Certo, non tutte le donne sono stronze, però …

Il 26 Ottobre u.s. il ricciocorno schiattoso, una delle tante donne che fanno outing del loro sonno neuronale sul web, pubblica la traduzione (? sarà forse meglio una rivisitata all’italiano prima di tradurre frasi come le seguenti?

laurie-pennyPer questo soffochiamo il nostro discorso con una profusione di scuse, avvertimenti, toni pacati
So we stifle our speech with apologies, caveats and soothing sounds.

dovremmo essere tutti d’accordo sull fatto che è relativamente facile

Dire che “tutti gli uomini sono tutti immersi in una cultura sessita
Saying that “all men are implicated in a culture of sexism”

etc …)

di un intervento di un’altra paucineuronica, tale Laurie Penny Of course all men don’t hate women. But all men must know they benefit from sexism.
Il povero Ricciocorno a corto di idee trova geniali le banalità della Penny, la quale dice pressapoco:
va bene, non tutti i tedeschi sono nazisti, ma poichè molti loro padri lo furono, vanno mandati tutti ai campi di concentramento
non tutti gli ebrei sono sionisti, ma poichè lo stato di Israele opprime i palestinesi, vanno tutti messi sotto accusa
non tutte le donne ammazzano i propri figli, ma poichè alcune l’hanno fatto, vanno messe tutte in terapia psichiatrica

Grosso modo, mutatis mutandis.

Il nostro antico conoscente “maniaco signore della guerra” le chiede, pacatamente, quali siano i privilegi di cui i maschi godrebbero nella nostra società sessista. La poverina, a corto di argomenti, lo rinvia a LunaNuvola (sarebbe a dire Testa nelle nuvole? OK) la quale fa un elenco interessante quanto bizzarro. Vediamo i nostri innumerevoli privilegi:

Da bambino, è probabile che io sia stato incoraggiato ad essere attivo e a chiedere quel che volevo molto di più delle mie eventuali sorelle o delle bambine della mia età.

Alcuni sono davvero machiavellici: cioè, Lunanuvola e Ricciocorno sono convinte che ci sia un ministero dell’educazione che si occupa della repressione delle bambine? E che di questo i maschi dovrebbero sentirsi colpevoli? Oibò, signorine mie, avviate i vostri pochi residui neuroni e provate a pensare che se (SE) molte mamme educano così i loro figli e le loro figlie, forse siete voi che dovete sentirvi in colpa, non noi che, notoriamente, nell’educazione di bimbi e bimbe tendiamo ad essere sul latitante.

Posso star sicuro, quando mi assumono, che i miei colleghi non penseranno io abbia ottenuto il lavoro in virtù del mio sesso (anche se ciò potrebbe essere vero).

Altre sono stupefacenti: fatemi capire perchè non mi ci raccapezzo, se una donna ottiene un posto di lavoro scopando il titolare, io non posso pensarlo? Va bene, lo ammetto, non sono abbastanza intelligente per arrivare a tale sublime vetta logica.

Se fallisco nel mio lavoro o nella carriera che mi sono scelto, ciò non lascia un marchio d’infamia indelebile sulle capacità di tutti gli appartenenti al mio genere.

Altre danno per scontato l’ippocorno e negano 2+2. Che il fallimento di una donna comprometta l’onore dell’intero genere femminile pare davvero difficile da sostenere, mentre che per un uomo un fallimento lavorativo pesi psicologicamente, finanziariamente e socialmente molto più che per una donna, pare tanto evidente quanto ignorato.

Non ho necessità di preoccuparmi su che messaggi il mio vestiario manda rispetto alla mia disponibilità sessuale.

Si vorrebbe poi barattare una maggiore libertà con una limitazione: se una donna può comunicare la propria disponibilità sessuale anche attraverso il vestiario e un uomo no, ciò è una possibilità comunicativa in più, non in meno. Sempre se la logica è logica.

Assumendo che io sia eterosessuale e che il sesso sia il mio chiodo fisso, sono felicemente bombardato da immagini di donne scarsamente vestite in tv e al cinema e nei giornali e nelle riviste e nelle pubblicità e su internet che hanno il solo scopo di intrattenermi sessualmente.

