Autore Topic: Aldo Cazzullo presenta il nuovo libro: "Le donne erediteranno la terra"  (Letto 11303 volte)

Offline Frank

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Re:Aldo Cazzullo presenta il nuovo libro: "Le donne erediteranno la terra"
« Risposta #30 il: Settembre 23, 2016, 20:00:15 pm »
Tuttavia c'è da dire che queste "profezie" erano la norma già parecchi anni fa.
Questo è un articolo che ho trovato su U3000, postato all'epoca da uno dei cosiddetti pionieri della QM, che la dice lunga sull'idiozia e il leccaculismo verso le donne degli intellettuali di cacca figli del '68.

Citazione
L'Espresso del 26 gennaio 1992,
"Povero maschio, il futuro è donna" (pag. 76-79).
Colloquio con Francesco Alberoni, di Chiara Beria di Argentine.
"Ormai sono le donne le indiscusse protagoniste
della nostra vita. Lo afferma il più noto e spregiudicato
sociologo italiano in due nuovi lavori: sulla sessualità femminile
e sulle adolescenti"
.


Sciami di ragazzine che sorvolano gli impacciati e timidi compagni di banco per ronzare - a fantasia spiegata - verso i loro idoli maschili come l'attore americano Tom Cruise, per citare uno dei sex-simbol che vanno per la maggiore tra le adolescenti. Schiere di giovani donne forti, decise, multidimensionali: investono molto nel lavoro ma non rinunciano alla maternità; fantasticano amori di gruppo ma poi, nella realtà, confessano che non farebbero mai all'amore con un uomo per il quale non provano niente. E, persino, manipoli di ultraquarantenni non ancora rassegnate alla monotonia di coppia che, grazie a un nuovo amore, rifioriscono alla vita.
Donne più o meno giovani, più o meno disinibite, più o meno inquiete sono comunque loro, seguendo le analisi del sociologo Francesco Alberoni, le indiscusse protagoniste della vita erotica-emozionale?
"La grande vitalità delle donne è un prodotto recente e, al tempo stesso, caratteristico di questa fine secolo", incalza Alberoni.
E, a sostegno della sua tesi, non porta solo vaghe intuizioni. A tredici anni dal suo famoso saggio su "Innamoramento e amore", il sociologo ha appena terminato una ricerca sulla sessualità femminile, "Erotismo e valori", condotta per la società farmaceutica Wyth, su un campione di 400 donne (una fascia di "donne moderne" di età fra i 20 e i 50 anni, che abitano in città, con un buon livello scolastico). Non solo. Dal 25 gennaio è nelle librerie "Il volo nuziale" (152 pagine, 24 mila lire, editore Garzanti), l'ultimo saggio di Alberoni dedicato soprattutto alle adolescenti che, proprio come fanno i fuchi con l'ape regina, ronzerebbero in alto, attorno al loro oggetto del desiderio.

Siamo inondati da rapporti e inchieste sulla sessualità: vale la pena occuparsi di queste cose o, forse, tanto interesse dipende solo dal fatto che l'eros oggi è un argomento che assicura successo?
"Prima di tutto rispondo che io da anni ho posto al centro dei miei interessi di studioso il mondo emozionale ed erotico, un termine che nel mio linguaggio indica un mix di passione-interesse-intelligenza. Quanto poi agli studi condotti finora, devo dire che non condivido quasi nessuna delle tesi sostenute dai sessuologi: il loro criterio di riferimento è ancora e sempre l'uomo.
In pratica hanno sempre preso come misura l'erotismo maschile che però è altra cosa da quello femminile. Infine, i dati sui quali eravamo abituati a ragionare, in Italia, erano frutto di ricerche cliniche che tendono, come è logico, a sopravvalutare gli aspetti patologici. La realtà che emerge dalle nostre intervistate, donne normali, il cuore dell'universo femminile, è ben diversa".

