Autore Topic: Femminicidio: i criteri  (Letto 7796 volte)

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Femminicidio: i criteri
« il: Gennaio 10, 2013, 13:29:43 pm »
riguardo al nuovo corso di FAS sul femminicidio, qui c'è la loro filosofia: http://bollettino-di-guerra.noblogs.org/post/2013/01/08/criterio-per-la-numerazione-per-il-conteggio-delle-vittime/

dunque: per capire cosa hanno in testa, seguiamole per un poco qui.
Nel frattempo cominciamo a farci delle domande, x capire sa va sans dire.

Anzitutto non mi è chiaro cosa significa che conteggeranno gli omicidi di genere in base alle vittime "intesi in senso queer e includendo gay, lesbiche, trans, e i/le bambini/e."

Mi sfugge: ad esempio un maschio trans fenomenologicamente femmina, verrà conteggiato tra le vittime maschili o femminili? Vabbè, vedremo.

Lo scopo di questa osservazione, a sentir loro, è di comprendere come viene agita la cultura patriarcale, la quale sarebbe la causa dell'odio di genere.

Ovviamente sarei curioso di discutere di una definizione seria di cosa è questa cultura patriarcale, ma se ci puntiamo qui è finita, non ci muoviamo più. Prendiamo atto che loro sostengono che noi ereditiamo dal passato "qualcosa" che ci spinge a fare il male, ad uccidere.
Questo "qualcosa" è ovviamente un qualche costrutto culturale, qualcosa che impariamo dall'ambiente in cui cresciamo e che ci pone in un certo modo di fronte alle altre persone e loro lo chiamano patriarcato.

A prescindere, la domanda è: ma se uno viene spinto ad uccidere il supposto amante della fidanzata (#1/2013) dalla cultura nella quale è cresciuto, è responsabile di quell'omicidio? che senso ha sbatterlo in galera se la colpa è della cultura "patriarcale" di cui è imbevuto? si dovrebbe semmai mettere in galera il ministro della pubblica istruzione o i suoi professori o i vari maestri che ha incontrato in qualsivoglia sentiero.
Se invece lo dobbiamo sbattere in galera (nell'eventualità che non si fosse suicidato) allora significa che la responsabilità è sua, lui sapeva che faceva male, quindi quella supposta "qualcosa" cultura patriarcale gli ha dato gli strumenti per comprendere che ammazzare la fidanzata fedigrafa è un reato che verrà punito. Ma allora quella "cultura patriarcale" non è poi così MALA!
Ma poi: perchè dovremmo metterlo in galera? per prevenire che ammazzi un'altra fidanzata? basterebbe proibirgli di rifidanzarsi, eventualmente con un cartello in fronte con su ben stampato il suo di lui retropensiero.
O invece per punirlo del misfatto? In tal caso la punizione che noi vorremmo imporgli appare ben misera rispetto a quella che lui ha applicato: noi gli avremmo dato 10 20 anni di carcere, un po' sovraffollato, va bene, ma al caldo, all'asciutto, con due-tre pranzi al giorno, eccetera. Lui ha scelto la pena di morte: capirete che non c'è paragone.

In definitiva mi domando, prima ancora di osservare la realtà che osserveremo, che senso ha la mia osservazione! Il presupposto da cui parte la mitica mara mi interroga. In che senso l'omicidio di genere è il frutto di una qualsivoglia cultura?

Resto per il momento con la domanda e seguo il bollettino?
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Offline Vicus

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Re:Femminicidio: i criteri
« Risposta #1 il: Gennaio 10, 2013, 17:03:33 pm »
Ma dov'è questa cultura patriarcale in cui gli uomini di oggi sarebbero cresciuti? Oggi si vergognano di essere tali, vale a dire credono di doversi trasformare in delle colf-badanti dei bambini.
La parità secondo il mito femminista è l'annullamento delle differenze di genere: una 'distopia' di esseri neutri in un alveare. Ma persino una femminista disse che "una società matriarcale non è mai esistita, se non come incubo nei racconti di fantascienza".
L'unica definizione che quindi si può dare del concetto femminista di patriarcato è tutto ciò che riconosce delle specificità di genere.
Tra l'altro, questa mentalità è tipica di una società industriale stile 19° secolo, che è in via di sparizione. La tendenza attuale è verso l'unicità e specificità di ogni essere umano: oggi anche i marginali di un tempo (ad es. gli appartenenti ad altre culture, i disabili) si creano un proprio spazio ed hanno un loro posto nella società.
« Ultima modifica: Gennaio 10, 2013, 17:18:53 pm da Vicus »
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

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Re:Femminicidio: i criteri
« Risposta #2 il: Gennaio 10, 2013, 18:27:20 pm »
Ma dov'è questa cultura patriarcale in cui gli uomini di oggi sarebbero cresciuti?