Mescolando la menzogna e la stupidità mi si fa passare per privilegiato mentre sono sfigato: il bombardamento di immagini di  donne “smutandate” non ci rende felici più di quanto un fragrante panino passato davanti alle narici accontenti un affamato; la disponibilità e la dedizione all’unico scopo di intrattenermi sessualmente, di quelle donne, poi, è una affermazione talmente spiritosa che mi trattengo a stento dal piangere.

Non vado avanti nel commentare le noiose affermazioni della TestaTraLeNuvole perchè, appunto, noiose e ripetitive. Che il Ricciocorno la linki conferma che non ha abbastanza neuroni, lo schiottoso, per capire che non è una lista di privilegi ma pura e semplice offesa all’intelligenza e alla logica.

Ora, lasciamo perdere la povertà logica e argomentativa delle tre congiurate concorrenti alla carica di “mononeurore spento”, prendiamo sul serio solo l’argomento di fondo e svolgiamolo:

Gli uomini in quanto appartenenti ad un generico insieme  con su scritto l’etichetta “maschi”, godrebbero di una serie di privilegi dovuti alla loro appartenenza a questo insieme, per cui dovrebbero lottare contro le ingiustizie subite dall’insieme “femmine”.

Si tratta, è evidente, di affermazioni indipendenti e non necessariamente conseguenti:
A) l’appartenenza al genere maschile concede privilegi ai maschi
B) le femmine subiscono una serie di torti dovuti all’appartenenza al genere femminile
C) tutti i maschi dovrebbero sentirsi responsabili delle ingiustizie subite dalle femmine

Ora, anche ammesso che sia falsa A, ciò non significa che sia falsa anche B. E viceversa. Si tratta di due affermazioni che vanno valutate indipendentemente.
Posto che è noioso discutere di privilegi maschili in una società nella quale le donne vivono in media cinque anni più degli uomini, nella quale i morti sul lavoro sono quasi tutti uomini, nella quale sulle strade al mattino prima che sorga l’alba, con il ghiaccio e la neve così come a mezzogiorno sotto il sole che spacca le pietre vedo solo uomini, nella quale l’unica donna che lavora in miniera o come boscaiola fa notizia al punto da dedicarle un telegiornale, tutto ciò posto, preferirei passare a B.
Le donne subiscono delle ingiustizie? Forse, non ne dubito. Di più o di meno di quelle che subiscono gli uomini? Secondo me di meno, ma il confronto è fuorviante. Così come ritengo giusto che gli uomini si impegnino per contrastare le ingiustizie subite dalle donne (affermazione C), altrettanto vorrei sperare le stesse donne si impegnassero per quelle subite dagli uomini, più o meno che siano conta poco. Ovvio. La solidarietà umana va oltre la matematica.

Però, però, per contrastare tali ingiustizie si deve essere pragmatici. Facciamone un elenco e vediamo cosa si può fare, in modo realistico e possibilmente con un ampio orizzonte.
Caro Ricciocorno e TestaSulleNuvole, cara Penny, discutiamone!
Nel frattempo che voi ci dite qualche argomento serio di cui discutere per sollevare la vostra triste esistenza, vi faccio qualche proposta:

  • pensiamo ai camionisti che fanno una vita da cani, che dal sabato sera alla domenica sera dormono nelle cuccette dei loro camion sull’autostrada perchè di domenica i camion non possono viaggiare. Anime belle, non hanno anche loro dei diritti?
  • pensiamo agli uomini 40-50enni disoccupati, dei quali nessuno si occupa (perchè non sono immigrati, nè donne, nè giovani)
  • pensiamo ai padri separati che non vedono i figli da anni e dormono in macchina: possibile che non abbiano anche loro diritto ad una vita degna?
  • pensiamo a … (va bene, pensiamo)

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7 Responses

  • Admin ti sbagli il sito di ricciocorno è molto utile, tra il lavoro e gli impegni mi perdo sempre qualche culo o un paio di tette della pubblicità ma mi basta andare sul suo sito e mi rimetto in pari ;).

  • Credimi più leggo i loro post e più mi convinco che non ci sia spazio per il dialogo e che sia imperativo far prendere coscienza agli uomini di quanto siano discriminati e di come sia in atto una aggressione all’uomo in quanto tale.
    ma la colpa è nostra che diamo loro considerazione.
    Certo lo so che riescono a tirare fuori il peggio di noi ma cosa possiamo pretendere da chi si infiamma per il colore degli ovetti kinder ?

