Autore Topic: Ne vale la pena?  (Letto 1156 volte)

Offline Vicus

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Re:Ne vale la pena?
« Risposta #15 il: Luglio 14, 2019, 12:15:24 pm »
Che merda è ?  :hmm:
E' proprio quello che penso quando leggo certi post su penectomie, cambi di sesso e sparate sui "trans che non vanno soffocati".
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Offline alessandro

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Re:Ne vale la pena?
« Risposta #16 il: Luglio 18, 2019, 19:22:31 pm »
I trasgender sono una ESIGUISSIMA minoranza ...il disegno è distruttivo, dei soros & Bildemberg di turno, per rendere meticciata e caotica inoltre incazzata l'Italia indi sempre più dipendente dagli usa (divide et impera).
 I Valori Basilari della Famiglia che ogni coppia Etero persegue da millenni sono messi in discussione!. conosco gay che individualmente sono ottime persone, meno le lesbiche in quanto professano trasudante femminismo con cui mi trovo a discutere animatamente...il gruppo LGBTH%&$/ ha un  potere mediatico che ce lo sogniamo (come DIRITTI DEGLI UOMINI) perchè  i media sono ancora in mano a certa gente che così lava il cervello alla "casalinga di Voghera"....
L'imperativo che Salvini non sta perseguendo è come si metta un freno forte a questa FEMMINILIZZAZIONE della Società! Ma lui ci si trastulla coi selfie...ma vafff ... tanto quando devono trovare un capro espiatorio danno la colpa a Putin.
Salvini alla fine fa il giochetto di zio sam, infatti IO sono uscito dalla lega.
L'Uomo in quanto Genere Maschile è messo in discussione ed attaccato da innumerevoli fronti (sport,politica,diritti sociali...vabbè estinguiamoci)
« Ultima modifica: Luglio 18, 2019, 19:40:11 pm da alessandro »

Offline Vicus

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Re:Ne vale la pena?
« Risposta #17 il: Luglio 18, 2019, 22:33:44 pm »
Benvenuto Alessandro, per cortesia presentati qui:

https://www.questionemaschile.org/forum/index.php/board,6.0.html
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Offline Sardus_Pater

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Re:Ne vale la pena?
« Risposta #18 il: Luglio 19, 2019, 06:47:10 am »
I transgender spesso lo diventano a causa di qualche evento traumatico (negligenza di chi li dovrebbe curare, abusi sessuali...). Questo accade, piaccia o no, anche con un buon numero di gay. Si chiama adattabilità ed è anche legato a forme di disturbo dissociativo dell'identità (che si può manifestare anche in altri modi e contesti).
Meglio un giorno da Tex Willer che cento da Julia Kendall.

Offline Vicus

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Re:Ne vale la pena?
« Risposta #19 il: Luglio 19, 2019, 11:52:28 am »
Credo che discuterne per quello che è, un problema da risolvere, faccia la differenza con chi vuole imporre quello stile di vita con pride, leggi e corsi scolastici.
Oggi però, i gruppi di supporto per superare in modo libero e volontario la condizione omosessuale sono considerati reato.
Nel suo ultimo capolavoro, Pasolini spiegò profeticamente la correlazione fra la dominazione di classe e la sopraffazione sessuale,* che trasforma anche il sesso, fino ad allora una risorsa giocosa e liberatrice del popolo, in un orribile obbligo di massa, imposto da una forza invisibile, a cui tutti si adeguano.

* Non diede proprio il buon esempio ma sorvoliamo.
« Ultima modifica: Luglio 19, 2019, 12:05:10 pm da Vicus »
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Offline Duca

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Re:Ne vale la pena?
« Risposta #20 il: Luglio 19, 2019, 12:25:11 pm »

Nel suo ultimo capolavoro, Pasolini spiegò profeticamente la correlazione fra la dominazione di classe e la sopraffazione sessuale,* che trasforma anche il sesso, fino ad allora una risorsa giocosa e liberatrice del popolo, in un orribile obbligo di massa, imposto da una forza invisibile, a cui tutti si adeguano.

* Non diede proprio il buon esempio ma sorvoliamo.
Pasolini aveva in sé una doppiezza che quasi tutti i suoi apologeti non vogliono riconoscere, o forse non ci arrivano... :D
Un violento, non una bella persona.

Online Massimo

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Re:Ne vale la pena?
« Risposta #21 il: Luglio 19, 2019, 12:58:33 pm »
Pasolini aveva in sé una doppiezza che quasi tutti i suoi apologeti non vogliono riconoscere, o forse non ci arrivano... :D
Un violento, non una bella persona.


Da una parte gli ultimi e gli umili era i protagonisti dei suoi racconti (bellissimi); dall'altra li utilizzava come veri e propri oggetti sessuali. Finchè non ci lasciò le penne con uno che proprio oggetto del tutto non volle essere.