La parità secondo il mito femminista è l'annullamento delle differenze di genere: una 'distopia' di esseri neutri in un alveare. Ma persino una femminista disse che "una società matriarcale non è mai esistita, se non come incubo nei racconti di fantascienza".
L'unica definizione che quindi si può dare del concetto femminista di patriarcato è tutto ciò che riconosce delle specificità di genere.
culture, i disabili) si creano un proprio spazio ed hanno un loro posto nella società.

La cultura patriarcale, secondo l'accezione negativa che le femministe vi hanno artificiosamente associato, non è mai esistita.
E' uno dei tanti miti femministi.

Se il femminismo volesse annullamento delle differenze, pari diritti e pari doveri, io sarei il primo femminista.
C'è un gioco. Vogliono giocare anche le donne? Dovrebbero averne  facoltà. Ma senza cambiare le regole del gioco. Dovrebbero poter giocare ma con le regole degli uomini.
Senza quote rosa, senza preferenze nell'affido dei figli in caso di separazione, senza femminicidi.

Il guaio è che il femminismo mira a supplire alle lacune femminili con sempre nuovi privilegi.
Il femminismo della differenza.
Inaccettabile.


Vnd [nick collettivo].

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Re:Femminicidio: i criteri
« Risposta #3 il: Gennaio 10, 2013, 19:10:09 pm »
lasciamo perdere l'etichetta del barattolo: la loro tesi è che esista "qualcosa" in forza del quale avvengono violenze di genere, motivate dalla differenza sessuale

seguiamo il loro bollettino e vediamo dove vanno a parare
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Re:Femminicidio: i criteri
« Risposta #4 il: Gennaio 11, 2013, 09:00:40 am »
anche la Costanza mangia fagioli!

la Miriano si prova a confrontarsi con il tema dei femminicidi http://costanzamiriano.com/2013/01/11/quinto-non-uccidere/


