Autore Topic: Serial killer sommersi dalle lettere d’amore delle ammiratrici  (Letto 6663 volte)

Offline Jason

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Re:Serial killer sommersi dalle lettere d’amore delle ammiratrici
« Risposta #90 il: Giugno 22, 2021, 20:14:11 pm »
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L'indole femminile e' la stessa ovunque, in ogni epoca e in ogni luogo. Noi questo lo ripetiamo,

Lo ripeti e io continuo a dire che non sono d'accordo e che quella che tu chiami "indole" sono comportamenti acquisiti.
Fritz renditi conto che continuare a dire "eh ma le donne sono così opportuniste , impulsive ed emotive di base ovunque e comunque" non fa altro che fornire giustificativi ad infanticidi ed uxoricidi* .

Se per te le donne sono così e basta e chiunque non sia d'accordo è un bluepillato allora tutti i discorsi , analisi e proposte fatte qui nel forum per combattere il sistema femminista che tende da anni a giustificare chi spedisce i padri separati sotto i ponti ed ammazza i mariti, non hanno nemmeno senso di esistere .

Vuoi responsabilizzare le donne ?  Per te sono persone o no ?

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ma voi invece avete sempre 'sta tendenza a dire che l'erba del vicino e' sempre piu' verde ...

Asserire che ci sono differenze culturali e caratteriale fra le donne di ogni paese non significa lamentarsi dell'erba del vicino .

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Ma la spagnola media e' una donna in genere cattolica, molto religiosa

MA cattolica dove ? Forse 30 anni fa, ora lo sono solo di facciata, e non da un anno a sta parte ma da DECENNI . MA pensi che basta avere una "impronta" cattolica - che poi è scomparsa da anni - per sostenere che le spagnole sono migliori di altre ?

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dove nei pub ho assistito a scene che a te e Vicus farebbero venire il vomito, che manco nel peggiore dei festini Erasmus a base di droga e alcol.

Scene presenti da ANNI nelle discoteche italiane. Eh ma qui c'è la "cultura cattolica"  :huh:

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Hanno semplicemente meno scrupoli e meno freni, sono piu' calcolatrici ma dinuovo, tienilo a mente: le donne sono le stesse ovunque, in ogni epoca e in ogni luogo.

E torno a ribadire di non essere d'accordo e che non si possono negare differenze caratteriali e culturali .
«La folla che oggi lincia un nero accusato di stupro presto lincerà bianchi sospettati di un crimine».
Theodore Roosvelt, Presidente degli Stati Uniti d’America

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Re:Serial killer sommersi dalle lettere d’amore delle ammiratrici
« Risposta #91 il: Giugno 23, 2021, 18:00:46 pm »
Jason
Citazione
Lo ripeti e io continuo a dire che non sono d'accordo e che quella che tu chiami "indole" sono comportamenti acquisiti.

Decenni fa c'era chi portava avanti le stesse tesi.
Peccato che la realtà sia ben diversa da quella teorizzata dai sostenitori della tabula rasa.

Citazione
Gli istinti non creano costumi; i costumi creano istinti: i presunti istinti degli esseri umani, infatti, sono sempre appresi, mai originari.
ELLSWORTH FARIS (1927)

I fenomeni culturali non sono sotto nessun aspetto ereditari, ma tipicamente e senza eccezione acquisiti.
GEORGE MURDOCK (1932)

L'uomo non ha natura; quello che ha è storia.
JOSE' ORTEGA Y GASSET (1935)

Con l'eccezione delle reazioni istintoidi degli infanti a repentine sottrazioni del sostegno e forti rumori improvvisi, l'essere umano è del tutto privo di istinti. L'uomo è uomo perché non ha istinti; perché tutto ciò che è ed è divenuto l'ha appreso, acquisito, dalla sua cultura, dalla parte dell'ambiente prodotta dall'uomo, da altri esseri umani.
ASHLEY MONTAGU (1973)

Si è costretti a concludere che la natura umana è incredibilmente malleabile, tale da adattarsi infallantemente, con aspetti contrastanti, a condizioni culturali in contrasto.
MARGARET MEAD (1935)

Gran parte di quella che è comunemente detta "natura umana" è meramente cultura passata per un setaccio di nervi, ghiandole, organi sensoriali, muscoli, ecc.
LESLIE WHITE (1949)

