Autore Topic: Great Reset come Stalin? Ecco i prossimi passi  (Letto 526 volte)

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Offline Vicus

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Great Reset come Stalin? Ecco i prossimi passi
« il: Giugno 03, 2021, 02:31:49 am »
Un precedente significativo
Quando Stalin decise nel 1932 di eliminare milioni di Ucraini in quel genocidio che fu l’Holodomor, egli pianificò la carestia come strumento di ingegneria sociale, tramite il quale nazionalizzare le terre agricole per poi destinarne i profitti all’industria. Scriveva Stalin: «Per eliminare i kulaki come classe non è sufficiente la politica di limitazione e di eliminazione di singoli gruppi di kulaki; […] è necessario spezzare con una lotta aperta la resistenza di questa classe e privarla delle fonti economiche della sua esistenza e del suo sviluppo» (Josif Stalin, Questioni di leninismo, Roma, 1945). Stalin fece quindi sequestrare grano, barbabietole, patate, ortaggi e ogni tipo di cibo; vietò qualsiasi commercio – vi suona familiare? – e confiscò le risorse finanziarie degli Ucraini. I bambini in fuga dalle campagne furono arrestati e deportati nei collettori e negli orfanotrofi, dove morirono di malnutrizione. Per impedire la diffusione delle notizie sulla carestia, il Comitato Centrale proibì gli spostamenti – una sorta di lockdown ante litteram – e accusò di essere nemico del popolo chi denunciava la strage degli Ucraini. I negazionisti – usando il termine in senso proprio – dell’Holodomor sostengono che il genocidio del 1932-1933 nell’Ucraina sovietica non sia mai avvenuto o che si sia verificato ma senza alcuna premeditazione. La censura del regime contribuì a nascondere una tragedia che oggi viene riconosciuta da molti Paesi come un crimine contro l’umanità e che, se analizzata nei suoi metodi e nel suo fine, fu anch’esso un Great Reset.
Se un Ucraino si fosse chiesto come mai il governo russo, in presenza di una carestia, non aiutasse la popolazione inviando derrate alimentari ma al contrario vietasse l’apertura delle attività commerciali e ogni spostamento contribuendo così ad aggravare la situazione, avrebbe probabilmente commesso lo stesso errore di quanti oggi, in presenza di una presunta pandemia, si chiedono perché i Governi abbiano preventivamente affossato la sanità pubblica, depotenziato i piani pandemici nazionali, vietato le cure efficaci, somministrato terapie dannose se non addirittura mortali e stiano oggi costringendo i cittadini, sotto il ricatto di perpetuare lockdown, coprifuoco e green pass incostituzionali, a sottoporsi a vaccini che non solo non garantiscono alcuna immunità, ma anzi comportano gravi effetti collaterali a breve e a lungo termine, oltre a diffondere ulteriormente forme più resistenti di virus.

Cambiare punto di vista
Comprendo bene, credetemi, che sia più semplice crogiolarsi nell’illusione che “andrà tutto bene” e che questa pandemia sia una immane sciagura alla quale nessuno di noi era preparato. È molto più facile pensare che i leader di tutto il mondo debbano essere giudicati con riconoscente indulgenza, perdonando loro errori che chiunque, al loro posto, avrebbe potuto compiere nella lotta contro il “nemico invisibile”. È rincuorante credere che le multinazionali del farmaco e le istituzioni sanitarie internazionali non abbiano a cuore altro che il nostro bene, e che mai potrebbero distribuire, per solo calcolo economico, farmaci sperimentali che finiranno col renderci tutti malati cronici o con lo sterminarci. Ed è incredibilmente difficile e psicologicamente logorante affrontare la quotidiana lotta domestica, con parenti ed amici, conoscenti e colleghi di lavoro, per il solo fatto di ritenere assurda la narrazione del Covid. Essere considerati “complottisti” o “negazionisti” e venir fatti oggetto di commiserazione, disprezzo o condanna sociale è un destino ingrato, specialmente quando le persone che credono alla menzogna globale sono nostri cari.