Citazione
di Costanza Miriano
Vorrei provare a fare una piccola riflessione sul delicato tema del femminicidio (che brutto neologismo), senza alcuna pretesa di essere risolutiva; magari, ecco, provare a spostare un po’ lo sguardo, a vedere se dietro c’è qualcosa su cui ragionare. Perché “davanti” – insomma, a ragionare sul fatto in sé – non c’è molto da discutere. Uccidere è sempre una cosa sbagliata, terribile. Ancora più orribile quando la vittima è oggettivamente più debole del carnefice.
Non si capisce se il fenomeno sia in aumento, e non vorrei entrare nel balletto delle cifre, perché ogni fonte dà una sua lettura dei dati. Comunque, anche se una sola donna venisse uccisa da un uomo, sarebbe sempre un numero troppo elevato, ed è giusto e sacrosanto che si denunci, stigmatizzi, condanni. Non c’è nessuna condotta da parte di una donna, neanche la più libera, scollacciata, egoista, odiosa, che giustifichi un uomo che finisca per ucciderla. Punto. Non c’è da discutere: è un comandamento di Dio, e questo tronca ogni argomento.
Quello su cui forse ci si può interrogare è sul perché l’informazione dia un risalto davvero molto elevato a questo tipo di episodi, anche a scapito di molti altri di pari gravità e maggiori dimensioni. Pur non essendo una grande firma, lavoro nell’informazione da abbastanza anni – oltre quindici – da avere capito con molta chiarezza che i meccanismi che rendono un fatto notizia, e un altro no non sono criteri assoluti (se il criterio assoluto fosse denunciare gli omicidi fatti a danno di vittime più deboli, mi sembra evidente che gli oltre cinque milioni di bambini uccisi dalle loro mamme solo in Italia da quando esiste la 194 dovrebbero essere la priorità) ma dettati da una chiave di lettura del mondo.
Qui la chiave, il vero tema, in realtà, il vero ordine del giorno è la visione della sessualità e del rapporto tra i sessi, e questo tra l’altro è legittimo, perché il tema è importante. Dare risalto al femminicidio può alla fine servire in qualche modo a dire che donne e uomini devono poter essere liberi di vivere la loro sessualità come desiderano, se vogliono anche senza vincoli. Il pensiero dominante vuole “normalizzare” il sesso, renderlo il più possibile simile a una forma di attività fisica che non riguardi, come invece è in verità, concetti incisi nella parte più profonda di noi, concetti di purezza e contaminazione, inviolabilità e profanazione, come dice Roger Scruton. Il desiderio liberato da vincoli morali è uno stato d’animo nuovo ed estremamente artificiale. In realtà l’intimità sessuale, che è sacra e che è ciò a cui Dio ha affidato la trasmissione della vita, è una visione magnifica e sconvolgente. Può essere sublime o terribile, ma non potrà mai essere neutra, né per l’uomo né per la donna. Con il sesso noi diciamo all’altro, all’altra, io sono tua, sono tuo. Se poi questa non è la verità, se la vita dice un’altra cosa, può succedere che in alcune persone si scatenino istinti incontrollabili. Non dico affatto che questo sia giusto, ma è un dato di fatto: l’essere umano è fatto così, e anni di pressioni culturali non sono riusciti a cambiarne la struttura profonda. E così succede che a volte certi uomini non riescano ad affrontare la condotta di certe donne. Non dico che abbiano ragione, dovranno pagare su questa terra e dopo vedersela con Dio, per quello che hanno fatto. Però c’è una zona sacra, che porta l’uomo e la donna in un territorio sconosciuto, quello del desiderio, un territorio che liberato da vincoli morali può essere distruttivo.
La cultura dominante invece tenta in tutti i modi di abbattere il recinto del tempio della trasmissione della vita, e di tagliare tutti i vincoli che appunto legano il sesso all’unione indissolubile tra due anime che tentano per tutta una vita di diventare una sola carne. È questo che dicono i loro corpi, e questo dicono – con i loro corpi fatti di geni e cellule impastati inscindibilmente – i figli che nascono da quell’unione. E infatti tante volte all’origine di fatti di violenza ci sono storie di figli negati, contesi, portati via. Tante altre volte c’è solo un desiderio prevaricatore dell’uomo, e donne totalmente estranee, lo so. Tutte, comunque, tutte lo ripeto, vittime. Quindi, per l’ultima volta: non era per giustificare, ma solo per provare a capire.
dunque: a parte il fatto che a me la mitica giornalista non ha mai convinto al 100% (nel senso che la sua propaganda della sottomissione femminile puzza troppo di indipendenza per essere davvero sincera, ma passiamo oltre) sta di fatto che adesso davvero piscia fuori dal vaso:

1 ci sono varie fonti che danno numeri diversi sui femminicidi? quali sono queste fonti, miss.Costanza? no, sono curioso. Perchè se la giornalista prima di scrivere si fosse documentata, avrebbe detto qualcosa di sensato, perchè Pasteur ha ancora da insegnarci: per capire il mondo ci vuole poco ragionamento e tanta osservazione

2 la cosa terribile sarebbe che una donna viene uccisa da un uomo? Ma che ca...ta è? e tutte le altre varianti (d>u, d>d, u>u, d>bambino, che sono tutte + frequenti di uomo>donna) sono passeggiate? Per quale motivo dovremmo preoccuparci di quell'unica forma di omicidio? le stesse FAS, che sono l'ala più dura e problematica del femminismo militante, hanno superato questa definizione inconsistente, ma la Costanza non se n'è ancora accorta...

3 certi uomini non riescono ad affrontare la condotta di certe donne??? e di certe donne che non sanno affrontare la condotta di certi uomini, non ne vogliamo parlare? La Costanza è scivolata senza accorgersene nella dialettica hegeliana che tiene prigioniere le femministe, a questo punto verrà da domandarsi quando deciderà di contestare il pregiudizio sessuale che sta alla base della selezione della gerarchia della Chiesa. Non manca molto, aspettiamo?