In che senso?
"Per capirlo occorre fare qualche passo indietro. Si parte negli anni Sessanta con la rivoluzione sessuale: Woodstock, una grande orgia collettiva di spinelli, musica rock e promiscuità sessuale; poi arriva il femminismo, un movimento di tipo etico, nel senso che rivaluta certi elementi specifici femminili ma, più in generale, la dignità di ogni individuo, della persona. Alla fine degli anni Settanta queste due tendenze si intrecciano e convivono: esplodono i movimenti gay, il fenomeno dei single, ancora la promiscuità e, così, nel 1978 a New York l'ideale sessuale è la bisessualità. Poi, alla vigilia degli anni Ottanta, una svolta improvvisa: queste tendenze cadono - badate bene - ancora prima del diffondersi dell'Aids. Sulla scena compare l'individuo, è il momento dello jogging, dell'areobica, degli yuppies, ma anche del ritorno ai sentimenti, alla coppia. Non a caso, proprio nel '79, il mio saggio su "Innamoramento e amore" ha tanto successo. Solo a questo punto s'inserisce l'Aids: una malattia che ha un effetto choc sulle fantasie, sui pensieri, le comunità gay, e uccide personaggi simbolo. Siamo arrivati ai nostri giorni, ai tempi del giudice Thomas colpevole di molestie sessuali, ai tempi dei seni smisurati di Striscia la notizia".

Un momento, professore. Quale rapporto di causa-effetto c'è mai tra l'Aids e le maggiorate di Canale 5?
"Vede, in questo la penso come un vecchio psicoanalista freudiano: la paura ha provocato una violenta rimozione che, a sua volta, ha generato una nuova repressione. Mi spiego meglio: una società che si era preparata a essere fortemente disinibita si è ritrovata di fronte, all'improvviso, un problema non risolto dalla medicina. Risultato: il ritorno del represso, quello che parla molto di sesso, consuma molto materiale porno, segue voracemente alla tv il processo sul giudice palpone o quello del rampollo Kennedy, con tanto di discussioni sulla dimensione di un paio di mutandine e sul pene più o meno eretto del ragazzo. In giro c'è molta sessualità grossolana, molta ostentazione (penso alle tettone televisive): tutto ciò è sintomo di una nevrosi".

Se questa è la sua analisi come si concilia con l'altra sua ipotesi, quella di una nuova vitalità femminile?
"La mia impressione è che gli uomini si siano trovati più impreparati ad affrontare questo trauma e, quindi, oggi sono quelli che soffrono di più. Di sicuro so che vent'anni di emancipazione hanno generato una femmina forte, viva, che ha molte più energie del maschio. Donne capaci di volare alto, come fanno anche solo con la fantasia le ragazzine del mio libro. Non solo. Anni fa si pensava che l'emancipazione avrebbe, alla fine, prodotto un nuovo equilibrio: da una parte una donna più impegnata nel lavoro e, in compenso, un uomo più presente in casa. Invece il solo sesso che sta avanzando è quello femminile: sia nella sfera pubblica sia in quella privata. Ormai detiene una vera e propria egemonia culturale".

Alla fine anche lei, proprio come tanti sessuologi, coltiva l'immagine di una donna onnivora, sessualmente scatenata, tanto seduttiva da terrorizzare i maschi...
"Assolutamente no. E' ridicolo pensare che il mutamento dei comportamenti si traduca in uno stravolgimento della natura. La donna non si è mascolinizzata e non si comporta eroticamente come un uomo. Nella mia ricerca su "Erotismo e valori" risulta chiaramente che, anche nella donna più disinibita, permangono aspetti tipici della sensibilità erotica femminile come la mescolanza delle emozioni con il sesso o il dare maggiore importanza alle emozioni rispetto alla pura sessualità. Certo, nell'universo femminile ci sono anche fasce di donne ancora represse o in preda a nuove inquietudini ma, la stragrande maggioranza, è fatta di donne solari, serene e monogame. Anche se hanno avuto un'educazione cattolica non vivono più il sesso senza figli come peccato, e pensano che a letto, se i partner sono consenzienti, tutto è lecito. Quello che colpisce, semmai, è il loro scarso desiderio sessuale: la maggioranza sembra accontentarsi di quello che ha".

Se questa è la nuova donna, ammetterà che, per gli uomini, la vita diventa più difficile.
"Sì, ma hanno poco da lamentarsi: farebbero invece meglio a pensare, a studiare, agire. In questa fase storica sono i maschi che devono fare uno sforzo maggiore di comprensione. Per le donne le cose emozionali sono da anni oggetto di scienza e conoscenza: sono attente, parlano, discutono, usano persino romanzi rosa o soap-opere alla Beautiful per imparare a decodificare messaggi, a muoversi con agio nella sfera erotica. Prendiamo le adolescenti del mio libro: loro sanno tutto dei loro idoli, li giudicano, li soppesano. Sono ragazzine con un'immaginazione ricchissima a livelli d'aspirazione molto alti: i maschietti, invece, non volano, sono come spenti, si muovono come trogloditi e finiscono per prendersi delle grandi facciate e stare malissimo. Quanto al maschio adulto non sa più in che mondo, in quale casa e in quale coppia vive. Non sa neanche decodificare una menzogna: eppure i tempi in cui era il padrone assoluto e poteva permettersi di non sapere niente sono ormai passati. Oggi nella coppia c'è la democrazia e, se vuole reggere un rapporto, il maschio deve farsi furbo"

