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Immigrazione e sostituzione etnica / Re:Le "risorse" svedesi
« Ultimo post da Vicus il Giugno 06, 2026, 13:24:35 pm »
Tutto ciò però non smentisce il fatto che determinate opinioni sono tabù in Italia e non in altri Paesi, che magari hanno l'autorazzismo (c'è pure in Italia) ma NON, o MENO problemi di meritocrazia, caste, baronie e altre questioni riguardanti il lavoro e la giustizia altrove inimmaginabili, specialmente nei Paesi anglosassoni.
A Cambridge, ma anche ad Harward un prof. per ottenere l'incarico deve farsi 'nu mazz' tant' e dimostrare il suo valore, e questo non soltanto al momento dell'assunzione ma ogni anno.
In Italia prof. equivale a un titolo nobiliare, talora con tanto di diritto di nascita. Per non parlare di altri mestieri con scatti automatici di carriera e totale esenzione di responsabilità dai propri errori. Poi ci sono i parenti dei malavitosi che lavorano negli enti pubblici, e se lo fanno è perché gli conviene più di altri "mestieri", ma non allunghiamo troppo o qui viene fuori un libro
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Immigrazione e sostituzione etnica / Re:Le "risorse" svedesi
« Ultimo post da Frank il Giugno 06, 2026, 12:12:22 pm »
Prendiamo questo fatto, a dir poco assurdo, ma significativo del suicidio dell'Occidente e in particolar modo dell'Europa dell'ovest.
Ancor più di un ben preciso paese anglosassone.

https://www.rainews.it/articoli/2026/06/londra-la-morte-di-un-18enne-ammanettato-da-polizia-mentre-dice-non-respiro-scatena-le-polemiche-401df56f-84ae-4308-86ed-cb67bcbecb40.html

Citazione
Regno Unito
Londra: la morte di un 18enne ammanettato da polizia mentre dice: "Non respiro" scatena le polemiche
Henry Nowak fu accoltellato a morte a Southampton da un 23enne sikh, la polizia scambiò assalitore e vittima, le destre cavalcano l'onda del pregiudizio anti-bianco. Un poliziotto si dimette
 02/06/2026

Il caso di Henry Nowak, 18enne studente universitario britannico di origini polacche, sta scuotendo il Regno Unito. Il giovane è stato accoltellato a morte il 3 dicembre 2025 a Southampton mentre tornava a casa dopo una serata con gli amici. L’assassino, Vickrum Singh Digwa, 23 anni, cittadino britannico di radici indiane e fede sikh, lo ha colpito cinque volte con un coltello cerimoniale da 21 cm, infierendo sul petto e sui polmoni. La sentenza di ergastolo con minimo 21 anni di carcere, emessa lunedì dalla Southampton Crown Court, non ha placato lo sdegno della famiglia né la tempesta politica.

Al centro della controversia non è solo l’omicidio – giudicato senza alcuna provocazione razziale – ma il comportamento della polizia dell’Hampshire. Digwa, subito dopo l’aggressione, ha mentito agli agenti sostenendo di essere stato vittima di un’aggressione razzista da parte di Nowak. Gli agenti, fuorviati, hanno ammanettato il ragazzo agonizzante riverso sul marciapiede, ignorando le sue disperate richieste di aiuto. Le immagini delle bodycam, diffuse ieri dalla polizia dopo le scuse pubbliche, mostrano Nowak che ripete nove volte “Non posso respirare” e “Sono stato accoltellato”. Un agente replica: “Non credo proprio, amico”. Solo dopo tre minuti gli agenti hanno iniziato la rianimazione, ma era troppo tardi: il patologo ha confermato che la ferita era già fatale.

La famiglia Nowak, originaria dell’Essex, ha definito il trattamento “inumano e degradante”. Il padre Mark ha dichiarato fuori dal tribunale: «Mio figlio non è morto con dignità». La madre e la sorella chiedono ora un’inchiesta completa sugli agenti coinvolti. L’Independent Office for Police Conduct (IOPC) ha aperto un’indagine indipendente, mentre la ministra dell’Interno Shabana Mahmood, intervenendo alla Camera dei Comuni, ha definito il delitto “un atto di pura malvagità” e le immagini “scioccanti e tragiche”. Ha assicurato che la famiglia “ha diritto a risposte precise” e ha ribadito che «tutti in questo Paese sono uguali davanti alla legge». Il premier Keir Starmer ha scritto su X che «ci sono domande serie a cui la polizia deve rispondere».

