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Dieci anni senza Carlo Muscetta Storia di una vita non comune

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Suicide Is Painless:
Dieci anni senza Carlo Muscetta Storia di una vita non comune

La vita di Carlo Muscetta non è stata come le altre, e può essere ripercorsa nella sua autobiografia "L'erranza"(Sellerio 2009). Antifascista della prima ora, quando studente al primo anno dell'Università di Napoli si batteva in difesa di Benedetto Croce contro chi lo denigrava: era un padre ideale, con il quale era già in corrispondenza per i suoi studi su Francesco De Sanctis, Pubblicati quando aveva solo 18 anni.
Anticolonialista, dopo un discorso contro la guerra in Etiopia al liceo dove insegnava a Molfetta, fu "oleato" e perse il posto di insegnante. Collaboratore della rivista di Bottai "Primato" dopo aver vinto i Littoriali, praticava la dissimulazione onesta, insieme a una nutrita schiera di antifascisti, come Giaime Pintor, Mario Alicata e Antonello Trombadori che scrivevano sullo stesso periodico culturale.
Il suo nome figura nel Museo della Resistenza in via Tasso dove fu condotto per interrogatori musclés delle SS, con Leone Ginzburg, in seguito al loro arresto nella tipografia di via Basento, dove si stampava clandestinamente L'Italia Libera, organo del partito d'Azione"(22 novembre 1943),
Collaboratore della casa editrice Einaudi, fin dal 1940, insieme a Leone Ginzburg e Giaime Pintor, si iscrisse al Pci nel 1947, dove si distinse per vivace spirito critico, sia negli articoli letterari pubblicati su L'Unità, che in quelli sulla rivista Società, di cui era stato nominato direttore nel 1953. Fino a manifestare un'aperta dissidenza nel 1956 in occasione dei fatti d'Ungheria, redigendo il famoso documento dei 101, pubblicato poi in alcuni giornali europei, come Le Monde come il primo caso esemplare di dissenso politico culturale rispetto all'Unione Sovietica.
Collaboratore delle maggiori case editrici, dopo Einaudi, Feltrinelli, Laterza, è stato autore di saggi critici molto acuti, su G.G. Belli, Boccaccio, Leopardi, Galilei e su scrittori contemporanei, come Leonardo Sciascia, Primo Levi, o su poeti come Umberto Saba, grazie ai quali nel 1963 vinceva la cattedra universitaria, per insegnare a Catania, a Roma e alla Sorbonne Nouvelle a Parigi, seguito e amato da molti allievi. Si ricordano anche le sue splendide traduzioni de Les Fleurs du mal, di Baudelaire (ed. Laterza) di Hugo, di Molière pubblicate dalla casa editrice Il Girasole(Valverde).
La sua ricca biblioteca è stata donata al Centro Dorso, nel palazzo Victor Hugo di Avellino, mentre il suo epistolario è custodito nell'Archivio Capitolino a Roma, diretto da un suo allievo, Enzo Frustaci, che quest'anno, in occasione del decennale della sua scomparsa, pubblica la bibliografia completa delle sue opere, l'inventario delle lettere, repertori bibliografici essenziali agli studiosi che di lui vorranno occuparsi.
I figli, Mara e Sergio, ricordano con rimpianto e con orgoglio i migliori momenti della vita familiare e il dono della sua presenza, sempre dinamizzata dalle sue boutade e dal suo magnifico senso umoristico.

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