Autore Topic: Resa dei conti e sparatoria a Macerata: gran bruttissimo segno  (Letto 5725 volte)

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Re:Resa dei conti e sparatoria a Macerata: gran bruttissimo segno
« Risposta #30 il: Febbraio 07, 2018, 21:32:21 pm »
Citazione
(ANSA) - ANCONA, 5 FEB - "Come sta la ragazza? Non volevo colpirla".

Giuro: questo tizio a quattr'occhi potrei gonfiarlo come una zampogna.
Definirlo un totale idiota inconsapevole è poco.

Peraltro il tipo mi ricorda un 41enne di mia conoscenza (un esperto di arti marziali, come me), il quale ce l'ha a morte con gli immigrati, ma solo se di sesso maschile.
«Se potessimo vivere senza donne, faremmo volentieri a meno di questa seccatura, ma dato che la natura ha voluto che non potessimo vivere in pace con loro, né vivere senza di loro, bisogna guardare alla conservazione della specie piuttosto che ricercare piaceri effimeri.»
Augusto, 18 a.C.

Alberto1986

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Re:Resa dei conti e sparatoria a Macerata: gran bruttissimo segno
« Risposta #31 il: Febbraio 07, 2018, 21:51:16 pm »
Io avevo un idiota di collega di lavoro con la stessa mentalità donnista di questo imbecille (era di origine palermitana). Praticamente non faceva altro che osannare Mussolini, pur non sapendo neanche lui perchè (in storia era un ignorante). La sua pagina FB era piena di sue foto in posa da pseudo macho (dico pseudo, perchè era tutto tranne che un duro) con la scritta sotto "no alla violenza sulle donne". Nel contempo veniva trattato dalla moglie come uno schiavetto: praticamente ogni fine turno la mogliettina (una tricheca della mia zona) lo chiamava per impartirgli ordini e ricordarsi di passare a compare il pane.  :D Lui, da buon zerbino, si metteva sugli attenti e recepiva gli ordini. Una volta chiuso il cellulare, riprendeva la parte dello pseudo macho definendo la moglie una "rompicoglioni".  :doh:
Per fortuna che, da allora, non l'ho più visto quell'idiota perchè il solo stargli vicino mi faceva venire l'orticaria.

Offline JAROD72

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Re:Resa dei conti e sparatoria a Macerata: gran bruttissimo segno
« Risposta #32 il: Febbraio 07, 2018, 22:31:18 pm »
Il puzzle è completo e conferma definitivamente che il tipo, oltre ad essere un totale imbecille, è anche il classico paladino donnista italico. Marcisca pure nella fossa che si è scavato da solo. Spero solo che il suo gesto criminale non si tramuterà, nel concreto, in un regalo pre-elettorale alla sinistra.

Il tipo non ha niente a che fare col giovane americano Dylan Roof o joseph Frankin o altri. Loro agivano per difendere la razza bianca e per innescare una lotta razziale. Traini ha agito da filo femminista neppure per difendere li bianchi dalle tante violenze che subiscono dai colorati. Tra l'altro nel libro MEIN KAMPF, in quella edizione, tra l'altro non integrale che i media di massa manipolati hanno mostrato per accostarlo al nazismo, di cui il paragone è fuori contesto, i negri occupano che poche pagine, niente di più.

Il fatto che si sia scusato con la donna, molto probabilmente lo avrà spinto l'avvocato, ma che Traini ha eseguito, forse, senza battere ciglio.

Poi per quanto riguarda la strategia dei servizi, io personalmente non ci credo. Vedere sempre complotti a 360 gradi a mio avviso è frutto di distorsione della realtà. Questo però non toglie che non vi siano, e in altri contesti esistano, ma non in questo. Tra l'altro gli sugli elettori non ha nessun effetto, sia che siano di destra radicale, anzi conferma proprio il contrario dato che credono ad una strategia dei servizi e alla sinistra che filo-nera da sempre.

