoni l’ora
I giorni se ne vanno io rimango
L’amore se ne va come
L’amore se ne va
Com’è lenta la vita
E come la Speranza è violenta [bellissimo verso: il fiume, la vita ordinaria, è lenta e monotona, la "speranza", cioè la consapevolezza ridestata dal poeta, è una rivelazione, un'"epifania" come la chiamava Joyce]
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Ottobre 28, 2016, 23:08:57 pm
Citazione
con la tue luce d'argento
e il candido mondo ai tuoi piedi
Ricorda D'Annunzio:

O falce di luna calante
che brilli su l’acque deserte,
o falce d’argento, qual mèsse di sogni
ondeggia al tuo mite chiarore qua giù!
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Ottobre 29, 2016, 04:55:44 am
Interessante
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Ottobre 29, 2016, 05:26:05 am
Citazione
non mi pare molto zen

ne avevo fatta un'altra intitolata allo stesso modo (paura di morire)

http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/09/paura-di-morire.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/09/paura-di-morire.html)

Questa l'ho chiamata zen perchè richiamava il concetto di anatman (non-esistenza del sè) caro al buddhismo,era una specie di koan

l'anima si specchia nel pozzo dell'eternità e non vede nulla perchè vede l'enormità del tempo passato prima che fosse e di quello futuro che sarà dopo la sua morte e si domanda davvero io esisto?

voleva essere pressapoco questo il significato,poi in effetti il linguaggio poetico è volutamente criptico,perchè evoca immagini più che concetti

Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Ottobre 29, 2016, 05:42:14 am
Bisogna sempre distinguere l'uomo dall'artista,D'Annunzio è discutibile come uomo ma non come poeta e scrittore,questo per contraddire quei babbei che adesso vanno cianciando dicendo che l'artista è un'opera d'arte vivente,spesso gli artisti sono persone che hanno vite e comportamenti del cazzo e tendono a compensare questo vuoto con la creatività,uno su tutti il mio amato Lovecraft che appena poteva fuggiva nel mondo fantastico dei suoi sogni per rifarsi di una vita fatta di povertà e di ordinario tedio (si era nei tempi della grande depressione).
Le opere non ci dicono quello che l'artista è,ma quello che l'artista non è.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Ottobre 29, 2016, 09:12:58 am
Concordo. Inoltre, non ha senso applicare categorie morali al processo artistico, che può essere solo veicolo di percezione o errore.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: bhishma - Ottobre 29, 2016, 09:13:25 am
ne avevo fatta un'altra intitolata allo stesso modo (paura di morire)

http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/09/paura-di-morire.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/09/paura-di-morire.html)

Questa l'ho chiamata zen perchè richiamava il concetto di anatman (non-esistenza del sè) caro al buddhismo,era una specie di koan

l'anima si specchia nel pozzo dell'eternità e non vede nulla perchè vede l'enormità del tempo passato prima che fosse e di quello futuro che sarà dopo la sua morte e si domanda davvero io esisto?

voleva essere pressapoco questo il significato,poi in effetti il linguaggio poetico è volutamente criptico,perchè evoca immagini più che concetti

no dicevo esattamente il contrario.
mi pare troppo in prosa per essere un koan zen.

vedi se riesci a procurarti questo libro:
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__poesie-zen-aa-vv-libro.php?pn=2631&gclid=Cj0KEQjwkdHABRCHiZ2gs6yGh50BEiQAA91WloqnVcwm94-vInPk7P0jFLp51CPxTcPUlI2sEEIDe84aAuvA8P8HAQ
ne puoi trovare molte e noterai come scrivevano
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Ottobre 29, 2016, 09:25:22 am
La letteratura è una delle massime espressioni del genio degli uomini e una straordinaria fonte di consapevolezza maschile. E' alla base di tutta la cultura mediatica e audiovisiva, specialmente il cinema (il più infimo dei registi/sceneggiatori ha una conoscenza della letteratura che neppure immaginiamo).
La sua conoscenza in ambito maschile andrebbe maggiormente diffusa: rende conscienti delle dinamiche della propria epoca, dà intelligibilità al mondo ponendo lo spirito nell'occhio calmo del ciclone culturale (v. manifesto del Vorticismo di Pound), conferendo all'uomo una virile consapevolezza, calma e sicurezza, immune dallo spirito del tempo (media, storia ecc.)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Ottobre 29, 2016, 10:18:21 am
Ti ringrazio per la segnalazione
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Novembre 01, 2016, 04:08:16 am
http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/10/la-nostra-epoca.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/10/la-nostra-epoca.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Novembre 02, 2016, 08:27:54 am
La nostra epoca
Psicofarmaci
deserti chimici
su cui non piove più un'emozione
da anni
carcasse di animali morti
rossi sanguinanti
dentro celle frigorifere
sotto bianchi e algidi
tubi al neon
spazi virtuali
cavi nella nostra carne
chip nei cervelli
tv led negli occhi
cuffie nelle orecchie
stupidità di un cane
amore per il cane
amore della propria stupidità
vite non vissute
senza profumi
senza odori
senz'anima
Unico odore
quello di benzina
autostrade di notte
pompe di benzina automatiche
luci di fari intrappolate
si spostano senza posa
in quella ragnatela d'asfalto
che è diventata la città
nuovi grattacieli fosforescenti
si innalzano
sotto gli occhi di una luna sgomenta
città senza cielo
fantasmi rimasti intrappolati
in circuiti
profili facebook di morti
rimangono sulla rete
cronache dell'akasha
del nuovo mondo virtuale
quei pochi che escono di casa
viaggiano nelle periferie di hong kong
per trovare ketamina
a basso prezzo
per entrare nel tunnel
e vedere la luce
le nostre anime
fototropiche come falene
sbattono contro la luce al neon
della luce artificiale
di un dio chimico
e si dibattono istupiditi
credendo di aver realizzato l'assoluto.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Novembre 02, 2016, 08:47:55 am
https://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/11/dresden.html (https://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/11/dresden.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Novembre 02, 2016, 16:44:59 pm
http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/11/seneca-o-della-volutta-della-morte.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/11/seneca-o-della-volutta-della-morte.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Novembre 02, 2016, 21:16:37 pm
Citazione
amore della propria stupidità
vite non vissute
senza profumi
senza odori
senz'anima
:clapping:
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Novembre 06, 2016, 09:07:22 am
http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/11/ponzio-pilatoquid-est-veritas-o-del.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/11/ponzio-pilatoquid-est-veritas-o-del.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Novembre 08, 2016, 08:06:01 am
http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/11/la-luna-dautunno.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/11/la-luna-dautunno.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Novembre 08, 2016, 22:07:42 pm
Trovi noiosi gli speciali sul referendum tra il gallettovallespluga renzi e il professore emerito incartapecorito Gustavo Zagrebelski e non sai se votare si o no,o forse?
Non perdere tempo prezioso che puoi utilizzare meglio su youporne e chiarisci i tuoi dilemmi elettorali in modo infallibile e rapido:

http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/11/il-barometro-elettorale-infallibile.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/11/il-barometro-elettorale-infallibile.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Novembre 08, 2016, 23:06:08 pm
Ottimo, altro che tribune elettorali.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Novembre 09, 2016, 08:16:18 am
Brindiamo le borse crollano
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Fazer - Novembre 09, 2016, 08:20:59 am
Brindiamo le borse crollano

Oh yes, Salar  :ok:
Il crollo delle borse è la prova del fatto che qualcuno comincia a preoccuparsi.  ^_^
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Sardus_Pater - Novembre 09, 2016, 12:06:42 pm
Ora, a dicembre, tocca a NOi :lol: .
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Novembre 09, 2016, 12:40:03 pm
Il no al referendum è il Trump italiano
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Novembre 09, 2016, 12:40:38 pm
trumpisti d'Italia uniamoci per votare no
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Novembre 09, 2016, 15:08:32 pm
trumpisti d'Italia uniamoci per votare no
:drinks: :italia2:
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Novembre 10, 2016, 00:46:12 am
http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/11/vergine-maria.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/11/vergine-maria.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Alberto1986 - Novembre 10, 2016, 00:59:51 am
Scusa Salar, ma......che senso ha questo topic? Non è che ti stai impiludendo no?  :hmm: :lol:
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Novembre 10, 2016, 01:15:00 am
Da un bel pezzo
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Novembre 10, 2016, 01:53:30 am
http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/11/antartide.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/11/antartide.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Sardus_Pater - Novembre 10, 2016, 23:13:47 pm
Brindiamo le borse crollano

Le borse non sono crollate :dry: .
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Sardus_Pater - Novembre 10, 2016, 23:19:26 pm
Apriamo un thread intitolato: "le poesie di Salar", uno spazio personale come quello dedicato al Piludu (che ha un'intera sezione) :w00t: .
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Novembre 11, 2016, 00:23:40 am
Già che siamo in agomento, forse Salar conosce questa poesia:

Once upon a midnight dreary, while I pondered, weak and weary,
Over many a quaint and curious volume of forgotten lore—
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Novembre 11, 2016, 07:40:31 am
http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/11/il-referendum-e-un-test-sulla.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/11/il-referendum-e-un-test-sulla.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Novembre 11, 2016, 10:46:36 am
Mi cogli in fallo per piacere citami poesia e traduzione
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Novembre 11, 2016, 11:42:04 am
Egar Allan Poe, Il Corvo:

Una volta in una fosca mezzanotte, mentre io meditavo, debole e stanco,
sopra alcuni bizzarri e strani volumi d'una sapienza* dimenticata;

* meglio tradotto con 1 (knowledge) tradizione f. (culturale); (transmitted orally) tradizione f. orale.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Novembre 11, 2016, 11:44:54 am
Già :hmm:
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: ilmarmocchio - Novembre 11, 2016, 15:19:26 pm
il NO è ancor più obbligatorio :D
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Novembre 11, 2016, 18:39:10 pm
Ti ringrazio Vicus, io non leggo mai i testi in inglese in ligua originale
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Novembre 12, 2016, 18:04:04 pm
http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/11/buio.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/11/buio.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Novembre 12, 2016, 20:01:02 pm
Qual è la spiaggia sul fondo?
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Novembre 13, 2016, 21:21:32 pm
Il tempo
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Novembre 13, 2016, 21:22:53 pm
http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/11/lultima-divisione-berlino.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/11/lultima-divisione-berlino.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Novembre 13, 2016, 21:52:20 pm
http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/11/biomeccanoidi.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/11/biomeccanoidi.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Novembre 14, 2016, 00:32:54 am
Il tempo
Intendo che località è (se non è una domanda personale)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Novembre 14, 2016, 00:50:50 am
Bella poesia sulla realtà (al di là delle favole) del transumanesimo.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Novembre 14, 2016, 09:19:05 am
Davvero non c'è n'è una che mi abbia ispirato,se non l'Egitto appunto che però non ho mai visitato....
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Novembre 14, 2016, 09:37:16 am
Anche l'Occhio dell'Alba (Mata Hari) non era male:

(https://pbs.twimg.com/profile_images/3402725306/69c3047a030ec8f7ed7ca6372ab65969_400x400.jpeg)
© 1914 Piludu & Associated
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Novembre 14, 2016, 13:17:55 pm
Grazie ora ho raggiunto il mio idolo piluddu,ma molto rimane ancora da fare
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Novembre 14, 2016, 13:41:45 pm
http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/11/biomeccanoidi-2.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/11/biomeccanoidi-2.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Novembre 14, 2016, 14:16:46 pm
è tempo di essere biomeccanoidi
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Red- - Novembre 14, 2016, 14:19:50 pm
Grazie ora ho raggiunto il mio idolo piluddu,ma molto rimane ancora da fare
Si, Piludu è inarrivabile
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Alberto1986 - Novembre 14, 2016, 16:09:33 pm
Grazie ora ho raggiunto il mio idolo piluddu,ma molto rimane ancora da fare

Speriamo di non arrivare al punto di doverti confinarti in una sezione tutta tua...   :lol: :P
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Novembre 14, 2016, 17:19:58 pm
Io veramente SPERAVO quello ma temo di dovermi accontentare non ho il livello fi Fabrizio,per il momento of course
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Novembre 14, 2016, 21:23:13 pm
Zerstoren
furor germanicus
lontano dagli antichi dei dei nostri padri
fra il puro gelo azzurro dello steppe siamo rimasti intrappolati
qui non ci sono foreste in cui Freja e Odino
possano vivere
nè quercie o pini in cui il loro canto nel vento
possa stormire rivelandosi
in forma di puro terrore al nemico
qui siamo soli in mezzo alla steppa
mentre il burjan soffia lento e implacabile
dalle steppe dell'Asia
abbiamo sottovalutatato il potere dei loro sciamani
tutto ciò che conquistiamo
è freddo ghiacxcio e città bruciate
la bussola nel grande mare di terra
più non ci aiuta
disorientati fra i dispacci del furher
le urla della fame
e gli ordini dei nostri generali
viaggiamo senza una meta
uccidendo e stuprando
come vendetta
della nostra stessa follia e impotenza
schiacciati
della grande macchina senza posa
interminabili file di carri armati
katiuscie sparate a iosa
illuminano il cielo a giorno
mentre le strade bruciano
i bambini si rifugiano nei tombini
potenza di un apparato bellico senza limiti
hai schiacciato sotto il freddo piede asiatico
la bestia furente che credeva di intimorire il mondo
urlando negli stradi grida all'unisono
il loro eco si è disperso nel silenzio immenso della steppa.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Novembre 18, 2016, 06:01:13 am
http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/11/il-tuo-cuore-in-una-notte-di-novembre.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/11/il-tuo-cuore-in-una-notte-di-novembre.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Novembre 19, 2016, 14:36:54 pm
http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/11/dolore.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/11/dolore.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Novembre 23, 2016, 13:17:37 pm
http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/11/perche-votero-no.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/11/perche-votero-no.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Novembre 23, 2016, 13:27:03 pm
Non fa una piega.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Novembre 27, 2016, 09:08:42 am
http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/11/black-friday-hai-preso-possesso-della.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/11/black-friday-hai-preso-possesso-della.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Novembre 29, 2016, 22:11:08 pm
http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/11/torino-citta-marcialapo-e-il-nostro.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/11/torino-citta-marcialapo-e-il-nostro.html)

E si stupiscono che Lapo fa certe cose,ma a me sembra solo uno dei migliori ambasciatori di che cos'è la torinesità in Italia e all'estero.
Esperienze vere di degrado e di lurido animalismo radical-shit.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Novembre 29, 2016, 22:11:55 pm
......Il negro mi dice:''ho fondato una banda afro popolare che ingloba tutte le culture del mondo io suono lo jambè,un mio amico suona la tarantella''
Io provo a sfottere perchè non ne posso più di cazzate,e gli dico ''eh si magari c'è pure qualcuno che suona la cornamusa'' e lui :''Si bravo come hai fatto a saperlo?''
Attimi di surrealtà mi chiedo se tutto questo è reale o solo un sogno beffardo.
E' difficile che mi crediate ma è andata esattamente così,lo so devo portarmi in giro una telecamera e filmare tutto questo se no la gente continua a nascondersi dietro a un dito e a dire ma no te lo sei inventato,torino non è tutta così,eppure io vedo solo ricchi radical-shit animalisti e poveri pazzi,nonchè negri che millantano,e tutti quanti ad ascoltarli come se parlasse il Profeta,e tossici di tutte le classi sociali perchè la droga è l'ultimo collante che tiene unita questa città divisa in caste,e gli spaccini forse gli ultimi rappresentanti della classe media che fa da ponte i poveri pazzi e i ricchi animalisti radical-chic che tirano di brutto pure loro...
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Novembre 29, 2016, 22:14:16 pm
Ti credo, eccome! :lol: Turin, Turin... :doh:
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Jason - Novembre 30, 2016, 00:06:36 am
Mi spiace, Torino è bellissima e non merita questo .

Non so quanto possa essere collegato ma sembra che Torino sia una città con una setta satanica piuttosto potente , si pensa sia uno dei vertici del "triangolo della magia" insieme a Torino e Lione .
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Sardus_Pater - Novembre 30, 2016, 11:11:25 am
Non so quanto possa essere collegato ma sembra che Torino sia una città con una setta satanica piuttosto potente , si pensa sia uno dei vertici del "triangolo della magia" insieme a Torino e Lione .

Secondo me sono fole.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: fabriziopiludu - Novembre 30, 2016, 11:51:10 am

 
Mi spiace, Torino è bellissima e non merita questo .

Non so quanto possa essere collegato ma sembra che Torino sia una città con una setta satanica piuttosto potente , si pensa sia uno dei vertici del "triangolo della magia" insieme a Torino e Lione .

 Bellissima? Per quanto abbia letto,
 e quanto abbia visto - impressionante il Numero di Edifici abbandonati.
 Torino rischia - molto seriamente - di fare la Fine di Detroit.
 Pieno-pieno, e immenso, rimane l'Albergo dei Poveri.
 E Torino non ha messo in giuusta evidenza i Compositori Locali.
 Piludu, invece, ha sempre Consigliato di Ascoltare la Musica di Ignazio Celoniat.
 
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Novembre 30, 2016, 23:23:12 pm
Mi viene in mente il film di Clint Eastwood ''Gran Torino'' non vorrei che quel titolo non fosse casuale
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Sardus_Pater - Dicembre 01, 2016, 10:01:10 am
Mi viene in mente il film di Clint Eastwood ''Gran Torino'' non vorrei che quel titolo non fosse casuale

Parlava d'altro.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Dicembre 01, 2016, 18:37:25 pm
Torino è diventata una fusione tra Goa e Detroit più che con Lione e Praga penso abbia che componga il triangolo del degrado contemporaneo formato da Goa,Detroit e Torino.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Dicembre 01, 2016, 20:04:05 pm
http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/12/comitato-popolarein-difesa-di.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/12/comitato-popolarein-difesa-di.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Dicembre 11, 2016, 16:32:51 pm
http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/12/pittori-russi.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/12/pittori-russi.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Dicembre 16, 2016, 20:05:28 pm
Ho deciso di fare un componimento sullo scandalo pizza-party creando un grande east-coast Clinton beat


http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/12/pizza-party-dance.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2016/12/pizza-party-dance.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Dicembre 21, 2016, 09:12:54 am
Mangia prega ama 2.0

Cari pompinari del web,avete sempre sognato vedere la bocca di Giulia Roberts a 32 denti accogliere del seme di Marte deposto alla giusta maniera?
Fluoro sta per accontentarvi.
Fateci caso più sono ricchi più hanno ''idee imprenditoriali del cazzo'' tipo le carrozzine per disabili di Lapo...
Ecco ragazzi volevo informarvi di una cosa ho 250 milioni di dollari e intendo utilizzarli contro di voi.
Non sono un malthusiano io voglio che vi riproduciate perchè il parto è una cosa bellissima e le femministe hanno stabilito che tutti gli uomini devono stare vicino alle loro mogli per capire a cosa serve davvero la figa e rimanerne giustamente disgustati e imparare il bon ton della perversione tipo lo shibari o il colare cera calda sul corpo della vostra partner e altre cose che risparmieranno al mondo la presenza dei vostri geni.

Sapete ho 250 milioni di euro da buttare e non voglio creare una navetta per andare nello spazio o l'auto elettrica (io amo il diesel così musicale) voglio utilizzarli contro di voi per risvegliarvi dal sonno della globalizzazione.

Purtroppo l'occidente crede di essere il mondo e inutilmente simpatici musulmani si fanno esplodere cercando di far capire che forse il mondo è una cosa più grossa della globalizzazione e dell'occidente che si autoelegge ''mondo''.

Io voglio farvi assaporare le viscere del mondo creando un nuovo cult copiando dai favolosi anni 70 quando ancora l'Italia creava pellicole decenti come Cannibal Holocaust.
La tecnica è la stessa,falli incazzare,fatti censurare,creare catene di proteste di modo che non hai bisogno di pubblicità però Giulia Roberts quella è imprescindibile per la riuscita del film,in ogni caso farai il pieno di incassi fra i segaioli giapponesi affamati di trucidità veteromediterranea dopo 16 ore di lavoro.

Sintesi di Mangia prega ama:latrina dei luoghi comuni:una milf insoddisfatta di succhiare i cazzi del suo insegnante di golf decide di partire per trovare esattamente quello che si aspetta di trovare,una sorta di lonely planet di camerieri pronti a servirla e a riverirla dandole l'impressione dell'esotico ma facendola stare nel recinto dell'occidente.

Il mio film si basa sul concetto di farla uscire da questo perimetro per respirare la vera aria di mondo per ritrasformarla da milf insoddisfatta che legge osho e succhia i cazzi del giardiniere a vera Donna con D maiuscola.

Nel primo capitolo Giulia Roberts riscopriva il piacere del cibo attraverso una pizzetta napoletana,e la mangiava con un'espressione orgasmica (le milf fingono orgasmi anche quando mangiano pizze).

Nella versione 2.0. la accompagnerò alla fiera del cane di Yulin in Cina e qui partiranno i primi 80 milioni di dollari in cui la milf mangerà cane arrosto,macellato sul posto estratto da una gabbietta di 80 cm x 20 insieme ad altri cento e ammazzati a bastonate da una serie di cinesi paciosi.
A quel punto Giulia Roberts dovrà fare il sorriso di compiacimento a 32 denti e assaporare con piacere orgasmico un cocker al forno.
A quel punto inquadrano me altrettanto compiaciuto di quel che sta accadendo.

Nella seconda parte la solita storia strappa minchieorientali della spiritualità,ovviamente dove la riscoprirà?
Avete dubbi?
In India.
Quell'India che invano i conquistatori Moghul hanno cercato di civilizzare conferendole ordine sradicando quei templi schifosi disordinati pieni di divinità polimorfe che offendono l'Unico e costruendo con quei materiali monumenti che ancora adesso rappresentano l'India all'Estero come il Taj Mahal.
Insomma il solito schifo portato avanti dagli storditi dei Beatles e poi da ,madonna alanis morisette e altro ciarpame buono solo per fare gas serra con le loro scorregge.
Solite cagate puntino rosso sul terzo occhio.

In mangia prega ama 2.0 la spiritualità sarà presa sul serio,lei sarà condotta con alterne vicende verso la Mecca dove subirà la conversione e riceverà da Al Baghdadi uno speciale burqa che oltre ad avere la visiera avrà un buco per farla sorridere a 32 denti mentre svolge le pronazioni.
In questo caso per risparmiare farò io la controfigura.
La scena verrà così così ma in quel caso l'effetto kitsch confondente è voluto per creare sensazioni tipo Richard Cunningham.
A quel punto la Roberts sarà inviata in Siria dove farà la foreign fighter e solleticherà il palato masochistico giapponese-euro-americano ci saranno scene di esecuzioni eseguite da lei che in realtà sarei io che faccio la controfigura e anche qui lasciamo il dubbio che sia uno snuff.tecnica collaudata.
Vado un pò in Colombia facendo sparire le mie tracce e poi quando compare l'avviso di garanzia mi faccio trovare con gli attori finto decapitati nelle steppe interne della Sardegna che poi non sono così dissimili dalla Siria,e mi scampo l'imputazione di omicidio.
Però ormai la leggenda è creata e i segaioli masochisti si masturbano pensando a Julia Roberts che in realtà sono io col burqa che taglia le gole in Siria.

Nella terza parte del film il milfone riscopre l'amore a Bali,nota località turistico troieggiante con discoteche annesse e ciarpame troieggiante collaudato e piazzato ai 4 angoli del globo per riciclare l'esotico come un menù in un ristorante cinese italiano.dove troverete la pizza Dragon Ball e altre cose che con la Cina non hanno molto a che vedere.
Io in mangia prega ama 2.0 ho immaginato qualcosa di più genuino.
Quando Aleppo sarà conquistata la foreign fighters fuggirà nell'Asia Centrale dove incontrerà il suo grande amore.
Un ex tenente dell'armata rossa in pensione di 80 anni sarà il syo grande amore.
Questo personaggio sarà un mongolo superresistente discendente di Tamerlano con un fisico da paura.
Il personaggio in questione è un comunista fanatico feticista delle moto d'epoca e del bondage.
Nell'ultima scena che io curerò nei minimi dettagli sarà girata in Siberia:mentre infuria un vento gelato la Roberts sarà incatenata nuda ad una motocicletta degli anni 50,fatta eccezione per uno slip a stelle strisce,a questo punto arriva il vecchio mongolo che appare logoro e consunto dagli anni finchè
non si spoglia e lascia intravedere un fisico da paura con un cazzo ritto mentre saluta a pugno chiuso una gigantografia di Stalin.
A quel punto vede gli slip della Roberts a stelle a strisce perde la testa glielo strappa urlando troia in urdu e incomincia a schiaffeggiarla sul culo.
Nel frattempo il vento ghiacciato e la motocicletta metallica sul corpo nudo la fanno gemere di dolore,e solo allora che l'ex tenente la penetra menetra lei singhiozza fino ad emettere grida di piacere a questo punto l'inquadratura si sposta e vengono inquadrati gli occhi sornioni di Stalin.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Dicembre 25, 2016, 10:35:23 am
Aerei di notte
Si alzano sull'orizzonte
piccole stelle pulsanti
imitando venere e sirio
fluttuano fra gli alberi bui e scheletrici
scompaiono e riappaiono
come fantasmi
tra i tronchi morti
e le nebbie gelate
angeli metallici
passano sopra la mia testa
mentre io guardo la volta stellata
una luce pulsata mi sovrasta
e mi ipnotizza
lascia una scia rosata
illuminata dalle luci della città
e quando sta scomparendo
sento un suono primordiale
che accarezza e scuote l'erba gelata
è l'om cosmico
che esce dai turboreattori
una strana vibrazione ipnotica
piena di potenza e stupore
si impossessa della mia mente
non c'è più spazio per niente
solo cieli neri
e rumori di antifurti in lontananza.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Dicembre 25, 2016, 15:15:32 pm
Torino 25 dicembre 2016

E' stata una giornata fredda,imperlata di nubi leggere e diafane che rubavano al sole la scena per infrangere la luce in un pulviscolo grigio.
Ora scende la sera parcheggio la mia auto al margine della tangenziale,il tanfo si fa sentire,montepattume si erge contro la luce aranciata della città, conide informe dove la torino bene caga in testa alla torino male tonnellate di immondizia per riempire i polmoni dei grigi abitanti delle celle di cemento di falchera.
Vedo una ragazza zingara che incurante dei camion che sfrecciano a folle velocità cammina sul guardrail che separa le 2 corsie, mentre il suo vestito ondeggia voluminso e lento con un incedere di principessa asiatica.
Ora finito il guardrail si inginocchia di fronte a un traliccio che emette una luminosità bluastra: una testa con 2 occhi neri oblunghi,il cranio dolicocefalo.
Si inginocchia di fronte all'immagine e incomincia a vomitare un liquido marrone,vomita la sua stessa merda,e fra il vento dei tir,a un certo punto si perde nel suo stesso vestito e al suo posto non c'è più nulla se non stracci imbrattati di merda.
Mi dico:sono impazzito?
No apro il necronomicon VI (è un pò come il DSM ne esce una versione aggiornata di tanto in tanto),e leggo: è il segno.
Cammino impietrito tra i camion che mi suonano ma nulla mi tange.
Incomincio a scalare montepattume secondo il rituale,reggendo in mano del ''Sovinello'' con il quale mi aspergo e con in mano una paella pronta comprata all'ins da offrire al dio del disgusto,dei tossici,dei degenerati delle periferie.
Mi avvicino al dotto metanifero di sfogo sulla cima e compio il rituale,mi colo dalla testa ai piedi di ''amaretto torinese'' da 3,15 euro al litro,getto la paella pronta sulla fiamma azzurra dove esplode come una gomma da masticare lasciando un effluvio di big bubble masticato da un bronchitico cronico,infine dico il rituale:
''ygna ygna ah,yog sothoth,henry henry,tossic,tossic!
Infine prendo la fiamma azzurra e mi appicco fuoco facendo bruciare l'amaretto torinese creando un tanfo perfino superiore a quello di monte pattume,dicono che l'amaretto torinese lo facciano con l'amianto che recuperano dalle scuole e dagli ospedali in disfacimento.
E' l'era dell'entropia rilascio un urlo come in ''La Cosa'' di Carpenter e incomincio a trasformarmi:le mie gambe si uniscono a formare un unico ventre nero a forma di scorpione con cui pungere le mie vittime iniettando una dose letale di amaretto e di Sovinello,le mie braccia si separano formando delle pinze,per di più mi crescono capelli neri e il mio volto diventa quello della zingara.
La trasformazione è compiuta una nuova creatura si strascica nelle acque fangose del Po.

1 gennaio 2017

Notte brava a Torino

La sindaca appendino,piero fassino e sergio chiamparino nonchè livia turco vengono tutti trovati morti in coma etilico con valori spaventosi di Alcool nel sangue,stante le indagini avrebbero dovuto vuotarsi nel sangue 8 bottiglie di grappa del nonno.
In tutte le loro case il pavimento è sfondato e il wc è divelto e una striscia marrone si trova tra il pavimento e il loro giaciglio.
Un liquido nero cola dalle pareti la scientifica non ha dubbi si tratta di ''amaretto torinese'' come viene comunicato in un asciutto e vergognoso trafiletto de ''La Stampa''.

Il protettore dei tossici

Lapo Elkan sul suo profilo facebook scrive enigmaticamente:''So chi è,stavo per morire per overdose di coca,ero immobile sul letto,quando una creatura nera a forma di scorpione ha sfondato le tubature allagando il pavimento.
Ho pensato fosse la morte,mentre torreggiava su di me ma a quel punto ha infilato delle dita sottilissime nelle mie narici aspirando tutta la coca residua.
Infine ha fatto un buco sul mio ventre con la coda e l'ha svuotato cagando immediatamente uno stronzo verde sul pavimento.
Infine ha tirato fuori un cazzo lungo e nero e io gli ho fatto una pompa,volevo parlargli dei miei progetti imprenditoriali ma lui mi ha azzittito così,non ricordo più nulla.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Damocle - Dicembre 26, 2016, 08:26:26 am
Torino è diventata una fusione tra Goa e Detroit più che con Lione e Praga penso abbia che componga il triangolo del degrado contemporaneo formato da Goa,Detroit e Torino.

