Autore Topic: inquantodonna.it  (Letto 30002 volte)

Offline Lucia

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Re:inquantodonna.it
« Risposta #150 il: Maggio 09, 2013, 18:33:23 pm »

 :lol:

maddai: dei martiri di Otranto mai sentito parlare?

Secondo me era una mesinscena dalla chiesa cattolica, nel senso che i musulmani non hanno mai chiesto altrove dalla popolazione di convertirsi, interessante solo da voi, a otranto. Non lo chiedevano anche perché i muslmani non pagavano le tasse, i cristiani e gli ebrei servivano per cio.
Poi quei teschi senza una sepoltura cristiana degna non lo so a me sembra un'esposizione di cadaveri voluta solo per incitare all'odio. Per manipolare la coscienza e chiedere "giusta" venetta.

Citazione
e non venirmi a dire che anche noi abbiamo fatto le crociate: in occidente nessuno le voleva fare le crociate, se l'Islam non avesse sbarrato la strada al Santo Sepolcro e ogni pellegrino non fosse stato a rischio di rapimento e richiesta di riscatto
Che era la prassi sia per terra che per mare

tant'è che Barbarossa è stato scomunicato perchè non voleva andare alla crociata e si è deciso controvoglia e forse per questo è morto guadando la Sirte...

Chi l'ha scomunicato? Io? Non io, allora qualcuno voleva con ogni costo quella guaerra, un pretesto si trova sempre.
Si sa bene che Saladino era molto piu geniluomo che i crociati.






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Re:inquantodonna.it
« Risposta #151 il: Maggio 09, 2013, 18:50:05 pm »
Secondo me era una mesinscena dalla chiesa cattolica, nel senso che i musulmani non hanno mai chiesto altrove dalla popolazione di convertirsi, interessante solo da voi, a otranto. Non lo chiedevano anche perché i muslmani non pagavano le tasse, i cristiani e gli ebrei servivano per cio.
Poi quei teschi senza una sepoltura cristiana degna non lo so a me sembra un'esposizione di cadaveri voluta solo per incitare all'odio. Per manipolare la coscienza e chiedere "giusta" venetta.

Chi l'ha scomunicato? Io? Non io, allora qualcuno voleva con ogni costo quella guaerra, un pretesto si trova sempre.
Si sa bene che Saladino era molto piu geniluomo che i crociati.


 :lol:
Dio cè
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Offline vnd

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Re:inquantodonna.it
« Risposta #152 il: Maggio 09, 2013, 20:06:31 pm »
Secondo me era una mesinscena dalla chiesa cattolica, nel senso che i musulmani non hanno mai chiesto altrove dalla popolazione di convertirsi, interessante solo da voi, a otranto. Non lo chiedevano anche perché i muslmani non pagavano le tasse, i cristiani e gli ebrei servivano per cio.


E hai detto niente?

Il Corano impone ai seguaci delle religioni del Libro di pagare un "umiliante" tributo.
Già al cristiano girano le palle, ma pensa un po' a quanto possono girare all'ebreo?
 :P

Non mi ricordo se il termine è proprio umiliante, comunque è un sinonimo.

Comunque non è vero che i musulmani non paghino tasse.
Mi sembra che paghino le decime.
Vnd [nick collettivo].

Offline vnd

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Re:inquantodonna.it
« Risposta #153 il: Maggio 09, 2013, 20:11:09 pm »
E hai detto niente?

Il Corano impone ai seguaci delle religioni del Libro di pagare un "umiliante" tributo.
Già al cristiano girano le palle, ma pensa un po' a quanto possono girare all'ebreo?
 :P

Non mi ricordo se il termine è proprio umiliante, comunque è un sinonimo.

Comunque non è vero che i musulmani non paghino tasse.
Mi sembra che paghino le decime.
Solo che il  loro tributo non è umiliante come quello di ebrei e cristiani.
Tutti gli altri, tranne, momentaneamente, gli indù, sono infedeli. Quindi devono morire.
Vnd [nick collettivo].

Offline zagaro

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Re:inquantodonna.it
« Risposta #154 il: Maggio 09, 2013, 21:38:02 pm »
E hai detto niente?

