Autore Topic: La Bella Bestia di Auschwitz: la storia agghiacciante di Irma Grese  (Letto 2388 volte)

Offline Frank

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Citazione
di Luigi Margarita
Considerata una delle donne più crudeli della storia, la bella Irma Grese è uno dei simboli dell’orrore dei campi di concentramento nazisti. I suoi perversi appetiti sessuali e il suo sadismo sono stati causa di sofferenze indicibili per molti prigionieri.

Uno degli eventi più terribili del XX secolo è stata, senza dubbio, la Seconda Guerra Mondiale. Un frammento di storia che doveva portare alla Shoah, che, nelle parole dell’ideologia nazista significava la “soluzione finale“. Un periodo condizionato dal delirio di onnipotenza di un regime guidato da un solo uomo. L’esaltazione della “razza ariana” e la pulizia razziale in Europa, attraverso un genocidio in cui quasi 6 milioni di ebrei sono stati uccisi, sono state tra le cose peggiori che l’uomo abbia mai fatto nella sua storia… sono la prova di quanto grande può essere la cattiveria, la miseria e l’arroganza umana.
In questo contesto, il Terzo Reich portò alla ribalta alcuni personaggi femminili che superano anche la più fantasiosa e orrorifica immaginazione. Note per i loro eccessi e il gusto particolare nell’infliggere sofferenza, nonché per essere state fedelissime alle SS tedesche, María Mandel, Ilse Koch, Hermine Ryan-Braunsteiner e Irma Grese sono state responsabili di aver scelto personalmente migliaia di donne e bambini da uccidere nelle camere a gas; con la particolarità di aver attuato metodi che vanno oltre la crudeltà, fino al sadismo più sfrenato.

Irma Grese, meglio conosciuta come “la Bella Bestia“, nacque il 7 ottobre 1923 a Wrechen, in Germania. È stata, secondo le accuse mosse contro di lei al processo di Belsen del 1945, una delle “più bieche e odiate figure” dei campi di concentramento. Lei, ad un primo sguardo, poteva essere considerata una bella e giovane ragazza. Aveva, infatti, solo 19 anni quando divenne membro dell’SS. Fu “Supervisore Anziano” nei campi di concentramento di Auschwitz, Ravensbrück e “Direttrice dei Lavori” a Bergen.
Irma Grese avrebbe voluto fare l’infermiera e aveva un carattere molto timido da bambina. Sua madre si era suicidata nel 1936, quando Irma aveva solo 13 anni. Durante gli anni dell’adolescenza, cambiò tutto; la timida ragazza si trasformò in un personaggio spietato, forse a causa dell’indottrinamento di stato a cui lei, come tutti i giovani tedeschi, era sottoposta. Si mise spesso nei guai a scuola,  ed infatti la abbandonò all’età di 15 anni. Il padre era un oppositore del regime di Hitler, ma ciò non impedì alla figlia di sviluppare una precoce simpatia per l’ideologia nazista. Il suo fanatismo la portò ad iscriversi alla Lega delle ragazze tedesche (Bund Deutscher Mädel), un’organizzazione di giovani naziste. Suo padre, dopo aver appreso dei progetti di lavorare nel campo di Ravensbrück, la cacciò di casa, un fatto che, denunciato dalla Grese stessa, gli causò la galera.

Finito l’addestramento, Irma Grese si rese protagonista di varie atrocità nei campi di concentramento durante gli anni 1942-1945. Queste crudeltà gli valsero diversi soprannomi tra i quali “La Cagna di Belsen“. Secondo la testimonianza al processo per crimini contro l’umanità in cui fu giudicata, una delle torture preferite dalla Grese, consisteva nell’infliggere delle ferite ai seni delle prigioniere, con l’intento di causare infezioni e la successiva rimozione dei seni, che avveniva senza anestesia. Uno spettacolo a cui assisteva con il solo fine dell’eccitazione sessuale.

Oltre a molestare uomini e donne, fu una dei responsabili della selezione di coloro che venivano inviati alle camere a gas. Secondo la testimonianza di Luba Triszinska, una sopravvissuta all’Olocausto, non dava da mangiare ai cani per giorni e giorni, in modo che essi fossero affamati, e divorassero i detenuti indisciplinati o più deboli. Fu accusata di varie torture inflitte ai bambini, di far lavorare fino alla morte i prigionieri, di aver lapidato uomini e donne colpendoli con delle grosse pietre in testa (come Klara Lebowitz), di uccidere le donne a calci (per questo fine indossava sempre degli stivali pesanti e appuntiti). Godeva nel sentire il terrore dei prigionieri; godeva nel selezionare donne sane e dichiararle malate, condannandole a diventare cavie per sadici esperimenti. Le sono accreditati non meno di 30 morti al giorno durante il suo servizio di supervisore.