Però ritornando al fatto, vorrei fare solo un breve accenno:http://en.rightpedia.info/w/Hate_crime

In genere i bianchi sono pochi, d'altra parte moltissimo di più coperti dal silenzio mediatico. Colin Flaherty l'ha documentato e anche Jared Taylor.

https://forum.termometropolitico.it/701887-generazione-femminicidio-ce-ne-fosse-uno-per-la-boldrini-ma-capisco-le-difficolta-11.html

Offline JAROD72

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Re:Resa dei conti e sparatoria a Macerata: gran bruttissimo segno
« Risposta #33 il: Febbraio 07, 2018, 22:32:42 pm »
Io avevo un idiota di collega di lavoro con la stessa mentalità donnista di questo imbecille (era di origine palermitana). Praticamente non faceva altro che osannare Mussolini, pur non sapendo neanche lui perchè (in storia era un ignorante). La sua pagina FB era piena di sue foto in posa da pseudo macho (dico pseudo, perchè era tutto tranne che un duro) con la scritta sotto "no alla violenza sulle donne". Nel contempo veniva trattato dalla moglie come uno schiavetto: praticamente ogni fine turno la mogliettina (una tricheca della mia zona) lo chiamava per impartirgli ordini e ricordarsi di passare a compare il pane.  :D Lui, da buon zerbino, si metteva sugli attenti e recepiva gli ordini. Una volta chiuso il cellulare, riprendeva la parte dello pseudo macho definendo la moglie una "rompicoglioni".  :doh:
Per fortuna che, da allora, non l'ho più visto quell'idiota perchè il solo stargli vicino mi faceva venire l'orticaria.

Gli italiani è risaputo sono feroci-filofemministi, spesse volte anche di destra e ragionano come i sinistroidi.

Offline Frank

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Re:Resa dei conti e sparatoria a Macerata: gran bruttissimo segno
« Risposta #34 il: Febbraio 08, 2018, 00:21:58 am »
https://forum.termometropolitico.it/701887-generazione-femminicidio-ce-ne-fosse-uno-per-la-boldrini-ma-capisco-le-difficolta-11.html

Come al solito, alcuni commenti in buona parte condivisibili, vengono rovinati dal tipico linguaggio disfattista e autodenigratorio dell'italiano medio.
Che senso ha il ficcarci ogni volta il termine ITAGLIANO ?

Citazione
E' un manifesto proprio ITAGLIANO al 100% di gran lunga molto peggiore di quello della Denevue e company.

Tra l'altro quello francese, degli spunti interessanti, dico degli spunti, non che fosse un ottimo manifesto, le ha. Questo itagliano è soltanto vittimismo totale.

Non dimentichiamoci poi che in tal mondo le donne sono tutte, o quasi femministe, di donne che ragionano come la Denevue ve ne sono. ma molto poche. E se ci sono ben poche hanno coraggio di dirlo pubblicamente.
Quindi, è un vittimismo nato da una psicologia femminista sinistroide che se fosse coerente non dovrebbe prendere le distanze da tale ambiente filo-femminista, sempre pronto a difenderle ed innalzarle.

L'ho già scritto in numerose occasioni e torno a ripeterlo: per motivi di lavoro (e non) ho avuto modo di conoscere molti uomini e donne provenienti dall'Europa dall'est; e non da oggi, ma già negli anni Novanta, ovvero quando i paesi dell'est erano nella merda più totale e l'Italia era la quinta potenza economica del mondo.
Beh, non ne ricordo uno (o una) che abbia mai usato i tipici toni autodenigratori dell'italiano medio.
E considerando che era gente vissuta in una dittatura comunista, di ragioni ne avrebbero avute.
Mah...
« Ultima modifica: Febbraio 08, 2018, 00:32:24 am da Frank »
«Se potessimo vivere senza donne, faremmo volentieri a meno di questa seccatura, ma dato che la natura ha voluto che non potessimo vivere in pace con loro, né vivere senza di loro, bisogna guardare alla conservazione della specie piuttosto che ricercare piaceri effimeri.»
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Re:Resa dei conti e sparatoria a Macerata: gran bruttissimo segno
« Risposta #35 il: Febbraio 08, 2018, 00:38:01 am »
Una volta chiuso il cellulare, riprendeva la parte dello pseudo macho definendo la moglie una "rompicoglioni".  :doh:

Sì, immagino che tipo fosse...
Tra l'altro, questi soggetti ignorano (o fanno finta di non sapere) che le femmine rompicoglioni* son così non solo per cause naturali, ma anche e soprattutto perché dall'altra parte (cioè quella maschile) non trovano chi mette loro dei ben saldi e robusti paletti.