Le nostre idee, i nostri valori, i nostri atti, perfino le nostre emozioni sono, come lo stesso nostro sistema nervoso, prodotti culturali fabbricati usando tendenze, capacità e disposizioni con cui siamo nati, ma ciò non di meno fabbricati.
CLIFFORD GEERTZ (1973)


https://www.ted.com/talks/steven_pinker_chalks_it_up_to_the_blank_slate/transcript?language=it

Steven Pinker

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Un anno fa, vi parlai di un libro che ero in procinto di completare. Nel frattempo è uscito, e oggi vorrei parlarvi di alcune delle controversie che ha sollevato. Il titolo del libro è "Tabula Rasa," dall'idea diffusa che la mente umana sia una lavagna vuota, e che tutta la sua struttura sorga da socialità, cultura, esperienza, influenza familiare. L'idea della "tabula rasa" ha avuto molto successo nel XX secolo. Ecco alcune citazioni che lo dimostrano: "L'uomo non ha natura," secondo lo storico Jose Ortega y Gasset; "L'uomo non ha istinti" secondo l'antropologo Ashley Montagu; "Il cervello umano è capace di tutti i comportamenti e predisposto a nessuno," secondo lo scienziato Stephen Jay Gould.


00:53
Ma molte ragioni fanno dubitare che la mente umana sia una tabula rasa, e alcune vengono dal semplice buon senso. Come molte persone mi han detto nel corso degli anni, chiunque abbia avuto più di un figlio sa che i figli vengono al mondo con certi talenti e temperamenti; non tutto viene da fuori. E chiunque abbia un figlio ed un animale avrà notato che il bambino, esposto al parlato, acquisterà abilità linguistiche umane, mentre l'animale no, si presume a causa di differenze innate tra loro. E chiunque abbia vissuto una relazione eterosessuale sa che le menti di uomini e donne non sono indistinguibili. Penso inoltre che emergano sempre più prove dagli studi scientifici sugli umani che, in realtà, non siamo tabule rase. Una di queste viene dall'antropologia, lo studio degli universali umani. Se avete mai studiato antropologia, sapete che è una... piacevole occupazione degli antropologi quella di mostrare quanto strane possano essere le altre culture, e che ci siano altri posti là fuori dove, si suppone, tutto funziona all'opposto. Ma se invece osserviamo i tratti comuni alle varie culture mondiali, trovate un set enormemente ricco di comportamenti, emozioni, modi di concepire il mondo riscontrabile in tutte le 6000 e passa culture del mondo. L'antropologo Donald Brown ha provato ad elencarle tutte, e spaziano dall'estetica, affetto, status di anzianità svezzamento, armi, condizioni atmosferiche, tentativi di controllo, il colore bianco ed una visione del mondo.


02:34
Inoltre, la genetica e le neuroscienze stanno mostrando sempre più che il cervello è strutturato in modo intricato. Questo è un recente studio del neurobiologo Paul Thompson e colleghi in cui, usando la Risonanza Magnetica, è stata misurata la distribuzione della materia grigia, ossia lo strato superiore della corteccia, in un largo campione di coppie di popolazione. Hanno poi "codificato" le correlazioni nello spessore della materia grigia in parti diverse del cervello usando un schema a falsi colori, nel quale "nessuna differenza" è codificato come viola, ed ogni altro colore indica una correlazione statisticamente significativa. Beh, ecco quello che avviene quando accoppi le persone a caso. Per definizione, due persone prese a caso non possono avere correlazioni nella distribuzione della materia grigia nella corteccia. Ecco cosa succede nelle persone che condividono metà del proprio DNA - i gemelli fraterni. Come potete vedere, grandi porzioni di cervello non sono viola, mostrando che se una persona ha un pezzo più spesso di corteccia in quella regione, anche il suo gemello fraterno ce l'ha. Ecco cosa succede se prendete due persone che condividono tutto il loro DNA, cioè i cloni, o gemelli identici. Potete vedere enormi porzioni di corteccia che presentano massiccie correlazioni nella distribuzione della materia grigia.


