Autore Topic: I comuni non-luoghi  (Letto 937 volte)

Offline Faust

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I comuni non-luoghi
« il: Luglio 28, 2016, 11:55:53 am »
Perché il malato di mente, che come sappiamo non si può curare, ottiene un trattamento privilegiato in termini giuridici? L'incapacità di intendere e di volere è un fattore che rende l'individuo pericoloso, non innocente (non-nocente).

La formula del reato di stupro è un artificio giuridico non-sensical. Tutto ciò che caratterizza l'atteggiamento violento, persecutorio, lesivo, non viene preso in considerazione: viene considerato imputabile soltanto l'aspetto sessuale della faccenda, cioè l'unico aspetto non-violento. Si tratta di un castratismo pratico: il castratismo teorico è il femminismo.

Femminismo come post-umanismo: la donne sono esseri umani e perciò hanno bisogno di uno statuto che garantisca loro diritti speciali e distinti da quelli degli uomini.

Il progresso dello Stato: prima delle attuali leggi sull'aborto si considerava la generazione come dipendente dalla dualità dei sessi; ora si crede nella partenogenesi.

Fasi del femminismo. Fase 1: inventare la favola del patriarcato e del maschilismo. Fase 2: convincere gli uomini dell'esistenza di patriarcato e maschilismo. Fase 3: convincere le donne dell'esistenza di patriarcato e maschilismo. Fase 4: costruire una società maschilista nella quale gli uomini vivono per le donne. - Fase 5: fallire miseramente.







« Ultima modifica: Luglio 28, 2016, 12:08:20 pm da Faust »
Confrontando globalmente uomo e donna, si può dire che la donna non avrebbe il genio dell'ornamento, se non avesse l'istinto del ruolo secondario.

- Friedrich Nietzsche

Offline Rita

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Re:I comuni non-luoghi
« Risposta #1 il: Luglio 28, 2016, 13:23:24 pm »
Perché il malato di mente, che come sappiamo non si può curare, ottiene un trattamento privilegiato in termini giuridici? L'incapacità di intendere e di volere è un fattore che rende l'individuo pericoloso, non innocente (non-nocente).


Proprio perché non si può curare, probabilmente. Prima di Beccaria non esisteva alcuna concezione giuridica di riabilitazione o rieducazione del reo. Dopo Beccaria, come sappiamo, la pena deve fungere da deterrente per gli altri ma deve anche essere rieducativa e riabilitativa.
L'incapace di intendere e di volere può anche essere pericoloso (infatti, in teoria, -lasciamo poi perdere il fatto che spesso gli psichiatri danno per non pericolosi individui pericolosi- un malato pericoloso incapace di intendere e di volere dev'essere custodito e contenuto per il tempo in cui dura la sua incapacità di intendere e di volere), ma se non c'è cura non c'è possibilità di rieducazione, quindi il carcere è inutile. Esistevano i manicomi criminali infatti.


L'alternativa è l'applicazione di un criterio puramente utilitaristico: lo giudico pericoloso per la società (indipendentemente dalla sua volontà) e lo elimino. Però temo che per questa concezione occorra un totale e radicale cambiamento di morale. En passant mi verrebbe da dire che l'imputabilità prevede (anche giuridicamente) la possibilità di scegliere il male invece del bene. Un malato di mente non sceglie, quindi può essere contenuto e messo in condizione di non nuocere ma non può essere imputabile. Non so se mi sono capita.
L'esperienza è un pettine che la vita ti dà dopo che hai perso i capelli

Offline Faust

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Re:I comuni non-luoghi
« Risposta #2 il: Luglio 28, 2016, 14:09:21 pm »
Citazione
Un malato di mente non sceglie, quindi può essere contenuto e messo in condizione di non nuocere ma non può essere imputabile.

Proprio qui sta il punto. Poiché non sceglie - e non sa scegliere - è imputabile in grado maggiore: almeno nella misura in cui consideriamo la punizione non come "espiazione", ma come tutela della società sana ed eventualmente riabilitazione del criminale. L'errore sta nel considerare la colpa giuridica come colpa morale, con conseguente penalizzazione di chi ha una coscienza e depenalizzazione di chi non ce l'ha - la conseguenza è che i matti vanno in giro mentre gli individui capaci di intendere e di volere vengono reclusi.

Poi, ovviamente, c'è differenza fra il ripristino di questo concetto giuridico elementare e dire "i malati di mente vanno messi in carcere".
Confrontando globalmente uomo e donna, si può dire che la donna non avrebbe il genio dell'ornamento, se non avesse l'istinto del ruolo secondario.

- Friedrich Nietzsche