Autore Topic: Il divorzio? Una commedia...  (Letto 10368 volte)

Offline Lucia

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Re:Il divorzio? Una commedia...
« Risposta #45 il: Febbraio 19, 2014, 20:54:26 pm »
conoscere i motivi di un divorzio è già difficile in tribunale, figurarsi conoscere quelli veri di 20.000 famiglie.
In ogni caso, la situazione ungherese è sicuramente diversa da quella italiana, vista la rispettiva storia

non è difficile capire se esiste riprovazione sociale per i bambini dei genitori divorziati quando si lavora in scuola,
non è difficile neanch sapere chi viene picchiato in famiglia o cacciato via di casa,
non è difficile vedere che la moglie dopo divorzio si rimette raramente con un altro, l'ex marito quasi subito, dal solito con una molto più giovane.
Per questo non devi conoscere il loro intimo.

Per divisioni di ruoli so per esempio molto di meno perché appunto meno visibile da un estraneo.
Mia madre sicuramente ha deliri di onnipotenza nei lavori di casa cosi finisce che fa lei tutto.
Il mio marito è un bravo cuoco, io non sono per niente una brava casalinga, e temo che se mi vengono le manie di cosi bisogna fare in casa farò peggio. Quando mio marito mi fa capire che sa fare qualcosa meglio di me glielo lascio fare (anche se sono lavori femminili).

Convivere con una che fa sesso con te solo per dovere, non dev'essere affatto piacevole. Meglio soli!

mah...a volte il dovere si trasforma in piacere...ma anche mio marito lo pensa penso come te, solo che a me immaginarmi che non ho altra scelta alla fine eccita.

PS
Per Thedarksider
Ho visto in Romania molto più mogli aggressive  con mariti ubbriachi che mariti ubbriachi aggressivi con la moglie

Offline Artemisia Gentileschi

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Re:Il divorzio? Una commedia...
« Risposta #46 il: Febbraio 19, 2014, 21:00:19 pm »
Il problema è che in genere i maroni li scassano solo al marito mentre ai figli fanno fare quel cazzo che vogliono, li difendono a spada tratta in ogni circostanza quando invece avrebbero bisogno di un bel po' di calci nel culo.

Eh ma i figli so pezz e core  :D
"Marta, Marta, tu t’inquieti e ti affanni per molte cose; una sola è necessaria: Maria invece ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta“.

