Autore Topic: La donna emancipata è felice?  (Letto 21400 volte)

Offline Eric Lauder

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Re:La donna emancipata è felice?
« Risposta #15 il: Novembre 10, 2014, 14:35:05 pm »
Io su questo sono molto radicale: se una è casalinga il mantenimento è doveroso (ma SOLO in caso di separazione consensuale o di torto di lui - se è lei a tradire, nisba). Se una lavora, invece, NON mantenerla è un obbligo morale dell'uomo, che deve essere anche pronto a lasciare il proprio lavoro pur di non cedere all'ingiustizia - muoia Sansone con tutti i filistei!!! Non scherzo....
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Offline Vicus

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Re:La donna emancipata è felice?
« Risposta #16 il: Novembre 10, 2014, 17:32:20 pm »
non so chi diavolo sia sto Cecarelli e il suo INCREDIBILE caso, e non mi interessa nemmeno. Ho perso qualcosa ?

Lui avrebbe fatto la stessa vita lavorativa anche senza lei, lei non avrebbe fatto la casalinga senza di lui.
Eco perché meglio senza sti sacrifici. Ognuno faccia ciò che gli piace.
Anche il matrimonio funziona meglio cosi, con due persone rilassate e soddisfatte invece di due sacrificati che poi la fanno pagare all'altro.
 Io parlavo di fedeltà e amore non di compromessi.
Incredibile, siamo in pieno 2014, le donne lavorano o si arrangiano, non ne ho mai vista una per strada, ma quando si tratta di mantenimento ecco saltar fuori il vittimismo alla Oliver Twist.
Ti sposi una disoccupata? Se divorzi, perché devi continuare a mantenere una che non aveva un lavoro? (Già, per garantirle "lo stesso tenore di vita"...)
Caso andato in onda sulle iene: un tale si è sposato una che in seguito ha dolosamente smesso di lavorare, e gli ha portato via tutto (il tizio era un dirigente d'azienda, oggi fa il bidello).
Farsi mantenere è un privilegio (o un compenso per il lavoro di casalinga se vogliamo) che non può continuare dopo la separazione. Chi vuole far la mantenuta, eviti di divorziare e si comporti bene. Troppo facile garantirsi una pensione così.
E parecchie donne la pensano come Lucia, anche quelle che non vi aspettereste. Conviene chiederglielo prima.
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Offline Lucia

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Re:La donna emancipata è felice?
« Risposta #17 il: Novembre 10, 2014, 20:28:12 pm »
Non si parla di come la pensa Lucia.
Ti ho solo fatto vedere la parte d'ombra della tua osannata donna non emancipata, tradizionale, casalinga etc.

Per una donna in carriera che ama il suo lavoro quanto la famiglia siccuramente non dovresti pagare mantenimento, perché non vive in funzione da te.

Caso andato in onda sulle iene: un tale si è sposato una che in seguito ha dolosamente smesso di lavorare, e gli ha portato via tutto (il tizio era un dirigente d'azienda, oggi fa il bidello).

allora non si parla solo bene di donne e male dei uomini in tv. questo è un buon segno, no?

Sarebbe possibile risolvere questo problema se ci si accorgesse di tutte le prevenzioni inculcate dai media, che ci impediscono di condurre una vita più umana.
basterebbe buttar via il tv e guardare un po il mondo reale con i propri occhi e senza preggiudizzi

Alberto1986

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Re:La donna emancipata è felice?
« Risposta #18 il: Novembre 11, 2014, 02:18:00 am »
.....

Il mantenimento è dovuto proprio a quel sacrificio che la moglie casalinga lo ha fatto per te. :unsure:


 :doh:

Suppongo che il mantenimento per essere "giusto" dev'essere anche a vita. Ho detto bene?  :doh:

Offline Vicus

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Re:La donna emancipata è felice?
« Risposta #19 il: Novembre 11, 2014, 02:31:12 am »
Hai detto benissimo. Fare la casalinga è una punizione per la donna, che si sacrifica sull'altare dell'"amore". Finito il quale, è giusto che l'uomo paghi: a vita.
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Offline Lucia

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Re:La donna emancipata è felice?
« Risposta #20 il: Novembre 11, 2014, 10:34:47 am »

 :doh:

Suppongo che il mantenimento per essere "giusto" dev'essere anche a vita. Ho detto bene?  :doh:

Carissimo,
sono cresciuta in un paese dove non c'è nessun obbligo di mantenimento per la ex, e mi sembra normale
ma dove non ho mai sentito messo in dubbio il fatto che la donna dovrebbe lavorare qualcosa se puo (se gli piace ciò che fa è meglio), anzi sono stata cresciuta con la domanda insistente di "cosa farai da grande?". :unsure:
Certo se costa più lavorare che stare acasa allora stai acasa, ti restringi e aiuti almeno a risparmiare, ma non è il sogno della vita.