  • Anch’io ho commesso l’errore,seguendo l’articolo,di cliccare sul ricciocorno,e mi ci sono “intrattenuto” e trattenuto dal ridere se non ci fosse da piangere per la malafede,la mistificazione della realtà,il ribaltamento della logica ma soprattutto la povertà di contenuti,tanto che a tutte le mie osservazioni si rispondeva solo a quelle che potevano essere distorte e strumentalizzate,evitando accuratamente quelle dove non ci sarebbe stato altro da fare che riconoscerne la fondatezza.Per esempio,alla mia contestazione sulla paternità negata e,per contro,il negato diritto all’anonimato degli uomini il ricciocorno svicolava buttandola sull’ironico e prendendomi per il culo e dicendo che anch’io avrei avuto diritto all’anonimato se mi fossi presentato in maternità per partorire.Questo il livello.E ovviamente anch’io alla fine sono stato censurato “per i miei toni offensivi e il veleno che sputavo”,perchè è chiaro che se le contesti e non ti allinei come qualche zerbino lì presente allora sputi veleno.Mentre logicamente non ritengono offensivo il tono di sottile perversità e misandria che trasuda da ogni loro rigo,a partire dall’assunto che tutti gli uomini si dovrebbero sentire in colpa e lasciarsi rieducare da loro.Le ho invitate ad avere il coraggio,come l’avevo avuto io,di farsi un giro su qualche nostro(scusate se dico nostro)blog per rivisitarsi un pò il cervello,ed è quest’ultimo post che è stato censurato.

  • Caro Attilio ,dovresti leggere più attentamente il post che hai contestato perché l’autore non nega che le donne subiscano ingiustizie ma afferma che noi ne subiamo di più.
    Ciò premesso quanti cassieri uomini vedi nei supermercati?priva a fare il segretario!le donne non vogliono parità di trattamento vogliono potere ma come fai a non vederlo?
    Un ultima cosa io ho scritto diversi commenti sul sito di ricciocornoschiattoso TUTTI CENSURATI!

  • Non posso continuare con chi non usa nemmeno il proprio nome, e devo espormi.. ti posso dire solo, se è vero che sei un autotrasportatore, se conosci qualche ex autista di Maritan Borgato di Livorno o Firenze, chiedi chi sono io, ATTILIO e non Attilia mio caro stupidino… paranoico..

  • A parte la scorrettezza, di attribuire pensieri agli altri.. che sono solo tue interpretazioni, che poi ti commenti con sofismi illogici. Ridicolizzando ed offendendo, non invalida le tesi sostenute, ma svaluti solo chi le sostiene.. Poi dici.. Discutiamone.. Ma che discuti se hai negato ogni possibilità di discussione.. Sai cosa è la dialettica..
    Fai delle proposte fuori contesto, comunque già che ci siamo:
    1) Ho fatto l’autotrasportatore per 15 anni, ho visto donne venire a chiedere il lavoro con la patente “C” ed essere respinte, perché cercano solo uomini! Se era questo che volevi dire.
    2) Guarda che ad una donna a 50 anni, se è disoccupata non ci pensa nessuno, agli immigrati si, perché vengono mandati nei CIE. Poi cosa vuoi dire, devono dare la precedenza agli uomini? Il problema della disoccupazione riguarda tutti, in maniera uguale, perché la dignità è per tutti uguale.
    3) Certo, ma ci sono anche madri separate, a reddito zero, con figlio a carico, il il padre non versa l’assegno nemmeno dopo tre sentenze di tribunale. E allora? Mi vorresti dire che è colpa di Ricciocorno?
    4) Si! Pensa che è meglio..
    Comunque ti ringrazio, perché mi hai fatto scoprire un blog, interessante quello di Ricciocorno.

    • 1) Lo stesso si può dire di chi scarta gli uomini per la maggioranza dei lavori. Tutti lo sanno, nessuno lo dice. Lavori che possono benissimo essere fatti da uomini.
      2) A 50 anni gli uomini invece trovano lavoro, vero? Domanda: quanti senzatetto donne ci sono rispetto ai senzatetto uomini?
      3) Suicidi maschili dopo separazione da figli 255. Suicidi femminili: 4. Può bastare?
      4) Ciao, ti troverai bene