Offline Vicus

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Re:Il divorzio? Una commedia...
« Risposta #47 il: Febbraio 19, 2014, 21:20:42 pm »
Citazione
Più che altro è la mancanza di impegno che spesso mi lascia perplessa.
E purtroppo la noto più nelle donne che negli uomini. Mi scoccia eh dirlo, ma è così.
Inutile lamentarsi che gli uomini a casa non fanno niente, che non aiutano, che si fanno i cavoli loro, quando spesso siamo noi donne ad avere deliri di onnipotenza.
la verità che tante donne non vogliono delegare niente a nessuno perché solo loro sono brave. Di conseguenza trattano spesso il marito come un ebete e stanno lì a brontolare dal mattino alla sera che non ce la fanno a fare niente.
Poi magari incontrano un altro che sembra meglio (perché sempre il nuovo sembra meglio) e mollano tutto nella speranza puerile che quella nuova relazione le faccia più contente.
Ma la minestra, alla fine, sempre quella è.
Questo è vero in parte, ma i cambiamenti che una donna fa quando arrivano i figli nessuno li può prevedere. E spesso la dolce ragazza si trasforma in una madre spaccamaroni.
Ne conosco diverse eh.. e la fase non passa quando il neonato cresce, ma si acutizza in maniera esponenziale.
Letto e visto da diverse parti.
Citazione
Ma questa non significa che il problema è col divorzio o che sarebbe meglio avere la riprovazione sociale per i divorziati.
In altre culture più sensate non ci sono incentivi economici e sociali a sfasciare una famiglia, piuttosto si pratica la mediazione familiare. Quando si è sposati la priorità è mandare avanti la baracca e non "vivere la propria vita" a scapito degli altri.
Citazione
Ettore Panella che s'interessa di psicologia evoluzionista ci ha scritto un articolo molto completo su questo punto, IMHO
<http://www.sublimia.it/vita-di-coppia/lavori-domestici-ambivalenza.html>
Mi domandai: a parte, ovviamente, quelle donne che dicono apertamente di considerare poco virile un uomo impegnato in attività domestiche le altre non potrebbero vivere una ambivalenza radicata che le porta a chiedere consapevolmente un impegno e inconsapevolmente a demotivare l'altro dal darlo?
Avendo notato che diverse donne usavano la recriminazione: "la casa è tutta sulle mie spalle" in discussioni in cui la cosa non era pertinente avevo inizialmente  immaginato che in realtà la cosa venisse usata come un jolly da giocare al momento opportuno. Un ricatto emotivo volto ad ottenere vantaggi in altri settori della relazione,
ricatto emotivo spiegherebbe tutti i boicottaggi inconsapevoli che le compagne spesso fanno chiedendo un aiuto ma poi di fatto operando affinchè questo non arrivi.
Se però devo essere onesto io in realtà in questo comportamento vedo più la paura inconsapevole di non essere indispensabili. E' come se una donna si sentisse rassicurata dal fatto che il compagno sia dipendente da lei ed è come se istintivamente abbia paura che un compagno autosufficiente sia a rischio.
Da notare che un meccanismo simile interviene nel rapporto madre/figlio maschio, anche in questo caso, secondo me,  alimentare la dipendenza rassicura la madre.
D: una cosa che non sopporto è quando mi chiede di fare cose inutili. Certe volte mi chiede di scopare per terra  ma a fine lavoro vedi che hai raccolto poco e niente. Se raccogli un po' di polvere uno è contento pure perchè ha fatto una cosa utile ma trovare poco o niente ti fa vedere che hai perso tempo.
i dati raccolti dai ricercatori hanno mostrato chiaramente che più aumenta l'impegno a casa dell'uomo più aumenta il tasso dei divorzi addirittura del 50%.
Ambivalenza, ricatto emotivo, che incubo. Il terrore di ogni uomo è l'assillo femminile. Essere una buona moglie dovrebbe essere un compito semplice: consiste essenzialmente nel lasciare tranquillo l'uomo, ferme restando le responsabilità di ciascuno.
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Offline ilmarmocchio

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Re:Il divorzio? Una commedia...
« Risposta #48 il: Febbraio 19, 2014, 21:27:26 pm »
va bene, io non ho detto nulla di contrario, sai che per noi è assurdo che il marito mantenga l'ex moglie o che gli tolga la casa che lui l'ha avuta prima del matrimonio.
Ma questa non significa che il problema è col divorzio o che sarebbe meglio avere la riprovazione sociale per i divorziati.


Da solito osservi solo le offese fate da me e non quelle a me.  :dry:
Che dovrei fare se uno mi offende? Piangere?  :mad:

se noti, prima ho quotato il post di Rita che direttamente criticava il post di Darksider e non ho detto niente sulla tua risposta.
Ora però hai rilanciato e mi pare che sia inutile che vi offendiate sciupando un thread  interessante.
Non piangere  :)

Offline Artemisia Gentileschi

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Re:Il divorzio? Una commedia...
« Risposta #49 il: Febbraio 20, 2014, 11:41:10 am »
Essere una buona moglie dovrebbe essere un compito semplice: consiste essenzialmente nel lasciare tranquillo l'uomo, ferme restando le responsabilità di ciascuno.

In effetti  :D

Però ho notato che tante volte basta chiedere in modo semplice e diretto.

Ora a parte che a me non è che importi tanto se la tavoletta del wc non brilla come lo specchio. Posto che una cerca di tenere la casa più decente possibile, talvolta è necessario fare le cose in due per mancanza di tempo.

