Blog Archives

La donna tradizionale, tabù da rivedere?

Donna tradizionale

Parlare di donna tradizionale suscita un riflesso pavloviano di ripulsa: viene associata alla Shari’a o al Medio Evo, alla rinuncia all’aspirina e all’acqua corrente.
Tuttavia in alcuni paesi del Nord Europa, considerati moderni ed avanzati, molte donne lasciano il lavoro per dedicarsi alla nuova famiglia. Si tratta spesso di donne con elevato livello di istruzione, insegnanti, medici, e il più delle volte sono famiglie molto riuscite.
Come recitava una pubblicità, “We have no nirvanas”: si è abolita la vita interiore, gli stimoli incessanti provenienti dai media ci impediscono di riflettere, di guardare in noi stessi, non si sa più cosa sia un essere umano. La nostra è la civiltà del vuoto di valori umani e culturali, dove conta solo la produzione. Il lavoro è il narcotico per la noia, e la noia lo sprone per il lavoro. Per questo l’idea che occuparsi della famiglia sia un fardello per la donna ha attecchito così bene. (altro…)

Gender: dalla parte del Potere

sentinelle

Ma cosa andate a pensare, cari lettori: l’ideologia gender è per la libertà e l’uguaglianza. Mica difende qualche interesse costituito, per definizione patriarcale e maschilista. Anche quanto tenta di mettere il bavaglio a chi non è conquistato da questa narrativa, alla Prima Conferenza Internazionale sulla Questione Maschile.
Come ogni buona ideologia, il gender argomenta democraticamente con chi voglia difendere i diritti degli uomini, dei bambini e della famiglia: con minacce e intimidazioni. Il buonismo gender non esita a mostrare la sua mano sinistra quando si cerca di confutarne gli assunti.
In compenso, è materia obbligatoria da far ingurgitare nelle scuole a suon di decreti ministeriali.
Ma lasciamo parlare Paul Elam, fondatore di A Voice For Men:
(altro…)

Questione Maschile: chiudiamo bottega, Gnoccatravel risolverà tutto. O no?

AA037041-55246871

Non c’è alcun dubbio, dovunque gli uomini parlino di donne, riferiscono gli stessi fatti: apatia e antipatia delle nostre connazionali. A fronte di scarsa femminilità e pessimo carattere, le nostre concittadine pretendono un uomo che esiste solo nelle riviste femminili, che forniscono loro i sogni di cui non sono più capaci.
Il fenomeno Gnoccatravel fa parte a pieno titolo della QM: è davvero paradossale che tra italiani (maschi e femmine) non si riesca più a parlarsi e ci si rivolga a geishe o mandinghi di vario genere, per quello che è soltanto il simulacro a pagamento di una relazione. Un’allucinazione per cuori solitari, che però si vogliono ricchi e di successo come prescrive la vulgata sociale.
In molti paesi le mogli le ‘importano’ dall’estero –e forse già anche i mariti. È la delocalizzazione sessuale, risvolto umano della globalizzazione: masse di persone, che a imitazione dei capitali finanziari si spostano da un paese all’altro seguendo la legge del mercato. (altro…)

L’impossibile (e terminale) riforma del femminismo

feminism-europe

Recentemente si sono verificate da parte femminista alcune apparenti aperture su temi che abbiamo a cuore noi QMisti. Meglio unire che dividere, ma in tali ripensamenti femministi c’è una contraddizione di fondo.
Sembrano più che altro un tentativo malriuscito (forse per mantenere privilegi e visibilità) di traghettare un’ideologia senescente in una società che comincia lentamente a capire, e a cambiare in meglio.
Il femminismo è un ramo secco della storia, che necessariamente cadrà: il fatto che cerchi di assimilare elementi ad esso contraddittori (che hanno solo l’effetto di un diserbante), non è che il segno che ormai si arrampica sugli specchi, non avendo più argomenti né presa sul sentire comune. (altro…)

“Religione laica”: la Repubblica riscopre il padre… e l’acqua calda

Natural-History-Museum-Attractions-in-London

Museo di storia naturale stile cattedrale

Recentemente è apparso su Repubblica (7 settembre) un articolo, in cui si riscopre l’importanza della figura del padre e si vagheggia la costruzione di una religione laica (ammesso che una religione si possa costruire).
È un segnale importante di cambiamento in atto, sia pure ai primi passi.
Particolarmente interessante il fatto che un giornale laicista ponga la figura paterna in relazione a valori trascendenti.
Come ho accennato in un precedente intervento, non si può ridare vera dignità alla figura dell’uomo e del padre, in un contesto di consumismo passivo e femminilizzato, senza un universo simbolico di riferimento.
L’articolo denota che siamo agli estremi languori del pensiero moderno, che ormai si arrampica sugli specchi e anche negli argomenti rivela le sue lacune e contraddizioni. Si cerca di colmarle ricorrendo a un ossimoro, la creazione di una sorta di religione laica, di cui è facile intuire quale scarso seguito avrebbe e che, visto il trattamento che la società riserva a categorie come uomini e padri, con tutta probabilità ricorderebbe certe derive della religione civile romana di neroniana memoria. (altro…)

