giustizia al femminile

 

giustizia

 

  Non passa giorno che le femministe e sopratutto gli zerbinanti femministi, non magnifichino le taumaturgiche virtù femminili.

La donna , priva dei difetti dei vituperati “ maschi “ , migliorerà il mondo del lavoro, incrementerà il benessere della nazione, addirittura salverà il PIL.

 Giù un profluvio di misure per favorire fiscalmente il lavoro femminile, come se invece i “ maschi “ vivessero di nettare e ambrosia.

Ogni giorno ci sorbiamo accorati appelli di celebrità mediatiche femminili che tuonano contro l’emergenza “ femminicidio “ , emergenza che i numeri dimostrano essere inesistente.

 Quando i barconi di migranti affondano , subito si specifica che sono morte anche delle donne, mentre dei più numerosi morti “ maschi “ nessuno si  cura .

Abbiamo addirittura una rappresentante delle istituzioni che , a nome dell’intera popolazione mondiale femminile, rintuzza il maschilismo dello stivale, minacciando denunce per ogni dove e anelando alla censura internettiana.

Ciliegina ( voluminosa , per la verità ) sulla torta , una intercettazione telefonica ci illumina sul grande senso della giustizia al femminile.

La giustizia è donna, lo dice anche la foto !

Altro che i sanguinari “ maschietti “ .

Una ministra della giustizia, di una giustizia che divora risorse ed è 160esima nel mondo, non si preoccupa di avviare una improcrastinabile riforma del disastroso apparato giudiziario.

No, con la sensibilità tipica della donna, raccoglie il gemito di dolore di una sua amica e si preoccupa per la figlia di questa, arrestata per una truffa colossale.

Si, perchè la povera giovane ( miliardaria di famiglia ), in carcere mangia poco e avrebbe addirittura perso 7 KG.

7 KG , signori , insensibili e “ maschi “.

Mica bazzeccole come detenuti “ maschi “ che si suicidano in attesa di giudizio, magari per una falsa accusa di violenza sessuale.

No. 7 kg, perchè mangiare in carcere non è chic.

Ma la nostra ministra è umanitaria, e tra la gran folla di detenuti uomini di chi si interessa ?

Di una giovane donna, straricca, presso la cui potente famiglia ha fatto carriera il figlio.

Ah, l’etica femminile…

E’ una donna delle istituzioni. Una vita da prefetto .

Non male per essere una discriminata.

Insomma, per goderci le salvifiche specificità femminili dovremo aspettare ancora.

Oppure, esplorare altri settori della società, alla ricerca delle virtù rosa.

Lo faremo nei prossimi articoli.

 

 

 

 

 

 


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One Response

  • Aspettate che devono ancora arrivare le pazze ed i pazzi col loro “femminicidio”. Già inizio a vedere dei cartelli strani nelle città. Alcuni lo fanno per soldi, altri per idiozia o perchè sono indottrinati. Poveri coglioni.