Autore Topic: La grande menzogna del femminismo - Santiago Gascò  (Letto 3169 volte)

Offline Frank

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La grande menzogna del femminismo - Santiago Gascò
« il: Aprile 28, 2019, 21:34:05 pm »
In questi giorni sto leggendo il libro di Santiago.
Bello.
Impressionante il numero delle note.

Peraltro ho anche scoperto delle cose che non sapevo, come quella relativa al fatto che dal primo codice penale spagnolo (1822) fino al 1983 è esistita in Spagna l'aggravante per i reati che avevano come vittima una donna, ciò che veniva denominato come "disprezzo di sesso".
Leggo che a seconda dell'epoca e della civiltà, il rapimento di una donna sposata equivaleva all'assassinio di un uomo libero (merovingi); oppure stringere la mano o il braccio di una donna era perseguibile con una multa pecuniaria (carolingi); toccarle il dito era punito di più dell'uccisione di un uomo libero e toccarle il petto valeva quasi la vita di quattro uomini liberi e di 90 uomini bifolchi (longobardi); la somma da pagare per una vergine era doppia rispetto alla vita di un uomo (sassoni), etc etc.
«Se potessimo vivere senza donne, faremmo volentieri a meno di questa seccatura, ma dato che la natura ha voluto che non potessimo vivere in pace con loro, né vivere senza di loro, bisogna guardare alla conservazione della specie piuttosto che ricercare piaceri effimeri.»
Augusto, 18 a.C.

Offline Vicus

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Re:La grande menzogna del femminismo - Santiago Gascò
« Risposta #1 il: Aprile 29, 2019, 02:22:22 am »
Bella bordata al mito della donna oppressa dal patriarcato. Parlando di Spagna, leggo ora questo, con prove a iosa, se ce ne fosse ancora bisogno, del legame tra femminismo e dittatura LGBT:

Verso la dittatura totale delle “libertà” – “diritti” agli animali e non agli uomini

Il Comune di  Madrid ha multato (45 mila  euro)  un gruppo di sostegno psicologico   che pratica  le tecniche di “conversione” agli omosessuali che vogliono cambiare la loro situazione sessuale, ed anche ai dipendenti dal porno, a cui promette   di ottenere “cambiamento di abitudini e comportamenti”.  Il comune,   socialista,  ha  ritenuto questo una “gravissima infrazione” della legge abbastanza nuova che condanna la “LGBT-fobia”  e  la “discriminazione basata sull’identità sessuale”.  Sostiene,  il comune, che anche la  “promozione di terapie di avversione o conversione con lo scopo d modificare l’orientamento dell’identità di genere”  è   animato da “omofobia”. L’obiezione  della difesa, che questi trattamenti avvengono solo col consenso delle persone che  vi si sottopongono, “non ha alcuna importanza”.

A  pagare la multa è chiamato il vescovado di Alcalà (Madrid),  che promuove la terapia o “allenamento” (coach  para gays).  Il vescovo minaccia una querela per diffamazione. Ma l’associazione pro-gay   Arcopoli vuole anch’essa ricorrere alla giustizia penale, perché – dice il Comune può  sì comminare una multa, ma   solo un giudice può interrompere l’attività del gruppo terapeutico,  vietandola con sentenza.  Ed è questo che gli apostoli dei “diritti” vogliono: la chiusura del centro. Il Comune di Madrid, all’avanguardia della difesa dei diritti gay,  LGBT e porno,  ha già in pochi mesi comminato 14  sanzioni contro cittadini che hanno usato “espressioni vessatorie” o “discriminatorie”  verso “orientamento sessuale e identità di genere”. Multe fra i 200 e i  1500 euro. Quella che ha elevato contro i “coach” di  Alcalà è la più grossa finora.

https://www.larazon.es/local/madrid/sancion-de-hasta-45-000-euros-para-la-coach-que-cura-a-los-gays-CP22692099

Vediamo qui la conferma, in  forma parodistica  se non fosse tragica, di come  il regime di “liberà delle minoranze” si tramuti in illibertà, divieto penale di aderire anche volontariamente a un   trattamento da parte di persone LGBT che vivano  la loro condizione con disagio  e non con la mitica “allegria”  delle sfilate gay pride.  L’uso penale dell’ideologia, i princìpi che devono  essere imposti   sopra la realtà, è la tipica formula del totalitarismo, il dispotismo dittatoriale.

Del resto il comune di Madrid s’era già distinto per aver  sequestrato e  impedito la circolazione  nelle strade del  bus dell’associazione “Fatti Sentire” che portava la vistosa scritta “Los ninos tenen  pene, las ninas tiene vulva”:

La motivazione è istruttiva: “Perché incitante all’odio” contro i transessuali. Dunque  l’affermazione pura e  semplice della realtà  oggettiva  viene repressa e soppressa dai libertari – in  base ad un “processo alle intenzioni” che non ha bisogno di  essere  provato.  Inutile dire che questo è precisamente totalitarismo  alla NKVD.