4 la discussione sul femminicidio presupporrebbe una discussione sul sesso e sul rapporto sui sessi a livello "ontologico" (sono parole mie per tradurre il confuso concetto della giornalista). Ma quando mai? In anni e anni di monitoraggio del femminismo non abbiamo mai trovato nulla di ciò: Il femminismo è solo una follia ideologica che vorrebbe rappresentare la classe oppressa delle donne in modo analogo a ciò che il comunismo fa con i proletari. L'ontologia non lo sfiora per nulla.

Noi, noi maschi italiani che frequentiamo la QM da decenni e da decenni ci interroghiamo sul rapporto tra i sessi, sulla sottomissione femminile e la parità, sulle violenze, gli stupri e i femminicidi, invitiamo la Costanza a frequentarci un pochino prima di esprimersi su ciò che non conosce!
« Ultima modifica: Gennaio 11, 2013, 10:48:48 am da COSMOS1 »
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Re:Femminicidio: i criteri
« Risposta #5 il: Gennaio 11, 2013, 09:27:27 am »
Citazione
la Miriano si prova a confrontarsi con il tema dei femminicidi

Ma infatti queste ''donne sottomesse'',non centrano nulla con la qm,esprimono un punto di vista particolare femminile,ed esigenze particolari femminili,spacciandole per i desideri maschili...
Ma in questa ''sottomissione'',il punto di vista maschile,non è proprio preso in considerazione,semmai queste menate alla ''50 sfumature di grigio'' servono alle femministe per partire in quarta con la loro crociata contro la ''sottomissione femminile''.
Nei fatti,sono molti a pensare che le femministe sotto sotto,più che protestare contro il maschio,protestano contro alcuni loro desideri...
Certe donne li accettano,e ci scrivono sopra un libro,certe altre,invece no,ma cosa centra il maschio,con questo?
Niente,se la fanno e se la disfano tutto fra di loro,il punto di vista maschile,non è nemmeno preso in considerazione,e sbagliano quegli uomini che si compiacciono dei libri della Miriano.
Anche quei libri sono,come dice Rino,''monologo della vagina''.
Da quando dio e' morto in occidente,pare aver prestato la sua D maiuscola al nuovo oggetto di culto la ''Donna''

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Re:Femminicidio: i criteri
« Risposta #6 il: Gennaio 11, 2013, 13:28:22 pm »
La Miriano (non) mi risponde:

sul suo blog:

(l'intervento è a firma admin, che non è costanza ma ...?)

Citazione
@Cosimo:
1- Costanza non vuole parlare di numeri non perché non ci sia da ragionarci sopra ma perché a dibattere a colpi di statistiche c’è  il rischio di basare le proprie argomentazioni solo sui numeri senza arrivare al cuore del problema (come successo giorni fa su FB)
 2- Sì, se un solo uomo o un solo bambino a anche una sola donna venissero uccisi da una donna sarebbe un numero troppo elevato. Quinto: Non uccidere
 3- è difficile per un uomo come per una donna riuscire ad accettare la condotta dell’altro, è indiscutibile che di fronte a questa difficoltà l’uomo generalmente tende a reagire in maniera più violenta, almeno fisicamente.
In ogni caso quello che viene fuori anche nei libri di Costanza è il desiderio di uscire dalla logica del dominio, dell’antagonismo, della rivendicazione della guerra tra sessi, di donne contro uomini ma anche di uomini contro donne.

già, non vuole parlare di numeri! Il fatto è che nessuno vuole parlare di numeri, vogliono tutti presumere che il problema ci sia, a priori. Per il resto, se io dico "bianco" e tu mi contesti bianco, allora io correggo: "hai ragione, anche nero", a qs punto che hai parlato a fare?  :hmm:


su twitter invece ... uguale
Citazione
     42m   cosimo tomaselli cosimo tomaselli@cosimotomaselli    @costanzamiriano fammi capire: se dico che non condivido un tuo intervento pensi che sia in guerra con te? forse sei tu in guerra?
       