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La vicenda ha però infiammato il dibattito politico. Nigel Farage, leader di Reform UK, ha parlato di “two-tier policing” e di pregiudizio anti-bianco, invocando lo slogan rovesciato “White Lives Matter”. «Basta con il politically correct che protegge gli aggressori», ha detto, chiedendo “rabbia fredda” contro un sistema che, secondo lui, teme più l’accusa di razzismo che la vita di un ragazzo bianco. Posizioni simili sono state riprese da voci della destra populista e, in passato, anche da Elon Musk. La comunità sikh britannica ha condannato fermamente il gesto come “individuale”, negando qualsiasi legame con la fede o con il kirpan rituale.

La polizia dell’Hampshire ha ammesso l’errore e si è scusata, precisando che un agente non coinvolto è stato costretto a trasferirsi per minacce. Il vice capo Robert France ha sottolineato che «gli agenti non avrebbero potuto salvare Henry», ma ha riconosciuto il fallimento iniziale nel credere alla vittima. Intanto, il governo laburista promette di combattere la piaga dei coltelli tra i giovani, mentre la destra radicale organizza proteste.

Il caso Henry Nowak rischia di diventare simbolo di tensioni profonde: da un lato la tragedia di un ragazzo innocente lasciato morire senza soccorso, dall’altro il timore che paure di “apparire razzisti” possano influenzare l’operato delle forze dell’ordine. La famiglia chiede giustizia e riforme, non strumentalizzazioni. Ma nel Regno Unito diviso di oggi, la linea tra dolore e polemica ideologica è già stata superata.

Proteste a Southampton per la morte Nowak. Si dimette un poliziotto

Una folla di circa 2000 persone, tra uomini, donne e bambini, si è radunata davanti alla stazione di polizia centrale di Southampton per protestare contro la morte di Henry Nowak. Lo riferisce la Bbc. Si sono levati cori come "Non riesco a respirare" e "Niente giustizia, niente pace". Una fila di una dozzina di agenti di polizia separa la folla dai gradini d'ingresso della stazione.

Intanto, secondo la polizia dell'Hampshire, uno degli agenti coinvolti nell'arresto di Henry Nowak si è dimesso. Un portavoce ha dichiarato: "Tre degli agenti sono ancora in servizio, uno si è dimesso". Come confermato dall'IOPC (Independent Office for Police Conduct), sono tutti considerati testimoni, quindi non soggetti ad alcuna restrizione al momento.

 Polizia polemiche Morto ammanettato Regno Unito



Se questo fatto fosse accaduto in Italia, i cosiddetti social sarebbero stati "inondati" da un oceano di commenti del tipo:
"Certe cose succedono solo in Italia", "Il mondo ride di noi", "Siamo la barzelletta del mondo", "L'Italia è un paese di merda", etc etc.
Questo è l'italiano medio, notoriamente affetto e afflitto da esterofilia cronica, disfattismo e autorazzismo.
Io, nel mio piccolo, cerco semplicemente di evidenziare l'altra faccia della medaglia, cioè quello che in ambito momas non fa nessuno.
Già l'Italia è piena di autorazzisti (non razzisti ma autorazzisti), perciò non c'è bisogno che mi ci aggiunga io.
I difetti dell'Italia e degli italiani li conosco benissimo, mentre un mare di italiani non conosce i difetti di tanti altri paesi.
Oppure, anche se li conoscono, li occultano o ne parlano in maniera "più morbida", proprio perché la loro mente è impregnata di sentimenti anti-italiani a prescindere.
Ecco, in questo gli italiani son veramente "i numeri uno" d'Europa, dato che da ovest ad est dell'Europa non esiste un popolo più esterofilo e autorazzista di quello italiano.
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Immigrazione e sostituzione etnica / Re:Le "risorse" svedesi
« Ultimo post da Frank il Giugno 06, 2026, 11:51:58 am »
Vicus, non c'è nulla "da ammettere" o meno.
Io evidenzio semplicemente dei dati di fatto.
Per il resto non è che quel discorso riguardi "solo l'Italia", eh...
Anche in molti altri paesi bisogna stare attenti a ciò che si dice "in pubblico".