Il Corano impone ai seguaci delle religioni del Libro di pagare un "umiliante" tributo.
Già al cristiano girano le palle, ma pensa un po' a quanto possono girare all'ebreo?
 :P

Non mi ricordo se il termine è proprio umiliante, comunque è un sinonimo.

Comunque non è vero che i musulmani non paghino tasse.
Mi sembra che paghino le decime.
è il contratto della dhimma e le tasse era due   la  jizya, il testatico, e il kharāj che invece derivava dai fondi posseduti.
dire  in due righe cos'è la dhimma è impossibile, quindi sarà in ogni caso monca.
i musulmani dividono il mondo in due parti: quello dove vive  l'Umma la comunità dei credenti (o dal loro punto di vista sono quelli che vivono in armonia)e quello dell'ignavia dove vivono gli infedeli.
chi non è credente  non può vivere  nell'Umma, ma siccome cristiani ed ebrei sono seguaci di profeti accettati dall'Islam, per certi versi sono dei credenti incompleti, e quindi possono vivere  nell'Umma ma pagando e sottostando alla dhimma.
in sostanza sono degli stranieri, e possono comportarsi da stranieri,purchè paghino le tasse e sottostanno alle regole della dhimma.
poichè l'Islam non è un qualcosa di monolitico, le regole della dhimma sono variate nel tempo, fino all'applicazione umiliante della dhimma.
la dhimma finiva con la conversione, e principalmente per questo meccanismo che le regioni conquistate si islamizzavano abbastanza presto.
 

Offline zagaro

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« Risposta #155 il: Maggio 09, 2013, 21:40:44 pm »
Secondo me era una mesinscena dalla chiesa cattolica, nel senso che i musulmani non hanno mai chiesto altrove dalla popolazione di convertirsi, interessante solo da voi, a otranto. Non lo chiedevano anche perché i muslmani non pagavano le tasse, i cristiani e gli ebrei servivano per cio.
Poi quei teschi senza una sepoltura cristiana degna non lo so a me sembra un'esposizione di cadaveri voluta solo per incitare all'odio. Per manipolare la coscienza e chiedere "giusta" venetta.

Chi l'ha scomunicato? Io? Non io, allora qualcuno voleva con ogni costo quella guaerra, un pretesto si trova sempre.
Si sa bene che Saladino era molto piu geniluomo che i crociati.
non conosci la Sura dela Spada

Offline zagaro

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Re:inquantodonna.it
« Risposta #156 il: Maggio 09, 2013, 22:09:04 pm »

 :lol:

maddai: dei martiri di Otranto mai sentito parlare?

e non venirmi a dire che anche noi abbiamo fatto le crociate: in occidente nessuno le voleva fare le crociate, se l'Islam non avesse sbarrato la strada al Santo Sepolcro e ogni pellegrino non fosse stato a rischio di rapimento e richiesta di riscatto
Che era la prassi sia per terra che per mare

tant'è che Barbarossa è stato scomunicato perchè non voleva andare alla crociata e si è deciso controvoglia e forse per questo è morto guadando la Sirte...


e comunque  :OT:
era solo arrivata al limite l'economia feudale, un tipo di economia che si basa solo sulla redistribuzione per carica.
poi passata la buriana del crollo dell'impero romano e tutto quello che ne seguì, l'Europa ricominciò a crescere, a crearsi i primi commerci, a ricrearsi la prima economia di scambio.
ma siccome chi non aveva carica come  i secondogeniti non aveva risorse,e allora non ci sta metodo migliore che procurarsele in guerra.
le città commerciali, come  le repubbliche marinare fiutarono l'affare, e allora......................   

Offline Stendardo

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Re:inquantodonna.it
« Risposta #157 il: Maggio 10, 2013, 08:15:08 am »
fonte : http://www.puntodistella.it/news.asp?id=985

DRAGUT E LA "CHIANCA AMARA"
 
 Anche se il viceré di Napoli don Pedro di Toledo si era prodigato nel far costruire, nei luoghi più esposti al pericolo, baluardi di avvistamento e di difesa, le minacce dei Saraceni si fecero sentire nella prima metà del millecinquecento su tutte le coste del Gargano con repentini attacchi a sorpresa. Fu così che il 15 luglio 1554 Vieste fu espugnata dal corsaro Dragut, giunto con settanta galee.