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Re:Femminicidio: i criteri
« Risposta #7 il: Gennaio 11, 2013, 13:35:20 pm »
anche altri ragionano sul femminicidio
ma ragionano male

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-femminicidio-o-familicidio-5499.htm

Citazione
Infine se vogliamo parlare di prevenzione della violenza sulle donne, questa non deve essere individuata solo nel rispetto della donna in quanto donna, bensì e prima di tutto nella donna in quanto moglie e madre. Cioè in quei due ruoli grazie ai quali per natura l’essere femminile diventa sempre più donna, sempre più se stessa. Valorizzare la figura di madre e moglie potrà così contribuire a fermare la mano assassina dell’uomo.

 :doh:

a priori, sempre a priori, tutti sono intelligenti
nessuno va a vedere caso per caso e a distinguere la paglia dal fieno  :mad:
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Re:Femminicidio: i criteri
« Risposta #8 il: Gennaio 11, 2013, 14:14:49 pm »
si, vai a vedere che adesso siamo noi a fomentare la lotta di genere!  :mad:

Citazione
  •      28m   costanza miriano costanza miriano@costanzamiriano    @cosimotomaselli no! non penso che tu sia in guerra con me, mi sembra solo che tu parta da un'idea di antagonismo uomo/donna.
            Espandi          
  •      25m   cosimo tomaselli cosimo tomaselli@cosimotomaselli    @costanzamiriano ah, ho capito. No, è il contrario: il nostro forum è proprio contestazione dell'antagonismo u/d imposto dal femminismo
            Espandi          
   17m   costanza miriano costanza miriano@costanzamiriano    @cosimotomaselli ah, allora anch'io avevo interpretato male
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Re:Femminicidio: i criteri
« Risposta #9 il: Gennaio 11, 2013, 17:44:45 pm »
Ma infatti queste ''donne sottomesse'',non centrano nulla con la qm,esprimono un punto di vista particolare femminile,ed esigenze particolari femminili,spacciandole per i desideri maschili...
Ma in questa ''sottomissione'',il punto di vista maschile,non è proprio preso in considerazione,semmai queste menate alla ''50 sfumature di grigio'' servono alle femministe per partire in quarta con la loro crociata contro la ''sottomissione femminile''.
Nei fatti,sono molti a pensare che le femministe sotto sotto,più che protestare contro il maschio,protestano contro alcuni loro desideri...
Certe donne li accettano,e ci scrivono sopra un libro,certe altre,invece no,ma cosa centra il maschio,con questo?
Niente,se la fanno e se la disfano tutto fra di loro,il punto di vista maschile,non è nemmeno preso in considerazione,e sbagliano quegli uomini che si compiacciono dei libri della Miriano.
Anche quei libri sono,come dice Rino,''monologo della vagina''.

alleluya alleluya!!
ma ormai salar la qm sta diventando la giustificazione a posteriori del femminismo.

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Re:Femminicidio: i criteri
« Risposta #10 il: Gennaio 12, 2013, 09:43:03 am »
@salar e ethans: va bene, ma andate a spiegarle alla Miriano queste cose anzichè starvene imbronciati sull'Aventino a taliare il mondo che va per i fatti suoi!

Nel complesso la violenza non è negabile: c'è una certa violenza, ci sono fatti di sangue, ci sono vittime e carnefici. Vogliamo negarlo?
Il problema è lo schema ideologico che sta sotto queste affermazioni.
Lo schema delle FAS è: l'uomo nasce buono, viene corrotto dalla cultura patriarcale (?) che lo inclina a rapporti di dominio.

Ora, su questo eventualmente possiamo confrontarci.

Dal mio punto di vista è totalmente assurdo: l'uomo nasce cattivo (=schiavo) in quanto erroneamente convinto di essere il centro del mondo e di conoscere il bene e il male. Questo è l'errore (a cui consegue il peccato) originale con cui ogni neonato urla il primo vagito.

Le culture servono per correggere questo errore, per spiegare all'uomo da dove viene, dove va, che il mondo non gira attorno a lui, etc. Ovviamente io sono convinto della superiorità delle culture cristiane e patriarcali sulle altre, ma ammetto che piuttosto di nessuna cultura è meglio una cultura qualsiasi. È vero che gli Incas facevano sacrifici umani ancora nel 13° secolo e per fortuna sono arrivati gli spagnoli sennò sarebbero andati avanti ancora per secoli. Ma quei sacrifici umani erano il prezzo che loro pagavano per una qualche armonia sociale, per una visione del mondo che stabiliva una qualche pace sociale al posto della guerra di tutti contro tutti.