Bisogna spiegare  in cosa si configuri qui il totalitarismo  distruttore della  libertà? Non ce n’è bisogno, basta  vedere passare il bus che il comune di Barcellona sta  facendo circolare in risposta a quello sopra mostrato:


Qui   sulla fiancata, senza mezzi termini, è l’intero programma neototalitario delle sinistre dei “diritti  delle minoranze”: Antifascismo – Feminismo – Diversitad – Orgullo.    Le quattro cose sono un tutt’uno: una totalità ideologica, tra cui non puoi scegliere. L’antifascismo – comporta tutto il resto e lo corona, come la giustificazione politica legittimante, sacrale. [Mi pare che l'autore intenda l'antifascismo strumentalizzato dal femminismo, che fa rientrare qualunque dissenso nella categoria di "fascista"]

Per capirci, Barcellona è la giunta  dove la portavoce della sindaca  urina in strada, davanti ai fotografi, dandole il senso di “performance artistica”:

http://www.affaritaliani.it/esteri/banon-la-portavoce-della-sindaca-di-barcellona-urina-per-strada-foto-495853.html

La “conquista delle libertà” di pisciare in strada è un esempio ideologicamente stringente: quando il potere dichiara “normali” anzi lodevoli  modi di agire anormali,  per forza   deve reprimere  la   normalità come un delitto;  non solo, ma con la propaganda totale che deve assordarvi da ogni tv, da ogni radio, da ogni manifesto:    bisogna che le masse,  rese autistiche ed ipnotiche dalla ripetizione, siano rese incapaci di distinguere il vero dal falso, il bello dal brutto,  il disgustoso al piacevole  – e fondamentalmente,  l’insensato dal ragionevole perché adottino la demenza e la follia  come norma.

Fino a quali esiti aberranti e oppressivi possa  giungere questo “Libertarismo”   dei “diritti” , non si sa. Non c’è limite


Per esempio “Gli ecosessuali credono che fare sesso con la Terra possa salvarlo  – dai masturbatori soto una cascata fino alle persone che hanno rapporti con la natura, l’ecosessualità è un movimento in crescita che assume un nuovo approccio alla lotta contro il cambiamento climatico.

https://www.vice.com/en_us/article/wdbgyq/ecosexuals-believe-having-sex-with-the-earth-could-save-it

Una nuova tendenza sessuale “in crescita”, che naturalmente si  acompagna con una repressione  in un altro campo:  La Bella Addormentata nel Bosco e Cappuccetto Rosso sono ritirati dalle scuole materne a Barcellona, perché “sessisti”

Giorni fa avevo raccontato che un manipolo di animalisti s’era presentato a Milano alla chiesa delle Grazie all’ora della Messa delle 11 per protestare perché i cattolici mangiano l’agnello a Pasqua , probabilmente convinti che li mangiamo in chiesa; i frati hanno dovuto chiamare la polizia, e si sono dileguati.

Ebbene,  ho ricevuto mail così:

Voi cattolici (io sono atea) chiamate Gesù Agnello di Dio come simbolo della bontà, della purezza e dell’ innocenza tradite e assassinate. Allo stesso tempo per Pasqua per tradizione continuate ad assassinare e divorare agnelli e capretti veri, teneri cuccioli innocenti, quasi a voler perpetrare e celebrare L’ingiustizia e la cattiveria. Questa vostra visione distorta e schizofrenica del bene e del male non vi fa certo onore. Lasciate in pace gli animali che sono pur sempre creature di Dio e vergognatevi. Giulia Ratti

E  un’altra mail:

Lei scrive da un ignorante in fatto di biologia evoluzionistica. L’organismo umano è quello di un erbivoro. Lo diceva già Rousseau. Vada a leggersi le note V e VIII del “Discorso sull’origine e i fondamenti della diseguaglianza tra gli uomini”. Io ho quasi 80 anni e ho smesso di mangiare carne da quando ne avevo 10. I vigliacchi che mangiano carne sono i mandanti dei macellatori. I carnivori credono di non sporcarsi le mani di sangue mentre le hanno sporche come quelle dei macellatori. I predatori non allevano le prede e non ne cuociono le carni. Che differenza materiale esiste tra l’infilare un coltello nella gola di un uomo e l’infilarlo nella gola di un agnello? Supponiamo che la gola umana sia quella di un feroce assassino. Lei malato inguaribile di antropocentrismo (malattia mortale della Terra) preferisce salvare l’assassino invece di un innocente agnello. Lei mi fa moralmente schifo. E si istruisca. pietromelis.blogspot.com

