Autore Topic: Soldatesse e donne in divisa (da carnevale)  (Letto 9243 volte)


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Re:Soldatesse e donne in divisa (da carnevale)
« Risposta #91 il: Maggio 23, 2019, 21:34:14 pm »



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Ant Middleton puts the recruits through a tough test - submerging them in ice cold water - and is outraged that some of the female recruits did not remove their wet bras when changing clothes.

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Re:Soldatesse e donne in divisa (da carnevale)
« Risposta #92 il: Giugno 09, 2019, 17:17:05 pm »
Guardate questo video, segnalatomi da un amico poliziotto...



Offline Vicus

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Re:Soldatesse e donne in divisa (da carnevale)
« Risposta #93 il: Giugno 10, 2019, 01:01:39 am »
Non si danno pace se non mettono una donna persino all'artiglieria. Anche l'esercito sta divenendo un giocattolo inutile, un semplice apparato di propaganda e spettacolo. Sono lieto che il video sia stato diffuso, così la gente comincerà (molto lentamente) a capire.
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

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Re:Soldatesse e donne in divisa (da carnevale)
« Risposta #94 il: Giugno 10, 2019, 01:17:33 am »
Immagina per un attimo di trasferire queste poverette (di cervello) nel passato, quando le guerre erano all'ordine del giorno e la forza fisica era fondamentale...
Pensa anche agli archi di un tempo,
http://files.arcieri-castrum-fossati.webnode.it/200000328-18ea219e2f/Il%20longbow%20medioevale%20inglese.pdf

che richiedevano una notevole forza muscolare...*

@@

* Oggi capita anche di vedere film in cui femminucce col fisico da modelle (e in pieno medioevo) sono delle... arciere infallibili.  :sick:
Nella realtà non ce la farebbero nemmeno a tendere l'arco.

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Re:Soldatesse e donne in divisa (da carnevale)
« Risposta #95 il: Giugno 10, 2019, 01:19:47 am »
Se ne vedono poche di trasmissioni di tiro con l'arco femminile, ce le propinano dalla mattina alla sera
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Re:Soldatesse e donne in divisa (da carnevale)
« Risposta #96 il: Giugno 13, 2019, 21:25:13 pm »
Guardate questo video, segnalatomi da un amico poliziotto...




Non sono parole mie; ma le riporto ugualmente.


Citazione
Le prove fisiche attitudinali per l'ingresso nelle FFAA distinguono ovvero alla lettera discriminano fra uomini e donne, poiché ai primi sono richiesti parametri più elevati che alle seconde, naturalmente per favorire l'aumento della presenza femminile. Si tratta di una misura di per sé iniqua, poiché prevede una diversità per categorie in un concorso pubblico, ed irrazionale totalmente sul piano dell'efficienza bellica, poiché fa entrare nell'esercito, nell'aviazione, nella marina persone di sesso femminile con capacità atletiche inadeguate ad un contesto bellico. Ad esempio, la simulazione dell'armamento di una mitragliatrice per un uomo richiede un manubrio di 20 kg in un tempo massimo di 60 secondi, per una donna un manubrio di 10 kg (la metà!) in un tempo massimo accresciuto ad 80 secondi. Le conseguenze di questo nel caso di operazioni militari sono evidenti. / Buon ultimo, il personale che esegue quotidianamente lo sparo a salve sul Gianicolo proviene dal reggimento d'addestramento del Comando Artiglieria! Allora una donna del reggimento d'addestramento del Comando Artiglieria non è capace di tirare una corda del cannone (un obice, mi pare dal video) ed azionare il percussore? E' come se un membro, ad esempio, di un reparto di fanteria fosse incapace di caricare un fucile, o se un carrista si rivelasse impotente a sollevare il portellone di un carro armato, od un alpino di marciare in montagna. E' fuori da ogni logica militare e da ogni possibile giustificazione.



Citazione
Alcuni dati antropologici. In oltre il 90 % delle civiltà conosciute, passate od attuali (il riferimento è al famoso atlante etnografico di Murdock, che cataloga le civiltà conosciute dalla più remota antichità sino a pochi anni fa), le donne non combattono. Nelle rimanenti, se e quando lo fanno, hanno un ruolo limitato. Restando in anni recenti ovvero in guerra moderna, donne furono impiegate in reparti da combattimento nell'Armata Rossa nel secondo conflitto mondiale, nell'esercito israeliano nella prima guerra nazionale. Dopo questi conflitti, in cui le donne furono adoperate per estrema esigenza di personale, gli stati maggiori d'entrambi gli eserciti decisero sulla base dell'esperienza acquisita di toglierle dai reparti di combattimento. Lasciamo da parte il fatto che le donne sono state fatte entrare nei reparti di combattimento Usa contro il parere degli ufficiali operativi e degli addestratori e per pura volontà politica. Etc. La questione poi non si limita all'aspetto atletico, poiché anche quello psicologico ha una sua rilevanza. Ad esempio, le donne soffrono maggiormente in media della cosiddetta "battle neurosis" ovvero lo "stress da combattimento". che si può considerare l'usura psicologica indotta dal combattere.