Mettiamoci nei panni dei fautori del Great Reset
Partiamo quindi dal punto di vista di chi questo complotto lo ha organizzato, e non di chi lo subisce inconsapevolmente. Se ci mettiamo nei panni di un Bill Gates, di un George Soros o di un Klaus Schwab, non sarà difficile comprendere che se dichiarassimo spudoratamente che abbiamo deciso di decimare la popolazione mondiale per il tramite di un siero genico, con ogni probabilità non otterremmo consenso dalle masse né appoggio delle istituzioni. Perché il nostro piano criminale susciterebbe una rivolta e soprattutto scoprirebbe le nostre carte.
In realtà, i nostri progetti li abbiamo anche dichiarati a più riprese, li abbiamo scritti negli atti dei nostri congressi, li abbiamo ribaditi in interviste e incontri istituzionali, li abbiamo addirittura fatti incidere nelle Georgia Guidestones. Forse la nostra ammissione di questo disegno criminale suonava troppo sfacciata, e chi poteva sentirsene minacciato ha preferito guardare altrove, accusando di complottismo chi invece lanciava l’allarme, inascoltato Laocoonte.
Così decidiamo di raccontare la “favola bella” dell’impegno globale, dell’ecosostenibilità, dell’inclusività, della resilienza dinanzi a un virus che noi stessi probabilmente abbiamo creato in un laboratorio di Wuhan da noi finanziato, presentandolo come una pandemia mortale che richiede immediati provvedimenti giustificati dall’emergenza sanitaria. E siccome questa emergenza non potrebbe esserci perché si tratta di una sindrome influenzale, di un normale virus Corona come ce ne sono stati tutti gli anni, ecco che chiediamo ai funzionari dell’OMS – un ente finanziato quasi totalmente da noi e dalla dittatura comunista cinese, nostra alleata – di impartire istruzioni tali da vietare le cure, creare un alto numero di decessi attribuibile al Covid, portare alla morte i ricoverati sottoponendoli a ventilazione forzata. Ovviamente le case farmaceutiche, di cui noi siamo azionisti tramite il fondo di investimento Black Rock, hanno tutto l’interesse di produrre dei vaccini senza la sperimentazione prevista, perché nel momento in cui le cure sono proibite, le leggi a tutela della salute pubblica possono essere derogate e i vaccini – anzi: i sieri genici – possono venir autorizzati alla distribuzione sperimentale. E per suggellare il pactum sceleris con il regime cinese, facciamo piovere ordini di mascherine, tamponi, ventilatori e forniture mediche anche se sappiamo essere prive di qualsiasi utilità e non conformi ai parametri sanitari. Nel frattempo, i nostri “esperti” – quasi sempre ex-dipendenti o dei quali noi sponsorizziamo istituti e consulenze – seminano il panico sui media con proiezioni e previsioni tanto assurde quanto terrorizzanti, mentre i giornalisti e i conduttori televisivi si prostituiscono al nuovo padrone, rinnegando l’etica professionale e il dovere di rispettare ad ogni costo la verità.
Prima siamo riusciti a creare il terrore per il “nemico invisibile” e a mettere a tacere le voci di dissenso di scienziati, intellettuali e semplici cittadini; poi siamo riusciti a far credere che la salvezza del mondo dipendesse dai vaccini; ora siamo in grado di ricattare miliardi di esseri umani, che se vogliono ritornare ad una qualche forma di allentamento delle restrizioni imposte devono accettare il green pass per viaggiare all’estero, andare allo stadio o fare la spesa. La pressione a cui abbiamo sottoposto le masse è tale, che molti accetteranno queste forme di controllo e presto tenderanno la mano per farsi impiantare un chip sottocutaneo, che ci permetterà di portare a compimento il nostro piano.
Tutto questo è ormai realtà: sia il passaporto vaccinale, che non sarà necessariamente limitato al solo Covid, sia per i pagamenti elettronici in sostituzione al contante. Basterà così premere un tasto – e saremo noi a premerlo – per cancellare una persona dalla vita sociale.
E come sfregio verso la Civiltà che odiamo, imponiamo alle masse di nutrirsi di scarafaggi e larve, decantandone le proprietà nutritive e il loro basso impatto ambientale, mentre noi ci riserviamo carni prelibate. Chiediamo loro di rinunziare alla proprietà privata barattandola con il reddito universale, col quale farci pagare il leasing per la loro unità abitativa di 30 metri quadri, ovviamente a zero emissioni. Li mandiamo in giro sul monopattino elettrico made in Chinamentre noi giriamo su fuoriserie inquinanti, facciamo crociere su yacht costosissimi e ci spostiamo in elicottero. E mentre cinquantenni licenziati si trovano un lavoro come fattorini nel delivery, riceviamo miliardi in dividendi delle nostre società con sede nei paradisi fiscali. Siamo giunti ad un tale livello di asservimento delle masse, da non aver motivo di temere alcuna rivolta, che comunque sarebbe sedata a colpi di manganello, nel silenzio dei media e della Sinistra nostra alleata.
Quand’anche la farsa pandemica non dovesse sortire gli effetti da noi auspicati a causa di eventi imprevisti, abbiamo già pronto il passo successivo: l’emergenza climatica come pretesto per imporre la “transizione ecologica” e lo “sviluppo sostenibile”; oppure daremo inizio all’ennesimo conflitto in Medioriente, così da provocare attentati terroristici nelle nostre città e seminare il panico tra la popolazione. D’altra parte le masse, come abbiamo visto in questi mesi, credono a tutto quello che il mainstream dice loro, per quanto assurdo e irrazionale possa essere. Basta che si veda in televisione.