La stessa persona ha anche scritto ai domenicani della Chiesa di Santa Maria delle Grazie (le maiuscole sono sue)

Prof.Pietro Melis <profpietromelis@gmail.com>

A:  domenicaninorditalia@gmail.com

E PENSARE CHE LEONARDO ERA VEGETARIANO. SIETE STATI IN PASSATO I
TORTURATORI DEL TRIBUNALE DELL’INQUISIZIONE. A ME FRANCESCO D’ASSISI FA
SCHIFO. NON SI NOMINA MAI FRANCESCO DA PAOLA CHE ERA VEGANO ED È
PROTETTORE DEI VEGANI. VISSE 91 ANNI MENTRE IL CARNIVORO DI ASSISI VISSE
SOLO 44 ANNI. UN GIORNO DI NATALE A FRA GINEPRO CHE OSSERVAVA CHE
QUELL’ANNO IL NATALE CADEVA DI VENERDÌ E NON SI POTEVA MANGIARE CARNE
RISPOSE: “NEL GIORNO IN CUI NACQUE IL BAMBINELLO ANCHE I MURI DEBBONO
MANGIARE CARNE” (BIOGRAFIA SCRITTA DA TOMASO DA CELANO). ALMENO
BENEDETTO XVI DISSE NELL’UDIENZA GENERALE DEL 7 GENNAIO 2009 CHE DOPO IL
SACRIFICIO DELLA CROCE NON ERA PIÙ NECESSARIO IDENTIFICARE IL CRISTO
CON L’AGNELLO SACRIFICALE. “QUESTO RITO, QUELLO EBRAICO DEL SACRIFICIO
DEGLI ANIMALI, ERA ESPRESSIONE DEL DESIDERIO CHE SI POTESSERO REALMENTE
METTERE LE NOSTRE COLPE NELL’ABISSO DELLA MISERICORDA DIVINA E COSÌ
FARLE SCOMPARIRE. MA COL SANGUE DI ANIMALI NON SI REALIZZA QUESTO
PROCESSO…CON LA CROCE DI CRISTO IL VECCHIO CULTO CON I SACRIFICI DEGLI
ANIMALI NEL TEMPIO DI GERUSALEMME È FINITO”.  MALEDETTO PAPA FRANCESCO DEL SILENZIO COMPLICE DELLA STRAGE DI AGNELLI

Perché a lui “San Francesco fa schifo” si ricava a una lettera aperta (ma anche inviata con ricevuta di ritorno)  a Bergoglio l’8 gennaio 2017:

…”Lei ha scelto come nome Francesco dando ad intendere di voler riprendere il nome di quel di Assisi elogiando il suo Cantico delle creature, ma nascondendo la verità su questo tanto declamato, quanto immeritatamente, santo. Il suo Cantico è un tremendo inno alla concezione antropocentrica della natura, dove le creature sono concepite biblicamente (Genesi) al servizio dell’uomo. Racconta infatti il suo biografo Tomaso da Celano che quel di Assisi era un carnivoro incallito. Un giorno a fra Ginepro che aveva osservato che il Natale cadeva di venerdì e dunque non si poteva mangiare carne il “poverello”  rispose che quel giorno, per  festeggiare la nascita del bambinello,  anche i muri dovevano mangiare carne. […]  Un frate che aveva tagliato una zampa ad un maiale per soddisfare la fame di un mendicante si prese un aspro rimprovero dal “poverello”, ma solo perché aveva danneggiato il proprietario del maiale. Incredibile ma vero. Insomma, amava tanto le creature  il “poverello” che se le mangiava con gusto. E lei giustamente ha preso il nome da questo individuo, che mi fa moralmente schifo. Infatti in una intervista ha dichiarato che il suo film preferito è Il pranzo di Babette. E che cosa si mangia in questo pranzo? Brodo di tartaruga e quaglie arrosto.
D’altronde, che cosa vi era da aspettarsi da chi, come lei, ha reso ufficiale la posizione della Chiesa sugli animali non umani?

Questo significa che anche la vita del peggiore criminale vale sempre più di quella di un innocente agnello.  E ciò che per lo Stato (almeno sulla carta) è reato (il maltrattamento degli animali) per la Chiesa non è nemmeno peccato di cui sia necessario confessarsi.  Ha capito che anche per questo io sono migliore di lei e che lei nulla ha da insegnarmi?
Perché non ha aggiunto che quel di Assisi approvò il programma di sterminio dei Catari (o Albigesi) del papa Innocenzo III? Perché non ha aggiunto che i francescani e i domenicani furono al servizio del tribunale dell’Inquisizione per bruciare al rogo eretici e asserite streghe? Lei non ha mai pensato, né ha mai detto, che vi fu un altro santo di nome Francesco che fu di tutt’altra stoffa, ben lontano dal carnivoro di Assisi: Francesco da Paola (1416-1507) che visse 91 anni e fu sempre vegano e ritenuto protettore (per chi ci crede) dei vegani. Con dignitoso disprezzo.

