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Perchè le donne difendono gli uomini?

Da qualche tempo assistiamo ad un fenomeno “strano”. Donne che intervengono pubblicamente a favore della causa maschile.

Non è nostro compito fare un elenco esaustivo, nè il momento, ma solo come spunto di riflessione, a partire dalla Costanza Miriano, poi Glenda Mancini e adesso Barbara Benedetelli con il suo “Il Maschicidio Silenzioso” pubblicato recentemente da Il Giornale.

Ora, la cosa strana non è tanto che delle donne scrivano ciò che è sotto gli occhi di tutti, ma perchè lo facciano le donne anziché gli uomini. (altro…)

La Stella della Valente sulla 27° Ora del Corriere della Sera

Di miss Emanuela Valente e del suo bolg inquantodonna ci siamo già occupati qui: http://www.questionemaschile.org/forum/index.php?topic=7010.0 e non vale la pena tornarci sopra, se non altro per l’assoluta mancanza di ragionamenti offerti dall’interessata.

Ci tocca però occuparci di un articolo della 27° Ora http://27esimaora.corriere.it/17_gennaio_16/perche-giusto-mostrare-volto-chi-ha-maltrattato-donna-6b6cafea-dc2d-11e6-8880-ab80bbeec765.shtml perchè parla di noi.

Articolo di basso profilo, senza un filo logico, uno dei tanti che non cambierà la storia, ca va sans dire.

Ma parla di noi, quindi qualcosa ci tocca dire. (altro…)

Il post-umano, traguardo ultimo dell’anti-maschile

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Se si volesse definire la Questione Maschile in una frase, si potrebbe dire che l’uomo (inteso come maschio) è una pietra d’inciampo nella marcia verso il post-umano.

Si è cominciato col femminismo, che ha progressivamente distrutto la paternità e la famiglia, in sinergia con la pseudo-liberazione sessuale della donna, determinata dalla pillola anticoncezionale, che ha escluso l’uomo dalla scelta della paternità.

La pillola era per il terzo mondo, ma costava troppo e sono state le donne occidentali a ingoiarla. Il risultato è stata la dissociazione della sessualità dalla procreazione, cui è seguita, grazie al femminismo, la dissociazione della procreazione dalla paternità. Il padre non è più il genitore naturale ma colui che cresce il bambino: solitamente il secondo marito, a spese del primo.

Le nuove tecniche di procreazione medicalmente assistita hanno comportato un ulteriore trasferimento di responsabilità della procreazione, passata dalla coppia al legislatore, e dal legislatore alla sola donna.

Un’ulteriore tappa nella marcia verso il post-umano, che si vuole inesorabile, è il cosiddetto “matrimonio per tutti”, il cui vero obiettivo è celato.

Nel matrimonio per tutti la questione dell’omosessualità è del tutto secondaria, ci sono sempre stati omosessuali, ma questo pseudo-matrimonio è un ulteriore passo per infrangere la filiazione. E’ questo l’obiettivo, arrivare al postumano, all’“uomo digitale”.

Già una deputata francese favorevole al matrimonio omosessuale ha detto che “dissociare quest’ultimo dall’adozione sarebbe un grave errore”. Ha certamente ragione.

Tutti questi cambiamenti non sono possibili se non obliterando la nozione di uomo (maschio), facendo letteralmente sparire il maschile dalla società. Una sociologa femminista, Irène Théry, ha affermato che “le modalità di filiazione non possono restare ferme, quando la società non si basa più sulla distinzione tra maschio e femmina”. Si passa dalla filiazione biologica alla filiazione sociale.

Aggiunge che “la filiazione ieri non era biologica, ma fondata sull’istituto del matrimonio” considerato come causa di tutti i mali: “l’asimmetria dei sessi [vale a dire il maschile] non ha mai prodotto la minima socialità naturale. Al contrario può essere fonte di violenze e va sempre inquadrata con regole”.

Come si vede c’è perfetta sintonia tra teoria gender, nata in gruppi femministi, e femminismo classico che considera il maschile la causa di tutti i mali : la differenza sessuale è definita come fonte di violenza obbligatoria, da alterare e reprimere. (altro…)

La storia di Gugu

NB di fantasia qui c’è solo il nome del bambino, Gugu. Anche la sintassi, l’italiano e le ingenuità lessicali sono quelle originarie.