03:56
Ora, queste non sono solo differenze anatomiche, come la forma dei vostri lobi, ma hanno anche conseguenze nel pensiero e nel comportamento, ben illustrati nella vignetta di Charles Addams: "Separati alla nascita, i gemelli Mallifert si incontrano accidentalmente." Come potete vedere, ci sono due inventori con due oggetti identici sulle ginocchia, e si incontrano nell'anticamera di un funzionario dell'Ufficio Brevetti. E il fumetto non è poi una gran esagerazione, perché studi sui gemelli identici separati alla nascita e poi testati nell'età adulta confermano le loro impressionanti somiglianze. E succede in ogni coppia di gemelli identici separati alla nascita mai studiati, ma molto meno sui gemelli fraterni separati alla nascita. Il mio esempio preferito è una coppia di gemelli, uno dei quali ricevette un'educazione cattolica in una famiglia nazista tedesca, l'altro invece crebbe in una famiglia ebrea in Trinidad. Quando entrarono nel laboratorio in Minnesota, indossavano magliette da marinaio identiche, con le spalline, a entrambi piaceva inzuppare le fette imburrate nel caffè, entrambi indossavano braccialetti di gomma, entrambi tiravano lo sciacquone sia prima che dopo, e a entrambi piaceva sorprendere la gente facendola sobbalzare con un forte starnuto negli ascensori affollati. Ora, questa storia sembra troppo bella per essere vera, ma quando fate eseguire batterie di test psicologici, ottienete gli stessi risultati - ovvero, gemelli identici separati alla nascita mostrano somiglianze davvero sorprendenti.


05:30
Ora, dato che sia il buon senso sia i dati scientifici incrinano la dottrina della tabula rasa, perché avrebbe dovuto avere tanto successo? Beh, ci sono diverse ragioni per cui le persone l'hanno trovata tanto congeniale. La principale è che, se siamo tabule rase, allora, per definizione, siamo uguali, perché zero uguale a zero uguale a zero. Se invece qualcosa è scritto in partenza, allora alcune persone avrebbero diritto ad avere più di altre, e questo, seguendo la linea di pensiero, giustificherebbe discriminazione e disuguaglianza.


05:59
Un'altra paura politica della natura umana è che, se siamo tabule rase, possiamo perfezionare l'umanità: è l'antico sogno di perfezionare la nostra specie attraverso l'ingegneria sociale attraverso l'ingegneria sociale. Se invece certi istinti sono congeniti, allora forse alcuni di essi potrebbero condannarci ad egoismo, pregiudizi e violenza. Beh, nel libro sostengo che questi siano dei non sequitur. Per farla breve: prima di tutto, il concetto di equità non coincide col concetto di identità. Quando Thomas Jefferson ha scritto, nella Dichiarazione di Indipendenza: "Noi consideriamo le seguenti Verità evidenti di per sé, che tutti gli uomini sono creati uguali," non intendeva "evidenti di per sé, che tutti gli uomini sono cloni," Piuttosto, che tutti gli uomini sono uguali quanto ai loro diritti e che ogni persona dovrebbe essere trattata come un individuo, senza subire pregiudizi sulle statistiche dei particolari gruppi al quale potrebbe appartenere. Inoltre, anche se fossimo nati con certi ignobili moventi, questi non portano automaticamente ad un comportamento ignobile. Questo perché la mente umana è un sistema complesso, con molte parti, ed alcune di loro possono inibirne altre. Per esempio, ci sono ottime ragioni per credere che virtualmente tutti gli umani siano dotati di un senso morale, e che abbiamo abilità cognitive che ci permettono di imparare dalle lezioni della Storia. Perciò, anche se gli umani avessero impulsi di egoismo o avidità, dentro la loro testa c'è anche dell'altro, e ci sono altre parti della mente che possono contrastarle.


07:32
Nel libro, io analizzo altre controversie simili, e molte altre "questioni scottanti", zone calde, Chernobyls, campi minati, e così via, tra cui le arti, la clonazione, il crimine, il libero arbitrio, l'istruzione, l'evoluzione, le differenze di genere, Dio, l'omosessualità, l'infanticidio, la diseguaglianza, il Marxismo, la moralità, il Nazismo, la storia familiare, la politica, la razza, la religione, il consumo di risorse, l'ingegneria sociale, il rischio tecnologico e la guerra. E neanche a dirlo, ci sono certi rischi ad affrontare questi soggetti. Quando scrissi una prima bozza del libro, la feci circolare tra i colleghi per ricevere dei commenti, ed ecco alcune delle reazioni che ottenni: "Meglio mettere una videocamera di vigilanza in casa." "Non aspettarti altri premi, offerte di lavoro o titoli scolastici prestigiosi." "Dì all'editore di non indicare la città dove vivi, nella biografia." "Sei a fine carriera?" (Risate)