@@

*
Tutte rompono i coglioni, mia madre e mia sorella comprese; ed è per questo che le suddette vanno stoppate sul nascere.
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Alberto1986

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Re:Resa dei conti e sparatoria a Macerata: gran bruttissimo segno
« Risposta #36 il: Febbraio 08, 2018, 14:33:59 pm »
Sì, immagino che tipo fosse...
Tra l'altro, questi soggetti ignorano (o fanno finta di non sapere) che le femmine rompicoglioni* son così non solo per cause naturali, ma anche e soprattutto perché dall'altra parte (cioè quella maschile) non trovano chi mette loro dei ben saldi e robusti paletti.

@@

*
Tutte rompono i coglioni, mia madre e mia sorella comprese; ed è per questo che le suddette vanno stoppate sul nascere.


Esattamente. D'altronde questo idiota di mio ex collega, una volta cercò di fare il duro al telefono con la responsabile femmina, per una questione di cambio turno. Questa responsabile, sapendo che aveva a che fare con un senza palle senza dignità, gli rispose autoritariamente, nonostante lui avesse pure ragione. L'idiota subito cambiò atteggiamento, si inchino totalmente porgendo mille scuse e chiamandola "dottoressa", nonostante questa fosse solo diplomata (forse).  :lol: :doh: :sick:

Offline Vicus

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Re:Resa dei conti e sparatoria a Macerata: gran bruttissimo segno
« Risposta #37 il: Febbraio 10, 2018, 00:55:24 am »
Il fatto ha un precedente, proprio nella zona di Macerata:
https://www.maurizioblondet.it/macerata-marcia-antifascista/

Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Offline JAROD72

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Re:Resa dei conti e sparatoria a Macerata: gran bruttissimo segno
« Risposta #38 il: Febbraio 14, 2018, 13:49:39 pm »

Offline Sardus_Pater

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Re:Resa dei conti e sparatoria a Macerata: gran bruttissimo segno
« Risposta #39 il: Febbraio 14, 2018, 23:49:16 pm »
Fanno solo pena.
Il femminismo è l'oppio delle donne.

Offline Vicus

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Re:Resa dei conti e sparatoria a Macerata: gran bruttissimo segno
« Risposta #40 il: Febbraio 15, 2018, 00:22:06 am »
Altro ottimo diversivo da questioni fondamentali. In Italia stiamo importando non solo delinquenza, ma persino cannibalismo (in cui sembrano rientrare i due casi di Macerata). Come cominciano ad ammetterlo le autorità canadesi:
https://www.maurizioblondet.it/accolto-macerata-immagini-estreme/
I contenuti dell'articolo sono intrascrivibili, speriamo non diventino la norma in Italia.
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Offline Vicus

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Re:Resa dei conti e sparatoria a Macerata: gran bruttissimo segno
« Risposta #41 il: Febbraio 15, 2018, 13:05:25 pm »
Il futuro nigeriano dell'(ex) nostro Paese
Di R. Dal Bosco

Abbiamo aspettato a far uscire un articolo sulla questione, tuttavia adesso che l’unica pista sensata sta prendendo piede anche fra gli inquirenti e i gazzettieri (parrebbe, almeno) vediamo di unire qualche puntino.

Che la giovane Pamela Mastropietro sia incappata in un omicidio rituale abbiamo avuto, sin dall’inizio, pochi dubbi.

La perizia con la quale hanno agito i barbari massacratori lascia presagire che abbiamo a che fare quantomeno con uomini assai avvezzi alla materia.

«Niente di mai visto, sentito o letto nella letteratura di anatomopatologia» ha scritto il medico legale Mariano Cingolani, al termine della seconda autopsia.

«Come si fa a disarticolare le ossa di una persona senza vita, fino a togliere cartilagini e legamenti per poi ripulire i piatti e le teste delle ossa con la varechina? Con quale perizia è possibile lasciare i femori nudi e ripuliti, con a parte cosce e tessuti? Perché Pamela viene ritrovata con la lingua tra i denti? E perché aveva dei buchi sul polso (la presunta overdose) visto che, per quello che si sa, il suo rapporto con gli stupefacenti si limitava a fumo e sniffate?» Sono le domande che si pongono gli articolisti del Messaggero.