Pompeo Sarnelli registrò l’evento: «In sette giorni (Vieste) fu presa, messa a sacco, e privata di settemila abitanti, fra schiavi e morti». Il dato è sicuramente esagerato, comunque il numero dei viestani fatti prigionieri fu molto elevato, se l’eco del saccheggio arrivò persino in Vaticano. Vicino alla Cattedrale di Vieste si trova ancora il masso, denominato «Chianca amara» (pietra amara), dove Dragut avrebbe fatto decapitare tremila viestani.

Quando nel luglio 1554 la sua flotta si presentò all’improvviso di fronte all’isolotto di Sant’Eufemia dove ha sede il Faro, i cittadini si rifugiarono entro le mura fortificate. L’assedio durò sette giorni e, forse, la città non sarebbe mai caduta se il canonico Nerbis non avesse patteggiato la resa. Non appena le porte della città furono aperte, i turchi saccheggiarono case e chiese, torturarono e trucidarono moltissime persone, tra cui donne, bambini e anziani. La Chianca rosseggiò orribilmente di sangue, che fluì nelle vie cittadine. Mentre i giovani validi d’ambo i sessi venivano portati in catene sulle navi per poi essere venduti come schiavi, il feroce Rais ordinò di incendiare la città.

Chi era Dragut? Originario dell’Anatolia (Turchia), fu uno dei pochi pirati d’origine musulmana, poiché gli altri erano cristiani rinnegati. Da giovane aveva cominciato a “correre” i mari come luogotenente del Barbarossa (Kair ad-Din, che abbiamo conosciuto nella puntata precedente; ndr).

Nel 1551 divenne un corsaro alle dipendenze di Solimano II il Magnifico. Gli fu affidata la flotta della Mezzaluna con l’incarico di Rais e meritò l’appellativo di “Spada snudata dell’Islam”. Ogni battaglia era per lui un’opera meritoria per il Paradiso. Successe al Barbarossa, diventando il capo indiscusso della marineria turca.

 
Bizzarro popolo gli italiani. Un giorno 45 milioni di fascisti. Il giorno successivo 45 milioni tra antifascisti e partigiani. Eppure questi 90 milioni di italiani non risultano dai censimenti (Winston Churchill) https://storieriflessioni.blogspot.it/ il blog di Jan Quarius

Offline Stendardo

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Re:inquantodonna.it
« Risposta #158 il: Maggio 10, 2013, 08:19:17 am »
fonte :
http://it.wikipedia.org/wiki/Saraceni

La conquista della Sicilia e le incursioni nell'Italia meridionale [modifica]
 




Per approfondire, vedi Storia della Sicilia islamica e Ducato di Napoli.
 





Immagine che mostra la leggenda di Santa Chiara che scaccia i saraceni
Dall'827 gli emiri aghlabidi di Kairuan, nell'odierna Tunisia, iniziarono la conquista della Sicilia che impiegò molto tempo ma che segnò l'apogeo del dominio saraceno nel Mediterraneo, per almeno due secoli. La conquista fu ultimata nel 902, grazie all'offensiva contro la resistenza bizantina, che aveva tagliato i rifornimenti conquistando Creta (827) e Malta (870).
 
L'insediamento dei saraceni fu talora incoraggiato e sostenuto anche dai signori locali, come aiuto nelle dispute, come nel caso di Andrea, console di Napoli, che era vessato dal principe longobardo di Benevento Sicone e dopo essersi rivolto inutilmente a Ludovico il Pio chiese aiuto ai saraceni. L'intervento venne richiamato anche dal suo successore Sicardo, con le città di Amalfi, Sorrento e Gaeta che si associarono ai napoletani: i saraceni si comportarono con correttezza verso le città campane aiutandole a sconfiggere i beneventani e firmando accordi di pace e commercio. In cambio i napoletani soccorsero i saraceni durante l'assedio di Messina dell'843 e mantennero una complice neutralità quando caddero sotto il dominio islamico Punta Licosa e le isole di Ischia e Ponza.
 