pietromelis.blogspot.com/2014/07/ultima-lettera-racc-ar-inviata-al-papa.html

Qui  sotto  alcune delle esternazioni del professore, caratterizzate da un odio frenetico e insaziabile per tutto ciò che è cristiano:

 

    SE GESU’ NON FOSSE ESISTITO
    BUONA PASQUA DI SANGUE CRISTIANO NON DI AGNELLI
    PAPA FRANCESCO: PAPA DA MANICOMIO
    UN PARROCO STRAGISTA DI AGNELLI
    GIUSTIZIA ANIMALISTA
    IL SANGUE DEGLI INNOCENTI RICADA SUOI LORO ASSASSI…
    ASSOCIAZIONI ANIMALISTICHE PUSILLANIMI
    ECCO L’INDIVIDUO DELLA CUI MORTE PIU’ VOLENTIERI G…
    ME NE FREGO DI NOTRE-DAME MENTRE SOFFRO PER ALTRO
    NOTRE-DAME BRUCIA E GLI IMBECILLI PREGANO LA MADON…
    CREDO IN UN DIO CRUDELE
    DEL MONDO DISSI MAL ANCHE DI CRISTO SCUSANDOMI COL…
    ODIO, DUNQUE ESISTO

 

Si resta senza parole. Si vorrebbe attribuire queste uscite ad una fissazione ossessiva individuale. Ma il professor Melis ha decine di lettori che commentano le sue uscite così:

“Sono stato letteralmente attaccato su un sito(non faccio nomi per carità)che ho esternato la morte di quasi tutta l’umanitâ perchè alla vista di un cane impiccato da trogloditi mi è partito l’embolo. Mah. intanto questi metaesseri continuano nella loro carneficina planetaria. IO NON MI TIRO INDIETRO!

O come questo:

“Oggi inizia il massacro degli innocenti. Perdonateci angioletti, non siamo riusciti a salvarvi dall’ingordigia dell’uomo”.

Un terzo:

Ci vorrebbe un “Partito” degli Atei, Vegani, Lao-Tzuiani [non competitivi], Autarchici…saprei per chi votare alle Ue, anche se so che di farsa trattasi. Ma facciamo finta che sia un Nostro Diritto. Del resto ancora lo temono FORMALMENTE…non è poco. Che si strozzino coi Cadaverini che si sgargarozzano.

Si scopre che esistono decine di siti animalisti , dall’associazione Cattolici Vegetariani (http://www.cattolicivegetariani.it/

alla “Giustizia Animalista”  con 160.789 follower),  si parla di un Esercito di Liberazione Animale” che  avrebbe incendiato camion, con questa motivazione:

“Quella che grava sugli animali è un’oppressione paragonabile alla dittatura nazista, allora si tratta di partigiani che compiono doverosi attentati incendiari

…Colpa di quel maledetto versetto della Bibbia che dà all’uomo facoltà di gestire le vite degli altri animali, senza dimenticare tutta quella schiera di schifosi pretacci che hanno colto la palla al balzo e hanno perpetuato nei secoli l’odioso antropocentrismo alla base dell’attuale sentire comune”

Si noti il tono dei discorsi: militante, apodittico,  ultimativo  – e imperativo: “voi  cattolici vergognatevi”;  “Lei mi fa moralmente schifo”,  “Si curi”,  lei è malato inguaribile di antropocentrismo”.

Insomma una schiera insospettabilmente numerosa e fanaticamente convinta che “La malattia mortale della Terra è l’antropocentrismo”, e pronta a lottare con ogni mezzo (anche violento) per  combattere come un crimine tale “antropocentrismo”. Il che significa, riconoscere agli animali i  diritti  che noi “antropocentrici” riconosciamo all’uomo.  Ossia i diritti assoluti alla vita,  al mantenimento, al benessere e alla pace  –  anzi di più, perché questi militanti, come risulta dai loro commenti, sono disposti ad uccidere gli esseri umani che criminalmente fanno soffrire cani e mangiano capretti, perché gli uomini sono colpevoli, mentre quelli sono “teneri cuccioli innocenti”,  anzi “angioletti” .

Ora, non c’è dubbio che questa tendenza – per quanto sia uno dei “Nuovi modi di essere matti”   che spuntano molto spesso in questa temperie di “liberà” di cui parlai in un precedente articolo (nota)   si inserisca ideologicamente in modo perfetto nella scia del capitalismo terminale e “libertario” che riconosce e impone i diritti delle “minoranze” più abnormi, proprio mentre sottrae diritti ai normali. I “diritti femministi” hanno comportato  a perdita del diritto  alla vita di sei milioni di feti – esseri umani futuri  –  nella sola Italia. La  tutela   della dignità dei LGBT va di pari passo con la sottrazione dei diritti al lavoro e alla dignità salariale, la  lotta a ogni “discriminazione”  si traduce in una censura assoluta del linguaggio nell’abolizione della libertà di opinione, nella criminalizzazione delle idee contarie ; la cura per i “gender” incerti si accompagna allo smantellamento dello stato sociale eccetera.

