Autore Topic: Azione disconoscimento paternità  (Letto 10655 volte)

Offline Peterparkerbs

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Azione disconoscimento paternità
« il: Luglio 13, 2013, 12:06:52 pm »
Leggo sui giornali che viene limitato a cinque anni dalla nascita del bambino il termine per proporre l'azione di disconoscimento della paternità con la riforma del diritto di famiglia approvata con decreto legislativo dal governo.

Per cui signori quando diventate padri non aspettate troppo a fare il test del DNA.

Offline Animus

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Re:Azione disconoscimento paternità
« Risposta #1 il: Luglio 13, 2013, 12:40:05 pm »
Leggo sui giornali che viene limitato a cinque anni dalla nascita del bambino il termine per proporre l'azione di disconoscimento della paternità con la riforma del diritto di famiglia approvata con decreto legislativo dal governo.

Per cui signori quando diventate padri non aspettate troppo a fare il test del DNA.

Io ero rimasto ad un anno.
Non è stato limitato ma esteso quindi, o sbaglio?
Ti sentirai più forte, un uomo vero, oh si , parlando della casa da comprare, eggià, e lei ti premierà, offrendosi con slancio.  L'avrai, l'avrai, con slancio e con amore … (Renato Zero)

Ha crocifissi falci in pugno e bla bla bla fratelli (Roberto Vecchioni)

Offline ilmarmocchio

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Re:Azione disconoscimento paternità
« Risposta #2 il: Luglio 13, 2013, 12:57:34 pm »
http://www.diritto24.ilsole24ore.com/guidaAlDiritto/civile/civile/sentenzeDelGiorno/2013/03/disconoscimento-di-paternita-entro-un-anno-dalla-notizia-delladulterio.html

Il dies a quo del termine annuale per il disconoscimento di paternità va collocato nel momento della scoperta dell’adulterio, intesa quale conoscenza della relazione o dell’incontro di carattere sessuale della donna con altro uomo, idonei a determinare il concepimento del figlio che s’intende disconoscere. Lo ha chiarito la Corte di cassazione, con la sentenza 7581/2013, respingendo il ricorso di un padre nei confronti dei due figli nati in costanza di matrimonio.
La Cassazione però ha ritenuto di condividere la decisione della Corte di appello che retrodatava la conoscenza da parte del merito delle relazioni adulterine della moglie.
In merito poi alla richiesta di ingresso nel processo della prova ematica la Cassazione ricorda che la legge consente l’accesso “alle prove ematiche anche a prescindere dalla previa prova dell’adulterio perché la contraria interpretazione viola i principi di libero accesso alla prova e della pienezza del diritto di difesa”
Ma ciò “non incide però sul momento iniziale del decorso del termine previsto dall’art. 244 c.c. e non interferisce dunque sulla disciplina dettata in tema di decadenza, per la quale rilevano solo la scoperta del fatto ‘adulterio’ ed il momento in cui il padre ne sia venuto a conoscenza, quale che sia stata la fonte che lo abbia reso edotto”.


il dies a quo. Quando avremo le leggi italiane scritte in italiano ?

Offline Stealth

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Re:Azione disconoscimento paternità
« Risposta #3 il: Luglio 13, 2013, 13:21:39 pm »
Leggo sui giornali che viene limitato a cinque anni dalla nascita del bambino il termine per proporre l'azione di disconoscimento della paternità con la riforma del diritto di famiglia approvata con decreto legislativo dal governo.

Per cui signori quando diventate padri non aspettate troppo a fare il test del DNA.

Se te lo fanno fare...

Offline Peterparkerbs

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Re:Azione disconoscimento paternità
« Risposta #4 il: Luglio 13, 2013, 13:35:46 pm »
Io ero rimasto ad un anno.
Non è stato limitato ma esteso quindi, o sbaglio?


