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Le ricercatrici di Genova ci spiegano chi siamo: grazie!

L’anno scorso la rivista AG About Gender (International journal of gender studies), dipendente dall’Università di Genova e guidata da un Comitato scientifico e redazionale accademico di circa un centinaio di donne e una dozzina di uomini, ha lanciato su Internet una Call for articles sul tema: “Fare maschilità online: definire e studiare la manosphere” (vedi qui). Lo scopo dell’invito a contribuire è chiaramente delineato già nel titolo, “definire e studiare”. Nulla da obiettare, interesse lecito e lodevole, tranne per il fatto che, paradossalmente, lungo tutta la Call, la manosphere è già “definita” con precisione. Ovviamente in termini negativi. La Call diventa a tutti gli effetti un mero esercizio di ipocrisia: studiare e definire quello che è già definito apriori.

Emanuela Abbatecola, Direttora di AG About Gender
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Perché gli Incel sono essenziali, e non da rieducare, nel movimento maschile

Agli Incel sono stati riservati dal mondo maschile toni duri, risparmiati alle donne e alle stesse femministe cui non di rado vengono profusi inaspettati complimenti.
Perfino quando si afferma di riabilitarli, degli Incel si parla con degnazione paternalistica e appena dissimulato imbarazzo, dietro cui balugina la ripugnanza verso gli ospiti malaccetti nel salotto buono.
Il lupo travestito da pecora non convince ma andiamo al punto.

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La donna tradizionale, tabù da rivedere?

Donna tradizionale

Parlare di donna tradizionale suscita un riflesso pavloviano di ripulsa: viene associata alla Shari’a o al Medio Evo, alla rinuncia all’aspirina e all’acqua corrente.
Tuttavia in alcuni paesi del Nord Europa, considerati moderni ed avanzati, molte donne lasciano il lavoro per dedicarsi alla nuova famiglia. Si tratta spesso di donne con elevato livello di istruzione, insegnanti, medici, e il più delle volte sono famiglie molto riuscite.
Come recitava una pubblicità, “We have no nirvanas”: si è abolita la vita interiore, gli stimoli incessanti provenienti dai media ci impediscono di riflettere, di guardare in noi stessi, non si sa più cosa sia un essere umano. La nostra è la civiltà del vuoto di valori umani e culturali, dove conta solo la produzione. Il lavoro è il narcotico per la noia, e la noia lo sprone per il lavoro. Per questo l’idea che occuparsi della famiglia sia un fardello per la donna ha attecchito così bene. (altro…)

Gender: dalla parte del Potere

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Ma cosa andate a pensare, cari lettori: l’ideologia gender è per la libertà e l’uguaglianza. Mica difende qualche interesse costituito, per definizione patriarcale e maschilista. Anche quanto tenta di mettere il bavaglio a chi non è conquistato da questa narrativa, alla Prima Conferenza Internazionale sulla Questione Maschile.
Come ogni buona ideologia, il gender argomenta democraticamente con chi voglia difendere i diritti degli uomini, dei bambini e della famiglia: con minacce e intimidazioni. Il buonismo gender non esita a mostrare la sua mano sinistra quando si cerca di confutarne gli assunti.
In compenso, è materia obbligatoria da far ingurgitare nelle scuole a suon di decreti ministeriali.
Ma lasciamo parlare Paul Elam, fondatore di A Voice For Men:
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Questione Maschile: chiudiamo bottega, Gnoccatravel risolverà tutto. O no?

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Non c’è alcun dubbio, dovunque gli uomini parlino di donne, riferiscono gli stessi fatti: apatia e antipatia delle nostre connazionali. A fronte di scarsa femminilità e pessimo carattere, le nostre concittadine pretendono un uomo che esiste solo nelle riviste femminili, che forniscono loro i sogni di cui non sono più capaci.
Il fenomeno Gnoccatravel fa parte a pieno titolo della QM: è davvero paradossale che tra italiani (maschi e femmine) non si riesca più a parlarsi e ci si rivolga a geishe o mandinghi di vario genere, per quello che è soltanto il simulacro a pagamento di una relazione. Un’allucinazione per cuori solitari, che però si vogliono ricchi e di successo come prescrive la vulgata sociale.
In molti paesi le mogli le ‘importano’ dall’estero –e forse già anche i mariti. È la delocalizzazione sessuale, risvolto umano della globalizzazione: masse di persone, che a imitazione dei capitali finanziari si spostano da un paese all’altro seguendo la legge del mercato. (altro…)

L’impossibile (e terminale) riforma del femminismo

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Recentemente si sono verificate da parte femminista alcune apparenti aperture su temi che abbiamo a cuore noi QMisti. Meglio unire che dividere, ma in tali ripensamenti femministi c’è una contraddizione di fondo.
Sembrano più che altro un tentativo malriuscito (forse per mantenere privilegi e visibilità) di traghettare un’ideologia senescente in una società che comincia lentamente a capire, e a cambiare in meglio.
Il femminismo è un ramo secco della storia, che necessariamente cadrà: il fatto che cerchi di assimilare elementi ad esso contraddittori (che hanno solo l’effetto di un diserbante), non è che il segno che ormai si arrampica sugli specchi, non avendo più argomenti né presa sul sentire comune. (altro…)

“Religione laica”: la Repubblica riscopre il padre… e l’acqua calda

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Museo di storia naturale stile cattedrale

Recentemente è apparso su Repubblica (7 settembre) un articolo, in cui si riscopre l’importanza della figura del padre e si vagheggia la costruzione di una religione laica (ammesso che una religione si possa costruire).
È un segnale importante di cambiamento in atto, sia pure ai primi passi.
Particolarmente interessante il fatto che un giornale laicista ponga la figura paterna in relazione a valori trascendenti.
Come ho accennato in un precedente intervento, non si può ridare vera dignità alla figura dell’uomo e del padre, in un contesto di consumismo passivo e femminilizzato, senza un universo simbolico di riferimento.
L’articolo denota che siamo agli estremi languori del pensiero moderno, che ormai si arrampica sugli specchi e anche negli argomenti rivela le sue lacune e contraddizioni. Si cerca di colmarle ricorrendo a un ossimoro, la creazione di una sorta di religione laica, di cui è facile intuire quale scarso seguito avrebbe e che, visto il trattamento che la società riserva a categorie come uomini e padri, con tutta probabilità ricorderebbe certe derive della religione civile romana di neroniana memoria. (altro…)

Cancan mediatico su lobby gay e matrimonio per ‘tutti’: breve intervallo

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Un breve intervallo, si spera ristoratore, nella discussione su lobby gay e matrimonio omosessuale; tematiche che monopolizzano il dibattito mediatico nel nostro paese, che per fortuna non conosce miseria e disoccupazione e dove le famiglie sono unite e felici.
Sarebbe forse bene si parlasse di più dell’adozione omosessuale, che per i nostri ‘rappresentanti’ in Parlamento sembra irrinunciabile.
Parlare (solo) di lobby omo sembra avere come unico effetto quello di creare un clima favorevole all’ondata di leggi anti-famiglia, suggerendo che se nella Chiesa è pieno di preti e vescovi gay è ‘ipocrita’ richiamarsi a certi principi di legge naturale; mi riferisco al diritto di un bambino ad essere allevato da un padre e da una madre. (altro…)

Non ho bisogno del femminismo

In effetti sarebbe ora che le vere donne si ribellassero al femminismo.
Perchè una cosa è certa: che sono loro ad averci rimesso di più.
(per gentile segnalazione di Fabio Barzagli)