E allora ci sono cose che agli uomini riescono meglio: tipo aggiustare qualcosa, portare i bambini a letto e leggere loro una fiaba.
Quindi perché devo assillare uno con i piatti e la lavastoviglie quando può benissimo occuparsi della prole mentre la cucina la faccio io?

E comunque da quello che ho imparato.. mai aspettarsi che un uomo immagini che tu hai bisogno di qualcosa.. E' l'errore più comune perché crea aspettative che non vengono (quasi) mai soddisfatte.

Talvolta chiedere "mi aiuti a fare questo?" è sufficiente. 


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Offline zagaro

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Re:Il divorzio? Una commedia...
« Risposta #50 il: Febbraio 20, 2014, 11:51:57 am »
In effetti  :D

Però ho notato che tante volte basta chiedere in modo semplice e diretto.

Ora a parte che a me non è che importi tanto se la tavoletta del wc non brilla come lo specchio. Posto che una cerca di tenere la casa più decente possibile, talvolta è necessario fare le cose in due per mancanza di tempo.

E allora ci sono cose che agli uomini riescono meglio: tipo aggiustare qualcosa, portare i bambini a letto e leggere loro una fiaba.
Quindi perché devo assillare uno con i piatti e la lavastoviglie quando può benissimo occuparsi della prole mentre la cucina la faccio io?

E comunque da quello che ho imparato.. mai aspettarsi che un uomo immagini che tu hai bisogno di qualcosa.. E' l'errore più comune perché crea aspettative che non vengono (quasi) mai soddisfatte.

Talvolta chiedere "mi aiuti a fare questo?" è sufficiente.
spesso ci dimentichiamo che esiste sia la famiglia normativa e sia la famiglia affettiva,
ma molto ancor di più ci dimentichiamo che la famiglia, come la intendiamo noi, si fonda su un sogno comune fra due  persone più che su un contratto fra due contraenti

in una società a struttura economica agricola, dalla bassa tecnologia, e geograficamente quasi  immobile, una divisione dei lavori fra sessi poteva avere un senso di efficienza, ed economicità
 ma
nel contesto moderno quale potrebbe esserne  il senso?

o forse la modernà è arrivata troppo in anticipo rispetto alla maturazione delle regole sociali?

Offline Artemisia Gentileschi

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Re:Il divorzio? Una commedia...
« Risposta #51 il: Febbraio 20, 2014, 11:56:43 am »
spesso ci dimentichiamo che esiste sia la famiglia normativa e sia la famiglia affettiva,
ma molto ancor di più ci dimentichiamo che la famiglia, come la intendiamo noi, si fonda su un sogno comune fra due  persone più che su un contratto fra due contraenti

Mah non lo so, io ho smesso di credere alle favolette e ai sogni tanti anni fa.

Secondo me ci vuole più che altro cervello per mandare avanti una relazione.

Poi è chiaro che avere dei desideri da realizzare è una cosa bellissima, a patto che siano fattibili. Sperare che un marito riesca ad immaginare in ogni momento cosa desidera la moglie è più o meno la stessa cosa di sperare di vincere al lotto..
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Offline zagaro

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Re:Il divorzio? Una commedia...
« Risposta #52 il: Febbraio 20, 2014, 11:59:00 am »
Mah non lo so, io ho smesso di credere alle favolette e ai sogni tanti anni fa.

Secondo me ci vuole più che altro cervello per mandare avanti una relazione.

Poi è chiaro che avere dei desideri da realizzare è una cosa bellissima, a patto che siano fattibili. Sperare che un marito riesca ad immaginare in ogni momento cosa desidera la moglie è più o meno la stessa cosa di sperare di vincere al lotto..
facciamo un esempio banale
la buonuscita a fine lavoro.

ammettiamo che abbia lavorato solo il maschio
di chi è la liquidazione?

del lavoratore e quindi del solo maschio?

non è così (manco legislativamente),perchè anche la moglie ha contribuito ad ottenere quella buonuscita, accudendo la casa affinchè il bilancio famiiare fosse di un certo tipo, sgravando l'uomo di una serie di incombenze.

se passiamo dall'economia alla poesia questi tipi di comportamento si chiamano : sogno comune

Offline Artemisia Gentileschi

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Re:Il divorzio? Una commedia...
« Risposta #53 il: Febbraio 20, 2014, 11:59:43 am »

in una società a struttura economica agricola, dalla bassa tecnologia, e geograficamente quasi  immobile, una divisione dei lavori fra sessi poteva avere un senso di efficienza, ed economicità
 ma
nel contesto moderno quale potrebbe esserne  il senso?



