Autore Topic: Jeanne Smits: "Perché non accettiamo il femminismo nella Chiesa"  (Letto 698 volte)

Offline Vicus

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Perché non accettiamo il rivoluzionamento del ruolo della donna nella Chiesa

Lungo questo “percorso di cambiamento”, incanalato in una sola direzione dal team che sta orchestrando il “cammino sinodale”, la questione del posto delle donne nella Chiesa e nei ministeri ecclesiali [insomma, quote rosa per i preti] è uno dei quattro temi principali.

Quando ho letto le conclusioni della conferenza congiunta del gruppo di lavoro sulla via sinodale, sono stata colpita dai loro attacchi aperti alla dottrina della Chiesa in merito al ruolo delle donne. Si tratta espressamente di adattare, in tutto il mondo, l’insegnamento tradizionale a ciò che chiamano “teologia scientifica” e all’idea generale e confusa che le cose siano cambiate e che alle donne dovrebbe essere consentito di occupare tutti gli incarichi. Compreso il diaconato e forse anche il sacerdozio.

In un momento in cui l’ideologia di genere è diffusa, potrebbe sembrare una buona idea proclamare una forma di intercambiabilità tra uomini e donne che alla fine porterebbe ad ordinare donne o uomini sacerdoti senza riguardo per il sesso biologico: estremo disordine di genere.

Vogliono una “Chiesa equa riguardo al genere:blink: che ai loro occhi sarebbe l’unica “vera” Chiesa. Nella Chiesa che vogliono, le donne continueranno a fare ciò che già fanno, spesso meravigliosamente: insegnare il catechismo, trasmettere la fede e l’amore di Dio.

Ma vogliono anche una Chiesa in cui le donne facciano sempre di più quello che hanno iniziato a fare solo di recente: svolgere un ruolo attivo nella liturgia, distribuire la comunione, forse predicare, come suggerito di recente dal cardinale Marx e, in generale, gestire parrocchie, diocesi e perché no, interi dicasteri. Se si possono avere generali donne, perché non vescovi donne? L’unico problema con questo cosiddetto dibattito è che non ci si possa nemmeno esprimere contro le donne generali senza essere accusati di sessismo e discriminazione. Sembra che il percorso sinodale tedesco voglia, con uno stratagemma, convogliare la Chiesa in una trappola.

Al giorno d’oggi, nelle comunità Protestanti, sarebbe politicamente scorretto prendere in giro l’invadente moglie del vicario, ma fondamentalmente i riformatori sinodali sembrano voler moltiplicare all’interno della Chiesa Cattolica il numero di tutte queste formidabili dame di Chiesa che forse scoraggiano gli uomini dall’essere fedeli esercitanti regolarmente… Parlano persino di quote femminili in posizioni dirigenziali [no dico...], come se la Chiesa non fosse modellata sulla famiglia, ma sul mondo degli affari.

La profonda uguaglianza, ma anche le profonde differenze e complementarietà tra uomini e donne sono state espresse nel corso dei secoli dalla profonda saggezza della Chiesa. Essa si aspetta che gli uomini servano Dio come uomini e le donne come donne. In quello la Chiesa ha torto, dicono i riformatori – no, i rivoluzionari – vogliono riesaminare e rivalutare anche il Vangelo, e verificare se il tradizionale rifiuto di ordinare donne sia “vincolante” o meno.

Come donna, giornalista – sono stata, nel passato, direttore e redattore-capo di diverse riviste e giornali – e, da Cattolica, posso solo dire quanto patetico trovi questo approccio egualitario. È patetico ed è persino pericoloso per la mia fede e per la Chiesa che amo, perché è disposto a sconvolgere l’intera economia della Redenzione, la verità e la bellezza dei rispettivi ruoli di nostro Signore Gesù, Figlio di Dio e la più perfetta di tutte le creature umane, la sua Vergine Madre.

Ella non fece pressioni per ottenere un ruolo di primo piano, rivolse tutti i nostri occhi su di Lui, Suo Figlio, e per questo sapeva che tutte le generazioni l’avrebbero chiamata beata. Era ai piedi della croce non per immolare ma per offrire. Soffriva con il Suo Divin Figlio per redimere l’umanità, ma non offriva il proprio corpo ai chiodi e alla lancia dei carnefici. Lì ricevette la missione di essere la Madre misericordiosa di tutti noi. Il Suo onore era di servire, come ora è di regnare su tutto l’Universo, come regina persino degli Angeli. Non esiste teologa migliore di Lei che portò il Logos nella Sua mente, nel Suo cuore e nel Suo grembo.

Credo che questo sia più che sufficiente come esempio e molto difficile da seguire, anche per una donna. Mi dispiace che la Chiesa Cattolica in Germania cerchi di minimizzare il ruolo chiave tradizionale delle donne per farle agire come uomini. Non è giusto per gli uomini ed è ingiusto per le donne, ma soprattutto non è giusto nei confronti di Dio, che ha stabilito il ruolo di entrambi fin dall’inizio e che ha assegnato ad una donna il primo posto,* proprio in virtù della Sua umiltà.

* [Ricordo che sopra di lei c'è un Uomo, avente anche natura Divina.]
« Ultima modifica: Febbraio 19, 2020, 04:00:01 am da Vicus »
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Offline COSMOS1

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Re:Jeanne Smits: "Perché non accettiamo il femminismo nella Chiesa"
« Risposta #1 il: Febbraio 19, 2020, 09:34:30 am »
il problema è che queste prese di posizione dovrebbero diventare movimento di popolo
al momento non ne vedo
le intellettuali possono dire quel che vogliono, flatus vocis
Dio cè
MA NON SEI TU
Rilassati

Offline Vicus

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Re:Jeanne Smits: "Perché non accettiamo il femminismo nella Chiesa"
« Risposta #2 il: Febbraio 19, 2020, 16:56:59 pm »
Ci sono parecchie prese di posizione pubbliche, azioni dimostrative di attiviste, libri e conferenze documentati qui. Più quelle che senza scendere in piazza testimoniano il loro antifemminismo con l'esempio della vita. Non è poco.

E' paradossale che cattolici reputino poco rilevante tutto ciò, mentre considerano alleati categorie di persone, che fiancheggiano il femminismo nei fatti se non apertamente.
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.