L'abolizione della cultura patriarcale non risolverà il problema del male nel mondo, se non verrà sostituita da una migliore. Ovviamente io non sono disposto ad adorare alcun idolo, per cui ammetto che anche la cultura patriarcale abbia i propri limiti e possa essere migliorata. Ma non sono disposto ad accettare che solo uno venga messo sotto processo: chi vuole negare A proponga B.

Che le femministe ce la facciano vedere questa società futura, questo paradiso in terra che hanno in testa! Io sono pronto ad abbandonare qualunque nostalgia per una cultura del passato, quando qualcuno mi mostrasse i frutti migliori di una presente.

Ma aspettiamo invano: loro sono prigioniere dell'errore che per costruire il nuovo e il bene sia sufficiente distruggere il vecchio e il male. È il mito del capodanno: è sufficiente uccidere l'anno vecchio perchè nasca quello nuovo (per Bachoffen questo fa parte integrante delle società matriarcali).
Per quel che mi riguarda è un errore teoretico.
In ogni caso sono pronto a ricredermi quando vedrò qualcosa di buono venire da quella parte ...  :shifty:
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Re:Femminicidio: i criteri
« Risposta #11 il: Gennaio 12, 2013, 13:45:19 pm »
Citazione
anche la Costanza mangia fagioli!
Si può anche capire che si rivolga a un uditorio essenzialmente femminile, però in quello che ha detto c'è effettivamente, anche nelle risposte, una certa superficialità, se non ambiguità. Errare è umano, staremo a vedere :hmm:
Penso che lungi dal perderla, guadagnerebbe credibilità se i suoi interventi fossero più approfonditi ed equilibrati. Le è stato ricordato che anche uomini la leggono (e spesso la apprezzano), non mi sembra una che predilige gli schieramenti, spero ne terrà conto.
Si notino però due chicche (doverose si dirà, non sono concessioni, ma con i tempi che corrono...):
"i meccanismi che rendono un fatto notizia, e un altro no non sono criteri assoluti ma dettati da una chiave di lettura del mondo."
"ci sono storie di figli negati, contesi, portati via".
« Ultima modifica: Gennaio 12, 2013, 14:01:30 pm da Vicus »
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

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Re:Femminicidio: i criteri
« Risposta #12 il: Gennaio 12, 2013, 15:00:55 pm »
Ho postato un commento, a titolo personale. Un certo CFK ci ha dato dei maschilisti, e mi sembrava opportuno rispondere onde evitare il travisamento dell'informazione che cerchiamo di fare in questo forum.

@CFK
Non è un forum di maschilisti. Parlo a titolo personale, ma nelle regole è scritto chiaramente che si propone la parità e non incoraggia atteggiamenti discriminatori. È aperto a tutti, anche a donne che intervengono regolarmente.
Tra i suoi temi essenziali ci sono la situazione dei padri separati e la tutela del bene dei figli, argomenti peraltro menzionati da Costanza in questo blog.
È giusta la condanna di certi comportamenti degli uomini, che ovviamente non sono giustificabili in nessun caso.
Tuttavia, l’enfasi che pongono i media su questi fatti, tacendo dell’attuale situazione dell’istituto familiare, può indurre in errore l’opinione pubblica che sarebbe certamente favorevole a una società che tuteli, e non ostacoli, la stabilità della famiglia e una crescita armoniosa dei figli.
Mi pare che Costanza non abbia sottolineato abbastanza questo aspetto nel suo intervento, ma vi seguo con passione e le sono grato per quanto sta facendo a favore della famiglia, nella quale uomini e donne possano vivere serenamente la loro vocazione.
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

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Re:Femminicidio: i criteri
« Risposta #13 il: Gennaio 12, 2013, 16:46:52 pm »
Ho postato un commento, a titolo personale. Un certo CFK ci ha dato dei maschilisti, e mi sembrava opportuno rispondere onde evitare il travisamento dell'informazione che cerchiamo di fare in questo forum.

ben fatto! questo significa fare fatti e non parole!
poi ho inserito anch'io un commento per una certa Giusy, femminuccia paucineuronica


ad ogni modo credo che le nostre auto-difese contino poco. Conta di più ad esempio la testimonianza di questo Maxwell, che copio-incollo qui sotto, che non possono negare. Il disagio della QM ormai è un dato diffuso, nessuno si pone il problema della soluzione!