Detroit per il post-industriale e Goa per le droghe e la musica elettronica?
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Dicembre 26, 2016, 10:44:23 am
A giudicare dalla popolazione che la abita si
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Red- - Gennaio 06, 2017, 13:34:41 pm
Anche quest'anno Torino risulta essere la città più inquinata d'Italia. Per fortuna abito in provincia.
Ho sentito racconti di gente che al mattino, aperta la finestra e tirata una boccata d'aria, immediatamente han cagato uno stronzo verde sul pavimento. La scienza non sa ancora spiegarsi lo strano fenomeno.  :hmm:
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Gennaio 06, 2017, 22:56:58 pm
Metto qua perchè non è la solita cosa che scrivo ad personam,se i moderatori ritengono spostino

http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/01/femminicidio.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/01/femminicidio.html)

Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Gennaio 07, 2017, 06:12:36 am
Femminicidio
Ero ipnotizzato dalla notte
mentre riflettevo
gli occhi incavi della luna
sono metafora di qualcosa
ci sono donne che come vermi
si introducono nelle tue pupille
fino a che come parassiti
dopo avere consumato tutte le tue orbite
e reso cieco come i crateri
della luna d'inverno
fino a che con le loro mani ossute
conducono la tua mano ischeletrica
alla fondina della pistola
per poter farsi uccidere
e fare cadere le loro ossa
come perline di una collana srotolotata
solo perchè non hanno più vita
e vogliono giacere con te prigioniero
per sempre
nel letto matrimoniale del vostro cimitero
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Gennaio 08, 2017, 17:40:54 pm
Il sole che desia sull'orizzonte
allunga mani trepide
ombre lunghe di alberi
sui campi bruciati dal tuo alito
ma è tutto inutile
sotto le unghie ti rimangono solo
gemme di primavera
col tuo freddo fai il manigoldo
ti infili nei girocolli delle signore
ma ti sfuggono
per rannicchiarsi nell'abbraccio di un amante
diverso da te,caldo,sciocco,mortale
come piace a loro.
Rimangono ombre lunghe su steppe di neve
stazioni gelide di siberia
semafori rossi su treni di speranze mai partite,
rossi come il tuo tramonto nel bianco immenso della Russia.
Rifiutato da tutti,abandondanato e solo mio caro fratello
comprendi d'essere scartato dalla vita mondana
di San Pietroburgo Mosca e Parigi,
ti ritiri a rimirare la notte artica
arcaico tempio di Yule
eretto su colonne di buio
onice scintillante al teatro della sfera celeste
che si ferma finalmente a guardare
mentre tu,non più umiliato
ma assiso sul trono del nord
suoni alle tastiere d'organo celesti di ghiaccio
da cui si diffondono
sinfonie di aurore boreali
danze del bolshoi della notte artica
la tua platea sono stoppie morte
la via lattea è venuta ad assisterti in punta di piedi
scrosciano applausi della sfera celeste
sono le pallide stelle che tu credi che tremulino.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Gennaio 08, 2017, 18:14:24 pm

Dio di passione
Dio del mediooriente
ti sono scoppiate le arterie
hai schizzato di sangue il mondo intero
quetzalcoatl dei sicomori
ti hanno inchiodato all'albero del bene e del male
chiamando croce
quel che non conoscevano
in uno spasimo di potenza
mentre il mondo ti derideva
hai divelto l'albero dalle sue radici marci
l'hai trascinato
al cospetto luminoso
della veste candida ondeggiante del padre
restituendolo all'antico proprietario
i tuoi muscoli tesi nello spasimo
hai chiesto che conficcassero i chiodi
con più forza
perchè avessi la tensione
per produrre la lotta ultima
sradicare col tuo spasimo
le radici dell'albero del bene e del male
nel profondo cuore marcio del mondo.
Guardavi un punto fisso nel vuoto...
chi guardavi?
il serpente è entrato nella tua bocca
e ha fatto pulizia delle tue viscere
perchè diventassi vero Dio
e quando l'opera è stata compiuta
il cadavere è stato gettato nella fossa
Elohi,lamà,lamà sabachtani
è il rumore del tuo intestino
la tua anima è già trasvolata altrove.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Gennaio 08, 2017, 18:47:47 pm
Gerontion, di T. S. Eliot

Non sei né giovane né vecchio
Ma è come se dormissi dopo pranzo
Sognando di entrambe queste età.

Eccomi, vecchio in un mese arido,
Mentre un ragazzo mi legge, aspettando la pioggia.
La capra a notte tossisce nel campo che sta dietro;
Rocce, muschio, gramigna, ferrivecchi, merde. 1-1

La donna tiene la cucina, fa il tè,
Di sera sternuta, rovistando nello scolo che sgocciola.
Io un vecchio,
Una testa intronata fra spazi ventosi. 1
I segni sono presi per miracoli. « Vogliamo vedere un segno! »
La parola in una parola, incapace di dire una parola,
Fasciata di tenebra. Nella giovinezza dell’anno
Venne Cristo la tigre 2

Nel maggio depravato, corniolo e castagno, albero di Giuda
In fiore, per essere mangiato, per essere spartito, per essere bevuto
Fra i bisbigli; 3

Spole vuote
Tessono il vento. Io non ho spettri,
Un vecchio in una casa con correnti d’aria
Sotto un gomitolo di vento. 4

Dopo una tale conoscenza, quale perdono? 5 Ora penso
Che la storia abbia molti passaggi nascosti, e corridoi tortuosi
E varchi, e che ci inganni con bisbiglianti ambizioni,
E che ci guidi con le vanità. Ora penso che dia
Quando la nostra attenzione è distratta,
E che quanto ci dà lo dia con turbamenti
Così lusinghieri che il dato affama ciò che si desidera. E ci dà
Troppo tardi ciò in cui più non si crede, o se ancora
Ci crediamo, soltanto nel ricordo, come passioni riconsiderate.
E troppo presto dà in deboli mani, ciò che è pensato può essere
Dispensato, finché il rifiuto propaga la paura. Penso
Che né paura né coraggio ci salvino. I vizi innaturali
Hanno per padre il nostro eroismo. Le virtù
Ci sono imposte dai nostri impudenti delitti.
Queste lacrime sono scosse dall’albero che arreca la collera.
La tigre balza nell’anno nuovo. Ci divora. 6
Infine,
Penso che non giungemmo a conclusione, quando m’irrigidii
In una casa d’affitto. Infine,
Non ho fatto questo show senza uno scopo, 7 e non perché costretto
Dalle blandizie dei demoni volti all'indietro.
Su questo, onestamente ti vorrei rispondere.


Ho perduto la mia passione: perché dovrei conservarla
Se ciò che si conserva si contamina?
Ho perduto la vista e l’odorato, l’udito, il gusto e il tatto:
Come li potrò usare per esserti più accanto?
Questi, con mille futili decisioni
Prolungano il profitto del loro gelido delirio,
Eccitano la membrana, quando il senso si è raffreddato,
Con salse pungenti, moltiplicano la varietà
In una desolazione di specchi. 8
Cosa farà il ragno?

Piume bianche nella neve, i richiami del Golfo,
E un vecchio sospinto dagli Alísei In un angolo di sonno.
Padroni della casa,
I pensieri di un arido cervello in un’arida stagione. 9


1-1 Eliot qui descrive le figure di uno stemma araldico
1 Il vento indica la nostalgia e il desiderio impossibile a realizzarsi, come anche il vaniloquio
2 Per chi non vuole accoglierlo la venuta di Cristo ("la tigre") ha sfumature di terrore (cf. Voices of literature)
3 Qui si descrive il sacrilegio di chi profana il Sacramento dell'Eucarestia; si noti la connotazione malvagia, spesso usata da Eliot, del termine bisbigli
4 Di nuovo il tema del vento
5 La conoscenza aumenta la responsabilità dei propri atti
6 V. nota 2
7 Nei versi precedenti Eliot dice cose che non pensa (I made this show), ovvero svela la falsità della storia, dei miti dello "spirito del tempo," del progresso ecc. Cf. ancora Voices of literature
8 I vaniloqui dell'uomo contemporaneo, che parla senza aver nulla da dire
9 Idem. Sull'antitesi inverno-primavera cf. The Waste Land dello stesso autore.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Gennaio 09, 2017, 13:58:12 pm
Queste lacrime sono scosse dall’albero che arreca la collera.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Gennaio 09, 2017, 13:59:36 pm
E' di nuovo lui?
L'albero del bene e del male?
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Gennaio 09, 2017, 14:08:17 pm
E' di nuovo lui?
L'albero del bene e del male?
Esatto, questo è saper leggere la poesia!
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Gennaio 21, 2017, 10:29:27 am
Arco persiano

Non puoi uccidere le nuvole
non puoi mostrare la forma
dell'Unico
puoi solo suonare
una sinfonia di stelle
sul pianoro del deserto
mostrare la coda del pavone
da dove Allah ha preso
la prima penna
di vanità
il primo calamaio
con inchiostro
di notte d'Arabia
ha disegnato sulla sabbia
il tuo nome
Arco Persiano
nera porta del vuoto
notte incornciata nel deserto
visione sublime
ti ergi sulle acque di Isfahan
mi conduci alla sera
mi conduci al riposo
mi conduci al paradiso.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Gennaio 22, 2017, 10:12:44 am
Torino città post-industriale

Camminare per zone industriali
neve negli angoli più riposti
capannoni
i vetri rotti dei finestroni
un orizzonte rosso in lontananza
le montagne indossano un soprabito grigio di smog
il Monviso sovrasta tutto e buca la trama di lana grigia
tir polacchi si fermano
presso negre sedute di fronte a un fuoco
tutto sembra morto come l'erba gialla e i rovi
che presiedono sovrani
in una chernobyl
senza esplosioni nucleari.
Asfalto divelto acqua nelle buche
dove neon si riflettono caleidoscopici,
a formare universi autonomi.
Industrie sedi del nulla
producono solo cascate di luce artificiale
e coltellate improvvise di antifurti
che ti tagliano lo stomaco
lasciandoti subito le orecchie e la testa vuota
mentre il loro suono si disperde nella città
e cani che abbaiano in lontananza.
Sopra di te
immensi cieli blu gelidi.
Senza nuvole a tenerti compagnia
mi sento ancora più triste,
come vorrei un temporale
mille fulmini e bagliori
come vorrei una giornata d'estate
sarebbe una maschera di carnevale
su questo manichino di ghiaccio
danzeremo insieme
un tango metropolitano
di finta passione
tra mille gocce
e i fulmini che le accendono in un bagliore
fingeremo di essere vivi in una città vera,
ma rigide come la morte
lampade a led
illuminanano
questa camera necroscopica a cielo aperto
le sue finestre
occhi di morto immobili
mi fissano
come cadaveri in un obitorio.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Gennaio 26, 2017, 22:03:26 pm
I rivi d'acqua
nelle notti invernali
scorrono fra pareti di fango
ghiacciate
oppressi dal gelo
testimoni del male
raccolgono il sangue
degli omicidi
il sangue
dei rituali
di morte e di amore,
il sudore delle puttane
nelle notti di oblio dei sensi.
Testimoni silenziosi
non avere fiducia
nel cielo blu gelido
nelle stelle malvage
l'acqua scorre
scintillante
incurante delle urla
delle unghie piantate nella gelida terra
incurante il tuo cadavere
lo troverai in fondo al fosso
domani mattina
i tuoi occhi coperti di brina
verso l'alto
contempleranno
rami spogli
e l'infinito blu.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Gennaio 26, 2017, 22:06:39 pm
Scacchi di ombre

Il signore delle nuvole
gioca a scacchi con le ombre
si muovono
rapide
misteriose
nere
ombre
su immense pianure verdi e boschi
si contendono la terra
rimescolano
i nostri sogni
creano desideri
e vane speranze.
Il signore del sole
e il demone del mezzogiorno
assisi sullo zenit
assistono alla partita col tempo,
quando sembra aver vinto
si erge cumulonembo sul monte
ma riceve scacco matto
da un raggio di sole nel meriggio
raduna le sue nubi ancelle
riempie il cielo e piange
pioggia di primavera.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Gennaio 26, 2017, 22:22:25 pm
Pompe di benzina

alberi d'inverno
freddo di benzopirene
crescono rigogliosi
sui fiumi neri d'asfalto
pieni di frutti luminosi
gialli luminosi
luce artificiale
trovi riparo
al cielo nero inquietante della notte
lasci scomparire
una piccola offerta
in questa chiesa
della solitudine estrema
per poter ricaricare
le tue ruote
di strisce bianche d'autostrade
che si ripetono ritmiche
pulsar nel cielo notturno
di un parabrezza sporco
per rifletterci sopra
luci multicolorate
immense periferie
immensi autotreni
viaggiano vuoti
tabernacoli di acciao e nafta
ospitano il dio del commercio e del denaro
cartelli illuminati
ti mostrano
località lontane
ma vicino a te rimane
profumo di città
profumo di benzina
profumo di solitudine.


Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Gennaio 26, 2017, 23:33:56 pm
raduna le sue nubi ancelle
riempie il cielo e piange
pioggia di primavera.
Aprile è il mese più crudele, generando
"Lillà dalla terra morta, mischiando
Memoria e desiderio, eccitando
Spente radici 1 con pioggia di primavera. 2

1 Le nostre radici culturali, la nostra civiltà

2 La pioggia simboleggia qui la dimensione umana, le aspirazioni terrene (ad es. l'amore, la famiglia ecc.) destinate al fallimento in questa civiltà in decadenza ("La terra desolata"), per questo Aprile, simbolo del rigoglio della natura, appare "crudele" al poeta.
Più avanti è introdotto il tema del'amore romantico, subito sconfessato:

«Mi hai dato dei giacinti per la prima volta un anno fa;
Mi chiamavano la ragazza dei giacinti. »
Eppure quando tornammo, tardi, dal giardino dei giacinti,
Le tue braccia cariche e i tuoi capelli umidi, io non potei
Parlare e gli occhi mi mancarono, non ero
Né vivo né morto, e non sapevo nulla,
Guardando dentro il cuore della luce, il silenzio.






Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Febbraio 04, 2017, 00:28:09 am
Il campanile e la nuvola

Nuvola
ti sei innamorata del campanile
mentre lui
proprompendo nell'azzurro
ha bucato lo zenit
lasciando scendere sulla terra
cronos lo spirito del tempo
erompendo rumore di campane
nell'aria
raggiungendo il cielo
ammaliandola
e con la sua punta
trafiggendola e uccidendola
facendo di lei
cadavere di neve fresca
ma il vento ti ha soffiato via
verso le montagne
verso i laghi
e le immense foreste,
non c'è spazio che per un fugace contatto
quella nuvola che resistesse al vento
è destinata a morire e a diventare
neve sporca
ma il vento rimescola tutto
e ai piedi del campanile
c'è solo polvere
e pozzanghere in cui si specchia
il cielo azzurro e vuoto.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Febbraio 05, 2017, 22:38:57 pm
Estate
tempo dei desideri inappagati
Cristo è morto ad Aprile
per non vedere fallire
il proprio regno
per non sentire la brezza d'estate.
Le nubi rosse che si alzano nel cielo
hanno raccolto i desideri degli uomini
la luna nel blu sereno
spegne il loro ardore
nel blu mistico del cielo che le sovrasta,
ha sapore di quieta rassegnazione
quando tutte le nubi
sono state spazzate dal vento
delle montagne
a rimirarti rimane un cielo
asciutto di stelle quiete
che si specchiano
nelle lucciole pulsanti
drogate dall'oppio
che cresce sugli stagni
ondeggiano incerte
ebbre di una beatitudine fatua
per dimenticare i loro amori
che già sfioriscono
come le rose rosse d'agosto.
Cristo è morto ad Aprile
per non vedere fallire
il proprio regno
per non sentire la brezza d'estate.
Le nubi rosse che si alzano nel cielo
hanno raccolto i desideri degli uomini
la luna nel blu sereno
spegne il loro ardore
nel blu mistico del cielo che le sovrasta,
ha sapore di quieta rassegnazione
quando tutte le nubi
sono state spazzate dal vento
delle montagne
a rimirarti rimane un cielo
asciutto di stelle quiete
che si specchiano
nelle lucciole pulsanti
drogate dall'oppio
che cresce nelle paludi
ondeggiano incerte
ebbre di una beatitudine fatua
per dimenticare i loro amori
che già sfioriscono
come le rose rosse d'agosto.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Febbraio 11, 2017, 18:17:48 pm
Tempo


Lancette
di orologi
coltelli affilati
cadono
tagliando
il cielo azzurro
in mille ricordi
in mille foto
grigie
appese
nella casa del ricordo
lentamente
le pareti
rimangono vuote
ti amo
è uno scoppio
e poi rimane
suono di campanili abbandonati
fosse comuni
in cui è stato sepolto ogni rumore
regna
il silenzio
sovrano.

http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/02/tempo.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/02/tempo.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Febbraio 18, 2017, 06:22:18 am
Africani ascoltano gli Autechre per la prima volta
Che effetto fa mettere uno stereo a tutto volume che ti spara gli Autechre (elettronica sperimentale) in un villaggio africano?
Se già ascoltare gli Autechre è un esperimento (non sempre di successo) per un occidentale che succede se la metti a palla in un villaggio sperduto della foresta africana?

http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/02/africani-ascoltano-gli-autechre-per-la.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/02/africani-ascoltano-gli-autechre-per-la.html)

Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Febbraio 19, 2017, 15:36:07 pm
Osservatore

Sole violetto
illumini mondi di cristallo
di mille colori
come la mia iride
nelle profondità del vuoto trasparente
l'infinito diventa nero
nero come la mia pupilla
unico immenso infinito occhio
sono io che guardo te
tu che guardi me
o io che guardo me stesso?
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Marzo 04, 2017, 15:51:05 pm
Canto gli amori interrotti
sirene con corpo di metallo
suonano musiche suadenti
l'unicorno che corre nel cielo
fa cadere stelle in pioggia
fra nuvole grigie
di vuota quotidianità
diventano finestre illuminate
di città immense nella notte
si spengono improvvise con un clic
di una mano dormiente su una lampada
alla fine mi lasci solo
delle fotografie cadono dalle finestre
la pioggia cancella i volti
ora è solo buio
mai come ora il cielo sui tetti è nero.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Marzo 04, 2017, 22:05:59 pm
http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/03/su-dj-fabo-e-il-femminicidio.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/03/su-dj-fabo-e-il-femminicidio.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Aprile 06, 2017, 14:55:41 pm
Cieli di primavera

Cieli vasti di cobalto
si riflettono nei tuoi occhi
un lapislazzulo spezzzato
sono le stelle della sera
lontane ime irraggiungibili
cristalli di occhi di gatto,
le nubi fuggono dalle montagne
si stagliano panni
mossi dalla mano di Dio
tergono dalla tua fronte
ogni segreta preoccupazione,
materia del paradiso
impalpabile velo bianco
soffice azzurro
immenso vuoto respiro
come pelle di giuaguaro
si alternano ombre e luci fra il manto delle nubi
lasciami sdraiare fra l'erba verde
e il profumo delle acacie in fiore
ogni battito di cuore
è movimento d'erba al vento,
lasciami vedere questo walzer di angeli
e di spiriti che soffiano
brezze primaverili,
il ritorno dei cavalieri dell'apocalisse
scalpiterà su nitido cristallo di stelle luminose
sui luminosi occhi degli innamorati
mai più luminosi dei tuoi.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Aprile 06, 2017, 15:07:41 pm
Il mio cuore
Batte forte il mio cuore
è folata di vento
Geme fra gli alberi al tramonto
La solitudine si fa blu di sera
Ogni sospiro e' nube nel cielo
Ti ho dimenticata
Il vasto cielo nuvoloso
Piangeva acqua nel mio respiro
Ora il vento ha pulito il cielo
Sono solo ma non per davvero
Il mio cuore batte forte
E mi prende per mano
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Aprile 08, 2017, 15:13:56 pm
Siria

E' la fine del mondo
o il suo inizio?
cieli nero antrace
fanno da contrappunto
al sangue nelle strade
che ribolle caldo
è la fine del mondo
sangue e cenere
sul capo dei penitenti
non fermerai
il rombo dei motori aerei
ti entra nelle ossa
come le sirene nel cervello
come i flash delle bombe
seguito dal loro ruggito
sfondano i vetri
ti entrano nella carne
mordono come i denti di cerbero
i palazzi sono solo più polvere
i cani fuggono in cerchio disorientati nella polvere
tra i ripetuti flash delle bombe
onde d'urto che sollevano un tir
e nonostante ciò
camionette di invasati si lanciano
sparando contro il nulla
contro l'apocalisse
loro dicono che questa è l'apocalisse
tra tre secondi
di fronte alle pale dell'elicottero
è certamente vero
solo un grande boato che ti solleva
e poi buio
per sempre
e sangue sui copertoni delle macchine.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Aprile 08, 2017, 21:32:27 pm
Dimmi o Luna qual è il tuo segreto?

Mi siedo e chiedo
dimmi o luna
qual è il tuo segreto.
La guardo,splendido opale
incastonato nell'anello del cielo
e mentre tu navighi in un mare azzurro
fra le stelle
scintille di lapislazzulo
spezzato in origine
al principio del mondo,
ma tu o luna non rispondi
perchè non rispondi?
so che tu celi un segreto
un segreto che ha che fare con
le sere d'estate
coi fili invisibili
che seguono i pipistrelli
e gli insetti
tessendo trame d'incanto
che hanno a che fare
con la sfinge fra le sabbie
del deserto appena caldo della sera
e i fuochi accesi alla sera
vecchi come l'uomo
ma tu o luna non rispondi
e allora ricordo
che sei madre dell'Egitto
Iside e hai detto
''nessun mortale solleverà il mio velo''
attendo e percepisco il tuo lento movimento
quali intelligenze ti sospingono?
Luna scoprirò il tuo segreto
quando sarò uno scheletro
e avrò dimenticato di mangiare
per contemplarti
allora silenzioso
in una necropoli a occidente del Nilo
 sotto i papiri d'Egitto
io saprò,
perchè più mortale non sarò
correrò con la barca del sole notturno
nelle ore della notte
schiaccerò la testa al serpente apofis
e peserò il mio cuore
con la piuma alla presenza di Anubi
e solo allora saprò
e solo allora saprò.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Aprile 16, 2017, 15:05:50 pm
Il tuo ricordo
è come un cavallo che corre nei verdi boschi
della mia memoria
io non posso raggiungerlo
il tuo sguardo è come le stelle
riluce fulgido nei miei ricordi
sullo sfondo opaco delle fotografie
e il tuo sorriso indefinibile
mi ha stregato
bello come una rosa
nel sole flebile del tramonto
ora è venuta la sera
sono solo
mi sento vecchio
sento che questa notte durerà tutta l'eternità
solo più il buio rimane nelle mie mani
buio della stessa materia della morte
amore moribondo ed eterno
nascondi nel tuo seno tutta l'eternità,
mai più il mio cuore
riaffiorerà dalle acque nere dell'oceano
è destinato a brillare nel buio
e a sprofondare per sempre
per diventare della stessa materia delle stelle
ora quando guardo il cielo notturno so cosa guardo
ora quando guardo i tuoi occhi so cosa guardo.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Aprile 16, 2017, 20:14:59 pm
Siria

E' la fine del mondo
o il suo inizio?
Tutt'e due ;)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Aprile 16, 2017, 22:13:56 pm
Vicus ti ringrazio di leggermi
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Aprile 16, 2017, 22:14:22 pm
La notte

Il vento fra i ranuncoli apre varchi nello spazio
una scala di cristallo che porta verso il cielo
fra le nuvole dipinte dal vento
io salgo le scale del cielo
ma è un illusione
cado e mi faccio male
mi risveglio al tramonto,
ora le nuvole hanno un altro colore
sono ramate per spegnersi
allo sprofondare del sole dietro le montagne
mi soffermo a guardarle mentre
il vento le apre come mani
l'orizzonte diventa rosa
e le montagne si stagliano di netto
le stelle amiche fanno capolino
nel blu scuro
le prendo una a una per mano
l'infinito è nelle mie mani
la sera la mia testa si apre
c'è spazio per tutto il cielo
l'infinito a portata di mano
ora sono in pace
le illusioni sono finite
la notte regna
mentre alberi
vengono scossi dal vento
tremo anch'io
la volta celeste è uno spettacolo
troppo grande
per noi poveri mortali
ma come potrei farne senza?
Notte sei la mia sposa
e la mia sovrana
il giorno è traditore.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Aprile 16, 2017, 23:07:21 pm
per ricordare il link ai visitatori casuali

http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/ (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Aprile 16, 2017, 23:58:36 pm
Vicus ti ringrazio di leggermi
E' un piacere.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Maggio 01, 2017, 10:57:27 am
iL RESPIRO DELLA NOTTE
Il respiro della notte
è rugiada fredda
sulla schiena della tua amata.
Un letto di fiori sparsi
perchè Ofelia
abbia a risvegliarsi
alla sua pazzia al sorgere del sole
fra i ranuncoli i gigli e le rose
e cantare la canzone dell'alba
che accompagna i mortali
alla follia quotidiana.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Maggio 03, 2017, 23:40:00 pm
Le pietre aspettano pazientemente la sera
le fronde si stagliano contro il cielo scuro
alle ombre pudiche del meriggio
subentra il nero mantello della notte
assaporare il profumo dell'erba fresca di notte
assaporare il gorgoglio dei rivi invisibili
come un vecchio cognac d'annata
e rubare un pò di stelle del cielo nero
perchè il ricordo dei tuoi occhi
continui a brillare per sempre.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Sardus_Pater - Maggio 04, 2017, 09:48:04 am
Molto bella.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Maggio 04, 2017, 10:57:35 am
Salar è un vero poeta.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Sardus_Pater - Maggio 04, 2017, 10:59:54 am
Anch'io mi diletto, ma col cavolo che mi metterò a pubblicare le mie gesta letterarie :P .
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Maggio 12, 2017, 20:45:37 pm

Quercia sotto la pioggia

sei la memoria del meriggio e delle sere
degli autunni e delle primavere
passate
delle rose che crescono nelle chiese
sconsacrate
sei il suono dei campanili
vuoti di campane
del rumore dell'erba che cresce
nonostante il piede del contadino
del crepitio del fuoco
in un camino
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Maggio 13, 2017, 22:59:43 pm
Una rosa nera

Era quell'ora indefinibile tra il meriggio e la sera
quando nel mio giardino è sbocciata una rosa nera
una rosa nera
pozzo dalle acque profonde immote
una rosa nera
figure diafane alla finestra
attendono invano eventi mai accaduti
una rosa nera
luminosità irreale
volta celeste da nubi celata
eppure illuminata da un sole nascosto
ma è davvero il sole?
strane luminosità violette all'orizzonte
una rosa nera
scintilla elettrica di fulmini l'atmosfera
i peli mi si drizzano lungo tutta la schiena
il sangue del mondo ha bevuto astaroth
in una rosa nera
e da allora lo spazio immenso è diventato scuro
il big bang è esploso invano
il figlio dell'uomo negli ultimi tempi
scenderà fra le nubi
ma solo per un fugace attimo
per permettere all'arcangelo Gabriele di coglierla
e infondere il suo liquido nero nel suo sangue
per concedere ai beati l'oblio dalla luce.
tanto tuonò che alla fine non piovve
una rosa nera non c'è più
una rosa nera
il tempo è compiuto
il buio è orfano
e invano gli occhi degli angeli
scrutano tramite le stelle
i giardini dimenticati
nelle sere di luglio
una rosa nera
non c'è più.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Maggio 16, 2017, 10:04:01 am
Croci appese alle chiese
fiumi di sangue invisibile per le strade
il Dio crocifisso sanguina
ogni croce anche di semplice metallo
gli fa inarcare i muscoli
e lo dispone alla mattanza del serpente nagual
nei canyon e nel peyote era già tutto scritto
il grande sacrificio sarebbe avvenuto
il Dio supremo
avrebbe saziato il cannibalismo
delle tribù d'occidente
giacchè il sangue dei primogeniti
del regno del serpente
non era sufficientemente puro.

http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/ (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Maggio 17, 2017, 00:26:58 am
fiumi di sangue invisibile per le strade
Anche se in senso metaforico, ce n'è parecchio (povertà e disoccupazione in primis) ma non se ne può parlare, tutto ha da essere allegro e luccicante come un cartellone pubblicitario. E' sempre festa nell'asilo globale.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Maggio 17, 2017, 04:35:21 am
Salar vacci piano con questi angeli neri e leggiti un po' di Joyce:

«Ed ora cerchiamo per un momento di renderci conto, per quanto ciò è consentito, della natura di quella dimora dei dannati. L’inferno è una prigione angusta, tenebrosa, maleodorante, una dimora di demoni e d’anime perdute, colma di fiamme e di fumo. Le stretture di questa prigione furono volutamente escogitate da Dio per punire coloro che si rifiutavano di essere vincolati dalle Sue leggi. Nelle carceri di questa terra, il misero prigioniero ha per lo meno qualche possibilità di movimento, non foss’altro che tra le quattro pareti della cella o nel lugubre cortile della prigione. All’inferno non è così. Là, a causa del gran numero di dannati, i prigionieri vengono ammonticchiati insieme nel carcere spaventoso, le cui mura si dice abbiano uno spessore di seimilacinquecento chilometri: e i dannati sono legati in modo tale e talmente immobilizzati che, come un santo benedetto, sant’Anselmo, scrive nel suo libro sulle similitudini, non possono neppure togliersi dall’occhio un verme che lo roda.
    «Giacciono immersi nelle tenebre. Poiché, ricordatevene, le fiamme dell’inferno non emettono alcuna luce. Come, per ordine di Dio, il fuoco della fornace di Babilonia perdette il calore, ma non la luce, così, al comando divino, il fuoco dell’inferno, pur conservando l’intensità del proprio calore, arde in eterno nelle tenebre. È una incessante bufera di tenebre, di scure fiamme e di scuro fumo che s’alza dallo zolfo ardente, e in essa i corpi vengono accatastati l’uno sull’altro senza neppure un filo d’aria. Di tutte le piaghe dalle quali fu colpita la terra dei Faraoni, una sola piaga, quella delle tenebre, venne definita orribile. E come dovremo definire, allora, le tenebre dell’inferno destinate a durare non già per tre giorni soltanto, ma per tutta l’eternità?
    «L’orrore di questa angusta e buia prigione è intensificato dal suo puzzo spaventoso. Tutte le sozzure del mondo, tutti i rifiuti e le fecce del mondo, è detto, scorreranno laggiù come in una sconfinata, fetida fogna, quando l’incendio terribile del giorno del giudizio avrà purgato il mondo. E inoltre lo zolfo, che vi arde in così prodigiosa quantità, colma l’inferno tutto con il suo fetore intollerabile; e i corpi degli stessi dannati esalano un puzzo così pestilenziale che, come dice san Bonaventura, uno solo di essi basterebbe a infettare il mondo intero. L’aria stessa di questo mondo, un così puro elemento, diviene infetta e irrespirabile quando rimane chiusa a lungo. Pensate allora quale dovrà essere il fetore dell’atmosfera infernale. Immaginate qualche immondo e putrido cadavere rimasto a marcire e a decomporsi nella tomba, una massa gelatinosa di guasto liquame; immaginate questo cadavere gettato in preda alle fiamme, divorato dal fuoco dello zolfo rovente, sì da emanare i vapori densi e soffocanti d’una nauseabonda e schifosa decomposizione. E poi immaginate questo puzzo sconvolgente moltiplicato un milione di volte e un milione di volte ancora dai milioni e milioni di fetide carcasse ammonticchiate nelle tenebre puzzolenti, un enorme e marcescente fungo umano. Immaginate tutto ciò e potrete farvi una vaga idea dell’orribile fetore infernale.
    «Ma questo fetore non costituisce, per quanto orrendo possa essere, la maggiore tortura fisica alla quale vengono sottoposti i dannati. Il tormento del fuoco è il più grande dei tormenti ai quali il tiranno abbia mai sottoposto i suoi simili. Ponete un momento il dito sulla fiamma d’una candela e sentirete il dolore del fuoco; ma il fuoco terreno è stato creato da Dio a beneficio dell’uomo, per mantener viva in lui la scintilla della vita e per giovargli nelle utili arti, mentre il fuoco dell’inferno ha ben altra essenza ed è stato creato da Dio per torturare e punire il peccatore che non ha voluto pentirsi. Il fuoco terreno, inoltre, consuma più o meno rapidamente a seconda che l’oggetto da esso aggredito sia più o meno combustibile, tanto che l’ingegnosità umana è riuscita addirittura a inventare preparati chimici per rallentarne o frustrarne l’azione. Ma la roccia sulfurea che arde nell’inferno ha una struttura tale da ardere per sempre, in eterno, e con indicibile violenza. Per di più il fuoco terreno distrugge nel momento stesso in cui brucia, per cui, quanto più esso è intenso, tanto più breve ne è la durata; ma il fuoco infernale ha questa proprietà, conserva ciò che brucia, e per quanto infurî con intensità incredibile, devasta in eterno.
    «Il fuoco terreno, inoltre, per quanto impetuoso o diffuso possa essere, ha sempre un’estensione limitata; ma il lago di fuoco all’inferno è senza limiti, senza rive e senza fondo. Risulta che il demonio stesso, interrogato da un certo soldato, fu costretto a confessare che se un’intera montagna venisse gettata nell’oceano ardente dell’inferno, brucerebbe in un attimo come un pezzo di pece. E questo fuoco terribile non affligge i corpi dei dannati soltanto dall’esterno, ma ogni anima perduta è un inferno entro di sé, in quanto il fuoco che non ha limiti infuria nelle sue stesse viscere. Oh, quanto è tremendo il destino di quei miseri esseri! Il sangue fermenta e ribolle nelle vene, il cervello bolle nel cranio, il cuore nel petto si arroventa e scoppia, le budella sono una massa incandescente di polpa bruciante, i molli occhi fiammeggiano come globi fusi.
    «Eppure, ciò che io ho detto per quanto concerne la forza, l’essenza, la vastità senza limiti di questo fuoco, non è nulla se lo si paragona alla sua intensità, un’intensità che esso possiede in quanto strumento prescelto dal divino volere per il castigo sia dell’anima sia del corpo. È un fuoco che deriva direttamente dall’ira di Dio e che agisce non già di propria iniziativa, ma come strumento della vendetta divina. E come le acque battesimali lavano l’anima entro il corpo, così i fuochi del castigo torturano lo spirito entro la carne. Ogni senso della carne viene tormentato, e insieme ai sensi ogni facoltà spirituale: gli occhi dalle estreme, impenetrabili tenebre, il naso da fetori infetti, le orecchie da urla e ululati di esecrazione, il gusto da sozza materia, da una corruzione immonda, da un’indicibile, soffocante lordume, il tatto da pungoli e punte incandescenti, da crudeli lingue di fiamma. E attraverso gli svariati tormenti dei sensi l’anima immortale è torturata in eterno nella sua intima essenza sulle leghe e leghe di ardenti fuochi accesi nell’abisso dalla maestà offesa di Dio onnipotente e ravvivati con furia eterna e sempre crescente dall’alito furente della bocca di Dio.
    «Pensate infine che il tormento di questa prigione infernale è intensificato dalla compagnia degli stessi dannati. Una cattiva compagnia è, sulla terra, così nociva che le piante, come per istinto, si ritraggono dalla vicinanza di qualsiasi cosa possa danneggiarle o ucciderle. All’inferno tutte le leggi sono capovolte – non vi esistono considerazioni di famiglia, di patria, di legami o di rapporti. I dannati ululano ed urlano gli uni contro gli altri, in quanto i loro tormenti e la loro furia vengono accresciuti dalla presenza di esseri altrettanto torturati e furibondi. Ogni senso d’umanità è dimenticato [questo pare non succeda solo all'Inferno]. Le urla dei peccatori sofferenti colmano gli angoli più remoti del vasto abisso: le bocche dei dannati sono colme di bestemmie contro Dio e d’odio contro i compagni di tormento, di imprecazioni contro quelle anime che furono loro complici nel peccato. Nei tempi antichi, la costumanza voleva che si punisse il parricida, colui che aveva levato sul padre la mano assassina, gettandolo nelle profondità del mare chiuso in un sacco nel quale venivano posti un gallo, una scimmia e un serpente. L’intenzione dei legislatori che formularono una simile legge, ritenuta crudele nei tempi nostri, era quella di castigare il criminale con la compagnia di bestie schifose e pericolose. Ma cos’è mai la furia di quelle bestie incapaci di parlare in confronto al furore di esecrazione che esplode dalle labbra abbruciate e dalle dolenti gole dei dannati all’inferno, quando vedono nei compagni di tormento coloro che li indussero e li incoraggiarono al peccato, coloro le cui parole gettarono i primi semi dei cattivi pensieri e della vita peccaminosa nella loro mente, coloro le cui impudiche istigazioni li condussero al peccato, coloro i cui occhi li tentarono e li adescarono fuorviandoli dal retto sentiero della virtù? Essi si scagliano contro questi complici e li biasimano e li maledicono. Ma sono impotenti e senza speranza; è troppo tardi ormai per il pentimento.
    «Pensate, in ultimo, al tormento spaventoso rappresentato per quelle anime dannate, siano esse di tentatori o di tentati, dalla vicinanza dei demoni. Questi demoni affliggono i dannati in due modi, con la loro presenza e con i loro rimproveri. Non possiamo farci un’idea della mostruosità di tali demoni; santa Caterina da Siena vide una volta un demonio e scrisse che anziché rivedere sia pure per un solo istante un mostro così spaventoso, avrebbe preferito camminare fino all’ultimo dei suoi giorni su un sentiero di braci ardenti. Questi diavoli, che un tempo furono angeli meravigliosi, sono divenuti schifosi e orrendi quanto in passato erano belli. Scherniscono e dileggiano le anime perdute da essi stessi trascinate alla rovina; e sono essi, i sozzi demoni, a rappresentare all’inferno la voce della coscienza. Perché hai peccato? Perché hai prestato orecchio alle tentazioni degli amici? Perché ti sei allontanato dalle pratiche devote e dalle opere buone? Perché non hai schivato le occasioni di peccare? Perché non hai abbandonato quel cattivo compagno? Perché non hai rinunciato a quell’abitudine libidinosa, a quell’abitudine impura? Perché non hai dato ascolto ai consigli del tuo confessore? Perché, anche dopo essere caduto per la prima, o la seconda, o la terza, o la quarta, o la centesima volta, non ti sei pentito della tua malvagità e non ti sei rivolto a Dio che aspettava soltanto il pentimento per assolverti dai peccati? Ormai, il momento di pentirsi è trascorso. Il tempo è, il tempo fu, ma il tempo non sarà mai più! Vi è stato il tempo di peccare in segreto, di indulgere all’ignavia e all’orgoglio, di bramare ciò ch’era proibito, di cedere agli stimoli della tua più vile natura, di vivere come le bestie del campo, anzi, peggio delle bestie dei campi in quanto esse, almeno, sono soltanto bruti e non posseggono la guida della ragione; il tempo è stato, ma non sarà più. Dio ti ha parlato con innumerevoli voci, ma non hai voluto ascoltarlo. Non hai voluto schiacciare l’orgoglio e l’ira che ti si celavano in cuore, non hai voluto restituire i beni male acquisiti, non hai voluto ubbidire ai precetti della santa chiesa né rispettare gli obblighi religiosi, non hai voluto abbandonare i cattivi compagni, non hai voluto evitare le tentazioni pericolose. Ecco il linguaggio di quegli aguzzini infernali, parole di scherno e di rimprovero, d’odio e di disgusto. Di disgusto, sì! Poiché persino loro, gli stessi demoni, quando peccarono, commisero quel peccato che solo era compatibile con così angeliche nature, la ribellione dell’intelletto; e loro, persino loro, i sozzi demoni, debbono scostarsi rivoltati e disgustati dalla contemplazione di quei peccati indicibili con i quali l’uomo degradato offende e profana il tempio dello Spirito Santo, contamina e corrompe se stesso.
    «Oh, miei cari, giovani fratelli in Cristo, possa non toccarci mai di udire quel linguaggio! Possa non toccarci mai una simile sorte, vi dico! Io prego Dio con fervore che nel giorno ultimo della tremenda resa dei conti non una sola delle anime che sono oggi in questa cappella debba trovarsi tra gli esseri miserabili ai quali il Gran Giudice ordinerà di sparire per sempre dai suoi occhi; prego Dio che nessuno di noi debba mai sentirsi squillare nelle orecchie la spaventosa condanna di rifiuto: Via da me, maledetti, nel fuoco eterno preparato per il demonio e i suoi angeli!»
il peccato mortale viene punito all’inferno con due forme di castigo, il castigo fisico e quello spirituale.
    «Orbene, di tutte queste sofferenze spirituali, quella di gran lunga più grande è la sofferenza della perdita; così grande, invero, da costituire, di per sé sola, un tormento maggiore di tutti gli altri. San Tommaso, il più grande dottore della Chiesa, il dottore angelico, come è chiamato, afferma che la peggior condanna sta in questo, nel fatto che la comprensione dell’uomo viene totalmente privata della luce divina, e il suo affetto deviato con ostinazione dalla bontà di Dio. Dio, ricordatelo, è un essere infinitamente buono e pertanto la perdita di un tale essere non può non essere una perdita infinitamente dolorosa. In questa vita, non abbiamo un’idea molto chiara di ciò che dev’essere una simile perdita, ma i dannati dell’inferno, per il loro maggior tormento, comprendono a pieno quel che hanno perduto, e capiscono di averlo perduto in seguito ai loro peccati, non solo, ma di averlo perduto per sempre. Nell’attimo stesso della morte, i legami della carne si spezzano e l’anima vola subito verso Dio come verso il centro della sua esistenza. Ricordate, miei cari giovani, che le nostre anime aspirano ad essere con Dio. Proveniamo da Dio, viviamo per volontà di Dio, a Dio apparteniamo: siamo Suoi, Suoi in modo inalienabile. Dio ama di un amore divino ogni anima umana, ed ogni anima umana vive in quell’amore. Come potrebbe essere altrimenti? Ogni nostro respiro, ogni pensiero della nostra mente, ogni attimo di vita procedono dall’inesauribile bontà di Dio. E se è doloroso per una madre essere separata dal figlio, per un uomo essere esiliato dal proprio paese e dalla propria casa, per l’amico essere allontanato dall’amico, oh, pensate quale sofferenza, quale angoscia deve provare la povera anima nell’essere respinta dalla presenza del Creatore supremamente buono e amoroso che quell’anima ha creato dal nulla e l’ha sorretta nella vita e l’ha amata con incommensurabile amore. Questo, dunque, l’essere separata per sempre dal suo bene più grande, da Dio, e il provare l’angoscia di tale separazione, sapendo anche troppo bene che è irrimediabile, questo è il più grande tormento che l’anima creata possa sopportare, poena damni, la pena della perdita.
    «La seconda sofferenza che affliggerà le anime dei dannati all’inferno, è il dolore della coscienza. Come nei cadaveri i vermi vengono generati dalla putrefazione, così, nelle anime dei perduti, dalla putrefazione del peccato scaturisce un eterno rimorso, il pungolo della coscienza, il verme, come lo chiama Papa Innocenzo III, dal triplice aculeo. Il primo aculeo inflitto da questo verme crudele sarà il ricordo dei piaceri trascorsi. Oh, di quale spaventoso ricordo si tratterà! Nel lago della fiamma che tutto divora, il re orgoglioso ricorderà il fasto della sua corte, l’uomo sapiente ma malvagio le biblioteche e gli strumenti di ricerca, colui che amò i piaceri dell’arte, le statue e i dipinti e gli altri tesori artistici, colui che si compiaceva dei piaceri della tavola, i banchetti fastosi, i piatti preparati con tanta delicatezza, i vini scelti; l’avaro ricorderà il peculio d’oro, il ladro la ricchezza male acquistata, gli assassini iracondi, vendicatori e spietati ricorderanno gli atti di sangue e di violenza dei quali godevano, l’impuro e l’adultero gli innominabili e sconci piaceri dei quali si deliziavano. Ricorderanno tutto ciò e odieranno se stessi e i propri peccati. Fino a qual punto, infatti, sembreranno meschini tutti questi piaceri all’anima condannata a soffrire nel fuoco dell’inferno per epoche ed epoche. Come si infurieranno e smanieranno pensando di aver perduto la beatitudine celeste per i rifiuti della terra, per pochi pezzi di metallo, per onori vani, per gli agi del corpo, per un solleticamento dei nervi. Si pentiranno davvero; e questo è il secondo aculeo del verme della coscienza, un tardivo e sterile dolore per i peccati commessi. La giustizia divina vuole che l’intelletto di questi miserabili sciagurati si concentri senza posa sui peccati dei quali furono colpevoli, non solo, ma, come fa rilevare sant’Agostino, Dio comunica loro la propria conoscenza del peccato, in modo che essi vedano il peccato in tutta la sua laida perfidia, come appare agli occhi di Dio stesso. Contempleranno i propri peccati in tutta la loro bruttura e si pentiranno, ma sarà troppo tardi, e allora piangeranno le buone occasioni perdute. Questo è l’ultimo, il più profondo, e il più crudele aculeo del verme della coscienza. La coscienza dirà: hai avuto il tempo e il modo di pentirti e non l’hai fatto. I tuoi genitori ti hanno cresciuto nella religione. Hai avuto l’aiuto dei sacramenti, delle grazie e delle indulgenze della chiesa. Il ministro di Dio ha predicato per te, ti ha chiamato indietro quando t’eri smarrito, avrebbe perdonato i tuoi peccati, per quanto numerosi potessero essere, per quanto abominevoli, se solo ti fossi confessato e pentito. E invece no. Non volesti. Schernisti i sacerdoti della santa religione, voltasti le spalle al confessionale, affondasti sempre e sempre più nel fango del peccato. Dio ti chiamò, ti minacciò, ti implorò di tornare a Lui. Oh, quale onta, quale miseria! Il Reggitore dell’universo supplicò te, creatura di argilla, di amare colui che ti ha creato e di attenerti alla Sua legge. Ma tu no. Non volesti. Ed ora, anche se dovessi inondare tutto l’inferno con le tue lacrime, ammesso che ti fosse ancora possibile piangere, tutto quel mare di pentimento non ti procaccerebbe ciò che ti avrebbe procacciato una singola lacrima di pentimento sincero durante la tua vita mortale. Implori ora un attimo di vita terrena nel quale pentirti: invano. Quel tempo è passato; passato per sempre.
    «Ecco il triplice aculeo della coscienza, la vipera che rode nel più profondo il cuore degli sciagurati all’inferno, per cui, colmi di furia infernale, essi maledicono se stessi per la propria follia e maledicono i cattivi compagni che li hanno condotti a tanta rovina e maledicono i demoni che li hanno tentati in vita e che ora li dileggiano per l’eternità e addirittura vituperano e maledicono l’Essere Supremo la cui bontà e la cui pazienza spregiarono e schernirono, ma alla cui giustizia e alla cui potenza non possono sottrarsi.
    «L’altra sofferenza spirituale alla quale sono soggetti i dannati è la sofferenza dell’estensione. L’uomo, in questa vita terrena, benché capace di molte perfidie, non è in grado di commetterle tutte contemporaneamente, in quanto una malvagità corregge e fa da antidoto all’altra, proprio come, non di rado, un veleno serve da antidoto a un altro veleno. All’inferno, all’opposto, un tormento, anziché fare da antidoto all’altro, lo rende ancora più intenso: non solo, ma le facoltà interiori essendo più perfette dei sensi esterni, sono anche più capaci di sofferenza. Proprio come ogni senso è afflitto da un tormento adattato ad esso, la stessa cosa accade ad ogni facoltà spirituale; la fantasia è tormentata da immagini orribili, la sensitività da brame e furie alternantisi, l’intelletto e la comprensione da una tenebra interiore ancor più terribile della tenebra esterna che regna in quella prigione spaventosa. La perfidia, per quanto impotente, che possiede queste anime demoniache è un male di estensione illimitata, di illimitata durata, uno stato spaventoso di malvagità del quale a stento possiamo renderci conto se non teniamo presenti l’enormità del peccato e l’odio che Dio nutre contro di esso.
    «Abbiamo poi, opposta a questa sofferenza dell’estensione e ciononostante coesistente con essa, la sofferenza dell’intensità. L’inferno è il centro di ogni male e, come vi è noto, le cose sono più intense al loro centro che nei loro punti più periferici. Né contrari né compromessi di qualsiasi sorta possono temperare o minimamente addolcire le torture dell’inferno. Anzi, le cose buone di per sé divengono malefiche all’inferno. La compagnia, altrove fonte di consolazione per gli afflitti, sarà laggiù un tormento incessante; la conoscenza, tanto bramata in quanto massimo bene dell’intelletto, vi sarà odiata più dell’ignoranza; la luce, tanto ambita da ogni creatura, dal signore del creato fino alla pianticella più umile della foresta, vi sarà odiata con intensità. In questa vita, le nostre pene o non si protraggono a lungo o non sono molto grandi perché la natura o le sconfigge con l’abitudine o pone termine ad esse cedendo sotto il loro peso. Ma all’inferno i tormenti non possono essere sopraffatti dall’abitudine, poiché, pur avendo essi un’intensità tremenda, variano al contempo continuamente, e ogni sofferenza, per così dire, si infiamma a contatto con l’altra e torna a fornire a quella che le ha appiccato l’incendio una fiamma ancor più impetuosa. Né la natura può sottrarsi a questi intensi e diversi tormenti soccombendo ad essi, in quanto l’anima è sorretta e mantenuta nel male in modo che le sue sofferenze possano essere grandi il più possibile. Una sconfinata estensione di tormenti, un’intensità incredibile di sofferenze, un’incessante varietà di torture… ecco quel che richiede la maestà divina, così offesa dai peccatori, ecco quel che esige la santità del paradiso, vituperata e ignorata per i libidinosi e bassi piaceri della carne corrotta, ecco ciò che vuole il sangue dell’innocente Agnello di Dio, versato per la redenzione dei peccatori, calpestato dai più abietti tra gli abietti.
    «Ultima e culminante tortura di tutte le torture di quel luogo spaventoso è l’eternità dell’inferno. Eternità! Oh, terribile e atroce parola. Eternità! Quale mente umana potrà mai capirla? E ricordate, si tratta d’una eternità di sofferenza. Anche se i tormenti dell’inferno non fossero terribili come sono, diverrebbero ciononostante infiniti in quanto destinati a protrarsi per sempre. Ma mentre sono eterni, sono al contempo, come sapete, intensi in misura intollerabile, estesi in misura insopportabile. Sarebbe un tormento spaventoso sopportare per tutta l’eternità anche soltanto la puntura di un insetto. Che cosa non deve essere allora sopportare per sempre i molteplici tormenti dell’inferno? Per sempre! Per tutta l’eternità! Non per un anno o per un secolo, ma per sempre. Cercate di immaginare il significato spaventoso di ciò. Più volte avrete veduto la sabbia sulla riva del mare. Quale finezza hanno i suoi granelli minuscoli! E quanti di quei minuscoli granellini occorrono per formare il più piccolo pugno di sabbia che il fanciullo afferra giocando! E ora immaginate una montagna di questa sabbia alta due milioni di chilometri, dalla superficie della terra alle più remote sfere celesti, larga due milioni di chilometri, fino allo spazio più remoto, spessa due milioni di chilometri: e immaginate questa enorme massa di incalcolabili particelle di sabbia moltiplicata tante volte quante sono le foglie nella foresta, quante sono le gocce d’acqua nel possente oceano, quante sono le piume degli uccelli, le squame dei pesci, i peli degli animali, gli atomi nelle vaste propaggini dell’atmosfera: e immaginate che alla fine di ogni milione d’anni un uccelletto venga a portarsi via nel becco un granello minuscolo di quella sabbia. Quanti milioni su milioni di secoli non dovrebbero passare prima che l’uccelletto avesse portato via anche un solo decimetro cubico della montagna, quanti incommensurabili periodi su periodi di epoche non dovrebbero passare prima che l’avesse portata via tutta! Eppure, al termine di tale sconfinata estensione di tempo, non si potrebbe dire che fosse trascorso neppure un attimo dell’eternità. Alla fine di tutti questi bilioni e trilioni d’anni, l’eternità quasi non avrebbe avuto inizio. E se la montagna tornasse a risollevarsi dopo essere stata portata via per intero, e se l’uccelletto facesse ritorno e la portasse via di nuovo, granello per granello: e se la montagna dovesse così sorgere ed abbassarsi tante volte quante sono le stelle del firmamento, gli atomi dell’aria, le gocce d’acqua del mare, le foglie degli alberi, le piume degli uccelli, le squame dei pesci, i peli degli animali, alla fine di tutti gli innumerevoli sollevamenti e abbassamenti di tale montagna incommensurabilmente vasta, non si potrebbe dire che fosse trascorso un singolo attimo dell’eternità; anche allora, alla fine di un così lungo periodo, dopo le epoche incommensurabili del tempo, il cui solo pensiero fa sì che la mente sia scossa da violente vertigini, l’eternità quasi non avrebbe avuto inizio.
    «A un sant’uomo (credo che sia stato uno dei nostri Padri) fu una volta concesso di avere una visione dell’inferno. Gli parve di trovarsi al centro d’una vasta sala, scura e silenziosa a parte il ticchettio di un grosso orologio. Il ticchettio continuava senza posa; e a questo santo sembrò che il suono del ticchettio fosse la ripetizione incessante delle parole: sempre, mai, sempre, mai. Sempre trovarsi all’inferno, mai trovarsi in paradiso; sempre esser precluso dalla presenza di Dio, mai godere della visione beatifica; sempre essere divorato dalle fiamme, roso dai vermi, pungolato da punte incandescenti, mai potersi sottrarre a quelle sofferenze, sempre sentire la coscienza avversa, la memoria infuriata, la mente colmata di tenebra e di disperazione, mai poter avere scampo; sempre maledire e ingiuriare i turpi demoni che diabolicamente gongolano per i tormenti dei loro gonzi, mai contemplare il manto luminoso degli spiriti eletti; invocare per sempre da Dio, piangendo, dal fondo dell’abisso di fuoco, un attimo, un solo attimo di sollievo da così spaventosa tortura, e non ricevere mai, neppure per un attimo, il divino perdono; soffrire sempre, non godere mai; essere dannati per sempre, non essere mai salvi; sempre, mai; sempre, mai. Oh, quale terribile castigo! Un’eternità di strazio senza fine, di tormenti fisici e spirituali senza fine, senza un sol raggio di speranza, senza un sol momento di tregua; un’eternità di tormento dall’intensità sconfinata, di strazio variato all’infinito, di tortura che tiene eternamente in vita ciò che eternamente divora, di angoscia che per sempre ossessiona lo spirito dilaniando al contempo la carne, un’eternità ogni istante della quale è di per sé un’eternità di sofferenza. Tale è il castigo tremendo decretato da un Dio onnipotente e giusto per coloro che muoiono in peccato mortale.
    «Sì, un Dio giusto! Gli uomini, ragionando sempre da uomini, si stupiscono del fatto che Dio possa volere un castigo infinito ed eterno nelle fiamme infernali per un unico atroce peccato. Ragionano così perché, accecati dalla bassa illusione della carne e dalle tenebre della comprensione umana, non riescono a capire la laida perfidia del peccato mortale. Ragionano così perché non sono in grado di capire che se anche il Creatore onnipotente potesse por termine a tutti i mali e a tutte le infelicità del mondo, alle guerre, alle infermità, ai furti, ai delitti, alle uccisioni, agli assassinii, a condizione di lasciare impunito un peccato veniale, un solo peccato veniale, una menzogna, uno sguardo d’ira, un momento di voluta ignavia, Lui, il Dio grande e onnipotente, non potrebbe farlo perché il peccato, sia esso d’atti o di pensieri, è una violazione della Sua legge, e Dio non sarebbe Dio se non punisse il trasgressore.
    «Dio vi chiama a sé. Gli appartenete. Vi ha creati dal nulla. Vi ha amato come solo un Dio può amare. Apre le braccia per accogliervi anche se avete peccato contro di Lui. Avvicinati a Lui, povero peccatore, povero peccatore smarrito. Questo è il momento propizio, questa è l’ora.»

Non bannatemi per aver citato Joyce, è solo un'opera letteraria. Forse.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Maggio 17, 2017, 13:01:19 pm
Vicus non ci tengo ad andare all'inferno :D
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Maggio 17, 2017, 13:10:42 pm
Avevo capito male :D
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Maggio 23, 2017, 22:48:38 pm
La nostalgia è come un fiore
che perde petali
ogni giorno che passa
lontano da casa.
Sono figlio dell'oceano
un vento
ha soffiato verso il mare
petali azzurri
di lavanda fresca;
ora nella valle
è rimasto solo il profumo.
C'è mai stato il passato?
Ne sento solo il profumo
la valle spoglia di lavanda
mi stringe il cuore,
ma l'azzurro appartiene solo al mare.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Maggio 24, 2017, 00:56:09 am
Salar dovresti pubblicarle le tue poesie :clapping:
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Maggio 25, 2017, 18:17:09 pm
Ti ringrazio,ma non ho ancora mille euro da buttare,la poesia non tira,però qualcuno apprezza,fa piacere,io ho sensazioni insolite.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Maggio 25, 2017, 18:17:59 pm
Campi verdi
cumuli di erba tagliata
orizzonti indistinti
erosi dall'afa
cicale e silenzio.
Ma io ti sento gridare
sento il tuo grido rimbalzare
dalle montagne di roccia pura
ai vasti pianori silenziosi,
sento l'urlo guerriero
sento il rumoreggiare di spade
guardo l'antica torre abbandonata
e so quanto sia falsa la pace
di un meriggio estivo
rido
e so
che le case torneranno a bruciare
all'imbrunire di sera
le nuvole rosse sono intrise di sangue
sento che tornerà
il furore guerriero
e nuovi cavalli e aquile di metallo
libereranno immensi anelli di fuoco
sentiremo di nuovo
l'odore della carne umana bruciata
e nubi nere si alzeranno a coprire
la vista del sole
lo spazio nero
riecheggia dell'urlo del nostro silenzio.


Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Sardus_Pater - Maggio 25, 2017, 18:22:47 pm
Notevole.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Maggio 26, 2017, 02:45:46 am
Ti ringrazio,ma non ho ancora mille euro da buttare,la poesia non tira,però qualcuno apprezza,fa piacere,io ho sensazioni insolite.
Insolite per le masse abbrutite dall'iPhone. :lol:
Puoi pubblicare con Amazon senza spendere un centesimo. Se prevedi una certa diffusione delle tue poesie (anche solo distribuirle a familiari e amici), posso occuparmene io.
lo spazio nero
riecheggia dell'urlo del nostro silenzio.
Passando per la Svizzera, di Nazim Hikmet:

Perché ho scritto questo della Svizzera?
Forse perché ho invidiato
il piccolo giardino nel mezzo del deserto insanguinato.
I fiori di quel giardino
non sono forse stati,
non sono forse ancora, inaffiati
del nostro sangue versato nel deserto?
La notte, nella pace, sotto la neve della Svizzera
le stelle non brillano forse più vivide, [bellissima questa descrizione]
lavate dalle nostre lacrime?
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Maggio 26, 2017, 20:57:28 pm
Sai per curiosità che torno da Lugano
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Maggio 26, 2017, 20:59:23 pm
Citazione
Puoi pubblicare con Amazon senza spendere un centesimo. Se prevedi una certa diffusione delle tue poesie (anche solo distribuirle a familiari e amici), posso occuparmene io.

Sai mi faresti un favore immenso... :)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Maggio 26, 2017, 23:27:19 pm
Inviami una tua raccolta in file.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Giugno 01, 2017, 22:00:27 pm
http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/06/un-ceffone-ben-assestato-contro-il.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/06/un-ceffone-ben-assestato-contro-il.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Giugno 02, 2017, 11:50:42 am

Nel complicato rapporto uomo-donna non è il denaro l'unico fattore che determina l'attrazione della donna per l'uomo (che è quella che determina di fatto la formazione della coppia),il principale ma non l'unico.
Essenzialmente la teoria è questa:
''tutte le donne hanno la tendenza all'autodistruzione,a premere il pulsante ''self-destruction'' ciò che cercano in un uomo è semplicemente un braccio sufficientemente forte da  bloccare questo impulso a schiacciare il pulsante.
La donna è dotata di un impulso al cosidetto acting out,cioè a non controllare la propria impulsività
e a tendere verso la compulsività:gli armadi pieni di scarpe mai indossate dalle donne ne sono una prova lampante.
E' anche uno strumento indispensabile del funzionamento della nostra società la compulsività della donna fa rima con ''shopping'' ovvero compulsività nell'acquisto,il denaro dell'uomo è diciamo così lo strumento della compulsività femminile.
Le donne manifestano il loro bisogno di essere rassicurate paradossalmente essendo aggressive,l'aggressività femminile spesso è interpretata come aperta ostilità,ma in realtà si tratta di una richiesta d'aiuto,un incitamento a essere ''contenute'' da una reazione maschile.
Il femminismo in questo senso è una paradossale richiesta collettiva di ''reazione maschile''.
La reazione maschile non c'è stata e sta incominciando solo adesso per cui hanno avuto tutto il tempo di schiacciare il bottone self-destruction e tutti quanti ne possiamo vedere i frutti.
Quando una donna ti aggredisce,non è la stessa cosa di quando un uomo ti aggredisce,quando una donna ti aggredisce tu ti devi chiedere ''dove vuole essere rassicurata?''.
Questo non significa subire passivamente,faccio un'esempio: in un aneddoto sui bombardamenti durante la seconda guerra mondiale una donna in un rifugio antiaereo durante un bombardamento continuava a gridare istericamente.
Tutti quanti avevano un caro defunto ed erano in uno stato di tensione costante con i nervi a pezzi,la donna che gridava accentuava parossisticamente questo stato di cose.
Ad un certo punto un uomo si alzò e le tirò un sonoro ceffone,la donna sbigottita si calmò.
Fosse capitato oggi tutti quanti avrebbero assunto un atteggiamento di ''corteggiamento-compatimento'' che avrebbe confermato nella sua psiche la correttezza di questo atteggiamento infantile:io urlo e mi soccorrono...
poi figuriamoci con la storia della violenza sulle donne chi avrebbe il coraggio di fare un gesto simile?
ma il ceffone ben assestato la lascia sbigottita innanzitutto perchè è un'interruzione dello stream of consciousness che le ricorda che sotto le bombe non c'è solo lei,poi perchè è un RIMPROVERO:''come noi subiamo in silenzio,magari abbiamo un caro defunto e tu fai questa caciara contribuendo allo stato di tensione''.
La donna in una situazione di pericolo-difficoltà attacca anche chi dovrebbe aiutarla,perchè è impulsiva.
Il femminismo è stato l'ultimo grido disperato disperato di donne che VOLEVANO ESSERE CONTENUTE,VOLEVANO UN MASCHIO FORTE CHE PERO' FIACCATO DA 2 GUERRE MONDIALI NON C'ERA PIU'.
E che probabilmente non ritornerà più perchè offeso nel profondo e stanco di dover essere l'uomo forte,egli medesimo vittima della compulsività e incapace di contenersi non è più in grado di rispondere a questa chiamata alle armi delle donne.
Negli anni 60 le donne non facevano altro che gridare e isterizzarsi,poco importa se al corteo femminista,o al concerto dei beatles,non facevano altro che gridare,gridare,gridare con crisi d'isteria collettiva che andrebbero analizzate complessivamente al di là del fenomeno femminista.
Evidentemente hanno smesso di prendere ceffoni.
E' necessario un sonoro ceffone ben assestato a tutte le femministe,ma oramai questa generazione è stata avviata verso l'autodistruzione e sarà sostituita presto da giovani musulmani che di ceffoni ne danno eccome.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: KasparHauser - Giugno 02, 2017, 17:58:46 pm
Insomma si torna sempre alla saggezza popolare: cazzo e cazzotti!
A parte ciò, bell'analisi.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Giugno 02, 2017, 18:42:52 pm
Non si può spostare questa discussione da qualche altra parte ho altre poesie da pubblicare...
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Alberto1986 - Giugno 06, 2017, 22:30:49 pm
Non si può spostare questa discussione da qualche altra parte ho altre poesie da pubblicare...