Con la pandemia, ci hanno raccontato via via che l’isolamento, i lockdown, le mascherine, il coprifuoco, le Messe in streaming, la didattica a distanza, lo smartworking, i recovery funds, i vaccini, i green pass ci avrebbero permesso di uscire dall’emergenza, e credendo a questa menzogna abbiamo rinunciato a diritti e stili di vita che costoro ci avvertono non torneranno più: “Nulla sarà più come prima”. La “nuova normalità” rappresenterà comunque una concessione, per ottenere la quale accetteremo la privazione di libertà che davamo per scontate, e scenderemo a compromessi senza comprendere l’assurdità della nostra accondiscendenza e l’oscenità delle pretese di chi ci comanda, dandoci ordini talmente assurdi da richiedere veramente un’abdicazione totale della ragione e della dignità. Ad ogni passo, un nuovo giro di vite, un ulteriore passo verso l’abisso:[/b]se non ci fermiamo in questa corsa verso il suicidio collettivo non torneremo più indietro.

Siamo giunti al punto che anche il voto, un tempo esaltato come somma espressione della democrazia, è considerato un fastidioso orpello da concedere solo se chi comanda è certo di poterlo volgere a proprio favore, e che laddove si esprima altrimenti può esser modificato o ignorato: la colossale frode elettorale delle Presidenziali americane ne è un esempio eclatante.

https://www.marcotosatti.com/2021/05/31/vigano-great-reset-lultima-grande-menzogna-memoria-di-antonio-livi/
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Online Massimo

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Re:Great Reset come Stalin? Ecco i prossimi passi
« Risposta #1 il: Giugno 03, 2021, 10:43:43 am »
"La storia è piena di esempi di uomini potenti che hanno predominato per un pò e che per un pò sembravano invincibili. Ma la conclusione è che essi e i loro piani cadono sempre". Gandhi.

Offline Vicus

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Re:Great Reset come Stalin? Ecco i prossimi passi
« Risposta #2 il: Giugno 03, 2021, 21:06:23 pm »
Disse Gandhi, che aveva dietro i fabiani e i liberal di mezza Inghilterra
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.