Così come desta inquietudine, nella stampa nazionale, il sospetto che i 3 fermati stiano coprendo un individuo ulteriore, di cui gli africani – che di per sé non sono famosi per la difesa granitica dei propri codici d’onore – potrebbero avere paura.

La vagina e il collo di Pamela, lo sappiamo, mancano all’appello. Nessuno sa che fine abbiano fatto.

È che ai giornali fa difetto, più che l’immaginazione, una conoscenza minima della materia. O anche solo la voglia di procurarsela, o ancora: la paura di incappare nella più mostruosa verità.

All’Italia invece fa difetto la semplice capacità di vedere la realtà. Pamela squartata e divorata è, ha scritto Claudio Risé su La Verità, una bella metafora dell’Italia stessa. Tuttavia, anche qui, riusciamo a vedere bene la vittima, ma una visione nitida del carnefice è ancora molto lontana.

Non che la prospettiva non esista nel nostro immaginario: una Roma segretamente preda dei rituali di morte di cannibali africani era al cuore di uno strano film di quasi 45 anni fa, Il Profumo della signora in nero.

Chi legge EFFEDIEFFE invece può ricordare un paio di articoli sui massacri africani.

Parlare di Nigeria se si tratta delle follie sanguinarie del Continente nero, è come parlare del Beluga se si tratta di caviale.

L’ascesa dell’Ascia Nera

Ne ha parlato per primo lo psichiatra ex parlamentare di Forza Italia, UDR, Lista Dini, UPR, Verdi, UDEUR, ex diacono cattolico di rito greco-melchita e ora arcivescovo di una marginale frangia dell’ortodossia – nonché membro della massoneria – Alessandro Meluzzi. Il video ha fatto il giro di Facebook e pure di Whatsapp.

Il «molto reverendo» Meluzzi ha voluto fare un nome: Black Axe. La Black Axe è finita sui giornali italiani quando a fine 2016 le forze dell’ordine arrestarono in Sicilia 17 suoi membri a seguito di alcune aggressioni col machete.

«Punizioni atroci, torture fisiche, ritorsioni a metà tra la magia nera e le vendette mafiose. E poi affiliazioni, rituali, battesimi che prevedevano un rito particolare: bere sangue umano. Intorno ci sono gli affari, il business che prospera su un consenso sociale basato sulla più potente delle protezioni: l’omertà. Tutto gestito da un’associazione criminale organizzata come un vero e proprio Stato con i suoi capi, i ministri della difesa, i soldati, persino la sua festa nazionale: una struttura piramidale di obbedienza e terrore» scrisse Il Fatto: la commistione di magia, cannibalismo e capacità organizzativa è una cosa nuova per chi tratta il crimine organizzato come un puro fenomeno criminale.

La Black Axe, si disse, è tollerata dalla Mafia siciliana. La realtà è che ha stretto patti con tutti: dalla Yakuza giapponese ai cartelli colombiani. Si alimenta con la prostituzione (le ragazze nere sulla strada statale, ma anche ragazze di altra nazionalità), con la droga (si dice che una piccola parte del traffico dalla Colombia all’Europa, gestito in monopolio dalla ‘Ndrangheta calabrese, è riservato agli africani) e con gli internet scam: a chi non è capitato di ricevere delle email di truffa? I nigeriani, già nei primi anni duemila, costituivano i mandanti più di un terzo di queste frodi in rete. La Black Axe è inoltra attiva nelle violenze presso il turbolento Delta del Niger, dove l’ENI ha la sua controversa operazione petrolifera.

Insomma, una «mafia» vera e propria, apparentemente più moderna della Triade cinese, e sicuramente più stabile delle micro-mafie kosovare, bulgare, romene che emergono variegatamente in Europa.


In realtà, si cominciò a sentir parlare di questa «mafia nigeriana» già quando a fine anni Novanta sorsero i primi problemi di ordine pubblico nei neoghetti come Via Anelli, a Padova. Allora si disse che molti di quegli strani negozi africani che vendono parrucche sono in realtà strumenti di riciclaggio per gli africani, ma la faccenda non ha mai bucato lo schermo. La Black Axe (che ufficialmente si chiama Neo-Black African Alliance) è definita in Nigeria un «campus cult». Una «setta universitaria».