Salar, il topic è stato aperto per permetterti di pubblicare tutti i post provenienti dal tuo blog. Quindi, pubblica tutto qui senza problemi...
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Giugno 07, 2017, 06:00:09 am
E' necessario un sonoro ceffone ben assestato a tutte le femministe,ma oramai questa generazione è stata avviata verso l'autodistruzione e sarà sostituita presto da giovani musulmani che di ceffoni ne danno eccome.
E' un argomento che torna spesso ma mi pare un po' semplicistico. Ammesso e non concesso che sia giusto prendere le donne a ceffoni,* l'unico risultato sarebbe di finire in galera (talora anche senza darli come sappiamo).
I musulmani "funzionano" (sia pure in modo discutibile) perché hanno messo in piedi un vero e proprio sistema alternativo, con proprie leggi,  codici sociali e persino tribunali (riconosciuti in alcune parti d'Europa!) In alcuni paesini o quartieri a maggioranza musulmana, se devono intervenire i pompieri vengono perquisiti prima di entrare, per mandare un chiaro segnale che lì l'Europa finisce e comincia il territorio musulmano.
Innanzitutto non si sposano allo stato civile (e questo già elimina un bel po' di problemi). Se poi qualcosa di serio non va nella coppia, esiste tutto un sistema di sanzioni (non necessariamente basate sulla forza) come anche di mediazione familiare e della comunità che la rimette in carreggiata.

Ci sono Europei che hanno messo in piedi un sistema simile (senza violenza) e mi pare l'unica via percorribile per risolvere la QM (adattandola alle convinzioni di ciascuno), ma ogni volta si leva un coro di obiezioni; anche se poi si ammirano i musulmani che sono sicuramente peggio, al punto che loro stessi abbandonano talvolta la comunità, figurarsi quanto sarebbe gradevole per noi la legge islamica.

In sintesi: questo sistema è marcio, cambiare una o due leggi non serve (v. affido condiviso), non si può migliorare la QM se non se ne mette in piedi uno basato su valori maschili. Ed è tardi per perorare la causa presso le istituzioni, bisogna creare (legalmente) situazioni di fatto senza aspettare concessioni dall'alto.

A parte questo, l'idea che le donne vadano un po' contenute e che il loro comportamento erratico sia una richiesta implicita di regole è azzeccatissima.

* Cosa che non ho mai fatto; ma se a qualche schiattosa prude vallo a spiegare alla Postale.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Giugno 07, 2017, 10:53:44 am
L'ultima cosa che ho visto
luce rossa assassina
di fronte a me
folle iridiscente
mescal di acciaio e cemento
tu però città correvi veloce
più del mio cuore
caricato da metamfetamina
ho perso il controllo
sono precipitato
da un aerostato
di coca alcool e dmt
ora ti guardo
con occhi grigi
nelle mie ceneri
sulla mia tomba
ai bordi dell'asfalto
un fiore appassito
annaffiato di benzopirene
non sotto un verde cipresso
ma grattacieli iridescenti
e smog a insudiciare la mia memoria
davvero sembra
che io non sia mai esistito
eppure talvolta
a mezzanotte incauti automobilisti
vedono l'autoradio spegnersi
il motore guastarsi
e si fermano ai bordi della strada
scoprono un urna
vedono un'ombra
e il cielo tingersi di rosso
di un semaforo
rosso come la fiamma
che è scaturita dalla mia bara di acciao
rosso come il sangue del mio cadavere
riverso sull'asfalto nero
come il posto dove sono ora.

Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Giugno 07, 2017, 13:19:33 pm
Il fantasma sull'A1
Innaffi giardini di asfalto
di sangue umano
rovi intrecciati di cemento e acciao
foreste di tubi al neon
e fabbriche in funzione 24 ore su 24
ora cadi dal precipizio di 140 km/h
nella immobilità della morte
un'ultimo grido
ma la città è sorda
sangue sull'asfalto
tempio dell'insenso
nessun orecchio ha udito il tuo urlo
ora compari diafana
all'una di notte
ti guardo e freno
mi fermo
il nulla
ho la sensazione
di aver guardato al fondo di un pozzo
e che dal fondo
qualcuno mi guardasse
fantasma dell'A1
giovinezza bruciata
in un istante
un urlo per sempre
diafana attraversi la strada
la via del paradiso non è per tutti
anche gli angeli non possono nulla
dinanzi al grande moloch
dei templi di cemento
anche il tuo urlo è vano.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Giugno 07, 2017, 21:30:35 pm
Solo Lepanto costruisce una civiltà
poca gente  deve arrivare alla terza età
morire giovani un diritto acquisito
te lo assicuro: walhalla garantito
invece di fare il bidello alla stazione
vieni nell'ISIS la nostra vera nazione
e di quel che pensa la gente
non me frega niente
i veri terroristi
sono i giornalisti
se non dessero risalto
ai morti accoltellati sull'asfalto
si stuferebbero di emulare
e coi soldi dei sauditi
si farebbero una gita al mare
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Giugno 08, 2017, 10:04:04 am
Si potrebbe mettere in musica :w00t:
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Giugno 08, 2017, 12:09:08 pm
Infatti è un freestyle
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Giugno 08, 2017, 12:10:04 pm
http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/06/technoir.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/06/technoir.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Giugno 09, 2017, 14:35:58 pm
Vicus che se n'è fatto del progetto di mettere le poesie su Amazon?
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Giugno 09, 2017, 21:22:31 pm
Vicus che se n'è fatto del progetto di mettere le poesie su Amazon?
Abbi pazienza Salar in questo periodo ho parecchi impegni, ma lo farò, garantito.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Giugno 10, 2017, 01:18:53 am
Grazie
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Giugno 20, 2017, 18:24:59 pm
L'estate è una festa
cui non sono stato invitato
convitto di dei
io semplice mortale
mi rifugio fra le ombre
profonde dei boschi
lentamente ghermiranno
coi loro artigli
i verdi prati
e i vermigli fiori.
La pallida rosa
circonfusa di luce
ha una guardia di spine
affinchè io non la tocchi
posso solo accarezzarla
con il pensiero il profumo.
Una scala d'oro
che arriva al sommo sole
mi è stata proibita
non posso salire
sono perso negli oceani
dell'azzurro cielo
fra le sponde di verdi.
La vita è come l'estate
una verde festa
a cui non sono stato invitato
solo la morte e l'autunno
apre le sue fosche braccia
ai viventi che usciranno dalle ombre
ai morti
che usciranno dalle tombe.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Giugno 20, 2017, 21:29:56 pm
Lancio il mio cavallo alla ricerca della luna
sulla prateria inargentata
soffi di angeli sospirano alle mie orecchie
i loro amori perduti quando furono di carne e sangue
arrivo alle sponde della palude
dell'estate lasciva
la luna è donna e si nasconde
dietro un broccato di nuvole d'argento
tessuto da torme di angeli caduti
gelosi della lasciva visione
della luna in una sera d'estate
io mi ritrovo perso
nella tenebra profonda
fra anime e libellule
il cielo d'estate si ribalta sulla terra
pulsanti lucciole amoreggiano
fra i vapori
sulla terra marcia
tra i giardini delle rose appassite
ho cercato la vita
ho sentito il profumo
del cuore della terra
e i servitori dell'infimo
fan la loro comparsa
mentre con i fuochi di san Giovanni
i villici tentano di allontanarli
mentre volano bassi
fra finte nubi
sudori di un Cristo non ancora nato
a imitazione del primo
per ghermire le anime
e portarle qui dove giaccio io
vicino alla janua inferni
bocca della terra profonda
dove la bestia esala il calore sulfureo
che schiaccia la pianura
nell'istante di confine del solstizio.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Giugno 20, 2017, 21:43:42 pm
Salar perché ti vedi vicino alla janua inferni.
Ti ho mandato un modello per pubblicare le tue poesie.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Giugno 20, 2017, 21:49:49 pm
Soffro di depressione che è quanto di più c'è vicino all'inferno e le mie visioni sono ispirate da un mondo che sento dominato da demoni.
Una volta il solstizio d'estate era definito janua inferni,perchè così come nel solstizio d'inverno,nel solstizio d'estate si liberano le energie maligne che porteranno alla formazione dell'anticristo.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Giugno 20, 2017, 22:17:06 pm
Soffro di depressione che è quanto di più c'è vicino all'inferno e le mie visioni sono ispirate da un mondo che sento dominato da demoni.
Non sarebbe una novità, è il Princeps huius mundi che oggi si chiama anche femminismo :lol:
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Giugno 21, 2017, 10:46:00 am
Era solo nella città
milioni di uomini
volti d'ovatta
cuffiette nelle orecchie
viaggia con la sua mercedes nera
per distinguersi
che bisogno dovrebbe sentire
di distinguersi
se non fossimo tutti uguali?
Viaggia con la sua mercedes nera
nella via dell'amore
per comprare un contatto
con altra carne solitaria
ma vuole solo carezze
non gli interessa venire
vuole che una mano accarezzi
la sua carne
la carne urla
nella prigione di cemento
sotto il cielo azzurro
una farfalla vola verso il cielo
una mercedes nera
sul ciglio di di un viadotto
la portiera aperta
i fari ancora accesi
tagliano il buio
mentre nessuno si ferma
e la benzina lo culla
i motori sembrano
il rumore del mare lontano
un ultimo viaggio
la sua carne è leggera
nel vuoto
gli occhi socchiusi
il buio
i fanali
due coltelli di luce
sopra di lui
l'ultimo ricordo
della luce vuota
di un mondo irreale
è stato solo
un brutto sogno
ora finalmente
la sua carne
ha trovato le carezze agognate
nelle nere acque del fiume.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Giugno 21, 2017, 20:46:46 pm
La rivolta delle bottiglie rotte,la stupidità dell'appendino,e la dittatura prossima ventura


http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/06/la-rivolta-delle-bottiglie-rottela.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/06/la-rivolta-delle-bottiglie-rottela.html)
Torino.
Se solo potessi atomizzarla.
Questa città inutile proletaria di proletari cafoni che si fanno le rate per comprare per comprare il bmw che giustamente diventerà parte della flotta aziendale degli zingari di borgarom entro 5 giorni dall'immatricolazione.
Questa città di aristocratici che non si mescolano alla plebe e quando escono è solo per trasferirsi da un palazzo all'altro per non toccare l'asfalto malato di questa detroit col respiratore attaccato dei pensionati che comprano ancora la panda e la ''settimana enigmistica''.
Ora il ''cambiamento'' 5 stelle targato borghesia appendino manda gli sbirri nella feccia e si stupisce che poi si sporcano di merda.
Parlano di ''centri sociali'' perchè non hanno capito un cazzo di questa città.
Il santa è feccia e basta ,oramai è come detroit,togli la birra a quei poveri 4 deficienti che vegetano passando un giorno e l'altro cercando di stordirsi e credendo che sia divertimento e ti organizzeranno una rivolta.
No non si ribellano a nulla non capiscono nulla,non sono in grado di capire perchè sono ridotti così,ma togligli l'alcool e dei vegetali si trasformeranno in rivoluzionari provetti.
Mi fanno schifo anche loro,non provo nessuna solidarietà.
E la appendino borghesuccia che non può concepire che per la maggior parte dei giovani che poveri piciu l'hanno votato,uscire significa ciondolare con una birra in mano nel ''centro''.
E allora delira di vietare lo spaccio di bottiglie di vetro,come se il mercato internazionale della birra possa fare un'eccezione per questo buco di culo e venderti la birra in plastica.
E sì perchè il santa non sono le vallette,e se il centro è questo che cos'è la periferia?
Mi stupisce la velocità con cui gli agenti sono stati ridotti all'impotenza,degna della presa della bastiglia.
Tutto ciò dovrebbe inorgorglirmi ma quando penso che è solo per poter continuare a ciondolare fianco a fianco con i palazzi dei potenti,senza riversare un centesimo di quella violenza contro i responsabili di questo sfascio,provo soltanto disgusto.
E non vi sognate a solidalizzare con quei piciu solo perchè vi identificate perchè allora vuol dire che anche voi siete responsabili di questo degrado.
Provo soltanto disgusto nausea.
A volte vagheggio squadre di SA reclutate in questa merda.
Sì perchè questa è il milieu culturale in cui tutte le rivoluzioni hanno attinto.
Il putsch di Monaco è nato in questo contesto,ma quella gente non reagiva solo perchè gli toglievi una birra.
Reagiva perchè non accettava più imposizioni da una classe borghese che si nascondeva dietro la ''democrazia'' e non riusciva nemmeno più a ''immaginare'' le esigenze delle classi inferiori.
Che è ben diverso da ribellarsi solo perchè ti hanno toccato l'alcool.
I dittatori si guardano bene dal fare queste stronzate,paradossalmente capiscono meglio le esigenze della plebe,il suo modo di pensare che non va oltre una birra alle tre di notte.
Stalin ha ucciso 30 milioni di persone ma la vodka è sempre stata di ottima qualità e a buon mercato.
Riflettete,perchè la democrazia borghese se non fa uno sforzo di comprensione de ''le vite degli altri'' rischia presto di essere sostituita da un qualche genere di dittatura.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Giugno 23, 2017, 20:09:56 pm
La sera
Respiro dei monti
sospiro degli amanti
mano nella mano
osservano la Luna
ingioiellata in abito da sera
con fronde scure
sotto cui riposano
i marmi dei sepolcri
con una collana di perle
di lucciole brillanti
che ha incastonato
fra anelli d'argento
della sua luce cinerea
gli occhi degli innamorati
le loro gocce di sudore
di bianca madreperla
risplendono nel buio
ti ho messo al dito
il gioiello di una sera
ti ho cullata
con l'erba nei rivi addormentati
la tua pelle bianca
incipriata di polvere di Luna
esile collo aristocratico
di nobildonna romana
ti rifletti timida nelle acque
si raduna il piccolo popolo
e le ninfe curiose
mentre i tuoi occhi luminosi
risplendono nel cuore blu scuro della sera.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Giugno 29, 2017, 20:58:48 pm
Una goccia d'acqua  in una pozzanghera
onda concentrica in uno specchio nell'asfalto
si riflettono i tacchi alti
di prostitute ai bordi delle strade
fra neon isterici che urlano
il loro orrore al silenzio.
Una goccia viene dal cielo nero
a volte Lucifero piange
il vento fra i capelli luminosi
sono le strade nella notte
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Giugno 29, 2017, 22:36:51 pm
Cielo di notte
Broccato d'ebano
tessuto finemente di venti
le mani degli angeli
con aghi di ghiaccio
tessono, mentre volano, il velo nero
dai loro fori
tu le chiami stelle
traspare la luce infinita
che esploderà nelle ceneri dell'apocalisse
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Luglio 05, 2017, 23:29:59 pm
Ho provato a cercare l'anima
sono entrato dentro lo specchio dei ricordi
ho trovato solo foto senza volto
l'anima erano i tuoi occhi
uniche spille di rugiada
appuntate al mio petto vuoto
ti ho amata
e questo braciere illuminerà
il mio giaciglio
per il resto dell'eternità.
L'anima è il suono del silenzio
dopo che la campana a mezzogiorno
ha smesso di suonare
l'anima è il profumo dell'erba
dopo che è stata falciata
l'anima è il calore del marmo
dei sepolcri d'estate
dopo la calura pomeridiana
l'anima è il negativo dell'esistenza
lo yin che regna quieto nella valle
è il profumo dei campi di lavanda
quando il vento lo ha portato fino al mare
se solo avessi un'anima
tu mi avresti amato
ma l'anima non esiste
e tu sei soltanto stata una bugia.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Luglio 07, 2017, 00:38:42 am
Primo vuoto
Nel buio si va più veloce
Credo
non credo in dio
credo solo nella Luna
che illumina quietamente la valle
credo nei sentieri notturni
non credo nei fari
di una macchina che mangia l'asfalto
il cielo è vuoto e nero
le luci della città sono una menzogna

Secondo vuoto
il viadotto che finisce nel nulla
una ragazza cammina sul guardrail
tra una corsia e l'altra di un'autostrada
il vestito sventola mosso dai camion

Terzo vuoto
un autostrada di polvere bianca
su un tavolino di vetro
l'autostrada finisce nel vuoto

Il quarto vuoto
ora sono nel deserto
e imploro Dio di nuovo
gli chiedo che cos'è il quarto vuoto?
Dove non c'è amore c'è il vuoto
tutti gli atti,anche i più pazzi
che sono stati fatti per amore
ti allontaneranno dai vuoti
altrimenti sarai inghiottito
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Luglio 08, 2017, 19:04:36 pm


Voci dal quarto vuoto

Se la verità fosse appena accennata
l'universo schricchiolerebbe
e come un serpente ferito si rivolgerebbe
a mordere tutto quello che c'è
non potendo trovare null'altro che sè stesso
si autoinghiottirebbe
come un uroboro
la carne viva mangerebbe altra carne
e il sangue si nutrirebbe di altro sangue
se la verità fosse appena rivelata...
se la verità fosse appena accennata...
ops,cazzo...
qualcuno non deve aver tenuto a freno la lingua
c'era tutto questo bisogno di dire la verità,fratelli?
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Luglio 09, 2017, 04:04:49 am
Citazione
Dove non c'è amore c'è il vuoto
tutti gli atti,anche i più pazzi
che sono stati fatti per amore
ti allontaneranno dai vuoti
Salar sarò ripetitivo ma queste poesie sono notevoli dal punto di vista umano e c'è anche talento artistico.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Luglio 09, 2017, 11:37:20 am
Vicus ti ringrazio immensamente,anche per il semplice fatto di leggermi.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Luglio 11, 2017, 02:26:03 am
Citazione da: Salar
Ho provato a cercare l'anima
sono entrato dentro lo specchio dei ricordi
ho trovato solo foto senza volto
l'anima erano i tuoi occhi
uniche spille di rugiada
appuntate al mio petto vuoto
ti ho amata
e questo braciere illuminerà
il mio giaciglio
per il resto dell'eternità.
L'anima è il suono del silenzio
dopo che la campana a mezzogiorno
ha smesso di suonare
l'anima è il profumo dell'erba
dopo che è stata falciata
l'anima è il calore del marmo
dei sepolcri d'estate
dopo la calura pomeridiana
l'anima è il negativo dell'esistenza
lo yin che regna quieto nella valle

è il profumo dei campi di lavanda
quando il vento lo ha portato fino al mare
se solo avessi un'anima
tu mi avresti amato
ma l'anima non esiste
e tu sei soltanto stata una bugia.

Come sai sono un estimatore di Eliot (che talora usa parole simili alle tue), la cui poesia è tutta centrata su un tema: nell'epoca presente nessun progetto umano (famiglia, carriera, ecc. ecc.) è possibile, gli unici attimi di verità e di senso sono quelli tra una vanità e l'altra, tra un "fallimento" e l'altro (si noti al riguardo l'importanza che nella sua poesia hanno le parole "broken" e "between" sempre associate ad immagini positive):

Occhi che in sogno non oso incontrare
Nel regno di sogno della morte
Questi occhi non appaiono:
Laggiù gli occhi sono
Luce di sole su una colonna infranta

Laggiù un albero ondeggia
E voci vi sono
Nel cantare del vento
Più distanti e più solenni
Di una stella che si spegne.

III
Questa è la terra morta
Questa è la terra dei cactus
Qui le immagini di pietra
Sorgono, e qui ricevono
La supplica della mano di un morto [Eliot usa questa parola in senso metaforico, come una speranza di risurrezione anche nella vita presente]
Sotto lo scintillio di una stella che si va spegnendo.
E’ proprio così
Nell’altro regno della morte
Svegliandoci soli
Nell’ora in cui tremiamo
Di tenerezza
Le labbra che vorrebbero baciare
Innalzano preghiere a quella pietra infranta.

IV
Gli occhi non sono qui
Qui non vi sono occhi
In questa valle di stelle morenti
In questa valle vuota
Questa mascella spezzata dei nostri regni perduti
In quest’ultimo dei luoghi d’incontro
Noi brancoliamo insieme
Evitiamo di parlare
Ammassati su questa riva del tumido fiume

Fra l’idea
E la realtà
Fra il movimento
E l’atto
Cade l’Ombra [di Dio, un accenno di senso, di riscatto: Eliot è pessimista solo in apparenza, i suoi versi sono liberatori, danno un significato luminoso alle situazioni apparentemente più sconfortanti]

Perché Tuo è il Regno
Fra la concezione
E la creazione
Fra l’emozione
E la responsione Cade l’Ombra

La vita è molto lunga
Fra il desiderio
E lo spasmo
Fra la potenza
E l’esistenza
Fra l’essenza
E la discendenza
Cade l’Ombra

Perché Tuo è il Regno
Perché Tuo è
La vita è
Perché Tuo è il

E’ questo il modo in cui finisce il mondo
E’ questo il modo in cui finisce il mondo
E’ questo il modo in cui finisce il mondo

Non già con uno schianto ma con un lamento. [Accenno ironico alla società creata dalla finanza astratta, che esaurisce energie e civiltà umane]
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Sardus_Pater - Luglio 11, 2017, 22:55:38 pm
Primo vuoto
Nel buio si va più veloce
Credo
non credo in dio
credo solo nella Luna
che illumina quietamente la valle
credo nei sentieri notturni
non credo nei fari
di una macchina che mangia l'asfalto
il cielo è vuoto e nero
le luci della città sono una menzogna

Secondo vuoto
il viadotto che finisce nel nulla
una ragazza cammina sul guardrail
tra una corsia e l'altra di un'autostrada
il vestito sventola mosso dai camion

Terzo vuoto
un autostrada di polvere bianca
su un tavolino di vetro
l'autostrada finisce nel vuoto

Il quarto vuoto
ora sono nel deserto
e imploro Dio di nuovo
gli chiedo che cos'è il quarto vuoto?
Dove non c'è amore c'è il vuoto
tutti gli atti,anche i più pazzi
che sono stati fatti per amore
ti allontaneranno dai vuoti
altrimenti sarai inghiottito

Qui sei stato prossimo all'immensità. Il valore emozionale trascende quello artistico che è già notevole.

Io le mie cose (che probabilmente mai posterò) le scrivo con uno stile più diretto e (apparentemente?) meno introspettivo e lirico. A volte vorrei scrivere così come te.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Luglio 12, 2017, 23:13:39 pm
Citazione
Innalzano preghiere a quella pietra infranta.


Ho scritto questa cosa non so se può essere attinente

Siamo il popolo delle stelle
il nostro signore ci ha abbandonato
lasciando una manciata di stelle
nelle nostre mani vuote
rivolte verso il cielo.
Siamo il popolo delle stelle
erigiamo nuovi idoli di pietra
incontriamo nuove pianure
disegnamo nuovi orizzonti.
Siamo il popolo delle stelle
il nostro destino è scritto lassù
erigiamo piramidi
scale di pietra
per venire a strapparlo.
Siamo il popolo delle stelle
non abbiamo paura della notte
né delle ombre
nè tantomeno della morte
perchè da lì siamo venuti
e lì ritorneremo.
Siamo il popolo delle stelle
sepolto dal vento del deserto
è il nostro segreto.

Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Luglio 12, 2017, 23:17:16 pm
Citazione
Qui sei stato prossimo all'immensità. Il valore emozionale trascende quello artistico che è già notevole.

Adesso faccio un esperimento,rispondo con poesie

Chi sente il vento della morte nei propri capelli
ha incontrato l'immensità
senza i tuoi occhi
la mia luce è vuota
ho preferito il grande buio
ad una luce vuota
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Luglio 13, 2017, 00:20:29 am

Ho scritto questa cosa non so se può essere attinente

Siamo il popolo delle stelle
il nostro signore ci ha abbandonato
lasciando una manciata di stelle
nelle nostre mani vuote
rivolte verso il cielo.
Siamo il popolo delle stelle
erigiamo nuovi idoli di pietra
incontriamo nuove pianure
disegnamo nuovi orizzonti.
Siamo il popolo delle stelle
il nostro destino è scritto lassù
erigiamo piramidi
scale di pietra
per venire a strapparlo.
Siamo il popolo delle stelle
non abbiamo paura della notte
né delle ombre
nè tantomeno della morte
perchè da lì siamo venuti
e lì ritorneremo.
Siamo il popolo delle stelle
sepolto dal vento del deserto
è il nostro segreto.

Eliot è molto complesso: per pietra infranta (broken stone) non intende un idolo vano, ma una icona, simbolo della sacralità infranta dall'umanità e tuttavia desiderata. Broken è spesso associato nei suoi poemetti al crollo di una civiltà (ad es. broken column).
Questi versi vanno letti alla luce della conclusione di The Waste Land:
Ho puntellato questi frammenti contro le mie rovine ("These fragments I have shored against my ruins").
La poesia di Eliot è solo apparentemente triste, ma in realtà contiene un messaggio di liberazione e di speranza anche su questa Terra.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Luglio 13, 2017, 09:23:36 am
Leggo volentieri le poesie di Elliot che citi,anche se effettivamente ha un livello di profondità difficile da raggiungere.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Luglio 13, 2017, 13:32:08 pm
Il messaggio di Eliot è rivoluzionario e quindi usa toni prudenti per acquietare il pubblico meno consapevole (cioè politicamente corretto).
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Luglio 13, 2017, 15:21:42 pm
Altra allegria dalla compagnia

Ho sentito rumore di giganti d'acciaio
le loro dita che raschiano contro la lavagna
lampioni che sfrigolano all'una di notte
ho sentito battito di angeli sopra i grattacieli
planano come sirene ululanti nella notte
occhi sfatti come di attesa di pronto soccorso,
ticchettare della pioggia sui vetri
il rumore delle autostrade lo culla lontano
morì come Van Gogh in un campo di grano
morì di un amore profano
camionista che si masturba
senza poter fermarsi
morì schiantandosi nel vuoto il suo autotreno.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Luglio 14, 2017, 12:00:24 pm
Citazione
Io le mie cose (che probabilmente mai posterò) le scrivo con uno stile più diretto e (apparentemente?) meno introspettivo e lirico. A volte vorrei scrivere così come te.