Francesco Alberoni

Offline Frank

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Re:Aldo Cazzullo presenta il nuovo libro: "Le donne erediteranno la terra"
« Risposta #31 il: Settembre 28, 2016, 18:45:33 pm »
Articolo seganalatomi da un amico e scritto da uno degli innumerevoli zerbini che infestano l'Italia.

http://corrieredellumbria.corr.it/news/giovenale/233387/giornaliste-d-umbria.html
Citazione
Giornaliste d'Umbria
di Anton Carlo Ponti
28/Settembre/2016 - 10:48

Ho letto che fra venti-trent’anni le donne saranno insediate in tutti i settori e i comparti nel 60% dei posti apicali. Agli inizi del Novecento penso fossero uno zero virgola. Prendiamo in esame la categoria dei giornalisti iscritti all’Ordine. In Umbria le giornaliste professioniste (dati 2012) sono 118 su 309, il 30%. Ma di certo sono oggi aumentate. Quando l’Ordine umbro non c’era ancora, negli anni Sessanta, le firme femminili si contavano davvero in una mano. Rammento di quei tempi arcaici Eliana Pirazzoli, da Città di Castello, firma de “Il Messaggero”, penna brillante d’innumerevoli temi. E la bresciana, da oltre mezzo secolo a Terni, Franca Calzavacca, giornalista culturale di lunghissimo corso (“Ansa” e altre innumerevoli testate), critico d’arte e curatrice di mostre, poetessa di conio raffinato. Il giornalismo umbro era appannaggio dei maschi. Quanto alle pubbliciste (dati 2012), su 1.160 iscritti le donne sono 360 (28%). Un’onda travolgente. Le trovi in Rai, dove conducono radio e telegiornale, sono inviate sul luogo di eventi lieti e di disastri, vedi il terremoto del 24 agosto e, dicono i geologi, del “salutare” sciame sismico come valvole di sfogo dei crolli sotterranei. Le trovi generalmente, salvo rare eccezioni, agguerrite, spigliate, pronte alle domande e alla risposte. Lavorano nelle emittenti private e negli uffici stampa pubblici e privati. Se si sfogliano i tre quotidiani cartacei, i due con redazioni umbre, e il nostro “Corriere”, ci si imbatte in decine di ragazze che scrivono bene, salvo eccezioni fisiologiche, con nomi che si alternano, alcuni arrivano e altri se ne vanno, perché la crisi occupazionale c’è, troppi cittadini ahimè non comprano il giornale quotidiano come preghiera del mattino dell’uomo moderno, come voleva Georg Wilhelm Friedrich Hegel, insomma una preghiera laica che faceva inorridire Baudelaire e stuoli di denigratori della stampa e dell’informazione. Figuriamoci quel che avrebbero detto della televisione Balzac o Tolstoj o Cesare Cantù. Eppure, immaginate una nazione priva di giornali liberi, con tutti i limiti di questo magico aggettivo, Sarebbe muta, come muta, e sorda, una società che avesse soltanto un giornalismo di regime, una “Pravda” (?P?B?A) solo di nome verità. Proibito divagare. Il tema dell’odierno Giovenale è “Giornaliste d’Umbria”, un tema che non è peregrino come sembra, attiene al lavoro, alla giusta retribuzione per una prestazione, ai contributi, alla pensione, alla tranquillità socio economica d’oggi e di domani. Le donne avanzano, il corso della storia è inarrestabile, l’Italia non brilla per diplomati e laureati (apprezzabile Francesco Rutelli, si dice buon sindaco di Roma, che intende pigliarsi il “pezzo di carta” a più di sessant’anni), migliaia di ricercatori emigrano perché la meritocrazia non abita qui, vedi alla voce Università, dove il cognome pesa. Ma la vita è popolata di donne che si son fatte da sé, combattendo la concorrenza e la raccomandazione, sfidando il vizio di pagare la donna a parità di lavoro un 20-30% in meno. Ben venga la giornata della fertilità, dove si son fatti errori macroscopici nella comunicazione, affidata, al solito, non al top ma agli amici degli amici, ma il problema esiste o no? Se invece di rubare a man bassa per dritto e per rovescio, si ponesse mano ad aprire asili nido, a dare “stipendi di maternità” anziché la miseria degli assegni familiari, per cui il salario di un padre di quattro figli è di poco superiore a quello di un single o di uno senza figli a carico? Misteri dell'economia e della burocrazia. E resta intatto l’arcano dell’evasione fiscale che imperterrita, trionfale e trionfante domina questo meraviglioso e disastroso paese dove fioriscono i limoni, dove impinguano dubbi e corruzione, e sfiducia nella politica, dove tribuni sfacciati e volgari convincono indifferentemente borghesi, rivoluzionari, ricchi, evasori, pavidi, filosofi e sfigati. E poi dice che le ideologie sono morte e sepolte sotto il muro di Berlino. Non è questa che demolisce i partiti, quando son ridotti al lumicino, l’ideologia del no sempre e comunque? L’ideologia dell’irrazionale sulla sensatezza? Il cupio dissolvi sulla scena del mondo, quando la vita “è una storia raccontata da un idiota, piena di rumore e furore, e che non significa nulla”.
Pessimismo cosmico, ma Macbeth ha le mani macchiate di sangue, affamato di potere. Al contrario, le giornaliste d’Umbria, giovani e giovanissime, perfino coraggiose croniste d’inchiesta, sono armate di penna e taccuino, di registratore, di tablet e altre diavolerie informatiche (che Giovenale trova riprovevoli: perché non sa usarle), che permettono loro in tempo reale d’informarsi su quel che accade sul pianeta e di collegarsi a Google digitando su, anzi sfiorando minuscoli aggeggi grandi quanto il palmo della mano.