Campus cult

Di fatto, tutte le bande criminali nigeriane che prosperano in Nigeria e all’estero sono organizzazioni di derivazione universitaria. Esse sono l’evoluzione africana di quelle confraternite che negli USA hanno per nomi acronimi greci, mentre in Italia possiamo contare il fenomeno della goliardia; inutile sottolineare come questi fenomeno abbiano un sapore massonico, che va dalla Skull and Bones di Yale (dalle quale sorgerà l’OSS e quindi la CIA)
a quella Unione Goliardica Italiana (UGI) che incuberà tutti i figuri dell’ultralaicismo politico nazionale da Pannella a Craxi, da De Michelis a Flores d’Arcais, dal padre di Eugenia Roccella a Cicchitto, Jannuzzi, etc.).

Le confraternite, dopo la laurea, portano spesso gli adepti alla politica; in Africa la politica è fatta con il sangue.

Gli albori si ebbero negli anni Cinquanta, quando un futuro premio Nobel per la Letteratura, Wole Soyinka, creò con un gruppo di studenti («I magnifici sette») del College di Ibadan (all’epoca parte della University of London) la confraternita dei Pyrates. Rileviamo come tra Nobel e Università Inglese anche qui l’odor di Loggia sia sul serio fortino. I Pyrates, che si oppongono alla spocchiosa élite nazionale, gemmeranno negli anni Sessanta altri gruppi come la National Association of Seadogs (NAS) e i Bucaneers, oltre che i Black Axe.

Negli anni Ottanta i 300 istituti del Paese erano colonizzati da nuove sigle: «Supreme Eiye Confraternity» (detta anche National Association of Air Lords) «Eternal Fraternal Order of the Legion Consortium» (detta anche Klansmen Konfraternity, con tanto di simboli KKK!), «Supreme Vikings Confraternity» (detta anche degli «Adventurers» oppure «Norsemen Club of Nigeria»).

Quando emerse il carattere violento delle confraternite il potere politico (in grande ebollizione tra guerre civili e colpi di stato) prese nota: dagli anni Ottanta, i militari cominciarono a finanziare ed armare i campus cult, poiché considerati come una forza di opposizione contro i sindacati studenteschi.

È in questo periodo che emersero nelle confraternite vari riti, alcuni dei quali legati all’animismo Vodun dell’Africa Occidentale.

Così, negli anni Novanta, sorsero decine di nuovi cult: «Brotherhood of the Blood», «Victor Charlie Boys», «Second Son of Satan», «Night Cadet», «Sonmen», «Mgba Mgba Brothers», «Temple of Eden, «Trojan Horse», «Jurists», «White Bishops», «Gentlemen Clubs», «Fame, «Executioners», «Dreaded Friend of Friends», «Eagle Club», «Black Scorpion», «Red Sea Horse», «Fraternity of Friends», «Deebam, «Supreme Vikings Confraternity» (SVC)», «Icelanders», «Outlaws».

Un tripudio di nomi che pare un festival di Heavy Metal, con la differenza che qui la violenza non è immaginata, ma agita nel modo più ferale.

  Il culto segreto è morte! — Questo incredibile poster sulla sicurezza avverte gli studenti della presenza pericolosa di "culti segreti" o di fraternità criminali che operano nei campus universitari nigeriani.
I campus cult divennero in Nigeria sinonimo di gang criminale, con in più il tocco di Vodun. Una mafia dedita alla violenza e alla magia più sanguinarie.

La propaganda del governo, sempre più intaccato nella sua autorità da queste mafie parasataniche, si colorava spesso di tinte cristianiste al limite del parodistico.

Nel 1999 la Black Axe compì una strage alla Obafemi Awolowo University, facendo a pezzi quanti nel sindacato studentesco avevano denunciato l’attività di membri del cult — i membri della setta stavano immagazzinando mitragliatori presso i dormitori.

Ad ogni modo, è bene capire che la Black Axe non è l’unica setta che ammorba il grande Paese africano. E neppure si può dire che, in un Paese che ha legiferato per punire il «possesso di teschi umani» (Criminal Code 1990, sezione 329) o la «minaccia di stregoneria» (sezione 210) sia l’unico soggetto interessato agli omicidi rituali.