Fu processata nel 1945 nel famoso Processo di Belsen e venne condannata all’impiccagione come criminale di guerra, a soli 22 anni, senza che, nell’istruttoria, avesse mai avuto segni di pentimento per il suo passato e di abiura verso la fede nazionalsocialista. Durante il processo Grese ebbe, infatti, un comportamento arrogante e cinico, rispondendo alle domande con brevi frasi come “sì”, “no” o “non so”, con un sarcasmo che rasentava l’insolenza.
«Se potessimo vivere senza donne, faremmo volentieri a meno di questa seccatura, ma dato che la natura ha voluto che non potessimo vivere in pace con loro, né vivere senza di loro, bisogna guardare alla conservazione della specie piuttosto che ricercare piaceri effimeri.»
Augusto, 18 a.C.

Offline Vicus

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Re:La Bella Bestia di Auschwitz: la storia agghiacciante di Irma Grese
« Risposta #1 il: Dicembre 03, 2017, 00:41:46 am »
 :ohmy: Proprio una bestia.
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Alberto1986

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Re:La Bella Bestia di Auschwitz: la storia agghiacciante di Irma Grese
« Risposta #2 il: Dicembre 03, 2017, 17:19:58 pm »
Ottimo Frank. Si potrebbe creare una sottosezione tipo "violenza femminile nella storia" dove poter riportare tutti i vecchi casi di violenza femminile tipo questo.

Offline Vicus

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Re:La Bella Bestia di Auschwitz: la storia agghiacciante di Irma Grese
« Risposta #3 il: Dicembre 03, 2017, 17:29:04 pm »
Anche per me l'idea è buona, ne discutiamo in staff insieme a quella proposta da Fazer.
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.


Offline Vicus

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Re:La Bella Bestia di Auschwitz: la storia agghiacciante di Irma Grese
« Risposta #5 il: Gennaio 13, 2021, 02:45:53 am »
Forse non è del tutto consigliabile farcire un forum maschile con fatti di sangue, ma vista la demonizzazione degli uomini, farlo nel modo giusto potrebbe bilanciare l'immagine sperequata che si ha dei due sessi.
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Online Massimo

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Re:La Bella Bestia di Auschwitz: la storia agghiacciante di Irma Grese
« Risposta #6 il: Gennaio 13, 2021, 09:47:20 am »
Lei finì impiccata insieme solo ad altre due donne implicate negli orrori del nazismo. Le altre la fecero franca, per il fatto di essere donne. Impiccare donne non era piacevole per gli aguzzini maschi appartenenti alle forze armate alleate. Irma Greese finì sulla forca perchè un tale personaggio si era macchiato di tali crimini che non si poteva passare sopra sul fatto di essere donna. Ma per le altre l'appartenenza al genere femminile fu il passaporto per la salvezza. Alla fine della guerra si ebbero ben 480 esecuzioni di uomini contro soltanto e appena tre (diconsi TRE) esecuzioni di donne naziste. E poi parlano di discriminazione a danno delle donne e di "patriarcato". Il regime "patriarcale" nazista diede a molte donne tedesche cariche e posizioni di potere assoluto e incontrastato su altri esseri umani e alla fine della guerra e dei crimini nazisti ci fu sì una discriminazione, ma a favore delle donne naziste: la maggior parte di loro evitò la forca e poterono salvarsi. Di questo "ovviamente" riviste, periodici e "studi" femministi non parleranno. Tra due settimane avremo, in occasione della rievocazione della giornata del 27 Gennaio dedicata alla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, interviste, approfondimenti e filmati sul nazismo e i suoi crimini. Pensate che ci sarà una pagina dedicata ad Irma Greese e alle sue colleghe? Io ci conto poco. Anzi, non ci conto per niente.

Offline Vicus

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Re:La Bella Bestia di Auschwitz: la storia agghiacciante di Irma Grese
« Risposta #7 il: Gennaio 13, 2021, 10:24:40 am »
Violette Morris si macchiò di gravi crimini di guerra. Casualmente, era lesbica e femminista e dopo una acclamata carriera di lanciatrice del martello :doh:


si fece asportare il seno per somigliare a un uomo,


tirare di boxe e pilotare auto sportive (non girava agevolmente il volante):


Il suo motto riecheggiava quello che sentiamo ripetere sui media ogni minuto:  "Quel che fa un uomo, Violette può farlo!"
Quando non era presa da impegni così importanti per una donna, torturava e uccideva uomini per conto della Gestapo.
Una sinistra figura di femminista che anticipò il presente. E una lezione della storia di cui non si vuole tener conto.

Questo articolo ne elogia le virtù femministe e, a differenza di altre fonti, tenta di minimizzare le sue responsabilità di collaboratrice della Gestapo:
https://pochestorie.corriere.it/2019/08/02/violette-morris-una-vita-da-atleta-femminista-una-morte-da-spia-nazista/
« Ultima modifica: Gennaio 13, 2021, 11:16:35 am da Vicus »
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.