Citazione
Ma la vita è popolata di donne che si son fatte da sé, combattendo la concorrenza e la raccomandazione, sfidando il vizio di pagare la donna a parità di lavoro un 20-30% in meno.


Citazione
Il giornalismo umbro era appannaggio dei maschi
[...]
Quanto alle pubbliciste (dati 2012), su 1.160 iscritti le donne sono 360 (28%

I "maschi" e le "donne"...

http://www.umbrialibri.com/anton-carlo-ponti/
Citazione
Anton Carlo Ponti nasce a Roma nel 1936, maturità classica, laurea in giurisprudenza, premio della cultura della Presidenza del consiglio dei ministri, primo direttore responsabile del “Corriere dell’Umbria”, Accademico d’onore dell’Accademia di belle arti Pietro Vannucci, socio corrispondente della Depurtazione di storia patria per l’Umbria.

Definirli dei cattivi maestri è poco.
« Ultima modifica: Settembre 28, 2016, 18:56:50 pm da Frank »

Offline Vicus

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Re:Aldo Cazzullo presenta il nuovo libro: "Le donne erediteranno la terra"
« Risposta #32 il: Settembre 28, 2016, 18:50:01 pm »
Citazione
Ma la vita è popolata di donne che si son fatte da sé, combattendo la concorrenza e la raccomandazione, sfidando il vizio di pagare la donna a parità di lavoro un 20-30% in meno.
Che bella favola :lol:
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Offline Frank

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Re:Aldo Cazzullo presenta il nuovo libro: "Le donne erediteranno la terra"
« Risposta #33 il: Settembre 28, 2016, 18:57:41 pm »
Che bella favola :lol:

Il bello è che parliamo di un uomo di ottant'anni (80) e laureato...

Personalmente trovo a dir poco sconcertante la gran parte degli uomini di quella generazione (o giù di lì), ché per certi versi hanno fatto danni incalcolabili.

