Autore Topic: Wu Ming  (Letto 674 volte)

Offline COSMOS1

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Wu Ming
« il: Febbraio 20, 2017, 20:12:10 pm »
una utente (?) del forum ci segnala questo articolo e i relativi commenti: http://www.wumingfoundation.com/giap/2017/01/femminicidio-non-esiste-dice-negazionista/
si tratta dell'analisi di un articolo di un tale Astutillo Smeriglia il quale dimostrerebbe statisticamente che il femminicidio non esiste e verrebbe citato da tre anni (???) da tutti i negazionisti del femminicidio (???)

quindi: Smeriglia avrebbe una certa definizione di femminicidio e in base a tale definizione dimostrerebbe statisticamente che non esiste

le critiche più fondate del Wu Ming sono, a mio parere:
  • il femminicidio non può essere analizzato con mezzi statistici ma è campo di indagine delle scienze umane
  • i femminicidi sono così pochi che non si possono fare statistiche, vanno analizzati uno per uno
  • la definizione di femminicidio include il movente, il quale movente non compare in nessuna banca dati a nostra disposizione
magnifico, siamo assolutamente d'accordo. Quindi anche se la dimostrazione dello Smeriglia è statisticamente scorretta, anzi proprio perchè è statisticamente scorretta, dobbiamo concludere che non è possibile fare alcuna statistica sul femminicidio.
Ciò detto però Wu Ming va in cortocircuito, perchè giunge alla dimostrazione del femminicidio con la seguente osservazione:
UN CERTO NUMERO DI OMICIDI DI DONNE AVVIENE TRA LE MURA DOMESTICHE, DA PARTE DI FAMIGLIARI, CONOSCENTI, AMANTI, FIDANZATI, ETC
 :hmm:


inoltre il femminicidio sarebbe una cosa grave e bruttissima perchè evidenzierebbe l'esistenza di rapporti di potere che dividono e contrappongono maschi e femmine
 :hmm:


ma come? avete appena detto che per la definizione del femminicidio l'analisi del movente è fondamentale e vi accontentate di una descrizione sociologica dell'assassino?
Ora, caro Wu Ming, ci consenta, non spari cazzate!
A noi sta benissimo qualunque discussione statistica finchè rimane nella statistica, epperò:
  • noi non ci siamo limitati a fare statistica, noi abbiamo tentato una minima analisi motivazionale dei casi di omicidio di donne riportati dalla stampa. Ora, caro Wu Ming, ma lei come considera un padre che uccide la figlia disabile perchè avanzando la propria età ha paura che in futuro non ci sia più nessuno ad accudirla? Come considera un uomo che uccide la moglie malata di Alzheimer perchè l'ASL ha negato l'assistenza domiciliare e lui non vuole vederla ospedalizzata? Come considera l'uomo che uccide la moglie che rifiuta di fargli vedere i figli?
  • il potere è uno strumento utile nella descrizione sociologica di alcune scuole di pensiero. Non è necessariamente una chiave di lettura universale. Siamo d'accordo che per Darwin vince il più forte, ma non è del tutto vero. A dir la verità Darwin sostenne che vince quello che è più capace di adattarsi e quindi di cooperare. Perciò non il potere ma la collaborazione, la concordia sostiene le società umane.
  • l'ipotesi "femminicidio" si basa sull'esistenza di un gruppo odiato da un altro gruppo in quanto gruppo. L'esistenza di tale gruppo è del tutto da dimostrare, il fatto che un qualunque elemento di questo gruppo sia solidale con i membri del proprio gruppo e ostile a quelli dell'altro è smentito dalla più banale osservazione fenomenologica. L'antagonismo femmine-femmine e maschi-maschi è il primo dato di fatto esperienziale e nessuna propaganda riuscirà mai a negare questa constatazione. E se i membri di questi gruppi non hanno in comune questa caratteristica di solidarietà/antagonismo, i due gruppi come centri di potere omogenei non esistono. Una donna può avere molto più potere di un uomo e viceversa. Non per nulla la testa di Giovanni Battista fu portata su un vassoio d'argento alla figlia di Erodiade.
Ora, noi che ci vantiamo di essere i più longevi e strutturati negazionisti del femminicidio sosteniamo che:
  • ogni omicidio va analizzato in particolare, senza fare di tutte le erbe un fascio
  • le dinamiche umane sono complesse e vanno affrontate con un atteggiamento cosciente di questa complessità. Criteri riduzionistici come il femminicidio che tentano di semplificare la lettura della realtà appiattendola su di un solo piano ed eliminando tutti i fattori di cui è costituita  che non sono funzionali al proprio gioco, sono pericolosi, ideologici e da rigettare.
  • il rapporto maschi-femmine nella storia reale non è un rapporto in primis di potere ma di attrazione reciproca, di amore se volete. Da questo dato di fatto dobbiamo partire se vogliamo giungere ad una qualche soluzione delle pur innegabili violenze che comunque questa relazione porta con sé. L'anziano che uccide la moglie perchè non ha più le risorse per accudirla non la uccide perchè la odia, ma per troppo amore e la risposta giusta non è la galera ma le risorse.