Insomma il capitalismo terminale ha già di suo abbandonato il detestato Antropocentrismo – ossia la convinzione che l’uomo sia al centro e titolare di diritti assoluti. Temo non sia lontano il tempo in cui gli animalisti eserciteranno la loro feroce  psico-polizia su  una società dove mangiar carne sarà censurato come un delitto ecologico dal sistema fianzairio s sovrannazionale, quello che ha scelto in Greta il suo profeta per ridurre i nostri consumi. Già   la prima hamburgheria di macinato di insetti  ha  aperto in Germania…

Il professor Melis e i suoi seguaci, controlleranno che noi non ci nutriamo d’altro  nel nuovo mondo post-Antropocentrico.

Al Melis soltanto una osservazione: l’ignoranza di accettare Rousseau come fonte “scientifica” che proverebbe che l’uomo nasce per essere vegetariano è di una fallacia e idiozia che supera la comicità.   Rousseau (e Melis  più colpevolmente) nulla sanno  del fatto che l’umanità  ha vissuto per centinaia di millenni la condizione di “cacciatore-raccoglitore”; che l’uomo preistorico fosse cacciatore  di selvaggina di grossa taglia è una evidenza della paleontologia, ma anche antropologica (basta pensare agli indiani d’America). Per di più, si è scoperto nelle  caverne de Lazeret, Francia Meridioanle, che persino l’Homo Erectus non solo cacciava  in modo organizzato e quasi industriale,  ma affumicava le carni  della selvaggina a scopo di conservazione. Apposto qui un mio articolo in proposito   : erectus
« Ultima modifica: Aprile 29, 2019, 13:01:01 pm da Vicus »
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Online Massimo

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Re:La grande menzogna del femminismo - Santiago Gascò
« Risposta #2 il: Aprile 29, 2019, 09:09:01 am »
Un solo appunto a Santiago: non aspettarti empatie dal femminismo e dalle femministe. Loro si vantano di non avere alcuna empatia per il genere maschile. La vista di una persona maschile sofferente o anche solo in difficoltà non suscita e non deve suscitare, per l'ideologia femminista, nessuna solidarietà da parte delle donne. E' uno spettacolo che va contemplato con fredda soddisfazione e va accompagnato dalla compiaciuta considerazione che questa è la situazione che meritano esseri sottosviluppati e deficienti quando non hanno i vantaggi di avere la legge dalla loro parte. Adesso che non sono più favoriti dalla legge e dalla loro forza fisica (gli unici vantaggi che hanno) ecco come si riducono. E' lo stesso atteggiamento che ebbe Goebbels quando visitò il ghetto di Varsavia dove furono ammassati centinaia di migliaia di ebrei in uno spazio ristrettissimo e molti furono forzatamente condannati alla fame (non si poteva alimentare tutti solo con il mercato nero) essendo totalmente isolati dal resto del mondo. Vedendo molti individui scheletrici sfiniti dai patimenti ebbe a dire "Ecco come si riducono questi parassiti quando non possono più vivere alle spalle degli altri". L'unico sentimento che provò fu il ribrezzo.
Aspettiamoci lo stesso sentimento da una femminista se mai ci trovassimo in difficoltà. E ricambiamo con lo stesso atteggiamento senza farci alcuna illusione sulla natura del femminismo che è suprematista e non paritaria come tanti fessi si ostinano a credere.
Un rilievo di natura culturale: il tuo nome significa San Giacomo, il patrono della Spagna. E' nel nome di San Giacomo Matamoros che gli spagnoli combatterono gli arabi invasori per ben 700 anni finchè nel 1492, con la caduta di Granada, alla fine li cacciarono dalla Spagna Se oggi i maschi spagnoli non si perdono d'animo, si libereranno dal dominio delle leggi femministe come sono riusciti a liberarsi dal dominio arabo. In questo verranno aiutati dalla imminente crisi finanziaria che, insieme al neoliberalismo, spazzerà via anche quel cancro che è il femminismo, l'unica ideologia totalitaria partorita dal Novecento che rimane tuttora in piedi. Già la notevole affermazione del partito Vox dovrebbe costituire un segnale di incoraggiamento per te in questo senso e che va in una direzione significativa.