Citazione

Io credo che il problema della sessualità (deviata?) esista all’inizio del rapporto fra uomo e donna ma che non sia la causa del femminicidio.
 Siccome tante persone che frequentano il blog conoscono la mia storia non mi voglio ripetere,riassumo brevemente per gli altri dicendo che dopo anni di sofferenze (mie…, di cui non parlo perchè altrimenti la mia autostima andrebbe sotto i tacchi), mia moglie mi detto che voleva la separazione non dicendomelo in faccia ( visto che si DORMIVA  insieme) ma facendomi arrivare una lettera dall’avvocato.
 Accusato ed infamato come  Berlusconi ( a me però è andata un po’ meglio,non mi ha potuto dare dello “psiconano”……), “per il bene dei figli” accetto una consensuale ( praticamente un capestro) dove resta al piano terra di casa MIA ( edificata da mio padre) e io vado al piano di sopra da mia madre.
 Lasciando poi stare un paio di amori passeggeri ha la geniale speranza di aver trovato l’AMORE e se lo porta a convivere in casa (MIA).
Ora, il problema “della perdita di identità del maschio” esiste, ma non è questo il problema del femminicidio.
 Oggi i maschi ITALIANI sono principalmente,
 o figlidibuonadonna ( ma non tanti come si vuol far credere ) che si ricordano di essere PADRI quando non lo possono più essere,
 o genitori affettuosi ( con le varie sfumature di babysitteraggio,cuochi,amici-fratellimaggiori etc etc….) ,
ma solo chi  è passato in mezzo alla tempesta sa che, quando nasce tuo figlio/a, diventi RICATTAT/O-ABILE in una maniera che ha dello SCHIFOSO.
Già stai vivendo in preda a rimorsi incredibili se è colpa tua ….
 -ma quella notte potevo evitare di ubriacarmi?
 -Dio mio, perché ho accettato quell’invito a cena?
 -Mi ha dato la mela e ho ceduto….
 -sono un cretino,dovrei tagliarmelo….
 -avrei potuto fare qualche lavatrice..
 ….O rimpianti se ce l’hai messa tutta, o magari vivi in preda a deliri esistenziali..
 -dove ho sbagliato?
 -perché è successo?
 -come è potuto succedere?
Poi  vivi giorno per giorno e ti rendi conto che “non è più come prima”,che ti stai perdendo gli anni migliori dei tuoi figli, che ti manca far colazione con loro,che ti manca la piccolina che fa il brutto sogno e viene nel lettone, che ti manca il dirle ogni sera di lavarsi i denti, che non sei presente il giorno che diventa signorina, che non sei più presente alle liti fra il figlio che vuole la pasta al pesto  e la figlia che vuole il sugo,ti manca ogni “ho freddo-ho sonno-ho fame-ho sete”, non sei presente quando il ragazzo maggiorenne porta per la prima volta in casa a mangiare la fidanzata, non ci sei più quando tua figlia organizza il pigiama party con le tre amiche del cuore,non  hai neanche la possibilità di infilarti le mutande arcobaleno dopo la sua terza lavatrice….. ( la prima volta è seguita dalla mamma, la seconda è attentissima, i problemi sono fra la terza e la quinta quando pensa di sapere tutto….)
 Ti rendi conto che non sei più il padre che volevi essere ma un incrocio fra un uomo ferito,un padre a metà,un taxista,un bancomat, un grizzly ed un pitbull….Poi un giorno porti a casa tua figlia e vedi dalle finestre un ALTRO UOMO seduto sulla TUA seggiola che mangia nei TUOI piatti,o che guarda la tivù sul TUO divano di pelle pagato duemila euro, o vedi i tuoi (EX) miglior amici  che ridono, scherzano e bevono …..l’amaro nella TUA cucina pagata con rate e sacrifici e tu l’amaro lo stai masticando come Obelix mangia i cinghiali……
 Lei tranquilla e rilassata che ride con i colpi di sole “fatti appena ieri” , come se nulla fosse successo o che sia la cosa più normale di questo mondo….” Capita”,”Bisogna essere moderni”, “Se un amore finisce, finisce, non ci si può far niente”, insegna la De Filippi…….