Ricordiamo inoltre che il Codice Criminale nigeriano prevede alla sezione 319 la pena di morte per gli omicidi. Motivo per cui l’Italia, a causa della sua legge che proibisce l’estradizione in un Paese con tale pena, mai potrebbe rispedire indietro gli assassini anche più efferati. Anzi, mi ha confidato un lavoratore della pubblica amministrazione, vi sono casi in cui la richiesta d’asilo è fatta proprio su questo argomento: ho ucciso un uomo in Nigeria, non potete mandarmi indietro — né tantomeno mettermi in galera perché di questo omicidio non avrete mai certezza.

Ma torniamo in Africa.

La realtà dell’omicidio rituale

Secondo un documento dell’Immigration and Refugee Board of Canada, gli omicidi rituali sono «una pratica comune» in Nigeria, e in costante aumento nell’ultimo ventennio. Un giornale locale, il Vanguard, registra come gli omicidi rituali coinvolgano anche e soprattutto la parte alta della società, con picchi di indagini quando le elezioni sono dietro l’angolo.

Il movente è sempre il medesimo: il sacrificio umano come atto magico per propiziare magicamente la propria vita, aiutare la propria carriera. Oppure per vendere le parti del cadavere per pozioni, con il medesimo fine. I casi si sprecano.

Fine agosto 2017: la polizia riferisce l’arresto di un uomo, tale Roland Peter, che avrebbe rapito e ucciso la sua vittima al fine di usarne l’intestino: quando entrano in casa, lo trovano intento a preparare con le interiore del sacrificato una zuppa al pepe.

Il rapimento, si apprende, avviene spesso tramite camuffamento: gli assassini si posso travestire da autisti di autobus per poi portare la vittima nel luogo di macellazione.

Il 17 agosto 2017 viene rinvenuto il cadavere di una bambina di quattro anni nella zona Iwaya di Lagos. È stata sgozzata nei pressi di un tempio nello stato di Ogun. Nessun arresto è stato eseguito.

Il 20 agosto 2017 in un appartamento di Port Harcourt viene rinvenuto un altro corpo senza vita di bambina. Ha otto anni e si chiama Chikamso Victory. Un uomo di 23 anni, Ifeanyi Chukwu Dike, l’ha rapita, violentata e ammazzata. Particolare: non viene arrestato dalla polizia, ma da un gruppo di vigilantes civili. Al momento del ritrovamento, alcune parti del corpo mancano: occhi, lingua e seni, nonché – similmente al caso di Pamela – la vagina. I pezzi asportati erano conservati in un sacco di polietilene, «in attesa di essere portati dai contatti dell’uomo».

C’è un altro pattern a noi famigliare che ci permettiamo di segnalare: la polizia, poco dopo, dice che il sospettato è fuggito dalla custodia. Esattamente come Marc Dutroux, il mostro di Marcinelle, il pedofilo assassino che riuscì a fuggire da un cellulare della polizia, da alcuni ritenuto il procacciatore di carne fresca dei potenti di Bruxelles, e per questo a lungo aiutato a schivare indagini e galere.

30 marzo 2017, stato dell’Oyo: un ritualista sospetto (li chiamano così, ritualists), Tunde Jimoh, viene acciuffato dalla polizia. L’uomo parte a descrivere con dovizia di particolari come lui e la sua gang abbiano rapito la vittima Akintoye Oyeyemi per portarlo nella foresta e ucciderlo a sangue freddo. Successivamente, dice, hanno portato il corpo a un chierico musulmano per preparare i miscugli per i money ritual, le liturgie per il successo economico. La vittima ha i polsi tagliati (come Pamela?), il cuore asportato, come pure le gambe.

Il sospettato viene beccato quando sta per disfarsi del resto del cadavere tra i cespugli.

Nel 2016 viene rinvenuto vicino alla diga di Usuma un corpo di donna: un seno è tagliato via, il resto del corpo segato in due dall’addome. Nessuna idea se non quella che si è trattato di un ritual murder.