Offline Cassiodoro

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Re:La grande menzogna del femminismo - Santiago Gascò
« Risposta #3 il: Aprile 29, 2019, 09:31:24 am »
Mi chiamo Santiago......
Benvenuto Santiago!
"Sì, sull’orlo del baratro ha capito la cosa più importante" - "Ah sì? E cosa ha capito?" - "Che vola solo chi osa farlo"

Offline Frank

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Re:La grande menzogna del femminismo - Santiago Gascò
« Risposta #4 il: Aprile 30, 2019, 01:14:55 am »
In questi giorni sto leggendo il libro di Santiago.
Bello.
Impressionante il numero delle note.

Peraltro ho anche scoperto delle cose che non sapevo, come quella relativa al fatto che dal primo codice penale spagnolo (1822) fino al 1983 è esistita in Spagna l'aggravante per i reati che avevano come vittima una donna, ciò che veniva denominato come "disprezzo di sesso".
Leggo che a seconda dell'epoca e della civiltà, il rapimento di una donna sposata equivaleva all'assassinio di un uomo libero (merovingi); oppure stringere la mano o il braccio di una donna era perseguibile con una multa pecuniaria (carolingi); toccarle il dito era punito di più dell'uccisione di un uomo libero e toccarle il petto valeva quasi la vita di quattro uomini liberi e di 90 uomini bifolchi (longobardi); la somma da pagare per una vergine era doppia rispetto alla vita di un uomo (sassoni), etc etc.


Pagina 310

Protezione della donna [...] 1944 [...] Il franchismo stabilì un'aggravante per i reati che avessero come vittime donne. Si chiamava "disprezzo di sesso" e rimase in
vigore per i 39 anni successivi (El Mundo, 11/12/2015)
N.d.A. Il cosiddetto "disprezzo di sesso" fu in realtà introdotto già nel primo Codice penale spagnolo del 1822, circostanza aggravante applicabile ai reati contro le persone di sesso femminile. Il soggetto doveva essere un uomo, la vittima una donna.
La norma fu abrogata nel 1983, centosessantacinque anni dopo.

Nel 643, il re Rotari fece scrivere le leggi longobarde [...] Cinquecento soldi valeva la vita di un libero, se veniva ucciso, naturalmente; sedici si pagava per il servo rustico, venti per il bifolco, cinquanta per il porcaio capo; di tre soldi era il risarcimento per l'aborto procurato a una cavalla o a una serva. Chi per via tentasse una donna doveva pagare novecento soldi; il libero che toccasse il dito di una libera era multato per seicento denari, per il doppio se toccava il braccio, se sopra il gomito, per mille e quattrocento soldi, se il petto, per mille e ottocento. Immaginiamo che i poveri, non potendo pagare tali esorbitanti multe e per non cadere in schiavitù, si guardassero dallo sfiorare il seno delle donzelle. (Storia della Schiavitù, p. 150)

Sotto i Merovingi e i Carovingi in Francia. Chiamarla "prostituta" senza averne la prova, è un'ingiuria che si paga quindici volte più cara di qualsiasi insulto rivolto a un uomo; il rapimento di una donna sposata equivale all'assassinio di un uomo libero; stringere la mano e il braccio di una donna sposata equivale all'assassinio di un uomo libero; stringere la mano o il braccio di una donna sposata provoca una multa da quindici a trentacinque soldi; l'aborto è proibito sotto pena di una multa di cento soldi; l'assassinio di una donna incinta costa quattro volte quello di un uomo libero; una donna che ha dato prova di fecondità vale tre volte un uomo libero; ma perde ogni valore quando non può essere madre. (Il secondo sesso, p. 127)

Nei codici sassoni, la somma da pagarsi al clan per l'uccisione di una vergine era doppia di quella dovuta per l'assassinio di un uomo.
(Voce Donna, p. 84)

Popoli slavi Medioevo. Una condotta indecente verso una donna - ad esempio, una sberla - era punita con sanzioni molto dure.
Colui che trattava la donna da prostituta, commetteva un reato contro di lei e contro i suoi figli; se in questo caso la donna apparteneva alla nobiltà poteva essere punito come se fosse stato un omicidio. Era gravemente punito trattare una donna da strega o accusarla di un'unione illecita o di figli illegittimi.
Nel XII secolo Abu-Hamid scriveva:"Se uno di loro [gli slavi] oltraggia una serva o il figlio di un altro, gli verrà sottratto tutto quanto possiede".
Dall'altra parte, era punito parimenti l'omicidio di un uomo e di una donna. Nell'articolo 88 della legge russa nel XI stabilisce:
"Se qualcuno ammazza una donna deve essere giudicato con gli stessi criteri come se avesse ammazzato un uomo".
Anche le leggi degli slavi balcanici prevedevano severe punizioni per lo stupro e l'omicidio di una donna. (Historia Mundial de la Mujer - Oriente, Africa negra, Asia, Oceania y America Precolombiana, pp. 64-65)
«Se potessimo vivere senza donne, faremmo volentieri a meno di questa seccatura, ma dato che la natura ha voluto che non potessimo vivere in pace con loro, né vivere senza di loro, bisogna guardare alla conservazione della specie piuttosto che ricercare piaceri effimeri.»
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Offline Vicus

