Autore Topic: Ma perché le donne si sposano?  (Letto 51014 volte)

Offline LaSerpentessa

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Re:Ma perché le donne si sposano?
« Risposta #270 il: Settembre 08, 2015, 01:56:28 am »
Se ti sopporto vuol dire che non ti amo. Non sono adatta al matrimonio e non posso farci nulla. Sono una di quelle che abdicano alla patria. per quelle come me l'europa diventerà islamica! Scusate! :unsure:
non escludo di fare coppia fissa se incontro uno che accetta la mia anima!

Offline TheDarkSider

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Re:Ma perché le donne si sposano?
« Risposta #271 il: Settembre 08, 2015, 11:11:56 am »
Se ti sopporto vuol dire che non ti amo. Non sono adatta al matrimonio e non posso farci nulla. Sono una di quelle che abdicano alla patria. per quelle come me l'europa diventerà islamica! Scusate! :unsure:
non escludo di fare coppia fissa se incontro uno che accetta la mia anima!
Infatti, ed e' proprio quello che "quelle come te" si meritano: a forza di abortire e rifuggere il matrimonio, avete distrutto la natalita' dei paesi come il nostro e ora vi beccate l'invasione di immigrati musulmani con le loro idee "particolari" sui diritti delle donne ;)
"Le donne occidentali sono più buone e tolleranti con gli immigrati islamici che le stuprano che con i loro mariti."
Una donna marocchina

Offline LaSerpentessa

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Re:Ma perché le donne si sposano?
« Risposta #272 il: Settembre 08, 2015, 13:12:31 pm »
Non faccio a  tempo a vederlo. Quello che io merito non lo sai tu.
« Ultima modifica: Settembre 08, 2015, 13:25:09 pm da LaSerpentessa »

Offline ilmarmocchio

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Re:Ma perché le donne si sposano?
« Risposta #273 il: Settembre 08, 2015, 15:17:15 pm »
Il cicisbeo non è un uomo di mantenimento ma è uno con cui si fa sesso e basta. E' un geisho. Non so perchè è derisibile dagli altri uomini.

cicisbeo Figura caratteristica del 18° sec., detta anche cavalier servente, che accompagnava ovunque una dama, servendola galantemente in tutto ciò che potesse occorrerle durante la giornata. Talvolta il contratto matrimoniale prevedeva l’esistenza di uno o più cicisbei. È nota la satira dell’istituzione fatta da Parini nel Giorno e da Alfieri nella commedia Il divorzio; la difesero invece G. Baretti e poi V. Imbriani.


il sesso c'entrava poco