08:33
Beh, il libro è uscito ad Ottobre, e niente di terribile è avvenuto. Per la verità, io avevo davvero motivi di essere nervoso, e c'erano momenti in cui lo ero, conoscendo la storia di quello che è successo alle persone che hanno assunto posizioni controverse o scoperto verità inquietanti nelle scienze comportamentali. Ci sono molti casi, e alcuni li tratto nel libro, di persone diffamate, chiamate Naziste, aggredite fisicamente, minacciate legalmente, per essere incappate o aver discusso di scoperte controverse. E non puoi mai sapere quando finirai dentro una di queste trappole. Il mio esempio preferito è una coppia di psicologi che ha svolto una ricerca sui mancini, ed ha pubblicato alcuni dati mostrando che, in media, i mancini sono più inclini alle malattie, agli incidenti ed hanno una vita più corta. Per inciso, non è ancora chiaro, da allora, se questa sia una generalizzazione accurata, ma i dati dell'epoca sembravano sostenere tale tesi. Beh, molto presto vennero sommersi di lettere infuocate, minacce di morte, silenzio stampa su molti giornali scientifici, provenienti da mancini arrabbiati e dai loro sostenitori, e il pensiero di aprire la posta li terrorizzava, a causa del veleno e della collera che avevano loro malgrado scatenato.


10:04
Beh, "la notte è giovane", ma il libro è uscito da ormai sei mesi, e ancora niente di terribile è avvenuto. Nessuna delle conseguenze professionali temute si è avverata: non sono stato espulso da Cambridge. Ma ciò di cui volevo parlare sono i due "punti caldi" che hanno sollevato la reazione più forte nelle ottanta e più recensioni che "Tabula Rasa" ha ricevuto. Farò una lista di qualche secondo, e vediamo se indovinate quali due - direi che probabilmente due di questi argomenti hanno ispirato il 90 per cento delle reazioni delle varie recensioni ed interviste radio. Non è la violenza o la guerra, la razza, il genere Marxismo o Nazismo. Sono l'arte e la storia familiare. (Risate) Lasciate che vi dica cosa ha sollevato reazioni tanto violente. E vi lascerò decidere se le mie affermazioni sono davvero oltraggiose.


11:11
Lasciate che inizi con le arti. Osservo che nella lista degli universali umani che ho presentato qualche slide fa c'è l'arte. Non c'è società finora scoperta, persino negli angoli più remoti del mondo, che non abbia avuto qualcosa che consideriamo arte. L'arte visuale --decorazioni di corpi e superfici-- sembra essere un universale umano. Il racconto di musica, storie, danza, poesia -- presente in ogni cultura, e molti dei motivi e dei temi che sono-- che ci danno piacere nelle arti possono essere riscontrati in tutte le società umane; una preferenza per le forme simmetriche, l'uso di variazioni e ripetizioni, persino cose specifiche come il fatto che in tutta la poesia mondiale, i versi abbiano una durata vicina ai tre secondi, separati da pause. D'altro canto, nella seconda metà del XX secolo, le arti sono spesso state definite "in declino". Ed ho una raccolta, di circa 10 o 15 articoli di giornali sofisticati che deplorano come le arti, al giorno d'oggi, siano in declino. Vi darò un paio di citazioni rappresentative: "Possiamo affermare con una certa sicurezza che la nostra è un'era di declino, dagli standard culturali inferiori a 50 anni fa, e che le prove di questo declino sono visibili in ogni settore dell'attività umana." È una citazione di T. S. Eliot, un po' più di 50 anni fa. Ed un'altra, più recente: "La possibilità di sostenere l'alta cultura, nel nostro periodo, sta diventando sempre più problematica. Le migliori librerie stanno perdendo fatturato, i teatri amatoriali sopravvivono solo vendendo il proprio repertorio, le orchestre sinfoniche stanno "annacquando" i loro programmi, la televisione pubblica dipende sempre più dalle repliche di sitcom inglesi, le stazioni radio di classica stanno traballando, i musei espongono solo le opere di grido, la danza sta morendo." Era Robert Brustein, il famoso regista e critico, nel New Republic, circa cinque anni fa.