Cancan mediatico su lobby gay e matrimonio per ‘tutti’: breve intervallo

adozioni-gay-lesbiche

Un breve intervallo, si spera ristoratore, nella discussione su lobby gay e matrimonio omosessuale; tematiche che monopolizzano il dibattito mediatico nel nostro paese, che per fortuna non conosce miseria e disoccupazione e dove le famiglie sono unite e felici.
Sarebbe forse bene si parlasse di più dell’adozione omosessuale, che per i nostri ‘rappresentanti’ in Parlamento sembra irrinunciabile.
Parlare (solo) di lobby omo sembra avere come unico effetto quello di creare un clima favorevole all’ondata di leggi anti-famiglia, suggerendo che se nella Chiesa è pieno di preti e vescovi gay è ‘ipocrita’ richiamarsi a certi principi di legge naturale; mi riferisco al diritto di un bambino ad essere allevato da un padre e da una madre. (altro…)

Non ho bisogno del femminismo

In effetti sarebbe ora che le vere donne si ribellassero al femminismo.
Perchè una cosa è certa: che sono loro ad averci rimesso di più.
(per gentile segnalazione di Fabio Barzagli)

Pari opportunità, un uomo al posto della Idem: Marino Maglietta!

Sul blog di Libertiamo il nostro amico Marco Faraci ha pubblicato questo post che riportiamo. Se la commissione delle Pari Opportunità fosse davvero quel che dice di voler essere, non ci sarebbe nulla di strano. Se la proposta sa di provocazione, forse dobbiamo domandarci cosa significa PARI nella lingua italiana!

marinoMarino Maglietta, docente universitario presso l’Università di Firenze (Facoltà di Ingegneria), dall’inizio degli anni Novanta dedica gran parte della sua attività ai problemi socio-giuridici, con particolare attenzione per la famiglia in crisi. Nel 1993 fonda l’associazione nazionale Crescere Insieme, della quale è tutt’ora presidente.

 

Pari opportunità. Ora un uomo al posto della Idem. Il nome? Marino Maglietta

Posted on 25 giugno 2013.

Con le dimissioni di Josefa Idem al Presidente del Consiglio toccherà verosimilmente nelle prossime ore nominare un successore per il dicastero delle Pari Opportunità. Se suscita sempre vivace interesse la nomina od anche solo la candidatura di una donna ad una qualsiasi carica pubblica, nel caso del ministero delle Pari Opportunità è difficile che ci sia grande pathos, essendo tale ministero attribuito da sempre “in quota rosa”.

Nei fatti, il ministero delle Pari Opportunità è stato istituito da Romano Prodi nel 1996 e da allora 8 donne si sono avvicendate alla sua guida. La prima fu Anna Finocchiaro, seguita da Laura Balbo, Katia Belillo, Stefania Prestigiacomo, Barbara Pollastrini, Mara Carfagna, Elsa Fornero e la dimissionaria Josefa Idem. (altro…)

Tiziana Ciprini “Donna3000” ad honorem

Davvero brava questa Tiziana Ciprini. (altro…)

Basta menzogne sul “femminicidio”: atteniamoci ai dati ufficiali

Riportiamo questo interessante articolo dal blog emilianorizzo

Dato che i giornalisti di professione non fanno il loro mestiere, cercherò di farlo io al posto loro. Inoltre, vorrei dimostrare – dati ufficiali alla mano – che il fenomeno del femminicidio non esiste, è pura retorica politica e femminista.

Non è più tollerabile assistere al massacro politico, mediatico e giornalistico del genere maschile e della figura dell’uomo in generale. In quanto uomo mi sento offeso e indignato dalle continue sparate femministe dell’attuale presidente della Camera. Sono un uomo felicemente sposato, a mia moglie devo molto, moltissimo, ma questo non mi impedisce di ricercare sempre la verità dei fatti, non favole retoriche e pretestuose per saziare la frustrazione di alcune donne contro il genere maschile in quanto tale. Credo che sia una forma di discriminazione violenta e inaccettabile. Mi auguro che gli uomini e le donne che ragionano con la propria testa si ribellino a questa propaganda falsa, pericolosa e distruttiva della dignità di milioni di persone. Probabilmente ci sono associazioni che chiedono denaro e la Task Force che si sta approntando sul femminicidio va proprio in quella direzione. Ed è sempre un buono argomento per distogliere l’attenzione sui più gravi problemi economici e sociali che l’Italia sta vivendo. E constato con tristezza e indignazione che i bambini, gli anziani e gli uomini in generale sono scomparsi totalmente dalle cronache di violenza sui media, sia televisivi che cartacei. I bambini, soprattutto, andrebbero tutelati e protetti. (altro…)