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Per dire: in Russia, in merito ad altre questioni, bisogna stare attenti a parlare, se no il rischio di finire avvelenati o ammazzati in qualche altra maniera, è a dir poco elevato...
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Immigrazione e sostituzione etnica / Re:Le "risorse" svedesi
« Ultimo post da Vicus il Giugno 06, 2026, 05:34:17 am »
Devi ammettere che qui in Italia queste cose non le potrebbe dire, ad esempio se fosse un prof. sarebbe la fine della sua carriera (v. Strumia)
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Immigrazione e sostituzione etnica / Re:Le "risorse" svedesi
« Ultimo post da Frank il Giugno 06, 2026, 02:02:52 am »
https://www.instagram.com/p/DZNcz7ZjcUQ/

Citazione
Federico Rampini sul famigerato senso di colpa occidentale che viene propagandato anche tramite le università.
Estratto da "Grazie Occidente! Incontro con Federico Rampini." dal canale YouTube Una Montagna di Libri
#occidente
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Osservatorio sul Femminismo / Sempre più potere alle donne nella Chiesa!
« Ultimo post da Vicus il Giugno 05, 2026, 19:34:53 pm »
Che dire, non c'è che da festeggiare. In grassetto le parti più scandalose:

(Vitis Vera, articolo di Matteo D’Amico) Come noto il Papa ha nominato dal novembre 2026 una donna, Maria Montserrat Alvarado, una quarantenne (classe 1986) messicana che ha compiuto gli studi universitari negli Stati Uniti e che dal 2008 ha la cittadinanza americana, Prefetto del Dicastero della Comunicazione Vaticana, organismo che controlla Vatican News, Radio Vaticana, L’Osservatore Romano e, in poche parole, l’intero apparato comunicativo della Santa Sede. E’ interessante notare che dal 2009 al 2023 la Alvarado ha lavorato presso il Becket Fund for Religious Liberty, un ente senza scopo di lucro che organizza cause legali (in particolare presso la Corte Suprema) a favore della libertà religiosa, sulla base di una visione ecumenista radicale. Ecco come questo importante organismo definisce la sua missione sul suo sito ufficiale:

“Becket è un istituto legale ed educativo senza scopo di lucro, di pubblica utilità, la cui missione è proteggere la libera espressione di tutte le fedi. Becket esiste per difendere un principio semplice ma spesso trascurato: poiché l’impulso religioso è naturale per gli esseri umani, l’espressione religiosa è naturale per la cultura umana. Promuoviamo questo principio in tre ambiti: i tribunali, il tribunale dell’opinione pubblica e il mondo accademico, sia negli Stati Uniti che all’estero.

Noi di Becket amiamo dire di aver difeso i diritti religiosi di persone di ogni credo, dagli anglicani agli zoroastriani. I nostri sostenitori rappresentano una miriade di religioni, ma tutti condividono la nostra visione comune di un mondo in cui la libertà religiosa sia rispettata come un diritto umano fondamentale che tutti hanno il diritto di godere ed esercitare”. (grassetto nostro).

Difficile trovare definizioni più moderniste, come impianto teologico, di quella appena citata. Ecco il clima culturale in cui è cresciuta la Alvarado.

Vi sono però anche altre osservazioni da fare: è la prima donna non consacrata nominata Prefetto di un Dicastero vaticano [la burocrazia avanza, a che serve consacrarsi]. Se è già uno scandalo una donna Prefetto, lo è a maggior ragione una donna laica. Vi sono anche fondati timori che teologicamente non sia sostenibile, né sia legittimo in termini canonistici, avere una donna (consacrata o meno) a guidare come capo Dicastero vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose. Potremmo avere cardinali e vescovi sottoposti a una donna laica di quarant’anni e che devono prendere ordini e direttive da lei: è una scena oggettivamente abominevole e totalmente contro la Tradizione della Chiesa.