 Quello è il momento in cui l’incrocio tra mammiferi,plantigradi e canidi ha la trasformazione ( per alcuni definitiva) in un essere indefinito di pietra, con sabbia del deserto al posto del cuore e veleno di serpente al posto del sangue.
 Nella testa e sulla bocca hai solo tre parole : “vaf”….. “caz”….. e “brutta tr”……. ( si, lo so, sono quattro…c’è anche la variante con sei, quando alla terza aggiungi “di mer”…..)
Questo è il momento topico  post separazione
 (ce ne sarà inevitabilmente almeno un altro successivamente).
La maggior parte delle persone con cui ho parlato si sente come su un altare azteco, col sacerdote che ti strappa il cuore e tu lo guardi mentre se lo mangia,sei impossibilitato a morire, persino a chiudere gli occhi.
 “Non è possibile….. io dovrei essere morto…perché sono vivo?” Urli mentalmente mentre ti senti pulsare il cervello in una maniera che non hai mai provato prima.
 “Dio…. Perché mi perseguiti così?” (Variante per  credenti sul tuo personalissimo Getsemani mentre sudi sangue)
Cominci a vedere ragni, serpenti e scorpioni dappertutto, se sei in macchina augurati che sia sera tardi o di essere vicinissimo a casa altrimenti rischi di  disintegrarla in un incidente in stile telefilm americano.
 Poi eccoli….. i pensieri particolari……
 Mi ha tradito…Mi ha mentito……Mi ha sempre raccontato bugie,,,,Mi ha mollato per quello….perché devo ammazzarmi io? Io ammazzo lei…..e poi? Io vado in galera e i miei figli in un istituto…..NO! Prima ammazzo LUI,poi i figli in maniera che non soffrano davanti a lei,così soffre quella schifosa, poi la ammazzo quella ……e poi posso ammazzarmi pure io!!!!!
Ovviamente ogni uomo ha la propria storia e le proprie varianti sul tema, ma E’ IN QUEL MOMENTO che circa 200 uomini all’anno diventano assassini.
Pazzi ? Malati? Orgogliosi? Superbi? Egoisti? Disperati?
La risposta esatta è, secondo me….. BOH !!!  Io ho solo imparato sulla mia pelle a non giudicare e a non commentare troppo.
P.S.
 Ci sarebbero tante altre cose da poter parlare, fra cui il
 “Ancora più orribile quando la vittima è oggettivamente più debole del carnefice” dell’Autrice….
 della “sessualità deviata” come mentalità laica,
 sul fatto che ho parlato dell’effetto ma non delle cause,
 che ci possono essere altri “momenti topici”,
 I FIGLI,
 la ricattabilità,
 ma per ora credo di aver già abusato abbastanza del blog e della  pazienza di chi ha letto tutto
PPS
 Rileggendomi mi sono reso conto di aver “riassunto e semplificato” troppo, ma voleva essere un post di risposta e non un trattato di psicologia.
Dio cè
MA NON SEI TU
Rilassati

Offline Vicus

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Re:Femminicidio: i criteri
« Risposta #14 il: Gennaio 12, 2013, 18:23:01 pm »
Giusy liquida il forum in due parole senza rispondere sui temi fondamentali della QM. Vediamo se e cosa replica...
Ho letto il tuo intervento dopo aver postato il mio, ma mi sembrano comunque coerenti l'uno con l'altro.
Ho cercato di porre l’accento sull’importanza di un dibattito allargato della QM, via fondamentale per una vera soluzione al problema. Potendo modificare il mio post, aggiungerei che "è sbagliato pensare che le buone opinioni vengano solo dai ‘salotti buoni’, e sarebbe bene ricordarlo.
Citazione
ad ogni modo credo che le nostre auto-difese contino poco. Conta di più ad esempio la testimonianza di questo Maxwell, che copio-incollo qui sotto, che non possono negare. Il disagio della QM ormai è un dato diffuso, nessuno si pone il problema della soluzione!
In effetti Maxwell è stato il più efficace, le testimonianze contano infinitamente più delle opinioni :cool:

« Ultima modifica: Gennaio 12, 2013, 18:41:45 pm da Vicus »
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.