Autore Topic: Ancora stupri: tutti falsi!  (Letto 248501 volte)

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Re:Ancora stupri: tutti falsi!
« Risposta #30 il: Dicembre 26, 2009, 19:50:51 pm »
:hmm:
dunque: fatemi capire...
la faccenda è talmente inverosimile che il comune decide di anticipare le spese processuali per la difesa
però x estinguere il processo aspettano di verificare la buona condotta degli imputati?
cioè: una volta denunciato la prova dell'innocenza è a tuo carico!!!

http://www.viterbooggi.org/index.php?tipo=contenuto&ID=12947&categoria=pagine

Citazione
Montalto, stupro di gruppo: "Dal sindaco Carai nessun illecito"
Chiesta l'archiviazione per la vicenda della delibera che anticipava le spese processuali ai ragazzi accusati di violenza
Fotografia Montalto, stupro di gruppo: "Dal sindaco Carai nessun illecito"

MONTALTO DI CASTRO – La procura della Repubblica di Civitavecchia ha chiesto l'archiviazione del procedimento penale a carico di Salvatore Carai, sindaco di Montalto di Castro, relativo all'anticipazione di35mila euro per pagare le spese alle famiglie di sette degli otto minorenni accusati dello stupro di gruppo ai danni di una studentessa di 15 anni, avvenuto nel maggio 2007.

Secondo il Pm Elena Neri, Carai non avrebbe commesso alcun illecito, in quanto la determina che concede l'anticipazione dei fondi è un atto dirigenziale che non è stato firmato dal sindaco. Inoltre la determina è stata adottata alla luce di una relazione dei servizi sociali, secondo i quali le famiglie dei ragazzi non sarebbero state in grado di sostenere le spese di difesa.

Sempre secondo il Pm, il provvedimento prevede che gli imputati restituiscano i fondi svolgendo piccoli lavori per conto del comune. Ora sarà il Gip a decidere se archiviare il fascicolo o disporre il rinvio a giudizio di Carai.

Le associazioni di categoria che avevano presentato l'esposto da cui è scaturito il procedimento hanno annunciato che si opporranno alla richiesta del Pm.

Il tribunale dei minori di Roma, nei mesi scorsi, ha decisodi concedere la sospensione del processo con "messa in prova" per 26 mesi agli imputati. Qualora l'esito della prova fosse positivo il processo verrebbe dichiarato estinto.
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Re:Ancora stupri: tutti falsi!
« Risposta #31 il: Dicembre 26, 2009, 20:03:27 pm »
un bel regalo di Natale

http://www.laprovinciadisondrio.it/stories/Cronaca/108432_assolti_quattro_ragazzi_per_lo_stupro_di_gruppo/

Citazione
Assolti quattro ragazzi per lo stupro di gruppo


Il Tribunale di Lecco

Tutti assolti, dopo un processo durato anni e un’accusa pesantissima: quella di aver violentato in gruppo una ragazza che all’epoca dei fatti era poco più che quindicenne. E dopo che il pubblico ministero Paolo Del Grosso, nella sua requisitoria, aveva chiesto per tutti e quattro una condanna a nove anni.
Dopo una camera di consiglio durata più di tre ore, ieri pomeriggio a Lecco il collegio giudicante presieduto da Paolo Salvatore (a latere Andrea Ausili e Massimiliano Magliacani) ha assolto i quattro imputati: i cugini Mattia e Daniel Fontanini, rispettivamente di 23 e 22 anni, (difesi dall’avvocato Gianfranco Conforti), Manuel Pedrazzoli di 22 anni e Marco Grigi di 23 anni, (difesi dai legali Laura Redaelli e Michele Cervati).
Un’assoluzione decisa in base al secondo comma dell’articolo 530 del codice di procedura penale, che fa riferimento al caso in cui la prova manca, è insufficiente o contraddittoria, accolta con grande commozioni dagli imputati e dai loro familiari.
I quattro giovani erano finiti sotto processo con l’accusa di aver preso parte a uno stupro di gruppo avvenuto in una spiaggia di Dervio nella notte tra il 5 e il 6 marzo di quattro anni.
Una quindicenne aveva raccontato di avere incontrato i quattro imputati in una discoteca di Colico e di aver chiesto loro un passaggio in auto. Ma invece di tornare verso casa l’auto avrebbe fatto una deviazione dirigendosi alla spiaggia dove sarebbe stata consumata la violenza.
Le indagini su questo caso erano state lunghe e delicate: la quindicenne, costituitasi parte civile con l’assistenza dell’avvocato Francesco Consoloni, era sentita più volte ed era stata anche sottoposta a una perizia per valutarne l’attendibilità. E c’era stato anche un «processo parallelo», per così dire, con la condanna dello zio di un imputato e dell’ex fidanzato della ragazza, accusati di aver cercato di inquinare le prove.
L’avvocato Conforti non ha voluto commentare la sentenza di assoluzione per i suoi assistiti: «quello che dovevo dire l’ho detto in aula» ha risposto ai giornalisti. L’altro avvocato della difesa, Michele Cervati, non ha nascosto la sua soddisfazione: «questa vicenda non andava strumentalizzata o cavalcata. Non ho nulla da eccepire alla formula scelta dai giudici per l’assoluzione visto che anche noi abbiamo sempre sottolineato le tante contraddizioni negli elementi raccolti dall’accusa. Un pensiero per quella ragazza? Non mi sembra il caso di entrare nel merito, ma se aveva dei problemi doveva essere aiutata in maniera diversa e non presentando delle querele».
La parte civile aveva chiesto anche un risarcimento di 600 mila euro per la vittima e di 200 mila euro per la madre. «Credo e crederò sempre alle parole della mia assistita - ha commentato a caldo il legale Consoloni - anche perchè c’erano altre testimonianze che le confermavano. Come si sente ora, dopo tutto quello che è successo? E’ semplicemente sgomenta per questa assoluzione e io presenterò sicuramente appello contro la sentenza».
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Re:Ancora stupri: tutti falsi!
« Risposta #32 il: Dicembre 26, 2009, 20:09:44 pm »
non si finisce mai di imparare...
 :huh:

http://iltempo.ilsole24ore.com/latina/cronaca_locale/latina/2009/12/22/1107265-proposta_indecente_scopo_rapina.shtml

Citazione
Proposta indecente «a scopo rapina»
Secondo l'accusa i due avrebbero agito portando con loro la figlia di nove mesi