Offline Vicus

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Re:Ne vale la pena?
« Risposta #22 il: Luglio 19, 2019, 14:06:15 pm »
Pasolini aveva in sé una doppiezza che quasi tutti i suoi apologeti non vogliono riconoscere, o forse non ci arrivano... :D
Un violento, non una bella persona.
Non risulta che fosse un violento, tanto più con quella costituzione lì.
Prima che alla persona guardo all'opera, con molti aspetti discutibili ma di indubbio valore artistico. Fu praticamente l'unico (eccetto De Seta e pochi altri) a spiegare come la modernità* e la società dei consumi distruggevano il tessuto sociale e il retaggi culturale italiano peggio di qualsiasi ideologia totalitaria.
Per questo certi poteri italiani e stranieri (leggi USA) gliela fecero pagare, con continui ricatti e processi a scopo censorio (il cinema italiano cominciava a fare paura), inclusa un'assurda accusa secondo la quale avrebbe minacciato un benzinaio con una pistola d'oro.
E non fu ucciso per una squallida storia di sesso, la verità comincia a venire (finalmente) a galla: gli rubarono le pizze del suo ultimo
film e lo contattarono col pretesto di trattare la restituzione (fonte: Sergio Citti). Si vide con ignoti in una bettola di periferia, che lo trascinarono in un luogo solitario presumibilmente con la scusa di ridargli le bobine, dove fu ucciso da una banda di estrema destra, utilizzata come sempre dai Servizi per questo genere di lavori.

* Da non confondere con prosperità e benessere.
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Offline COSMOS1

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Re:Ne vale la pena?
« Risposta #23 il: Luglio 19, 2019, 15:09:30 pm »
Dunque, Jammy pone alcuni problemi:
il senso della vita
la felicità
il valore del sesso maschile

le risposte che si dà sono tutt'altro che razionali, sembrano l'esito di una emozione di carattere depressivo. Alle emozioni non si risponde.
Ma se le dovessimo porre su di un piano razionale, dovremmo dire:
1) il senso della vita non è dato a priori, è il succo delle indagini di gran parte dell'umanità. Dire " la vita non ha senso" senza un adeguato percorso di ricerca, a 15 anni, è un po' presuntuoso
2) la felicità. La felicità è fare ciò per cui siamo nati. Se non sai il senso della vita, come puoi essere felice? Bhe,insomma: già la ricerca del senso a mio parere è abbastanza soddisfacente. Se ti impegni davvero a capire che senso ha vivere, non ti domanderai più cos'è la felicità.
3) il valore del sesso maschile. Lo disprezzano solo le donne (invidia del pene) e chi cresce in un ambiente femminilizzato. Il sesso maschile è il sole, il lingamo, furore creativo e distruttivo: sfracellerà chiunque gli si opponga. Conosci te stesso e non avrai più dubbi di questo genere. Vai controcorrente e vedrai che la vita è bella: noi uomini siamo fatti per andare controcorrente. Gli altri sono i mezziuomini!
Dio cè
MA NON SEI TU
Rilassati

Offline Duca

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Re:Ne vale la pena?
« Risposta #24 il: Luglio 19, 2019, 18:09:23 pm »
Non risulta che fosse un violento, tanto più con quella costituzione lì.
Intendo come linguaggio, eh, non farti ingannare dalla vocina e dall'aspetto e dall'eloquio forbito, ma aveva una violenza verbale incredibile quando parlava degli avversari politici tipo la DC o i preti.
Poi anche sulla sessualità ce ne sarebbero da dire... aveva una psicologia diciamo tipo sadomaso, ma non quelle cose più o meno pittoresche che vanno di moda oggi; p.es. i comunisti gli ammazzano il fratello in quel modo atroce che sappiamo e lui poco dopo taaac si iscrive al PCI :ohmy: mentre normalmente succedeva il contrario, come gente che ho conosciuto che è diventata fascista perché i partigiani gli avevano ammazzato il padre il nonno o altri familiari.
Difatti cercava sempre di stuzzicare i marchettari che si rimorchiava e poi spesso le prendeva come raccontano molti testimoni, tipo quando era in Africa o Arabia con Moravia e sodali PPP usciva di notte e tornava la mattina pieno di botte... un po' come certe donne che provocano il marito perché si eccitano con la reazione del maschio alpha.
Poi la fine è ancora molto misteriosa, su quello che dice Citti non metterei la mano sul fuoco.
Che sia un autore fondamentale per capire certe dinamiche non discuto, ma la santificazione che ne è stata fatta non fa onore né ai sinistri nè soprattutto a lui.
Tipo in questi giorni che sembra sia morto Dante o Leopardi e invece è morto Camilleri...

Offline Vicus

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Re:Ne vale la pena?
« Risposta #25 il: Luglio 19, 2019, 18:39:07 pm »
Santo sicuramente no, ma era un genio, un cialtrone di genio. Come ho detto mi interessa l'opera più che la persona: il 90% dei registi di Hollywood fanno di tutto e di più (altro che metoo) ma nessuno ne parla e tutti vanno a vedere i loro film che non valgono 1/100 di quelli di Pasolini, che mostra la cultura popolare del nostro Paese distrutta col rullo compressore da una classe dirigente autoctona e straniera.
Solo De Seta ha fatto qualcosa di paragonabile.
I suoi film non sono mai banali e scremando il ciarpame ci sono sempre eccellenti spunti di riflessione.

