Umorismo coniugale

20140608_pppne.png.pagespeed.ce.nmmwSr99n8Una delle notizie più umoristiche che mi sia capitato di leggere ultimamente è quella di un comitato di mogli nella mia zona, tra Mestre e Mirano, in provincia di Venezia.

“Club delle Mogli”: così si sono battezzate, e il loro obiettivo è combattere la prostituzione per la quale i loro mariti dissipano i risparmi famigliari.

Ogni volta che esiste un commercio c’è una domanda e un’offerta, va da sè. La cosa assolutamente comica è che si lamentino del commercio coloro le quali sono le uniche responsabili della domanda!

Ma davvero, signore mogli: ma non vi viene da ridere? Dite che avete cercato di ragionare e discutere con i vostri mariti per convincerli a non dilapidare il patrimonio famigliare con le prostitute. Ma siete sceme?! I vostri mariti con le prostitute mica ci vanno per discutere!

Verrebbe da domandarsi perciò se il traffico in questione sia lecito, se sia concessa una domanda o un bisogno quale quello soddisfatto dalle signorine in questione. In un paese preda del più stupefacente pensiero debole, non stupisce che una simile domanda possa essere posta. Cioè c’è chi dubita del fatto che il sesso sia uno tra i bisogni fondamentali dell’uomo, al pari di mangiare, bere, dormire e via così. Costoro che dubitano sono gli stessi che poi hanno strane fantasie riguardo l’abolizione del celibato dei preti e lo stupro intra-coniugale.

Ma mi dovrebbero spiegare come possono giustificare la perpetuazione delle specie animali sessuate, tra cui l’uomo, vero? per milioni di anni poi, se il sesso non fosse un bisogno fondamentale. E dovrebbero anche spiegarmi per quale ragione la rinuncia al sesso (la castità) sia per i sacerdoti la migliore testimonianza dell’amore di Dio.

Per andare avanti con le domande, dovrebbero anche spiegarmi, le signore iscritte al club delle mogli, per quale ragione mai pensano che un qualche giorno in un lontano passato, i loro mariti sull’altare abbiano detto quel fatidico “sì, voglio sposarti”. Ma non crederanno mica che i loro mariti le abbiano sposate per amore, vero? Per amare una persona, mica c’è bisogno di sposarla. Anzi, l’amore è un dovere verso chiunque, mentre il sesso non mi risulta che sia un dovere verso chiunque si ami. Non c’è dubbio, l’unica ragione per cui un qualunque uomo affronta il martirio del matrimonio è la speranza di aver finalmente garantito l’appagamento di quel bisogno di cui discutiamo. Ma allora, ditemi, il sesso all’interno del matrimonio è un dovere o un piacere? Cioè: se una donna non ne ha voglia, può dire “no”? Pare infatti che ci siano diverse sentenze di tribunali, italiani e non solo, i quali hanno considerato stupro il rapporto sessuale tra coniugi in assenza del consenso di lei. Perciò, per un uomo il sesso nel matrimonio è garantito solo se lei, giorno per giorno e ora per ora, ne ha voglia. A questo punto forse era meglio dirglielo prima, così non si sposavano. Epperò, se il soddisfacimento di quel bisogno dipende dal desiderio della moglie, e quel bisogno non viene soddisfatto, perché mai le tristi iscritte al serenissimo club muliebre si oppongono a che altre provvedano? Davvero incomprensibile.

Passando però dal faceto al serio, sarebbe forse il caso che mogli e solerti funzionari pubblici, vigili e vigilanti sull’esercizio del sesso, severi censori della morale pubblica e privata, tutti coloro che godono ogni volta che una prostituta viene multata o estradata o incarcerata, tutti costoro si facessero infine una domanda: e se fosse figlia mia? Già, perchè anche quella ragazza da qualche parte a questo mondo o in cielo, ha padre e madre, ci vogliamo scommettere? Se fosse figlia mia, come vorrei che fosse trattata?

Ligi custodi dell’ordine e della morale, fatevela una buona volta questa domanda e smettetela di ripulire il mondo prima di aver ripulito le schifezze che nascondete in fondo al vostro cuore.


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