Mariangela Campanone
Coppia di presunti rapinatori in azione con una bimba di pochi mesi. C'è voluta qualche ora per chiudere il cerchio attorno all'episodio di domenica: gli arresti effettuati dagli agenti della Mobile hanno confermato la prima ipotesi dei colleghi della Squadra Volante, che in pochi minuti hanno compreso che dietro il racconto della tentata violenza sessuale c'era ben altro. Testimonianze a confronto e diversi elementi per chiarire le responsabilità: si sarebbe trattato di una vera e propria messa in scena che le due persone finite in manette avrebbero organizzato a scopo di rapina. Nessun tentativo di stupro come la giovane aveva spiegato ai medici del pronto soccorso del Goretti prima e agli agenti della Volante in un secondo momento. Sarebbe stata proprio lei a proporre alla vittima della rapina (cisternese) un rapporto sessuale, tutto per incastrarla e portargli via i soldi. E l'episodio di domenica avrebbe potuto avere risvolti più gravi, visto che, dopo la rapina, nel corso della fuga, la Punto con a bordo la coppia e la figlia, è uscita fuori strada a folle velocità, inseguiti dalla vittima. Domenico D'Alterio, 36 anni e la compagna Laura Lebro, 30 anni, entrambi originari di Napoli ma residenti a Latina, sono finiti in manette con l'accusa di rapina. Ieri si è svolta la direttissima. Il giudice ha convalidato i due arresti concedendo i domiciliari. Laura Lebro ha dichiarato di essere stata quasi convinta a salire in auto con il giovane di Cisterna, che una volta in auto l'avrebbe portata in una zona appartata e palpeggiata. La Lebro potrà anche uscire la mattina dalle 9 alle 11 per adempiere ai compiti di madre. Gli avvocati della coppia, Alessandra Grenga e Paolo Faralli hanno preannunciato una querela per violenza sessuale nei confronti del 30enne. (Ha collaborato
Silvia Colasanti)
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Re:Ancora stupri: tutti falsi!
« Risposta #33 il: Dicembre 28, 2009, 19:31:35 pm »
Dunque è proprio vero
Le violenze in famiglia esistono!!!

Un attimo di concentrazione, please
  • sono sposati, quindi è uno stupro in famiglia
  • è stata stuprata da + uomini, quindi è uno stupro di gruppo

solo alcuni particolari non mi quadrano:
ma in questi locali per scambisti c'è andata ammanettata?
basta dire a una donna: "mi suicido" per ottenere qualunque cosa?  :cry:
se dire a qualcuno "se non fai questo mi suicido" è violenza, a questo punto probabimente dovremmo mettere dentro la quasi totalità delle donne: ne conoscete una che non si sia mai messa a piangere disperatamente come se le fosse proprio proprio crollato il mondo addosso?

ad ogni modo, spero che capitino sotto un giudice con un po' di denso dell'umorismo. Io a quella signora qualche domanda la farei molto volentieri  :D

http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/115033_la_denuncia_costretta_da_mio_marito_ad_avere_rapporti_con_altri_uomini/

Citazione
La denuncia: «Costretta da mio marito
ad avere rapporti con altri uomini»
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L'ACCUSA. Donna separata denuncia l'ex per violenza e maltrattamenti perché la portava in locali per scambi di coppia

L'ex moglie sostiene che il compagno contattava altri partners via internet. «Volevo separarmi, mi ricattò dicendo che si suicidava»  27/12/2009

«Mio marito mi ha costretta a rapporti con altri uomini»

Vicenza. «È stato un aspetto pesante del mio matrimonio. Alcuni anni fa mio marito mi ha accompagnato in un locale di Soave per "scambi di coppia". Accettai senza però immaginare che cosa effettivamente avvenisse. La prima volta mi accoppiai con un ragazzo e mio marito. Stavo male. In seguito andammo anche in un locale di Vicenza, ma ho sempre avvertito tutto questo come una violenza. Mio marito mi ricattava dicendo che altrimenti si sarebbe suicidato e ha continuato a portarmi in questo tipo di locali. Poi ho avuto un rigetto e avendo preso coscienza delle violenze che pativo mi sono separata e l'ho denunciato». È lo sfogo, angosciato, di una donna di 38 anni di Vicenza, madre di due ragazzi. Con la sua denuncia ha fatto finire sotto inchiesta per violenza sessuale e maltrattamenti il marito separato N.O., di 37 anni (le iniziali sono a tutela della parte offesa), nei cui confronti il tribunale ha deciso di promuovere un confronto con la formula dell'"incidente probatorio".

STUPRO. La particolarità della vicenda giudiziaria è data proprio dal tipo di ipotesi sulla quale sta lavorando la procura: la donna sarebbe stata violentata perché il proprio uomo, che è difeso dall'avv. Reaffaela Di Paolo, l'avrebbe costretta ad avere rapporti simultanei con più uomini, facendo leva sul ricatto del suicidio. I rapporti coniugali sono descritti dalla donna come burrascosi dopo la nascita del secondo figlio. «Da allora ha smesso di essere rispettoso verso di me, apostrofandomi in maniera ingiuriosa per banali motivi, alimentando una tensione che ha finito per rendermi insopportabile la continuazione della convivenza», ha denunciato la madre.

SEPARAZIONE. La donna ha riferito agli inquirenti che già qualche anno fa avrebbe voluto separarsi. I rapporti sessuali tra i due si erano rarefatti fino a quando si era rivolta a un avvocato per far partire la causa. «Quando lui venne a conoscenza della mia volontà di far partire le pratiche di separazione - spiega -, tentò il suicidio ingerendo farmaci. Vedendo quella situazione, dopo essermi consigliata con il legale soprassedei, cercando di salvare il matrimonio». I coniugi andarono a vivere comunque in due abitazioni. «Quando però lui veniva a casa mia per incontrare i figli - afferma - approfittava di quando i bambini erano in un'altra stanza per molestarmi, accarezzandomi e baciandomi all'improvviso, cercando di avere dei rapporti. Io allora mi recavo nella stanza dei bambini fino a quando lui non se ne andava».

SCAMBI. La circostanza che l'ex compagna a un certo punto avvertì come insopportabile era la volontà trasgressiva del partner di farla incontrare con altri uomini in locali simili a quelli di recente al centro di indagini contro lo sfruttamento della prostituzione. «Lo accontentai - aggiunge -, ma per me fu sempre un grosso peso perché non mi piaceva, non lo tolleravo, anche se l'ho fatto per qualche volta per compiacere mio marito. Poi non l'ho più sopportato perché non mi piaceva proprio e ho chiesto la separazione». Nella denuncia la vittima ha spiegato che il marito portava uomini a casa conosciuti in locali di scambisti o contattati via internet per farla accoppiare. «Non ne potevo più, era intollerabile la convivenza», conclude angosciata.

Ivano Tolettini
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Re:Ancora stupri: tutti falsi!
« Risposta #34 il: Dicembre 28, 2009, 19:40:21 pm »
Di questa non si può dire che sia stata violentata in casa...

Con tutto il dovuto rispetto per una vicenda umana tutt'altro che idilliaca, dobbiamo però domandarci come funziona, quali criteri segue l'informazione in Italia.
Ma a questa povera salernitana, il peggio che è potuto capitare nella vita è lo stupro di Natale?
E poi il titolo va a questo ipotetico stupro, e non al senzatetto ammazzato e all'altro quasi ammazzato. Mah...

http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=85606&sez=CAMPANIA

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Violentata a Roma la notte di Natale
Sotto choc una ragazza di Salerno   

SALERNO (27 dicembre) - In due l’hanno attirata con una scusa in una zona più appartata nei pressi della Stazione Termini e violentata la notte di Natale. Ora la ragazza, ventitreenne originaria di Salerno, è in stato di choc, in osservazione al Policlinico Umberto I e della sua terribile esperienza ricorda ancora poco.