Ma no.. semplicemente la normale preferenza del singolo individuo. Se a te piace cucinare i cavolini di Bruxelles lungi da me dal vietartelo.
Se preferisci aggiustare lampadine, ancor meno.

Poi c'è anche da considerare che se uno torna tutte le sere a casa alle sette preferità magari passare il suo tempo con i figli ed è anche giusto che sia così.
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Offline Artemisia Gentileschi

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« Risposta #54 il: Febbraio 20, 2014, 12:00:55 pm »
facciamo un esempio banale
la buonuscita a fine lavoro.

ammettiamo cheabbia lavorato solo il maschio?
di chi è la liquidazione?

el lavoratore e quindi del solo maschio?

Può essere usata per una causa comune, come l'estinzione di un mutuo, ad esempio.
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Offline Vicus

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« Risposta #55 il: Febbraio 20, 2014, 12:03:42 pm »
In effetti  :D

Però ho notato che tante volte basta chiedere in modo semplice e diretto.

Ora a parte che a me non è che importi tanto se la tavoletta del wc non brilla come lo specchio. Posto che una cerca di tenere la casa più decente possibile, talvolta è necessario fare le cose in due per mancanza di tempo.

E allora ci sono cose che agli uomini riescono meglio: tipo aggiustare qualcosa, portare i bambini a letto e leggere loro una fiaba.
Quindi perché devo assillare uno con i piatti e la lavastoviglie quando può benissimo occuparsi della prole mentre la cucina la faccio io?

E comunque da quello che ho imparato.. mai aspettarsi che un uomo immagini che tu hai bisogno di qualcosa.. E' l'errore più comune perché crea aspettative che non vengono (quasi) mai soddisfatte.

Talvolta chiedere "mi aiuti a fare questo?" è sufficiente.
:wub: :lol:
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Offline zagaro

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Re:Il divorzio? Una commedia...
« Risposta #56 il: Febbraio 20, 2014, 12:05:21 pm »
Ma no.. semplicemente la normale preferenza del singolo individuo. Se a te piace cucinare i cavolini di Bruxelles lungi da me dal vietartelo.
Se preferisci aggiustare lampadine, ancor meno.

Poi c'è anche da considerare che se uno torna tutte le sere a casa alle sette preferità magari passare il suo tempo con i figli ed è anche giusto che sia così.
l'individualismo all'interno della famiglia che è una collettività deve trovare il suo equilibro sennò potrebbe essere  motivo di disgregazione della famiglia

Offline Vicus

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Re:Il divorzio? Una commedia...
« Risposta #57 il: Febbraio 20, 2014, 20:06:44 pm »
Citazione
Secondo me ci vuole più che altro cervello per mandare avanti una relazione.

Poi è chiaro che avere dei desideri da realizzare è una cosa bellissima, a patto che siano fattibili. Sperare che un marito riesca ad immaginare in ogni momento cosa desidera la moglie è più o meno la stessa cosa di sperare di vincere al lotto..
Purtroppo quello manca molto spesso, e la volontà di tenere in piedi una relazione anche.
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

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Re:Il divorzio? Una commedia...
« Risposta #58 il: Maggio 29, 2016, 03:51:05 am »
A grande richiesta, la saga continua con "Divorzio al bisturi" (nientemeno). :lol: Venite a teatro a ridere delle vostre miserie. Poi, tutti a casa dove vi aspetta la 1001° raccomandata dell'avvocato.

Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.