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Re:La grande menzogna del femminismo - Santiago Gascò
« Risposta #5 il: Aprile 30, 2019, 01:58:33 am »
Mi pare necessario un commento a queste leggi (letteralmente) barbariche che rischiano lette in certo contesto di far pensare che oggi ci sia meno femminismo di allora.
Parliamo dei primi regni barbarici, tribali, che non conoscevano il diritto romano e da cui non c'era da aspettarsi un gran livello di civiltà.
E' verosimile che simili leggi draconiane, che non difendo affatto, cercassero (probabilmente senza grandi risultati) di arginare comportamenti molto diffusi e fuori controllo in un'epoca di continue razzie e quindi stupri.
Però non risulta che la donna fosse considerata un essere superiore all'uomo e sarebbe errato pensare che fosse un'epoca femminista: c'erano regole anche per le donne che non comandavano, non tradivano, non divorziavano, lavoravano in casa e nei campi senza scocciare e non riducevano gli uomini sul lastrico.
« Ultima modifica: Aprile 30, 2019, 02:13:30 am da Vicus »
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Offline Frank

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Re:La grande menzogna del femminismo - Santiago Gascò
« Risposta #6 il: Aprile 30, 2019, 21:54:07 pm »
Vicus, in epoche come quelle il femminismo non c'entrava nulla con certe leggi.
Peraltro, come ho già avuto modo di scrivere, mi reputo fortunato ad esser nato nel 1971 piuttosto che nel 571.
Per quanto mi riguarda non vorrei mai vivere in epoche del genere.
Non scherziamo.

«Se potessimo vivere senza donne, faremmo volentieri a meno di questa seccatura, ma dato che la natura ha voluto che non potessimo vivere in pace con loro, né vivere senza di loro, bisogna guardare alla conservazione della specie piuttosto che ricercare piaceri effimeri.»
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Offline gluca

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Re:La grande menzogna del femminismo - Santiago Gascò
« Risposta #7 il: Aprile 30, 2019, 22:42:18 pm »
Più che altro ste robe bisognerebbe farle leggere a quelle piallacazzi che "l'oppressione maschile bla bla bla"
L' oppressione non è mai stata legata al genere, MA ALLA CLASSE SOCIALE, ed e  è sempre stata per il 90% verso uomini e per il restante 10% verso di loro
La loro esistenza è sempre stata garantita in cambio del 10 per cento scarso di quello che veniva chiesto a un uomo (compreso il rischiare la pelle per i più svariati motivi), ma questo col cazzo che lo dicono ste stronze
Mio nonno morì a poco più di 30 anni per un incidente sul lavoro, mia nonna di malattia a 80 suonati

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Re:La grande menzogna del femminismo - Santiago Gascò
« Risposta #8 il: Maggio 01, 2019, 00:03:35 am »
Per quanto mi riguarda non vorrei mai vivere in epoche del genere.
Neanch'io, intendiamoci. Ma nel mondo maschile circolano leggende per cui l'uomo sarebbe sempre stato lo schiavo della donna, mentre fino a tempi recenti c'erano più equilibrio e più durata nei rapporti di coppia.
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

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Re:La grande menzogna del femminismo - Santiago Gascò
« Risposta #9 il: Maggio 01, 2019, 09:16:53 am »
Più che altro ste robe bisognerebbe farle leggere a quelle piallacazzi che "l'oppressione maschile bla bla bla"
L' oppressione non è mai stata legata al genere, MA ALLA CLASSE SOCIALE, ed e  è sempre stata per il 90% verso uomini e per il restante 10% verso di loro
La loro esistenza è sempre stata garantita in cambio del 10 per cento scarso di quello che veniva chiesto a un uomo (compreso il rischiare la pelle per i più svariati motivi), ma questo col cazzo che lo dicono ste stronze
Mio nonno morì a poco più di 30 anni per un incidente sul lavoro, mia nonna di malattia a 80 suonati