«Erano in due, extracomunitari - ha raccontato ai carabinieri della compagnia Roma centro che indagano sulla vicenda - li ho seguiti per fare l’elemosina in un punto poco lontano da via Giolitti, ma mi sono saltati addosso». La giovane senzatetto salernitana stava dormendo all’esterno della Stazione Termini, sotto il porticato di via Giolitti, in compagnia di un amico. Non è chiaro perché si sia allontanata con quei due uomini, verso le due della notte di Natale.

Quando è tornata a via Giolitti nei pressi del suo giaciglio, ha raccontato al compagno ciò che le era accaduto e l’uomo ha telefonato al 112. Sul posto sono subito accorsi i carabinieri del Nucleo Scalo Termini. Ora le indagini tendono a verificare con chi si accompagnasse la giovane donna e se la violenza sia maturata nell’ambiente dei tanti senzatetto che girano per la città.

La notte del 13 dicembre, Alexei Vetrov, un barbone ucraino di 45 anni, era stato trovato cadavere in un’auto parcheggiata a due passi dalla Stazione Termini. L’uomo era stato massacrato con delle bottiglie di vetro, aveva il volto sfigurato e una profonda ferita alla gola, per una banale lite scoppiata per contendersi un posto caldo dove dormire, la macchina appunto.

Arrestati due romeni, Daniel Pavel, 18 anni e Alexandre Tofaleanu, 39. Gli agenti della Polizia ferroviaria sono risaliti a loro dopo aver interrogato molti barboni che si aggirano nei pressi dello scalo romano.

I due romeni, poi, durante l’interrogatorio, hanno confermato che i rapporti con il 45enne massacrato e ucciso, erano tesi da tempo: tutti e tre - hanno spiegato - la facevano da padroni nel mondo dei clochard che gravitano alla Stazione Termini.

E ancora, a metà novembre, sempre alla Stazione Termini, nel cuore della notte, due romeni si accanirono su un uomo, Basile, 37 anni, anche lui romeno, sotto gli occhi indifferenti dei tassisti. L’hanno picchiato selvaggiamente per rapinarlo dei soldi, lui ha cercato di ripararsi all’interno di un taxi in sosta, loro l’hanno rincorso e continuato a pestare.

Raffaella Troili
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Re:Ancora stupri: tutti falsi!
« Risposta #35 il: Dicembre 31, 2009, 13:34:06 pm »

 :hmm:

io non mi ci raccapezzo più

davvero

rapinare, minacciare, derubare, tutto irrilevante

ma tentare di spogliare e baciare, ah, quello no per carità  :w00t:

se il maniaco non avesse tentato di spogliare e baciare la povera vittima, la notizia del furtarello non sarebbe neppure apparsa nel notiziario di quartiere, il condomino non si sarebbe neppure disturbatoa mettere in fuga il malvivente, lei forse non avrebbe neppure denunciato il furto

ma tentare di spogliare e baciare, oddiiooo che reato odioso


http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo469888.shtml




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Milano, nuovo tentato stupro in box
Terzo caso in due mesi, è allarme

Ancora uno tentativo di stupro a Milano, nei box di un condominio di zona Cenisio. Una donna di 32 anni è stata aggredita da un uomo di colore che ha tentato di spogliarla e l'ha baciata. L'aggressore è stato messo in fuga da un condomino che si è avvicinato. Gli investigatori non escludono che questo episodio possa essere stato commesso dallo stesso uomo che nei mesi scorsi ha aggredito altre due donne con le stesse modalità.

Secondo gli inquirenti ad agire potrebbe essere sempre la stessa persona. Un uomo di colore che soprende le vittime nel box di casa e tentando una violenza sessuale su di loro dopo averle rapinate. L'ultima vittima in ordine di tempo era rientrata a casa con la sua auto e, secondo quanto ha raccontato alla polizia, è stata aggredita da un uomo alto circa 1,70, dalla carnagione scura, che le ha strappato la catenina, un bracciale, e si è fatto consegnare 100 euro.

Dopo averla rapinata l'ha spinta nell'auto della vittima e l'ha palpeggiata e baciata. La giovane ha gridato e chiesto aiuto colpendo il vetro della macchina. Un condomino è stato attirato dalle urla e da uno zainetto abbandonato dall'aggressore nel box. Quando si è avvicinato per capire cosa stesse accadendo l'aggressore è fuggito  scavalcando il cancello del box.
[/size]


se poi si tiene conto che nella migliore delle ipotesi un tentato stupro può venire a costare 3.000 euro, al rapinatore arrapato conviene scegliere con cura le proprie vittime, perchè almeno il gioco valga la candela  :doh:

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/CASSAZIONE-DANNI-MINORI-PER-IL-TENTATO-STUPRO-3-MILA-EURO-POSSONO-BASTARE_4152982401.html

Citazione
News > Cronaca >
CASSAZIONE: DANNI MINORI PER IL TENTATO STUPRO
3 MILA EURO POSSONO BASTARE

ultimo aggiornamento: 30 dicembre, ore 14:21

Roma, 30 dic. - (Adnkronos) - Lo stupro tentato? Per il risarcimento del danno morale, dice la Cassazione, ''non puo' non tenersi conto della circostanza'' che gli autori dell'aggressione ''non sono riusciti a congiungersi carnalmente con la vittima e non puo' non tenersi conto del fatto che le conseguenze sono state in concreto assai minori''. Ecco perche' la terza sezione penale, pur confermando una condanna per violenza sessuale nei confronti di un napoletano di 26 anni, ha ritenuto equa la cifra di 3 mila euro pattuita come risarcimento ai danni della vittima. Del resto, annotano i supremi giudici, anche la giovane aggredita ha considerato ''congrua'' la somma offerta dagli aggressori.



Ma se è sfigato gli va molto molto peggio

http://www.libero-news.it/adnkronos/view/250871

Citazione
MILANO: RONDINI (LEGA), PER STUPRI RIPENSARE A
CASTRAZIONE CHIMICA

Milano, 30 dic. (Adnkronos) - "L'ennesimo tentato stupro a Milano, sventato solo grazie al coraggio di un cittadino che e' prontamente intervenuto, conferma che questo tipo di odioso reato e' diventato una piaga sociale''. Lo afferma il segretario provinciale e deputato della Lega Nord, Marco Rondini a proposito dell'aggressione subita ieri sera da una donna di 32 anni in un garage in zona Cenisio da un extracomunitario''.

"Le statistiche -sostiene il parlamentare milanese- sono a dire poco allarmanti: a Milano l'86% degli stupri (39 episodi su 45) sono commessi da stranieri. E nel 55% dei casi gli autori sono africani. Con questi numeri, osserva Rondini, nessuno puo' piu' negare che esista una precisa correlazione fra le violenze sessuali e l'immigrazione".

"A questo proposito -informa il deputato- bisognerebbe ripensare alla proposta della Lega Nord di sottoporre i condannati per stupro ad un trattamento sanitario specifico per evitare recidive. Di fronte a una situazione come quella testimoniata dalle statistiche sugli stupri a Milano e' da irresponsabili continuare a bollare questa soluzione come un tabu. Le nostre donne hanno il diritto di poter vivere il loro territorio senza paura di aggressioni, sevizie e violenze''.