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Re:Soldatesse e donne in divisa (da carnevale)
« Risposta #97 il: Giugno 13, 2019, 22:52:02 pm »
Chiaro e lucido, si vede che è un militare.
Citazione
Dopo questi conflitti, in cui le donne furono adoperate per estrema esigenza di personale, gli stati maggiori d'entrambi gli eserciti decisero sulla base dell'esperienza acquisita di toglierle dai reparti di combattimento.
Buono a sapersi, usa l'argomento dei reparti femminili nell'esercito sovietico e persino di alcuni Paesi africani.
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Re:Soldatesse e donne in divisa (da carnevale)
« Risposta #98 il: Giugno 16, 2019, 19:41:41 pm »
Gli USA sempre più a picco...

http://www.themeditelegraph.com/it/shipping/2019/06/15/usa-shoshana-chatfield-presidente-del-naval-war-college-Ykl2o0QcKMYIKUmJJ4LSfL/index.html

Citazione
Usa, Shoshana Chatfield presidente del Naval War CollegeNew York - È la prima donna a ricoprire tale incarico, prima del quale è stata comandante a Guam e del Provincial Reconstruction Team in Afghanistan. GIUGNO 15, 2019 

New York - Il contrammiraglio Shoshana Chatfield è stata nominata presidente del US Naval War College. È la prima donna a ricoprire tale incarico, prima del quale è stata comandante a Guam e del Provincial Reconstruction Team in Afghanistan. «È una scelta storica. È l’accademica-guerriera di cui abbiamo bisogno alla guida di questa istituzione e per istruire la prossima generazione di leader», afferma la marina americana.

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Re:Soldatesse e donne in divisa (da carnevale)
« Risposta #99 il: Giugno 16, 2019, 20:27:59 pm »
https://www.wsj.com/articles/women-dont-belong-in-combat-units-11547411638?fbclid=IwAR3qxe7JSIYUIlqIn7I13Ecwxqt-1-NSfWLyHNXzJSe1MRxIq9gFoHOWDcQ


Citazione
Women Don’t Belong in Combat Units
The military is watering down fitness standards because most female recruits can’t meet them.
By Heather Mac Donald
Updated Jan. 16, 2019 1:38 p.m. ET

Female Marine recruits in boot camp in Parris Island, S.C., Feb. 27, 2013. PHOTO: SCOTT OLSON/GETTY IMAGES
The Obama-era policy of integrating women into ground combat units is a misguided social experiment that threatens military readiness and wastes resources in the service of a political agenda. The next defense secretary should end it.

In September 2015 the Marine Corps released a study comparing the performance of gender-integrated and male-only infantry units in simulated combat. The all-male teams greatly outperformed the integrated teams, whether on shooting, surmounting obstacles or evacuating casualties. Female Marines were injured at more than six times the rate of men during preliminary training—unsurprising, since men’s higher testosterone levels produce stronger bones and muscles. Even the fittest women (which the study participants were) must work at maximal physical capacity when carrying a 100-pound pack or repeatedly loading heavy shells into a cannon.

Ignoring the Marine study, then-Defense Secretary Ash Carter opened all combat roles to women in December 2015. Rather than requiring new female combat recruits to meet the same physical standards as men, the military began crafting “gender neutral” standards in the hope that more women would qualify. Previously, women had been admitted to noncombat specialties under lower strength and endurance requirements.

Only two women have passed the Marine Corps’s fabled infantry-officer training course out of the three dozen who have tried. Most wash out in the combat endurance test, administered on day one. Participants hike miles while carrying combat loads of 80 pounds or more, climb 20-foot ropes multiple times, and scale an 8-foot barrier. The purpose of the test is to ensure that officers can hump their own equipment and still arrive at a battleground mentally and physically capable of leading troops. Most female aspirants couldn’t pass the test, so the Marines changed it from a pass/fail requirement to an unscored exercise with no bearing on the candidate’s ultimate evaluation. The weapons-company hike during the IOC is now “gender neutral,” meaning that officers can hand their pack to a buddy if they get tired, rather than carrying it for the course’s full 10 miles.

Lowering these physical requirements risks reducing the American military’s lethality. A more serious effect of sex integration has become taboo to mention: the inevitable introduction of eros into combat units. Putting young, hormonally charged men and women into stressful close quarters for extended periods guarantees sexual liaisons, rivalries and breakups, all of which undermine the bonding essential to a unified fighting force.