Parimenti, mio nonno paterno è morto a 73 di infarto a forza di vivere con una donna petulante, mentre lei che si lamentava sempre per ogni cosa e ogni malanno, è morta a novant'anni. Da notare che mio nonno si è fatto la guerra in Africa (Abissinia): partito nel 1937, è tornato a casa nel 1947 per essersi rifiutato, da prigioniero, di giurare fedeltà al nuovo governo di Badoglio. Quello che non sono riusciti a fare gli inglesi (è stato a combattere a Culquaber, l'ultimo ridotto a cedere, vicino al lago Tana, sei mesi dopo la resa ad Amba Alagi del Duca d'Aosta), quello che non sono riusciti a fare gli abissini, alleati degli inglesi (ammazzarlo), quello che non hanno fatto i restanti sei anni di prigionia (farlo crepare) sono riusciti gli anni di convivenza con una moglie lamentosa, brontolona e noiosa.
Quanto a mio nonno materno, anche lui è morto d'infarto perchè non voleva smettere di lavorare i campi con la stessa lena di prima, come aveva sempre fatto. Mia nonna che le piaceva invece uscire con le amiche è morta a 96 anni, un record. La mia voglia di evitare il matrimonio come la peste nacque allora. Spiattello tali esperienze in faccia alle varie femminucce che provano con me a fare discorsi di stampo femminista e chiedo sempre come conciliano queste realtà con la narrazione del "maschio privilegiato". Ottengo sempre di farle stare zitte.

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Re:La grande menzogna del femminismo - Santiago Gascò
« Risposta #10 il: Maggio 01, 2019, 11:50:55 am »
Neanch'io, intendiamoci. Ma nel mondo maschile circolano leggende per cui l'uomo sarebbe sempre stato lo schiavo della donna, mentre fino a tempi recenti c'erano più equilibrio e più durata nei rapporti di coppia.

Vicus, a parte alcuni uomini che scrivono nei vari blog e forum dedicati alla questione maschile, non ne conosco uno che asserisca qualcosa del genere.
Basta parlare con un qualsiasi uomo comune, per sentirsi rispondere che "in passato le donne erano schiave, come lo sono ancora oggi nei paesi musulmani", etc etc.
Credo non vada "mescolato" il mondo maschile dei vari blog e forum sulla QM (quattro gatti rispetto alla massa), con l'uomo medio che di certe questioni non se ne interessa neppure di striscio.
«Se potessimo vivere senza donne, faremmo volentieri a meno di questa seccatura, ma dato che la natura ha voluto che non potessimo vivere in pace con loro, né vivere senza di loro, bisogna guardare alla conservazione della specie piuttosto che ricercare piaceri effimeri.»
Augusto, 18 a.C.

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Re:La grande menzogna del femminismo - Santiago Gascò
« Risposta #11 il: Maggio 01, 2019, 22:42:21 pm »
Sia qui che su AVFM (addirittura nel regolamento) si rigetta il modello dell'uomo "provveditore" della donna che "si spacca la schiena" per lei. Si accetta un certo modello di parità (di origine femminista) in cui la donna lavora e l'uomo addirittura fa il mammo coi congedi di paternità, adducendo che così l'uomo non finirebbe sul lastrico in caso di divorzio. Non serve una laurea in statistica per stabilire la correlazione almeno temporale tra aumento dei divorzi e diffusione del lavoro femminile, come non serve essere avvocati per capire che un uomo può finire sul lastrico (o lameno perdere casa e metà del reddito) anche sposando un'ereditiera.
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

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Re:La grande menzogna del femminismo - Santiago Gascò
« Risposta #12 il: Maggio 01, 2019, 23:06:05 pm »
Bisognerebbe capire cosa si intende per "parità".
Quella propugnata dalle femministe è schiavismo chiamato parità, tipo chiamare la merda nutella.
La parità vera è quella dove a uguali diritti corrispondono uguali doveri, ovvero una roba della quale, nella società nostra, non si è mai sentito manco l'odore.
L'unico modello di società che, ad oggi, sia riuscito, seppur non del tutto, a realizzarla, è stato quello sovietico, che, difatti, dalle donne era a dir poco odiato.
Secondo me aveva ragione Montanelli, per certe cose ci vuole il vaccino.
Son loro a scassare il cazzo con la parità: diamogliela.
Ma per davvero, come nell'Unione Sovietica, poi vediamo se la vogliono ancora.
Mandiamole sui cestelli elevatori a scialbare muri per 8 ore con 6 gradi di temperatura, o a lavorare in fonderia d'estate, ché a lavorare davanti al PC siam buoni pure noi.
Poi vediamo se la vogliono ancora, la parità.

Offline Vicus

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Re:La grande menzogna del femminismo - Santiago Gascò
« Risposta #13 il: Maggio 02, 2019, 00:24:40 am »
Credo che funzionerebbe: in Russia ora vedi stuoli di donne in ginocchio nei monasteri ortodossi.
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

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Re:La grande menzogna del femminismo - Santiago Gascò
« Risposta #14 il: Maggio 02, 2019, 00:33:25 am »
Credo che funzionerebbe
Hai voglia
E per far sì che sia lo stato ad assegnare la maggior parte dei posti di lavoro (ovviamente pro quota: le sacerdotesse delle quote ci insegnano che ci voglion quelle, dunque quote siano) non occorre avere il KGB e quant'altro: basta nazionalizzare