Ma con un pizzico di fantasia credo che la pena prevista per il genocidio possa quasi essere adeguata
dobbiamo solo capire se dobbiamo iniziare a parlare dello stupratore seriale fallito

http://www.corrispondenti.net/index.php?id=31334

Citazione
Cronaca: stupratore seriale spaventa Milano
   

Apprensione a Milano per il fallito stupro di una 32enne in un condominio della zona Cenisio. Un uomo alto circa 1.70, dalla carnagione scura e i lineamenti africani, è stato messo in fuga da un condomino accortosi di quanto stava avvenendo in un box sotto l’edificio. La vicenda ricalca per il modus operandi almeno due casi avvenuti tra novembre e dicembre e fa temere per l’opera di uno stupratore seriale.


a meno che non si tratti che di un nuovo passatempo
(consigliamo ai giornalisti di accendere il cervello prima del PC?)


http://cronacanera.myblog.it/archive/2009/12/31/africano-si-diverte-a-stuprare-donne-in-serie-a-milano.html

Citazione
31/12/2009
Africano si diverte a stuprare donne in serie a Milano

Aggredita, rapinata e costretta a subire abusi nel box di casa, prima dell'intervento di un vicino che ha messo in fuga il violentatore. Vittima una giovane di  32 anni, residente in zona Cenisio a Milano. Sulla violenza sta indagando la Squadra mobile della Questura di Milano e secondo gli investigatori non è escluso che il responsabile, un africano, sia lo stesso di due aggressioni simili tra la metà e la fine di novembre.

La giovane ieri poco dopo le 20 aveva appena parcheggiato la vettura nel box interrato della sua abitazione quando è stata aggredita da un uomo, descritto come un immigrato di origini africane, altezza 1.70. Il malvivente le ha strappato una catenina d'oro, un bracciale d'argento e la somma di cento euro, poi l'ha spinta nella sua auto, le ha sollevato il maglione e ha cominciato a baciarla.

Attirato dalla vista di uno zaino lasciato davanti al box della vittima, un vicino di casa, Francesco R. 45 anni, si è avvicinato all'auto e ha sentito la donna che gridava e batteva con violenza le mani sul vetro per chiedere aiuto. A quel punto l'aggressore è sceso dalla vettura, ha spintonato il vicino ed è scappato scavalcando la recinzione dello stabile. Il 45enne ha cercato invano di rincorrere il malvivente, poi è tornato indietro per soccorrere la giovane.
Sul posto è stato chiesto l'intervento del 113. La vittima non ha riportato lesioni ma si è rivolta al centro antiviolenze del Policlinico Mangiagalli di Milano per un aiuto psicologico.

Secondo gli inquirenti l' aggressore potrebbe essere lo stesso responsabile di due episodi a novembre, in via Pellegrino Rossi e in via Borsieri. Nel primo caso la vittima aggredita nello scantinato in casa era riuscita a scappare spegnendo il contatore della luce, mentre in via Borsieri una trentenne era stata rapinata, trascinata in un parcheggio e costretta ad un rapporto orale dal suo aggressore


NB da qs ultima cronaca emerge qualche perplessità: la signorina bateva tanto forte sul vetro della macchina che il condomino se ne è accorto solo dopo aver notato lo zainetto abbandonato??? mah....
« Ultima modifica: Dicembre 31, 2009, 13:53:23 pm da COSMOS1 »
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Re:Ancora stupri: tutti falsi!
« Risposta #36 il: Gennaio 04, 2010, 11:18:02 am »
Questo è uno stupro PRESUNTO visto che la vittima non se n'è accorta:

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_gennaio_3/ragazza-denuncia-stupro-capodanno-1602239583811.shtml

Stuprata a Capodanno,
la denuncia di una ragazza romana
Il fatto, accaduto a Viterbo, ricorda l'aggressione subita da una giovane nel 2008 durante un veglione alla Fiera

VITERBO - Una giovane romana di 24 anni ha denunciato al commissariato Flaminio Nuovo di Roma di essere stata stuprata al termine della festa di Capodanno nel Castello di Roccalvecce, una frazione di Viterbo. Lo stupro sarebbe stato compiuto da uno o più partecipanti alla festa che avrebbero approfittato del fatto che la giovane era ubriaca, sarebbero entrati nella stanza del castello in cui si era appartata e, a turno, avrebbero abusato di lei. La ragazza, nella denuncia, ha precisato che quando lo stupratore o gli stupratori sono entrati nella stanza lei era addormentata e non era in sé per il troppo alcol bevuto. Dopo aver raccolto la denuncia, gli agenti del commissariato Flaminio Nuovo hanno accompagnato la giovane all'ospedale Sant'Andrea per gli accertamenti del caso. Non si conosce l'esito delle visite cui è stata sottoposta. L'episodio ricorda quello avvenuto nella Capitale in occasione del Capodanno dello scorso anno, quando una ragazza di 25 anni fu stuprata durante un veglione alla Fiera di Roma. Il 23 gennaio 2009 il responsabile Davide Franceschini confessò lo stupro.

LA DENUNCIA - «Mi sono accorta di aver subito la violenza sessuale solo il mattino, dopo essere tornata a casa». È quanto ha dichiarato la giovane romana nella denuncia presentata agli agenti del commissariato Flaminio Nuovo di Roma. La giovane ha anche indicato i nomi di un gruppo di giovani che erano con lei alla festa di Capodanno nel Castello di Roccalvecce, vicino a Viterbo, anche se ha detto di non essere in grado di precisare chi e quanti di loro hanno partecipato allo stupro. La giovane ha aggiunto di non essersi recata da sola nella stanza appartata, ma di essere stata accompagnata dal gruppo di giovani che avrebbero abusato di lei. «Mi hanno condotto lì perchè ero stordita, credo dall'alcol» ha sottolineato. Alla domanda se ritiene che le possa essere stata somministrata qualche sostanza che potrebbe averla intorpidita, avrebbe risposto di non essere in grado di dirlo. Si è invece detta certa di aver subito la violenza sessuale a causa di alcune macchie sulla sua biancheria intima e da alcuni disturbi che avvertiva.

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Re:Ancora stupri: tutti falsi!
« Risposta #37 il: Gennaio 10, 2010, 11:39:53 am »
si, Madjak, epperò siamo proprio al paradossale, il presunto colpevole di un possibile reato si autodenuncia perchè se non lo facesse il suo silenzio potrebbe essere interpretato come segno di colpevolezza....
siamo veramente al regime del terrore...



Citazione

Presunta violenza sessuale di Capodanno - I legali del ragazzo ascoltato in procura smentiscono le notizie diffuse dai più importanti giornali e tg italiani
"Tutto falso. Non c'è stata nessuna ammissione di stupro"

"Non corrisponde assolutamente alla realtà che il nostro assistito abbia ammesso il tentativo di stupro o altre condotte che gli vengono attribuite".


E' secca smentita degli avvocati Gianluca Tognozzi e Cesare Gai, che difendono il ragazzo interrogato dalla procura viterbese il 7 gennaio, per la vicenda del presunto stupro del 31 dicembre al castello di Roccalvecce.

In una nota, i due legali si dicono stupiti e perplessi di fronte al "contenuto di notizie di stampa, anche riprese dai media e dai principali siti internet d'informazione nazionali, che hanno chiaramente frainteso, se non in molte occasioni fuorviato e totalmente stravolto, il contenuto della corretta, puntuale e analitica ricostruzione di quanto accaduto e ad oggi accertato, operata in sede di conferenza stampa dal dirigente della squadra mobile di Viterbo Fabio Zampaglione".