Ma il vostro eloggio della donna casalinga mi sembra che combacia perfettamente con il diritto delle ex al mantenimento. Non è mia colpa.


Offline Rita

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Re:La donna emancipata è felice?
« Risposta #21 il: Novembre 11, 2014, 10:50:32 am »
Sì va be.. è ovvio che il mantenimento della moglie nasce proprio dalla figura della casalinga a "carico". Figura che non è storicamente distribuita nei secoli e nelle culture. E' un qualcosa che nasce col boom economico del dopoguerra. La ratio giuridica è quella, poi possiamo discutere della sua degenerazione e del fatto che se si sarebbe dovuto distinguere in base agli anni di matrimonio e all'effettiva partecipazione alla vita lavorativa del marito (se l'ha fatto risparmiare per dire), così come lo stesso principio della pensione di reversibilità alla moglie (che adesso è estendibile anche agli altri, ma all'inizio la legge la concedeva solo alle donne), segue la stessa ratio.
Sono discussioni sterili secondo me, poi continuate pure.
La donna "emancipata" è semplicemente la donna che se la cava ANCHE da sola.
Lo erano mia madre, mia nonna, la mia bisnonna e un sacco di donne che definireste "tradizionali".


L'esperienza è un pettine che la vita ti dà dopo che hai perso i capelli

Offline Lucia

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Re:La donna emancipata è felice?
« Risposta #22 il: Novembre 11, 2014, 11:42:21 am »

Sono discussioni sterili secondo me, poi continuate pure.


Grazie Rita!  :D
Ma lo devo dire che elogiano la donna che vive per il marito e per la famiglia, rinunciano ad avere almeno una possibilità di lavoro o carriera o pensione propria
si danno la zappa sui piedi,
perché è quella che poi nel caso di divorzio ha diritto a mantenersi dal ex marito, senza ormai nessun obbligo nei suoi confronti.

La donna che lavora invece, guadagna, non pesa economicamente sul marito e per niente sull'ex (come è normale che lo sia)


Offline Rita

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Re:La donna emancipata è felice?
« Risposta #23 il: Novembre 11, 2014, 11:51:02 am »
perché è quella che poi nel caso di divorzio ha diritto a mantenersi dal ex marito, senza ormai nessun obbligo nei suoi confronti.

La donna che lavora invece, guadagna, non pesa economicamente sul marito e per niente sull'ex (come è normale che lo sia)

ma infatti il punto di differenza fra i sostenitori della tradizionalista e i sostenitori della paritaria è quella.
Ormai il femminismo ha tolto ogni obbligo o dovere della donna.
L'emancipazione maschile, IMHO dovrebbe consistere nel liberarsi dalla dipendenza verso il femminile, foss'anche il bisogno di occuparsi della loro felicità. Sarà ontologico? E vabbeh.. è sempre dipendenza.
 :lol: per questo, come già dissi tempo fa, trovo strano che in un forum maschile fioriscano le discussioni su qual è la condizione migliore per rendere felice una donna.

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Offline Eric Lauder

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Re:La donna emancipata è felice?
« Risposta #24 il: Novembre 11, 2014, 14:50:43 pm »
ma infatti il punto di differenza fra i sostenitori della tradizionalista e i sostenitori della paritaria è quella.
Ormai il femminismo ha tolto ogni obbligo o dovere della donna.
L'emancipazione maschile, IMHO dovrebbe consistere nel liberarsi dalla dipendenza verso il femminile, foss'anche il bisogno di occuparsi della loro felicità. Sarà ontologico? E vabbeh.. è sempre dipendenza.
 :lol: per questo, come già dissi tempo fa, trovo strano che in un forum maschile fioriscano le discussioni su qual è la condizione migliore per rendere felice una donna.