Va poi osservato che è semplicemente ridicolo pensare che in tutta la Chiesa Cattolica, con le sue centinaia di migliaia di sacerdoti, di religiosi, di laici uomini impegnati nel mondo della comunicazione non ci fosse una scelta alternativa. Scegliere una donna è evidente che risponde a una precisa scelta ideologica fatta da Prevost, che dimostra di assecondare il mondo, che ulula sempre più ferocemente per avere le “donne-diacono” e le “donne sacerdote”. La scelta è in perfetta linea con la strategia di Bergoglio e la sua ridicola esaltazione del mondo femminile, le sue aperture a ruoli ecclesiali rilevanti per loro. Prevost sta ormai rivelandosi come un Bergoglio gentile, dal volto umano, mellifluo e rassicurante, che dovrebbe con la sua eleganza e moderazione penetrare e sedurre anche il mondo conservatore (e, forse, tradizionalista). Ma dietro le apparenze di “carabiniere buono” sta confermando il modernismo radicale del suo predecessore; sembra quasi smentire il motto che descrive il processo rivoluzionario: “due passi avanti, un passo indietro”. Qui i passi si fanno solo avanti.

Come Prefetto sarà un primo livello del Papa e ciò significa incontri frequenti, se non quotidiani, con Prevost. La cosa è sicuramente contro la prudenza che dovrebbe ispirare ogni scelta del Papa. Per molti secoli è stato uso che nessuna donna sedesse mai al desco papale, e ora abbiamo una giovane e piacente messicana che potrebbe incontrare quotidianamente e anche in modo informale il Papa: la cosa non potrà che contribuire a distruggere il poco che ancora resta dell’alone di sacralità che dovrebbe sempre avvolgere il Sommo Pontefice.

Va poi osservato che il padre della Alvarado è stato console messicano a Miami, in Florida, dunque un alto diplomatico inviato nel paese più importante del mondo. Faccio notare questo particolare perché forse non tutti sanno che il Messico è un paese fra i più infiltrati dalla Massoneria (sia gli “eroi” delle guerre di indipendenza ottocentesche, sia i capi di stato di inizio Novecento che gestirono la guerra di sterminio contro i Cristeros erano in gran parte massoni, strettamente legati agli Stati Uniti e spesso anche alle logge americane) , fra tutti quelli sudamericani. Non abbiamo prove che il padre della Alvarado sia stato massone, ma se emergesse che lo era stato, la cosa non ci stupirebbe, anche perché incarichi così elevati in campo diplomatico in genere non vengono dati per semplici meriti professionali.

Infine la foto che postiamo a inizio articolo è inquietante, perché si nota che il Papa e la Alvarado si danno la mano (cosa che il Papa potrebbe e dovrebbe evitare, limitandosi a porgere l’anello da baciare) ma la dottoressa messicana-americana appoggia la sua mano sinistra sopra quella del Papa, in una sorta di slancio del cuore, mentre lo fissa sorridendo negli occhi senza alcuna soggezione (e senza il velo nero che sarebbe prassi anche per le regine). Stringere nelle proprie le mani dell’interlocutore già facemmo notare che in termini di pragmatica della comunicazione è gesto che tende a stabilire un rapporto di potere sull’interlocutore. La Alvarado forse non lo sa o non lo vuole, ma col suo gesto sta dicendo: qui adesso comando io.