A Ikorodu, sobborgo di Lagos, operano i Badoo Boys, gruppo di ritualisti ritenuti colpevoli di almeno 50 omicidi. La polizia e i vigilantes arrestano 200 sospettati. Il loro modus operandi è lineare: entrare nelle case di notte e spaccare crani con delle pietre — per inciso, un fenomeno di cui ho sentito parlare anche nella capitale della dea del sacrificio umano, Calcutta. In seguito, puliscono il sangue e le cervella con dei fazzoletti, che poi rivendono a 500.000 naire nigeriane, cioè circa 1100 euro. Gli arrestati hanno raccontato di essere solo degli «errand boys», dei fattorini per ricchi politici della capitale.

Vi sarebbe un luogo nella foresta fuori della città di Enugu che svolge il ruolo di tana dei ritualisti, dove le forze dell’ordine hanno recuperato miriadi di resti umani freschi e in decomposizione. Alcune tane dei ritualisti sono situate nei tunnel.

In generale, nessun luogo sembra essere al riparo dalla minaccia ritualista. Nel settembre scorso furono arrestati alcuni sospetti ritualisti alla fermata dell’autobus, dove fingevano di essere pazzi. La polizia trovò che disponevano di almeno quattro tessere bancomat e oltre 100 siringhe macchiate di sangue. Uno dei sospetti fu linciato dalla folla, altri due portati via dalla polizia.

Che si tratti psicosi sociale o realtà è difficile dirlo, del resto questa è l’Africa.

Nel villaggio di Soka, nello stato di Oyo, fu scoperta una tana con 20 cadaveri, quasi tutti di persone dichiarate scomparse dalle famiglie. Altre 18 persone sono salvate. Una delle ragazze tratte in salvo testimonia di essere stata rapita durante un colloquio di lavoro in un altro stato, l’Ogun.

Vi è un caso celeberrimo avvenuto nello Stato di Imo, chiamato dalla stampa locale «la Otokoto saga», dal nome dell’albergo dove fu trovato il corpo. Ad ucciderlo un importante businessman cultista, con il dettaglio che la vittima era suo assistente. Questo assassinio, dicono, non è la cosa più strana avvenuta in quell’albergo.

Protestanti e musulmani cannibali

La questione pare toccare anche figure religiose, nonostante gli investigatori abbiano dichiarato che si tratta per lo più di cultisti che usano le religioni maggiori come copertura.

Sempre a Ikorodu, un pastore protestante avrebbe ucciso un bambino di sette anni e sepolto la sua testa sotto l’altare. Altri pastori sono stati arrestati con simili accuse.

Nell’area di Badagry presso la capitale, a inizio 2017, una donna non identificata diviene vittima di un assassino rituale mentre si reca da un popolare chierico islamico in un luogo chiamato Alfa. La testa della signora e altri parti del corpo sono ritrovate dal sessantaduenne Toafeek Hassan, che dichiara che sarebbero state usate da Alfa per preparare pozioni.

Il Tesoriere del Partito Democratico d’Azione Offiong Okon, in una recente intervista, ha dichiarato: «Prima che una chiesa sia stabilita e la licenza concessa, il Governo dovrebbe condurre indagini, perché molti dei leader e fondatori della chiesa sono ritualist, che agiscono in qualità di Pastori. Il Governo dovrebbe indagare sui pastori e dare scacco matto alle loro attività perché ciò che fanno è sotto la copertura dell’essere un leader religiosi».

Mercato negromantico

«Le ricerche – scrive il quotidiano nigeriano – dimostrano che le parti femminili sono più richieste di quelle maschili. Ciò avviene a causa di quello che è descritta come la “potenza” di alcuni organi come i seni e i genitali all’interno di money ritual da parti di herbalist [erborista, sciamano, NdR] o gruppi occulti».

Un rilievo che sembra importante nel caso di Macerata. Qualcuno ancora vuole domandarsi dove è finita la vagina della povera ragazza italiana squartata?

Il giornale raccoglie la testimonianza di un herbalist, tale Oseni Bello, che ammette di aver preparato pozioni con parti umane ma di non avere mai preso parte ad un omicidio. Alcuni rituali, dice Bello, servono ad allungare la vita. Il cuore è usato per preparare pozioni per il coraggio e la paura. Le vergini e i bambini, racconta, sono invece utilizzati da politici e ufficiali di Governo per rituali per la longevità e la protezione da attacchi spirituali. Per queste ragioni, sostiene lo sciamano, gli omicidi rituali in Nigeria sono in aumento.