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Offline Red-

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Re:Wu Ming
« Risposta #1 il: Febbraio 20, 2017, 23:34:12 pm »
...A mio personalissimo avviso l'allarme sociale del femminicidio non ha una spiegazione razionale, nel senso che se la avesse, cioè se tale fenomeno fosse davvero da allarme sociale, allo stesso modo e a maggior ragione dovrebberlo esserlo gli incidenti domestici, quelli sul lavoro, le folgorazioni, eccetera eccetera.
Datosi che sin dalle intenzioni onn vuole essere un allarme sociale basato sulla razionalità, ergo è inutile contestarlo basandosi sulla razionalità o sulla statistica.
E' come se una parte della popolazione dicesse "il bianco è il miglior colore" e qualcuno cercasse di contestare dicendo che è meglio il grigio. Cioè: questione di opinioni, e chi grida più forte, vince.

Intendiamoci bene: non che non esistano uomini che uccidono donne. Ma il dato di fatto razionale è che è sempre successo e che sempre succederà. Sempre per intenderci, non che ciò sia giusto, tutt'altro. Ma nemmeno è giusto che vi siano mille morti all'anno, nel mondo, per colpa dei fulmini.
"Anche se ce ne fosse una sola, di vittima per mano maschile, sarebbe già troppo!" direbbe qualcuna o qualcuno. Perfettamente d'accordo. Ma allora, se sei Dio sulla terra, puoi evitare che succeda e tutto va a posto.
 ...Se non lo sei, magari hai ancora qualche possibilità di ridurne il numero, se apri un dibattito pubblico serio sulla questione. Dico: ci hanno scritto anche dei libri su cosa accade nella testa di una persona in determinate circostanze. Magari partire da lì per cercare di aiutare chi si trovi in situazioni simili e così evitare tragici finali.
Ma mai si è aperto un dibattito serio. Miei messaggi inviati al blog 27esima ora, che proprio di questo parlavano, non sono mai stati pubblicati.
Sul sito di cui sopra c'è un contatore che si aggiorna ogni tot minuti, che tiene conto dei "femminicidi".
L'ultima in ordine di tempo è una donna fisioterapista che aiutava persone con problemi psichici, uccisa da un suo assistito, con problemi mentali, appunto. Un femminicidio. ...Un femminicidio!??
Dove sta la logica, la razionalità? Ma allora un operatore di comunità ucciso da un drogato è un maschicidio??!
E quando un vecchio sordo spara perchè vede un'ombra nel suo giardino e pensa a un ladro, poi scopre che era la sua vicina, è femminicidio?
Dove sta la logica?? Si va in loop mentale, in effetti.  Bisogna far ricorso alle teorie di Goebbels, per capirci qualcosa e forse trovare il bandolo.

E se dal contatore della 27esima ora si scopre che sono 613 le vittime dei "femminicidi" dal 2012, poi pensi che tanto impegno viene profuso per salvarne almeno qualcuna (ma pare proprio di no). ...Ma una vita salvata è sempre una cosa molto importante, che di uomo o donna si tratti, e almeno il tentativo (se fosse reale) sarebbe cmq lodabile. E poi fai una veloce ricerca e scopri che gli infortuni mortali sul lavoro sono nell’ordine di 1200-1500 ogni anno. http://www.ptaroni.com/sicura/roma/06.html
E così pensi che se solo la metà dell'impegno profuso per i femminicidi fosse rivolto a sensibilizzare sulla sicurezza, si salverebbero molte, molte più vite.
Ed allora diventa davvero difficile capirci qualcosa, se si esclude la pura propaganda antimaschile ed anti-coppia.
Ci vorrebbe il CICAP, oppure Giacobbo, quello di Voyager.
"La realtà risulta spesso più stupefacente della fantasia. A patto di volerla vedere."

Offline Vicus

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Re:Wu Ming
« Risposta #2 il: Febbraio 21, 2017, 01:20:35 am »
Il femminicidio è un espediente propagandistico per creare ulteriore diffidenza verso gli uomini e incitare le donne ad agire contro di loro, l'esatto opposto di un sano rapporto di coppia.
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Offline COSMOS1

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Re:Wu Ming
« Risposta #3 il: Febbraio 21, 2017, 08:44:30 am »
red potresti riportare il tuo post in home page in commento al mio sull'articolo della 27° ora
e anche su facebook, dove ho fatto girare il link
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