Se mi sbaglio correggetemi...

se ho capito correttamente prima si poteva iniziare l'azione di disconoscimento a qualunque età del figlio, entro un anno dalla notiza dell'adulterio...

oggi vale la stessa regola, ma entro i cinque anni di età del figlio.

Nella pratica un ulteriore limite all'azione legale e ai diritti degli uomini

Offline Cassiodoro

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Re:Azione disconoscimento paternità
« Risposta #5 il: Luglio 13, 2013, 13:40:03 pm »
Leggo sui giornali che ...
Per favore metti il link su cui hai letto la notizia.
Sul giornale che ho letto, la relazione sul decreto è abbastanza strimizzita, e mette in rilievo solo l'equiparazione dei figli "legittimi" ed "illegittimi"...
http://www.lastampa.it/2013/07/12/italia/politica/si-del-governo-mai-piu-figli-di-serie-b-vi2sjtJrDy6zjBMxdmRZQO/pagina.html
http://www.lastampa.it/2013/03/12/multimedia/italia/figli-legittimi-e-naturali-parola-all-esperto-Ty50Z2QiMPSuju2U7RxDNI/pagina.html

Da quel pocoche ho capito, si è intervenuti, ancora una volta dopo pochi anni, per l'equiparazione dei figli nati dentro o fuori dal matrimonio... spero si sia riusciti definitivamente a togliere tutti i privilegi concessi dal sistema patriarcale ai soli figli della moglie.

Però vengono inseriti tutti gli articoli per l'obbligo del mantenimento dei figli come nei casi di separazione o divorzio.

Vorrei leggere bene gli articoli del decreto in modo da verificare l'aggravio delle condizioni per il disconoscimento dei figli.

Vorrei maggiori informazioni
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Offline Peterparkerbs

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Re:Azione disconoscimento paternità
« Risposta #6 il: Luglio 13, 2013, 13:50:58 pm »
Per favore metti il link su cui hai letto la notizia.
Sul giornale che ho letto, la relazione sul decreto è abbastanza strimizzita, e mette in rilievo solo l'equiparazione dei figli "legittimi" ed "illegittimi"...
http://www.lastampa.it/2013/07/12/italia/politica/si-del-governo-mai-piu-figli-di-serie-b-vi2sjtJrDy6zjBMxdmRZQO/pagina.html
http://www.lastampa.it/2013/03/12/multimedia/italia/figli-legittimi-e-naturali-parola-all-esperto-Ty50Z2QiMPSuju2U7RxDNI/pagina.html

Da quel pocoche ho capito, si è intervenuti, ancora una volta dopo pochi anni, per l'equiparazione dei figli nati dentro o fuori dal matrimonio... spero si sia riusciti definitivamente a togliere tutti i privilegi concessi dal sistema patriarcale ai soli figli della moglie.

Però vengono inseriti tutti gli articoli per l'obbligo del mantenimento dei figli come nei casi di separazione o divorzio.

Vorrei leggere bene gli articoli del decreto in modo da verificare l'aggravio delle condizioni per il disconoscimento dei figli.

Vorrei maggiori informazioni

gente di poca fede... quasi quasi vado a scrivere su qualche sito femminista!!!   :lol: :w00t:

Ecco il link al decreto legislativo: 

http://static.ilsole24ore.com/content/AltraDocumentazione/body/14100001-14200000/14104363.pdf

Ecco l'articolo incriminato:

ART. 18
(Modifiche all’articolo 244 del codice civile)
1.
L’articolo 244 del codice civile è sostituito dal seguente:
" ART. 244
(Termini dell’azione di disconoscimento)
L’azione di disconoscimento della paternità da parte della madre deve essere
proposta nel termine di sei mesi dalla nascita del
figlio ovvero dal giorno in cui è
venuta a conoscenza dell’impotenza di generare del marito al tempo del
concepimento
.
Il marito può disconoscere il figlio nel termine di un anno che decorre dal giorno
della nascita quando egli si trovava al tempo di quest
a nel luogo in cui è nato il
figlio; se prova di aver ignorato la propria impotenza di generare ovvero l’adulterio
della moglie al tempo del concepimento, il termine decorre dal giorno in cui ne ha
avuto conoscenza
.
Se il marito non si trovava nel luogo in
cui è nato il figlio il giorno della nascita
il
termine, di cui al secondo comma, decorre dal giorno del suo ritorno o dal giorno del
ritorno nella residenza familiare se egli ne era lontano. In ogni caso, se egli prova di
non aver avuto notizia della na
scita in detti giorni, il termine decorre dal giorno in
cui ne ha avuto notizia
.
Nei casi previsti dal primo e dal secondo comma l’azione non può essere, comunque,
proposta oltre cinque anni dal giorno della nascita
.
L’azione di disconoscimento della
paternità può essere proposta dal figlio che ha
raggiunto la maggiore età. L’azione è imprescrittibile riguardo al figlio
.
L’azione può essere altresì promossa da un curatore speciale nominato dal giudice,
assunte sommarie informazioni, su istanza del figl
io minore che ha compiuto i
quattordici anni ovvero del pubblico ministero o dell’altro genitore, quando si tratti
di figlio di età inferiore.”
.

Offline Cassiodoro

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Re:Azione disconoscimento paternità
« Risposta #7 il: Luglio 13, 2013, 14:03:51 pm »
Citazione da:  
ART. 18
(Modifiche all’articolo 244 del codice civile)
1.
L’articolo 244 del codice civile è sostituito dal seguente:
" ART. 244
(Termini dell’azione di disconoscimento)
L’azione di disconoscimento della paternità da parte della madre deve essere proposta nel termine di sei mesi dalla nascita del
figlio ovvero dal giorno in cui è venuta a conoscenza dell’impotenza di generare del marito al tempo del concepimento.

Il marito può disconoscere il figlio nel termine di un anno che decorre dal giorno della nascita quando egli si trovava al tempo di quest
a nel luogo in cui è nato il figlio; se prova di aver ignorato la propria impotenza di generare ovvero l’adulterio della moglie al tempo del concepimento, il termine decorre dal giorno in cui ne ha avuto conoscenza.
.............

Nei casi previsti dal primo e dal secondo comma l’azione non può essere, comunque, proposta oltre cinque anni dal giorno della nascita.

Tutti i parlamentari maschi approveranno?
Urge inviare una lettera di disapprovazione a tutti i parlamentari.

Alla luce di questo articolo è ovvio che, qualunque padre, deve fare il test del DNA giè alla nascita a chi considera un figlio proprio.
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Re:Azione disconoscimento paternità
« Risposta #8 il: Luglio 13, 2013, 14:32:58 pm »
Inutile ripeterlo: per qualsiasi iniziativa mandatemi pure un mp. ;)

Offline Mercimonio

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Re:Azione disconoscimento paternità
« Risposta #9 il: Luglio 13, 2013, 14:55:00 pm »
ma uno sara' pure libero di disconoscere il figlio ?

come se fosse una rarita' la donna che "incastra" il primo pollo che incontra e si fa mettere incinta fingendo di prendere la pillola.

e che dire del caso di Boris Becker con la pazza che gli ha preso lo sperma facendogli un pompino in un ristorante e ora ha partorito e batte cassa ! ??


Offline Cassiodoro

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Re:Azione disconoscimento paternità
« Risposta #10 il: Luglio 15, 2013, 08:43:43 am »
ma uno sara' pure libero di disconoscere il figlio ?
In Italia NO.
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Offline Mercimonio

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Re:Azione disconoscimento paternità
« Risposta #11 il: Luglio 15, 2013, 09:23:43 am »
In Italia NO.

beh puo' ancora scappare all'estero e rifarsi una vita se non altro.