"Nello specifico intendiamo evidenziare come il giovane - si legge nella nota dei due legali - con l'assistenza dei difensori, si è infatti spontaneamente presentato innanzi al pm Stefano D'Arma, titolare dell'indagine, ricostruendo in modo analitico e veritiero gli avvenimenti della serata in esame, escludendo qualsivoglia contatto fisico con la vittima del presunto abuso e soprattutto ribadendo la propria volontà di tutelare, così come è auspicio della difesa, l'integrità fisica e morale della giovane suo malgrado coinvolta nell'episodio".

"Plurimi elementi a oggi raccolti hanno confermato con estrema puntualità tale ricostruzione - dicono Gai e Tognozzi - tesa a un definitivo chiarimento di vicenda a oggi erroneamente rappresentata da alcuni organi di informazione sulla scorta di notizie frammentarie e assolutamente non rispondenti a una realtà che si è contribuito definitivamente a chiarire".

Alla fine dello scritto, dopo i ringraziamenti al pm, i difensori del ragazzo richiedono "l'immediata rettifica di quanto in questo momento viene riportato dagli organi di stampa e televisivi e soprattutto il rispetto della volontà reiteratamente espressa dalla giovane ragazza di dimenticare l'accaduto, ridimensionandone la portata.

In difetto, soprattutto a tutela della giovane e del nostro assistito, non esiteremo ad adire le competenti autorità giudiziarie".
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Re:Ancora stupri: tutti falsi!
« Risposta #38 il: Gennaio 10, 2010, 11:49:06 am »
e questa notizia rinforza la precedente: la possibile accusa di stupro è talmente infamante da portare al suicidio!
Ci sono fior fiore di assassini che se la passano tranquillamente da latitanti o da ergastolani, fieri di quel che hanno fatto e pronti a rifarlo, onorati da parenti, conoscenti, compagni di cella, etc
ma un sospetto di stupro è sufficente x tentare il suicidio
mah  :hmm:

http://lanuovasardegna.gelocal.it/dettaglio/accusato-di-stupro-tenta-di-uccidersi/1824061

Citazione
Accusato di stupro tenta di uccidersi

Ha tentato di impiccarsi in campagna il ventunenne accusato da una ragazza gallurese di 16 anni di averla violentata lunedì scorso, dopo averla fatta entrare a casa con uno stratagemma. Il giovane è stato salvato dai carabinieri quando aveva già la corda al collo: ora è ricoverato in ospedale
di Stefania Puorro
OLBIA. Ha tentato di suicidarsi, il giovane ventunenne accusato di stupro da una ragazzina di 16 anni. Una presunta violenza carnale avvenuta in pieno giorno, nell’hinterland olbiese, e sulla quale il riserbo è assoluto. In un’indagine delicatissima e complicata che è solo agli inizi, ci sono per il momento due certezze. La prima: i carabinieri hanno in mano la denuncia presentata dalla minorenne nei confronti del suo presunto violentatore. La seconda: il giovane indicato dalla ragazza come il suo aggressore (avrebbe raccontato di essere stata violentata e anche picchiata) ha cercato di farla finita. Si è attorcigliato una corda attorno al collo, legata al ramo di un leccio - in aperta campagna - e si è lasciato andare.

Lo hanno salvato appena in tempo, i carabinieri. Se fosse passato un altro minuto, sarebbe morto. È infatti arrivato all’ospedale in fin di vita, trasportato con un’ambulanza del 118, poi le sue condizioni sono via via migliorate con il passare delle ore. Adesso quel giovane dovrà dare molte risposte. Dovrà raccontare la sua versione, spiegare i motivi che lo hanno spinto a tentare il suicidio. Perché nessuno, in questa fase, azzarda ipotesi.
La storia del presunto stupro è rimasta nascosta per qualche giorno.

Poi qualcuno ha saputo e ha parlato. E si è quindi accertato che esisteva realmente una denuncia presentata da una ragazza di 16 anni. È da qui che le indagini sono partite. Da quei momenti terribili che la giovane ha dovuto rivivere, raccontandoli, anche davanti ai carabinieri. Tra le righe di quella storiaccia, la sedicenne avrebbe subito fatto il nome del ragazzo che l’avrebbe stuprata. E che poi ha cercato di togliersi la vita.
La sezione operativa del reparto territoriale dei carabinieri di Olbia si muove con cautela.

Il caso di una presunta violenza sessuale è terrificante e delicato al tempo stesso e se è coinvolta una minorenne l’attenzione deve essere ancora più rigorosa e il riserbo - per la tutela della privacy - totale. Per questa ragione è quasi impossibile avere informazioni. La vicenda, seguita dal pubblico ministero della procura di Sassari Maria Grazia Genoese, è tutta da chiarire, si limitano a dire gli investigatori. E per il momento non sarebbe stato emesso nessun provvedimento nei confronti del presunto stupratore.

Un’altra certezza è comunque venuta alla luce, in questa vicenda. In un primo momento si pensava che il presunto stupro fosse avvenuto nella serata del 6 gennaio. Poi, in realtà, è emerso che i fatti risalgono al mattino dello scorso 4 gennaio e, quello stesso giorno, è stata presentata la denuncia.

La giovane di 16 anni, in base alle notizie raccolte, sarebbe stata chiamata al telefono con una banale scusa dal suo presunto violentatore. Non era uno sconosciuto. Fino a quel momento era stato per lei un amico come tanti altri. Il quale però, sempre secondo il suo racconto, le avrebbe teso una trappola invitandola a casa sua e dicendole che l’avrebbe aspettata insieme con la sua fidanzata. Avrebbe poi aggiunto che doveva consegnarle un biglietto, senza però anticiparle il contenuto.

La ragazza, dunque, non pensando a nulla di male e forse anche incuriosita da quel biglietto di cui le aveva parlato l’amico, si sarebbe presentata con tranquillità alla sua porta attorno alle 11. E solo una volta entrata, si sarebbe accorta che in casa non c’era nessun altro. Dopo questi particolari, il buio, il silenzio. Su un presunto stupro che è tutto da ricostruire. I carabinieri ribadiscono che le indagini sono in corso e non aggiungono altro. Devono infatti stabilire che cosa sia successo esattamente in quell’appartamento. Partendo dal racconto della ragazza che ha ripetuto di essere stata violentata e anche picchiata. Ma riascoltando anche quello che avrà da dire il giovane su quanto avvenuto a casa sua.