Molti lo considerano una sorta di comunista degenerato ma intanto criticò il '68 denunciandone con coraggio il carattere "borghese", vedendovi la naturale evoluzione della civiltà dei consumi di cui si era accorto soltanto del Noce.*
Inoltre i suoi film sono ben lontani dal linguaggio pedestre della sinistra, c'erano riferimenti finissimi (e non leziosi come in Zeffirelli) alla storia dell'arte, sia nella composizione che nella narrazione.
A suo modo fu tra i pochissimi che videro gli esiti barbarici dell'epoca della secolarizzazione (altro tema che scorre nei suoi film come un fiume carsico), la formattazione della società italiana sul modello del ceto medio americano, che nonostante i suoi ideali non vede o condona i peggiori abusi, a causa della sua ignoranza e semplicismo (il mito del giustiziere)** indotti dai media e dalla cultura popolare.
C'è ben poco (direi quasi nulla) di comunista in tutto ciò (e infatti fu espulso dal partito), paragonarlo a certi cinematografari di sinistra degli anni '60 mi pare non gli renda giustizia.

* Che non era certo comunista ma chissà perché, rimase isolato anche lui come Amerio e altri.
** Per esempio, McLuhan definì Superman il prodotto non inoffensivo di una mente immatura e barbarica. Da noi, ci fu il castigamatti Bud Spencer la cui famiglia aveva legami con gli USA, probabilmente non solo di carattere commerciale e Tomas Milian, il re dei poliziotteschi spaccatutto (e altro omosessuale, ma nessuno lo critica come Pasolini) che si formò in America e fu anche amico del figlio di Batista.
« Ultima modifica: Luglio 20, 2019, 18:28:09 pm da Vicus »
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Offline Sardus_Pater

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Re:Ne vale la pena?
« Risposta #26 il: Luglio 20, 2019, 17:00:40 pm »
Il padre di Milian era così tanto vicino a Batista che si suicidò quando questi prese il potere, dopo che era stato arrestato. Da quali fonti attingi?
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Offline Vicus

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Re:Ne vale la pena?
« Risposta #27 il: Luglio 20, 2019, 18:19:44 pm »
Era un reportage, a quanto pare impreciso (per vicino a Batista forse intendeva dire gerarchicamente). Leggo ora su Internet i dettagli della vicenda, ma questo non inficia l'analisi di fondo (tra l'altro Milian si formò e lavorò in America per un bel po'): negli anni '70 fu tutto un fiorire di generi (poliziotteschi, western comici) di taglio sguaiato, qualunquista e talora brutale*, in cui campeggia la figura del giustiziere spaccatutto che regola conti con una violenza spiccia ed esplicita.
C'è una notevole somiglianza tra i personaggi di Spencer/Pedersoli, Milian e Merli: un clima di parolacce, abbuffate e botte che dissacra tutto e soffoca qualsiasi discorso politico, identità culturale e concezione di Stato di diritto.
I personaggi non hanno le sfumature tipiche delle società civili, i "buoni" non sanno far di meglio che menare e sparare a cattivi che sono solo bersagli di cartone da eliminare.
Colpisce la completa assenza del tessuto e degli equilibri sociali frutto di secoli di storia, che hanno conferito al popolo italiano una salutare saggezza e distacco che gli hanno permesso di sopravvivere alle vicende sociopolitiche, tutto sembra svolgersi in una giungla dove o si abbatte o si è abbattuti.
Tornando al contemporaneo Pasolini, sembrano la copia su schermo della grottesca vicenda di cui fu accusato, l'aver minacciato per divertimento un benzinaio con una pistola d'oro.
Sono un'anomalia nel panorama cinematografico italiano, paragonati ad altri film anche dell'epoca.

* Da Wikipedia: "Spesso i film venivano infatti accusati di veicolare messaggi "reazionari" di fascismo, di qualunquismo politico, di critica dell'ordinamento giuridico e di apologia della violenza e della giustizia sommaria"
« Ultima modifica: Luglio 20, 2019, 19:37:02 pm da Vicus »
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

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Re:Ne vale la pena?
« Risposta #28 il: Luglio 23, 2019, 02:30:52 am »
Una delle tante chicche di Pasolini sull'effetto distruttore del consumismo dei legami umani e delle tradizioni di un popolo. Fu l'unico in Italia che disse (con cinquant'anni di anticipo) che una società commerciale distrugge la famiglia perché guadagna di più vendendo i propri prodotti a individui isolati:


In questa analisi si intravede tutta la contiguità tra femminismo e grande capitale.

Si noti:

"Al potere non importa niente di educare bene il bambino o di fare in modo che sia felice, gli importa solo che sia un bravo consumatore".

"Nel momento in cui la donna si emancipa, tutta l'umanità regredisce e peggiora".

Si veda anche questo:

« Ultima modifica: Luglio 23, 2019, 02:57:36 am da Vicus »
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Offline Duca

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Re:Ne vale la pena?
« Risposta #29 il: Luglio 23, 2019, 12:53:36 pm »
Analisi che non fa una piega.