Quoto. Gli uomini debbono imparare ad essere indipendenti ed a non contare sulle donne, altrimenti è ovvio che saremo sempre svantaggiati. Indietro non si torna, la verità è questa, impensabile che le donne possano tornare a come erano le casalinghe degli anni 50 o 60. Quello a cui si dovrebbe puntare sono forme di unione senza vincoli reciproci, che consentano di vivere un rapporto di coppia senza rischi e patemi d'animo per lui. Prendi il mio caso: io so di essere stato relativamente fortunato nella mia separazione, e mai mi arrischierei di nuovo a risposarmi o fare qualsiasi altra cosa legalmente vincolante con una donna - sarebbe un azzardo troppo grosso, non posso rischiare la fortuna nuovamente perché se va male questa volta vado davvero sul marciapiede, e penso di non meritarlo, proprio per niente. Ecco, sarebbe carino se la legge desse la possibilità di avere dei rapporti di convivenza liberi - in teoria è così, ma in pratica no. Inoltre la donna ha molte, troppe, armi: una falsa accusa di stupro, una falsa accusa di stalking, una falsa accusa di violenza domestica. Tutte cose giuste, per carità, nessuno vuole tutelare i violenti. Ma l'onere della prova su di me non va proprio: è un modo per garantire la falsa accusatrice, non le vere vittime. Più una relazione va avanti, più aumentano le possibilità, in caso di diverbi, di essere falsamente accusato. Non posso accettare di avere una relazione non paritaria: e se lei può colpirmi come e quando vuole, la relazione non può essere paritaria.
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Alberto1986

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Re:La donna emancipata è felice?
« Risposta #25 il: Novembre 11, 2014, 15:32:42 pm »
....
Ma il vostro eloggio della donna casalinga mi sembra che combacia perfettamente con il diritto delle ex al mantenimento. Non è mia colpa.


Io non ho elogiato nessuna donna casalinga. Ancora oggi ci sono tante donne che per scelta decidono di non lavorare ed occuparsi della casa. Il punto è che se il matrimonio finisce e non ci sono eventuali figli a carico, non esiste che il marito debba ancora mantenere l'ex moglie. La tua pretesa del vitalizio dovuto alle faccende domestiche fatte in passato, è squallido e parassita. D'altronde il marito cosa dovrebbe chiedere all'ex moglie per quello lui ha fatto in passato per lei? Forse il mantenimento di rapporti sessuali regolari ogni sabato e domenica?

Offline zagaro

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Re:La donna emancipata è felice?
« Risposta #26 il: Novembre 11, 2014, 15:35:41 pm »

Io non ho elogiato nessuna donna casalinga. Ancora oggi ci sono tante donne che per scelta decidono di non lavorare ed occuparsi della casa. Il punto è che se il matrimonio finisce e non ci sono eventuali figli a carico, non esiste che il marito debba ancora mantenere l'ex moglie. La tua pretesa del vitalizio dovuto alle faccende domestiche fatte in passato, è squallido e parassita. D'altronde il marito cosa dovrebbe chiedere all'ex moglie per quello lui ha fatto in passato per lei? Forse il mantenimento di rapporti sessuali regolari ogni sabato e domenica?
non sono d'accordo.

se il matrimonio ha anche una componente economica, di divisione dei ruoli economici, ed i coniugi decidono di comune accordo che la donna stia a casa per mantenere a casa, educare i figli, badare agli anziani, etc.  non vedo perchè qualora  il matrimonio finisce debba andarsene con un semplice 'benservito'.

il mantenere la casa, l'educazione dei figli, il badare agli anziani sono anche attività economiche dell'azienda 'matrimonio', che se è vero non producono reddito diretto,è anche vero che non ti fanno cacciare reddito nella ricerca di servizi esterni sostitutivi.
ed il mschio può  dirigere tutte le sue risorse nella rierca di reddito all'esterno della casa, appunto perchè vi  st chi bada dentro la casa. qui è 1+1 fa 2 non è 1+0 che fa 2

Offline vnd

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Re:La donna emancipata è felice?
« Risposta #27 il: Novembre 11, 2014, 16:14:38 pm »
se il matrimonio ha anche una componente economica, di divisione dei ruoli economici, ed i coniugi decidono di comune accordo che la donna stia a casa per mantenere a casa, educare i figli, badare agli anziani, etc.  non vedo perchè qualora  il matrimonio finisce debba andarsene con un semplice 'benservito'.