13:13
Beh, in realtà le arti non sono affatto in declino. Non penso che qualcuno, in questa stanza, se ne sorprenda, ma sotto ogni profilo le arti non hanno mai proliferato tanto. Ci sono, certo, forme d'arte completamente nuove e nuovi mezzi, molti dei quali li avete sentiti in questi giorni. Sotto ogni standard economico, la domanda per forme d'arte di ogni genere aumenta verticalmente, come potete vedere dal prezzo dei biglietti all'opera, dal numero di libri venduti, pubblicati, di opere musicali, di dischi nuovi e così via. L'unico granello di verità in questa affermazione che le arti sono in declino viene da tre settori. Uno sono le arti d'élite a partire dagli anni '30, ossia i tipi di opere eseguite dalle principali orchestre sinfoniche, dove gran parte del repertorio eseguito fu composto prima del 1930, o le opere esposte nelle principali gallerie, o nei musei prestigiosi. Nella critica o analisi letteraria di probabilmente 40 o 50 anni fa, i critici letterari erano una specie di eroi culturali; ora sono una specie di zimbelli nazionali. E infine i programmi di arte o umanistici nelle Università, che sotto molti aspetti sono davvero in declino. Gli studenti vengono lasciati a loro stessi, le università stanno disinvestendo in arti e scienze umane.


14:39
Beh, ecco una diagnosi. Non me l'hanno chiesto, ma per loro stessa ammissione, serve loro tutto l'aiuto che possono ricevere. E suggerirei che non è una coincidenza il fatto che questo supposto declino nella critica e nelle arti d'élite sia apparso nello stesso momento storico in cui compare una diffusa negazione della natura umana. Possiamo cogliere una famosa citazione sulla natura umana. La trovate sul web, in moltissimi programmi di Inglese: "All'incirca nel Dicembre 1910, la natura umana è cambiata." Una parafrasi di una citazione, da Virginia Wolff, e c'è un certo dibattito su cosa veramente volesse dire. Ma è molto chiaro, osservando questi programmi, che il -- è usato ora come un modo di dire che tutte le forme di apprezzamento dell'arte invalse per secoli, o millenni, nel 20esimo secolo furono rifiutate. La bellezza ed il piacere nell'arte, che sono probabilmente due universali umani, furono -- iniziarono ad essere considerati saccarina, kitsch, commerciali. Barnett Newman fece una famosa citazione per cui l'impulso dell'arte moderna è il desiderio di distruggere la bellezza che era considerata borghese o "terra terra". Faccio un esempio. Questo è la tipica iconografia femminile nel 15esimo secolo; e questo invece è un esempio rappresentativo dell'iconografia femminile del 20esimo secolo. E come potete vedere... qualcosa è cambiato nel modo in cui le arti d'élite stimolano i sensi.


16:17
In verità, nel movimento del modernismo e del post-modernismo, c'era arte visuale senza bellezza, letteratura senza narrazione né trama, poesia senza metrica né rima, architettura e pianificazione senza ornamento, scala umana, spazio verde e luce naturale, musica senza melodia né ritmo, e criticismo senza chiarezza, attenzione all'estetica e introspezione sulla natura umana. (Risate) Fatemi fare solo un esempio per sostenere l'ultima affermazione. Abbiamo uno dei più famosi studiosi Inglesi di letteratura del nostro tempo, la professoressa di Berkeley Judith Butler. Ecco un esempio delle sue analisi: "Il passaggio da una concezione strutturalista dove il capitale è concepito per strutturare relazioni sociali in modi relativamente omologhi ad una visione di egemonia in cui le relazioni di potere sono soggette a ripetizione, convergenza e riarticolazione, ha portato la questione della temporalità nel pensiero della struttura, e ha segnato il passaggio dalla teoria Althusseriana, che assume le totalità strutturali come oggetti teorici ..." Beh, ci siamo capiti. Per inciso, questa è una frase unica. Si può scomporre. La tesi di "Tabula Rasa" è che la critica e le arti d'élite, nel XX secolo, sebbene non tutte le arti, hanno disprezzato la bellezza, il piacere, la chiarezza, l'intuizione e lo stile. Le persone stanno lontane dalle arti d'élite e dalla critica. È un bel rompicapo: perché? Beh, questa è finita con l'essere probabilmente l'affermazione più controversa del libro. Qualcuno mi ha chiesto se mi ci sono dedicato per "dirottare" l'ira dalle discussioni su sesso, Nazismo, razza e così via. Non commenterò. Ma certamente ha ispirato una reazione energica da molti professori universitari.