In un’altra foto la Alvarado sembra (la foto non permette un giudizio definitivo) cingere con il braccio sinistro la vita (o la schiena) del Papa, un gesto semplicemente folle e fuori da ogni protocollo. Meno grave, anche se assurdo allo stesso modo, sarebbe stato il contrario, perché anche in questo caso sembra che la Alvarado dica all’osservatore: “Sono io che proteggo e guido il Papa, non il contrario”. La Alvarado poi non è composta: l’ufficialità della foto esigeva che tenesse le mani giunte in basso, che evitasse ogni contatto, anche accidentale con il Papa e che avesse un sorriso meno aperto e più elegante, più nobile e sfumato, meno goffamente esplicito. Auguri ai cardinali e ai vescovi (e al Papa) che dovranno prendere ordini da questa simpatica giovane donna che contribuirà senz’altro a risollevare le sorti della Chiesa nel tempo guasto e devastato della sua lenta Apocalisse.
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Osservatorio sul Genderfemminismo / Vittoria anche per l'androsfera
« Ultimo post da Vicus il Giugno 05, 2026, 15:50:36 pm »
Questi fanno meglio di noi:

Vicus ce l’abbiamo fatta!
Non potrò mai dimenticare questa data.
4 giugno 2026
Una data storica, per una svolta storica.
Il Senato ha finalmente approvato il Ddl Valditara sul consenso informato preventivo.
Sono 13 anni che Pro Vita & Famiglia si batte per tagliare questo traguardo epocale.
Dai tempi dei grandi Family Day di San Giovanni e del Circo Vicus contro il gender nelle scuole.
Un cammino lungo e faticoso.
Spesso doloroso (censure, minacce, violenze…).
Ma insieme - unendo le forze, firma dopo firma, donazione dopo donazione - ce l’abbiamo fatta.
Il diritto dei genitori di dire Mio Figlio No di fronte a progetti ideologici sulla ses-ualità nelle scuole non è più solo un obiettivo futuro.
Adesso, è una Legge dello Stato italiano.


Voglio ringraziare il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara per aver messo non solo il nome ma anche la faccia su questo provvedimento.
Grazie ai partiti di maggioranza, che hanno votato in modo compatto la legge senza cedere alle polemiche e provocazioni della sinistra.
Le scuole, ora, sono obbligate a informare i genitori, in forma scritta e con almeno 7 giorni di anticipo, su tutte le attività extracurriculari in ambito sessuale.
Alle materne ed elementari queste attività saranno del tutto vietate. Basta abusi!
Per medie e licei le scuole dovranno dare i dettagli specifici: scopo del progetto, argomenti trattati, materiali utilizzati, relatori o esperti presenti.
Sembra ovvio e scontato.
Ma fino a oggi non era così.
Fino a oggi le famiglie erano tenute ai margini o del tutto all’oscuro. Considerate come nemiche.
Informazioni scarne, sbrigative, parziali.
Progetti genericamente “contro le discriminazioni”. Ma in che senso? Chi ne parla? Dicendo cosa?
Una vaghezza appositamente studiata per nascondere i reali contenuti dei progetti.
Progetti fondati sull’ideologia Gender: sull’idea malsana che la sessualità umana possa essere scomposta, decostruita e rimodellata a piacimento.
Da una parte il sesso biologico - maschile o femminile - dall’altra infinite identità di genere.
Adesso, si cambia registro.
Adesso, la libertà educativa della famiglia su temi intimi e sensibili torna al centro.
Adesso, gli attivisti LGBT e Trans-Femministi dovranno uscire alla luce del sole. Nomi e cognomi.
I genitori non dovranno più mendicare briciole di informazioni da docenti e dirigenti.
Non dovranno più scoprire, con sgomento, che un “uomo che si sente donna” è entrato nella classe dei figli a raccontare come avrebbe “cambiato ses-o”.
Adesso i genitori dovranno essere informati.
In anticipo e in forma scritta.
Ma non si tratta solo di essere informati.
Si tratta di poter dare o meno il consenso.
Se i genitori non saranno d’accordo col progetto potranno dire alla scuola: Mio Figlio No!
La scuola, in quel caso, dovrà garantire attività alternative per i minori esonerati dai genitori.
Una rivoluzione totale del sistema scolastico.
Un cambiamento che ha gettato nel panico il Sistema che lucrava sull’ignoranza dei genitori.
Associazioni e organizzazioni Lgbt e trans-femministe, centri sociali, consultori abortisti, media progressisti e partiti di sinistra.
Questo Sistema ha tentato fino all’ultimo di sabotare l’iter del disegno di legge.
Presentando emendamenti per snaturare e distruggere da dentro il provvedimento.
Diffondendo menzogne e mistificazioni sui media e in particolare sui social network.
Una valanga di contenuti ideologici pieni di falsità contro la legge e la libertà educativa dei genitori.