Sbagli ognuno di noi dovrebbe lasciare una traccia di sè stesso,altrimenti siamo vissuti invano.
Posta quello che hai scritto.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Luglio 14, 2017, 23:29:49 pm
Il mein kempf
Ho letto il mein kempf,è noioso.
Soltanto un popolo di pedanti come i tedeschi poteva correre dietro tutte quelle cazzate.
I mass media moderni sono riusciti a dare un non so che di sulfureo a qualcosa che ha tutti i crismi di un pensiero da piccolo borghese frustrato.
Hanno reso il gesto di disegnare una svastica un gesto di trasgressione,e cosa ancora peggiore con l'arrivo di tutta l'Africa in Europa stanno finendo di dargli la soddisfazione postuma di dargli ragione.
Perchè i libri di storia abbiano a scrivere Adolf Hitler aveva ragione.
Lo riabiliteranno come hanno fatto con Nerone che era pazzo come un cavallo,''ma in realtà erano i senatori a dargli contro perchè era dalla parte del popolo''.(sic)
Il nazismo ha purgato la sua componente rivoluzionaria le SA e ha deciso di farsi borghese.
Una cosa dalla quale noi che siamo di sinistra dobbiamo sfuggire è la tentazione a demonizzare il mondo bancario e basta come se la lotta di classe si esaurisse in quello.
Marx era ebreo,ma ha detto solo cose giuste.
Gli ebrei erano ai vertici del comunismo,come sono ai vertici del capitalismo,ma la lotta di classe si combatte contro un'intera classe sociale e gli ebrei anche per semplici ragioni numeriche ne costituiscono una minoranza.
La ragione di ciò è semplice,sono intelligenti e fanno mafia.
Ma eliminare tutti gli ebrei senza nemmeno passare per una questione di censo,non ha molto senso.
Non esistono parti sane del capitalismo,inquinati dalla malvagia bancocrazia,è il capitalismo tout court che comprimendo la domanda e ampliando a dismisura l'offerta produce le cause del suo declino.
Non si può distinguere in una parte sana e in una parte malata del capitalismo e nemmeno ha senso scivolare nell'ossessione blondettiana anti-giudaica,dando per scontato che eliminata quella lobby le ingiustizie del capitalismo si appianeranno.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Luglio 15, 2017, 14:12:41 pm
Dio delle crepe dei muri
Dio dei deserti
delle nuvole e dei cieli
Dio che ti nascondi nella polvere
che segretamente
cade secondo un ordine occulto
dietro al quale si nasconde il destino
di ogni creatura
Dio che stai nelle zanzare
nelle loro segrete danze
ogni essere è prezioso al tuo progetto
ma gli uomini ti hanno voltato le spalle
cercandoti nella sfera e nel triangolo
hanno eliminato la polvere dalle strade
hanno sistemato le crepe dei muri
ma tu prevarrai
perchè sei l'ordine segreto nell'entropia.
I muri si creperanno
i grattacieli verranno presi a morsi dal tempo
ti rivelerai nella polvere
nei fulmini che danzano in cerchio
nella pianura
mentre l'uomo bianco asettico scompare
e quello nero batte il tempo
danzando coi tamburi sotto la pioggia
al tempo dei fulmini
della polvere che cade silenziosa
mentre tu dal quarto vuoto
dai un ordine perentorio
tutto ciò che è perfetto
torni all'imperfezione
che gli è propria
il grande architetto dell'universo
con la sua squadra e il compasso
è il tuo nemico mortale.
Lucifero lo chiamano gli stolti
e uccidono e distruggono e gridano
senza rendersi conto che realizzano la tua volontà.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Luglio 17, 2017, 22:05:51 pm
Una rosa rossa
lavata dal sangue dai tramonti d'estate
giacciono gli amanti
la sera
le nuvole sono petali rossi carminio
tu guardi alla finestra
l'autunno può attendere
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Sardus_Pater - Luglio 18, 2017, 12:08:06 pm
Una rosa rossa
lavata dal sangue dai tramonti d'estate
giacciono gli amanti
la sera
le nuvole sono petali rossi carminio
tu guardi alla finestra
l'autunno può attendere

Questa mi garba particolarmente ^_^ .
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Luglio 23, 2017, 14:51:09 pm
Amazon:verso la società post-terziaria

https://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/07/amazonverso-la-societa-post-terziaria.html (https://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/07/amazonverso-la-societa-post-terziaria.html)

Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Luglio 23, 2017, 15:27:20 pm
Centri commerciali abbandonati negli Usa

(https://pbs.twimg.com/media/B7AZunACcAAjgi4.jpg)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Luglio 24, 2017, 04:03:46 am
Non tutto il male vien per nuocere :lol:
Di recente ho sentito in TV che "i centri commerciali sono pieni ma i loro negozi vuoti".
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Luglio 24, 2017, 22:20:37 pm
Ti ho baciata
prelibato nettare
dei ranuncoli a mezzogiorno
i tuoi capelli
tempesta d'oro
in cui la mia anima è naufragata
ho pugnalato l'azzurro del cielo
due gocce di rugiada, i tuoi occhi
sono piovute
le nuvole diventan grigie
al tramonto
come i tuoi capelli
nel vento della sera
un gatto nero svicola
e sparisce nel nulla,
così è notte
il sole ha affidato
alle montagne e al vento
una promessa
ritornerà
oro
per sempre.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Agosto 03, 2017, 14:32:18 pm
Fufi (che è un essere umano che si chiama con un nome di cane,esiste io lo conosco e già questo non va bene)vuole prendere un gatto,la questione è annosa,come deve comportarsi il soviet supremo?
Chiaramente stiamo assistendo a un rammollimento e a un imborghesimento della classe subalterna cui bisogna prendere dei rimedi.
Gli animali  domestici con i loro cappottini e con il loro costo esorbitante e le pubblicità purina one con cui si spendono più soldi per i cani che per i barboni sono una manifestazione del dominio culturale della classe borghese.
Dunque urgono soluzioni:
1)prima soluzione la più immediata,quella suggerita dai compagni maoisti ''involtini primavera'',
c'è la contrarietà dei nostri fratelli dell'isis che definiscono il cane ''animale impuro'' e siccome nel nostro pantheon di divinità fondamentaliste c'è anche Khomeini saltiamo questa soluzione
2)seconda soluzione: trasferimento di massa di animali domestici su Antonov diretti a Mosca per essere fucilati sulla piazza Rossa,simbolica ma impraticabile, presto il mausoleo di Lenin sarebbe sostituito da fosse comuni per animali domestici:inaccettabile spostare la mummia di Lenin,con il gatto di Fufi fucilato e poi imbalsamato a memoria dei posteri.
La soluzione devo dire mi solletica perchè l'idea di imbalsamare il gatto di Fufi è simpatica e può prendere risvolti inaspettati perchè l'idea di creare nel tempio del comunismo una succursale dell'antianimalismo più becero è semplicemente meravigliosa,ma so che i compagni protesteranno,perchè Lenin è pur sempre Lenin anche se io non mi fossilizzerei in questo modo i tempi cambiano,anche le mummie esibite nei musei,oltretutto gli animalisti si recherebbero a Mosca a protestare e ce li leveremmo dai coglioni per un pò.
A Mosca ci sarebbe il trattamento ''gay pride'' ovvero secchiate di acqua benedetta a -30 gradi sotto lo zero,da parte di vecchie incattivite dall'ortodossia Cristiana (a noi vanno bene tutti gli ortodossi,purchè siano ortodossi) e mazzate da parte di tutti gli estremisti di tutti i tipi.
Soluzione divertente ma impraticabile.
3)terza soluzione quella optata dall'ala cosmista del partito.
Se non sapete che il cosmismo era la religione ai tempi di Stalin,che Yuri Gagarin ne era il sommo sacerdote siete degni di essere mandati nello spazio, il cosmismo consisteva nello spedire nello spazio gli indesiderabili con la scusa della socialismo UNIVERSALE a cui convertire anche gli alieni capitalisti pervertiti che hanno fatto accordi col governo USA (VERGOGNA VENDUTI!) per sollazzarsi sparando sonde anali nel culo di obesoidi del New Mexico.
Cioè il gatto di Fufi sarebbe mandato in orbita per conquistare il pianeta Rosso,vivrebbe tranquillamente la sua vita fino alla fine dei suoi giorni,ma rigorosamente su Marte nella sua tutina spaziale con stella rossa e quel cavolo di paralume in testa che rende gli animali domestici ridicoli.
Invieremo uno a uno tutti gli animali domestici sul pianeta rosso spostando la merda che producono sul pianeta rosso e con loro chi pensa che gli animali siano meglio degli uomini.
Così è deciso,ci sono obiezioni?
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Agosto 05, 2017, 17:51:04 pm
http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/08/chtulhu-mexican-sugar-cane-festival.html (http://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/08/chtulhu-mexican-sugar-cane-festival.html)

(https://images-blogger-opensocial.googleusercontent.com/gadgets/proxy?url=http%3A%2F%2Forig03.deviantart.net%2F9fda%2Ff%2F2010%2F192%2Fd%2F2%2Fcthulhu_lord_of_the_dance_1st_by_maldorf.jpg&container=blogger&gadget=a&rewriteMime=image%2F*)

PARTE 1
Partenza: uno scienziato in camice bianco inietta uno strano liquido nero nelle vene di una donna legata ad un tavolino,luci al neon pareti bianche una finestra nera aperta,cielo senza stelle. Dalla finestra. cola dalle pareti lo stesso liquido nero.
Il ventre della ragazza si fa arcuato a mo' di scorpione e i legacci della parte inferiore del corpo cedono,il ventre di scorpione si dimena nella stanza e impugna e alza da terra lo scienziato,tramite una proboscide gli entra in bocca e inietta fiotti di liquido nero nella bocca dello scienziato che gira le orbite e perde conoscienza,a quel punto viene lasciato cadere per terra in una pozza di quello stesso liquido.
Inquadratura sulla parete bianca con finestra nera la telecamera si avvicina alla finestra nera fino a che tutta la schermata è nera.
Intermezzo l'universo che si espande,sottotitolo in realtà è il tempo che si contrae.
Sfondo nero,dal nero emergono figure e' un ecografo di una sala parto.
La donna di prima è in sala parto in posizione ginecologica,primo piano sulla vagina il suo corpo si contrae al ritmo di dark-trance.
Primo piano sulla vagina da cui esce un polipo.
Chtulu reigns.
Il polipo viene messo in incubatrice insieme ad altri tutti generati alla stessa maniera.

(https://vice-images.vice.com/images/content-images/2015/08/19/the-posthumous-porn-ification-of-h-p-lovecraft-0819-body-image-1440016703.jpeg?output-quality=75)

  PARTE 2

Non essere gelosa se con gli altri ballo il twist,parte la musica anni 60,il ballo del mattone.
Una banda di nazisti entra in un quartiere di New Orleans,armati fanno uscire una famiglia di negri,li portano in una piantagione di canne da zucchero.
Gli puntano la luce in faccia e li crivellano di colpi.
Sotterrano i cadaveri,non si accorgono di essere seguiti da una banda di necrofili.
Altri negri entrano in azione e disotterrano i cadaveri.
Li decapitano,spappolano le teste con un mattone (il ballo del mattone) sostituiscono le teste con polipi rubati alle incubatrici,poi accendono gruppi elettrogeni e applicano delle scosse elettriche per divertirsi a vederli ballare il ritmo anni 60 di ''non essere geloso se con gli altri ballo il twist''
Con te con te che sei la mia passione,ballo il ballo del mattone.
Puzza di sperma.
Insane.
Ridono e si masturbano,poi finisce il ballo del mattone e riinizia la psy-trance di prima,tirano fuori i tamburi e accendono candele nere e disegnano figure fosforescenti sulla terra nera, mentre i corpi cambiano le movenze.
Un paio di figone con testa di polipo ballano uno strano ritmo: è sexual distortion dei Symphonix.
A un certo punto i cadaveri prendono vita e staccano gli elettrodi.
I negri urlano si fanno il segno della croce e si prosternano.
Un nuovo culto blasfemo è nato.
Chtulu mexican sugar dancing.
Che ci crediate o no,questo video nel deep web esiste davvero.
Welcome to hell.

(https://pbs.twimg.com/media/CLpk7phWcAA8ijB.png)

Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Sardus_Pater - Agosto 07, 2017, 10:29:00 am
Povero H. P. Lovecraft :P ...
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Agosto 09, 2017, 21:40:54 pm
https://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/08/agosto-batte-natale.html (https://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/08/agosto-batte-natale.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Agosto 09, 2017, 21:41:08 pm
Agosto batte Natale
Agosto se non fosse per la sua natura generosa i suoi cieli durante i temporali,quell'atmosfera indefinibile alle 5 del pomeriggio quando hai l'impressione che il tempo si sia definitivamente fermato in un'attesa del prossimo istante che NON VERRA',è peggio di Natale quanto a tristezza.
Ti svegli alle 7 del mattino perchè fa già caldo nel letto scendi sotto,il televisore già acceso da un misterioso poltergeist,incomincia a bombardarti
1)il novellino Campiello
2)scappa,scappa scappa con panealba,il grissino non fritto ma tostato
3)il jumbo jet in 357000 edizioni che non si capisce cosa centra con l'aceto
4)sulla sette onnipresenza di David Parenzo che lancia inchieste sull'origine geografica del tiramisù

dopo circa 10 minuti chiudi la tv senza nemmeno guardare il meteo,guardi fuori dalla finestra e vedi l'Arizona senza il fascino dell'Arizona.
Ti senti stanco come se non avessi dormito affatto,come se quei 10 minuti fossero più stancanti di una giornata di lavoro guardi l'orologio 7:30 ti rimetti a letto come uno zombie accasciandoti nella penombra che via via diventa incandescente rimpiangendo di non aver aderito al bando per la spedizione nel polo sud,e rimpiangendo Cthulu e la notte eterna ti accasci ed entri in un dormiveglia
nel quale concepisci i peggio incubi.
Ho sognato nell'ordine:
1)Il contenuto del post chtulu-mexican sugar dancing (e ho omesso i particolari più macabri)
2)la battaglia degli aghi in Giappone,un'improbabile battaglia tipo quella delle arance solo che al posto dell'arance ci sono gli aghi e l'obbiettivo e uscirne con un tatuaggio come quello di Belen sul pube
3)finally una guerra atomica lanciata da Kim Jom Sung e come sottofondo due giovani che fuggono da Los Angeles e vengono raggiunti da un missile di Kim e la musica che scandisce ''scappa,scappa scappa con panealba,il grissino non fritto ma tostato''.
Tostato da 20 milioni di gradi.
Mi sveglio sudato è mezzogiorno,scendo e tiro un sospiro di sollievo il mattino è finito,la luce gentile del pomeriggio mi accompagnerà verso un nuovo più sereno mondo onirico,basato su storie di tavolette Oujia andate a male,fantasmi in un'anticipazione temporalesca autunnale di Halloween.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Agosto 11, 2017, 13:12:18 pm
Che Guevara,Marylin Monroe,Kurt Kobain,James Dean questi ''miti'' non mi sono mai piaciuti,essi sono venerati come miti esclusivamente per il fatto che sono morti giovani,alberi dai bei fiori i cui frutti nessuno ha mai saggiato perchè tagliati prima di entrare nell'autunno della vita.
Nella parabola Castro-Che Guevara c'è da una parte il mito,il bel fiore morto prima di dare un frutto amaro,dall'altra la realtà,il frutto colui che si è disvelato per quello che realmente è:un dittatore.
Non c'è una differenza ontologica tra i 2 se non nella maggiore avvedutezza del primo ragion per cui la mia stima va senz'altro a Castro che ha difeso il popolo cubano nell'onta del mondo fino all'ultimo dei suoi giorni.
Quest'ultimo ha affrontato qualcosa di più terribile della foresta boliviana:il crollo del suo impero,del suo sistema di valori,di tutto ciò in cui credeva,e non ultimo il disfacimento di sè medesimo.
Per questo io dico,che gli uomini hanno inventato la guerra come escamotage per difendersi da questo ''compimento'' degenerativo della vita.
Hanno fiutato l'insenso della vita e gli hanno preferito una morte eroica,hanno voluto cercare l'immortalità nel marmo di statue sempre giovani che li commemorano.
Giulio Cesare stesso è andato consapevolmente incontro alla morte,in questo modo un pugno di uomini,anzichè l'intera Roma l'ha ucciso.
Se avesse perseverato nel vivere sarebbe stato esiliato da Roma come un reietto,ora invece Cesare è sinonimo di grandezza.
La grandezza è appunto la scelta del momento più opportuno di chiudere il sipario.

https://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/08/grandezza-degli-eroi.html (https://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/08/grandezza-degli-eroi.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Agosto 11, 2017, 23:17:36 pm
Assassini della notte
della bellezza
dell'amore
involucri immondi di veleno
che avete sputato
in faccia a Dio
alle sue geometrie perfette
alle stelle.
Inquietanti ombre
venute dal grembo informe
del vuoto creatore
puoi sentire
il loro semplice sguardo
mentre si posa
su di te
e rabbrividire
al pensiero
che quella cosa
sta posando il suo sguardo mefitico
su di te.

https://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/08/ai-ragni.html (https://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/08/ai-ragni.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Agosto 15, 2017, 22:06:49 pm
Che un emerito sconosciuto,debba a 9200 km da Providence accollarsi da solo il peso dell'apologetica di quello che è probabilmente il più grande scrittore di sempre,è ridicolo ma io ci provo lo stesso.
Fra gli accusatori di Lovecraft spicca il solito coglione saputello d'oltralpe,Houllebeck,scrittore mediocre e di mediocri intuizioni famoso solo per aver sparato a zero sull'Islam reo di essere l'unica struttura conservatrice rimasta in seno ad un'umanità OGM in preda al febbrile delirio pianificato dalle elites.
Il bello è che Houllebeck  lo fa dopo aver scagliato l'anatema massimo concepibile al giorno d'oggi,ovvero,''razzista'' credendo di insozzare in questo modo la memoria del Maestro.
Analizziamo quali sarebbero i principali difetti del Maestro secondo l'illuminato d'oltralpe:
Lovecraft è razzista
Lovecraft odia la vita
Lovecraft è misantropo (il che basta già a scagionarlo dall'accusa di razzismo,lui non odia qualcuno in particolare odia tutto il genere umano e basta,reo di essere mediocre e stupido).
Nei suoi romanzi non compaiono donne.
Nei suoi romanzi il sesso e l'amore sono inesistenti.
Pur essendo americano,non parla mai di denaro.

Ecco, se dovessi fare un decalogo di un libro ben fatto concluderei che queste sono le premesse per discriminare un libro interessante da uno degli sterili sprechi di corteccia di pino che popolano le nostre librerie.
Lovecraft è razzista?
Embè? tutti quelli che hanno un cervello funzionante lo sono.
E' brutto dirlo ma le razze non sono tutte uguali,c'è voluto il premio Nobel Francis Crick,noto per aver scoperto la struttura del dna per rimarcarlo,affiancando la sua considerazione con un monito ''avoid boring people'',ovvero evitate i noiosi.
Come alcuni noiosissimi saputelli d'oltralpe.
O come gli psicanalisti,per esempio.
Sapete perchè la psicanalisi è diventata famosa?
Perchè la maggior parte delle pazienti di Freud erano donne,e tutti erano presi dalla fregola pruriginosa di sapere cosa alberga nella psiche femminile.
Nyarlathotep,il caos strisciante, avrebbe detto Lovecraft.
E invece no Freud ha tirato l'ossobuco nella stanza dei cani:nella psiche femminile c'è il sesso,il sesso!
Stappiamo la bottiglia di champagne!
Non sono frigide,semplicemente inibite dall'oppressione patriarcale!
Su questo colossale errore si è costruita la rivoluzione sessuale,rivoluzione in cui le donne si sono sì liberate,ma liberate dal sesso appunto.
Questa fastidiosa proiezione maschile che ha voluto vedere in loro belve assatanate e ninfomani quando ci trovavamo di fronte ad un esercito compassato di algide e presuntuose segretarie.
Lovecraft le ha ignorate per una semplicissima motivazione:la donna è troppo ancorata al mondo reale e al suo dio quattrino per poter essere credibile nel ruolo di colei che tenta la soglia dell'universo sensibile a suo rischio e pericolo.
In secondo luogo chiariamoci,il tipo di romanzi di Lovecraft è antitetico a quello dei romanzieri russi e europei,non c'è nessun interesse ad approfondire la struttura psicologica dei personaggi maschili o femminili che siano.
Quello di Lovecraft non è un viaggio dentro la mente umana,il mondo e le consuetudine che ne derivano,ma un viaggio al di fuori di essa.
Consustanziale all'affermarsi della scienza che viene definita da Werner Heisenberg come un tentativo di espellere la componente antropologica al pensiero umano,Lovecraft crea un unicum,una letteratura depurata dalla componente antropologica e antropocentrica.
Chi se ne frega dell'uomo,sembra dirci Lovecraft,questa giovane scimmia presuntuosa,quando il mondo fu creato eoni di millenni fa, già popolato di razze,i grandi antichi,non sottomesse alle normali leggi biologiche, provenienti da altri universi,dormienti e pronte a riprendere il controllo quando i tempi saranno propizi.
Gente che non ha fretta insomma.
Poi il libro di Houllebeck proprio non si capisce,c'era bisogno di lui per capire che Lovecraft visse un'esistenza povera? è Lovecraft stesso a dirlo in mille modi.
Sono i protagonisti dei suoi romanzi a dipanare ogni dubbio,un'esistenza vissuta prima nella solitudine della scogliere del New England,poi come chiunque provenga dal ''countryside'' segue il passaggio nelle periferie degradate di New York,il fetore e l'orrore di un'umanità che brulica dai quattro angoli del mondo come insetti e non già uomini.
Emblematica la descrizione che Lovecraft fa di New York,cito a braccio:
''immensa babilonia dalle torri di pietra di un gigantismo mostruoso''...''ebbi un'intuizione che questa città non era una città viva,come Londra era la continuazione  della vecchia Londra,o Parigi della vecchia Parigi,era una città morta abitata da cadaveri senz'anima''.
Aggiungo io:il capitalismo è come la necrofilia chiamata su internet ''mexican sugar dancing'',ovvero la pratica necrofila in cui i cadaveri vengono fatti danzare tramite appositi elettrodi.
La nostra civiltà è morta e sepolta ma sembra viva perchè le scimmie si sbracciano nella borsa:''compra!vendi!''
Concludo questo inutile omaggio al defunto Lovecraft con un'unica riflessione:
La sua letteratura è stata l'unica sufficientemente aliena dalle normali percezioni dei sensi che pur avendo venduto milioni di copie non è mai riuscita ad essere tradotta nel cinema.
Irriproducibile,misteriosa onirica straniante aliena a tal punto che nessun effetto speciale può coglierla,solo alcuni gradini della mente possono essere saliti da pochi sognatori esperti che possono avventurarsi nel suo mondo onirico,trasmesso dai grandi antichi,in attesa del loro risveglio,perchè cancellino quel che rimane di un'umanità imbastardita e deforme tanto da muovere critiche al genio PER PURA INVIDIA.

https://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/08/in-difesa-di-lovecraft.html (https://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/08/in-difesa-di-lovecraft.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Agosto 15, 2017, 23:16:21 pm
Lovecraft è misantropo (il che basta già a scagionarlo dall'accusa di razzismo,lui non odia qualcuno in particolare odia tutto il genere umano e basta,reo di essere mediocre e stupido).
Bisogna capirlo, quando si vive negli USA pensieri come questi vengono facilmente. :D
C'è voluto il premio Nobel Francis Crick,noto per aver scoperto la struttura del dna per rimarcarlo,affiancando la sua considerazione con un monito ''avoid boring people'',ovvero evitate i noiosi.
Per questa frase si sarebbe meritato un altro Nobel.

In realtà Lovecraft ha ispirato vari film, diretti per es. da John Carpenter.

quando ci trovavamo di fronte ad un esercito compassato di algide e presuntuose segretarie.
Non ho nulla contro le segretarie, ma il resto della frase descrive bene il fascino femminile di oggidì.
Chi se ne frega dell'uomo,sembra dirci Lovecraft,questa giovane scimmia presuntuosa,quando il mondo fu creato eoni di millenni fa, già popolato di razze,i grandi antichi,non sottomesse alle normali leggi biologiche, provenienti da altri universi,dormienti e pronte a riprendere il controllo quando i tempi saranno propizi.
Gente che non ha fretta insomma.
Probabilmente Lovecraft scambiava la gente degli USA per l'umanità. In molti luoghi del mondo la popolazione è stata ridotta ad un livello quasi subumano, di morti viventi. persino Hollywood lo dice, tutto il filone zombie è imperniato su questo tema (notevoli le scene di folle di nonmorti nei centri commerciali).
Wyndham Lewis intuì che l'uomo medio desidera essere un automa, senza dover pensare e uscire dalla sua zona di comfort (il consumismo si basa su questo).
Scrisse anche lui vari romanzi eccezionali, tra cui Childermass, ambientato in una distopica Città Magnetica (il nome dice tutto) governata da un dispotico burocrate, (Bailiff).
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Agosto 15, 2017, 23:28:21 pm
Citazione
Bisogna capirlo, quando si vive negli USA pensieri come questi vengono facilmente. :D
Ma quello dell'americano medio stupido è un luogo comune,è l'umanita nel suo complesso a essere stupida.
Tant'è che  ogni cagata made in Usa ha altrove un successo strepitoso.


In realtà Lovecraft ha ispirato vari film, diretti per es. da John Carpenter. (http://In realtà Lovecraft ha ispirato vari film, diretti per es. da John Carpenter.)
Ho molto ammirato La Cosa thriller psicologico con un Kurt Russel in grande forma che affronta il mostro versandosi un bicchiere di JB,ma che mi risulti il riferimento è ad un altro romanzo,non alle ''montagne della follia'' di Lovecraft
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Agosto 15, 2017, 23:43:16 pm
Credo che Lovecraft,sia una sorta di fossile di un'America diversa da quella che conosciamo.
Colta,sobria,povera fatta di uomini che si confrontavano con le immense solitudini di quel suolo,ognuno a modo suo,un'America che non si sentiva neanche americana,ma una semplice estensione dell'Europa in altri territori curiosamente simili a quelli di appartenenza.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: KasparHauser - Agosto 15, 2017, 23:55:25 pm
Boh, non ho letto il libro che Houellebecq ha dedicato a Lovercraft ma pensavo che fosse un suo estimatore e che il libro fosse un omaggio a un suo idolo.
Ma non sarà che lo definisce razzista, misantropo e che odia la vita pensando soprattutto a se stesso e rivedendosi così nello scrittore americano?
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Agosto 16, 2017, 00:04:26 am
Ma quello dell'americano medio stupido è un luogo comune,è l'umanita nel suo complesso a essere stupida.
Tant'è che  ogni cagata made in Usa ha altrove un successo strepitoso.


In realtà Lovecraft ha ispirato vari film, diretti per es. da John Carpenter. (http://In realtà Lovecraft ha ispirato vari film, diretti per es. da John Carpenter.)
Ho molto ammirato La Cosa thriller psicologico con un Kurt Russel in grande forma che affronta il mostro versandosi un bicchiere di JB,ma che mi risulti il riferimento è ad un altro romanzo,non alle ''montagne della follia'' di Lovecraft
L'americano medio non è stupido, è solo rimbambito e (nelle grandi città) adoratore del dio quattrino.
I film americani, anche commerciali, non sono stupidi.
Carpenter si è ispirato a Lovecraft (già dal titolo) soprattutto nel suo capolavoro In the Mouth of Madness.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Jason - Agosto 16, 2017, 00:20:39 am
L'americano medio non è stupido, è solo rimbambito e (nelle grandi città) adoratore del dio quattrino.
I film americani, anche commerciali, non sono stupidi.
Carpenter si è ispirato a Lovecraft (già dal titolo) soprattutto nel suo capolavoro In the Mouth of Madness.

Ci credo, conducono una vita piuttosto stressante .
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Frank - Agosto 16, 2017, 08:09:22 am
I film americani, anche commerciali, non sono stupidi.

Beh, io non la vedo proprio così.
Dipende, perché certi film americani sono veramente stupidi.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Sardus_Pater - Agosto 16, 2017, 10:27:44 am
H. P. Lovecraft, figlio del vecchio New England, rappresentato dalla puritana cittadina di Providence, a cui era legato visceralmente, nulla aveva a che fare col razzismo biologico che impestava gli ambienti accademici e sociali di allora. Il suo era una sorta di razzismo idealistico ed identitario che non gli ha certo impedito di sposarsi per due anni con una donna ebrea.
Oggi i rappresentanti del nuovo New England sono i Griffin (serie ambientata nel Rhode Island)... si salvi chi può!
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Agosto 16, 2017, 13:01:21 pm
Ho tirato un sasso nello stagno
non ci sono state onde
è sprofondato nelle acque immote
silenzioso nelle profondità.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Agosto 16, 2017, 13:49:49 pm
https://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/08/floor-tiles-piastrelle-mosaici.html (https://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/08/floor-tiles-piastrelle-mosaici.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Agosto 16, 2017, 20:24:29 pm
Ho tirato un sasso nello stagno
non ci sono state onde
è sprofondato nelle acque immote
silenzioso nelle profondità.
Chi ha detto che non ci sono state onde?
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Agosto 16, 2017, 21:59:18 pm
Io ho avuto quell'impressione.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Agosto 16, 2017, 21:59:46 pm
La notte è una magia
il cielo un occhio nero smisurato
che si apre
a scrutare
i neri abissi
della tua anima
tu chiami tutto questo:
sognare.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Agosto 16, 2017, 23:17:35 pm
Beh, io non la vedo proprio così.
Dipende, perché certi film americani sono veramente stupidi.
Molti film americani, anche commerciali, permettono vari livelli di lettura e al di là della trama per un pubblico di massa presentano contenuti non banali.
Si pensi alla recentemente citata scena della folla di zombie nel centro commerciale, contiene un messaggio anticonsumista interessante.
Per rendersene conto, basta fare il paragone con i film indiani (Bollywood), che sono al 100% idioti ed inguardabili.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Agosto 16, 2017, 23:27:15 pm
Io ho avuto quell'impressione.
Ho letto con interesse le tue poesie, mi è sfuggito qualcosa?
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Frank - Agosto 17, 2017, 00:12:17 am
Molti film americani, anche commerciali, permettono vari livelli di lettura e al di là della trama per un pubblico di massa presentano contenuti non banali.
Si pensi alla recentemente citata scena della folla di zombie nel centro commerciale, contiene un messaggio anticonsumista interessante.
Per rendersene conto, basta fare il paragone con i film indiani (Bollywood), che sono al 100% idioti ed inguardabili.

Vicus, io sono stato un amante dei film americani.
Ciò non toglie che certi film odierni (e del recente passato), soprattutto quelli in salsa femminista, siano di una idiozia abissale.


Citazione
Per rendersene conto, basta fare il paragone con i film indiani (Bollywood), che sono al 100% idioti ed inguardabili.


Vabbè, questo è fuori discussione.
Gli indiani... capirai.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Agosto 17, 2017, 00:44:26 am
Vicus, io sono stato un amante dei film americani.
Ciò non toglie che certi film odierni (e del recente passato), soprattutto quelli in salsa femminista, siano di una idiozia abissale.
Va da sé che non intendevo i film femministi.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Frank - Agosto 17, 2017, 01:02:27 am
Tanto per rendere l'idea.  :cool2:

1) Gran film statunitense.



2) Film ultra-idiota statunitense.

Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Sardus_Pater - Agosto 17, 2017, 09:56:01 am
GRAN TORINO visto al cinema, al vecchio Ariston di Sassari, ci sono andato da solo ma ne è valsa la pena. L'ultimo rappresentante del grande cinema statunitense è Clint Eastwood.

Ieri su Rai 4 ho visto un bel film "di formazione" indipendente del 2012 intitolato Mud, che vi consiglio. Un film di sconfitti, ma con un alone di speranza nel finale.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Agosto 17, 2017, 16:38:08 pm
Il demone che ride di noi:che bastardo
Ci sono piccole cose che ci suggeriscono l'esistenza di un demiurgo beffardo,all'origine di tutto,un supremo stronzo che si diverte a prenderci per il culo assicurando gloria fama e successo a individui assurdi,solo per deridere quelli normali,un demiurgo che mette il superiore sotto i capricci dell'inferiore,che crea animali strani per puro divertimento,una ridda cachinnica di demoni che in un'arena osserva come le forme di vita si sbranano l'una con l'altra solo per un malsano senso del divertimento ed un umorismo cosmico che prende in giro gli scienziati o i filosofi che cercano di capirci qualcosa.
Solo il sorriso del Buddha mi infonde un pò di pace.
Dell'esistenza di tutto ciò lo intuisci da episodi incresciosi nella storia dell'umanità.
Prendi Yukio Mishima.
Un'esistenza perfetta, elegante,composta,raffinata come la sua prosa.
Il finale,pensato in maniera teatrale doveva essere il seppuku del samurai.
E invece si scade nel tragicomico fantozziano.
Al tizio che doveva finirlo gli si incastra la spada  nel collo,va nel pallone,l'altro impreca non so cosa in giapponese,finchè arriva uno più macellaio dell'altro e finisce il compito.
Sarabanda di risate nel mondo invisibile.
Poi quell'altro che ha sbagliato il colpo che fa?
Fa seppuku a sua volta.
Risate.
Nessuno là sopra o sotto ci prende sul serio.
Datemi dello psicotico,ma c'è qualcuno che ci ha creati al solo scopo di deriderci.

https://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/08/il-demone-che-ride-di-noiche-bastardo.html (https://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/08/il-demone-che-ride-di-noiche-bastardo.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Agosto 17, 2017, 17:23:37 pm
Ci sono piccole cose che ci suggeriscono l'esistenza di un demiurgo beffardo,all'origine di tutto,un supremo stronzo che si diverte a prenderci per il culo assicurando gloria fama e successo a individui assurdi,solo per deridere quelli normali,un demiurgo che mette il superiore sotto i capricci dell'inferiore,che crea animali strani per puro divertimento,una ridda cachinnica di demoni che in un'arena osserva come le forme di vita si sbranano l'una con l'altra solo per un malsano senso del divertimento ed un umorismo cosmico che prende in giro gli scienziati o i filosofi che cercano di capirci qualcosa.
Solo il sorriso del Buddha mi infonde un pò di pace.
Sì ma non è un demiurgo, sono esseri molto più terrestri e molto più idioti.
Quanto a Budda (lo scrivo senza h) predicava l'estinzione (Nirvana), forse anche per questo piace tanto al sistema, gli adepti del buddismo se ne stanno quieti a meditare e non disturbano i padroni del vapore.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: maveryx - Agosto 17, 2017, 20:52:07 pm
Salar, ma poi hai letto qualcosa di Volfango Lusetti, dei cui libri ti accennavo tempo fa.
Siamo animali, evoluti male, molto male, e soprattutto violentissimi, da sempre. Una volta utilizzavamo le clave, adesso le parole.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: maveryx - Agosto 17, 2017, 20:59:33 pm
Sì ma non è un demiurgo, sono esseri molto più terrestri e molto più idioti.
Quanto a Budda (lo scrivo senza h) predicava l'estinzione (Nirvana), forse anche per questo piace tanto al sistema, gli adepti del ciccione se ne stanno quieti a meditare e non disturbano i padroni del vapore.