18:10
E l'altra questione scottante è la storia familiare. Ed il punto di partenza, per questa discussione, è.. il fatto che siamo stati tutti soggetti all'influenza del complesso industriale familiare. Ecco una citazione esemplare, da una madre oppressa: "Sono sopraffatta dai consigli saggi. Ci si aspetta che faccia molta attività fisica coi miei figli, per inculcare in loro l'attenzione alla forma fisica, così che diventino adulti sani. E ci si aspetta che io faccia ogni tipo di attività intellettuale con loro così che crescano intelligenti. E ci sono attività di ogni tipo: l'argilla per l'abilità manuale, giochi di parole per leggere bene, giochi di movimenti ampi, giochi di movimenti minori. Sento che potrei dedicare la mia vita a studiare cosa potrei fare coi miei figli." Penso che chiunque abbia appena avuto un figlio potrebbe condividere le parole di questa madre.


18:57
Beh, ecco alcune crude verità sull'influenza familiare. Molti degli studi sulla storia familiare su cui si basano questi consigli sono inutili, perché non controllano l'ereditarietà. Misurano solo la correlazione tra quel che i genitori fanno e come i figli vengono fuori, e presumono una relazione causale: è la storia familiare che ha formato il bambino. Genitori che parlano molto coi loro bambini hanno figli "sofisticati", genitori che picchiano producono figli violenti e così via. E solo molto pochi controllano la possibilità che i genitori tramandino i geni -- fatto che incrementa la probabilità che i figli crescano sofisticati, o violenti, e così via. Finché gli studi non vengono rifatti con figli adottivi, che forniscono un ambiente ai loro figli, ma non i geni, non abbiamo modo di sapere se queste conclusioni siano valide.


19:45
Alcuni risultati degli studi "corretti per la genetica" chiariscono il quadro. Ricordatevi i gemelli Mallifert: separati alla nascita, poi si incontrano all'ufficio brevetti - incredibilmente simili. Beh, cosa sarebbe successo se i gemelli Mallifert fossero anche cresciuti insieme? Potreste pensare, beh, sarebbero ancora più simili, perché non condividerebbero solo i geni, ma anche il loro ambiente. E questo li renderebbe super-simili, giusto? Sbagliato. I gemelli identici, e qualunque gemello fraterno, separati alla nascita non sono meno simili che se fossero cresciuti insieme. Tutto quello che vi succede in una data casa in tutti quegli anni sembra non lasciare tracce permanenti sulla vostra personalità o intelletto. Una scoperta complementare, fatta con un metodo completamente diverso, è che due ragazzi adottati e cresciuti insieme -- il caso opposto dei gemelli identici separati, condividono i genitori, la casa, i vicini, ma non i geni -- e finiscono del tutto diversi. Due diversi filoni di ricerca, dunque, con una scoperta simile.


20:46
Questo suggerisce che i bambini siano "formati", nel lungo periodo, non solo dai genitori ma in parte -- solo in parte -- anche dai loro geni, in parte dalla loro cultura -- la cultura della propria nazione e la cultura degli altri bambini, ossia del loro gruppo di pari-- come abbiamo sentito prima da Jill Sobule, è quello che interessa ai bambini -- e in larga misura, più larga di quanto gran parte di noi sia pronta a riconoscere, dal caso: eventi casuali nel "cablaggio" del cervello nell'utero; eventi casuali man mano che vivi la tua vita.


21:16
Lasciatemi quindi concludere con una sola osservazione, ritornando al tema delle scelte. Penso che le scienze della natura umana -- genetica comportamentale, psicologia evolutiva, neuroscienze, scienze cognitive-- negli anni a venire, metteranno sempre più in dubbio vari dogmi, carriere e convinzioni politiche ben radicate. E questo ci mette di fronte ad una scelta. La scelta è se certi fatti sugli umani, o argomenti, sono da considerarsi tabù, conoscenza proibita, dove non dovremmo addentrarci perché non può venirne alcunché di buono, oppure se dovremmo esplorarli onestamente. Ho la mia personale risposta a riguardo, che viene da un grande artista del XIX secolo, Anton Cechov, il quale disse: "L'uomo diventerà migliore quando gli mostrerai cos'è davvero." Non penso si possa descrivere il punto in modo più eloquente. Vi ringrazio molto. (Applausi)
«Se potessimo vivere senza donne, faremmo volentieri a meno di questa seccatura, ma dato che la natura ha voluto che non potessimo vivere in pace con loro, né vivere senza di loro, bisogna guardare alla conservazione della specie piuttosto che ricercare piaceri effimeri.»
Augusto, 18 a.C.