Author Archives: Cosimo Tomaselli

Perchè le donne difendono gli uomini?

Da qualche tempo assistiamo ad un fenomeno “strano”. Donne che intervengono pubblicamente a favore della causa maschile.

Non è nostro compito fare un elenco esaustivo, nè il momento, ma solo come spunto di riflessione, a partire dalla Costanza Miriano, poi Glenda Mancini e adesso Barbara Benedetelli con il suo “Il Maschicidio Silenzioso” pubblicato recentemente da Il Giornale.

Ora, la cosa strana non è tanto che delle donne scrivano ciò che è sotto gli occhi di tutti, ma perchè lo facciano le donne anziché gli uomini. (altro…)

La Stella della Valente sulla 27° Ora del Corriere della Sera

Di miss Emanuela Valente e del suo bolg inquantodonna ci siamo già occupati qui: http://www.questionemaschile.org/forum/index.php?topic=7010.0 e non vale la pena tornarci sopra, se non altro per l’assoluta mancanza di ragionamenti offerti dall’interessata.

Ci tocca però occuparci di un articolo della 27° Ora http://27esimaora.corriere.it/17_gennaio_16/perche-giusto-mostrare-volto-chi-ha-maltrattato-donna-6b6cafea-dc2d-11e6-8880-ab80bbeec765.shtml perchè parla di noi.

Articolo di basso profilo, senza un filo logico, uno dei tanti che non cambierà la storia, ca va sans dire.

Ma parla di noi, quindi qualcosa ci tocca dire. (altro…)

La comunicazione e lo stupro

Da qualche giorno, forse in relazione alla denuncia di stupro da parte di una sedicenne http://www.questionemaschile.org/forum/index.php?topic=27.msg143092#msg143092stupro, gira in rete il concetto reso in modo molto chiaro dall’immagine qui a fianco.

Il concetto è molto chiaro e difficilmente qualcuno sosterrebbe seriamente che lo stupro è responsabilità della donna per come si veste, così come il furto non è responsabilità delle banche.

Il concetto ribadito alla nausea è: io mi vesto come mi pare e tu non hai il diritto di abusare.

Va bene.

Ma cosa vuol dire: come mi pare? Ti vesti come ti pare in relazione a cosa? Al fatto che fa caldo o freddo, che piove o c’è il sole?

Per quanto si cerchi di ragionare, sul web si trovano solo taleban* (qui l’asterisco è d’obbligo) che non argomentano null’altro oltre lo slogan. (altro…)

La censura di Marina Terragni in versione rosa

Si sa che il problema più grave e importante del nostro paese sono le quote rosa.

La censura della Terragni

Ci sarebbe da ridere se non fosse che purtroppo c’è gente disposta seriosamente a sostenere tale balzana ipotesi, ma poi vai a vedere e scopri che le quote rosa sono il principale problema del nostro paese solo per quel che riguarda i posti di prestigio.

Si parte ovviamente dal parlamento, si passa dai consigli di amministrazione, dalle professioni più o meno intellettuali, e lì ci si ferma. Chissà perché non c’è alcuna richiesta di quote rosa per lavori usuranti, per l’età pensionabile, per i turni notturni. Misteri del politicamente corretto, và.

Ma fin qui non c’è nulla di nuovo. Per scrivere un post il 7 Marzo abbisogna bene che il 7 Marzo 2014 sia successo qualcosa di nuovo. (altro…)

Il terrorista di Oslo cresciuto dalla madre

da Alienazione Genitorale http://alienazionegenitoriale.wordpress.com/2013/12/26/il-folle-terrorista-di-oslo-da-bambino-doveva-essere-affidato-al-padre/

 

folleUn libro pubblicato recentemente descrive l’infanzia del terrorista Anders Breivik autore del massacro di Oslo. La paranoia del killer solitario sarebbe stata determinata da una educazione dominata dalla figura della madre, depressa ed emotivamente instabile. (altro…)

25 Novembre: Io NON ci sto (un altro tipo d’uomo)

In occasione del 25 Novembre il Corriere pubblica 4 (QUATTRO ) pagine di foto di zerbini con la mano destra alzata! mussolini-piazza-veneziaSì, non scherzo: con la mano destra alzata! Se non lo vedessi non ci crederei: apologia del fascismo in pieno stile!
Tutti, meno uno (Luca Pignatelli) alzano la mano destra nel saluto fascista!
Come per rispondere al duce: eccomi! Ebbene, ci si consenta di dire: noi no! Noi non ci siamo.
E lo diciamo con piena coscienza, sapendo cosa rischiamo (Matteotti docet).