Offline Vicus

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Re:Aldo Cazzullo presenta il nuovo libro: "Le donne erediteranno la terra"
« Risposta #34 il: Settembre 28, 2016, 19:01:57 pm »
Se c'è una categoria iperfavorita, con o senza raccomandazioni, è quella delle donne :mad: :mad:
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Online Massimo

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Re:Aldo Cazzullo presenta il nuovo libro: "Le donne erediteranno la terra"
« Risposta #35 il: Settembre 28, 2016, 19:17:35 pm »
"Le persone, ahimè, non leggono più i giornali come preghiera del mattino..." e non ti sei chiesto perchè, scimunito? Perchè fanno schifo!
"Oggi troviamo molte donne giornaliste brave, spigliate e capaci" e non ti viene il sospetto che le donne ci sono per il semplice fatto che i
maschi vanno a lavorare altrove perchè il cartaceo è destinato a sparire e i giornali stanno in piedi grazie alle sovvenzioni statali, idiota?
Certi maschi, se si può definirli tali, sono solo una generazione di falliti che maschera il loro fallimento con il zerbinismo a tutto spiano.
E, dulcis in fundo: "Tra vent'anni vedremo donne in tutte le posizioni apicali". Te lo dico io dove vedremo le donne, imbecille: tra le mura
domestiche a fare la pappa per l'uomo tornato ad essere contadino o cacciatore, visto che assisteremo tra pochissimi anni al collasso del
sistema finanziario ed economico globale. E si accontenteranno di sopravvivere fisicamente e di emanciparsi solo dalla morte per fame.
Altro che emanciparsi da tutto il resto. Il suprematismo se lo scorderanno. Quanto a te, per bene che ti vada, farai il menestrello in giro
per i villaggi rurali a cantare le lodi del patriarcato o, se esisterà ancora una Chiesa, a fare il prete a predicare dal pulpito che le donne
devono obbedire al loro marito senza discutere perchè ciò è inevitabile nel patriarcato. Sempre che tu (Allelujah, non sia crepato prima).

Offline Negan_66

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Re:Aldo Cazzullo presenta il nuovo libro: "Le donne erediteranno la terra"
« Risposta #36 il: Settembre 29, 2016, 23:56:23 pm »
Non so a voi ma "La terra salvata dalle donne..." mi ricorda tanto questo classico della fantascienza.... :sick:


Offline Vicus

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Re:Aldo Cazzullo presenta il nuovo libro: "Le donne erediteranno la terra"
« Risposta #37 il: Settembre 30, 2016, 00:03:38 am »
Da quando le donne hanno avuto più responsabilità pubbliche le cose sono non poco peggiorate... :dry:
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Offline JAROD72

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Re:Aldo Cazzullo presenta il nuovo libro: "Le donne erediteranno la terra"
« Risposta #38 il: Ottobre 01, 2016, 14:13:24 pm »
Il libro di cazzullo si sta vendendo, purtroppo. :ohmy:

Offline Sardus_Pater

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Re:Aldo Cazzullo presenta il nuovo libro: "Le donne erediteranno la terra"
« Risposta #39 il: Ottobre 01, 2016, 14:52:43 pm »
Il libro di cazzullo si sta vendendo, purtroppo. :ohmy:

Dietro c'è una campagna stampa studiata a tavolino, il semplice "femminista è bello" non basta per vendere quello spreco di carta.
Il femminismo è l'oppio delle donne.

Offline Vicus

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Re:Aldo Cazzullo presenta il nuovo libro: "Le donne erediteranno la terra"
« Risposta #40 il: Ottobre 01, 2016, 22:42:10 pm »
Il libro di cazzullo si sta vendendo, purtroppo. :ohmy:
Con la promozione che fanno... :mad:
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Offline Damocle

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Re:Aldo Cazzullo presenta il nuovo libro: "Le donne erediteranno la terra"
« Risposta #41 il: Ottobre 16, 2016, 09:02:38 am »
La presentazione fatta dallo stesso Cazzullo: corriere.it/cultura/16_settembre_19/aldo-cazzullo-le-donne-erediteranno-la-terra-726abec2-7e81-11e6-b738-f3f4294a9e26.shtml

Intervista radiofonica a Radio Deejay: deejay.it/news/le-donne-useranno-il-potere-meglio-degli-uomini-la-visione-di-aldo-cazzullo-a-djci/497048/

Riporto due citazioni dall'articolo del Corriere scritto dallo stesso autore del libro:

Citazione
Voi donne siete meglio di noi. Non pensiate che gli uomini non lo sappiano; lo sappiamo benissimo, e sono millenni che ci organizziamo per sottomettervi, spesso con il vostro volenteroso aiuto. Ma quel tempo sta finendo. È finito. Comincia il tempo in cui le donne prenderanno il potere. Lo stanno prendendo. E «potere» non è una parola negativa; dipende dall’uso che se ne fa. Le donne ne faranno un uso migliore degli uomini. E li salveranno.