Una marea di menzogne che ha trovato una diga irremovibile in Pro Vita & Famiglia:
•   abbiamo raccolto e consegnato a Camera e Senato 65.000 firme a sostegno della Legge
•   abbiamo organizzato manifestazioni, presidi, flash-mob, convegni e conferenze in tutta Italia
•   abbiamo commissionato un sondaggio nazionale all’istituto Noto per far emergere l’opinione maggioritaria degli italiani
•   siamo stati ufficialmente auditi in Parlamento per portare la voce dei genitori e delle famiglie
•   abbiamo spezzato la narrazione mediatica a senso unico con continui comunicati stampa
•   abbiamo diffuso centinaia di articoli, interviste, video, approfondimenti tramite il nostro sito web
•   abbiamo usato i nostri social network per immettere in rete contenuti veritieri contro le fake news della Lobby LGBT
Tutto questo, senza l’aiuto tuo e di chi sostiene la nostra missione - leggendo le mail, firmando, donando, condividendo - non sarebbe mai stato possibile.
Mai, Vicus.
E adesso?
Adesso sarò onesto: corriamo un rischio fatale.
Il rischio di credere che la legge agirà come una bacchetta magica.
Che i progetti gender spariranno all’improvviso.
Che attivisti ideologici smetteranno di entrare nelle classi.
Che le scuole inizieranno veramente a informare i genitori come prevede la nuova legge.
No Vicus, non accadrà.
O almeno, non accadrà in automatico.
Perché il Sistema proverà a sopravvivere.
Accadrà solo se saremo noi a far rispettare la legge.
Come?
Col Dipartimento Scuola di Pro Vita & Famiglia.
L’unico organismo esistente in Italia che impiega personale qualificato per analizzare, elaborare, gestire e denunciare progetti ideologici nelle scuole italiane di ogni ordine e grado.
Aiutando le famiglie (genitori e nonni) a relazionarsi con le scuole per difendere i loro figli e nipoti.
Adesso, il lavoro quotidiano del nostro Dipartimento Scuola è più cruciale che mai.
Spero che continuerai a seguire e sostenere la sua missione anche ora. Soprattutto ora.
Tante altre sfide ci attendono, Vicus.
A partire dallo STOP alla Carriera Alias.
Le combatteremo.
E le vinceremo.
Perché noi non lo facciamo per ideologia.
Lo facciamo per i nostri figli e i nostri nipoti.
Avanti tutta, per loro.

Antonio Brandi
Presidente Pro Vita & Famiglia

PS - Vicus il 4 giugno 2026 resterà nella Storia: il diritto dei genitori di essere informati e dire ‘Mio Figlio No’ di fronte a progetti ideologici nelle scuole è ora LEGGE DELLO STATO. Abbiamo coronato 13 anni di battaglie, ma se non vigileremo ogni giorno sull’applicazione della legge sarà tutto inutile.
Resta al nostro fianco, ora più che mai!
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Off Topic / Re:Decadenza di Albissola
« Ultimo post da Vicus il Giugno 05, 2026, 08:44:02 am »


 Sono tornato in Via delle Fascine, e ho visto lavori in corso.
 Spero non sia l'inizio di quegli orrendi e improbabili progetti per questa Area.
 "Torri di 12 piani sulla Riva sinistra del Sansobbia".
A Genova e Levante sono tutte torri le costruiranno anche lì
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Off Topic / Re:Decadenza di Albissola
« Ultimo post da fabriziopiludu il Giugno 05, 2026, 07:34:21 am »



 Sono tornato in Via delle Fascine, e ho visto lavori in corso.
 Spero non sia l'inizio di quegli orrendi e improbabili progetti per questa Area.
 "Torri di 12 piani sulla Riva sinistra del Sansobbia".
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