A Marine commander who served in Afghanistan described to me how the arrival of an all-female team tasked with reaching out to local women affected discipline on his forward operating base. Until that point, rigorous discipline had been the norm. But when four women—three service members and a translator—arrived, the post’s atmosphere changed overnight from a “stern, businesslike place to that of an eighth-grade dance.” The officer walked into a common room one day to find the women clustered in the center. They were surrounded by eager male Marines, one of whom was doing a handstand.

Another Marine officer, who was stationed on a Navy ship after 9/11, told me that a female officer had regular trysts with an enlisted sailor in the engine room. Marine Cpl. Remedios Cruz, one of the first women to join the infantry, was discharged late last year after admitting to a sexual relationship with a male subordinate. Army Sgt. First Class Chase Usher was relieved of his leadership position for a consensual relationship with a female soldier that began almost immediately after she arrived at his newly gender-integrated unit in Fort Bragg, N.C.

Long before infantry integration became a feminist imperative, evidence was clear that a coed military was a sexually active one. In 1988 then-Navy Secretary Jim Webb reported that of the unmarried enlisted Navy and Air Force women stationed in Iceland, half were pregnant.

President Trump’s first defense secretary, Jim Mattis, had seemed a good candidate for reversing the integration of women in combat units. A retired Marine general, Mr. Mattis had previously addressed the incompatibility of eros and military discipline. New York Sen. Kirsten Gillibrand challenged him about these politically incorrect views during his confirmation hearings, but he left enough wiggle room to preserve his options.

Unfortunately, Mr. Trump chose to ban transgender people from serving in the military rather than tackling gender integration. Mr. Trump cited the cost to taxpayers of sex-reassignment surgery for soldiers, but those costs are minute compared with the future medical bills for women’s combat-battered bodies. And women pose a far greater challenge to combat-unit cohesion than do transgender troops, because of their numbers and the nature of sexual attraction.

The argument for putting women into combat roles has always been nonmilitary: Combat experience qualifies soldiers for high-ranking Pentagon jobs. But war isn’t about promoting equality. Its objective is to break the enemy’s will through precise lethal engagement, with the lowest possible loss of American life. The claim that female combat soldiers will perform as lethally as men over an extended deployment entails a denial of biological reality as great as the one underlying the transgender crusade.

Female engineers and others did return fire when attacked in Iraq and Afghanistan. But performing well in incident-related combat is a far cry from serving in a dedicated ground-combat unit, with its months of punishing physical demands.

The incoming Pentagon chief can expect an aggressive grilling on gender integration from the Senate Armed Services Committee. He should promise to resolve the claim that, when it comes to combat, there are no significant physical differences between men and women. He could do it by pitting an all-female infantry unit against an all-male unit and seeing how they measure up.

Ms. Mac Donald is a fellow at the Manhattan Institute and author of “The Diversity Delusion: How Race and Gender Pandering Corrupt the University and Undermine Our Culture.”

Correction
An earlier version of this article erred in describing Jim Mattis as a former Marine commandant.

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Re:Soldatesse e donne in divisa (da carnevale)
« Risposta #100 il: Giugno 16, 2019, 21:28:08 pm »
Gli USA col loro esercito di donne, trans e (persino) adoratori di Satana possono solo sperare nei droni. Ma pare che anche la loro tecnologia non sia più così avanzata.
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

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Re:Soldatesse e donne in divisa (da carnevale)
« Risposta #101 il: Giugno 17, 2019, 00:39:49 am »
Ma tu immagina un po' se potessero tornare in vita quegli uomini che fecero lo sbarco in Normandia e leggessero roba del genere...

Citazione
«È una scelta storica. È l’accademica-guerriera di cui abbiamo bisogno alla guida di questa istituzione e per istruire la prossima generazione di leader»

... l'accademica-guerriera.  :doh:
Quindi questo significherebbe che oggi, anno 2019, nei 50 stati del Nord America non c'è più un uomo, che sia uno, in grado di guidare la succitata istituzione... creata da uomini e non certamente da qualche femminuccia.
Son veramente alla frutta.
Castrati fino al midollo.

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Re:Soldatesse e donne in divisa (da carnevale)
« Risposta #102 il: Giugno 17, 2019, 03:59:19 am »
C'è chi dice che la guerra convenzionale è obsoleta*, forse è per questo che lasciano marcire le FFAA.