A notare la sedicenne spaventata e in stato confusionale nella tarda mattina di lunedì, a pochi metri da una piazzetta, sarebbero stati alcuni passanti. Che hanno subito chiesto l’intervento dei carabinieri. A loro la ragazzina, accompagnata dai suoi genitori, ha presentato senza tentennamenti la denuncia.
È ancora in ospedale, la giovane. Seguita da psicologi e da neuropsichiatri. E sicuramente non verrà dimessa prima della prossima settimana. I carabinieri impediscono a chiunque di avvicinarsi. Possono stare con lei soltanto i suoi genitori.
(09 gennaio 2010)
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Re:Ancora stupri: tutti falsi!
« Risposta #39 il: Gennaio 10, 2010, 11:53:19 am »
che bello! giustizia è fatta!
mah...
potete prendere uno a bastonate, chiuderlo nel bagagliaio della macchina, derubarlo, quasi ammazzarlo, e con la condizionale siete liberi il giorno dopo
ma se appena sfiorate la fidanzata vi fate 16 (sedici) anni di galera...
mah ...  :hmm:

http://www.ilgiornale.it/roma/gli_stupratori_ora_scontino_carcere/09-01-2010/articolo-id=412480-page=0-comments=1

Citazione
«Gli stupratori ora scontino il carcere»
di Tiziana Paolocci

Il timore era quello di un’altra sentenza mite, come quella per lo stupro della Caffarella. Invece ieri la giustizia ha fatto il suo corso. I quattro violentatori di Guidonia dovranno scontare sedici anni di carcere per aver violentato a turno una giovane di 21 anni, dopo aver malmenato e rinchiuso nel bagagliaio della sua auto il fidanzato di 24.
Il primo a brindare alla decisione del gup del tribunale di Tivoli Elvira Tamburelli è stato il sindaco Gianni Alemanno, che ha parlato di «segnale importante di fermezza e certezza della pena». Sulla stessa linea anche il primo cittadino di Guidonia Eligio Rubeis: «È una sentenza giusta e doverosa, decisioni del genere servono non soltanto a punire chi davvero si è macchiato di tali delitti ma anche a dare un segnale che non c’è impunità». «Questo non potrà certo restituire completamente serenità alla famiglia dei ragazzi - ha aggiunto - ma per la politica, impegnata a fare tutto il possibile per garantire sicurezza, il fatto che giustizia una volta tanto si sia espressa in maniera abbastanza veloce e con una condanna giusta è motivo di soddisfazione».
Al coro di consensi si è unita anche la voce di Laura Allegrini del Pdl, relatrice del ddl sulla violenza sessuale al Senato. «Speriamo che tale sentenza divenga definitiva e che la pena sia scontata per intero - ha spiegato -. Con il Governo e in Parlamento stiamo lavorando per prevenire questo tipo di reati e per inasprire le pene». Lo stesso si augura la deputata Barbara Saltamartini, responsabile delle Pari opportunità del Pdl: «In questo caso la giustizia ha saputo funzionare in modo corretto ora, anche alla luce della nuova normativa approvata in Parlamento che esclude benefici premiali per chi si macchia di reati a sfondo sessuale, mi auguro che questa condanna venga eseguita senza sconti inopportuni». «Mai e poi mai - è intervenuto anche Fabio Sabbatani Schiuma, coordinatore regionale del Movimento per l’Italia con Daniela Santanchè - vorremmo che la vittima di questo orribile e violento stupro, il suo fidanzato picchiato, o i loro familiari, debbano rivedere tra una decina di anni questi delinquenti, magari a spasso per Guidonia. Resta di fatto un’ingiustizia che la collettività debba pagare il loro soggiorno nei nostri istituti penitenziari: meglio il carcere duro in Romania».
« Ultima modifica: Febbraio 27, 2010, 18:27:57 pm da COSMOS1 »
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Re:Ancora stupri: tutti falsi!
« Risposta #40 il: Gennaio 10, 2010, 12:10:34 pm »
1 stiamo a vedere se è vero davvero
2 che due minorenni attendano una ragazzina +/- della loro età x violentarla, mi fa pensare che ci sia qualche grosso problema educativo. Soprattutto nell'era della liberazione sessuale. Che un disoccupato, magari disabile, magari alcolizzato, non trovi nessuna che fa sesso con lui ci può stare. Ma che due ragazzini non riescano a gestire altrimenti la loro sessualità è molto stupefacente. Anche se il tutto si dovesse dimostrare una caricatura, il solo fatto che l'accusa abbia potuto essere presa in considerazione è stupefacente
3 certo che se la polizia di Palermo dedicasse alla mafia, al pizzo, agli omicidi, al traffico di droga, tutto l'impegno che sembra aver dimostrato per questo ipotetico stupro, certo Palermo sarebbe ormai mafia free ...  :cool:


http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=136611

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La ragazza violentata ha 14 anni
Due minorenni arrestati per stupro


Con l'accusa di violenza sessuale di gruppo la Polizia ha arrestato a Palermo due minorenni. Le indagini, che hanno portato all'odierna ordinanza di custodia cautelare, sono scattate dopo la denuncia da parte della madre della vittima, una ragazzina di 14 anni.
 


La Polizia ha condotto le indagini

Palermo

Con l'accusa di violenza sessuale di gruppo la Polizia ha arrestato a Palermo due minorenni. Le indagini, che hanno portato all'odierna ordinanza di custodia
cautelare, sono scattate dopo la denuncia da parte della madre della vittima, una ragazzina di 14 anni. La giovane ha raccontato di essere stata avvicinata, mentre cammniava per strada, da un ragazzo del suo stesso quartiere, che conosceva solo per nome e che con una scusa si era offerto di farle compagnia. Durante il tragitto, pero', il giovane l'avrebbe portata in un vicolo isolato, dove ad attenderlo c'erano
altri due ragazzi e li' avrebbero costretto la ragazza a compiere atti sessuali.

Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Claudia Caramanna della Procura dei Minori, sono state lunghe e laboriose poiche' la ragazza conosceva i suoi carnefici solo per nome. Sono state effettuate estenuanti ricerche negli uffici anagrafici periferici con
la raccolta di numerose fotografie che sono state fatte visionare alla 14enne. Gli agenti, inoltre, hanno effettuato diversi servizi di osservazione dai tetti di alcuni edifici pubblici nei pressi dei luoghi abitualmente frequentati dai giovani. E' stato proprio durante uno di questi appostamenti che la Polizia e' riuscita a identificare uno degli indagati.

 
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Re:Ancora stupri: tutti falsi!
« Risposta #41 il: Gennaio 11, 2010, 19:41:32 pm »
il mondo è pieno di delinquenti, sembrano gongolare quelli del Giornale, ve l'avevamo detto!
 :hmm:
strano questo episodio ...

http://www.ilgiornale.it/milano/stuprata_sotto_casa_sconosciuti/11-01-2010/articolo-id=412961-page=0-comments=1

Citazione
Stuprata sotto casa da sconosciuti

di Enrico Silvestri

A Milano una ragazza di 33 anni è stata violentata all'alba dopo una notte trascorsa con alcuni amici. Le indagini si prosapettano tutt'altro che facili
Milano - Dopo una serata passata con gli amici, era rientrata a casa, aveva parcheggiato l’auto in strada ed era entrata in giardino. E qui è iniziato l’incubo. Ad attenderla due uomini che l’hanno assalita come due predatori, la faccia a terra, una mano sulla bocca per impedirle di gridare, poi la violenza. Infine la fuga con la borsetta della vittima. La povera ragazza ha chiamato la madre che l’ha accompagnata alla clinica Mangiagalli dove i medici hanno confermato lo stupro. Mentre la Mobile ha iniziato le indagini. Tutt’altro che facili: la giovane donna non ha visto in faccia i suoi aggressori.