Sempre i napoletani, per indebolire Benevento, avevano invitato i saraceni ad assalire Brindisi nell'838, dalla quale essi si estesero a Taranto e Bari, che diventò sede dell'omonimo emirato dall'840 all'871.
 
Sconfitta una flotta veneziana nel Quarnaro, i saraceni approfittavano ormai delle rivalità tra i poteri locali, facendo da padroni e mettendosi al servizio ormai anche degli stessi beneventani senza scrupoli.
 
Nell'anno 840 Siconolfo, signore di Salerno, in lotta con Radalgiso (o Radelchi) e Landolfo signori di Benevento e Capua, chiamò in suo aiuto i Saraceni insediati nella colonia sotto la collina del Traetto, alle foci del Garigliano, spesso e volentieri assoldati dal duca di Napoli, il vescovo Atanasio. Dopo sanguinose incursioni in alcune parti dell'Italia meridionale, i Saraceni trovarono modo di prosperare grazie alle loro razzie e al loro offrirsi come mercenari ai più diversi signori cristiani dell'epoca.
 
Nell'846 i Saraceni si spinsero fino distruggere Fondi e Montecassino, arrivando a Ostia e risalendo il Tevere per giungere a Roma dove saccheggiarono la basilica di San Pietro in Vaticano e quella di San Paolo fuori le mura a Roma.
 
Il gesto spinse ad una reazione contro "lo nero periglio che vien dal mare" che non tardò. Un primo tentativo di cacciare i saraceni dall'Italia meridionale fu fatto nell'866-871 dall'imperatore e re Lodovico II, che, sceso in Italia con un esercito di Franchi, Burgundi e Provenzali, oltre alle truppe alleate di Papa Sergio II, del doge di Venezia, del duca di Spoleto e di quello di Napoli, riprese Benevento, Capua, Salerno, Bari, distruggendo Matera e Venosa.
 
Truppe saracene ormai incontrollabili erano state assoldate da Adelchi, duca di Benevento: egli obbligò i baresi ad accettare la protezione del berbero Khalfun, al quale come pagamento fu promesso niente meno che il permesso di saccheggiare e incendiare alcuni edifici sacri nella zona, ma egli si spinse fino a radere al suolo la città di Capua. Ludovico, allora in Italia, riuscì a liberare Benevento dai mercenari e pacificare i principi longobardi, facendo da garante alla suddivisione del ducato nei due principati di Salerno e di Benevento e nella contea di Capua.
 
La soluzione di compromesso non piacque a papa Leone IV, che proprio in quegli anni stava facendo cingere Roma con la "cinta leonina" di mura, a riprova del timore ancora vivo, quindi il pontefice patrocinò la formazione di una flotta campana che nell'849 batté i saraceni al largo di Ostia. Ludovico, nominato nel frattempo imperatore, si mosse verso Bari, supplicato anche dagli abati di Montecassino e di San Vincenzo al Volturno. A Bari intanto regnava un emiro che si destreggiava tra i vari poteri locali, senza negare la concessione, dietro pagamento, di salvacondotti per i pellegrini che si volevano imbarcare per la Terra Santa. Egli proteggeva inoltre la dotta comunità ebraica di Oria. Scacciati una prima volta da Bari, un nucleo di essi trincerò presso il Monte Matino (il Mons matinus di Orazio) su un'altura che perciò prese il nome di Monte Saraceno sul Gargano. Di lì essi scesero spesso per depredare e incendiare borghi, villaggi e città, per profanare templi, commettere ogni sorta di crudeltà e nefandezze. Sconfitti numerose volte da diversi popoli, i Saraceni, fuggiti dal Gargano del 967, si fortificavano a Bari. La campagna contro Bari fu lunga e tra varie trattative, alleanze e trattati si svolse dall'855 all'871, con la fase attiva di combattimento nei quattro anni tra l'867 e l'871. L'emiro Sadwan, che aveva anche saccheggiato il santuario di San Michele Arcangelo sul Gargano, ebbe il permesso di trascorrere la vita in dorata prigionia dall'amico Adelchi, principe di Benevento. Ma questa mossa si rivelò errata per l'imperatore germanico a causa dell'entrata in scena dell'imperatore bizantino Basilio I, che vedeva di mal occhio l'intervento in Italia Meridionale, da secoli territorio di prerogativa bizantina: Basilio si alleò con Sadwan e fomentò una rivolta dei longobardi di Benevento, i quali fecero prigioniero, per circa due mesi, l'imperatore, mentre un nuovo esercito saraceno di ventimila uomini, inviato da Kairouan, devastava Calabria e Campania. Nell'873 Ludovico tornò in Campania e sconfisse i saraceni, ma morì due anni dopo.
 