Vero, forse Gesù Cristo che  qualcosa non tornava lo cominciava a realizzare, visto che sulla croce gridò: "Padre, perché mi hai abbandonato". Nelle grinfie della madre, aggiungo io. E che madre, la Grande Madre in persona, quale onore. O quale sfiga. Dipende dai punti di vista.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Agosto 17, 2017, 21:08:56 pm
Vero, forse Gesù Cristo che  qualcosa non tornava lo cominciava a realizzare, visto che sulla croce gridò: "Padre, perché mi hai abbandonato". Nelle grinfie della madre, aggiungo io. E che madre, la Grande Madre in persona, quale onore. O quale sfiga. Dipende dai punti di vista.
Avviso: non dite che parlo di religione, rispondo a chi ne parla se non vi garba censurateci entrambi.

Ora salta fuori la teoria che è stato crocifisso dalla madre, quando già a 13 anni aveva lasciato i genitori per insegnare nel Tempio.
"Dio mio perché mi ha abbandonato" è la citazione letterale del Salmo 21, non ha nulla a che vedere con la disperazione, nella tradizione ebraica citare l'incipit di un Salmo equivale a ricordarlo tutto:

Ma tu, Signore, non stare lontano,
mia forza, vieni presto in mio aiuto.

Tu mi hai risposto!
ti loderò in mezzo all'assemblea.

perché egli non ha disprezzato
né disdegnato l'afflizione del povero,
il proprio volto non gli ha nascosto
ma ha ascoltato il suo grido di aiuto.

Ricorderanno e torneranno al Signore
tutti i confini della terra; [così è stato, il Vangelo si è diffuso ovunque]
davanti a te si prostreranno
tutte le famiglie dei popoli.

ma io vivrò per lui,
lo servirà la mia discendenza.
Si parlerà del Signore alla generazione che viene;
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Agosto 17, 2017, 21:44:25 pm
Citazione
Sì ma non è un demiurgo, sono esseri molto più terrestri e molto più idioti.

I demoni degli spazi esterni sono ciechi e idioti cit Lovecraft.
Il suo pantheon immaginario è sinistramente vicino al reale.
Citazione
Quanto a Budda (lo scrivo senza h) predicava l'estinzione (Nirvana), forse anche per questo piace tanto al sistema, gli adepti del ciccione se ne stanno quieti a meditare e non disturbano i padroni del vapore.

Tutte le religioni orientali,tutte portano all'immobilismo sociali,Buddha comunque era un riformatore e ha cercato di riformare l'induismo incatenato ai maledetti concetti di casta.
Certo non un Che Guevara.

Citazione
Salar, ma poi hai letto qualcosa di Volfango Lusetti, dei cui libri ti accennavo tempo fa.
Siamo animali, evoluti male, molto male, e soprattutto violentissimi, da sempre. Una volta utilizzavamo le clave, adesso le parole.

Sì,miti in controluce,e cannibalismo e nascita della coscienza,non condivido l'interpretazione del genesi di Lusetti,però a Pasqua di 2 anni fa avevo fatto un discorso su come la teofagia ''prendete e mangiate di questo corpo'' fosse una sublimazione dell'innato spirito cannibalesco,e Vicus mi aveva dato del posseduto probabilmente non sbagliando di molto.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Agosto 17, 2017, 21:51:13 pm
Citazione
Avviso: non dite che parlo di religione, rispondo a chi ne parla se non vi garba censurateci entrambi.

Non c'è problema gli uomini parlano di religione anche quando non parlano di religione,per esempio nella scienza,quando si chiedono?Cosa c'era prima del tempo?
Figurarsi quando parlano di religione ma il mio è un pour parler.
Non pretendo di aver scoperto nulla.
Aggiungo però:

Galileo che passava il tempo a scrutare le stelle col suo telescopio,divenuto cieco nel carcere di Arcetri.
O Beethoven,una vita dedicata alla musica finito sordo.
Mere casualità?
Boh chi lo può dire.
Il caso ha un suo ordine,ride,ride di una inquietante risata demoniaca incessante.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Agosto 17, 2017, 21:55:35 pm
Poesia del giorno,non può mancare

Giorno d'estate

vana gloria dorata
mentre l'istante
stilla lento
come goccia
essenza distillata
di profumo di fiori
sui ruscelli fra i prati,
sulle le montagne
gli dei ridono e sonnecchiano
sbuffano nuvole
da un narghilè scaldato
dal fuoco del sole,
passano ombre veloci
si incrociano macchie nere
d'uccelli
nel mare d'oro del pomeriggio.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Agosto 17, 2017, 22:33:49 pm
I demoni degli spazi esterni sono ciechi e idioti cit Lovecraft.
A me questa frase fa pensare a una classe dirigente scelta apposta per la sua stupidità - ma non son loro a comandare.
Tutte le religioni orientali,tutte portano all'immobilismo sociali,Buddha comunque era un riformatore e ha cercato di riformare l'induismo incatenato ai maledetti concetti di casta.
Certo non un Che Guevara.
Uno che passa il tempo a "meditare" nella sua stanzetta è lo schiavo ideale - persino gli indù pensavano che la loro fosse una religione da perdenti, troppo fatalista. "Ma l'India ora ha un peso internazionale": perché ha assimilato i valori occidentali.
a Pasqua di 2 anni fa avevo fatto un discorso su come la teofagia ''prendete e mangiate di questo corpo'' fosse una sublimazione dell'innato spirito cannibalesco,e Vicus mi aveva dato del posseduto probabilmente non sbagliando di molto.
Uscirsene proprio a Pasqua con cose del genere fa pensar male, d'altronde anche a Pietro du detto vade retro.
Trovo semplicistico dare un'interpretazione psicanalitica ("sublimazione") di religioni e mitologie che peraltro non conoscono il cannibalismo - venute molto prima di certe pseudoscienze che già fanno acqua da tutte le parti.
Ma volendo si può affermare la stessa cosa, al contrario: che il cannibalismo è una forma pervertita e grottesca (tratti diabolici) della spiritualità biblica.
Non c'è problema gli uomini parlano di religione anche quando non parlano di religione
In effetti mi riferivo a Maverix al cui post ho risposto, perché mi si accusa di parlare di religione (come se fosse una colpa) quando in realtà sono sempre altri a iniziare il dibattito senza suscitare proteste.
Non c'è problema gli uomini parlano di religione anche quando non parlano di religione,per esempio nella scienza,quando si chiedono?Cosa c'era prima del tempo?
Figurarsi quando parlano di religione ma il mio è un pour parler.
Non pretendo di aver scoperto nulla.
Aggiungo però:

Galileo che passava il tempo a scrutare le stelle col suo telescopio,divenuto cieco nel carcere di Arcetri.
O Beethoven,una vita dedicata alla musica finito sordo.
Mere casualità?
Boh chi lo può dire.
Il caso ha un suo ordine,ride,ride di una inquietante risata demoniaca incessante.
C'è un passo di F. S. Fitzgerald (Di qua dal Paradiso) che dice cose simili, il Diavolo ci mette del suo cercando di suscitare idee del genere ma dipende anche dal paradiso o dall'inferno che ogni uomo da se stesso si crea liberamente già su questa Terra.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: bluerosso - Agosto 18, 2017, 09:52:08 am
Avviso: non dite che parlo di religione, rispondo a chi ne parla se non vi garba censurateci entrambi.


A me quando parli di religione mi si illumina il cuore...
E ora scopro, grazie a te questa lettura di “Eloì, Eloì, lemà sabactàni?"
Che forse in un Forum come QM, qualche rilevanza (seppur intellettuale) de l'ha.


Una domanda: a me risulta salmo 22.
Ma so che la numerazione della Bibbia ha diverse traslazioni.

Quindi:...illuminami.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Sardus_Pater - Agosto 18, 2017, 10:01:29 am
Sul Buddha-pensiero avete ragione entrambi, Vicus e Salar: riformatore della religiosità del subcontinente, ma il grosso della popolazione continuò a preferirgli l'induismo delle caste, più dinamico rispetto al buddismo.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Agosto 18, 2017, 10:43:07 am
Torino,la citta' dove abito,non la mia citta'.
Comincio l'opera inutile di descriverla.
La leggeranno sì e no una decina di persone e fra quelle poche che sono torinesi batteranno i pugni nel ferreo campanilismo e urleranno:non è così.
Torino dal punto di vista strettamente fisico,è una città ben fatta.
Rigida,quadrata,ordinata,con ampi porticati e ampi viali,dà molto spazio al verde.
Intendiamoci,togliamoci strani sogni,Torino non è,e non sarà mai una città turistica,perchè non ha nulla di caratteristico,nulla di pittoresco e sbiadisce di fronte alla bellezza anche solo di comuni microscopici italiani.
E' una città costruita in modo razionale,tutto qui.
Detto questo il suo handicap è il tessuto sociale di questa città.
Faccio degli esempi:l'altro giorno mi sono soffermato a guardare le zanzare che brulicavano dietro il vetro  della mia finestra sbattendoci contro,nello spasimo di succhiare un pò del mio sangue,della mia vita,senza rendersi conto che pur essendo a un metro da me c'era un muro invisibile che gli precludeva ogni accesso.
Questa è Torino,questa è la ''movida'' di Torino,di cui hanno parlato i giornali:
uno stuolo di insetti,venuti dalle paludi e dagli acquitrini della periferia per cercare di entrare in una casa piena di vetrate,ai loro occhi di insetto perfettamente aperta e comunicante con l'esterno,nella realtà chiusa a ogni elemento estraneo.
Torino è così,ci sono vetrine meravigliose piene di ogni ben di Dio,e ragazze con l'immancabile borsetta firmata,ma tutti guardano e nessuno entra nei negozi.
Tutti si riversano nel centro il sabato sera,per dimostrare di appartenere a questa città,e il risultato è che la città vera,reale,quella che conta,che esiste,si dà al coprifuoco e si ritira nei lussuosi palazzi.
Non vanno in cerca di locali,ancorchè chic,al massimo il giapponese,si ritirano proprio in feste private che si svolgono a tre metri sopra da quell'altra umanità che brulica, che ciondola ubriaca e semisvenuta credendo,che essendo nel centro di essere protagonisti.
Il risultato sono rarissime scopate in cessi lubrici che potrebbero benissimo essere sostituite dal comodo e molto meno faticoso e costoso sesso a pagamento sotto casa.
Di solito tra i trenta e i quarant'anni si sfiancano e optano per il meretricio sotto casa.
Una città si disfa anche così.
Ci sarebbe tutto un mondo da descrivere :quello delle prostitute,ma non mi perdo nelle stupide pruriginose voglie di conoscerlo di chi legge.
Dirò solo una cosa,il mondo della prostituzione è gestito come quello degli impiegati bancari e le prostitute per profilo caratteriale e professionale sono del tutto assimilabili a questi ultimi.
Le prostitute vengono fatte girare,di modo che sotto casa ne trovi sempre una diversa,questo perchè i clienti non si affezionino troppo e se le portino via.
Il bisogno affettivo maschile infatti è enorme,,e tutte quelle cose che avete sentito dire sulla donna oggetto,sulle prostitute vittime di clienti ricchi e bramosi di sottometterle col denaro sono fumo gettato negli occhi.
Ma torniamo alla movida,perchè è su questo termine che mi voglio soffermare.
Movida è un termine straniero e come tutti i termini stranieri,viene importato per mettere sotto banco i termini del lessico italiano che sono ''scabrosi'' e descrivono una realtà non propriamente luccicante.
Per esempio ''single'', viene utilizzato per nascondere i termini ''scapolo'' e il più indecoroso ''zitella'',o il più lancinante di tutti:SOLO.
Al posto di cicciona o obesa viene importato il termine ''curvy''.
Ecco movida è il drappo dietro cui si nasconde un'altra parola:degrado.
Noi a dire il vero l'abbiamo sempre chiamato così,''andiamo a degradare''.
La movida consiste nel ciondolare inebetiti alle due di notte con una bottiglia di birra o di tavernello,portato da casa,o in uno slancio di misticismo alcolico comprato a caro prezzo in un ''locale'',ovvero uno spacciatore di alcool ''trendy'' e niente più.
Perchè in effetti portarselo da casa fa povero e brutto ma è più realistico e concreto dal momento che lo spazio nel locale è minimo ed è sempre sovraffollato quindi anche con -3 gradi sotto lo zero ti ritrovi invariabilmente a bere fuori.
Lo scopo del locale è aggregare persone che non si conoscono,non ho mai visto succedere questo,tutti i gruppetti stanno rigidi e chiusi,spesso addirittura le ragazze con le ragazze,i ragazzi con i ragazzi.
Certo per fortuna non mancano le coppie,ma non c'è interazione fra sconosciuti.
Dunque questi non sono locali,ripeto sono semplici spacciatori d'alcool trendy.
E non potrebbe essere diversamente manca lo spazio fisico per girarsi.
La movida è degrado,gente che piscia ubriaca sui monumenti,bottiglie rotte,e dopo una certa ora scatta oltre al coprifuoco della gente che esiste,(noi anche se abbiamo un codice fiscale non esistiamo,siamo i fantasmi che popolano questa notte inondata di luce malsana) anche il coprifuoco della figa,rimangono solo più i cessi e gruppi di maschi che ti chiedono spasmodicamente ''hai da accendere'' ma solo se vedono che il gruppo gira una canna per scroccargliela.
Se vogliamo un'immagine meno cupa,la movida sono quelle zanzare che continuano ad affollarsi dietro al vetro,incuranti del muro invisibile che le separa dal sangue vitale di cui avrebbero bisogno.
Se dovessi fare un altro esempio immaginate la città come una rete,bene,tutte le città che funzionano hanno dei collegamenti tra centro e periferia o una zona intermedia,dove c'è una classe media che fa da filtro ma al tempo stesso da passaggio tra il centro e la periferia,Torino no.
I collegamenti sono centro-crocetta, centro-collina,crocetta-collina e al massimo centro-Moncalieri Amen.
Anzi a essere precisi dal centro partono collegamenti un pò in tutta Italia e in tutto il mondo,non sono infrequenti le linee centro-Milano,centro-Firenze o addirittura centro-Montecarlo.
Ma manca una linea che colleghi il centro con anche solo Lucento, Vanchiglia o barriera di Milano,figurarsi Falchera o Vallette.
E' una città che espelle e non integra,fatta a caste.
Data la sua natura, è normale che sia sempre stata una città di sinistra,i miei genitori mi raccontano di una città diversa,dove la gente anche quella normale abitava in centro,e entrava nei negozi del centro di un tessuto sociale più uniforme.
Non so se credergli,i vecchi invecchiando confondono la loro giovinezza con la realtà,ma è come se mi parlassero della glaciazione quando al posto dei pini mediterranei c'erano la tundra e i mammuth.
Temo che in questa città l'unico punto di contatto tra il centro e la periferia,l'ultima classe media rimasta,ancorchè ne sia estita una siano le prostitute e gli spacciatori.
Ma devo ricredermi anche fra gli spacciatori c'è un ordine gerarchico,spacciatori del centro e della crocetta e spacciatori della periferia.
Rimangono solo le prostitute,o forse neanche quelle.
A Torino anche le meretrici vengono scelte in base al censo.
Non so come sia altrove,ma qui è così.
Aspetto,i soliti commenti:non è così,io ho amici di qua,di là...
Che vi devo dire ogni fotografia parte da un punto di vista da una prospettiva,ciònondimeno è una fotografia,un'incisione su pellicola della realtà.
Questo io ho visto,questa è la mia fotografia e con buona probabilità QUESTA E' TORINO.GRAN TORINO.

https://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/08/questa-e-torino.html (https://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/08/questa-e-torino.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: maveryx - Agosto 18, 2017, 10:43:58 am
Sì,miti in controluce,e cannibalismo e nascita della coscienza,non condivido l'interpretazione del genesi di Lusetti,però a Pasqua di 2 anni fa avevo fatto un discorso su come la teofagia ''prendete e mangiate di questo corpo'' fosse una sublimazione dell'innato spirito cannibalesco,e Vicus mi aveva dato del posseduto probabilmente non sbagliando di molto.

Io penso che il Lusetti abbia azzeccato il meccanismo della nostra "evoluzione", o ci sia andato molto vicino. Cioè le caratteristiche peculiari dell'uomo  che lo differenziano dagli altri animali, in particolare il linguaggio e la sessualità perenne, siano stati una risposta ad una  eccessiva e pericolosa aggressività, un modo per arginarla  incanalarla e renderla più  manipolabile e accettabile, e quindi sono essi stessi veicolo di violenza, più raffinata diciamo così. Il linguaggio è piu femminile e infatti l'uomo lo subisce come una violenza, il sesso l'inverso.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: maveryx - Agosto 18, 2017, 10:46:07 am
Avviso: non dite che parlo di religione, rispondo a chi ne parla se non vi garba censurateci entrambi.

Ora salta fuori la teoria che è stato crocifisso dalla madre, quando già a 13 anni aveva lasciato i genitori per insegnare nel Tempio.
"Dio mio perché mi ha abbandonato" è la citazione letterale del Salmo 21, non ha nulla a che vedere con la disperazione, nella tradizione ebraica citare l'incipit di un Salmo equivale a ricordarlo tutto:

Se il vostro gesù rappresenta un esempio per i cristiani allora conviene ricordare che mai, mai, e poi mai, il gesù, in tutta la sua vita, ha dedicato una parola di venerazione affidamento adorazione o preghiera a qualsiasi essere o divinità femminile,  che rappresentasse madre matrigna zia sorella cognata o cugina. Mi fa piacere che tirate fuori la tradizione ebraica, peccato che succede solo quando vi conviene.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Agosto 18, 2017, 11:16:32 am
Se il vostro gesù rappresenta un esempio per i cristiani allora conviene ricordare che mai, mai, e poi mai, il gesù, in tutta la sua vita, ha dedicato una parola di venerazione affidamento adorazione o preghiera a qualsiasi essere o divinità femminile,  che rappresentasse madre matrigna zia sorella cognata o cugina. Mi fa piacere che tirate fuori la tradizione ebraica, peccato che succede solo quando vi conviene.
Dio non ha bisogno di venerare creature, femminili o maschili che siano.
Torino,la citta' dove abito,non la mia citta'.
Comincio l'opera inutile di descriverla.
La leggeranno sì e no una decina di persone e fra quelle poche che sono torinesi batteranno i pugni nel ferreo campanilismo e urleranno:non è così.
Torino dal punto di vista strettamente fisico,è una città ben fatta.
Rigida,quadrata,ordinata,con ampi porticati e ampi viali,dà molto spazio al verde.
Intendiamoci,togliamoci strani sogni,Torino non è,e non sarà mai una città turistica,perchè non ha nulla di caratteristico,nulla di pittoresco e sbiadisce di fronte alla bellezza anche solo di comuni microscopici italiani.
E' una città costruita in modo razionale,tutto qui.
Detto questo il suo handicap è il tessuto sociale di questa città.
Faccio degli esempi:l'altro giorno mi sono soffermato a guardare le zanzare che brulicavano dietro il vetro  della mia finestra sbattendoci contro,nello spasimo di succhiare un pò del mio sangue,della mia vita,senza rendersi conto che pur essendo a un metro da me c'era un muro invisibile che gli precludeva ogni accesso.
Questa è Torino,questa è la ''movida'' di Torino,di cui hanno parlato i giornali:
uno stuolo di insetti,venuti dalle paludi e dagli acquitrini della periferia per cercare di entrare in una casa piena di vetrate,ai loro occhi di insetto perfettamente aperta e comunicante con l'esterno,nella realtà chiusa a ogni elemento estraneo.
Torino è così,ci sono vetrine meravigliose piene di ogni ben di Dio,e ragazze con l'immancabile borsetta firmata,ma tutti guardano e nessuno entra nei negozi.
Tutti si riversano nel centro il sabato sera,per dimostrare di appartenere a questa città,e il risultato è che la città vera,reale,quella che conta,che esiste,si dà al coprifuoco e si ritira nei lussuosi palazzi.
Non vanno in cerca di locali,ancorchè chic,al massimo il giapponese,si ritirano proprio in feste private che si svolgono a tre metri sopra da quell'altra umanità che brulica, che ciondola ubriaca e semisvenuta credendo,che essendo nel centro di essere protagonisti.
Il risultato sono rarissime scopate in cessi lubrici che potrebbero benissimo essere sostituite dal comodo e molto meno faticoso e costoso sesso a pagamento sotto casa.
Di solito tra i trenta e i quarant'anni si sfiancano e optano per il meretricio sotto casa.
Una città si disfa anche così.
Ci sarebbe tutto un mondo da descrivere :quello delle prostitute,ma non mi perdo nelle stupide pruriginose voglie di conoscerlo di chi legge.
Dirò solo una cosa,il mondo della prostituzione è gestito come quello degli impiegati bancari e le prostitute per profilo caratteriale e professionale sono del tutto assimilabili a questi ultimi.
Le prostitute vengono fatte girare,di modo che sotto casa ne trovi sempre una diversa,questo perchè i clienti non si affezionino troppo e se le portino via.
Il bisogno affettivo maschile infatti è enorme,,e tutte quelle cose che avete sentito dire sulla donna oggetto,sulle prostitute vittime di clienti ricchi e bramosi di sottometterle col denaro sono fumo gettato negli occhi.
Ma torniamo alla movida,perchè è su questo termine che mi voglio soffermare.
Movida è un termine straniero e come tutti i termini stranieri,viene importato per mettere sotto banco i termini del lessico italiano che sono ''scabrosi'' e descrivono una realtà non propriamente luccicante.
Per esempio ''single'', viene utilizzato per nascondere i termini ''scapolo'' e il più indecoroso ''zitella'',o il più lancinante di tutti:SOLO.
Al posto di cicciona o obesa viene importato il termine ''curvy''.
Ecco movida è il drappo dietro cui si nasconde un'altra parola:degrado.
Noi a dire il vero l'abbiamo sempre chiamato così,''andiamo a degradare''.
La movida consiste nel ciondolare inebetiti alle due di notte con una bottiglia di birra o di tavernello,portato da casa,o in uno slancio di misticismo alcolico comprato a caro prezzo in un ''locale'',ovvero uno spacciatore di alcool ''trendy'' e niente più.
Perchè in effetti portarselo da casa fa povero e brutto ma è più realistico e concreto dal momento che lo spazio nel locale è minimo ed è sempre sovraffollato quindi anche con -3 gradi sotto lo zero ti ritrovi invariabilmente a bere fuori.
Lo scopo del locale è aggregare persone che non si conoscono,non ho mai visto succedere questo,tutti i gruppetti stanno rigidi e chiusi,spesso addirittura le ragazze con le ragazze,i ragazzi con i ragazzi.
Certo per fortuna non mancano le coppie,ma non c'è interazione fra sconosciuti.
Dunque questi non sono locali,ripeto sono semplici spacciatori d'alcool trendy.
E non potrebbe essere diversamente manca lo spazio fisico per girarsi.
La movida è degrado,gente che piscia ubriaca sui monumenti,bottiglie rotte,e dopo una certa ora scatta oltre al coprifuoco della gente che esiste,(noi anche se abbiamo un codice fiscale non esistiamo,siamo i fantasmi che popolano questa notte inondata di luce malsana) anche il coprifuoco della figa,rimangono solo più i cessi e gruppi di maschi che ti chiedono spasmodicamente ''hai da accendere'' ma solo se vedono che il gruppo gira una canna per scroccargliela.
Se vogliamo un'immagine meno cupa,la movida sono quelle zanzare che continuano ad affollarsi dietro al vetro,incuranti del muro invisibile che le separa dal sangue vitale di cui avrebbero bisogno.
Se dovessi fare un altro esempio immaginate la città come una rete,bene,tutte le città che funzionano hanno dei collegamenti tra centro e periferia o una zona intermedia,dove c'è una classe media che fa da filtro ma al tempo stesso da passaggio tra il centro e la periferia,Torino no.
I collegamenti sono centro-crocetta, centro-collina,crocetta-collina e al massimo centro-Moncalieri Amen.
Anzi a essere precisi dal centro partono collegamenti un pò in tutta Italia e in tutto il mondo,non sono infrequenti le linee centro-Milano,centro-Firenze o addirittura centro-Montecarlo.
Ma manca una linea che colleghi il centro con anche solo Lucento, Vanchiglia o barriera di Milano,figurarsi Falchera o Vallette.
E' una città che espelle e non integra,fatta a caste.
Data la sua natura, è normale che sia sempre stata una città di sinistra,i miei genitori mi raccontano di una città diversa,dove la gente anche quella normale abitava in centro,e entrava nei negozi del centro di un tessuto sociale più uniforme.
Non so se credergli,i vecchi invecchiando confondono la loro giovinezza con la realtà,ma è come se mi parlassero della glaciazione quando al posto dei pini mediterranei c'erano la tundra e i mammuth.
Temo che in questa città l'unico punto di contatto tra il centro e la periferia,l'ultima classe media rimasta,ancorchè ne sia estita una siano le prostitute e gli spacciatori.
Ma devo ricredermi anche fra gli spacciatori c'è un ordine gerarchico,spacciatori del centro e della crocetta e spacciatori della periferia.
Rimangono solo le prostitute,o forse neanche quelle.
A Torino anche le meretrici vengono scelte in base al censo.
Non so come sia altrove,ma qui è così.
Aspetto,i soliti commenti:non è così,io ho amici di qua,di là...
Che vi devo dire ogni fotografia parte da un punto di vista da una prospettiva,ciònondimeno è una fotografia,un'incisione su pellicola della realtà.
Questo io ho visto,questa è la mia fotografia e con buona probabilità QUESTA E' TORINO.GRAN TORINO.

https://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/08/questa-e-torino.html (https://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/08/questa-e-torino.html)
E' una precisa fotografia di Torino. La Riviera di Levante è molto gradevole e non ci sono caste che escludono, hai mai pensato di andarci a vivere?
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Agosto 18, 2017, 11:25:05 am
Molto cara per quello che offre.
Io punto al Sud al profondo Sud,tutti quanti mi dicono che sono matto,ma io punto al Sud.
Sono stato a Napoli,se leggi Saviano dici,non ci starò mai,se invece ci vai e parli con la gente dici:QUESTA CITTA' E' VIVA.
Certo mi hanno fottuto il portafoglio,ma è il male minore,Torino rischia di fotterti l'anima.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: bluerosso - Agosto 18, 2017, 12:39:05 pm
Poesia del giorno,non può mancare

Giorno d'estate

vana gloria dorata
mentre l'istante
stilla lento
come goccia
essenza distillata
di profumo di fiori
sui ruscelli fra i prati,
sulle le montagne
gli dei ridono e sonnecchiano
sbuffano nuvole
da un narghilè scaldato
dal fuoco del sole,
passano ombre veloci
si incrociano macchie nere
d'uccelli
nel mare d'oro del pomeriggio.



Salar,
le tue lucide analisi intervallate dai vaneggiamenti delle tue poesie hanno un effetto psichedelico.
Come una droga.
E infatti andresti proibito.

Per poi leggerti clandestinamente... :shifty:
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Agosto 18, 2017, 13:25:49 pm
Molto cara per quello che offre.
Io punto al Sud al profondo Sud,tutti quanti mi dicono che sono matto,ma io punto al Sud.
Sono stato a Napoli,se leggi Saviano dici,non ci starò mai,se invece ci vai e parli con la gente dici:QUESTA CITTA' E' VIVA.
Altroché se è vero, a Napoli rinasci. E' il lavoro a mancare.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Agosto 18, 2017, 16:59:33 pm
Lanciamo un sondaggio
Cosa significa essere torinese?
Chiedetelo a me
Chiedetelo a Lapo ambasciatore della torinesità nel mondo

Essere torinese significa...
andare a New York e inscenare un finto rapimento per andare con una trans?
Certo.
Ma diciamo che questo è il desiderio segreto e incoffessabile di ogni torinese,ma che non tutti i torinesi possono permettersi.
Vediamo cosa vuol dire essere torinesi comuni:
Bene vediamo le caratteristiche più precipue della torinesità,a cui voi dieci lettori se siete anche torinesi potete contribuire.
Dipingiamo un ritratto del torinese,non del torinese medio,perchè come avrete capito non esiste il torinese medio,come il milanese medio,o il napoletano medio,esiste il torinese e basta.
E' un archetipo junghiano,esisteva già dai tempi degli egizi,e dei romani e continuerà ad esistere dopo che la città sarà completamente invasa dai cinesi e marrocchini.
Dipingiamolo con scientifico rigore classificativo,come un naturalista di fine settecento che sta descrivendo la fauna del Borneo.
Qui non centrano più le classi sociali.
Se sei torinese ti dividi in tre categorie:
1)Se hai più di 60 anni sei pensionato e hai lavorato alla fiat
2)se hai tra i 30 be i 60 anni sei sfigato,disoccupato o cassaintegrato e sei stato licenziato dalla fiat
3)se hai meno di 30 anni sei negro.Punto.