La violenza si è consumata nel giro di pochi minuti a Sesto San Giovanni, nel quartiere popolare a ridosso del cimitero nuovo. Un insieme di isolati di edilizia popolare, molti abbelliti da un giardinetto interno con panchine e lampioni. Quasi sempre spenti purtroppo. La ragazza, 33 anni, ha passato il sabato sera fuori ed è rientrata un po’ tardi. Difficile anche stabilire l’ora esatta dello stupro: la vittima è in un forte stato confusionale e ricorda poco e male quel che le è capitato. Di sicuro parcheggia l’auto in strada e supera la recinzione che immette nel parchetto interno. Non ci sono cancelli, gli accessi sono più di uno e comunque la cancellata e bassa e si salta con un niente.

Fatti pochi metri dal buio escono due ombre che si gettano sulla ragazza. Presa alle spalle non ha modo di reagire e sembra neppure di vedere gli aggressori. Più tardi non saprà dire com’erano vestiti, se erano alti o bassi, giovani o vecchi. Le loro intenzioni sono però chiare. Mani dappertutto, iniziano a spogliarla. Lei caccia un urlo con quanto fiato ha in gola, poi una mano sulla bocca le impedisce di continuare. E così, mentre il primo la blocca, tenendole giù la testa, l’altro sfoga i suoi bestiali istinti. Poi i due mascalzoni si scambiano i ruoli.

La ragazza rimane a terra confusa, ammaccata, umiliata. I due predatori fuggono, non senza prima aver afferrato la borsetta. Dentro pochi spiccioli, una cinquantina di euro e forse anche il cellulare. La polizia non lo precisa, si sa però che questo furto è molto frequente. Ma anche che è un elemento che spesso ha portato a buoni frutti: seguendo le tracce elettroniche in parecchi casi gli investigatori sono arrivati agli stupratori.

Alla vittima non rimane che salire in casa e chiedere aiuto alla madre. La donna chiama il 118 e segue la figlia alla Mangiagalli. Intervengono i poliziotti delle volanti e quelli della squadra mobile, la ragazza fornisce un sommario racconto dell’aggressione quindi si affida ai medici che le prestano le prime cure. In particolare, per mesi, dovrà sottoporsi a visite periodiche per escludere l’eventualità di aver contratto qualche malattia.

Domenica mattina è già negli uffici della sezione «fasce deboli». Viene sentita a lungo, ma non riesce ad aggiungere particolari utili all’identificazione dei suoi aggressori: non sa neppure precisare se sono italiani o stranieri. Individuarli sarà un’impresa anche perché in zona non ci sono telecamere.
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Re:Ancora stupri: tutti falsi!
« Risposta #42 il: Gennaio 11, 2010, 19:50:39 pm »
chissà, forse se ci si mette la Chiesa, la galera per lo stupro inventato si riesce ad evitare
forse non basta la testimonianza di lei
forse, chissà, qualche altra prova ci vuole...
ma non è detto  :(

NB x quelli del giornale evidentemente ci sono due pesi e due misure: processi rapidi e regolari per i preti, castrazione per gli extracomunitari ...

http://www.ilgiornale.it/interni/la_diocesi_imperia_contro_pm_quel_prete_e_cella_senza_prove/11-01-2010/articolo-id=412867-page=0-comments=1

Citazione
La diocesi di Imperia contro i pm: quel prete è in cella senza prove

di Diego Pistacchi

Savona

Un parroco messo in galera sulla base della sola «testimonianza di una minore, che sembrerebbe provenire da un contesto familiare noto e difficile, nel quale spesso, a detta di parecchi esperti della psichiatria infantile, ci si potrebbe convincere che sia vera una pura fantasia». Un sacerdote «che sembra essere condannato di un reato infamante, prima ancora che le indagini siano terminate e che un rinvio a giudizio e un processo penale siano stati celebrati sul suo conto». Poi, «titoli strillati a mo’ di sentenze con rito accelerato». La critica del sensazionalismo e dei processi mediatici è senza mezzi termini. Durissima l’accusa nei confronti della Procura della Repubblica e dei suoi metodi. E arriva dalla Chiesa, dalla Curia di Albenga-Imperia. Non nel corso di una predica dall’altare, ma attraverso una ferma e ragionata presa di posizione a mezzo stampa. Con un articolo sull’edizione domenicale di Avvenire, sulla pagina diocesana.
Ora basta, sembra dire la Curia. Don Luciano Massaferro, parroco di Alassio, si trova in carcere da due settimane. L’accusa è violenza sessuale, perché un’undicenne, che frequenta il catechismo e la parrocchia, ha raccontato a una psicologa dell’ospedale Gaslini di Genova di essere stata molestata sessualmente in almeno tre occasioni. Per la legge non esiste più la distinzione tra le molestie e lo stupro, tutto rientra nel reato di violenza sessuale. E su questa base è stato chiesto e ottenuto l’arresto in carcere per il don. «Abbiamo letto di una Procura della Repubblica che ha predisposto il fascicolo delle indagini senza aver ascoltato a oggi neppure una volta chi del sacerdote potesse conoscere, giorno dopo giorno, non solo la sua crescita spirituale ma anche le ragioni della sua vocazione», attacca la Diocesi ligure.
E le modalità dell’arresto avevano d’altra parte già destato stupore. Una decina di poliziotti, pur comportandosi in maniera quantomai professionale e rispettosa, avevano eseguito la perquisizione in chiesa e nei locali a disposizione del sacerdote, avevano sequestrato il computer del parroco dal quale peraltro non è emerso alcunché. Dopo due settimane però i magistrati sembrano convinti che don Luciano possa ancora inquinare le «prove» o ripetere il reato. Perché dopo due interrogatori durante i quali il sacerdote ha risposto a tutte le domande, è stata respinta la richiesta di scarcerazione. Al terzo tentativo, quando i magistrati hanno cercato di interrogare ancora una volta il parroco di Alassio, l’avvocato Mauro Ronco, presidente del consiglio dell’ordine di Torino, e il collega Alessandro Chirivì hanno suggerito al suo assistito di non rispondere più alle stesse domande. Ora, in settimana, toccherà al tribunale del riesame, cui è stata presentata la richiesta di scarcerazione del sacerdote, decidere se sia davvero ancora necessario lasciare don Luciano rinchiuso in una cella o siano venuti meno gli unici motivi per i quali una persona può essere imprigionata.
La comunità cattolica di Alassio, la stessa Curia non hanno subito reagito in modo scomposto. Fin dalla notizia dell’arresto hanno ribadito la loro fiducia nel parroco, hanno organizzato preghiere e veglie di solidarietà per aiutarlo a superare questi momenti. Ora hanno deciso di rompere gli indugi: «Siamo stati bombardati da più parti, come un carosello pubblicitario», sbotta la chiesa locale sulle pagine di Avvenire. «In tutto questo contesto, una sola ci pare la vera notizia - osserva il quotidiano cattolico -, forse antipatica e fastidiosa per qualcuno: un’intera comunità cristiana, fatta non solo di sacerdoti e suore ma anche di laici impegnati e ai margini, è uscita fuori forte e determinata nella solidarietà, e che, fino a prova contraria, stando agli elementi emersi, non solo non può condannare il sacerdote ma pure prega con carità cristiana per lui e per il disagio della minore». Le condanne preventive le lasciano ad altri.
« Ultima modifica: Gennaio 11, 2010, 20:23:09 pm da COSMOS1 »
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Re:Ancora stupri: tutti falsi!
« Risposta #43 il: Gennaio 11, 2010, 20:20:54 pm »
cvd
 :crybaby:
LO GIURO: NON AVEVO LETTO IL PEZZO CHE RIPORTO DELLE FRIGIDE A SUD

evidentemente: basta che lei dica di essere stata stuprata, e le prove non servono più!

http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2010/01/12/chi-difende-il-prete-arrestato-per-pedofilia

Citazione
12.01.10
Chi difende il prete arrestato per pedofilia?