Lettera aperta a Eliseo nel deserto

Caro Eliseo
estasiun tour sul tuo blog http://eliseodeldeserto.blogspot.it/ mi ha suscitato molte reazioni. Vorrei condividerne qualcuna.
Anzitutto mi stupisce che tu dica che non hai amici maschi eterosessuali. Mi stupisce perchè nella mia esperienza non mi è mai successo di rifiutare una amicizia con chicchessia per la sua tendenza sessuale. Nè mi è mai successo che alcuno dei miei amici mi riferisse qualsiasi cosa del genere.
Perciò vorrei offrirti l’amicizia mia e degli altri utenti di questo forum. In quanto forum sulla Questione Maschile, per quanto ancora in cerca di una identità definita, una iniziale ipotesi minimalista è quella del sindacato maschile, cioè di un gruppo che difende gli interessi dei maschi a prescindere. Ora, in quanto maschio, anche tu sei iscritto di diritto tra i nostri utenti per cui ti offriamo tutta la nostra solidarietà e cameratismo.
Tra noi c’è chi considera l’omosessualità una scelta come altre, chi un peccato, chi una malattia. Ma nessuno si rifiuta di discuterne e di essere solidale con qualunque omosessuale. O perlomeno questa è la linea del forum e chi non la rispettasse sarebbe cazziato all’istante.

Vorremmo però evitare l’empasse delle buone intenzioni: due si trovano ad un tavolo e con la massima buona volontà si impegnano a discutere. Dopo di chè segue scena muta.
Per evitare tale imbarazzante situazione vorremmo già offrirti qualche provocazione.
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De Porcospinum

Il Porcospino mette a confronto il mondo dei padri separati australiano e italiano.
resize.phpPerchè?
Spero che non creda che il mondo dei padri separati italiani viene manovrato attraverso un cavo diretto dagli antipodi. Potrebbe anche essere, considerate le scarse capacità neuronali dell’autrice del blog. Tuttavia le opinioni stupide non meritano di essere discusse.
La ragione più plausibile è che, non avendo le capacità di analizzare il mondo delle separazioni in Italia, ella preferisca giocare sulle analogie: non c’è dubbio che qualunque analisi su di una realtà umana ci può illuminare su di un’altra. A condizione però di sapere che si tratta di realtà diverse e che va capito cosa hanno in comune e cosa di diverso.
Capire che cosa c’è di diverso tra l’Italia e l’Australia richiede una conoscenza approfondita delle due società, conoscenza che a me manca e suppongo che manchi anche al mammifero spinoso.
Tuttavia esso paucineuronico si avventura in tale confronto mostrando le propri debolezze intellettuali, che esamineremo rapidamente (essendo le nostre giornate troppo impegnate per perderci più tempo del minimo).
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De Lipperini et Ravera

storie_lidia_ravera-bSuccede che una legge dello stato italiano preveda la sepoltura dei feti, obbligatoria dopo una certa settimana gestazionale, facoltativa prima.
Va bene, è una legge vecchia. Ma il comune di Firenze decide di darle attuazione e di dedicarvi una parte del cimitero.
Si tratta di fatti scontati, che avrebbero dovuto passare nel più assoluto silenzio e indifferenza, appunto perchè scontati.
Ma una tale Ravera interviene con affermazioni farneticanti nelle quali disconosce il valore stesso delle leggi dello stato, anzi il fondamento stesso delle leggi dello stato e della convivenza civile. L’assessore alla cultura (!) afferma infatti:

Citazione

nascosta dietro la foglia di fico del “problema di coscienza” una percentuale elevatissima di ginecologi, rifiuta di eseguire il proprio dovere medico, nonché di ottemperare ad una legge dello Stato

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Certo, non tutte le donne sono stronze, però …

Il 26 Ottobre u.s. il ricciocorno schiattoso, una delle tante donne che fanno outing del loro sonno neuronale sul web, pubblica la traduzione (? sarà forse meglio una rivisitata all’italiano prima di tradurre frasi come le seguenti?

laurie-pennyPer questo soffochiamo il nostro discorso con una profusione di scuse, avvertimenti, toni pacati
So we stifle our speech with apologies, caveats and soothing sounds.

dovremmo essere tutti d’accordo sull fatto che è relativamente facile

Dire che “tutti gli uomini sono tutti immersi in una cultura sessita
Saying that “all men are implicated in a culture of sexism”

etc …)

di un intervento di un’altra paucineuronica, tale Laurie Penny Of course all men don’t hate women. But all men must know they benefit from sexism.
Il povero Ricciocorno a corto di idee trova geniali le banalità della Penny, la quale dice pressapoco: (altro…)