* Cf. M. McLuhan, Take Today: The Executive As Dropout, ed. Harcourt Brace Jovanovic
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Re:Soldatesse e donne in divisa (da carnevale)
« Risposta #103 il: Luglio 22, 2019, 02:06:30 am »
https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/20/londra-colonnello-donne-inutili-in-guerra-non-istinto-omicida/1221544/

Citazione
Londra, colonnello: “Le donne? In guerra sono inutili, non hanno istinto omicida”

Mentre il parlamento è chiamato a decidere se consentire o no alle soldatesse di combattere in prima linea, le dichiarazioni rilasciate al "Times" da Richard Kemp scatenano forti polemiche. Le militari non sarebbero "adatte a una banda di fratelli pieni di testosterone e potrebbero ridurre la capacità guerriera" dei soldati

di Daniele Guido Gessa | 20 NOVEMBRE 2014

Le donne mancano di “istinto omicida” e non hanno “testosterone”. E per questo non sono “buone alla guerra“, così dovrebbe essere loro impedito di combattere. Ha scatenato una polemica quanto scritto in un intervento pubblicato dal Times, quotidiano britannico, l’ex colonnello in pensione Richard Kemp, che per anni ha guidato le truppe di sua maestà in Afghanistan. Il momento per intervenire, ha precisato il militare, è “quello giusto”. Infatti proprio in queste settimane in parlamento, a Westminster, si sta discutendo se consentire oppure no alle donne nell’esercito (il 9% del totale) di combattere in prima linea contro il nemico, un qualcosa finora vietato, se non in casi estremi, dalle leggi britanniche. Anche il ministero della Difesa ha avviato le sue discussioni in materia e ora, appunto, iniziano a fioccare commenti e interventi sulla stampa del Regno Unito.

Secondo l’ex colonnello, consentire alle donne di combattere “danneggerebbe le capacità belliche e comprometterebbe la coesione fra le truppe”. Un intervento che ora viene bollato come “sessista” dalle associazioni femministe della Gran Bretagna, anche se Kemp ha riconosciuto “l’importanza di questo dibattito per questioni di trasparenza”. Poco importa che, negli ultimi anni, ben otto donne abbiano perso la vita sul fronte, spesso in attacchi ai campi dell’esercito o in aree minate non segnalate. Per il militare, uno dei più ascoltati quando si parla di questioni legate alla difesa britannica, le donne dovrebbero stare in disparte. Utili sì, ma non di certo quando si ha a che fare direttamente, faccia a faccia, con il nemico, ha scritto sul più importante – e conservatore – quotidiano del Paese.

“Dare una priorità alla political correctness – ha aggiunto – minerebbe l’efficacia nei combattimenti e metterebbe tante vite a rischio“. E poco importa anche che lo scorso maggio l’allora ministro della Difesa, Philip Hammond, ora ministro degli Esteri e sostituito a luglio da Michael Fallon, abbia detto che “è giunto il tempo di mettere da parte questa immagine da macho dell’apparato militare”. Le parole di Hammond suscitarono grandi polemiche anche cinque mesi fa, critiche perlopiù basate sulla presunta incapacità delle donne di sopportare, fisicamente e psicologicamente, il combattimento. Ora, appunto, Kemp si è aggiunto in quella bufera di commenti: “Servire al fronte richiede un’etica da guerrieri e un legame cameratesco”. Tutte cose eventualmente precluse alle donne, ha scritto apertamente il militare, a guida di una campagna a Kabul che si è chiusa ufficialmente solo poche settimane fa.

“Le donne non sono adatte a una banda di fratelli pieni di testosterone e potrebbero ridurre la coesione e la capacità guerriera di una piccola unità di combattimento”, ha inoltre aggiunto sul Times. Il ministero ha comunque negato che le discussioni sul ruolo delle donne nell’esercito siano state bloccate. Così non sono arrivati commenti ufficiali, tranne uno: “Non abbiamo ancora preso una decisione e ogni ipotesi di queste ultime ore è inaccurata”. Il parlamento sarà chiamato ufficialmente a votare, molto probabilmente prima di Natale, una volta che il ministero della Difesa abbia varato una direttiva ufficiale.



Citazione
Poco importa che, negli ultimi anni, ben otto donne abbiano perso la vita sul fronte, spesso in attacchi ai campi dell’esercito o in aree minate non segnalate.

... "ben otto donne".
E nel frattempo quanti uomini hanno perso la vita al fronte...?


@@


Bel commento...

Citazione
Zed82
4 anni fa
-
Ma mandatecele in prima linea! Sarà la volta buona che vedremo come si comportano all'atto pratico senza la valanga di parole che incensano la donna a prescindere senza passare per la prova dei fatti.
Per il momento, d'accordissimo col colonnello di Albione.


Ah dimenticavo: alla prima che cade sul campo di battaglia, per favore non frucugnateci i maroni col femminicidio.