Autore Topic: Arti Marziali  (Letto 126746 volte)




Offline Vicus

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Re:Arti Marziali
« Risposta #1248 il: Giugno 09, 2020, 00:57:21 am »
E l'arte marziale ritenuta più temibile ed efficace anche sul campo
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.





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Re:Arti Marziali
« Risposta #1253 il: Giugno 21, 2020, 01:44:17 am »
Un kata dell'istruttore Barbin (6° dan) di cui ho seguito le lezioni al raduno mondiale a Padova di praticanti Goju-Ryu (ho fatto anche una lezione col figlio del fondatore Yamaguchi, 10° dan). Che ricordi, col senno di poi forse avrei continuato le arti marziali e mollato quel gineceo del mondo universitario.
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

Offline Frank

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Re:Arti Marziali
« Risposta #1254 il: Giugno 21, 2020, 10:11:58 am »
https://it.wikipedia.org/wiki/Famiglia_Machado
Citazione
Famiglia Machado

I Machado sono una famiglia brasiliana di artisti marziali misti e lottatori di Jiu jitsu brasiliano.

Sono famosi per essere i fondatori del RCJ Machado Brazilian Jiu-Jitsu e per i loro successi nei Giochi panamericani, nei campionati nazionali di Jiu-Jitsu di Rio de Janeiro e in altre competizioni di BJJ nonché nella ADCC Submission Wrestling World Championship.

Sono legati da un vincolo matrimoniale alla famiglia Gracie, i fondatori del Jiu Jitsu brasiliano: la sorella della madre di Rigan Machado sposò infatti Carlos Gracie, secondo quanto riferito da Rigan stesso in un'intervista al giornale BJJ. La famiglia ha aperto scuole di Jiu jitsu brasiliano anche negli Stati Uniti e, assieme appunto ai Gracie, costituisce la più prestigiosa dinastia di praticanti e insegnanti di questa arte.

Membri
La famiglia Machado è attualmente composta da cinque fratelli, ciascuno di grado superiore alla cintura nera. In ordine decrescente di età essi sono:

Carlos: ottavo dan.
Roger: sesto dan, è un grande appassionato di Yoga e viene considerato il "guru zen" della famiglia.
Rigan: ottavo dan, dai quattordici ai ventuno anni di età ha vinto ogni competizione di BJJ alla quale ha partecipato.
Jean Jacques: settimo dan, ha vinto i campionati nazionali cruserweight dal 1982 al 1992 nonché vari titoli nella ADCC.
John: sesto dan, ha vinto i campionati panamericani di sambo nel 1993 e 1994.









Offline Frank

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Re:Arti Marziali
« Risposta #1255 il: Giugno 21, 2020, 10:16:51 am »
Un kata dell'istruttore Barbin (6° dan) di cui ho seguito le lezioni al raduno mondiale a Padova di praticanti Goju-Ryu (ho fatto anche una lezione col figlio del fondatore Yamaguchi, 10° dan).

Una curiosità: che anno era ?


Citazione
Che ricordi, col senno di poi forse avrei continuato le arti marziali e mollato quel gineceo del mondo universitario.

Eh... non sarebbe stata un' idea malvagia.

Offline Frank

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Re:Arti Marziali
« Risposta #1256 il: Luglio 03, 2020, 20:42:42 pm »
https://www.instagram.com/p/CCMHvhRB_Hq/

https://www.gazzetta.it/Sport-Vari/03-07-2020/lutto-ufc-morto-padre-khabib-invincibile-38093583752.shtml

Citazione
Lutto nell’UFC, il Covid si porta via il padre di Khabib: era l’uomo che lo aveva reso invincibile
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Stroncato dalle complicazioni cardiache dovute al Coronavirus, se ne va a 57 anni Abdulmanap Nurmagomedov, leggendario istruttore dell’Armata Rossa oltre che padre e mentore del campione
3 luglio - 19:07 - MILANO
Lutto nel mondo delle MMA: dopo una lunga battaglia contro le complicazioni dovute al Covid19, è morto a Mosca all’età di 57 anni Abdulmanap Nurmagomedov, padre e allenatore dell’imbattuto campione dei pesi leggeri Khabib. Lo hanno reso noto le agenzie di stampa russe citando un telegramma alla famiglia di Razman Kadyrov, leader ceceno: la causa del decesso sarebbe un trauma al cervello irreversibile dovuto a un infarto.

LA MALATTIA—   Abdulmanap era ricoverato da tempo nella capitale russa: il coronavirus gli aveva provocato una polmonite che a sua volta aveva portato complicazioni cardiache che avevano reso necessario un intervento al cuore, già operato qualche anno fa. Un paio di mesi orsono lo stesso Khabib sui social aveva reso noto quanto gli effetti della pandemia fossero stati devastanti sulla sua famiglia: “Ho visto morire parenti, e tanta gente vicina a me. Questo virus non ti chiede come ti chiami, che lavoro fai, se sei ricco o povero, prende tutti senza distinzioni e solo insieme potremo superarlo”. Abdulmanap era già andato una prima volta in coma, si era svegliato ma il mese scorso pareva in fase di miglioramento, anche se Khabib due settimane fa definiva “ancora serie” le condizioni del padre, specificando che se il virus era stato debellato ora toccava guarire dalle sue conseguenze. Poi il secondo, fatale, tracollo.


PADRE E MENTORE—   Abdulmanap Nurmagomedov non è solo il padre di un fenomeno delle arti marziali, ma anche uno dei più bravi allenatori al mondo. Dagestano di etnia àvara, ex veterano dell’Armata Rossa, ha iniziato con lotta libera e judo per poi passare al sambo (il sistema di combattimento a mani nude dell’esercito russo) , ormai praticato in tutto il mondo: di questa disciplina è stato allenatore della Nazionale oltre a mentore del maggior numero di campioni. Ed è stato mentore anche del figlio, iniziato a 8 anni agli sport di combattimento: leggendari i suoi allenamenti spartani, dalla lotta contro i cuccioli d’orso alle nuotate controcorrente, dalle corse infinite sulle montagne dagestane alle sessioni di grappling all’alba prima della scuola. Ha sempre allenato il figlio, un gigante dell’ottagono da 28 vittorie su 28 incontri, ma da ex militare russo aveva problemi con il visto d’ingresso negli Stati Uniti ed è stato con lui a bordo ottagono una volta sola, l’ultima: ad Abu Dhabi lo scorso settembre, per la vittoria contro Dustin Poirier.

3 luglio 2020 (modifica il 3 luglio 2020 | 19:41)

Offline Vicus

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Re:Arti Marziali
« Risposta #1257 il: Luglio 03, 2020, 23:11:52 pm »
Una curiosità: che anno era ?


Eh... non sarebbe stata un' idea malvagia.
Non saprei dire l'anno esatto ma era la 2° metà degli anni '90.

L'università, oltre a essere un ambiente ad altro tasso di estrogeno che favoriva le donne senza alcuna vergogna, non è neanche servita ad un lavoro dignitoso, una segretaria guadagnava (molto) più di me.
Le AAMM mi sarebbero state molto più utili, per allenamento e magari anche nella vita.
« Ultima modifica: Luglio 04, 2020, 00:02:43 am da Vicus »
Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.