Lettera aperta degli “ex carbonari” ai vecchi e nuovi attivisti del Momas

Cari amici,

ad onta di tutto e benché non sia ancora emerso alla cronaca, stiamo vivendo una stagione diversa del movimento maschile italiano. I tempi della “carboneria” sono alle nostre spalle. Oggi abbiamo a disposizione nuovi strumenti, nuove capacità ed una coscienza ancora più acuta. In particolare, sul piano della comprensione globale del conflitto tra i sessi, con l’uscita del saggio di Santiago Gascó (il secondo tomo in questi giorni), si è perfezionato in Italia il quadro dei testi di riferimento per l’intero movimento maschile (ed anche per i nostri avversari…), opere che sono frutto di una presa di coscienza, di un’analisi, di una riflessione seconde a nessuna.

Sin qui la produzione del mondo anglosassone è stata spesso il riferimento privilegiato del pensiero italiano, a valere per esponenti del Momas, attivisti e simpatizzanti. E’ vero che la letteratura in lingua inglese fu la prima ed è ancora la più vasta, ma non è più la sola e non ha più motivo di essere il riferimento prioritario. La riflessione, la ricerca e l’analisi del movimento italiano hanno ormai raggiunto estensione e profondità tali da dover riconoscere che se altri vennero prima, nessuno è andato oltre.

Anzi, sul piano dell’inquadramento storico-filosofico possiamo dire che l’elaborazione del nostro movimento è qualitativamente al top, come del resto è prevedibile, dato il profondo retroterra classico della formazione culturale italiana. La dipendenza dall’elaborazione anglosassone, d’ora in avanti, sarebbe semplice espressione di una sudditanza culturale priva di fondamento ed autolesionista. La “fonte” andava cercata in anglosfera. Quel tempo è finito.

Altra condizione di dipendenza è quella dall’universo femminile, che si manifesta nella prontezza e nell’enfasi con cui – talvolta – vengono accolti, ripresi e citati testi, articoli e interventi sui media da parte di donne – variamente note – che si pongono in qualche misura fuori dall’ortodossia femminista. Ci può stare, certo, ma anche questo potrebbe essere sintomo di dipendenza, riflesso di una condizione di ambivalenza che deve essere superata. E’ giunta l’ora dell’emancipazione totale.

Fuori dunque dalla subordinazione culturale anglosassone e da quella psicologica del maternage. E’ tempo di scollinare, amici, liberi e felici, verso il nostro territorio. Da uomini di classifica, non da gregari. Continuiamo con entusiasmo la nostra degna battaglia. I nostri discendenti ce ne saranno grati. Con un saluto cordiale ed amichevole.

Sandro Desantis, Bruno Arduino, , Antonio Bertinelli, Rino Della Vecchia, Renato Dragonetti, Armando Ermini, Giacinto LombardiLorenzo RaveggiCosimo Tomaselli



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One Response

  • In calce a questa lettera manca un nome, quello di Cesare Brivio, padre nobile del movimento italiano, rubatoci dal destino maligno 5 anni fa. E’ stata ideata con lui. “Verrà il giorno in cui si dovrà smettere di fare riferimento al mondo anglosassone e alle dichiarazioni delle DD, per quanto siano leali e di buona volontà…”
    Quel giorno è arrivato.

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