Autore Topic: Come le femministe giustificano le donne assassine di bambini!  (Letto 23232 volte)

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Offline Frank

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Re:Come le femministe giustificano le donne assassine di bambini!
« Risposta #15 il: Febbraio 13, 2015, 20:57:31 pm »
Leggendo i commenti femminili sparsi su internet sotto questo tipo di articoli/notizie ci si può fare un'eccellente idea della disparità di trattamento: quando si tratta di donne infanticide ( ed assassine in generale) prima di tutto i toni sono pacati, non vengono usate offese verso chi ha compiuto il gesto ed il clima è sostanzialmente improntato al discorso "costruttivo"; i commenti poi si dividono tra le streghe che sono d'accordo con la mancanza di colpa della donna che ha compito il crimine e quelle che con toni sempre sereni, calmi e gentili, esprimono il loro dissenso o comunque la loro opinione.
Quando invece si tratta di uomini che compiono atti di violenza fisica su femmine e bambini(anche perchè di uomini che uccidono i bambini ce ne sono pochissimi) prima di tutto le femmine usano subito toni molto aggressivi e minacciosi, fanno particolare uso di offese pesanti e gratuite e non sono generalmente disposte a riflettere sull'accaduto facendo subito quadrato intorno alla questione, classificando il reo-maschio di turno come un animale senza scrupoli che merita la peggior pena giustizialista possibile!

Funziona cosi! Basta pure pensare a quella storia di poco tempo fà in cui un padre pregiudicato gettò il figlio nel fiume: subito il fronte femminile al potere e quello dei media organizzarono la campagna d'odio anti-maschile chiedendo "immediata pena esemplare" (parole della vicesindaco Belviso)...

Tutto vero ciò che evidenzi.

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http://www.ilgiornale.it/news/cronache/brucia-vive-tre-figlie-e-poi-telefona-marito-senti-loro-urla-1093731.html
Citazione
Brucia vive le tre figlie e poi telefona al marito: "Le senti le loro urla?"
È successo in Belgio. Per le piccole di sette, cinque e tre anni, non c'è stato nulla da fare
Angelo Scarano - Ven, 13/02/2015 - 18:44

Bruciate vive. Tre bambine, di sette, cinque e tre anni, sono morte in un incendio nella loro casa a Lennik, comune di Bruxelles.

La madre, una casalinga di 35 anni, è stata arrestata ed è sospettata di omicidio. Il marito, secondo quanto riportata dai media belgi, ha raccontato che la moglie mischiava spesso alcol e farmaci e dormiva anche 20 ore al giorno. In base alle prime ricostruzione, la mamma avrebbe chiuso le tre figlie in una stanza prima di dare fuoco alla casa e telefonare al marito, che ha subito chiamato i pompieri.

Quando sono arrivati i soccorsi ormai era troppo tardi. La mamma è stata trovata in giardino, tranquilla, accanto alla casa ancora fumante. Secondo quanto riportano i media locali, mentre le piccole erano avvolte dalla fiamme, la donna avrebbe chiamato il marito dicendogli: "Ascolta le loro urla, anch'io le sento, ma non farò nulla per salvarle. Faresti meglio a sbrigarti e correre qui, ma quando arriverai sarà troppo tardi per salvarle: non sopravviveranno. Non ti consegnerò mai le mie figlie".
«Se potessimo vivere senza donne, faremmo volentieri a meno di questa seccatura, ma dato che la natura ha voluto che non potessimo vivere in pace con loro, né vivere senza di loro, bisogna guardare alla conservazione della specie piuttosto che ricercare piaceri effimeri.»
Augusto, 18 a.C.