Post in Corpi & Pensatoio & Omicidi sociali at 07:44 :: 點閱次數 (44)

Analizziamo un articolo del Corriere a proposito del prete arrestato per atti di pedofilia su una ragazzina di 11 anni. Lo mettiamo a confronto con un articolo de L'espresso a proposito di un'altra accusa di stupro nei confronti di un medico su una sua paziente. Poi rimettiamo tutto a confronto con una recensione del documentario Sex crime and the Vatican. Infine citiamo alcuni concetti che i maschilisti, teorici della depenalizzazione dello stupro, espongono quando parlano di "falsi abusi".

Non c'è dato sapere ovviamente cosa sia successo e cosa no
. Ci interessa semplicemente analizzare concetti che vengono correntemente usati dentro e fuori le aule dei tribunali per smentire donne e bambine quando denunciano uno stupro. Donne e bambine che sono sempre, decisamente, considerate bugiarde, suggestionabili, manipolate da terzi per vendetta o esse stesse vendicative.

Il corriere dice a proposito del prete arrestato che la Diocesi dichiara dei pm che avrebbero creduto a quelle che loro hanno deciso essere le "fantasie" di una ragazzina. La comunità cattolica è con lui e si prepara ad una veglia in preghiera. Il gip però ha rifiutato di scarcerarlo e allora è intervenuto l'Avvenire ad accusare pesantemente i magistrati.

Il processo si deve ancora fare ma fuori è iniziata la battaglia mediatica. Prima mossa dunque è quella di compromettere la credibilità della vittima. Di lei la Curia dice che potrebbe essersi inventata tutto. Nonostante la procura abbia fatto un mese e mezzo di indagini prima di procedere all'arresto, non come si fa con i romeni che si acchiappano il minuto dopo che viene denunciato uno stupro, la Curia lamenta che la procura non ha ascoltato chi avesse conoscenza della "crescita spirituale del sacerdote".

Dichiarano perciò, con grande uplomb, che la ragazzina proverrebbe da un contesto familiare "noto e difficile" e dopo aver detto di lei che è nè più e nè meno che una bugiarda da psichiatrizzare dichiarano di pregare cristianamente per il prete e "per il disagio della minore".

Il sindaco della cittadina (del pdl ovvero del partito dell'amore) insiste anch'esso sul concetto che "tutto si basa sulle parole di una bambina facilmente suggestionabile" e auspica che "per sbattere un sacerdote in carcere (...) ci vorrebbe qualcosa di più".

L'opinione certamente stride con chi sostiene che per sbattere in galera un romeno, per esempio, basterebbe anche "qualcosa di meno". In ogni caso sottolineiamo la vicinanza di questo sindaco, come già fu per quello di montalto di castro (del pd), ad una persona accusata di violenza invece che alla ragazzina che quella violenza dice di averla subita.

Tra fiaccolate e preghiere del paese il sindaco ci fa sapere che intitolerà strade a vittime di "ingiustizie" immaginando forse che la testimonianza di una ragazzina che denuncia una violenza possa essere paragonabile a quella di un pentito che la destra sostiene essere manipolabile. Manca solo che dicano che la ragazzina sia pagata dai comunisti per fare un danno alla chiesa ed è fatta.

Dicevamo di queste analogie rintracciate in un vecchio articolo dell'espresso a proposito di una accusa per stupro commesso da un medico ai danni di una paziente. Anche in quel caso si infierì abbondantemente sulle condizioni psicologiche della denunciante e si disse che era parecchio suggestionabile (pazza, pazza, pazza).

La recensione del documentario Sex Crime and the Vatican sostiene invece come d'altronde vari siti che parlano di lotta alla pedofilia, che i minori possono subire abusi proprio in virtù della loro suggestionabilità, dove la fragilità diventa un modo per chi commette abusi di ritenere che la violenza possa essere attuata senza conseguenze.

Infine i concetti dei maschilisti che teorizzano i falsi abusi:

Ritengono che le donne o le bambine non dicano mai la verità. Sostengono che le bambine siano suggestionabili e che inventino accuse stimolate da adulti. Sostengono anch'essi che per accusare un uomo di violenza sia necessario qualcos'altro a parte la testimonianza della vittima. La sola testimonianza per loro non è sufficiente.

Così: immaginate una violenza che si svolge in un contesto privato dove le uniche persone presenti siete voi e i vostri violentatori. I vostri stupratori sanno che in caso di denuncia è la vostra parola contro la loro e in quel caso tutto si misura sul piano della credibilità personale.

La vostra vita viene fatta a pezzi, voi siete sotto processo, loro no. Voi dovrete dimostrare di essere state stuprate mentre loro si godranno lo spettacolo e applaudiranno alla fine quando saranno premiati con una assoluzione.

Questo accade in molti casi. Tranne, forse, e giusto perchè siamo in un tempo razzista, quando denunciate uno stupro commesso da uno straniero. In quel caso la vostra parola vale oro. Nessuno metterà in dubbio la vostra testimonianza e di lui si dirà che è un mostro, che sia vero oppure no.

In entrambi i casi, donne e bambine sono usate, mai realmente credute, mai realmente al traguardo di un nuovo momento in cui poter finalmente far valere i propri diritti e poter rivendicare la dignità di denunciare chi ci stupra sapendo che la nostra parola vale sempre perchè chi ci stupra non dirà mai la verità, perchè chi ci stupra negherà sempre per sottrarsi alle sue responsabilità.  




NB sono le 20.20 dell'11.01.2010, ma il pezzo è datato 12.01.2010... a quanto pare anche il calendario è manipolabile!
« Ultima modifica: Gennaio 11, 2010, 20:24:07 pm da COSMOS1 »
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Re:Ancora stupri: tutti falsi!
« Risposta #44 il: Gennaio 12, 2010, 01:04:27 am »
La parte finale dell'articolo dovrebbe essere scritta così:

Citazione da: /

Così: immaginate una falsa accusa di violenza che si svolge in un contesto privato dove le uniche persone presenti siete voi e la vostra accusatrice. La vostra accusatrice sa che in caso di denuncia è la sua parola contro la vostra e in quel caso tutto NON si misura sul piano della credibilità personale: la sua accusa e' gia' una PROVA

La vostra vita viene fatta a pezzi, voi siete sotto processo, lei no. Voi dovrete dimostrare di non essere stati a stuprare mentre loro si godranno lo spettacolo e applaudiranno alla fine quando saranno premiate con una vostra condanna.

"Sì, sull’orlo del baratro ha capito la cosa più importante" - "Ah sì? E cosa ha capito?" - "Che vola solo chi osa farlo"