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Dedicato a Hans Ruedi Giger: "Necronomicon"(Prima Ed. 1977)di Hans Ruedi

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Suicide Is Painless:


Dedicato a Hans Ruedi Giger: "Necronomicon"(Prima Ed. 1977)di Hans Ruedi Giger. Ballantine Books,(Ristampa 2004). LIbro in Formato A3

Hans Ruedi Giger, nome d'arte di Hans Rudolf Giger (Coira, 5 febbraio 1940 – Zurigo, 12 maggio 2014), è stato un pittore, scultore, designer, d'ispirazione surrealista e simbolica, ed artista nel campo degli effetti speciali cinematografici, svizzero. Dopo molti anni di lavoro nel campo del design e dell'illustrazione grafica, per l'originalità ed il forte impatto emotivo dei suoi lavori ha creato, in collaborazione con Carlo Rambaldi, la rappresentazione per il grande schermo della creatura protagonista di Alien, nell'omonimo film, che gli è successivamente valsa l'Oscar per i migliori effetti speciali nel 1980.

Il lavoro di H.R. Giger ha, a mio avviso, la distinzione di essere l'arte più inquietante che sia riuscita a raggiungere un suo pubblico da quella di Hieronymus Bosch. Ecco una grande introduzione (se non vi dispiace il prezzo, generalmente molto alto) per il lavoro di un tale artista, in questa edizione firmata da Clive Barker, e chi altrimenti piu' indicato.

Questo libro non è per i giovani di oggi o chi è disturbato ma solamente nei modi "facili" socialmente accettati e alla moda permessa. Il mondo di Giger è abbastanza volutamente il mondo degli incubi, del simbolismo freudiano, del decadimento, e, massicciamente ricco di sessualità perversa. Ma c'è anche una bellezza dietro a tutto questo, nello splendore metallico delle sue ninfe futuristiche o negli strani paesaggi infiniti nei volti dei bambini, che ci fanno comprendere la stranezza insita nel quotidiano. Invece di usare l'arte per cercare di trascendere la realtà, Giger ci tira giù nelle parti più oscure di quello che vediamo intorno a noi, e si rifiuta di lasciarci andare. In questo modo ci mostra che forse il buio non sia così terribile come possa sembrare, e ci si abitua ad affrontare quell'oscurita' inesplorata, soprattutto in noi stessi. Non solo tale in/sano confronto, può benissimo essere essenziale, ma Giger è una guida turistica esperta quando si tratta delle aree della mente e della psiche che non molti artisti hanno avuto il coraggio di esplorare.
Il secondo volume del "Necronomicon" è un compagno degno di tutto questo, ma se si deve leggere e possedere un solo libro di Giger questo è quello che generalmente piu' si raccomanda. Aprire questo libro è cogliere, concedersi il proprio inferno ... e poi rendersi conto che si può però tornare fuori, indietro da esso.

Dopo aver visto alcuni dei lavori prodigiosi di Giger in "Alien" e qualcun altro ben noto lavoro illustrativo decisi di acquistare l'intera sua produzione di libri di Biomeccanica, tanti anni fa. Erano tutti molto belli, ma il "Necronomicon" è il libro pilota per tutto il resto delle sue opere. Esso contiene l'opera più straordinaria in quanto a stranezza e visionarietà macabra. Un tour de force nella sua mente unica. Una raccolta mirabile di immagini strane e terribili magistralmente concepita e creata. E' certamente abbastanza inquietante da guardare, ma meravigliosamente affascinante allo stesso tempo. Se ci si approccia a questo libro non si sarà in grado di metterlo giù prima di aver letto tutte le note e visto ogni ultima immagine, eccellente anche se presa singolarmente.
Giger era un artista ispirato e di altissimo livello. Le sue naturali capacità con l'aerografo erano semplicemente sbalorditive. Ci possono essere pochi dubbi al riguardo sul suo essere stato una incarnazione spirituale di Bosch, né sulla qualità ipnotica dei suoi pezzi migliori.