SAM_0551bisGugu è affidato alla madre, vive con lei ed il nuovo marito.
Il padre lo dovrebbe vedere a scadenze regolari, come stabilito dal tribunale.
Il bambino subisce continue violenze e vessazioni psicologiche, sia dalla madre che dai nonni materni ed anche da altri parenti dell’entourage famigliare materno.
Inizialmente non ne parla all’esterno, tanto meno col padre, custodisce il segreto poiché tende ovviamente a proteggere la madre ed i nonni,
Si limita a sperare che prima o poi le violenze abbiano termine, ma intanto tace con tutti.
Le violenze fisiche e psicologiche si intensificano, sia come gravità che come frequenza. (altro…)

Capitan Daddy dice la sua sul 25 Novembre

Da Capitan Daddy  (http://capitandaddy.wordpress.com/2013/11/25/una-migliore-informazione-e-possibile-la-violenza-non-ha-genere/)

Una migliore informazione è possibile:

LA VIOLENZA NON HA GENERE

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Siccome l’informazione ultimamente è a senso unico, veicolata, pompata e selezionata in modo chirurgico, ricordiamo le vittime del 2012: 

dal Blog:  http://femdominismo.wordpress.com/2013/09/21/discriminazione/ (altro…)

25 Novembre: Io NON ci sto (un altro tipo d’uomo)

In occasione del 25 Novembre il Corriere pubblica 4 (QUATTRO ) pagine di foto di zerbini con la mano destra alzata! mussolini-piazza-veneziaSì, non scherzo: con la mano destra alzata! Se non lo vedessi non ci crederei: apologia del fascismo in pieno stile!
Tutti, meno uno (Luca Pignatelli) alzano la mano destra nel saluto fascista!
Come per rispondere al duce: eccomi! Ebbene, ci si consenta di dire: noi no! Noi non ci siamo.
E lo diciamo con piena coscienza, sapendo cosa rischiamo (Matteotti docet).

Una civiltà al guinzaglio

Una civiltà,al guinzaglio.

Noi come maschi,rappresentiamo un pericolo,e andiamo messi al guinzaglio delle femmine.
Il femminismo in realtà non ha usato metodi nuovi per realizzare i suoi scopi,ma metodi già provati e collaudati dalle precedenti ideologie:l’animalizzazione,come giustificazione della violenza verso un gruppo. (altro…)

La convenzione di Istanbul:prima donne e bambine

Poco più di una settimana fa la nostra Camera approvava all’unanimità la c.d. Convenzione di Istanbul.

Divisi sempre su tutto, in questa circostanza, i baciapile come i miscredenti, i “neri”  come i “rossi”, i guerrafondai come le “colombe”, i ladri patentati, i collusi, i mafiosi, i condannati, gli xenofobi, gli omofobi, i bigotti, i razzisti, gli antisemiti – sono i nostri “onorevoli” parbleu! di che vi stupite?- hanno votato, tutti uniti come un sol uomo, dimenticando schieramenti divisioni e contrapposizioni, nel nome del superiore interesse … femminile. (altro…)

Emanuela Valente, la diffamazione e la calunnia

Josef Goebbels

Josef Goebbels, responsabile della propaganda del partito nazista, morto suicida con la moglie, dopo aver assassinato i cinque figli.

Chiunque può trovare sul web un sito all’indirizzo www.inquantodonna.it.
Si può anche facilmente scoprire che la titolare del sito è una certa Emanuela Valente, supponiamo, se non abbiamo cannato. Forse la titolare ha 43 anni, è di Roma e ha tentato una qualche carriera giornalistica.
Forse nel senso che queste sono le notizie che abbiamo reperito sul web e potrebbero anche essere sbagliate.
Ora, una certa Valente Emanuela (forse la proprietaria del sito, ma non so altro) mi ha querelato perchè l’avrei diffamata qui.
Ma la diffamazione consiste nell’offesa all’onore o al decoro perciò ho provato a rileggere le cose scritte e a comprendere dove sia l’offesa all’onore. (altro…)

Massimo Lizzi aspirante giornalista a favore del femminicidio

Massimo Lizzi sembra che sia un giornalista. Sul suo profilo facebook c’è questa importante informazione: uomo.

Massimo LizziPer qualche ragione che mi sfugge il sig.Lizzi pare abbia fatto del femminicidio una priorità, intendo della lotta al femminicidio. Ci devono essere buone ragioni che mi sfuggono, in quanto l’argomento femminicidio sembra che pesi solo per alcune categorie di persone:
– in primis le professioniste dei centri anti-violenza sparsi per l’Italia che ricevono milioni e milioni di euro ogni anno dai contribuenti (maschi violenti nella stragrande maggioranza). Ovvio che loro gonfino la retorica sui femminicidi: sarebbe come chiedere alla Guardia di finanza se in Italia c’è evasione!
– in secundis alcune (rare) femministe convinte e incattivite, dinosauri di tempi andati, donne alle quali qualche uomo ha fatto qualche torto inemendabile (un appuntamento in bianco?)
– per finire politiche e politici di professione: la Carfagna, la Boldrini, la Idem e via elencando. Perchè costoro abbiano a cuore il genocidio femminile è evidente e non vale la pena indagare. (altro…)