Offline Cassiodoro

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Re:Azione disconoscimento paternità
« Risposta #12 il: Luglio 15, 2013, 11:52:58 am »
Spedirò questo scritto a tutti i parlamentari:

Mater semper certa è una locuzione latina, la cui traduzione è "La madre è sempre certa" (cioè conosciuta definitivamente). Può essere completata da pater autem incertus oppure pater numquam.

In diritto è molto più semplice collegare la nascita di un figlio ad una madre solo per il fatto naturale del parto. Per il padre invece, nonostante le innovative tecniche di comparazione del sangue e del dna, opera una presunzione di paternità di 300 giorni.
I figli nati all’interno del matrimonio sono automaticamente considerati figli del marito, ripeto NONOSTANTE LE INNOVATIVE TECNICHE DI COMPARAZIONE DEL SANGUE E DEL DNA e dei cambiamenti, in meglio o peggio, secondo le varie opinioni, dei costumi sessuali della società.

Per continuare nella tradizione patriarcale, in cui i figli naturali, avuti fuori dal matrimonio, erano esclusi da ogni beneficio di avere un padre ad esclusivo vantaggio dei figli della moglie, il nuovo femminismo del governo Letta, nel decreto legislativo sulla riforma del diritto di famiglia, in materia di filiazione, sbandierando “la definitiva equiparazione dei figli “naturali” a quelli legittimi” a pochissimi mesi da una simile riforma il cui risultato era stato già venduto come “la definitiva equiparazione dei figli “naturali” a quelli legittimi” cerca di introdurre, e verosimilmente ci riuscirà, il concetto che, ogni figlio di una donna è del marito.

Recita l’articolo 18 del Decreto Legislativo:

ART. 18 
(Modifiche all’articolo 244 del codice civile)
1. L’articolo 244 del codice civile è sostituito dal seguente:
"      ART. 244
(Termini dell’azione di disconoscimento)
L’azione  di  disconoscimento  della  paternità  da  parte  della  madre  deve  essere proposta  nel  termine  di  sei  mesi  dalla  nascita  del  figlio  ovvero  dal  giorno  in  cui  è venuta   a   conoscenza   dell’impotenza   di   generare   del   marito   al   tempo   del concepimento.
Il  marito  può  disconoscere  il  figlio  nel  termine  di  un  anno  che  decorre  dal  giorno della  nascita  quando  egli  si  trovava  al  tempo  di  questa  nel  luogo  in  cui  è  nato  il figlio; se prova di aver ignorato la propria impotenza di generare ovvero l’adulterio della moglie al tempo del concepimento, il termine decorre dal giorno in cui ne ha avuto conoscenza.
(omissis)

Nei casi previsti dal primo e dal secondo comma l’azione non può essere, comunque, proposta oltre cinque anni dal giorno della nascita.


Non conosco le priorità del legislatore, ma non vedo di certo l’interesse a difendere il diritto di un uomo a NON prendersi cura, educare e curare un figlio NON suo.

Vedo, dietro a questo articolo, l’interesse, nascosto dietro il presunto interesse del minore, di difendere i privilegi della donna la quale avrà così la certezza che il prorpio figlio concepito magari con un altro uomo, e lei di conseguenza , avranno a disposizione le risorse economiche del marito.

Occorre che qualche onesto parlamentare raccolga questa istanza e proponga, e faccia approvare, l’introduzione di adeguate analisi ematologiche obbligatorie già alla nascita, in modo da poter stabilire immediatamente se il bambino nato è effettivamente del marito o dell'uomo che si considera il padre.

LJD
Ognuno di Voi è pregato di fare altrettanto, modificando a piacere.
Grazie
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Offline Peterparkerbs

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Re:Azione disconoscimento paternità
« Risposta #13 il: Luglio 17, 2013, 21:30:11 pm »
Spedirò questo scritto a tutti i parlamentari:


Mi dispiace vanificare le tue manie epistolari...  ma si tratta di un decreto legislativo.