Eppure, bisogna anche tenere conto delle ragioni dei critici i quali sostenevano che molto del lavoro di Giger era ripetitivo, e che nel proprio lavoro non abbia continuato a spingersi ai confini. Ha avuto un periodo da vero e proprio fenomeno alla metà e poi dalla fine degli anni '70 grazie alla sua fragorosa, trionfale affermazione nel cinema, successivamente al primo "Alien" di Ridley Scott - per il quale venne premiato all'Oscar per gli Effetti Speciali, e probabilmente dopo un tale successo dalle proporzioni enormi, non poteva che reiterarsi nella riproposizione in tutte le sue forme delle stesse sculture e degli stessi spazi, ambienti, scenografie, dell'uso competente dell'ombreggiatura. Un'altra testa con le palpebre socchiuse e le coste degli intestini che spuntano ai suoi bordi...

Giger faceva anche un impiego eccellente nel suo lavoro della prospettiva, spesso relativamente semplice, in quanto generalmente sono i profili generali delle composizioni bizantine. Si può vedere come il fondamento della sua tecnica si fosse evoluta da piccoli, bizzarri disegni. Ma cosa sarebbe potuto succedere se Giger avesse esplorato attraverso una grande tavolozza di colori, e tutte le tecniche che padroneggiava interamente, i piu' vari e diversi soggetti? Penso che lo avrebbe elevato esponenzialmente, come artista. Così com'è adesso nella sua cementata fama -e una volta defunto-, si è/era assicurato un molto redditizio, status di "grande artista maledetto" - ma forse non c'è molto dello stimolo che ci sarebbe potuto essere altrimenti.

Non si può però negare che guardare l'opera di Giger è come poter gettare lo sguardo in un paesaggio infernale indimenticabilmente bello. E che è anche molto più scuro e sostanziale di quella cultura pop (o forse anche da parte dello stesso Giger) di quanto ci avrebbero voluto far credere.
"Necronomicon" è il miglior fondamento del lavoro di Hans Ruedi Giger per tutti quelli appassionnati di sci-fi duri a morire, sia del testo che delle immagini e delle illustrazioni. Questo libro mostra una vasta gamma dei vari stili di H.R., ognuno una penetrazione attraverso le nozioni contemporanee di forma, galateo, e cortesia. Si tratta di un no-nonsense del'esposizione immergendosi nel mondo alter-dimensionale e incubico dei sogni di Giger, che attinge alle fonti della paura umana. Il "Necronomicon" come tutti gli altri libri d'arte di H.R. Giger è destinato a tutte le persone che possono pensare autonomamente per sè stessi, che possono mettere la realtà, la fisica, la religione, la politica, la morale, la matematica, ecc., separatamente nelle loro scatole  per un momento, e che cercano una interprretazione parallela e sorprendente del mondo terreno. 
H.R. Giger è stato un maestro in qualsiasi mezzo che ha affrontato, e attrraverso il quale ha sempre cercato la materia oscura, pensando anche alla provocazione.  "Necronomicon" è percio' da consigliare a colui che cerca qualcosa che come detto sopra lo possa condurre attraverso l'inferno seguendone il flusso principale che lo attraversa, Un'opera perfetta per visualizzare un momento in cui si desidera allungare e di molto i limiti della propria immaginazione. Una vera festa per gli occhi e la mente.
Se si è ammirato l'arte dietro la creatura xenomorfa di "Alien", allora "Necronomicon" non puo' non piacere. Il look e la sintonia del proprio mondo che proveniva dall'artista svizzero,  ha questo libro come pietra angolare per aiutare a spiegare il suo lavoro.

Non c'è piu' modo di ottenere tutto quel che si annidava nella mente dell'artista. La ricchezza di elementi avrebbe richiesto uno psicoanalista. Per molte delle sue opere, Giger forniva alcuni commenti sul suo background, che ci dava un'idea di ciò che lo aveva influenzato. Inoltre, nel "Necronomicon" sono incluse alcune foto della sua vita, e alcune di esse sono anche mostrate allo spettatore nel documentario dal titolo omonimo, e ci mostrano ciò che nella vita e nell'infanzia di Giger ha contribuito a plasmare le creazioni dei suoi lavori.

Incluse nel libro sono ovviamente alcune delle sue opere più popolari, ma non troverete l'alieno del film di Scott e dei sequel (anche se vi si trovano dei bozzetti per la Casa degli Harkonnen di "Dune" per la prevista versione di Alejandro Jodorowsky che non verrà mai realizzata, e che confluiranno minimamente nelle scenografie e nei decòr di quella di David Lynch).

Se si è un fan della fantascienza o dell'horror e si sta cercando di imparare di più sull'arte e l'artista Giger dietro alla sua opera, allora questo è il libro gigeriano dal quale partire imprescindibilmente.

Suicide Is Painless

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