Il torinese come tutti gli animali ha una precisa nicchia ecologica al di fuori della quale si sente fuori posto,per questo se sei torinese il tuo habitat ha dei confini ben delimitati
se sei torinese:
1)vai in vacanza rigorosamente in Liguria (perchè è ''comoda'') nella riviera di ponente,possibilmente il più vicino allo sbocco della tortuosa ''autostrada'' dei fiori,che ha più curve di Le Mans e farebbe venire il mal di stomaco anche un marinaio abituato alle onde di capo Horn
2)risparmi i centesimi al supermecato INs e compri la verdura al mercato alle 2 del pomeriggio perchè sai che i commercianti devono disfarsi dell'invenduto e quindi tagliano i prezzi del 30%,alcuni pensionati si spingono a raccogliere la verdura caduta per terra,ma non fatevi commuovere,con la reversibilità del coniuge (operaio-impiegato fiat morto per consunzione da eccesso di lavoro) arrivano anche a 2000 euro di reddito,E' MERA SACRA E SANTA TIRCHIERIA PIEMONTESE,sancita dal proverbio che nasconde la tirchieria dietro la faccia rispettabile della sobrietà: CHI A MOSTRA I SOLD A' MOSTRA EL CUL.
Persino l'avvocato andava in giro senza portafoglio,ma non per vezzo borghese,come è stato male interpretato ma per pura tirchieria.
Tutto questo è finalizzato all'aspirazione ultima del torinese:spendere 300000 euro per comprarsi un locale caldaia a Borghetto Santo Spirito e soggiornarci durante le vacanze e spenderci altre 100000 euro per pagare l'avvocato ligure per ottenere l'usufrutto della stessa caldaia,negato dal ligure malvagio, per farsi almeno un bagno con l'acqua calda ma più che altro per questioni di principio,dal momento che il torinese sopporta condizioni termiche estreme,come descriverò in seguito.
Il torinese tipo infatti quando va in vacanza in Liguria si sveglia alle 5:00 del mattino,per avere il primato dell'HOMO TAURINENSIS:ESSERE IL PRIMO ESSERE UMANO IN SPIAGGIA AL MATTINO PER POTER RIPRENDERE POSSESSO DELLE OPERE FARAONICHE CON CUI TENTA DI DIFENDERE IL PROPRIO OMBRELLONE DAI MAROSI DEL MAR LIGURE(inutilmente).
Una sorta di Amundsen in versione gianduia,SI GLORIA di piantare il suo ombrellone nonostante i 90 nodi del vento che sferzano la spiaggia come Amundsen e Scott piantarono la bandierina nel polo sud.
Nietzsche che conosceva bene Torino (e infatti è impazzito) direbbe che è una manifestazione della volontà di potenza del pensionato torinese,sopita dopo decenni di angherie sul posto di lavoro
I marosi diventano molesti e insidiosi dal 16 agosto in poi.
La Liguria ha fama presso i piemontesi di essere luogo dal clima mite,ma fa strani scherzi,alle 6 del mattino del 17 agosto può anche andare sotto lo zero termico,fa un freddo da mare di Ohotosk nella penisola della Kamcatcka,ma il torinese mentre entra nelle gelide acque del mar ligure pronuncia il suo verso fatidico:A'je bella cauda nè.
Io mentre batto le brocche mi attacco a una boa che poi si rivela essere una signora sulla sessantina con una curiosa cuffietta arancione.
Chiedo scusa,ma lei anzichè protestare attacca bottone e vedo dai suoi modi che è interessata a me,tento di fuggire ma lei mi insegue con insospettabile forza agonistica fino a che sono costretto ad allontanarla fingendomi un meridionale,e ostentando un accento siculo incerto,la cosa funziona perchè i torinesi sono ancora adesso diffidenti dei meridionali.
Ma torniamo all'homo taurinensis.
Alle 6 del mattino chiede all'edicolante la stampa,l'edicolante ligure che a quell'ora non ha ancora ricevuto le copie nuove,gli dà quella del giorno prima.
Il torinese fa finta di niente e accetta stoico il sotterfugio pur di non comprare il Corriere della Sera dell'odiata Milano.
SI APPOSTA NELLA ''SPIAGGIA LIBERA'' DI FINTA SABBIA,OVVERO TERRA RIPORTATA DALLE CAMPAGNE CIRCOSTANTE IN CUI SE SCAVI BENE TROVI UN CETRIOLO E DELLE CAROTE INCOLTE,NONCHE' L'IMMANCABILE NIDO DI API PRONTE A PUNGERTI.
API LIGURI,INSIDIOSE E MALVAGIE CHE PUNGONO ESCLUSIVAMENTE I TURISTI TORINESI E RISPARMIANO OLTRECHE' I LIGURI STESSI,FRATELLI DI VELENO,ANCHE GLI INCAUTI TEDESCHI O GLI STRAMBI MILANESI CHE ANZICHE' ANDARE A PORTO CERVO SCELGONO LA VIA CRUCIS LIGURE,ANCHE SE A LORO E' RISERVATO UN TRATTAMENTO MIGLIORE.
2)Il torinese medio è portato a pensare che il suo nemico mortale sia il milanese,questo oltre che per un campanilismo insensato,per una malcelata e malriposta invidia dal momento che il milanese nonostante sia mediamente più ricco vive una vita orrenda e persino peggiore del torinese,oltre il fatto che il reddito maggiore viene compensato dal costo della vita esorbitante di Milano.
Il milanese infatti,se assecondato nei suoi istinti bauscia come complimentarsi per il suo SUV e improbabili esperienze sessuali diventa gentile e cordiale e spesso di una generosità inusitata.
Vi racconto un aneddoto una volta stavo correndo per strada quando distrattamente e meccanicamente,più per superstizione che per devozione vedendo un santino ed essendo stordito dalle mie endorfine faccio un accenno di segno della croce.
Vengo immediatamente fermato da un tizio che quasi con le lacrime agli occhi mi ferma,mentre io stordito dalle endorfine di 70 km di corsa tento di mettere a fuoco il personaggio.
Sorrido e aggrotto la fronte,penso ''che cazzo vuole questo da me''?
Lui mi dice di essere milanese e di aver edificato il santino dedicato al santo protettore di Milano,mi chiede se so chi è?
Io dopo aver sbollito un pò di endorfina rispondo con fare odiosamente enciclopedico:Sant'Ambrogio nato nel...
Lui mi blocca,e mi fa la domanda fatidica,di dove sei?
Io sono un bastardo,in tutti i sensi,anche nel fatto che sono uno strano miscuglio fra razze quindi qualche parente lombardo sul lago di Garda ce l'ho.
Glielo dico e lui vuole invitarmi a casa sua,ma io devo finire la corsa che ho cominciato e diniego.
Cari fratelli torinesi,il nemico mortale del torinese è il ligure che è nato per aspirargli ogni singolo centesimo faticosamente risparmiato in decenni mentre si reca sulla fatidica riviera dei fiori.
Lasciate perdere Milano e i bauscia e smettetela di vedere in Milano ogni male del mondo.
Quella è Firenze sede dei pidioti massoni,che nonostante le sue bellezze architettoniche andrebbe bombardata senza pietà come Dresda.
Una foto a caso del male assoluto che attanaglia l'Italia:

(https://lh6.googleusercontent.com/proxy/1fm7jvESy0HoLBd4RNqpveppw8dA36vzF-5F9_xvuPubg-Kd4TDtkE8zY3WbNbJGcCU06-5_WT6VHal3T-o_brodC4H-3YgJVJXxn5tHsi79=s0-d)


To be continued...
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Agosto 18, 2017, 17:01:12 pm
Essere torinese capitolo 3

Essere torinese significa:
1)Comprarsi la Panda
2)Fare il putangiru con la Panda e fare sesso su di essa con improbabili peripezie acrobatiche degne di Yuri Chechi
3)nell'era della globalizzazione essere torinesi significa soprattutto esportare il culto del Dio fa,o detto alla meridionale DIOFFà

Mi è stato narrato che:
1)un'ingegnere torinese nella sede americana della Fiat-Chrisler nel Michigan all'ennesima sparata di Marchionne sia sbottato in un ''Dio fa'',da allora pare essere divenuto comune intercalare nel Midwest
2)un'ingegnere torinese più illuminato spinto dagli ormoni a varcare l'habitat ligure sia andato a Phuket in Thailandia dove dopo aver ingaggiato una prostituta locale si è accorto del banano fra le gambe e abbia pronunciato ''Dio fa'',da allora la frase pronunciata con un strano accento e simbolizzata in due ideogrammi quello del Dio e quello del Fa è entrata nel parlato comune della Thailandia e si sta infiltrando in Laos
3)un ingegnere torinese 50eenne a Dusseldorf mentre usciva con una minorenne del luogo si è visto negato l'ingresso dal buttafuori che ha contestato la minore età della ragazza al che ha esclamato Diofà,e da allora nelle periferie di Dusseldorf pare essersi diffusa l'espressione specie fra i gruppi elettronici berlinesi ebm e Agrotech Agrobrutal.

https://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/08/essere-torinese-capitolo-3.html (https://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/08/essere-torinese-capitolo-3.html)
 to be continued...
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Agosto 18, 2017, 18:43:36 pm
Salar ha una vena comica eccezionale, fammi ridere su Lauder con cui discuto ora su AVFM ché sto annegando nella noia, io dico che non bisogna femminilizzare gli uomini come da prassi di certi articoli là, quello se ne esce con Adinolfi, delira di "aborto finanziario" (??) di Zelig e dice che il criterio del tenore di vita è stato abolito dalla Cassazione grazie alle femministe.
Se a differenza di me ci hai capito qualcosa (se non hai capito meglio ancora, vuol dire che sei sano di mente), come rideresti di tutto ciò?
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: maveryx - Agosto 18, 2017, 20:30:08 pm
Dio non ha bisogno di venerare creature, femminili o maschili che siano.E' una precisa fotografia di Torino. La Riviera di Levante è molto gradevole e non ci sono caste che escludono, hai mai pensato di andarci a vivere?

Appunto, gesù non era dio, tanto è vero che mai lo ha affermato.
Ma come. Io ricordo che passò la notte, prima di essere arrestato, a pregare.
Io ricordo che insegnò, e lui stesso recitò, la preghiera al padre, e solo al padre.
E mise in guardia dall'affidarsi a qualsiasi altra creatura, lui compreso: "Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, tranne uno solo, cioè Dio".
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Agosto 18, 2017, 21:00:03 pm
Citazione
Salar ha una vena comica eccezionale, fammi ridere su Lauder con cui discuto ora su AVFM ché sto annegando nella noia, io dico che non bisogna femminilizzare gli uomini come da prassi di certi articoli là, quello se ne esce con Adinolfi, delira di "aborto finanziario" (??) di Zelig e dice che il criterio del tenore di vita è stato abolito dalla Cassazione grazie alle femministe.
Se a differenza di me ci hai capito qualcosa (se non hai capito meglio ancora, vuol dire che sei sano di mente), come rideresti di tutto ciò?

Ma io la butto sul ridere per tirarmi su di umore,ma sono fondamentalmente depresso.
Con AVFM spendo un'unica perla di saggezza la favola dell'asino

Un asino per guadagnarsi la razione di cibo quotidiana doveva portare sempre carichi molto pesanti.
E spesso l’asinello si lamentava della sua triste sorte.
Un giorno il suo padrone gli affidò un carico di sale mostruosamente pesante da portare al paese vicino.
L’asinello si mise in cammino e lamentandosi con la lingua a penzoloni per la fatica, arrivò ad un fiume.Sempre più adirato per la sua triste sorte, cominciò a immergersi nelle tiepide acque ,ma più procedeva più l’acqua diventava profonda tanto che doveva tenere la testa alta per non affogare.
A questo punto accadde qualcosa di molto interessate : piano piano i due sacchi pieni di sale magicamente divennero molto leggeri.
L’asinello si stupì molto ma contento e soddisfatto decise di abbeverarsi un po’ al fiume e poi di ripartire.
Quando bevve sentì che l’acqua era salata e disse:- A questo mondo succedono cose proprio strane..i carichi da pesanti diventano leggeri e le acque dei fiumi da dolci diventano salate.
Oggi mi è andata proprio molto bene , il carico che era pesantissimo ora non lo é più.
Così dicendo riprese il sentiero , ma quando arrivò dal commerciante che aveva ordinato il sale si prese un bel numero di legnate perché si infuriò vedendo che i sacchi erano vuoti.
Tornato nella sua stalla raccontò agli amici quello che era successo ed aggiunse:
-Da ora in poi sceglierò solo carichi molto leggeri!!!
Così il giorno dopo gli fu affidato un carico di spugne , ma quando si trattò di attraversare il fiume le spugne divennero pesanti come pietre e l’asino affogò.

L'asino carico di spugne è l'uomo,l'asino carico di sale la donna,per l'asino carico di spugne buttarsi nel fiume è fatale.
L'uomo facendo la donna non riceverà altrettanta considerazione,solo disprezzo.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: maveryx - Agosto 18, 2017, 23:07:41 pm
Ricollegandomi alle tesi di Lusetti, e cioè che il sesso sia un surrogato della violenza, vorrei fare una osservazione. Se ci pensate, nelle cose d'amore, per le donne, cose di sesso, per gli uomini, non c'è mai, e non ci potrebbe essere, perfetta parità, anzi direi meglio, perfetta simmetricita', nel senso che c'è sempre qualcuno che almeno un pochino si impone, cioè impone la sua volontà, la sua decisione, e l'altro che la subisce e la accetta. Bene, chi subisce la decisione dell'altro, la sente, la percepisce, almeno un po' come una violenza subita. Questa è una visione delle cose non ben chiara e presente all'uomo mentre ben presente alla donna, che per tradizione subiva le scelte maschili, e proprio per questo motivo rappresentava sempre la parte diciamo "resistente". L'aggressività femminile odierna nasce dalla convinzione della donna di poter decidere e selezionare lei, ed ha avuto come conseguenza  quella di creare moltitudini di uomini intimiditi e paurosi, che anelano disperati  ad uno sguardo o ad un sorriso. L' uomo è diventato la femminuccia e la donna fa l'uomo, semplicemente perché il maschio, per paura e vilta',  o senso di colpa, a volte di origine religiosa o a volte magari da propaganda femministoide,  conseguenza del solo fatto di desiderare la donna, ha rinunciato a scegliere decidere e selezionare lui, col risultato di essere deriso e disprezzato dalle donne stesse. L'uomo ha rinunciato a fare l'uomo nel momento in cui ha rinunciato a scegliere lui, ed ad agire di conseguenza, e la donna lo punisce per questo suo atteggiamento, e per quanto può sembrare contenta di scegliere lei, in realtà svaluta sempre gli uomini che si lasciano sedurre da lei in modo passivo.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Agosto 18, 2017, 23:33:19 pm
Ma io la butto sul ridere per tirarmi su di umore,ma sono fondamentalmente depresso.
La vis comica viene sempre dal malcontento verso qualcosa, quando sono nei guai mi sale l'humour :lol:
Ma io la butto sul ridere per tirarmi su di umore,ma sono fondamentalmente depresso.
Con AVFM spendo un'unica perla di saggezza la favola dell'asino

Un asino per guadagnarsi la razione di cibo quotidiana doveva portare sempre carichi molto pesanti.
E spesso l’asinello si lamentava della sua triste sorte.
Un giorno il suo padrone gli affidò un carico di sale mostruosamente pesante da portare al paese vicino.
L’asinello si mise in cammino e lamentandosi con la lingua a penzoloni per la fatica, arrivò ad un fiume.Sempre più adirato per la sua triste sorte, cominciò a immergersi nelle tiepide acque ,ma più procedeva più l’acqua diventava profonda tanto che doveva tenere la testa alta per non affogare.
A questo punto accadde qualcosa di molto interessate : piano piano i due sacchi pieni di sale magicamente divennero molto leggeri.
L’asinello si stupì molto ma contento e soddisfatto decise di abbeverarsi un po’ al fiume e poi di ripartire.
Quando bevve sentì che l’acqua era salata e disse:- A questo mondo succedono cose proprio strane..i carichi da pesanti diventano leggeri e le acque dei fiumi da dolci diventano salate.
Oggi mi è andata proprio molto bene , il carico che era pesantissimo ora non lo é più.
Così dicendo riprese il sentiero , ma quando arrivò dal commerciante che aveva ordinato il sale si prese un bel numero di legnate perché si infuriò vedendo che i sacchi erano vuoti.
Tornato nella sua stalla raccontò agli amici quello che era successo ed aggiunse:
-Da ora in poi sceglierò solo carichi molto leggeri!!!
Così il giorno dopo gli fu affidato un carico di spugne , ma quando si trattò di attraversare il fiume le spugne divennero pesanti come pietre e l’asino affogò.

L'asino carico di spugne è l'uomo,l'asino carico di sale la donna,per l'asino carico di spugne buttarsi nel fiume è fatale.
L'uomo facendo la donna non riceverà altrettanta considerazione,solo disprezzo.
:lol: :lol:
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Frank - Agosto 19, 2017, 10:19:51 am
L' uomo è diventato la femminuccia e la donna fa l'uomo, semplicemente perché il maschio, per paura e vilta',  o senso di colpa, a volte di origine religiosa o a volte magari da propaganda femministoide,  conseguenza del solo fatto di desiderare la donna, ha rinunciato a scegliere decidere e selezionare lui, col risultato di essere deriso e disprezzato dalle donne stesse. L'uomo ha rinunciato a fare l'uomo nel momento in cui ha rinunciato a scegliere lui, ed ad agire di conseguenza, e la donna lo punisce per questo suo atteggiamento, e per quanto può sembrare contenta di scegliere lei, in realtà svaluta sempre gli uomini che si lasciano sedurre da lei in modo passivo.

maveryx, che tantissimi uomini odierni* siano sostanzialmente delle c.d. "femminucce mancate" è fuori discussione; ma che la donna odierna "faccia l'uomo" è solo una tesi moderna di stampo femminista, che non trova riscontro nella realtà.
Perché, nei fatti, la donna fa semplicemente "la femmina allo stato brado", che non avendo più argini tracima come un fiume in piena.

Anche riguardo alla questione dello scegliere e del farsi scegliere, va sottolineato che, "social" a parte, le femmine non prendono alcuna reale iniziativa neppure oggi, anno 2017.
E va pure detto che "ieri" l'uomo sceglieva soltanto con chi provarci; ma l'ultima parola spettava comunque a lei, cioè la femmina (fidanzamenti e matrimoni combinati a parte, che tuttora esistono e persistono in altre parti del mondo).

@@

* Naturalmente va evidenziato che tale discorso riguarda gli uomini di questa parte di mondo.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Agosto 19, 2017, 11:00:32 am
(fidanzamenti e matrimoni combinati a parte, che tuttora esistono e persistono in altre parti del mondo).
Anche in questa parte di mondo dove molto di quello che ci viene propinato come spontaneo è finto.
Ci sono sette o anche organizzazioni governative (straniere) che "assemblano" coppie come fossero oggetti, in queste famiglie nulla è spontaneo e ovviamente i figli vengono su in un ambiente malsano e sono più facilmente formattati dall'organizzazione in questione.
Se tutto ciò vi pare assurdo, potete trovare ampi riscontri su Internet di gente coinvolta in queste situazioni, potrei anche segnalare qualche video su Youtube ma per ora lasciamo stare.

Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: KasparHauser - Agosto 19, 2017, 12:41:10 pm

Perché, nei fatti, la donna fa semplicemente "la femmina allo stato brado", che non avendo più argini tracima come un fiume in piena.

E' quello che penso anche io. La donna ha bisogno in qualche modo, di essere "contenuta". In qualche modo significa anche in maniera spicciola, energica, sempre nei limiti della legalità e della moralità.
Mi viene in mente l'episodio dell'omicidio a Roma di una donna da parte del fratello. Egli naturalmente o è un folle o ha fatto un gesto folle senza scusanti. Però le dichiarazioni del fratello (maggiore) sono in linea con quanto stiamo dicendo. A parte le umiliazioni di cui parla sembra che la donna gestisse il denaro ricavato dall'affitto di una stanza, sebbene la casa fosse di entrambi e sebbene solo da poco ella si fosse  trasferita in quell'appartamente dove invece il fratello ha sempre vissuto.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: bluerosso - Agosto 19, 2017, 13:20:22 pm
Esperienza personale.
Conobbi fugacemente in un viaggio condiviso in macchina MI-FI insieme ad altri, una ragazza straordinaria.
Borghese, emancipata, autonoma, anticonformista. Libera.
Proprietaria della macchina si era fidata a non fare benzina prima della partenza.
In autostrada cominciò ad entrare in angoscia poiché l’area di sosta non ne voleva sapere di apparire.
Si profilavano: esborso (suo) di parecchi soldi per trasbordo ACI; rimbrotti da parte dei passeggeri (tutti con orari prefissati); colpa...tutta a carico suo.
Cercai di tranquillizzarla. Lei consumava caramelle una dopo l’altra.
Ad un certo punto vidi un distributore fuori dall’autostrada. Le dissi di uscire al primo svincolo.
Così facemmo. E poi si rientrò.
Non la rividi più. Mi disse giorni dopo, in un sms, che aveva apprezzato molto la mia tranquillità. Le aveva contenuto il panico.
Durante il viaggio mi raccontò di frequentare l’india (anche per motivi di lavoro…commerciando stoffe).
Mi disse di avere rivalutato la rigida separazione delle caste di quel paese e l’istituto dei matrimoni combinati.
Diceva che, stante la labilità del concetto d’amore, probabilmente quella tradizione aveva un senso.
Una razionalità. Un utilità, che il legame fondato sull’amore non poteva avere.
Avrebbe accettato, lei, un matrimonio combinato?
Non so.
Ma quello era il suo pensiero.
Credo che ebbe il coraggio di confessare quello che molte donne “moderne” non dicono: la loro necessità di avere una qualche sorta di contenimento. Di guida.
Il fallimento “psichico” ancor prima che “pratico” del concetto femminista di libertà assoluta.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Agosto 19, 2017, 14:21:54 pm
Esperienza personale.
Conobbi fugacemente in un viaggio condiviso in macchina MI-FI insieme ad altri, una ragazza straordinaria.
Borghese, emancipata, autonoma, anticonformista. Libera.
Proprietaria della macchina si era fidata a non fare benzina prima della partenza.
In autostrada cominciò ad entrare in angoscia poiché l’area di sosta non ne voleva sapere di apparire.
Si profilavano: esborso (suo) di parecchi soldi per trasbordo ACI; rimbrotti da parte dei passeggeri (tutti con orari prefissati); colpa...tutta a carico suo.
Cercai di tranquillizzarla. Lei consumava caramelle una dopo l’altra.
Ad un certo punto vidi un distributore fuori dall’autostrada. Le dissi di uscire al primo svincolo.
Così facemmo. E poi si rientrò.
Non la rividi più. Mi disse giorni dopo, in un sms, che aveva apprezzato molto la mia tranquillità. Le aveva contenuto il panico.
Durante il viaggio mi raccontò di frequentare l’india (anche per motivi di lavoro…commerciando stoffe).
Mi disse di avere rivalutato la rigida separazione delle caste di quel paese e l’istituto dei matrimoni combinati.
Diceva che, stante la labilità del concetto d’amore, probabilmente quella tradizione aveva un senso.
Una razionalità. Un utilità, che il legame fondato sull’amore non poteva avere.
Avrebbe accettato, lei, un matrimonio combinato?
Non so.
Ma quello era il suo pensiero.
Credo che ebbe il coraggio di confessare quello che molte donne “moderne” non dicono: la loro necessità di avere una qualche sorta di contenimento. Di guida.
Il fallimento “psichico” ancor prima che “pratico” del concetto femminista di libertà assoluta.
Quoto tutto. I matrimoni combinati (v. Gandhi) erano tra i più riusciti, gli altri sono spesso fondati sul capriccio di un amore immaturo.
Ma i matrimoni combinati riescono appunto perché c'è una struttura di contorno a farli funzionare.
Diversi però sono quelli combinati oggi in Occidente, fatti per creare pessime famiglie.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Frank - Agosto 19, 2017, 15:31:19 pm
Anche in questa parte di mondo dove molto di quello che ci viene propinato come spontaneo è finto.

Sì, ma non è paragonabile a quello che accade in altri luoghi del pianeta Terra.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: bluerosso - Agosto 19, 2017, 15:33:08 pm
Quoto tutto. I matrimoni combinati (v. Gandhi) erano tra i più riusciti, gli altri sono spesso fondati sul capriccio di un amore immaturo.
Ma i matrimoni combinati riescono appunto perché c'è una struttura di contorno a farli funzionare.
Diversi però sono quelli combinati oggi in Occidente, fatti per creare pessime famiglie.

Era quello che pensava anche lei.
Lo aveva maturato conoscendo sempre più quella cultura. Impossibile da comprendere fino a che si osserva da fuori.
E in modo pregiudizievole.
Si era convinta infine che un costume (per di più millenario) per essere tale ha bisogno di essere interiorizzato dalle popolazioni che lo costruiscono.
Solo il femminismo può pensare che un'intero genere (genere!) possa rimanere schiavo dei costumi per migliaia di anni, senza condividerlo o parteciparvi contribuendo a plasmarlo.
Ma appunto, si parla del "femminismo".
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Angelo - Agosto 19, 2017, 15:39:36 pm
Sono totalmente contrario ai matrimoni combinati. L'Uomo deve rifarsi ad un principio non al giudizio dei parenti o all'imposizione. Il problema è che i Principii non ci sono. Bisogna "ricordarli", prima che qualcuno da fuori, ce ne ricorderà "altri" più "mediorientali...  :shifty:
Poi, non mi dite nulla, ma ci sono paesi che io non posso frequentare e non posso giudicare bene. Sono troppo femministi. Tra questi paesi c'è proprio l'India. Poi c'è la Svezia, la Norvegia, la Spagna, gli USA.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: bluerosso - Agosto 19, 2017, 15:58:36 pm
Non sono favorevole ai matrimoni combinati.
Sono favorevole ai matrimoni concordati.
Senza scomodare l’intero pianeta, qui in Italia fino a pochi decenni orsono esisteva il matrimonio concordato, non quello combinato.
Lo sposo o la sposa, dovevano avere l’approvazione dei genitori.
Se in base alle conoscenze dirette o indirette dei genitori il tale o la tale non garbavano, non avevi l’approvazione.
I genitori non erano satrapi: agivano a fin di bene.
Volevi sposarti ugualmente? Potevi farlo.
Ma non avendo l’approvazione, ti assumevi l’onere. Anche di una rottura familiare.
E guarda caso non esisteva il diritto di famiglia con gli obblighi successori patrimoniali genitori>figli.
La diseredazione esisteva ancora. E dovevi ricominciare da zero.
Sai quanti “buoni consigli” materni e paterni, a divorzio avvenuto, ho visto rispuntare dalle bocche dei più decisi promessi sposi?



A 36 anni ricevetti uno sganassone in pieno volto da mia madre poichè gli annunciavo la rottura della mia relazione (non matrimonio) con la mia fidanzata storica dopo 12 anni. Non mi disse nulla. Solo una sberla...
Mi alzai dalla sedia, presi il cappotto e me ne tornai a casa.
Mio padre non mi parlò per mesi.
Ricucii i rapporti naturalmente.
A distanza di anni ho riconsiderato quella come un'affermazione d'amore nei miei confronti.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Agosto 19, 2017, 16:21:14 pm
Neanch'io sono favorevole. Dico solo che dove esistono funzionano meglio degli altri perché c'è tutta una struttura familiare e sociale a sostenerli.
Da noi basterebbe prendere a modello questo sostegno della comunità, che ridurrebbe il rischio di divorzio senza bisogno di "combinare".
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Agosto 23, 2017, 21:17:28 pm
https://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/08/allah-akbar-best-compilation.html (https://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/08/allah-akbar-best-compilation.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Agosto 23, 2017, 23:36:00 pm
https://www.youtube.com/watch?v=YgGzAKP_HuM (https://www.youtube.com/watch?v=YgGzAKP_HuM)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Agosto 26, 2017, 22:52:10 pm
Demone del meriggio,Meririm!
hai lasciato cadere il guanto dorato del cielo
con cui stringevi la calda estate della pianura
negli abissi senza nome del vuoto,
la Luna signora umile chinandosi a raccorglielo
ha mostrato inavvertitamente il suo mantello,
incastonato di infiniti lapislazzuli di stelle.
Con le sue mani d'argento,i suoi raggi
invano cerca il guanto d'oro
nel mezzo della selva ombrosa
invano cerca...povera!fra lo stridore degli uccelli notturni,
ma io le prendo la mano d'argento
mi addormento e sogno
so dove si trova
in una vecchia foto
lo splendore dei tuoi occhi
coglie la luce con mani trepidanti
e la affida agli usignoli del primo mattino
perchè la portino nel cielo
e sia nuova alba.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Agosto 31, 2017, 18:08:18 pm
https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=7894129790784489627#allposts (https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=7894129790784489627#allposts)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Settembre 01, 2017, 21:42:28 pm
Danza al ritmo della morte
la notte è fuoco nero
che balena fra i lampi
di un Settembre dimenticato
solo i ragni e i cuori spenti
attendono l'alba
di una notte giovane
non tradire il fango
fedele alla terra
ritornaci
non credere alle promesse
della stelle a oriente
tendi ogni muscolo
allo spasimo
finchè il tuo corpo sarà rigido
e il folle
scenderà dalla croce
per accarezzarti
e bere
le tue lacrime
saziano la sete
della fonte asciutta
al centro del mondo.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Settembre 03, 2017, 19:08:43 pm
Scosta la tenda
una fronte pensosa
guarda il giardino in rovina
dalle aguzze finestre
del castello degli spettri
contempla assorta
il meriggio quieto
che trapassa nella sera
quando le ombre fameliche
escono da sotto le pietre
le rovine diventano più aggraziate
intonano un canto soave
al sole che muore all'orizzonte
inondando di fiumi di sangue scarlatto
le grigie nubi
che tetre vegliano
finchè non sarà l'ora.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Sardus_Pater - Settembre 04, 2017, 08:50:31 am
Molto bella.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Settembre 04, 2017, 20:59:02 pm
(https://1.bp.blogspot.com/-kQ7V4z1pEAI/VvzA-wrnERI/AAAAAAAAUmU/sStWtxCRsJ4UUx101Ewhjk3mSREh6Cixw/s1600/last-orgy-of-the-third-reich-movie-poster-1977-1020417567.jpg)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Settembre 04, 2017, 21:17:06 pm
(https://cinemaestremo.files.wordpress.com/2017/02/16977091_1790221080995170_826343690_n.jpg)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Settembre 04, 2017, 21:22:04 pm
(http://www.nocturno.it/wp-content/uploads/2015/07/foto-cover1.jpg)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Sardus_Pater - Settembre 06, 2017, 08:56:55 am
Ormai la simbiosi col maestro di Albissola non la ferma più nessuno :P .
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Alberto1986 - Settembre 06, 2017, 18:26:56 pm
Occhio che potrebbe convergere tutto nel Pensatoio del Fabrizio...  :shifty: :cool:



(https://filmscoop.files.wordpress.com/2013/11/lultima-orgia-della-gestapo-foto-7.jpg)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Settembre 07, 2017, 10:05:59 am
https://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/09/salgari-sugli-anni-2000.html (https://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/09/salgari-sugli-anni-2000.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Settembre 07, 2017, 10:20:33 am
La fine del socialismo, non tutto il male vien per nuocere :lol:
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Settembre 07, 2017, 17:16:08 pm
A tutti gli uomini dal cuore di cristallo
non lasciate che il sole dell'inverno
disprezzi il vostro prezioso involucro
un'ombra scesa dal tempo
custodirà i vostri segreti
solo l'oscurità impedirà
all'oltraggioso sole dell'inverno
di fare di voi
caleidoscopico divertimento di bambini,
sogna,sogna,sogna
l'eternità
sognala all'ombra di un cipresso
vuota caligine
il nero della sera
con mani delicate
carezzerà la tua anima
hai ceduto?
Sii uno di noi
intagliatori di stelle
ai confini della tenebra
chiamata impropriamente
universo.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Sardus_Pater - Settembre 08, 2017, 17:30:23 pm
Come uomo dal cuore di cristallo, ringrazio per la bella poesia.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Settembre 11, 2017, 11:48:32 am
Un'ombra grigia
vola nei campi d'oro
del grano
in un pomeriggio d'estate
è l'anima del tempo
si nutre degli antichi ricordi
mentre il grano ondeggia lento
''non sei più giovane''
ti sussurra alle orecchie
tutto quello che ti apparteneva
ora è mio
e lo donerò
agli amanti
che camminano mano nella mano
 come funamboli
sul nastro blu della sera.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: ilmarmocchio - Settembre 11, 2017, 18:07:11 pm
belle
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Settembre 12, 2017, 11:29:31 am
Dal fondo dell'abisso
saluto voi
sempre giovani stelle
giovani come il primo amore
antiche come il popolo
che ha forgiato le piramidi
guardiani della soglia del tempo
fari dell'infinito
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: maveryx - Settembre 14, 2017, 22:21:03 pm
Non c'è problema gli uomini parlano di religione anche quando non parlano di religione,per esempio nella scienza,quando si chiedono?Cosa c'era prima del tempo?