Restava dunque il porto saraceno di Taranto, dal quale si snodava un ricchissimo commercio di schiavi. Furono i bizantini a recuperare Taranto (876). Le scorrerie saracene nell'Adriatico non si conclusero tuttavia con la riconquista di Taranto, anzi proprio in quegli anni i mussulmani completavano la conquista della Sicilia (Siracusa nell'878, Taormina nel 902). Nell'882, alleatisi di nuovo con i campani, distruggevano le abbazie di San Vincenzo e Montecassino, stabilendo un nido alla foce del Garigliano, (Traetto), dal quale tenevano sotto tiro anche Roma: furono definitivamente cacciati solo nel 915, quando l'imperatrice bizantina Zoe di Bisanzio riuscì a mettere d'accordo le signorie italiane sulla necessità di cacciare i saraceni dalla penisola italiana e iniziava contro di loro una campagna che - grazie all'impegno di Berengario re d'Italia, di papa Giovanni X e dei duchi di Spoleto e Camerino - coglieva il frutto ripromesso. In realtà le scorrerie continuarono, infatti uno degli episodi più gravi sembra essere il nuovo sacco di Oria e Taranto avvenuto nel 925/926, in quell'occasione fu catturata la famiglia del noto studioso ebraico oritano Donnolo-Shabetai.
 
Nel 970 tornarono di nuovo sul Gargano devastando luoghi (le due città di epoca romana Siponto e Matinum furono rase al suolo) atterrendo in stragi e rapine gli abitanti, i quali furono costretti a chiedere aiuto ad Ottone I. È su Monte Saraceno, dove stavano fortemente trincerati da anni, che i Saraceni furono sconfitti e scacciati dal luogo proprio dall'imperatore Ottone I. La Sardegna non era sfuggita alle incursioni saracene e nel 1016, dopo essere stata oggetto di scorribande di corsari, l'emiro Mujāhid al-ˁĀmirī di Denya, dalle Baleari, ne tentò senza riuscirci l'occupazione. Nel 1022 altri saraceni effettuarono nuovi tentativi, sino a che nel 1052 i pisani, dopo lunghi e sanguinosi combattimenti alleati con i genovesi e con i giudicati sardi, riuscirono a cacciarli definitivamente dall'isola.
 
Dalla Sicilia nel IX secolo gli arabi continuarono a saccheggiare le coste dell'Italia meridionale, stabilendo anche nuove, occasionali, teste di ponte, come a Agropoli o a Santa Severina, che, nonostante il fallimentare intervento dell'Imperatore Ottone II (del 982), durarono ancora per molto, venendo meno solo dopo il 1036, quando la morte dell'emiro siculo di al-Akhal portò a un'irreversibile polverizzazione del potere nell'isola. Dalla Sicilia furono cacciati nel 1071, dopo dieci anni di guerra, dai Normanni.
 
Per avvistare da lontano le navi corsare e poter dare per tempo l'allarme alle popolazioni indifese, sorsero in quegli anni sulle coste del Mediterraneo torri costiere e castelli, di cui ancora oggi è possibile vedere numerosi resti, spesso localmente chiamate col generico appellativo di torre saracena.
 