il mantenere la casa, l'educazione dei figli, il badare agli anziani sono anche attività economiche dell'azienda 'matrimonio', che se è vero non producono reddito diretto,è anche vero che non ti fanno cacciare reddito nella ricerca di servizi esterni sostitutivi.
ed il mschio può  dirigere tutte le sue risorse nella rierca di reddito all'esterno della casa, appunto perchè vi  st chi bada dentro la casa. qui è 1+1 fa 2 non è 1+0 che fa 2


Io credo che, proprio perché si tratta di una scelta condivisa, nulla sia più dovuto terminata la simbiosi matrimoniale.

Lavoro ed ho diritto al vitalizio. Mi licenzio, lo perdo.
La moglie stira le camicie ed ha diritto ai benefit familiari. Chiede la separazione e perde ogni diritto.

Ci si può mettere d'accordo su una buona uscita. In base ad una quantificazione forfettaria del servizio fornito.
Ma che senso avrebbero gli alimenti a vita? Ancor meno ne ha il mantenimento del tenore di vita...
Su... Per favore...

Vnd [nick collettivo].

Offline Rita

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Re:La donna emancipata è felice?
« Risposta #28 il: Novembre 11, 2014, 16:19:46 pm »
non sono d'accordo.

se il matrimonio ha anche una componente economica, di divisione dei ruoli economici, ed i coniugi decidono di comune accordo che la donna stia a casa per mantenere a casa, educare i figli, badare agli anziani, etc.  non vedo perchè qualora  il matrimonio finisce debba andarsene con un semplice 'benservito'.

il mantenere la casa, l'educazione dei figli, il badare agli anziani sono anche attività economiche dell'azienda 'matrimonio', che se è vero non producono reddito diretto,è anche vero che non ti fanno cacciare reddito nella ricerca di servizi esterni sostitutivi.
ed il mschio può  dirigere tutte le sue risorse nella rierca di reddito all'esterno della casa, appunto perchè vi  st chi bada dentro la casa. qui è 1+1 fa 2 non è 1+0 che fa 2

quoto. E qui stava la ratio dell'istituzione (quando fu approvata la legge sul divorzio) del mantenimento alla moglie casalinga. La questione sarebbe stata risolvibile con lo stipendio alla casalinga, o con l'obbligo di versare i contributi per il lavoro casalingo, ma questo avrebbe comportato tutta una serie di complicazioni (chi controlla cosa si fa in casa, chi lo fa, cosa succede per esempio se una persona decide, di comune accordo con altre, - per esempio una figlia nubile - di occuparsi del welfare domestico etc.).

Tutte questioni che nascono con l'industrializzazione e con l'esternalizzazione del lavoro. E prima non c'erano. In campagna si lavorava senza contributi INPS, non c'erano pensioni e stava tutto nella capacità di risparmio delle persone o nel contare sui figli che pensassero alla vecchiaia dei genitori.

La prima forma di welfare forse erano le corporazioni artigiane. In cui i soci versavano una quota per provvedere ai periodi di malattia o alla vecchiaia dei soci che non avrebbero più potuto lavorare.

Una volta lessi nell'archivio storico del mio paese che ce n'erano parecchie ai primi dell'ottocento e c'erano anche corporazioni femminili, come quella delle lavandaie, e si discuteva già allora se la gravidanza e il puerperio erano da considerarsi come una malattia o meno  :).

Ma erano ovviamente piccole realtà, tentativi di un welfare statale che sarebbe ancora stato di là da venire
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Offline Vicus

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Re:La donna emancipata è felice?
« Risposta #29 il: Novembre 11, 2014, 16:34:02 pm »
La casalinga è mantenuta in cambio del suo lavoro. Occuparsi della casa è un privilegio: mantenimento assicurato, niente spostamenti e orari fissi, niente treni pendolari che spettano invece al marito. Che, non dimentichiamolo, se non avesse una famiglia da mantenere potrebbe utilizzare lo stipendio per spese voluttuarie.
Come è stato detto da un giudice, quando la giustizia funzionava:
- Cara signora, lei prepara ancora i pasti, lava la biancheria e pulisce casa? Rispetta ancora l'obbligo di mutua assistenza assunto col matrimonio?
- No, siamo separati.
- Allora perché vuole essere ancora mantenuta?
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