Ma è chiaro no!  E'  cultura, niente altro. Quando una cultura si vuole imporre sulle altre allora si fa chiamare religione.
Per conto mio, nelle cose della vita, quando non si sa, penso che si dovrebbe prendere esempio da quelli migliori e più esperti di noi.
E Dio non ha nessuna religione.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Settembre 16, 2017, 11:52:47 am
Quando pensiamo,immaginiamo il futuro,vi è connaturata l'idea che l'umanità debba in qualche modo evolversi,diventare più intelligente,produrre più tecnologia,diventare più sensibile ecc....
Tutto mi dice il contrario.
Stiamo assistendo al reinstupidimento dell'umanità,al trionfo dello stupido.
L'uomo si sta rianimalizzando e i difensori della civiltà hanno poco da berciare:
gli effetti dell'intelligenza sono sotto gli occhi di tutti:
Depressione,solitudine,inquinamento,e soprattutto consapevolezza,inutile consapevolezza.
Consapevolezza
della propria stupidità (solo gli stupidi pensano di essere intelligenti,è paradossale ma è così)
della propria finitudine
della propria inconsistenza
dell'assenza di senso
della propria solitudine
della propria impotenza
dell'esistenza di un sistema ingiusto,il capitalismo,irrovesciabile.

Il trionfo della donna,del negro,dell'idiota.
Per fortuna non sono su facebook,la vetrina degli idioti,perchè solo per questa frase il mio post sarebbe stato censurato.
Bello figo che fa i milioni di euro sfottendo il popolo che ha dato i natali a Michelangelo,Leonardo,Galileo.
Democrazia come dominio del demos nel suo senso peggiore:la plebaglia del panem et circenses.
Il grande fratello.
Le macchine che posteggiano da sole.
Le macchine che guidano da sole.
Le macchine che pensano da sole.
Le macchine che lavorano da sole.
Noi:inutili sprechi di capacità di calcolo e creatività.
La gente compra i cani,non fa figli.
I cani non fanno domande a cui noi non sappiamo rispondere.
Il cane è ''la stupidità a cui tutti inconsciamente aneliamo''.
L'assenza di responsabilità (l'ha fatto per il suo istinto),
la suddivisione della società nel modo più dispotico che esiste ''i padroni,e gli animali addomesticati''
il disvelamento della somma ingiustizia della donna che brama una società in cui o è padrona o è schiava,tertium non datur.
Neanche schiava,animale.
Animale tout court.
La società vuole gente che:
compri
mangi
caghi
e basta.
Il resto è spreco.
La società ha bisogno di cani.
I cani non possono comprare,quindi hanno bisogno di donne.
La società ha bisogno di donne.
E di cani.
Il maschio?
Può essere tollerato solo se negro.
Non prendetemi per un seguace di Massimo Fini,no il problema non è la modernità...
Il problema è l'intelligenza,perchè caro nostalgico sagace Massimo Fini,il problema è che l'intelligenza crea la modernità,crea la tecnologia.
Crea il bisogno dell'uguaglianza che non ci sarà mai e contemporaneamente la consapevolezza che tutti i sistemi che funzionano hanno per base l'ineguaglianza.
Certo,un eccesso di ineguaglianza,danneggia il sistema,ma la giusta dose ne è il fondamento indispensabile.
L'Africa sta colonizzando l'Europa.
La speranza del mondo è la Cina.
Sapete perchè?
Perchè gli orientali hanno un'intelligenza atecnologica.
Loro hanno creato il Buddhismo,la religione in CUI VIENE SCRITTO A CARATTERI CUBITALI CHE IL PROBLEMA NON E' L'ESISTENZA DI UN MONDO BRUTTO E CATTIVO.
IL PROBLEMA E' LA MENTE.
Tutto sta già scritto nel genesi,l'uomo quando era ancora un animale era felice.
Quando ha voluto conoscere,sono iniziati tutti i casini.
Un dio condannato a essere appeso,sanguinante e impotente,a una croce.
Era già scritto allora,il futuro dell'uomo.
La croce sono i respiratori artificiali,gli antibiotici,la dialisi,che ci mantengono vivi in uno stato pietoso,prolungando oltremodo l'agonia.
Un popolo di anziani che ciondola semivivo.
Leopardi era un infelice ma a 30 anni la morte lo ha liberato.
Catullo idem.
Giordano Bruno l'hanno bruciato risparmiandogli la vita in un mondo di ipocriti.
E invece no si avvicina l'abominio.
La sconfitta della morte biologica.
Diventeremo degli zombi che vivranno per l'eternità,senza possibilità alcuna di calare il sipario su questa commedia pietosa.
I più intelligenti,come unabomber teorizzano una società senza la tecnologia.
Basterà?
Ma il fuoco non è tecnologia?
Dovremo mangiare carne cruda?
Qual è il confine tra tecnologia e non tecnologia?
L'intelligenza produce la tecnologia.
Il problema è l'intelligenza.
La stupidità è la soluzione?
Non penso.
La soluzione semplicemente non c'è.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Settembre 16, 2017, 12:19:07 pm
https://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/09/per-nietzsche-loltreuomoper-me-il.html (https://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.it/2017/09/per-nietzsche-loltreuomoper-me-il.html)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: maveryx - Settembre 16, 2017, 14:03:06 pm
L’uomo è una zecca che sa di essere una zecca e quindi smette di essere soltanto una zecca.   Felice Cimatti
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Settembre 16, 2017, 14:59:33 pm
Quando pensiamo,immaginiamo il futuro,vi è connaturata l'idea che l'umanità debba in qualche modo evolversi,diventare più intelligente,produrre più tecnologia,diventare più sensibile ecc....
Tutto mi dice il contrario.
Stiamo assistendo al reinstupidimento dell'umanità,al trionfo dello stupido.
L'uomo si sta rianimalizzando
solo gli stupidi pensano di essere intelligenti,è paradossale ma è così
dell'esistenza di un sistema ingiusto,il capitalismo,irrovesciabile.

Il trionfo della donna,del negro,dell'idiota.
Per fortuna non sono su facebook,la vetrina degli idioti,perchè solo per questa frase il mio post sarebbe stato censurato.
Bello figo che fa i milioni di euro sfottendo il popolo che ha dato i natali a Michelangelo,Leonardo,Galileo.
Democrazia come dominio del demos nel suo senso peggiore:la plebaglia del panem et circenses.

La gente compra i cani,non fa figli.
I cani non fanno domande a cui noi non sappiamo rispondere.
Il cane è ''la stupidità a cui tutti inconsciamente aneliamo''.
L'assenza di responsabilità (l'ha fatto per il suo istinto),
la suddivisione della società nel modo più dispotico che esiste ''i padroni,e gli animali addomesticati''
il disvelamento della somma ingiustizia della donna che brama una società in cui o è padrona o è schiava,tertium non datur.
Neanche schiava,animale.
Animale tout court.

La società ha bisogno di cani.
I cani non possono comprare,quindi hanno bisogno di donne.
La società ha bisogno di donne.
E di cani.
Il maschio?
Può essere tollerato solo se negro.
Non prendetemi per un seguace di Massimo Fini,no il problema non è la modernità...
Questa sì è musica.
Le donne sono i cani (anche da guardia) volontari della società, si comprano un cane (o talora un negro) per sentirsi padrone di qualcuno al loro livello. La consapevolezza richiede intelligenza, è troppo difficile e alle donne non interessa, c'è chi le mantiene o le favorisce.
Citazione
Il problema è l'intelligenza.
La stupidità è la soluzione?
Non penso.
La soluzione semplicemente non c'è.
Il problema non è l'intelligenza è la stupidità. L'ipertecnologia rende stupidi.
La soluzione è semplice: fare a meno di tecnologie inutili se non dannose e rimettere l'uomo al centro del proprio destino.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: claudio camporesi - Settembre 16, 2017, 15:58:38 pm
Salar : complimenti , ancora complimenti
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Settembre 16, 2017, 16:58:03 pm
Quando pensiamo,immaginiamo il futuro,vi è connaturata l'idea che l'umanità debba in qualche modo evolversi,diventare più intelligente,produrre più tecnologia,diventare più sensibile ecc....
Tutto mi dice il contrario.
Stiamo assistendo al reinstupidimento dell'umanità,al trionfo dello stupido.
L'uomo si sta rianimalizzando e i difensori della civiltà hanno poco da berciare:
gli effetti dell'intelligenza sono sotto gli occhi di tutti:
Depressione,solitudine,inquinamento,e soprattutto consapevolezza,inutile consapevolezza.
Consapevolezza
della propria stupidità (solo gli stupidi pensano di essere intelligenti,è paradossale ma è così)
della propria finitudine
della propria inconsistenza
dell'assenza di senso
della propria solitudine
della propria impotenza
dell'esistenza di un sistema ingiusto,il capitalismo,irrovesciabile.

Il trionfo della donna,del negro,dell'idiota.
Per fortuna non sono su facebook,la vetrina degli idioti,perchè solo per questa frase il mio post sarebbe stato censurato.
Bello figo che fa i milioni di euro sfottendo il popolo che ha dato i natali a Michelangelo,Leonardo,Galileo.
Democrazia come dominio del demos nel suo senso peggiore:la plebaglia del panem et circenses.
Il grande fratello.
Le macchine che posteggiano da sole.
Le macchine che guidano da sole.
Le macchine che pensano da sole.
Le macchine che lavorano da sole.
Noi:inutili sprechi di capacità di calcolo e creatività.
La gente compra i cani,non fa figli.
I cani non fanno domande a cui noi non sappiamo rispondere.
Il cane è ''la stupidità a cui tutti inconsciamente aneliamo''.
L'assenza di responsabilità (l'ha fatto per il suo istinto),
la suddivisione della società nel modo più dispotico che esiste ''i padroni,e gli animali addomesticati''
il disvelamento della somma ingiustizia della donna che brama una società in cui o è padrona o è schiava,tertium non datur.
Neanche schiava,animale.
Animale tout court.
La società vuole gente che:
compri
mangi
caghi
e basta.
Il resto è spreco.
La società ha bisogno di cani.
I cani non possono comprare,quindi hanno bisogno di donne.
La società ha bisogno di donne.
E di cani.
Il maschio?
Può essere tollerato solo se negro.
Non prendetemi per un seguace di Massimo Fini,no il problema non è la modernità...
Il problema è l'intelligenza,perchè caro nostalgico sagace Massimo Fini,il problema è che l'intelligenza crea la modernità,crea la tecnologia.
Crea il bisogno dell'uguaglianza che non ci sarà mai e contemporaneamente la consapevolezza che tutti i sistemi che funzionano hanno per base l'ineguaglianza.
Certo,un eccesso di ineguaglianza,danneggia il sistema,ma la giusta dose ne è il fondamento indispensabile.
L'Africa sta colonizzando l'Europa.
La speranza del mondo è la Cina.
Sapete perchè?
Perchè gli orientali hanno un'intelligenza atecnologica.
Loro hanno creato il Buddhismo,la religione in CUI VIENE SCRITTO A CARATTERI CUBITALI CHE IL PROBLEMA NON E' L'ESISTENZA DI UN MONDO BRUTTO E CATTIVO.
IL PROBLEMA E' LA MENTE.
Tutto sta già scritto nel genesi,l'uomo quando era ancora un animale era felice.
Quando ha voluto conoscere,sono iniziati tutti i casini.
Un dio condannato a essere appeso,sanguinante e impotente,a una croce.
Era già scritto allora,il futuro dell'uomo.
La croce sono i respiratori artificiali,gli antibiotici,la dialisi,che ci mantengono vivi in uno stato pietoso,prolungando oltremodo l'agonia.
Un popolo di anziani che ciondola semivivo.
Leopardi era un infelice ma a 30 anni la morte lo ha liberato.
Catullo idem.
Giordano Bruno l'hanno bruciato risparmiandogli la vita in un mondo di ipocriti.
E invece no si avvicina l'abominio.
La sconfitta della morte biologica.
Diventeremo degli zombi che vivranno per l'eternità,senza possibilità alcuna di calare il sipario su questa commedia pietosa.
I più intelligenti,come unabomber teorizzano una società senza la tecnologia.
Basterà?
Ma il fuoco non è tecnologia?
Dovremo mangiare carne cruda?
Qual è il confine tra tecnologia e non tecnologia?
L'intelligenza produce la tecnologia.
Il problema è l'intelligenza.
La stupidità è la soluzione?
Non penso.
La soluzione semplicemente non c'è.

Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Settembre 17, 2017, 21:33:45 pm
Al di là del bene e del male-il barbiere sulla quinta strada
C'era un profeta che sosteneva di avere la prova dell'esistenza di Dio,disse:
il bene e il male non possono esistere da sè,certamente dev'esserci un Dio perchè chi decide cosa è bene e cosa è male è in virtù di questo potere automaticamente Dio, anche fosse un verme,perchè tiene per le palle l'intero universo e tutto il creato pende dalle sue labbra per sapere cosa fare.

Un altro profeta sosteneva di aver la prova dell'esistenza del bene,disse:
il bene,per definizione è migliore del male dunque se esiste un Dio deve certamente essere buono,dal momento che decide lui cosa è bene.

Un altro profeta sosteneva di aver la prova dell'esistenza del male,disse:
Il bene è migliore del male ma la prova dell'esistenza  di Dio necessita della prova dell'esistenza del bene e non viceversa,dunque i primi due profeti sono in errore,dunque l'unica cosa che esiste è il male.

Dal quarto vuoto una voce così li apostrofò:
tutto ciò che ha bisogno di prove per esistere non si regge sulle proprie gambe dunque avete ragione tutti e tre.

I tre profeti rimasero perplessi,e da allora cambiarono mestiere.
Dicono che uno di loro sia un buon barbiere sulla quinta strada.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Settembre 18, 2017, 19:08:13 pm
Oh quieta sera
quando l'azzurro
precipita dalle cateratte
all'orizzonte
lasciando vuoto
il cielo nero.
Quieti gialli lampioni
vedo le vostre ombre
fra i mirti
e la danza delle falene,
un tappeto di foglie gialle
sfiora umida la mia schiena
il profumo verde della sera
d'autunno si fa d'oro.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Settembre 18, 2017, 19:15:48 pm
Cosa fate vecchie al mio capezzale?
Non è voi che cercavo
una religione di cenci e di vecchie
non era questo che io cercavo
l'occhio di Dio mi sfugge
eppure lo so di sottecchi mi guarda
alla mia destra
fiamma azzurra
i salvati,le loro parole dritte
già io conosco
alla mia sinistra,fiamma nera
le parole curve,di bocca sfuggite
testimoniano contro i dannati
già io li conosco
e tu dove sei
JHWH?
Mi lasci solo col serpente?
Cosa vuoi serpe antica?
''Tu hai voluto essere
verde virgulto d'olivo
rinato dall'albero dell'Eden
legno saziato di sangue...
Perchè,perchè,non hai accettato
il succo della rosa nera?
Un lieve autunno
sarebbe sceso sui tuoi occhi...
Perchè non hai atteso ottobre?
Dolce è il frutto dell'uva
appena colto
ma solo se fermenta
può esser vino,
troppo dolce tu sei o Cristo
perchè non hai accettato
il fermento del peccato?
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Settembre 18, 2017, 20:07:38 pm
Taci serpe
il mio sangue
è stirpe pura
di abitatori delle stelle
i figli del fuoco
meritano
il flutto gelido dell'eternità
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Settembre 18, 2017, 20:11:26 pm
Taci tu
figlio dell'uomo
non senti che
dalla fiamma azzurra
dei salvati
le parole dritte
testimoniano contro di te
dov'era il tuo Dio
quando il primo ragno
le sue immonde uova depose?
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Settembre 18, 2017, 20:15:27 pm
''Il ragno in principio era cieco
io gli ho dato mille occhi
perchè insospettato
giacesse nella vostra spelonca
di stregoni e di demoni
perchè mi riferisse
le vostre macchinazioni
ogni occhio
è il mio''
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Settembre 18, 2017, 20:19:09 pm
Satana ride,
e poi gli si avvicina:
''solo un'occhio
ti manca
quello di Dio
il silenzioso
che ti spia
nell'ora della prova''
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Settembre 18, 2017, 20:19:57 pm
''Che vuoi da me o Satana?''
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Settembre 18, 2017, 20:20:34 pm
''L'occhio.''
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Settembre 18, 2017, 20:22:48 pm
Il Cristo alzò la testa lo guardò
ieratico come sempre:
''Sia come vuoi tu''
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Settembre 18, 2017, 20:26:52 pm
Satana si vide appeso a una croce
circondato di vecchie
e sentì un dolore immenso
il dolore del giusto
e allora proruppe nelle ultime parole:
''Eloì,lamà sabacthani''
Il Cristo fuggì dal corpo
e abbandonò Satana
alla desolazione della morte,
il grande ingannatore
morì ingannato.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Settembre 21, 2017, 19:32:54 pm
Il fantasma nella casa
Nella stanza disadorna
carte da parati consunte,
uno specchio
mostra il vuoto,
il sole del pomeriggio
per pochi attimi
indugia spaurito
nelle finestre
e sul balcone
per fuggire rapido
nella sera
qualcosa guarda
le automobili
che viaggiano veloci,
un gatto si gira
e osserva
occhi di abisso
si incontrano,
un quadro di papaveri rossi
nel grano giallo
appeso alla parete
è memoria d'estati passate
mentre l'umidità gocciola
nel giorno silenzioso dei morti.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Settembre 22, 2017, 20:58:30 pm
La coscienza è divisione.
L'aveva già intuito Goethe ''io sono due''.
Nella coscienza c'è il sè che percepisce e che si distingue dal sè percepito.
Non importa che il soggetto e l'oggetto siano lo stesso anzi è proprio l'unità del soggetto a essere scisso dalla coscienza.
E l'uomo mangiò l'albero della conoscenza del bene e del male.
Inutilmente la religione ha diviso i figli della luce da quelli delle tenebre,noi siamo sia buoni,sia malvagi,la crepa della divisione fra bene e male si insinua nell'individuo e lo divide tra conscio e inconscio.
La coscienza è duplicità che si insinua nell'uno.
E' scissione.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Settembre 23, 2017, 00:36:30 am
L'ha detto anche Jung ma noi siamo quello che scegliamo.
A seconda di quel che facciamo ogni giorno siamo uomini buoni. O no. :D
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Sardus_Pater - Settembre 23, 2017, 08:59:49 am
Mah. Lotto ogni giorno perché il mio lato oscuro non prenda mai il sopravvento. Non posso permettermi di arrendermi al mio Io... anche perché penso d'averne più di uno. O sono solo i riflessi dei mille pezzi di uno specchio infranto, la mia anima lacerata.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Settembre 24, 2017, 17:45:13 pm
Ciccione diabetiche in bicicletta
vincono il giro d'Italia
ma cosa dici?
Si dice curvy.
Pantani muore in croce
anzi in bici
una reliquia il suo sudore
ineffabile in paradiso il suo odore
risorge il dio Pantani
per redimere camorristi
e farne pelati Saviani
ma cosa dici?
Pantani l'ha ucciso la camorra,la massoneria
è stato un complotto
quale sudore?fa freddo mettiti un cappotto.
Canto le donne oggetto
per me non sono solo bombole di gas metano
loro son modelle
non si chiama petto
l'odore ineffabile
che esce dal loro ano.
Le donne nude
fan uscire deodorante dalle loro mutande
ma cosa dici?
Se sono nude non hanno le mutande.
Il bambino disse il re è nudo
quando è nudo
ma quando la regina è nuda
può anche aver le mutande
in ogni caso non contraddirla
prima che ti snobbi
e ti faccia fare la figura del pirla.
Non è così che ci si rivolge a una donna
anzi Madonna
in carriera
non la si sbatte
ma ci si inginocchia devoti in preghiera.
Lei non è semplice macchina fellatrice
madre e direttrice
vedi di farla tu,la lavatrice!
Professori negri al liceo classico
spiegano la forma d'onda dell'elettrone
a un coglione
disabile e pure spastico.
Ma cosa dici?
Si dice risorse e diversamente abile
colui che non sa capire
come nonostante il principio d'interminazione di Heisenberg
l'universo rimanga stabile.
Qui la poesia finisce
perchè in italiano non c'è niente che fa rima con Heisenberg
e in mezzo a questo idiglio
nel culo me lo piglio
e ho l'alito che puzza di aglio
e questa poesia non censuratela
l'ho scritta per sbaglio...


Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Settembre 25, 2017, 02:16:05 am
Bianco latte sgorga dalle mammelle
della Madonna
ma sono intollerante al lattosio
lasciami dunque vomitare...
non ho chiesto di vivere
mi fosse stato assegnato
un posto
almeno uno scopo a chiare lettere mi fosse stato
specificato
Dio del deserto,del cielo infinito
alla mensa solenne del padre
ho disertato l'invito
la coscienza è dualità
mi son lacerato con le mie stesse mani
sono lontano dal terzo elemento,la trinità
la perfezione
che hai designato
sta nell'abominio
della croce e della desolazione
almeno durasse fino alle tre del pomeriggio
ciò che va oltre è inutile oltraggio
e io potessi liberarmi
della consapevolezza,della morte inutile privazione
non desidero altro
che la cessazione,
del sangue,manto scarlatto
di re dell'ade dolce incoronazione
io non posso fare esperienza
inutile continua,un'ingrata coscienza
a rendermi consapevole solo del mio passato
della coniugazione del verbo essere
il tempo più ingrato
ciò che non esiste più
non interessa a Gesù
in croce,lui è dimentico di ciò che è stato
che te ne fai
di pii ossessivi-compulsivi
accetta piuttosto la lode degli schivi
amanti della negazione di ciò che è
gli unici che di fronte a te
non ti chiedono nessun perchè
ma chiedono notte e riposo eterno
nella penombra dell'averno
la luce del mattino il cuore gli ha fatto a pezzi
di questa immondizia
cancella gli olezzi
e smettila di chiamare l'uomo
tuo figlio
giacchè la Madonna immacolata
tiene nelle mani il giglio
evita di far partorire
ciò che in eterno può dormire
abbi cura di George Trackl
il mio amato poeta
è l'unica creatura riuscita
dalle tue mani plasmato l'informe creta
concedigli abisso fondo che giace fra le stelle
a chi ha vomitato la vita
l'animo ribelle.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Settembre 25, 2017, 02:29:28 am
Nell'era industriale gli uomini avevano bisogno di uno scopo; nel palcoscenico globale odierno, di un ruolo della cui dignità bisogna diventare consapevoli. I veri 'falliti' sono gli zombie che si adattano a tutto questo.

Ci sono due tipi di martirio: quello stile ISIS, e quello che dura una vita. Dicono (S. Teresa) che il più duro sia il secondo, e più grande la ricompensa.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Settembre 25, 2017, 03:04:12 am
Hai ragione,ma che ci fai sveglio a quest'ora,io sono un maledetto ma tu non sei un salvato?
Non dormi del sonno del giusto?
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Settembre 25, 2017, 03:05:30 am
La mia prima salvezza è stata liberarmi degli orari d'ufficio. 'Notte.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Settembre 25, 2017, 03:11:18 am
Devo dunque arruolarmi nell'isis o continuare a combattere questa guerriglia nel fondo del web contro l'imondizia umana?
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Settembre 25, 2017, 03:13:50 am
Per altro la mia poesia ''idiglio'' non dovreste nasconderla ma metterla in evidenza,è la dimostrazione che il politicamente corretto è il principale nemico di sè stesso.
Ho dimostrato che se scriviamo con arguzia la prudenza della censura è inutile.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Vicus - Settembre 25, 2017, 09:38:35 am
Devo dunque arruolarmi nell'isis o continuare a combattere questa guerriglia nel fondo del web contro l'imondizia umana?
Nulla del genere, esiste un ambito della natura umana immune dalla sofferenza, ma oggi è inaccessibile alla maggior parte degli uomini perché la nostra società è una cospirazione contro ogni forma di vita interiore:

(http://archive.esquire.com/image/spread/19680601/43/3)
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Settembre 29, 2017, 17:49:28 pm
Pallide sono le siepi
accanto alla strada sterrata
che porta all'infinito
di ricordi,di specchio e di nebbia
tanto sono intricate le foglie
che celano i campi elisi
in una collina di viti e terra rossa
il cielo e la terra si incontrano
ma tu non arriverai mai al fondo
ora sei nuvola
e sulla strada è scesa la sera.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Settembre 30, 2017, 15:20:35 pm
Corvi neri tengono nel becco
il mio anello nuziale
una pallida ombra
è in eterno la mia sposa
Oh stelle
maledetto è il vostro verdetto
inutilmente dal cielo
volgo lo sguardo verso il basso,
cupi riflessi
nelle acque del Lete
colgo del fato,
ma una luna infera
con un diadema di legno di rovo
gli occhi inorriditi
mi fissano e mi inchiodano:
''Così tu hai voluto!''
Nell'oscurità
un candelabro è la mia mano
fiamme dalle mie dita
illuminano il segno
nel palmo
il mio destino.
''Questo è il coltello
con cui hai inciso la tua carne
il tuo sangue
bramava l'umida terra
su carta d'albero morto
nel sigillo
dal demone
sei stato intrappolato.''
Oh com'era cupo il roveto
gocciolava di pioggia
chino sotto umide nubi,
alla tristezza
non ho resistito
gli ho dato fuoco
ora brucia in eterno
inconsunto della selva
unico albero è rimasto
ora brucia il roveto nel deserto.
Com'erano passeggere le nubi
se solo potessero
tornare a piangere
e spegnere la fiamma ultraterrena,
ma crudele è il vento del deserto
e schiaffeggia il fuoco
senza tuttavia mai spegnerlo
quando i profeti
mi vedono
e chiedono
il mio nome
JHWH
è il mio rifiuto
di rispondere
perchè nessuno abbia
il potere orrendo del sigillo
nell'anulare il suo teschio
al mio anello.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Settembre 30, 2017, 21:07:37 pm
Nel giardino dell'Eden
ad oriente
era primavera
in eterno,
nel giardino dell'eden
le stelle stavano appese
ad alberi fioriti
e dolce polvere di Luna,
trasfigurava ogni istante
giacchè il tempo
non passava
e l'istante era marmo
gli occhi di Eva
erano puri di cristallo
il veleno dell'amore
era sconosciuto ad Adamo
giacchè egli amava tutto
con la stessa intensità
con cui ci si strugge
per gli amanti,
nel giardino dell'eden
la terra non aveva odore
perchè non esisteva la morte.
Poi venne la serpe
dal deserto rosso
caldo era il suo vento
e suadenti le sue parole
no,il Dio alato
Elohim
non parlava così
un'incanto e un'ipnosi
erano le sue parole sinuose.
Egli disse ad Eva:
la tua carne di marmo
è prigione
l'eternità è dubbio
dell'esistenza
solo ciò che ha un contrario
è
tu non sei affatto viva
perchè non puoi morire
non scorre sangue
nelle tue vene
e le tue narici
oppio non possono
inspirare,
mangia dell'albero
del bene e del male
affinchè TU sia Dio
e Adamo il tuo schiavo
il cielo sarà nella tua iride
e il sole nei tuoi capelli,
l'ombra della notte
nella tua vagina,
darai alla luce
creature plasmate
della tua materia,
i tuoi occhi di cristallo
di liquido acanto
diventeranno
e chi morderà il tuo corpo
chi semplicemente lo toccherà
sarà stregato dal frutto
che mangerai
e diventerà egli stesso
una divinità
se si scioglieranno
le tue membra,
non più freddo marmo
e cristallo
ma sudore e sangue
attirerà il tuo compagno
nell'abbraccio palpitante
della morte,
nessuno potrà veramente
possedere fino in fondo
i tuoi capelli d'oro
allora sul giardino
scenderà l'autunno
Adamo diventerà
il più grande poeta
non potendo possedere
fino in fondo
il nero abisso delle tue pupille
si abbandonerà alla morte
e tutta la natura avvizzirà
e diventerà oro
di Autunno
nella bramosia di possedere
il sole nei tuoi capelli.
Eva cedette alle lusinghe
del primo seduttore
e da allora
la morte e l'autunno
scesero sul giardino
e gli angeli soffiarono
negli ultimi denti di Leone
l'erba divenne gialla
sul giardino fu settembre
e da allora
un sottile eco
del grido di dolore
di Eva
al primo morso
divenne struggimento
degli amanti
e la morte
nera
uscì
dalle tenebre
del grembo di Eva
urlando
già
è nella terra
avida della carne
dei suoi figli
bramosa
del nettare nero
del frutto dell'albero.
Adamo amò Eva
e allora conobbe l'odio
e mai odio fu più profondo
per averlo privato
della magia dell'eterno
e per essere diventato
eroinomane,
le sue vene
penetrate dalla
siringa
del nero sguardo
della compagna.
Amore e morte
travolsero il tempo
e le nuvole
vennero plasmate
dagli occhi dei poeti.
E dal nero suo sguardo
venne la morte
signora e sovrana
dell'umana stirpe
liberata dall'amplesso
stregato dall'attimo.
Adamo ricercò
il frutto dell'albero
della vita,
ma appena espulso
il suo seme
già il frutto era lontano
e volgeva via lo sguardo
indifferente gli diventava
il suo nuovo dio mortale
donava piacere caduco
e l'attimo fuggiva
dalle braccia degli amanti
nell'istante dell'amplesso.
Titolo: Re:Le poesie e gli aforismi di Salar
Inserito da: Salar de Uyuni - Ottobre 01, 2017, 23:02:21 pm
Topic stupido.
Gli uomini hanno davvero bisogno dell'umanità?
Che cos'è l'umanità'
Niente.
Negri che muoino di fame,donne che comprano borsette e cinesi che lavorano 15 ore al giorno.
Gli uomini sono realtà,dolorosa ma reale.