La base in Provenza e le incursioni nell'Italia nord-occidentale [modifica]
 
Secondo Liutprando da Verona, verso l'890, più o meno contemporaneamente alla fondazione della base campana sul Garigliano, i saraceni sbarcarono in Provenza, ove si allearono con i signori del luogo per razziare il Piemonte.[2] Dalle loro basi fortificate presso l'attuale La Garde-Freinet (Frassineto), 22 km. a nord-ovest dell'odierna Saint Tropez, le bande di saraceni facevano scorrerie lungo le coste e zone adiacenti (fino a Marsiglia, Tolone e Nizza) e verso l'entroterra, spingendosi fino alle Alpi e alla pianura piemontese, dove assalivano le carovane di pellegrini e di mercanti che transitavano. A Frassineto si accorsero presto tutti i banditi che non avevano altrove sicurezza alcuna e per circa un secolo i saraceni (fra le cui file v'erano quindi non pochi cristiani[senza fonte]) effettuarono saccheggi e devastazioni. I saraceni godevano anche di sostegno talora con i signori locali, come dimostrano gli accordi con Ugo di Provenza.
 
Nel 906 saccheggiarono e distrussero l'Abbazia della Novalesa. Tra il 934 e il 935 corsari dell'Ifriqiya arrivarono a saccheggiare Genova.
 
La goccia che fece traboccare il vaso fu il rapimento, senz'altro casuale,[senza fonte] di un monaco, tra il 972 e il 973, preso per poter chiedere un riscatto: egli era san Maiolo, il potente abate di Cluny, il cui pericolo obbligò l'aristocrazia provenzale a schierarsi risolutivamente contro Fraxinetum. Un forte esercito riunito nel 972 da Guglielmo I di Provenza, ebbe ragione dei saraceni che furono cacciati.
Bizzarro popolo gli italiani. Un giorno 45 milioni di fascisti. Il giorno successivo 45 milioni tra antifascisti e partigiani. Eppure questi 90 milioni di italiani non risultano dai censimenti (Winston Churchill) https://storieriflessioni.blogspot.it/ il blog di Jan Quarius

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« Risposta #159 il: Maggio 10, 2013, 08:30:00 am »
Motto dei Cavalieri Templari :

NON NOBIS DOMINE , NON NOBIS , SED NOMINI TUO AD GLORIAM

"Non a noi , o Signore , ma al tuo nome dà gloria"

Il testo è la traduzione dei versetti mediani del Salmo 113 (Antica Vulgata) o dell'"incipit" del Salmo 115 (secondo la numerazione ebraica) 114 della Bibbia ed è anche inciso su una fascia di basamento che occupa l'intera larghezza della facciata di Ca' Vendramin Calergi sul Canal Grande a Venezia. Questa stessa scritta è riportata anche sulle finestre della facciata di Palazzo Zabarella a Padova.

Bizzarro popolo gli italiani. Un giorno 45 milioni di fascisti. Il giorno successivo 45 milioni tra antifascisti e partigiani. Eppure questi 90 milioni di italiani non risultano dai censimenti (Winston Churchill) https://storieriflessioni.blogspot.it/ il blog di Jan Quarius

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« Risposta #160 il: Maggio 26, 2013, 22:14:45 pm »
Legge di Goebbels: ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte ed essa diventerà una verità, dal blog http://www.questionemaschile.org/?p=237#more-237

Citazione
Durante la guerra, e specialmente dopo i primi rovesci militari che resero critica la situazione della Germania, l'abile opera di propaganda portata avanti da Goebbels con perizia e fanatismo riuscì in buona parte a convincere il popolo tedesco ad accettare i sempre più gravi sacrifici imposti. Egli applicò un metodo propagandistico all'epoca ritenuto molto efficace, derivato dalle teorie del behaviourismo, basato sulla continua ripetizione di notizie parziali, o palesemente false, rigidamente controllate dal vertice: il futuro «radioso» della Germania, il pericolo delle «orde asiatiche» che non avrebbero avuto pietà della Germania, la crudeltà degli alleati che chiedevano una «resa incondizionata», le «armi miracolose» erano alcuni dei tanti temi utilizzati e che contribuirono ad alimentare la resistenza, quando l'esito della guerra era ormai compromesso e ad allontanare l'ora della disfatta.

da wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Goebbels

La Valente non demorde e insiste: qualcuno le può chiedere perchè non aggiunge un elenco di uomini o bambini ammazzati e un altro di donne assassine?

perchè lei vede solo donne ammazzate e uomini assassini?
Dio cè
MA NON SEI TU
Rilassati