Prima è stata approvata una legge delega del parlamento che incarica il governo di redigere un testo di legge. Il testo è stato approvato e non serve più alcuna ratifica parlamentare.

Offline Cassiodoro

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Re:Azione disconoscimento paternità
« Risposta #14 il: Dicembre 14, 2013, 12:53:02 pm »
http://www.lastampa.it/2013/12/13/italia/politica/figli-nati-dentro-o-fuori-dal-matrimonio-un-decreto-del-cdm-li-rende-tutti-uguali-8jiSjumBaEq20YKTWSsf6M/pagina.html

Figli nati dentro o fuori dal matrimonio
Un decreto del Cdm li rende tutti uguali
L’iniziativa del governo elimina ogni «discriminazione» rimasta nel nostro ordinamento. Letta: «D’ora in poi avranno gli stessi diritti»

Figli, e basta. Il governo ha varato un testo che mette la parola fine alle distinzioni tra figli naturali e legittimi. Con la riforma, cade ogni differenza e discriminazione tra i bambini nati da coppie sposate e i bambini nati fuori dal matrimonio: una platea di soggetti cresciuta negli ultimi anni di pari passo con i cambiamenti della società, e che oggi, secondo le ultime stime Istat, conta circa 134 mila persone, vale a dire un nuovo nato su 4.

Le novità erano già state annunciate a luglio, quando il Consiglio dei ministri aveva licenziato il decreto legislativo: primo passo al quale è seguito l’iter parlamentare con il contributo delle commissioni competenti che hanno dato il loro apporto e poi il via libera. Oggi l’ulteriore passaggio in Cdm per il varo definitivo: ora, praticamente, il testo è legge. Dal punto di vista formale mancano solo due passaggi importanti, ma scontati in questo caso: la firma del Capo dello Stato e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

I cambiamenti introdotti sono di grande importanza e di grande impatto per la vita di tante persone e per i loro diritti. Si «toglie dal codice civile qualunque aggettivazione al termine figli: da adesso in poi saranno tutti figli e basta», aveva detto a luglio il premier Enrico Letta, promotore dell’iniziativa legislativa insieme ad altri ministri, quando annunciò la novità. «La riforma è una di quelle che si commenta da sé, non servono molte parole: ora tutti i figli sono uguali e sul piano del diritto quel che spetta all’uno spetta anche all’altro», aggiunge oggi il professor Cesare Massimo Bianca, che ha presieduto la Commissione istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri a cui si deve l’elaborazione del provvedimento.

Tante le novità introdotte. Sparisce, come detto, dal codice civile l’aggettivo «naturale» o «legittimo» aggiunto alla parola figli, resta solo quest’ultimo vocabolo e vale quindi il criterio di unicità. Criterio che viene esteso anche ai minori adottati. Si passa dalla «potestà» alla «responsabilità» genitoriale, concetto più ampio e profondo, che guarda all’interesse del minore. Viene stabilito che la filiazione fuori dal matrimonio produce effetti successori nei confronti di tutti i parenti e non solo dei genitori. I termini per chiedere il disconoscimento di paternità scendono a 5 anni anni dalla nascita. Viene introdotto il diritto degli ascendenti - nonni, zii - di mantenere «rapporti significativi» con i nipoti minorenni, ferma restando la «valutazione delle istanze alla luce del superiore interesse del minore». E si prevede anche il diritto dei minori di essere ascoltati nei procedimenti che li riguardano, se capaci di discernimento. Il decreto porta, inoltre, a 10 anni il termine di prescrizione per l’accettazione dell’eredità per i figli nati fuori dal matrimonio. Quanto alla nozione di abbandono, si prevede che i tribunali dei minori segnalino ai Comuni le situazioni di indigenza dei nuclei familiari. Modificata anche la materia della successione con la soppressione del «diritto di commutazione» in capo ai figli legittimi fino ad oggi previsto per l’eredità dei figli naturali.
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