Speciale 8 marzo:ne uccide più il femminismo del femminicidio

NE UCCIDE PIU’ IL FEMMINISMO DEL FEMMINICIDIO

E’ la giornata mondiale della donna e cominciano a fioccare ovunque i bollettini sulle ”drammatiche” condizioni in cui versano le donne anche nel nostro emancipato occidente.

Fra le tante lagnerie riprese e puntualmente copiate dagli anni scorsi senza troppo sforzo dai ”giornalisti” qualcosa di veramente nuovo e reale (e allarmante per davvero) ha attirato la mia attenzione,quando ho letto questa ricerca di bloomberg

http://www.bloomberg.com/news/articles/2015-03-05/health-what-s-killing-white-women-

In questo articolo  si esprimeva preoccupazione per un nuovo trend sconosciuto che sta allarmando realmente gli epidemiologi statunitensi,e non si tratta della solita cagnara del femminicidio, che esiste più che altro nelle tv e nei giornali,ma che più di tanto non può allarmare gli epidemiologici e la gente che si occupa seriamente di statistiche sulla mortalità per la semplice ragione che aldilà del clamore mediatico dei fatti di cronaca non esiste nessun reale trend di incremento delle donne morte per omicidio,anzi come spiega l’articolo di bloomberg la mortalità per omicidio delle donne bianche (la categoria oggetto dello studio) è semmai in calo.

Il trend in oggetto dell’analisi dell’articolo è un’insospettabile e inaspettato incremento della mortalità delle donne bianche dai 15 ai 54 anni,l’articolista cerca di enucleare una causa ma non ci riesce,e allora noi vogliamo aiutarlo,e vogliamo in questa giornata della donna,preoccuparci anche noi della salute della donna,suggerendo all’articolista il fattore occulto che sfugge a ogni classificazione e sta uccidendo le donne,in misura superiore a qualsiasi altra cosa precedente,glielo vogliamo suggerire perchè noi uomini,lo conosciamo molto bene,dato che la nostra mortalità è molto più alta di quella femminile e noi viviamo 6 anni in meno dell’altro sesso.

A torto cercata nei geni le ragioni di questa differenza risiede altrove,a darcene spiegazione è Marc Luy sociologo dell’università di Rostock,autodefinitosi ”ricercatore della mortalità”,che ha pensato bene di andare ad indagare le differenze di mortalità e di longevità nei conventi e nei monasteri,dove le condizioni di vita e gli stress a cui sono sottoposti uomini e donne sono più o meno gli stessi rendendosi conto con sua somma sorpresa,che qui la mortalità e la vita media di uomini e donne erano identici.

La mortalità delle donne è sempre stata secolarmente più bassa rispetto a quella maschile e anche l’introduzione degli antibiotici e della sterilità in sala operatoria non hanno fatto che allargare questo divario,ma ora qualcosa sta cambiando,le mortalità di donne e uomini stanno convergendo,nel peggio ovviamente,perchè sono le donne che stanno raggiungendo la mortalità maschile e non viceversa.

Perchè si chiederà il lettore,qual è questo fattore occulto che le uccide?

E noi gli rigiriamo la domanda,perchè te lo chiedi solo adesso che stanno incominciando a morire le donne?

Hai avuto secoli di tempo per chiederti perchè la mortalità degli uomini fosse così alta rispetto a quella delle donne,e non te lo sei mai chiesto,hai sempre creduto che fosse la natura (il sesso ”veramente forte”dicevano le femministe),e non ti sei mai posto il problema,era normale che fosse così.

Hai sempre creduto che l’uomo fosse il genere privilegiato,e che quindi quando il femminismo avesse diviso ”i privilegi” ,le donne queste sarebbero state senz’altro meglio…

ma forse non è andata interamente così,i tanto agognati ”lavoro e carriera” e tutti gli altri skill maschili di cui le donne erano impazienti di impossessarsi ,forse non stanno avendo gli effetti tanto desiderati,in primo luogo sulla loro salute…

e considerate pure che le femministe si sono guardate bene dal rivendicare tutti quei lavori maschili ad alta mortalità ”esplicita” come il muratore o il minatore,e nonostante questo si ritrovano a fronteggiare una mortalità ”implicita” che non avevano calcolato, anche facendo lavori senza un tasso di mortalità esplicita come l’avvocata o la dottoressa…

Ma che ci volete fare,il fattore occulto, è proprio la fontana del ”privilegio” maschile” a cui avete voluto abbeverarvi,ed è questa fontana di eterna giovinezza,che vi garantirà senz’altro una vita migliore,e un’aspettativa di vita più lunga,o no?

D’altronde se si diventa come un privilegiato,non si può che migliorare.

Care donne,un buon 8 marzo,di riflessione,VERA,e non delle solite scempiaggini ripetute a disco rotto,non potrà che giovare alla vostra salute,non necessariamente chi ti blandisce e ti lusinga a farti del bene.

P.S.

il fatto che questa mortalità colpisca soprattutto le donne bianche e non quelle di altre nazionalità è uno degli indizi fondamentali che mi hanno spinto a scrivere l’articolo,sono soprattutto le donne bianche quelle più influenzate dal femminismo rispetto alle nere orientali o ispaniche,e in particolar modo QUELLE PIU’ E MEGLIO INTEGRATE NEL MONDO DEL LAVORO.

Arbeit macht frei diceva qualcuno,ma chi entrava in quel cancello sapeva di essere vittima di una parodia,curioso che qualcuno dopo 60 anni di distanza entri nel lager ”’volontariamente” credendo di ”liberarsi” lavorando.

Ma si sa la storia, prima ancora che tragedia è parodia.

 


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