Citazione
La donna ha sempre avuto qualcosa in più; ora però ne è consapevole. Un tempo i posti migliori erano riservati agli uomini, anche nelle attività considerate da donna. C’erano molte sarte e molte cuoche; ma i grandi stilisti e i grandi chef erano soprattutto maschi. Oggi non c’è categoria, mestiere, contesto sociale in cui le donne non emergano. Le mogli si realizzavano attraverso il successo dei mariti, e si diceva che dietro ogni grande uomo ci fosse sempre una grande donna. Una frase che oggi si può ribaltare: dietro una grande donna a volte c’è un grande uomo; più spesso ci sono talento, sacrifici, lavoro.

Offline Damocle

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Re:Aldo Cazzullo presenta il nuovo libro: "Le donne erediteranno la terra"
« Risposta #42 il: Ottobre 16, 2016, 09:03:33 am »
Mi sono subito accorto che l'argomento era già stato affrontato: http://www.questionemaschile.org/forum/index.php?topic=13828.0

Offline Damocle

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Re:Aldo Cazzullo presenta il nuovo libro: "Le donne erediteranno la terra"
« Risposta #43 il: Ottobre 16, 2016, 09:15:25 am »
A quanto pare quella di scrivere articoli femministi è un'abitudine di Cazzullo, guardate qui:

Fonte: iodonna.it/attualita/famiglie/2016/08/13/cosa-vogliono-le-ragazze/

Citazione
13 agosto 2016

QUELLO CHE GLI UOMINI NON DICONO I ragazzi guardano il mondo attraverso le cose che fanno, le cose che hanno. Le ragazze invece sono concentrate su quello che provano, che sentono

di ALDO CAZZULLO

«I ragazzi guardano il mondo attraverso le cose che fanno, le cose che hanno. Le ragazze invece sono concentrate su quello che provano, che sentono. I maschi vivono al presente, le femmine al futuro. È per questo, credo, che 9 volte su 10 quando a un ragazzo dici la parola progetto lui sparisce. Progetto, cioè pensiero astratto di qualcosa nel futuro».

Per due anni Concita De Gregorio, con la sua squadra, ha intervistato mille ragazze. Oltre 400 clip sono on line, una al giorno, sul sito di Repubblica: centinaia di migliaia di lettori le seguono e mandano a loro volta testimonianze. Gli spunti sono infiniti. Tra le molte cose che mi hanno colpito, scelgo questa riflessione sulle ragazze e i ragazzi (che vale anche per le bambine e i bambini): «La differenza è che quando finisce la ricreazione dei maschi ne troviamo sempre uno che piange. Fanno giochi che fanno piangere. Noi no. Noi disegniamo, parliamo, cose così. Noi quando finisce la ricreazione non abbiamo mai pianto».

Il futuro appartiene alla femmine perché sanno guardare lontano. Perché sanno sacrificare l’oggi per il domani. Perché si prendono cura; e la terra, e l’uomo, hanno bisogno di cura, perché ormai è chiaro che non sono, non siamo immortali. Ci sono molte ragioni per leggere Cosa pensano le ragazze (Einaudi), non a caso il saggio più venduto della stagione. Il principale è la speranza, che si affaccia quasi dappertutto: dal racconto della ragazza dello Zen di Palermo che vorrebbe «andare in una città lontana, tipo Londra o Taranto», a quello di Zahra, che piangeva perché nel viaggio per l’Italia aveva perso il suo orso, e come regalo per i 16 anni ha voluto Skype, grazie a cui ha trovato il suo amore.

E' da non credere la massa di luoghi comuni e frasi senza fondamento presenti in questo genere di articoli. Che poi sono proprio tra le più frequenti accuse che sono soliti rivolgere a chi non la pensa come loro: quelle di ragionare per luoghi comuni o affermazioni infondate.

Offline Damocle

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Re:Aldo Cazzullo presenta il nuovo libro: "Le donne erediteranno la terra"
« Risposta #44 il: Ottobre 16, 2016, 09:41:44 am »
Che coraggio ci vuole a dire che il femminismo è sinonimo di parità mentre il maschilismo è sinonimo di supremazia maschile.

Questi articolo sono misandrici, altroché, e si trovano sul maggiore quotidiano nazionale ("Io Donna" dovrebbe essere un inserto del Corriere).