Nel 2015 un politico del sudovest del Paese fu sorpreso dal suo autista con il corpo di un bambino nato da pochi giorni: secondo la voce – il politico non è nominato dalla stampa – stava bevendone il sangue. L’autista stava portando il politico ad una «funzione» nella savana; non vedendolo tornare, egli andò a cercarlo, trovandolo nudo mentre si cospargeva la bocca del sangue di un neonato. Due settimane dopo il povero driver muore in circostanze misteriose. La storia è uscita perché prima di morire si era confidato con un pastore.

Nessun nome viene fatto trapelare.

Vi è un traffico di resti umani che si è sviluppato parallelamente agli omicidi rituali, ed è quello dei cimiteri. I guardiani fanno affari riesumando i cadaveri poche ore dopo la sepoltura e sezionandone le parti che interessano a chi prepara le pozioni. Vi sono agenti intermediari che praticamente operano in ogni cimitero nigeriano, pronti ad agire la notte stessa in cui il cadavere è intombato. I clienti finali sono gli herbalist o persone in vista che si riforniscono tramite intermediari.

Riporta sempre il Vanguard che sono alcuni mercati in Nigeria dove è possibile acquistare apertamente carne e resti umani vari.

«Abbiamo visto che una testa umana fresca può andare da 60.000 naira (circa 135 euro) in su, mentre un teschio è venduto per 20.000. Le gambe fresche sono vendute per 30.000 ciascuna, mentre una gamba decomposta viene venduta per 20.000. Un dito fresco viene venduto per 5.000, se decomposto o per 3.000. Gli intestini freschi sono venduti per 20.000 mentre quelli secchi sono venduti per 5000. Pezzi di ossa fresche sono venduti per 2.000 e oltre».

La grande sostituzione religiosa

Ci fermiamo qui, anche se potremmo andare avanti per ancora molto tempo. Ci siamo limitati al solo 2017. Per chi volesse rendersi visivamente conto di quanto scriviamo, basterà scrivere nigerian ritual killings in qualsiasi motore di ricerca.

Il sacrificio umano, lo squartamento, e la probabile cannibalizzazione della povera Pamela sono una realtà con la quale l’Italia dovrebbe fare i conti. Perché importando a spese del contribuente masse di nigeriani – e non solo – stiamo giocoforza importando questa orgia di morte.

Lo potrebbe capire anche un bambino. Non lo capisce la politica italiana dell’era Kalergi; non lo capisce la Chiesa immigrazionista che ha rinunciato – così mi è capitato di udire apertis verbis da un prete dell’accoglienza – a convertire gli stranieri. Oppure finge di non capirlo.


Perché, al di là della Black Axe, i cult sono diffusi in tutta la società nigeriana – e con ampi aiuti dalle forze governative –, al punto che è desiderabile entrarvi per non incorrere nella loro violenza. Le famiglie senza cultisti sono attaccate, intimidite, sfruttate. Gli artigiani si associano per proteggere la loro attività. Oppure perché, rileva un articolo, viene loro concesso di stuprare a volontà. Proprio così: «mentre alcuni vedono lo stupro come il mezzo per ottenere una libbra di carne in particolare dalle signore che hanno respinto le loro avances, altri traggono semplicemente piacere da esso. Coloro che stuprano per piacere, registrano il loro atto e minacciano di caricarlo su internet se la vittima rivela il crimine alla polizia o ai genitori».

Niente di nuovo sotto il sole, si dirà. Gli stupri di gruppo ci sono anche qui. Vero, ma questa è solo una parte visibile del processo, di cui l’arrivo fisico degli africani è il compimento materiale: l’Italia si africanizza.

L’Italia si ri-paganizza. E non per servire gli dèi che si studiano al Liceo Classico: per servire dèi violenti e assassini, dèi che disprezzano la vita e la considerano come un bene sempre spendibile nella magia dell’individualismo più sfrenato.


Pensavate che si trattasse di una sostituzione etnica? No, è più di così. L’immigrazione sta preparando la vera sostituzione religiosa, quella per la quale al sacrificio di Cristo si sostituirà il sacrificio umano.
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.